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      <title>Progetto educazione civica storia by Federico Masini</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-12-17 15:25:20 UTC</pubDate>
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         <title>Chi è Malala?</title>
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         <description><![CDATA[<p>Malala Yousafzai è un'attivista pakistana per i diritti delle donne e l'educazione, nota a livello mondiale per la sua lotta contro la discriminazione di genere. Nata nel 1997 nella valle di Swat, ha guadagnato notorietà dopo un attentato subito nel 9 ottobre del 2012 da parte dei talebani, che volevano punirla per aver difeso l'istruzione delle ragazze. Dopo l'incidente, è diventata un simbolo globale dell'educazione e dei diritti femminili, promuovendo la sua causa attraverso discorsi e il Malala Fund. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace come riconoscimento del suo impegno nella promozione dell'educazione universale. Oggi continua a lavorare affinché ogni ragazza possa accedere all'istruzione ovunque nel mondo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 17:03:28 UTC</pubDate>
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         <title>Il discorso di Malala in occasione della consegna del Premio Nobel per la pace.</title>
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         <pubDate>2024-12-17 17:05:21 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nascere di sesso femminile in tante zone del mondo è fonte di discriminazioni pesantissime già alla nascita.&nbsp;Minacce e pericoli incombono sulla vita di ogni bambina, già prima della nascita. Negli ultimi 50 anni gli aborti selettivi hanno&nbsp;impedito a oltre 142 milioni di bambine di nascere&nbsp;e, tra quelle che hanno avuto almeno l’opportunità di venire alla luce,&nbsp;ogni anno 3 milioni rischiano vita e salute per le mutilazioni genitali femminili&nbsp;e&nbsp;12 milioni sono costrette a matrimoni precoci. A minacciare la vita delle minori sono poi le&nbsp;gravidanze precoci, che riguardano un terzo delle giovani nei Paesi a medio-basso reddito, così come le&nbsp;violenze, le disuguaglianze e le discriminazioni che portano all’esclusione da istruzione e lavoro&nbsp;e precludono l’uscita dalla povertà.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 17:18:11 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.&quot;</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 17:23:08 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianza</title>
         <author>federicomasini06</author>
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         <description><![CDATA[<p>«Subii la mutilazione quando avevo 10 anni. Mia nonna mi disse che mi portavano al fiume per una cerimonia particolare e che dopo avrei ricevuto molto cibo da mangiare. Ero una bambina innocente e fui condotta, come una pecora, al massacro. Entrate nella boscaglia fui condotta in una casupola buia, e spogliata. Fui bendata e denudata completamente. Due donne mi trascinarono nel luogo dell’operazione. Fui costretta a sdraiarmi sulla schiena da quattro donne robuste, due mi afferrarono saldamente ciascuna gamba. Un’altra si sedette sul mio petto per impedire che la parte superiore del mio corpo si muovesse. Mi ficcarono a forza un pezzo di stoffa in bocca per impedirmi di urlare. Poi fui rasata. Quando l’operazione iniziò, cominciai a lottare. Il dolore era terribile ed insopportabile. Mentre mi divincolavo fui mutilata malamente e persi molto sangue. [...]. Fui mutilata con un temperino spuntato.» – Hannah Koroma, Sierra Leone</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 18:09:15 UTC</pubDate>
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         <title>Il fenomeno</title>
         <author>federicomasini06</author>
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         <description><![CDATA[<p>Secondo l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità), 200 milioni di donne vivono con mutilazioni dei genitali. 44 milioni hanno meno di 15 anni. Purtroppo, è una pratica effettuata nel 37% della popolazione femminile tra i 15 e i 19 anni, anche se negli ultimi decenni c'è stato un calo complessivo della pratica. Nonostante ciò, secondo i dati sulla crescita della popolazione, il numero delle donne sottoposto a questa pratica aumenterà nei prossimi 15 anni. Sono praticate in 30 paesi nel mondo, soprattutto in Africa e in Medio Oriente, nello Yemen (anche in neonati di pochi giorni) e in Asia. Queste pratiche però avvengono anche in Europa, per esempio in Svizzera. In Italia sono a rischio tra il 15% e il 24% di bambine e ragazze di età tra 0 e 18 anni di famiglie provenienti da paesi in cui avviene questa pratica (Legge n'7 9 gennaio 2006)</p><p>Esistono 3 tipi di Mutilazioni genitali:</p><p>Clitoridectomia</p><p>Escissione</p><p>Infibulazione</p><p>Il tipo di mutilazione, l’età delle vittime e le modalità dipendono da molti fattori, tra cui il gruppo etnico di appartenenza, il paese e la zona in cui le ragazze vivono. Le mutilazioni vengono praticate nella maggior parte dei casi in età compresa tra i 4 e i 15 anni.</p><p>I motivi che portano a praticare le mutilazioni sessuali possono suddividersi in cinque gruppi:</p><p>Identità culturale</p><p>Identità sessuale</p><p>Controllo della sessualità</p><p>Credenze su igiene, estetica e salute</p><p>Religione</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 18:34:18 UTC</pubDate>
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         <title>Conseguenze psicologiche e la lotta alle mutilazioni</title>
         <author>federicomasini06</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le testimonianze raccolte parlano di ansia, terrore, senso di umiliazione e di tradimento, che possono avere effetti a lungo termine. Alcuni esperti suggeriscono anche che lo shock e il trauma della operazione possono contribuire a rendere le donne “più calme” e “docili”, qualità apprezzate nelle società che le praticano.</p><p>Grazie alle organizzazioni femminili africane</p><p>dagli anni ‘90 le mutilazioni dei genitali femminili vennero riconosciute dalla comunità internazionale come una grave violazione dei diritti delle donne e delle bambine. Vennero messe al bando a livello globale con la risoluzione della 67° Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 20 dicembre 2012</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 18:48:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicomasini06/zzzd3sogk0f514fr/wish/3265375463</link>
         <description><![CDATA[<p>La principale causa dell'esclusione scolastica delle bambine è la discriminazione di genere. Queste sono le più frequenti tipologie di <strong>cause </strong>alla base del divario fra maschi e femmine nelle scuole di molti Paesi in via di sviluppo:</p><ul><li><p><strong>povertà familiare</strong>: solo una scuola gratuita e obbligatoria è aperta a tutti;</p></li><li><p><strong>bambine "fantasma"</strong>: mancata registrazione anagrafica, "inestistenza legale", privazione di diritti;</p></li><li><p><strong>spose bambine</strong>: abbandono degli studi per matrimoni e gravidanze precoci;</p></li><li><p><strong>timore di violenze e disonore</strong>: preoccupazioni per la sicurezza della persona e per l'onorabilità familiare a causa del rischio di violenze, bullismo, punizioni corporali o assenza di servizi igienici separati.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 19:39:50 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;impatto dell&#39;igiene mestruale</title>
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         <description><![CDATA[<p>La frequenza scolastica di milioni di bambini in tutto il mondo è ostacolata da conflitti e guerre; in particolare, per bambine e ragazze rifugiate si aggiunge un ulteriore ostacolo: il <strong>ciclo mestruale</strong>. Per milioni di ragazze il diritto all’educazione può essere facilmente spazzato via da taboo, preconcetti, disinformazione, sentimento di vergogna, impossibilità di lavarsi o indisponibilità dei prodotti igienici indispensabili: i servizi di igiene mestruale non sono infatti garantiti nei contesti di crisi umanitaria.</p><p>Per questo molte ragazze perdono numerosi giorni di scuola arrivando ad assentarsi anche per l'11% dell'anno scolastico: c'è una tendenza generale ad <strong>abbandonare gli studi</strong>.</p><p><em>Save the Children</em> si è applicato per la risoluzione di questo problema con il progetto <em>Accelereted Education</em>, provvedendo alla formazione di insegnanti e ragazze nell'auto-produzione di slip e assorbenti riutilizzabili partendo dai materiali disponibili, coinvolgendo anche studenti e insegnanti maschi nel progetto di sensibilizzazione.</p><p>I risultati ottenuti evidenziano l'impatto positivo del progetto: infatti viene contrastato l'abbandono scolastico da parte delle ragazze che sono invece maggiormente coinvolte nelle attività scolastiche.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 19:58:42 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La parità di genere è il Goal 5 del programma <strong>Agenda 2030</strong> per lo sviluppo sostenibile.</p><p>La <strong>parità di genere</strong> non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace: garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili, di cui potranno beneficiare le società e l’umanità intera.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 20:06:22 UTC</pubDate>
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         <title>Fatti e cifre</title>
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         <description><![CDATA[<ul><li><p>Circa<strong> i due terzi</strong> dei Paesi in regioni in via di sviluppo hanno raggiunto la parità di genere nell’istruzione primaria;</p></li><li><p>nel 1990, in Asia meridionale, solo 74 bambine erano iscritte alla scuola primaria per 100 bambini. Nel 2012, i tassi d’iscrizione erano gli stessi per le ragazze e per i ragazzi;</p></li><li><p>nell’Africa subsahariana, in Oceania e in Asia occidentale, le ragazze ancora incontrano ostacoli nell’accesso alla scuola primaria e secondaria;</p></li><li><p>in Nordafrica, le donne&nbsp; detengono meno di un quinto dei posti di lavoro retribuiti in settori non agricoli. La proporzione di donne che occupano posti di lavoro retribuiti al di fuori del settore primario è aumentato dal 35 % del 1990 al 41% del 2015;</p><p>• in 46 paesi, le donne detengono oltre il 30% di seggi nei parlamenti nazionali in almeno una Camera.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 20:10:05 UTC</pubDate>
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         <title>Traguardi</title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>5.1</strong> &nbsp;&nbsp; &nbsp;Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze</p><p><br/></p><p><strong>5.2</strong> &nbsp;&nbsp; &nbsp;Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale e di ogni altro tipo</p><p><br/></p><p><strong>5.3 &nbsp;</strong>&nbsp; &nbsp;Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali femminili</p><p><br/></p><p><strong>5.4</strong> &nbsp;&nbsp; &nbsp;Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di responsabilità condivise all’interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali</p><p><br/></p><p><strong>5.5 </strong>&nbsp;&nbsp; &nbsp;Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica</p><p><br/></p><p><strong>5.6</strong> &nbsp;&nbsp; &nbsp;Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti in ambito riproduttivo, come concordato nel Programma d’Azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo e dalla Piattaforma d’Azione di Pechino e dai documenti prodotti nelle successive conferenze</p><p><br/></p><p><strong>5.a </strong>&nbsp;&nbsp; &nbsp;Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali</p><p><br/></p><p><strong>5.b</strong> &nbsp;&nbsp; &nbsp;Rafforzare l’utilizzo di tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per promuovere l’emancipazione della donna</p><p><br/></p><p><strong>5.c</strong> &nbsp;&nbsp; &nbsp;Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e l’emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 20:12:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><p>“L’uguaglianza è una necessità vitale dell’animo umano. A tutti gli esseri umani bisogna dare la stessa quantità di rispetto e di attenzione, perché il rispetto non ha misura”. (Simone Weil)</p></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 20:23:40 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sappiamo perfettamente che la parità di genere non è ancora stata raggiunta. Tuttavia in alcuni Paesi la situazione è più critica che in altri, ad esempio l’Afghanistan, caduto (nuovamente) nelle mani dei talebani il 15 agosto 2021, è considerato il peggior Paese al mondo in termini di parità di genere secondo il “Global Gender Gap Report 2023”. Lì l’autonomia e l’indipendenza conquistate a fatica tra il 2001 e il 2021 (anni in cui i talebani non erano più al governo) sono costantemente minacciate da un regime illegittimo che vuole solamente privare le donne dei loro diritti e delle loro libertà fondamentali. Nonostante le dichiarazioni di Hibatullah Akhundzada, capo supremo dei talebani, secondo cui nessuno può obbligare una donna a sposarsi per raggiungere un accordo in quanto “<strong><em>una donna non è da considerarsi come una proprietà, bensì una persona nobile e libera”</em></strong>, le parole non corrispondono ai fatti, poiché in questi 3 anni di governo le donne sono state progressivamente escluse dalla vita pubblica, dopo essere state licenziate o addirittura bandite dalla maggior parte degli ambienti lavorativi, le case rifugio per le donne&nbsp; esposte a violenze sono state chiuse, gli sport femminili sono stati banditi; sono stati imposti severi codici di abbigliamento e controllo dei media cosicché non vengano diffusi programmi contrari ai principi della legge islamica. Le donne non possono uscire di casa se non accompagnate dal loro <em>mahram</em> (cioè un tutore maschio) e devono comunque essere integralmente coperte e non allontanarsi più di 70 km dalla loro casa, non godono di diritti civili o indipendenza economica, non si possono opporre a matrimoni combinati, non hanno accesso completo ai servizi sanitari, non ci sono leggi che tutelino il loro diritto di divorzio. L’aspetto forse più grave è l’accesso limitato delle donne all’istruzione poiché essa non solo permetteva alle ragazze di sviluppare capacità critica e opinioni personali, ma era anche considerato il simbolo del cambiamento e della speranza in Afghanistan.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 21:03:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicomasini06/zzzd3sogk0f514fr/wish/3266255675</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-12-18 11:52:59 UTC</pubDate>
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