<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>5E  SP STORIA  Liceo Copernico  by Nicoletta Vian</title>
      <link>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61</link>
      <description>Programma anno precedente La restaurazione del Congresso di Vienna</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-09 21:15:37 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2022-02-15 08:45:38 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>COMPITO DI REALTA&#39; : analizzare la fine della 1 Guerra mondiale in prospettiva MARXISTA /LIBERISTA (CAPITALISTA) </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61/wish/2015606603</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-01-27 11:02:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61/wish/2015606603</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Compito di realtà. Matteo Visentin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61/wish/2021504411</link>
         <description><![CDATA[<div>La fine della prima guerra mondiale e l'inizio del primo dopoguerra gettò l'Europa in una situazione di crisi e di sfiducia verso la classe dirigente che portò la maggior parte dei paesi europei in guerra. Paesi che si fondavano su solide istituzioni liberali, come la Francia e l'Inghilterra, si aprirono a una maggiore democrazia, mentre altri, come la Germania e l'Italia, videro le istituzioni liberali crollare e aprirono la porta alla dittatura e al totalitarismo.<br>Dal punto di vista economico le enormi spese sostenute in campo bellico pesarono sul bilancio di stato e le politiche di <strong>riconversione dell'industria</strong> furono finanziate principalmente dagli Stati Uniti in paesi come la Germania. Inoltre l'eccessiva circolazione di banconote portò alcuni paesi, in particolare la Repubblica di Weimar, ad un tasso di <strong>inflazione</strong> mai registrato prima. Keynes, economista britannico, propose la <strong>liberalizzazione</strong> dei commerci per riuscire ad uscire da questa situazione di recessione economica, consigliò anche di ridurre le riparazioni di guerra che la Germania doveva pagare e di azzerare i debiti contratti dall'Intesa nei confronti degli Stati Uniti.<br>Le ipotesi di Keynes non vennero ascoltate e l'industria e le esportazioni tornarono ai livelli precedenti alla guerra. <strong>La disoccupazione aumentò, anche grazie ai reduci che difficilmente riuscirono ad integrarsi nella società lavorativa. <br>Gli ex soldati, assieme alla classe media formarono quindi associazioni che prendevano parte alla vita politica, che lottavano per i propri diritti, i partiti diventarono così formazioni di massa, gli iscritti ai sindacati crebbero</strong>, passarono dai 4 milioni prima della guerra agli 8 milioni del dopoguerra nella sola Inghilterra. <br>Altri fattori come il taglio delle spese pubbliche <strong>e l'aumento della tasse aumentarono lo scontento generale, in particolare della classe media.</strong> Tutto questo portò al cosiddetto <strong>"Bienno rosso"</strong>, <strong>agitazioni operaie </strong>(nate sull'esempio russo dei <strong>bolsevichi </strong>e quindi di<strong> Marx</strong>) <strong>che si estesero in tutta Europa e che in Ungheria portarono ad una rivoluzione comunista.</strong><br>Si può quindi notare come il primo dopoguerra sia caratterizzato da<strong> crisi economiche e sociali e che i vari paesi risposero in maniera differente a questa situazione, ma nella maggior parte di questi si diffusero, immediatamente dopo la fine della guerra e della rivoluzione russa/bolscevica, ideali Marxisti e socialisti, mentre in altri sorsero ideali anti-democratici e totalitari (Italia, Germania)</strong>. Alcuni paesi che facevano parte dell'Intesa (USA, Francia, Inghilterra) riuscirono invece ad aprirsi sempre di più alla democrazia.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-01-31 15:23:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61/wish/2021504411</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Fine 1° Guerra Mondiale</title>
         <author>lleonardosantii</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61/wish/2023936391</link>
         <description><![CDATA[<div>La guerra degli anni 1914-18 provocò in Europa danni politici, economici e sociali che causarono una forte crisi. Nel dopoguerra si estende una profonda sfiducia nei confronti della classe dirigente, l’Europa perde la leadership dell’Europa, con gli Stati Uniti che si confermano un nuovo potere internazionale, conquistato soprattutto grazie alla Società delle Nazioni.&nbsp;</div><div>In Paesi democratici liberali, come Regno Unito e Francia, le conseguenze sono differenti rispetto a Italia e Germania dal liberalismo debole. Questi ultimi videro cedere le istituzioni l<strong>iberali davanti alla dittatura che ripristinò l’ordine a scapito dei diritti civili e politici del popolo.</strong></div><div>In ogni Paese fu necessario riconvertire l’industria, piegata per esigenze belliche, ma questo processo era possibile solo a stati come Regno Unito e Stati Uniti che non avevano subito danni ai sistemi produttivi. Nei paesi vinti ci fu una forte inflazione per l’eccessiva circolazione della cartamoneta stampata per sostenere le spese militari.</div><div>Paesi come gli Stati Uniti riuscirono a instaurare rapporti commerciali con il Sudamerica grazie al declino della concorrenza europea.</div><div>Si creò una forte disoccupazione data dalla scarsa richiesta di lavoratori da parte delle imprese che portò un malcontento di massa.</div><div>Questo venne alimentato dal taglio delle spese pubbliche e l’aumento delle tasse, misure adottate dal governo per uscire dalla recessione che colpirono soprattutto chi aveva un reddito fisso, salariati e impiegati. <strong>Anche la classe media si sentì danneggiata fino al momento del biennio rosso (1919-1920), quando agitazioni operaie, sollecitate dall’esempio russo, si estesero in tutta Europa con scioperi, cortei e occupazione delle fabbriche.</strong></div><div>In Inghilterra furono le forze moderate a guidare il paese nel dopoguerra attuando politiche di austerità finanziaria (politica di bilancio restrittiva o di rigore dello Stato fatta di tagli alle spese pubbliche al fine di ridurre il deficit pubblico) che portavano allo scontro con i sindacati fino ad arrivare alla proibizione degli scioperi e all'illegalità dell'iscrizione al partito socialdemocratico, anche in Austria i socialdemocratici governarono il paese durante il passaggio difficile da monarchia a Repubblica.&nbsp;</div><div>In Ungheria dopo un esperimento socialista venne instaurato un regime autoritario sostenuto anche dalla chiesa e dai grandi proprietari terrieri. Stessa sorte toccò Polonia, Bulgaria, Jugoslavia, Spagna e Portogallo. In Turchia invece, dopo il regime autoritario che permise al recupero di alcuni territori, venne creato uno stato nazionale, laico, repubblicano con cui si avvia una politica di laicizzazione dello stato.</div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1356122708/e49a3906e1f59c845f7d6718ac93bc8f/sciopero_1__GM.jpg" />
         <pubDate>2022-02-01 17:58:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61/wish/2023936391</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>sfalezzadavide</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61/wish/2024067350</link>
         <description><![CDATA[<div>La guerra del 1914 - 1918 cambia il volto del mondo: l’Europa perde definitivamente la centralità e conosce un forte periodo di crisi economica e sociale. Nel ’29 la crisi colpisce gran parte delle Nazioni.</div><div><br></div><div><strong>Tale crisi economica è causata principalmente dalla mancata riconversione degli apparati sfruttati per la produzione bellica e dalla sovrapproduzione.</strong> Inoltre crescono l’inflazione e la svalutazione, provocando disordini sociali e politici tra i diversi ceti, cui si aggiunge il malcontento provocato dall’insoddisfazione dilagata alla fine della guerra.&nbsp; Le nuove ideologie mettono in crisi i valori democratici esaltando l’uso della forza e rafforzando il potere esecutivo che si presenta come garante dell’interesse patriottico contro la “sovversione”. Nel corso delle trattative di pace, importante è l’intervento del presidente statunitense Wilson, che propone alcuni principi sulla cui base dare vita ad una organizzazione sovranazionale (la Società delle Nazioni) che salvaguardi la pace tra gli Stati. Purtroppo tutto è vano, in quanto la defezione delle massime potenze (a partire dagli Stati Uniti ), la dura punizione imposta alla Germania, lo smembramento dell’Austria e l’isolamento dell’URSS rendono fragile la pace mondiale.</div><div><br></div><div>Negli anni Venti e Trenta si afferma la società di massa, grazie anche all’introduzione della catena di montaggio, simbolo dell'organizzazione scientifica del lavoro.</div><div><br></div><div>La guerra segna il declino economico del vecchio continente e l’ascesa di nuove potenze, come USA e Giappone, in quanto soprattutto i primi diventano i maggiori creditori del mondo: ma il sistema economico tende alla crisi che sfocia nel crollo della borsa di Wall Steet nel ’29. Infatti, accanto ai problemi produttivi, si avvia una pericolosa speculazione in borsa che rialza enormemente i prezzi fino a che l’offerta supera la domanda determinando la crisi. Gli USA, in quattro anni, dimezzano la propria ricchezza e la crisi rapidamente diventa mondiale, colpendo soprattutto la Germania, dipendente dall’economia statunitense. Gli squilibri politici producono non solo crisi materiali ma anche spirituali, determinando sperimentazioni soprattutto in campo artistico, dove le avanguardie indagano la realtà umana&nbsp; esprimendo l’angoscia e la mancanza di certezze positive, tipica dell’epoca. Importante è il contributo dato dall'austriaco&nbsp; Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, che sostituisce la rilevanza di ciò che è razionale e soggetto al controllo della volontà con l’indagine dell’inconscio, parte della psiche che sfugge alla consapevolezza (la "coscienza" di cui parla Svevo nel suo capolavoro): secondo Freud, importante non è ciò che un individuo fa o dice ma come risolve il conflitto interno tra Es, Super-io, Io, cioè istinti, pulsioni sessuali, controllo razionale e morale e capacità di mediazione tra essi, garantita dall'identità.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-02-01 19:00:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/servizifiera/zz7ikdhg8k61/wish/2024067350</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
