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      <title>Discussioni di attualità per migliorare il mondo by Paul Prajescu</title>
      <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt</link>
      <description>feat. Segretario dell&#39;ONU</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-01-16 13:06:14 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2019-04-17 08:15:57 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Argomento/i del gruppo</title>
         <author>Preserves</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/321194019</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Questo gruppo discuterà di come alcuni lavori socialmente utili siano importanti ma sottovalutati, e di come con il tempo i tanti lavori siano stati classificati dai più "facili" e accessibili a tutti a quelli più "difficili" e destinati solo a pochi che poi ovviamente verranno definiti i migliori nella corrispondente società. Definiremo anche i valori nascosti e dimenticati di quello più sottovalutati. Parleremo infine dei lavori più a rischio di sfruttuamento, e informeremo i giovani meglio di cosa comprende il loro lavoro dei sogni (quello più comune almeno) come può essere il programmatore di videogiochi o computer </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-16 13:07:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Argomento/i del gruppo</title>
         <author>Preserves</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-22 16:09:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>leonardopascale</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sistema di diffusione </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-23 09:38:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>leonardopascale</author>
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         <description><![CDATA[<div>Affidabilità </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-23 09:43:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>leonardopascale</author>
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         <description><![CDATA[<div>Adattabilità </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-23 09:49:32 UTC</pubDate>
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         <title>Ebook</title>
         <author>5HINee</author>
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         <description><![CDATA[<div>Utilizzo di ebook a scuola al posto dei libri <strong><mark>PESANTI</mark></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-23 09:52:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Eliminare oggetti monouso e sostituirli con oggetti che durano </title>
         <author>turettafilippo3</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-23 09:56:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>leonardopascale</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/323364793</link>
         <description><![CDATA[<div>Costi di produzione </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-23 10:05:57 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;arte</title>
         <author>Preserves</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/324047770</link>
         <description><![CDATA[<div>da tempo immemore l'uomo produce qualcosa che chiamiamo "arte". Essa è associata oggi a dipinti, sculture, letteratura, musica; ma se nè perso tanto del suo signfiicato. L'arte è la pura creazione a partire da zero di qualcosa formulato dal pensiero umano. L'arte sta ovunque, anche se noi chiamiamo "arte" solo qualcosa che è vendibile, qualcosa comunque relazionabile al guadagno di un capitale. Il falegname per esempio, è uno dei gradi più alti che un artista può raggiungere. Produrre da un semplice blocco di legno una sedia, un tavolo, una cornice per i quadri o un riquadro per la finestra non è semplice; ma la difficoltà come ho accennato prima non distingue un lavoro. La difficoltà è soggettiva, se non ci riesci sei semplicemente un fallito. I falliti di solito fondano fabbriche dove producono sedie, tavoli etc. in serie così da poterli vendere a più clienti possibile. Non è brutta come cosa, non necessariamente; ma il fatto che li definiscono migliori di vera arte non è accettabile. C'è un problema di fondo però, se la ricchezza totale del mondo è di fatto il materiale fisico/energia che esso detiene come possiamo permetterci di pagare un pezzo d'arte di più del suo valore "fisico"? Così il mondo cadrà in rovina, perché finiremo con più soldi di quanto essi rappresentino in realtà. L'arte quindi, non è un lavoro ma deve essere più un hobby per se stessi non vendibile se non al suo prezzo di materiale/energie spese (l'energia mentale, definita creatività e pensiero non è classificabile secondo una scala di marketing in alcun modo). Ma vi starete chiedendo, e i soldi che si spendono per le ricerche? Beh, il mondo umano è bello proprio perché si creano contraddizioni del genere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-24 17:43:53 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>giacomobregolin01</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/325750173</link>
         <description><![CDATA[<div>mozziconi di sigarette</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-30 09:21:18 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Distributori di liquidi utili</title>
         <author>nik17pagi</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/325750721</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-30 09:23:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il lavoro umile, cos&#39;è</title>
         <author>Preserves</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/325753308</link>
         <description><![CDATA[<div>Il lavoro <mark>umile</mark> deriva dal latino "<strong>Humus</strong>", un prodotto della terra. Per lavori umili si intendono tutti i lavori legati alla terra ma ormai non tanto più quello. Va dagli agricoltori, agli allevatori ma ormai anche alle badanti, spazzini e cameriere. Il settore del lavoro umile è anche quello più colpito da truffe o sfruttamenti illegali, tra lavoro nero e sottopagato. Parlando di numeri nel <mark>Sud Italia</mark> ci sono più di 100 mila dipendenti illegali o sottopagati, per lo più delle volte sono immigrati che non lavorano in sicurezza e non hanno nemmeno acqua e i servizi quando ne hanno bisogno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-30 09:31:56 UTC</pubDate>
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         <title>Disponibilità del lavoro umile</title>
         <author>Preserves</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/325754667</link>
         <description><![CDATA[<div>Molti giovani anche italiani sono disposti a fare un lavoro manuale o creativo, tra artigianato o operatore del call center, ma nessuno realmente consiglierebbe questi lavori. In Italia per aggiunta non c'è molta disponibilità di questi lavori.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-30 09:36:54 UTC</pubDate>
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         <title>I lavori disprezzati dai giovani + testimonianze</title>
         <author>andrea_vaccese</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/328004067</link>
         <description><![CDATA[<div>LE DIECI MANSIONI MENO VOLUTE DAI GIOVANI<br>I giovani vogliono veramente lavorare o sono soltanto pigri? Uno studio della rivista specializzata Spot and Web dice che, confermando anche la tendenza dei dati Istat di luglio 2018, secondo cui in Italia la disoccupazione giovanile si attesta al 30,8%, un punto in meno rispetto a giugno e il minimo da ottobre 2001, ma allo stesso tempo molto superiore alla media della zona euro che è del 16,6% e inferiore solo a Grecia e Spagna. Una ricerca svolta fra ragazzi di età compresa fra i 16 e 25 anni con titoli di studio svela che ci sono lavori che non si vorrebbero mai fare. In testa c’è quello del lavapiatti (19%) giudicato sottopagato, faticoso, segue il ruolo di badante (17%) ritenuto poco igienico, deprimente e a prova di nervi. Terzo in classifica il lavoro di<br> postino (14%), precario, bisogna alzarsi presto la mattina, a pari merito con l’operatore ecologico, visto ancora come umiliante socialmente e sporco. Appena giù dal podio il cameriere (12%), definito usurante e poco appagante dal punto di vista<br> professionale. Quinta posizione per il parcheggiatore (10,5%), poco edificante e incline all’abusivismo, seguito dall’operaio edile (8%), considerato troppo pesante e pericoloso allo stesso tempo. Settima piazza per il benzinaio (6,5%), assolutamente senza sbocchi e noioso, mentre il lavoro del camionista (4,5%) è alienante e pieno di rischi per sé stessi e per gli altri. Nono posto per l’operaio agricolo (3%), recepito come antico e gravoso, con mansioni massacranti. Chiude questa speciale top ten il lavoro di addetto alle pulizie: secondo il 2% degli intervistati è roba da extracomunitari, deprimente e logorante. Al campione è stato chiesto se fosse disposto a lavorare il sabato e la domenica. Ebbene, il 35% preferisce di no, il 32% lo farebbe malvolentieri, il 20% solo se costretto, il 10% sì senza<br> esitazioni. Qual è il passatempo preferito di questi giovani? Stare sui social (41%) vince a mani basse, seguito da passare il tempo e uscire con gli amici (33%), fare sport (29%), videogiochi / playstation (25%), ascoltare musica (23%) e andare al cinema (19%). Tornando sul tema lavoro, il 23% si dice disposto a cambiare città per esigenze lavorative. Per il 22% dipende dalla città mentre per un altro 23% è determinante di che tipo di lavoro si tratta. Solo l’8% non si trasferirebbe per un impiego. Disposto a lavorare in agosto? Anche in questo caso prevale il no (27%), che preferirebbe godersi le vacanze estive, mentre il sì è al 17%. Infine, perché i giovani non accettano un lavoro umile? Prima di tutto perché alcuni sono laureati (29%), poi perché vedono un simile impiego come un danno alla loro immagine (27%). Per il 23% si tratta di lavori troppo pesanti e faticosi mentre c’è chi, piuttosto di fare un lavoro del genere, preferisce stare a casa e godersi la disoccupazione (16%) o continuare a farsi mantenere da mamma e papà (13%) o, ancora, affidarsi alle pensioni dei nonni (9%).<br><br>TESTIMONIANZA DI UN DATORE DI LAVORO<br>In un momento storico in cui non si fa altro che parlare di precarietà nel mondo del lavoro e mancanza di prospettive per il futuro dei giovani, una storia curiosa che ha il sapore della beffa arriva dal Veneto. A raccontarla il Corriere della Sera.</div><div>La storia è quella di un imprenditore, Cristiano Gaifa, proprietario e fondatore di Zushi, una catena di sushi restaurant con 21 locali sparsi in tutto il Nord Italia. “Se sento ancora parlare di <a href="https://www.wallstreetitalia.com/trend/disoccupazione/">disoccupazione</a> giovanile racconto gli ultimi colloqui che abbiamo fatto”.Così scrive su Facebook l’imprenditore, che racconta di una realtà dai toni beffardi in cui il lavoro c’è ma mancano i dipendenti, quei giovani troppo presi da altro come racconta Gaifa.</div><div>“Che tipo di lavori offrite? “Ce n’è per tutti i gusti. Prevalentemente camerieri e servizio in sala. Ma anche direttori e vicedirettori di ristorante. Specie per quelli di nuova apertura. Ne ho uno qui sotto mano: cerchiamo un vicedirettore, dunque con uno stipendio ben superiore alla media. I colloqui li ho fatti io stesso”. E come sono andati? “Un disastro. Gli ultimi questa settimana. Tre interpellati su tre, tutti disoccupati, mi hanno detto: “”ci penso e vi faccio sapere”. Non hanno telefonato nei giorni successivi come d’accordo. Allora li abbiamo richiamati noi. “No, grazie”.Forse la causa è da ricercarsi nei faticosi e stressanti periodi di prova semi-pagati che non promettono alla fine la tanto agognata assunzione?  Gaifa dice no, anzi. “Il nostro è un contratto di lavoro a stipendio pieno fin dal primo giorno. Quattordici mensilità e contributi pagati. Tre mesi a tempo determinato, poi nella grandissima parte dei casi assunzione a tempo indeterminato. Eppure tre su dieci neanche si presentano“. Insomma il ritratto dei giovani italiani che esce dalle parole e dall’esperienza dell’imprenditore del sushi non è certo lusinghiero e forse, secondo Gaifa, il problema è da ricercarsi nel fatto che forse alla spalle questi ragazzi una certa ricchezza ce l’hanno già. “In questi anni ne abbiamo sentite di tutti i tipi. L’ultimo che ho incontrato, anche lui disoccupato, quando gli ho detto che avrebbe cominciato la settimana successiva mi ha risposto: eh, ma avevo prenotato una vacanza. Con un altro, un veronese, è andata anche peggio. Ci ha chiesto dov’è il ristorante: a Borgo Trento. Troppo lontano, abito a Borgo Milano, ci ha detto. Neanche un chilometro di distanza, capisce? Alcuni vengono a colloquio con la fidanzata, o il fidanzato, e dobbiamo spiegare che è un colloquio individuale. E poi, c’è la ragazza della casa (…) Il caso più emblematico. Sui trent’anni, alla prima esperienza lavorativa. La sera prima di cominciare ha chiamato in ristorante. Mi spiace, non vengo più, papà mi ha regalato una casa e per i prossimi mesi dovrò arredarla. Sa cosa mi preoccupa di più? Che se danno queste risposte vuol dire che c’è ancora una ricchezza alle spalle, quella della famiglia. Ma cosa diranno questi ragazzi ai loro figli, tra quindici anni, quando i soldi saranno finiti?” Nel caso degli stranieri, la situazione è diversa: “Sa qual è la proporzione tra italiani e non italiani? Due a uno. Per ogni curriculum che ricevo di connazionali, ne ho almeno due di altri”. Nessun problema ad assumere gli stranieri. Nel caso di “lavapiatti, pulizie, gestione dei locali: abbiamo solo non italiani. Ma ci sono delle mansioni per le quali è richiesta una competenza linguistica molto buona. Tutti i lavori a contatto con il pubblico, insomma. E’ lì che abbiamo richiesta. Ma manca la domanda. O per lo meno quella dei ventenni. Per i più anziani è diverso, lì c’è richiesta. Magari perché hanno una famiglia da mantenere, o sono divorziati e hanno il muto da pagare. <br><br>È vero che i giovani italiani, in maggioranza, perché sarebbe ingiusto generalizzare, non vogliono fare più certi lavori. Colpa di una <strong>mentalità sbagliata</strong>, di famiglie protettive, di scuole dove si continuano a snobbare le attività manuali. Possiamo anche impegnarci a qualificarlo noi, ma servono giovani che vogliono qualificarsi.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 20:06:13 UTC</pubDate>
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         <title>REGISTRO ELETTRONICO  VS  DIARIO </title>
         <author>Grabry</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/328158510</link>
         <description><![CDATA[<div>I diari sono uno spreco di soldi, di alberi e di spazio. Tutte le scuole dovrebbero usare un registro elettronico dove segnare i compiti. Dobbiamo quindi creare un registro efficiente e facile da utilizzare.<br>P.<mark>s se il registro non funziona gli studenti non devono fare i compiti </mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-06 09:37:28 UTC</pubDate>
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         <title>Lavori sfruttati: animatore</title>
         <author>Preserves</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/333679592</link>
         <description><![CDATA[<div>Spostiamoci in un campo, dove la concorrenza è al massimo ma il tempo di produzione richiesto è minimo e la qualità del prodotto deve essere alta. Ma questo non avviene tanto nel mondo in generale quanto in giappone. La <a href="https://www.cartoonbrew.com/anime/japans-animation-industry-isnt-just-tough-its-illegally-harsh-110074.html">testimonianza</a> di Henry Thurlow, un animatore americano, già in professione che si spostò in Giappone per seguire i suoi sogni; ha dovuto ri-studiare per 4 anni affinché potesse essere così bravo da essere assunto. Ma presto ha scoperto che è sceso in uno stato di sfruttamento lavorativo, alcune studios infatti pagano fino a 25$ a settimana ma non era questo il suo stato, veniva pagato poco più. Lo sfruttamento arriva a livelli tali che ti ritrovi i tuoi compagni di lavoro vomitare e svenire, tanto che li vengono a prendere in ambulanza per mandarli all'ospedale; lo stesso Henry è stato mandato in ospedale 3 volte per lo stress lavorativo. Quando devi lavorare per un progetto si parla di un mese e mezzo di lavoro non-stop tutti i giorni dalla mattina presto alla sera tardi, l'atmosfera anche è deprimente; nessuno parla e nessuno pranza con gli altri, c'è un silenzio di tomba perché tutti sono concentrati sul lavoro visto che il giorno di ritiro non è mai troppo distante, nessuno comunque sembra intenzionato di cambiare in qualche modo ciò. Henry dice: "Quando lavoravo come animatore a New York potevo permettermi un appartamento, comprare cose varie, e avevo tempo ti vivere una vita. Ma l'artista dentro di me stava urlando il fatto che non stavo facendo lavori di buona qualià come film e serie. Ora tutto della mia vita sta andando male, ma l'artista dentro di me è completamente soddisfatto."<br>La cosa più problematica del lavorare come animatore in giappone è che non vieni pagato per le ore che fai ma per la quantità di lavoro che fai, ma che non puoi decidere tu. L'azienda potrebbe darti solo da correggere e revisionare lavori di altri artisti, per revisionare 5 fotogrammi ti pagano circa 12$ al giorno; quando invece devi disegnare circa 40 fotogrammi al giorno ti danno 150$, ma dipende dalla serie. Henry si è spostato dal precedente studios dove lo pagavano soltando 300$ al mese a un altro dove lo pagano 1000$ (si sta parlando del giappone). <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-21 15:33:32 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianze di alcuni lavoratori (in aggiornamento)</title>
         <author>Preserves</author>
         <link>https://padlet.com/Preserves/zyklo9vbwatt/wish/350232134</link>
         <description><![CDATA[<div>Qui sotto troverete delle testimonianze di lavoratori italiani e su come si svolgono le loro giornate. Spero che vi possano essere utili come fonte di inspirazione e che vi tolga i dubbi che forse potete avere<br><br><br><strong>Commerciante</strong></div><div><br><sup>testimonianza n-1</sup></div><div>-Come ti chiami?</div><div>Filippo</div><div><br></div><div>-Sei soddisfatto del lavoro che fai? </div><div>Sì</div><div><br></div><div>-Come si svolge la tua giornata?</div><div>La mattina dalle 9:30 a mezzogiorno metto in ordine il negozio, occupandomi più che altro della parte burocratica, rispondendo a eventuali mail da fornitori o clienti. Di pomeriggio dalle 15:30 alle 19:30 arrivano più clienti solitamente, mentre di sera dopo l'orario di chiusura pulisco a fondo il negozio lavando il pavimento e altro</div><div><br></div><div>-Guadagni in modo soddisfacente per le tue esigenze? </div><div>Non si guadagna mai abbastanza per le proprie esigenze</div><div><br></div><div>-Le tue scelte hanno comportato sacrificio?</div><div>Sì, rispetto a prima "non si smette mai di lavorare"; anche se sono a casa lavoro online per il negozio. Non si stacca mai.<br>Sì, anche se non sto lavorando tecnicamente durante la pausa o a casa; devo amministrare i vari social del negozio e rispondere tramite whatsapp o telefono ai vari clienti che fanno prenotazioni o comunque desiderano contattarmi<br><br></div><div>-Quante ore di lavoro fai?</div><div>35/42 ore settimanali</div><div><br></div><div>-Come ti vede la gente?</div><div>Cordiale, buono, molto disponibile</div><div><br></div><div>-Avresti voluto fare qualcos' altro?</div><div>Il calciatore, ma ora l'allenatore di una squadra di calcio<br><br><sup>testimonianza n-2</sup></div><div>-Come ti chiami?</div><div>Denis</div><div><br></div><div>-Sei soddisfatto del lavoro che fai? </div><div>Certo</div><div><br></div><div>-Come si svolge la tua giornata?</div><div>Mattina metto in ordine il negozio e parte burocratica. Pomeriggio accoglienza clienti, più vendita</div><div><br></div><div>-Guadagni in modo soddisfacente per le tue esigenze?</div><div>Sì</div><div><br></div><div>-Le tue scelte hanno comportato sacrificio?</div><div>Sì, economico e di tempo</div><div><br></div><div>-Quante ore di lavoro fai?</div><div>40 ore circa settimanali</div><div><br></div><div>-Come ti vede la gente?</div><div>Simpatico, socievole</div><div><br></div><div>-Avresti voluto fare qualcos' altro?</div><div>No<br><br><br><strong>Caribiniere<br><br></strong>Come ti chiami?<br>-Tullio<br><br></div><div>-Sei soddisfatto del lavoro che fai? <br>Sì sono soddisfatto<br><br></div><div>-Come si svolge la tua giornata?<br>La mia giornata è molto particolare, non faccio servizio in divisa ma lavoro in borghese; Faccio parte del gruppo investigativo di Padova e gli orari non sono prefissati. Lavoriamo con varie specializzazioni, ognuno ha un suo ambito, io sono nell'ambito anti-rapine, rapine gravi come furti di beni statali.<br><br></div><div>-Guadagni in modo soddisfacente per le tue esigenze? <br>Guadagno abbastanza bene, però rispetto q uno che lavora all'Interpole non guadagno un cazzo. Da una scala da uno a dieci do 5 alla paga.<br><br></div><div>-Le tue scelte hanno comportato sacrificio?<br>Sì molto, faccio in media 6 ore di lavoro giornaliero; abbastanza frequentemente però faccio molte più ore arrivando anche a 18, avendo poco tempo<br><br></div><div>-Come ti vede la gente?<br>You can't see me (ironico) <br><br></div><div>-Avresti voluto fare qualcos' altro?<br>L'Odonto tecnico, perché mi piacciono le apparecchiature ma ho fatto un periodo di prova nei carabinieri e ho deciso di entrare nel corpo.<br><br>-È un lavoro pericoloso? <br>Sì molto, la probabilità di farsi male durante la operazione è elevata; alcuni criminali sono in possesso di armi da taglio o/e da fuoco.<br><br><br><strong>Impiegato</strong><br><br>-Come ti chiami?<br>Sagato<br><br></div><div>-Sei soddisfatto del lavoro che fai?<br>Sì, sono una operatrice fiscale stagionale. Il mio lavoro si concentra in una determinata parte dell'anno; è un periodo in cui si lavoro intensamente, ed è <del>un po'</del> stressante. Nonostante tutto mi piace farlo, perché c'è contatto con la gente e riesco ad avere un buon rapporto con i clienti.<br> </div><div>-Come si svolge la tua giornata?<br>La mia giornata lavorativa consiste nell'elaborazione delle dichiarazione dei redditi dei clienti (tutto il giorno) e degli ISEE.<br><br></div><div>-Guadagni in modo soddisfacente per le tue esigenze? <br>Guadagno il giusto per le mie esigenze e per la mia famiglia.<br><br></div><div>-Le tue scelte hanno comportato sacrificio?<br>Sì, la mia scelta ha comportato sacrificio perché devo continuamente aggiornarmi e mi rimane poco tempo libero. <br><br></div><div>-Quante ore di lavoro fai?<br>8 ore al giorno, ma spesso svolgo anche straordinari<br><br></div><div>-Come ti vede la gente?<br>La gente mi ringrazia spesso e dice che sono gentile e disponibile<br><br></div><div>-Avresti voluto fare qualcos' altro?<br>Sì, mi sarebbe piaciuta fare la restauratrice di opere d'arte danneggiate perché amo l'arte e mi affascina.<br><br><strong>Artista<br></strong><br>-Come ti chiami?<br>Laura Stefania <br><br></div><div>-Sei soddisfatto del lavoro che fai?<br>Sì, perché anche se non guadagno molto lavorare con l'arte mi interessa molto.<br> </div><div>-Come si svolge la tua giornata?<br>Io sono una casalinga, quindi la mattina pulisco la casa, il pomeriggio lavoro al computer o con la creta polimerica.<br><br></div><div>-Guadagni in modo soddisfacente per le tue esigenze? <br>No, perché con il lavoro che ci metto per creare le mie opere non guadagno abbastanza.<br><br></div><div>-Le tue scelte hanno comportato sacrificio?<br>Sì, perché ogni opera che faccio è pari ha molte ore di sacrificio.<br><br></div><div>-Quante ore di lavoro fai?<br>Dipende dalla settimana, quando ho le giornate libere lavoro 4/5 ore al giorno.<br><br></div><div>-Come ti vede la gente?<br>La gente mi vede come una persona tosta, e piena di perseveranza.<br><br></div><div>-Avresti voluto fare qualcos' altro?<br>Sì, l'archeologa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-10 06:21:36 UTC</pubDate>
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