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      <title>Balloni, Ceccariglia, Cristofari, Fazzi, Rufini by FLAVIA CECCARIGLIA</title>
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      <description>Basiliche paleocristiane e Ravenna

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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-01 12:15:58 UTC</pubDate>
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         <title>DESCRIZIONE</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ceccariglia_flavia_2001/zxl9natpdocc/wish/134439669</link>
         <description><![CDATA[<div>L'edificio presenta una pianta ottagonale, con copertura a cupola, sorretta da due ordini di colonne: il più basso è costituito da otto colonne di porfido rosso, alte 6,3 metri, messe in opera da Sergio III (904-911), che restaurò il Battistero che dai tempi di Papa Stefano IV (816-817) era fatiscente,[4] e capitelli compositi su cui corre una trabeazione marmorea su cui sono incisi versi celebrativi del battesimo; quello superiore fu fatto realizzare da Innocenzo X con otto colonne più sottili, in marmo bianco, anch'esse architravate che sorreggono un tiburio ottagonale, la cupola con finestre ovali e la sovrastante lanterna.<br>La scelta dell'ottagono è legata al significato simbolico del numero otto, che alludeva alla resurrezione: Cristo , infatti , risorse all'alba dell'ottavo giorno , il primo dopo il sabato, settimo giorno della creazione.<br>Il battistero ha accesso da un atrio con un portico a due colonne di porfido biabsidato. Nel V secolo, all'epoca di Papa Ilario (461-468), entrambi questi catini absidali furono ricoperti di mosaici, di cui oggi ne rimane solo uno, quello orientale: una candelabra attraversa nel mezzo in verticale il catino, intorno fioccano racemi e girali dorati su un fondo verde. In alto, un menisco semicircolare accoglie l'Agnus Dei, mentre in quattro semicerchi alla base del menisco stesso sono accolte quattro colombe che guardano verso l'Agnello.&nbsp;<br>Dal menisco pendono all'esterno quattro croci (gli Evangelisti) , altre dodici pendono dai girali ( gli Apostoli).<br>Nell'interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale e intorno all'ottagono interno delle colonne, corre un alto deambulatorio anulare, coperto con volta a botte.<br>Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII (1623-1644), il cui stemma con le api campeggia sul pavimento.<br>L'esterno, in laterizio, è ornato con un fregio disegnato da Francesco Borromini (1657) e mostra la traccia di aperture chiuse in epoche diverse.<br><br>(Fazzi)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 12:17:31 UTC</pubDate>
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         <title>BATTISTERO DI SAN GIOVANNI IN LATERANO A ROMA</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella Chiesa di San Giovanni in Laterano si affermó subito l'esigenza di costruire accanto alla basilica un edificio autonomo , il battistero , destinato a ospitare al centro la vasca con l'acqua per il rito del battesimo per immersione .<br>Il Battistero lateranense, il cui titolo è San Giovanni in Fonte al Laterano, è un luogo di culto cattolico di Roma, a pianta centrale, opera di architettura paleocristiana, modello e archetipo dei battisteri edificati nella cristianità per tutto il medioevo.<br>Fa parte del complesso della basilica Lateranense.<br><br>(Fazzi)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 12:19:59 UTC</pubDate>
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         <title>Ravenna</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Uno dei centri cruciali per la comprensione dell’arte tra il V e il VI secolo è sicuramente Ravenna, capitale della parte occidentale dell’impero romano. La sua eccezionalità è rappresentata soprattutto dallo stretto rapporto che intrattenne con l’Oriente&nbsp; e con la corte di Costantinopoli. La città divenne infatti il luogo della fusione di aspetti di arte paleocristiana romana con quelli della produzione bizantina.<br><br>(Cristofari)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 15:32:04 UTC</pubDate>
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         <title>Mausoleo Galla Placidia</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Mausoleo di Galla Placidia, sorella dell’imperatore romano Onorio, è un monumento cristiano funerario.Costruito quasi a forma di croce greca (anche se uno dei bracci è più lungo degli altri), l’edificio è giunto pressoché integro nella struttura architettonica e nei mosaici.È un edificio che comincia a seguire l’arte bizantina e che si ispira a due temi: la salvezza dopo la morte e l’essere di un uomo, umile e povero all’esterno, ricco e bellissimo all’interno. Esternamente l'edificio ha un paramento in semplice laterizio con la cupola nascosta da un tiburio a base quadrata, che si sopraeleva sulla copertura a tetto a due spioventi dei quattro bracci. Le poche decorazioni esterne sono la pigna posta sulla sommità, la cornice e le arcate cieche, che movimentano le pareti ad eccezione del braccio settentrionale dove si apre l'ingresso, e il fregio posto sopra il portale d'ingresso. La cupola emi-sferica centrale domina lo spazio interno, affiancata sui lati da quattro pennacchi sferici. Imita la volta celeste stellata, simbolo del paradiso, con al centro una croce dorata. I bracci hanno volte a botte e alla fine si trovano tre sarcofagi in marmo.<br><br>(Cristofari)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 15:32:43 UTC</pubDate>
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         <title>Mosaici dell’edificio</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ceccariglia_flavia_2001/zxl9natpdocc/wish/134519030</link>
         <description><![CDATA[<div>Poiché Galla Placidia soggiornava frequentemente a Costantinopoli, si potrebbe ritenere che l'artista incaricato dei mosaici fosse bizantino. La cupola è dominata dalla Croce in una volta di stelle di grandezza decrescente verso l'alto, su sfondo blu, secondo un modello che durerà per tutto il Medioevo. La rappresentazione del cielo notturno continua senza soluzione di continuità verso i quattro pennacchi. Le lunette della cupola presentano coppie di postoli, con le braccia alzate in adorazione verso il centro ideale dell'edificio, la Croce. Tra gli Apostoli si distinguono san Pietro e san Paolo. Le colombe, sul prato tra gli Apostoli, simboleggiano le anime di fronte alla fonte della grazia divina. Al centro si aprono le finestre, coperte con lastre translucide di alabastro; anche la luce, come in tutta l'arte ravennate, rivestiva qui un ruolo simbolico di rappresentazione di Dio. Le volte a botte e gli archi dei bracci sono riccamente decorati con festoni di fiori e frutta e intrecci geometrici.<br><br>(Cristofari)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 15:33:53 UTC</pubDate>
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         <title>Funzioni e struttura delle basiliche paleocristiane</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ceccariglia_flavia_2001/zxl9natpdocc/wish/134526288</link>
         <description><![CDATA[<div>Le basiliche, nella Roma repubblicana, erano luoghi importanti perché vi si svolgevano le attività commerciali e qui avevano sede i tribunali e gli uffici amministrativi. Uno dei lati lunghi affacciava sulle piazze e sui fori affinché i commercianti vi si potessero riunire durante l’inverno al riparo dalle intemperie.<br>Dalla struttura della basilica romana derivarono le basiliche paleocristiane, edifici che vennero destinati al culto della fede cristiana, dopo l'emanazione dell'Editto di Costantino del 313 d.C. Fino ad allora, infatti, il culto cristiano era considerato religione illecita nell'Impero romano e quindi le riunioni di fedeli avvenivano specialmente in case private, chiamate Domus ecclesiae. Le uniche architetture cristiane anteriori al IV secolo sono le strutture sotterranee dette in seguito catacombe.</div><div>Con il suo ambiente rettangolare e la divisione in navate per mezzo di colonnati interni, quindi, la basilica romana si adattava perfettamente alle esigenze del culto cristiano, che prevedeva la partecipazione di numerosi fedeli ai riti religiosi. La forma di questi edifici riprendeva quella delle basiliche dell'antica Roma, che si trovavano nei fori e che svolgevano la funzione di aule di giustizia: l'aula era di forma rettangolare con un giro di colonne interne che dividevano lo spazio centrale dalle navate laterali più basse. Nella basilica cristiana questo schema venne adattato alle funzioni religiose: l'ingresso, preceduto da portici esterni, si trovava su un lato corto del rettangolo e introduceva al vasto spazio iniziale delle navate in cui si riunivano i fedeli; la zona delle funzioni si trovava nella parte opposta, caratterizzata dall'abside semicircolare. Lo spazio venne diviso in navate da esili muri sorretti da file di colonne, spesso di reimpiego, architravate o che sorreggono archi a tutto sesto. L’illuminazione era garantita dalle finestre che si aprivano nella parte superiore della navata centrale, proprio nella porzione che svettava sulle navate laterali, detta cleristorio, o sulle navate laterali stesse. Il numero di navate andava da tre a cinque, mentre generalmente non veniva realizzato alcun transetto. Esso infatti venne inizialmente associato a chiese dette <em>martyria</em> ossia dove si dedica un culto sepolcrale a un importante personaggio. Le chiese sono <em>orientate</em>, ovvero l'asse della chiesa è disposto sulla direttrice est-ovest, con l'abside ad est. Il soffitto è piano o a capriate in legno a vista; le murature molto esili offrono la possibilità di impiegare volte in muratura. Esternamente, la facciata presenta un disegno detto <em>a capanna</em> con tetto a falde inclinate a coprire la navata centrale, ai lati della quale troviamo spioventi semplici che coprono le navate laterali, detti salienti. Di fronte alle basiliche maggiori si trova talvolta un quadriportico, un cortile colonnato quadrangolare, riservato ai catecumeni.<br>(Ceccariglia)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 15:51:09 UTC</pubDate>
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         <title>Tipi di piante</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ceccariglia_flavia_2001/zxl9natpdocc/wish/134527118</link>
         <description><![CDATA[<div>La principale tipologia di basilica cristiana era a pianta longitudinale, suddivisa in tre o cinque navate. La navata centrale era più alta di quelle laterali, che avevano soffitti più bassi. Talvolta a circa due terzi della lunghezza dell’edificio, si innestava una navata trasversale più corta, il transetto, che poteva sporgere con maggiore o minore evidenza nel perimetro esterno della basilica. Esso serviva a valorizzare il presbiterio e l’altare: la pianta che ne risultava era a croce latina, alludendo alla croce di Cristo. L’innesto della navata centrale sul transetto formava l’arco trionfale. Oltre alle basiliche a pianta longitudinale, fin dall’età costantiniana si diffusero anche basiliche a pianta centrale, con lo spazio del presbiterio e dell’altare posto al centro dell’edificio. Esse potevano avere forme diverse a croce greca, ossia con i bracci della croce di uguale lunghezza, tetra conca, cioè quadrata con i lati costituiti da absidi curvilinei, oppure rotonda. Spesso le basiliche cimiteriali che sorgevano intorno a una tomba dove si riteneva fosse stato sepolto il martire, avevano anche un deambulatorio, a continuazione delle navate laterali dietro al presbiterio: ciò consentiva l’accesso ai fedeli alle reliquie, di solito conservate sotto l’altare. Questa pianta è detta circiforme.&nbsp;<br><br>(Ceccariglia)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 15:53:08 UTC</pubDate>
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         <title>Milano Cristiana</title>
         <author>rufini_alice_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ceccariglia_flavia_2001/zxl9natpdocc/wish/134537759</link>
         <description><![CDATA[<div>Come a Roma, anche in altre città nel IV secolo d.C. Avvenne un processo di cristianizzazione, mediante la costruzione di chiese che inizialmente si aggiunsero ai templi per poi sostituirli del tutto dopo l'editto di Teodosio del 380 d.C. che vietava la religione pagana.</div><div>Inizialmente le chiese venivano costruite lontane dal centro civico o addirittura fuori dalle mura, di solito nei pressi dei cimiteri. Questa dislocazione periferica trasformò le città facendo nascere nuovi poli urbanistici.</div><div>Un esempio concreto del cambiamento è Milano, una delle capitali dell'impero, che fu profondamente rinnovata da Massimiano, collega di Diocleziano.</div><div>Le prime basiliche, la Vetus e la Maior, sorsero all'interno delle mura ma lontano dal foro, che quindi perse progressivamente di importanza, mentre la zona delle due basiliche sarebbe diventata nel corso dei secoli il nuovo centro cittadino, ossia l'odierna piazza del Duomo.</div><div>A partire dal 386 d.C. il vescovo Ambrogio promosse a Milano la costruzione di una serie di nuove basiliche fuori dalle mura, dedicate ciascuna ad una diversa famiglia di santi dato che non esisteva ancora l'usanza di intitolare le chiese a un solo Santo. Furono così costruite una basilica per i profeti (dedicata poi a san Dionigi, della quale si conosce solo la localizzazione vicino ai bastioni di Porta Venezia), una per i martiri (<em>martyrum</em>), che in seguito ospitò le sue spoglie e divenne la basilica di sant'Ambrogio), una per le vergini (futura basilica di san Simpliciano) ed una per gli Apostoli, san Nazaro.<br>(Rufini)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:21:00 UTC</pubDate>
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         <title>Tessera (mosaico)</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ceccariglia_flavia_2001/zxl9natpdocc/wish/134538306</link>
         <description><![CDATA[<div>Mosaico nella Basilica di San Vitale a Ravenna Una tessera nell'arte musiva è un frammento di qualsiasi materiale che viene usata per la composizione di figure pittoriche. I materiali impiegati possono essere i più diversi per natura e colore (pietre, vetro, conchiglie), e possono essere pigmentate in oro o costituite da pietre dure e pietre preziose. Anche la forma e la dimensione delle tessere può variare in funzione delle dimensioni della figura che si vuole ottenere e della precisione della stessa. Materiali più usati Nella storia del mosaico molto numerosi e vari sono i materiali che sono stati impiegati per la produzione di mosaici. Fra questi si ricordano: • i ciottoli; • la pasta di vetro: effetto di trasparenza, colori vivi; • i quadrati d'arenaria: taglio facile e resistenti al freddo; • la ceramica smaltata: grande gamma di colori, ma è un materiale di difficile conservazione; • il marmo: numerosi colori, grande resistenza, ma è un materiale molto pesante; • l'oro e l'argento: si inserisce uno strato d'oro o di argento in una tessera di vetro; lo strato è protetto e si ha un effetto di luminosità. A Bisanzio, si utilizzavano smalti di vetro per le decorazioni murali. L'intensità dei colori è notevole ma questo materiale è costoso e risulta molto fragile. &nbsp;<br><br>(Balloni)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:22:27 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica Prophetarum (San Dionigi</title>
         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Basilica prophetarum, poi divenuta San Dionigi, oggi non più esistente. Le origini della chiesa sono da ascrivere a sant'Ambrogio il quale, vescovo di Milano, diede ordine di recuperare la salma di un suo predecessore, san Dionigi perché potesse essere meglio onorata dai cristiani milanesi.</div><div>questi edifici sorgevano nelle principali vie d'accesso alla città, così che chiunque entrasse a Milano percepisse di star entrando in una città cristiana.<br><br>(Rufini)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:25:24 UTC</pubDate>
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         <title>I mosaici</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine mosaico nel sostantivo, e musivo per l'aggettivo, in latino chiamato opus musivum, dovrebbe avere un riferimento alle Muse, cioè "opera delle Muse" oppure "rivestimento applicato alle grotte dedicate alle Muse ". Gli antichi romani in effetti solevano costruire, nei giardini delle ville, grotte e anfratti dedicati alle Ninfe (ninpheum) o alle Muse (musaeum), decorandone le pareti con sassi e conchiglie. ◦ Le produzioni di mosaici, di stile neoclassico, sono composizioni pittoriche composte da pezzetti di materiale differenti per tipologia e colore, chiamati tessere, che a loro volta possono essere decorate con oro e pietre preziose. La tecnica musiva ha inizio nell'antico Egitto, usata per decorare oggetti d'arte come i grandi troni dei Faraoni o rivestimenti murali, decorazioni per abbellire case e luoghi di culto con disegni realizzati con la tecnica del mosaico. La tecnica del mosaico consiste infatti nell’accostamento di piccole sezioni di materia, dette tessere, di forma grosso modo quadrata e con superficie dai 2 ai 10 cm. Prima che le tessere vengano disposte la superficie subisce una lunga preparazione: viene steso uno strato chiamato arriccio costituito da calce, sabbia e acqua, al quale è sovrapposto un impasto di polvere di marmo, calce spenta e pozzolana in vari strati che occupano dai 3 ai 7 cm. Sull’ultimo strato, sul quale viene disegnata a colori la composizione, infine si applicano manualmente le tessere.&nbsp;<br><br>(Balloni)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:35:22 UTC</pubDate>
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         <title>Messa in opera del mosaico</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ceccariglia_flavia_2001/zxl9natpdocc/wish/134543384</link>
         <description><![CDATA[<div>Normalmente il mosaico era steso su una superficie resa uniforme da due strati di malta e uno di intonaco. Prima di collocare le tessere sull'intonaco, si abbozzavano disegni preparatori(sinòpie). Per ottenere soluzioni particolari era possibile distanziare leggermente le tessere o inserirle nell'intonaco con inclinazioni o orientamenti diversi. La grandezza delle tessere variava, dato che per rendere al meglio i dettagli o per ottenere effetti di chiaroscuro erano necessarie tessere anche molto piccole. La forma delle tessere era di norma quadrangolare, ma talvolta si usavano tessere di forma circolare per rendere le pupille o dettagli di gioiello.&nbsp;<br><br>(Balloni)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:36:02 UTC</pubDate>
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         <title>Materiali mosaico</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ceccariglia_flavia_2001/zxl9natpdocc/wish/134544785</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella storia del mosaico molto numerosi e vari sono i materiali che sono stati impiegati per la produzione di mosaici. Fra questi si ricordano: • i ciottoli; • la pasta di vetro: effetto di trasparenza, colori vivi; • i quadrati d'arenaria: taglio facile e resistenti al freddo; • la ceramica smaltata: grande gamma di colori, ma è un materiale di difficile conservazione; • il marmo: numerosi colori, grande resistenza, ma è un materiale molto pesante; • l'oro e l'argento: si inserisce uno strato d'oro o di argento in una tessera di vetro; lo strato è protetto e si ha un effetto di luminosità. A Bisanzio, si utilizzavano smalti di vetro per le decorazioni murali. L'intensità dei colori è notevole ma questo materiale è costoso e risulta molto fragile. &nbsp;<br><br>(Balloni)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:39:30 UTC</pubDate>
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         <title>basilica apostolorum (San Nazaro)</title>
         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Basilica apostolorum, l'attuale San Nazaro. L'interno della basilica è preceduto dalla 'Cappella Trivulzio', particolare opera architettonica di Bartolomeo Suardi costruita sull'area dell'antico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quadriportico">q</a>uadriportico della chiesa. Il mausoleo fu ideato per raccogliere le spoglie della famiglia Trivulzio. La Basilica apostolorum è la più antica chiesa a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Croce_latina">c</a>roce latina della storia dell'arte occidentale. Si accede alla <em>Basilica Apostolorum</em> tramite il portale che si trova sulla parete opposta all'ingresso della Cappella Trivulzio. L'impianto interno della basilica è costituito da una via di mezzo fra una croce latina e una croce greca.<br>(Rufini)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:41:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:43:47 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica Virginum (San Simpliciano</title>
         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Basilica virginum, ossia San Simpliciano. Nonostante non ci siano prove storiche certe al riguardo, si sostiene che fu sant'Ambrogio ad iniziare la costruzione della "basilica Virginum", una delle quattro chiese poste strategicamente sulle quattro vie principali di uscita dalla città, che ne determinarono il successivo assetto urbano. La basilica Virginum venne terminata dal successore di Ambrogio, san Simpliciano che vi depose i corpi dei martiri dell'Anaunia ed alla sua morte vi fu collocato il suo sepolcro. L'interno della basilica è a sala: le tre navate, separate da quattro pilastri circolari in mattoni, sono di uguale altezza, anche se le due navate laterali, come la centrale coperte con volta a crociera, appaiono più strette di quella maggiore. Questa peculiarità della grande sala composta da tre navate di eguale altezza che fanno perno sui pilastri della navata centrale creano un effetto luminoso distribuito assai peculiare, una soluzione analoga verrà poi ripresa in tutt'altro contesto dal Gotico Catalano.<br><br>(Rufini)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:45:08 UTC</pubDate>
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         <title>Materiali Mosaico</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>(Balloni)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:46:04 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica Martyrum (Sant&#39;Ambrogio</title>
         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Basilica martyrum, ossia Sant'Ambrogio. Edificata tra il  379 e il 386 per volere del vescovo di Milano Ambrogio, fu costruita in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane. Per questo venne dedicata ai martiri ed era chiamata <em>Basilica Martyrum</em>: lo stesso Ambrogio voleva riporvi tutte le reliquie dei santi martiri. Sant'Ambrogio stesso vi venne sepolto e da allora cambiò nome, assumendo quello attuale. Il materiale di costruzione è povero (principalmente mattoni di diversi colori, pietra e intonaco bianco) e la provenienza è locale: con esso si costruiscono anche gli edifici che costellano la campagna dei dintorni.</div><div>Rispetto alla chiesa originale, la nuova ereditò scrupolosamente la pianta: tre navate absidate con quadriportico antistante. La pianta interna della basilica è longitudinale e (se si escludono le absidi) ha le stesse dimensioni del portico antistante.<br>La Basilica di Sant'Ambrogio appare oggi come un caso isolato di modello per il romanico lombardo, poiché altri esempi uguali sono ormai andati distrutti o radicalmente trasformati. Di sicuro fu un esempio per i futuri sviluppi dell'architettura romanica nell'area di influenza lombarda che allora superava i confini regionali odierni, comprendendo anche parti dell'Emilia e del Piemonte. <br>Pur legata alla tradizione della basilica del IV secolo su cui è stata costruita, Sant'Ambrogio è l'espressione di un intenso rinnovamento architettonico, soprattutto nella concezione dell'illuminazione e dello spazio. Da un lato, infatti, la luce proviene principalmente dai finestroni della facciata (mentre i matronei ne bloccano il passaggio laterale), il che determina un suo ingresso longitudinale. L'effetto che ne deriva è l'accentuazione delle masse strutturali, soprattutto al fondo, dove maggiore è l'ombra. D'altro canto, lo spazio non è più concepito al modo paleocristiano, in modo unitario e mistico, ma umano e razionale: di qui, la divisione in spazi geometrici ben definiti, nonché l'esaltazione degli elementi statici (pilastri polistili), tanto all'esterno quanto all'interno. Questa è considerata la seconda basilica per importanza a Milano.<br><br>(Rufini)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-01 16:58:01 UTC</pubDate>
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         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <pubDate>2016-11-01 17:00:18 UTC</pubDate>
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         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <pubDate>2016-11-01 17:02:22 UTC</pubDate>
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         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <title></title>
         <author>rufini_alice_2001</author>
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         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>(Cristofari)</div>]]></description>
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         <title>Esterno del mausoleo</title>
         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cielo stellato con al centro la croce dorata, simbolo di Cristo.<br>(Cristofari)</div>]]></description>
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         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le colombe si dissetano d'acqua in coppe bianche profilate d'oro, tema che ricorre alla salvezza perché l'acqua è una delle fonti di essa.<br>(Cristofari)</div>]]></description>
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         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <author>ceccariglia_flavia_2001</author>
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         <description><![CDATA[<div>(Ceccariglia)</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>mazzaglia_biancaerminia_2001</author>
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