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      <title>La mia parete stellare by Francesco Bellofiore</title>
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      <description>Realizzato con un gusto per l&#39;avventura</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-08 23:22:56 UTC</pubDate>
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         <title>Il crepuscolarismo</title>
         <author>francesco110414</author>
         <link>https://padlet.com/francesco110414/ztnflup9imm/wish/239961027</link>
         <description><![CDATA[<div>Nasce in Italia all’inizio del 20esimo secolo. La definizione di poeti "crepuscolari" risale ad una recensione di Giuseppe Antonio Borgese, pubblicata nel 1909 sul quotidiano "la Stampa", il quale parlò di "una voce crepuscolare, la voce di una grande poesia che si spegne". E In effetti coloro i quali vengono definiti come poeti crepuscolari rappresentano l'esaurirsi di un'intera tradizione che aveva come ultimi prestigiosi esponenti Carducci e d'Annunzio; ai contenuti aulici e sublimi di questa tradizione i "crepuscolari" contrappongono l'amore per le piccole cose, con le atmosfere più grigie e comuni della vita quotidiana, utilizzando un linguaggio dismesso e prosaico, tendenzialmente vicino al parlato. Essi non credono nella virtù dell'azione; si lasciano vivere. I crepuscolari sono peraltro antidannunziani poiche essi cantano in versi volutamente prosaici, il gusto tradizionale, la morale consuetudinaria, la vita quieta, semplice, monotamente borghese.<br>Geograficamente i cosiddetti "crepuscolari" appartengono solitamente ad aree diverse e lontane ed in molti casi non vi so no rapporti diretti fra di loro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 23:32:01 UTC</pubDate>
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         <title>Gli autori crepuscolari</title>
         <author>francesco110414</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le grandi personalità identificabili nel movimento crepuscolare sono Sergio Corazzini (il quale viene definito il "padre" del Crepuscolarismo) e Guido Gozzano.<br>Gozzano è stato riconosciuto come il capofila di una scuola dell'ironia.<br>Il crepuscolarismo di Corazzini, che adotta il verso libero, ha un forte valore di proposta esistenziale.<br>Inoltre bisogna dire che Corazzini è il più incerto dei poeti crepuscolari.<br>Non v'è dubbio che dei crepuscolari Corazzini fu il temperamento più lirico, mentre gli altri saranno portati piuttosto ad una sorta di racconto poetico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 23:34:59 UTC</pubDate>
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         <title>Sergio Corazzini</title>
         <author>francesco110414</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br>Nasce a Roma nel 1886, Corazzini non andò oltre gli studi ginnasiali per il dissesto economico della sua famiglia, che lo costrinse a cercare un lavoro di impiegato presso una compagnia di assicurazioni con il quale manteneva se stesso e i suoi familiari. La sua vita è tutta risolta nell'attività poetica e nel rapporto di intensa amicizia con scrittori che sentì spiritualmente affini (Martini, Palazzeschi, Govoni, Moretti). Colpito dalla tisi, morì giovanissimo all'età di 21 anni, nel 1907.<br>La poesia di Corazzini, diventa simbolo di una nuova condizione esistenziale. Nella sua produzione trovano posto il senso di una sofferenza e di una solitudine "esistenziale", il mondo delle "povere piccole cose" e degli affetti comuni degli uomini.<br>Le sue poesie, pubblicate tra i diciotto anni e la morte, mostrano la consapevolezza della condanna di non poter vivere un'età adulta a causa della malattia. Corazzini esibisce la sua debolezza facendola diventare pilastro portante della sua poesia. <br>Di Corazzini ricordiamo Dolcezze (pubblicato nel 1904), L'amaro calice (1905) e Le aureole (1905). Successivamente al ricovero (avvenuto nell'autunno del 1906) vengono pubblicati tre volumetti di liriche: Piccolo libro inutile (scritto in collaborazione con l'amico Alberto Tarchiani), Elegie, Libro per la sera della domenica e Poemetti in prosa.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 23:37:32 UTC</pubDate>
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         <title>Opera crepuscolare</title>
         <author>francesco110414</author>
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         <description><![CDATA[<div>La malinconia è un sentimento utilizzato in modo molto frequente. Siamo al tramonto “di una vita”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 23:42:26 UTC</pubDate>
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         <title>Opera crepuscolare</title>
         <author>francesco110414</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 23:43:46 UTC</pubDate>
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         <title>Opera crepuscolare</title>
         <author>francesco110414</author>
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         <pubDate>2018-03-08 23:44:13 UTC</pubDate>
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         <title>Crepuscolarismo in sintesi</title>
         <author>francesco110414</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nasce in Italia agli inizi nel 1900.<br>È caratterizzato da una forte presenza di sentimenti nostalgici e malinconici.&nbsp;<br>Viene spesso utilizzato per indicare il “tramonto” della corrente letteraria italiana dell’epoca. Infatti si tende a fare un’iperbole in cui Dante raffigura l’alba, Boccaccio Alfieri il pomeriggio, Foscolo Leopardi il vespro ed infine Corazzini ( massimo esponente del crepuscolarismo) il tramonto.&nbsp;<br>I poeti lasciano andare ogni forma di sentimento positivo chiudendosi nel proprio io nostalgico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 23:44:48 UTC</pubDate>
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         <title>Guido Gozzano</title>
         <author>francesco110414</author>
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         <description><![CDATA[<div>Guido Gozzano nasce nel 1883 a Torino e muore nel 1916.<br>È l’esponente più significativo del Crepuscolarismo insieme a Corazzini.<br>Per lui la poesia è una sorta di sostituto artificiale di quella vita che la malattia (anch’egli soffre di tisi) e la negatività del presente gli impediscono di vivere in pienezza: degradata e ridotta a merce, la letteratura può sopravvivere solo come finzione, collocandosi al di fuori della vita e della storia. Il carattere artificioso della poesia si accompagna a una serie di espedienti formali, come la mescolanza del lessico prezioso della tradizione con quello basso della parlata quotidiana, con finalità stranianti e ironiche. L’opera maggiore di Gozzano è la raccolta <em>I colloqui </em>(1911) e tra i componimenti più famosi e significativi de <em>I colloqui</em> ricordiamo <em>La signorina Felicita</em>, ritenuto il capolavoro di Gozzano: nel giorno di Santa Felicita, il poeta ripensa con nostalgia al semplice e delicato idillio amoroso da lui intrecciato in un paesino di montagna con una cara e buona ragazza, non bella e non colta, ma ricca di sensibilità e di gentilezza, la signorina Felicita, figlia di un signorotto del luogo. Nel poemetto Gozzano rievoca, in un tenero immaginario colloquio con la fanciulla, i momenti più importanti di quel breve e ingenuo idillio: momenti fatti di niente, eppure carichi di tenerezza e di incanto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-08 23:54:50 UTC</pubDate>
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