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      <title>Il mito di Faust by Lorenzo Angelini</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-16 17:08:32 UTC</pubDate>
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         <title>1) Di cosa tratta?</title>
         <author>lollo_a_03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ci sono miti che influenzano la realizzazione, nei secoli successivi, di opere in diversi settori: letteratura, cinema, teatro. Quello di Faust è, forse, uno dei miti europei più conosciuti al mondo. Tutto inizia con un’<strong>antica leggenda popolare tedesca</strong> – alcune fonti fanno presagire dei riferimenti a individui realmente esistiti – che ha come protagonista un uomo di cultura che, per raggiungere la somma conoscenza, accetta di <strong>vendere la sua anima a Mefistofele</strong>. Il patto malefico induce alla sofferenza tutti coloro che sono vicini all’uomo, in primo luogo una ragazza che si innamora di lui, Gretchen, che finirà per suicidarsi. Ad ogni modo, <strong>esiste una pietà divina</strong> che riconosce la bontà degli intenti di Faust e risiede nella stessa Gretchen, salita in Cielo. Il componimento di Goethe riflette sulla natura del protagonista, in particolare sulla sua costante ricerca della sapienza, nella <strong>speranza di giungere alla piena consapevolezza umana</strong> e alla comprensione dell’infinito, ovvero di Dio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 17:18:39 UTC</pubDate>
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         <title>3) Il personaggio di Faust</title>
         <author>lollo_a_03</author>
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         <description><![CDATA[<div>In verità, di lui si sa poco di certo e fondato. Georg (o Johann) Faust nasce nel 1480 a Knittlingen, una città tedesca di 7.614 abitanti, situata nel land del Baden-Württemberg. Fa il maestro di scuola girando per la Germania. È un <strong>mago</strong>, forse anche un medico, un barbiere e il consigliere di varie corti. Più volte <strong>viene cacciato da una città</strong> perché accusato di sodomia, qualsiasi rapporto sessuale non finalizzato alla procreazione, di pedofilia o di aver augurato del male a qualcuno. Spesso, utilizza dei soprannomi per mascherare le numerose partenze oppure per soggiornare nella stessa città in cui aveva commesso qualche misfatto. <br>La sua morte viene descritta atrocemente.</div><blockquote><strong>"Quando fu giorno si recarono nella stanza dove era stato il dottor Faust. Trovarono tutta la stanza imbrattata di sangue, il cervello era spiaccicato alla parete poiché il diavolo lo aveva sbattuto da una parete all'altra, vi erano pure i suoi occhi e molti denti sparsi qua e là, lo spettacolo era tremendo e pauroso. Trovarono infine il suo corpo fuori accanto al concime, orribilmente sfigurato, con la testa e le membra ciondolanti". </strong></blockquote><div>Il primo libro sulle vicende di Faust fa capire al lettore che un uomo come Faust, che ha venduto la sua anima al diavolo per avere in cambio conoscenze, avrebbe avuto, per la sua vita, la fine più crudele e sanguinosa che si potesse pensare. <strong>L'uomo non doveva avere il desiderio di superare i limiti del mondo medievale.</strong> Le prime storie di Faust erano d'ispirazione religiosa, poiché dovevano mettere in guardia il lettore dalla presenza del diavolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 17:25:28 UTC</pubDate>
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         <title>2) La nascita del mito e il suo successo</title>
         <author>lollo_a_03</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il mito di Faust nasce quando questo personaggio è ancora in vita.</strong> La gente racconta le storie più incredibili su di lui e, a circa 50 anni dalla sua morte, nel 1587, esce un libro, scritto da Johann Spies, con un lunghissimo titolo che copre tutto il frontespizio del libro:</div><blockquote><strong>Storia del dottor Johann Faust, ben noto mago e negromante, di come si è promesso al diavolo per un determinato periodo della sua vita, di quali straordinarie avventure egli fu protagonista o testimone, fino al momento in cui ricevette la ben meritata mercede [...]</strong></blockquote><div>Il libro ebbe un enorme successo, tanto che, in seguito, furono pubblicati libri con "nuove storie" del dottor Faust. Si può definire, in modo superficiale, una sorta di "telenovela" del '500. L'ammonimento religioso era sempre compreso, in queste nuove pubblicazioni. Divenne uno dei miti popolari più diffusi e amati per ben due secoli. Goethe conobbe Faust per la prima volta in uno dei tanti spettacoli popolari di attori viaggianti, che rappresentavano queste storie nelle piazze. Anche in musica e al cinema <strong>il soggetto riscosse un certo successo</strong>, ad esempio con le opere di Arrigo Boito (Mefistofele, rappresentata alla Scala di Milano il 5 marzo 1868) e Charles Gounod (Faust, rappresentata per la prima volta a Parigi il 19 marzo 1859), film, come Faust di Murnau (1926) e il Faust di Sokurov, il quale ha vinto un Leone d’oro a Venezia nel 2011.<br><br><strong>Goethe lavorò a Faust per quasi sessant’anni.</strong> La stesura attraversò varie fasi della vita del suo autore e della letteratura tedesca: l’Urfaust (1775) richiama la corrente dello Sturm und Drang, ponte simbolico tra l’Illuminismo e il Neoclassicimo. Infatti, il tema della ragione che vuole farsi padrona del mondo è un’argomentazione tipica dell'Illuminismo; il Faust – parte prima (1808) subisce più l’influenza classicistica di inizio Ottocento, mentre nel Faust – parte seconda (1832) gli influssi classici sono rafforzati dalla presenza di Elena di Troia, sedotta da Faust, da cui avrà un figlio. <br><br><strong>Il mito di Faust risale al tardo Medioevo e si collocò nel periodo di passaggio all’Età moderna</strong>, in tempi di fermento religioso e scientifico: in questo periodo si collocarono anche le ricerche di Bacone e Galileo, a cui si unì il sempre più frequente ricorso alla magia e alle forze occulte. Anche l’opera di Goethe si è ricollegata a questi concetti, riproponendoli a distanza di secoli, in un momento in cui il popolo tedesco era alla ricerca di una sua autonomia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 17:33:21 UTC</pubDate>
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         <title>5) L&#39;influenza di Faust nel mondo dell&#39;arte</title>
         <author>lollo_a_03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mito di Faust ispirò anche molti artisti, che si accinsero nella realizzazione di quadri e tele che facevano riferimento proprio ai personaggi del mito.<br><br><em>Una scena del dramma di Goethe: Faust passeggia con Margarita,<br>quadro di Hendrik F. Schaefels (1863).</em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 17:43:33 UTC</pubDate>
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         <title>4) Il Faust di Goethe</title>
         <author>lollo_a_03</author>
         <link>https://padlet.com/lollo_a_03/zqcypqpyhfge/wish/479828737</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <em>Faust </em>ha inizio con due prologhi: il <em>Prologo sul teatro</em> e il <em>Prologo in cielo</em>. Nel <em><mark>Prologo sul teatro</mark></em><em>,</em> un direttore di scena, un poeta e un attore discutono su quale direzione far prendere a uno spettacolo; il poeta sostiene che sia più importante privilegiare l’arte, mentre direttore e attore concordano con il favorire il gusto del pubblico. Nel <em><mark>Prologo in cielo</mark></em>, invece, Mefistofele scommette con Dio di riuscire a sedurre Faust, che ha sempre mantenuto una condotta impeccabile. Mefistofele è convinto che <strong>l’uomo usi la ragione per scopi malvagi e non per avvicinarsi al Cielo</strong>. Dio non accetta la scommessa del diavolo, ma gli consente di tormentare il protagonista finché avrà vita, in quanto è convinto che Faust raggiungerà la salvezza eterna.<br><br></div><div>Nella <strong>prima parte dell’opera</strong>, il dottor Faust sta attraversando un momento di difficoltà e sconforto, poiché i suoi studi non lo soddisfano, e per placare la sua sete di conoscenza, Faust si è avvicinato alle arti magiche. Decide di evocare lo spirito elementare della Terra (che simboleggerebbe l’operato di Dio), ma è un insuccesso. Ciò spinge Faust a tentare il suicidio; tuttavia, suonano le campane che annunciano la Pasqua e Faust rinsavisce. In seguito, capisce che il suo cane è probabilmente posseduto da uno spirito maligno, che si rivela essere Mefistofele, il quale gli propone un patto: <em>fargli conoscere le bellezze del mondo e della vita</em>. Gli viene proposto un <em>patto di sangue,</em> la cui posta è la sua stessa anima; quindi accetta.</div><div>In questa prima parte, il <strong>tema principale</strong> è quello sentimentale: Faust chiede a Mefistofele di aiutarlo a far innamorare di lui la giovane Margherita, una donna di cui si è invaghito e da cui è stato respinto. Decide di assecondare il piano del diavolo e dichiara amore eterno a Margherita. La relazione tuttavia non è felice: Margherita si sente inferiore al suo amato, mentre Faust sa di averla conquistata con l’inganno. Faust procura alla ragazza un sonnifero per far addormentare la madre, che rimarrà avvelenata e morirà, e lascia Margherita incinta. Le voci sul conto della ragazza scatenano l’ira del fratello Valentino, che sfida a duello il protagonista; quest’ultimo, guidato da Mefistofele, sconfigge e uccide il rivale, che muore maledicendo la sorella. Margherita impazzisce di dolore e affoga il figlio, venendo condannata alla pena capitale. Mentre Faust è condotto via da Mefistofele, Margherita invoca il <strong>perdono di Dio</strong> e viene salvata dagli angeli.  <br><br></div><div>La<strong> seconda parte </strong>del <em>Faust</em>, divisa in cinque atti, è invece incentrata sulle <em>avventure del protagonista nel mondo</em>, con riferimenti alla mitologia e alla cultura classica. Faust ora risiede presso la corte imperiale. Si innamora della donna più bella del mondo, Elena di Troia. Dopo averla salvata, ha da lei un figlio che, però, muore prematuramente come Icaro nel mito; Elena si ritira nuovamente negli Inferi con l’anima del figlio, abbandonando Faust. </div><div>Ormai vecchio e stanco, Faust si ritira e, colto dallo sconforto e dal rimpianto per la sua esistenza devota alla magia e agli inganni di Mefistofele, viene accecato dal demone dell’Angoscia. Faust pronuncia la frase del patto: </div><var>“Dirò all’attimo: sei così bello, fermati!” </var><div>e Mefistofele pone fine alla sua vita per reclamare la sua anima. Tuttavia, mentre Faust sta per essere condotto all’Inferno, giungono alcuni angeli che, per la sua continua tensione all’Infinito, salvano Faust per intercessione di Margherita e lo portano in cielo. Il poema si chiude con la <strong>celebrazione dell’Amore</strong>, la forza creatrice e motrice dell’intero universo.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 17:48:16 UTC</pubDate>
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         <title>5.1) L&#39;influenza di Faust nel mondo dell&#39;arte</title>
         <author>lollo_a_03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Faust und Mephisto di Anton Kaulbach (fine del XIX sec. e inizio del XX sec.)</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 18:10:50 UTC</pubDate>
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         <title>6) Faust nel mondo cinematografico</title>
         <author>lollo_a_03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un mito così affascinante e popolare non poteva sfuggire all’interesse dell’arte cinematografica. Va comunque specificato che l’argomento era stato soprattutto <strong>oggetto di rappresentazione</strong> <strong>teatrale</strong>, per lo più sul territorio tedesco. Dal 1897, furono girate circa trenta versioni del Faust basate, per la maggior parte, sull’opera di Goethe, e cercando di privilegiare la descrizione del diavolo e la tragica storia dell’amore di Margherita. Di uno dei primi Faust, girato da <strong>George Albert Smith</strong> nel 1897, si sono conservate solo due scene di breve durata, che s'incentrano sull’aspetto di Mefistofele e la trasformazione caratteriale subita da Faust al vedere Margherita. Se in ambito letterario la tematica era passata attraverso l’aspetto religioso, etico e morale, nel cinema ci si preoccupò di <strong>mettere in risalto soprattutto l'estetica e le atrocità della leggenda.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 18:13:07 UTC</pubDate>
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         <title>7) La figura di Faust nel mondo musicale</title>
         <author>lollo_a_03</author>
         <link>https://padlet.com/lollo_a_03/zqcypqpyhfge/wish/479854685</link>
         <description><![CDATA[<div>Il mito faustiano ebbe un <strong>ruolo centrale nella storia della musica</strong> dell'Ottocento e del primo Novecento. Parlare di Faust porta alla mente Johann Wolfgang Goethe che, a partire dal 1773, a più riprese nella sua vita, ritornò su questo personaggio. Ma, in realtà, il mito faustiano non partì dalla fantasia dello scrittore e poeta tedesco, ma nacque attorno la figura di un tale Johannes o Jörg, personaggio realmente esistito, nato attorno al 1480 e morto per motivi oscuri attorno al 1540. <br>Con il Romanticismo, e quindi dall'inizio dell'Ottocento, anche la musica, prima con il teatro musicale poi con la forma sinfonica, cominciò a farsi carico del mito faustiano. Dopo un'opera del 1816 di <strong>Louis Spohr</strong>, che scelse di andare alle radici del mito e seguire una variante diversa da quella di Goethe, si ebbe il primo “Faust” tratto dal grande poeta tedesco e rappresentato a <strong>Parigi</strong>, quello di <strong>Théaulon de Lambert</strong> al Théâtre des Nouveautés, il 27 ottobre 1827. Di questo dramma si sa che fu in tre atti, misto di recitazione e di parti cantate e ballate. L’anno seguente nacque un nuovo Faust, quello che Nodier, Béraud e Merle prepararono per il Teatro Porte Saint-Martin. Con questi due drammi, l’attenzione si spostò dal protagonista maschile a quello femminile, Margherita, e il testo fu revisionato e adattato per un effetto immediato e ottenere maggiore interesse da parte del pubblico. <strong>Hector Berlioz</strong>, invece, compose la sua “Damnation de Faust” per riportarlo a una dignità letteraria e filosofica, tale dell'opera di Goethe. Berlioz lavorò per molti anni, incessantemente, alla stesura e all'adattamento teatrale del Faust di Goethe. Infatti, fu il più vicino tra tutti i compositori che si siano interessati al Faust, al modello di Goethe. Tuttavia, il Faust del poeta tedesco fu diviso in due parti, una del 1808 e l’altra del 1832 e, se la prima può aspirare ad una messa in scena, come Goethe stesso disse, la seconda parte fu destinata volutamente alla sola lettura. Perciò, il duro lavoro del compositore fu pressoché inutile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-28 18:21:07 UTC</pubDate>
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