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      <title>Rosso Malpelo nel 2025 per la 3B by Alessandra Norgini</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-12-31 09:04:36 UTC</pubDate>
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         <title>Rosso Malpelo emarginato a casa e a lavoro</title>
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         <description><![CDATA[<p>Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che sarebbe sicuramente diventato un mascalzone.</p><p>Tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo, e persino sua madre, ella lo vedeva soltanto il sabato sera, quando tornava a casa con quei pochi soldi della settimana; e siccome era malpelo c’era anche a temere che ne sottraesse un paio, di quei soldi: la sorella maggiore gli faceva la ricevuta a scapaccioni.</p><p>Il padrone della cava aveva confermato che i soldi erano tanti e non più; e in coscienza erano anche troppi per Malpelo.</p><p>Egli era davvero un brutto ceffo, torvo, ringhioso e selvatico,</p><p>A mezzogiorno, mentre tutti mentre tutti gli operai della cava si mangiavano in crocchio la loro minestra, e facevano un pò di ricreazione, egli andava a rincantucciarsi col suo corbello fra le gambe, per rosicchiarsi quel pò di pane bigio, come fanne le bestie sue pari, e ciascuno gli diceva la sua, motteggiando, e gli tiravano dei sassi, finché il soprastante lo rimanda a lavoro con una pedata.&nbsp;</p><p>Era sempre cencioso e sporco di rena rossa, che sua sorella s’era fatta sposa, e aveva altro pel capo che pensare a ripulirlo la domenica.&nbsp;</p><p>Nondimeno era conosciuto come la bettonica per tutto Monserrato e la Carovana, tanto che la cava dove lavorava la chiamavano &lt;&lt;la cava di Malpelo&gt;&gt;.</p><p>Insomma lo tenevano addirittura per carità e perché mastro Misciu, suo padre, era morto in quella stessa cava.&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-15 08:21:31 UTC</pubDate>
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         <title>IL RAZZISMO</title>
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         <description><![CDATA[<p>&nbsp;&nbsp;Purtroppo il razzismo è ancora diffuso e la storia di Abdul ne è la prova. Abdul è un ragazzo di colore nero,alto,moro,con occhi marroni scuri che è di di origine africana più precisamente nigeriano di 14 anni. La sua famiglia è venuta in Italia nel 2005 perché nel loro paese natale c’era molta povertà,non vivevano bene anche per il motivo che c’erano varie guerre. La sua famiglia è composta da sua madre,suo padre,suo fratello, e le sue due sorelle. Lui nonostante in Italia stava meglio economicamente non si trovava bene a scuola e in giro ed è successo più volte che veniva discriminato per il suo colore della pelle. Un giorno stava facendo merenda a ricreazione nel cortile da solo in un tavolo mentre in un altro c’era un gruppo di ragazzi di 15 anni di colore diverso della pelle (erano bianchi). Quando lo videro cominciarono a lanciargli sasso,a prenderlo in giro dicendogli le cattiverie più grandi che si possano immaginare e uno dei ragazzi,il più alto e grande di età,gli diede uno schiaffo lasciandogli il segno. Lui ci rimase malissimo e tornò a casa piangendo ma non raccontò l’episodio perchè aveva paura che chiamasse la scuola ma la mamma astuta com’era si rese</p><p>&nbsp;conto del segno dello schiaffo in viso e nonostante l’insistere di Abdul dicendo che non era successo niente ma era solo cascato confessò la verità e la madre chiamò la scuola. Gli insegnanti ammisero che dispiaceva a tutti dell’accaduto ma non fecero niente per cambiare la situazione perciò Abdul aveva sempre più paura di andare a scuola e a volte per questo non ci andava fingendo di stare male. Non fù la prima volta che accaddero questi episodi. Un giorno era in stazione perché doveva prendere il treno e tutte le persone accanto a lui si allontanavano e non capiva perché, ad un tratto si avvicinò una donna anziana a cui cadde il portafoglio davanti a lui e disse &lt;stai fermo so che vuoi fare ma se lo tocchi chiamo la polizia&gt; e Abdul inizialmente non capiva,poi realizzò che era per il suo colore della pelle. Ma l’episodio più significativo per lui e che lo fece rimanere più male dopo l’episodio della scuola fù quando si trovava al supermercato e stava pagando,mentre stava per uscire il controllore lo cacciò e gli fece rimettere a posto tutto quello che aveva comprato perché pensava che stava rubando,e tutto questo per cosa? Solo per il suo colore della pelle.Tutt’ora infatti si trova malissimo e a volte ha addirittura paura di uscire di casa e parlare con altre persone per provare a farsi degli amici . Purtroppo il razzismo c’è da sempre e non si fermerà facilmente e molti ragazzi come Abdul ne soffrono ogni giorno e si sentono fuori luogo solo per il colore della pelle ma il vero problema è che molte persone non capiscono che per le differenze che ci sono nessuno va discriminato e tutti siamo uguali ed è proprio questo che ci rende unici.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-15 08:34:55 UTC</pubDate>
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         <title>Il Razzismo </title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>OMAR ED IL RAZZISMO</strong></p><p><br><br></p><p><em>Dal 1800 le cose non sono poi così tanto cambiate; tutt’ora nel 2025 le persone vengono emarginate e discriminate ad esempio per il loro colore della pelle o per il loro aspetto fisico.&nbsp;</em></p><p><em>Questa è la storia di Omar un ragazzo di colore discriminato da tutti,specialmente dai suoi compagni di classe.</em></p><p><br><br></p><p>Omar è un ragazzo di 14 anni di origini Senegalesi. Vive da poco&nbsp; con i genitori e sua sorella qui in Italia, più precisamente a Roma.</p><p>Sono tre anni che va a scuola in Italia, è un ragazzo genuino e intelligente.</p><p>Sin da subito i suoi compagni lo esclusero dal gruppo classe ma lui diede a questa cosa poco importanza, il problema arrivò quando tutti iniziarono a prenderlo in giro per il suo colore della pelle e per le sue origini.</p><p>Anche dopo le lezioni i suoi compagni non gli davano tregua, lo insultavano,lo minacciavano e a volte lo picchiavano addirittura.</p><p>Omar quando tornava a casa abbassava il capo, e ai suoi genitori non diceva niente, per non farli preoccupare.</p><p>Decise di iscriversi allo sport che più gli piaceva sin da quando era piccolo: il calcio.</p><p>Sembrava andare tutto bene finchè non iniziò a gareggiare a livello agonistico, durante le partite riceveva cori razzisti da parte di alcuni genitori della squadra avversaria, i suoi genitori non se ne accorsero perché sua madre si ammalò e suo padre era molto impegnato con il lavoro.</p><p>Omar si tenne tutto dentro fino a smettere di andare agli allenamenti e a scuola.</p><p>Sua madre non capiva il motivo di queste scelte quindi chiese a lui delle spiegazioni.</p><p>Omar non rispondeva e diceva sempre di essere solamente stanco, ma la madre insistette e chiamò la scuola, questa però non riusciva a spiegare il motivo perché Omar a scuola andava molto bene solamente che era molto silenzioso.</p><p>Da lì a tre anni, le cose non sono cambiate molto, purtroppo tutt’ora nel 2025 continua a ricevere insulti ma ha conosciuto alcuni ragazzi della sua età che lo aiutano ad affrontare le situazioni più brutte.</p><p>Omar è riuscito con il passare degli anni a lasciar perdere queste persone, ha imparato moltissime cose nuove grazie ai suoi amici ed è diventato un calciatore professionista a livello agonistico.</p><p><br></p><p>Impariamo a non giudicare persone diverse da noi a causa del loro aspetto fisico, piuttosto cogliamo i pregi di queste persone e impariamo a conoscere cose nuove da loro ed insegniamo altrettanto.</p><p>Il razzismo è una cosa da affrontare e cercare di eliminare con il passare degli anni.</p><p><br><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-15 08:35:17 UTC</pubDate>
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         <title>RIASSUNTO DELLA SEQUENZA NUMERO 2: LA MORTE DI MASTRO MISCIU E LA CONDANNA DI ROSSO MALPELO A LAVORARE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/alessandranorgini2/zq2bw2mlcpivphfc/wish/3291704047</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Riassunto della sequenza numero 2: la morte di Mastro Misciu e la sua condanna di Rosso Malpelo a lavorare in miniera<br>Il padre di Rosso Malpelo era morto in miniera dato che stava cercando di guadagnare soldi per la famiglia: gli erano state incaricate 40 o 50 carrettate di rena rossa, ma lui restò fino a notte inoltrata, dicendo che &nbsp;ad ogni colpo di piccone che il suo lavoro era per il vino e per la gonnellina &nbsp;di Nunziata, la figlia, ecc.<br>Rischiava ad ogni picconata che la cava gli crollasse ad dosso,<br>quando parlava con suo figlio lo raccomandava sempre, dicendogli di scappare se vedeva cadere sassolini o della rena grossa.<br>Perché gli voleva molto bene, a differenza del resto della sua famiglia.<br>Ad un certo un certo punto Rosso malpelo senti un tonfo sordo, il capo che dirigeva quella cava era a teatro, e già dopo poco tempo le femmine venute a sapere della disgrazio sparsero la voce,<br>Rosso malpelo da quel giorno non si allontanò più dalla miniera, lavorava come uno schiavo anche se non gli era stato richiesto, le unghie gli si erano staccate dalle mani e gli grondavano di sangue, e quando non poté più graffiare iniziò a mordere come un cane rabbioso, tanté che lo dovettero tirare via dai capelli per farlo uscire.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-15 08:37:48 UTC</pubDate>
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         <title>LA LEGGE DEL PIù FORTE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Infine tornò nella cava,quando sua madre lo condusse per mano; il pane che si mangia non si trova qua e di là. Spesso, mentre scavava gli sembrava che stesse ad ascoltare qualche cosa che il diavolo dentro di sé gli sussurrava. In quei giorni dopo la morte del padre era più cattivo e più triste del solito,infatti non mangiava più il pane lo dava al cane, ma gli dava anche le botte, e l’asino sbilenco, sopportava tutto il suo sfogo e lo picchiava senza pietà. Dopo la morte del padre sembrava che gli fosse entrato il diavolo in corpo, sembrava,però che voleva proteggere un ragazzetto venuto a lavorare nella cava e gli avevano dato nome Ranocchio e il pane di Malpelo se lo buscava ma in realtà glielo dava anche lui. Ora lo picchiava senza un motivo, e se ranocchio non si difendeva lo picchiava ancora più forte. Disse che suo padre batteva la sabbia ma la sabbia se lo mangiò a tradimento. Ogni volta che Ranocchio si lamentava del lavoro troppo faticoso lo picchiava sul dorso e lo sgridava. Malpelo era strano perché lo picchiava e gli dava la sua cipolla e lui si accontentava del pane asciutto. Ranocchio era abituato ormai alle botte di Malpelo. Lui gli diceva che era sempre stato abituato alle botte e quindi si vendicava di nascosto. Ei si prendeva i castighi perché anche se non fosse stata colpa sua nessuno gli avrebbe creduto perché aveva il capo rosso, e neanche sua mamma gli aveva mai fatto una carezza. </p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-15 08:40:15 UTC</pubDate>
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         <title>VOLERSI BENE: LA COSA PIù IMPORTANTE </title>
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         <description><![CDATA[<p>Sarah è una ragazza che si è trasferita a Roma per l’università e il suo ragazzo, Dario, fa dei commenti poco carini sul suo fisico, dicendole che se non toglie qualche chilo dal suo corpo sarà costretto a picchiarla perché non vuole fare brutte figure con i suoi amici.&nbsp;</p><p>Si erano conosciuti all’università quando Sarah gli aveva chiesto dove si trovava la propria classe, essendo stato il primo giorno lì. Si iniziarono così a conoscere e lui all’inizio sembrava un ragazzo per bene, studiava insieme a lei e sembrava essere gentile, anche se, solo per scherzo, faceva qualche battuta poco gentile su come era lei, ma Sarah non ci faceva caso perché Dario era una delle poche persone con cui si trovava abbastanza bene. La situazione si complicò solo quando si fidanzarono e lei voleva uscire insieme a lui, anche solo per qualche oretta, ma Dario diceva di no, e che se voleva farlo doveva dimagrire.</p><p>&nbsp;La ragazza in questione aveva già un bel fisico, ma cercava sempre metodi per dimagrire perché credeva che con le parole del suo fidanzato:”Se togli qualche chilo sarai più bella, e poi potrai iniziare ad uscire con me."sarebbe stata più felice e la sua vita sarebbe migliorata. Alla sua famiglia non diceva nulla di tutto ciò, e quando si sentivano al telefono, gli raccontava solo degli studi e non di quello che le accadeva.</p><p>Sarah iniziò allora a soffrire di anoressia, mangiava e vomitava tutto. Mangiava solo cose liquide, e poche cose che riempivano veramente lo stomaco, ma non voleva lasciare Dario, avendo la paura che l’avrebbe picchiata e presa di mira.</p><p>Sarah però non ce la faceva più, voleva sentirsi amata anche da sé stessa per quello che era, quindi cercò di finirla con la sua relazione tossica, e di non frequentare più Dario, e quindi uscì solo con le sue amiche, che la apprezzavano e la facevano ridere. Dario non le disse più nulla fortunatamente, ed era solo una sua sensazione quella di essere picchiata.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-15 08:45:02 UTC</pubDate>
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         <title>BODY SHAMING</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il body shaming è un fenomeno che purtroppo ultimamente è molto diffuso, consiste nel giudicare una persona per l'aspetto fisico ed è un giudizio che viene dai social media. Tante volte qualcuno di noi si è sentito triste o a disagio perché qualcuno aveva commentato il nostro aspetto, a chi non è mai capitato? Noi dobbiamo imparare a vedere le persone come sono dentro, l'aspetto non definisce la persona è come giudicare un libro dalla copertina ed ogni volta che succede è come se fossimo sbagliati ma noi non ci meritiamo tutto questo perché ogni corpo è unico e va rispettato. Oggi parliamo di Luisa una ragazzina di 16 anni che è un pò in sovrappeso, tutti la prendono in giro sia dal telefono sia faccia a faccia ma lei non parla con nessuno e tiene tutto dentro ed il suo sorriso era sempre più difficile da mantenere, odiava andare a scuola perché sapeva che tutti l'avrebbero bullizzata e che tutti avrebbero puntato gli occhi su di lei. Luisa però non si lasciava abbattere facilmente, sapeva di non dover cambiare per gli altri, ma ogni volta che qualcuno la guardava si sentiva debole e ogni tanto si chiedeva se fosse lei quella sbagliata. Un giorno prima di iniziare la lezione di Motoria il suo prof la fermò e gli disse:' Tu sei perfetta così non hai bisogno di cambiare tu dimostri quello che sei con il coraggio la gentilezza e la generosità e questo ti rende unica'. Da lì qualcosa dentro Luisa si accese però non si sentiva soddisfatta quindi parlò con sua madre e gli chiese di parlare con una nutrizionista che la aiutasse a fargli perdere peso e in 1 mese perse 6 chili e cosi andando avanti così dopo un anno aveva perso 30 chili si sentiva rinata, era bellissima seguiva la dieta alla lettera era stata la sua salvezza, era grata di lei stessa e fiera del lavoro che aveva fatto ora era contenta di andare a scuola perché tutti gli erano vicini e faceva colpo su qualsiasi ragazzo, ma non dimenticherà mai come l'hanno trattata tutti quegli anni che per lei sono stati infernali. In questo racconto vediamo come anche solo due risatine alle spalle possono cambiare la vita di un adolescente che sta cercando solo di crescere e ognuno ha il diritto di farlo a modo suo non ascoltando il giudizio degli altri come ha fatto Luisa, l'aspetto fisico non è la cosa che conta di più, imparate a guardare le persone da come sono fatte dentro  e non dall'aspetto fisico perché non vi potete permettere di rovinare la vita di una persona perché non rispecchia i vostri obbiettivi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-28 20:30:28 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2025-01-29 13:47:53 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2025-01-29 13:48:19 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p><strong>ROSSO MALPELO</strong></p><p>LA MORTE DI RANOCCHIO</p><p><strong>sintesi</strong></p><p>In fondo al burrone dove andava Rosso Malpelo c'erano cani,Ranocchio gli tirava sassate per scacciarli,Rosso malpelo lo ferma e gli spiega che a loro non gli interessa dei sassi perché in loro domina la fame.</p><p>Ranocchio si ammalò ogni sera doveva essere trascinato da un asino,tremante dalla febbre,un operaio aveva detto che lui non si sarebbe mai abituato alla miniera.</p><p>rosso si sentiva orgoglioso di esserci nato. lui caricava ranocchio sulle spalle e lo incoraggiava a modo suo dandogli pugni e sgridandolo,un operaio lì presente gli sferrò un gran calcio sulle spalle così forte che risuonò come un tamburo eppure malpelo non si mosse e soltanto dopo che l operaio se ne fu andato,aggiunse lo vedi non mi ha fatto nulla.</p><p>Ranocchio non guariva, Rosso gli ha portato&nbsp; del vino una zuppa e dei nuovi pantaloni molto caldi ma comunque non guariva.</p><p>Rosso triste delle condizioni diceva che era meglio che moriva invece di vivere in quelle</p><p>condizioni.</p><p>lunedì Ranocchio non era a lavoro e Rosso si era informato dove abitasse quando andò da lui Rosso ha visto che era più morto che vivo e sua madre piangeva ma Ranocchio nemmeno se ne accorgeva.</p><p>Un giorno alla cava avevano detto che era morto.&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-29 16:56:56 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Marcus era un ragazzo sud-africano di colore, il suo sogno era di essere un militare, perché da piccolo vide suo padre morire per colpa del colore della sua pelle. Marcus fu cresciuto solo dalla madre, e non ebbe una vita facile. Marcus voleva fermare questo razzismo verso le persone di colore e fece molte proteste in città con molte altre persone, ma nulla cambiò. Marcus decise di diventare militare e così diventò un sergente. riusciva a portare abbastanza soldi per mandare avanti la famiglia. In un giorno qualsiasi, arrivò una lettera a Marcus, erano le dimissioni. Marcus era incredulo e non capiva per quale motivo era stato licenziato, ma ci volle ben poco per capire il perché, non solo lui era stato licenziato, infatti anche i suoi compagni furono licenziati. Tutti avevano una cosa in comune, cioè il colore della pelle. Marcus furioso torno a casa. Nei giorni a passare pensava ancora cosa potesse fare. Nel frattempo prese un lavoro part-time per vivere. Mentre faceva la spesa vide una ragazza che vendeva giornali, Marcus ne prese uno e vide in prima pagina “PERSONE DI COLORE LICENZIATE SENZA MOTIVO” e sotto c’era una foto di una manifestazione. A Marcus venne un'idea brillante, cioè di fare la manifestazione più grande di sempre. Chiamò tutti i suoi amici che erano stati licenziati, e gli disse di raccattare più persone possibili per fare una manifestazione in Piazza Duomo a Milano. Tutti erano d’accordo e si darono tutti appuntamento in Piazza Duomo. Appena scesi in piazza, lui e i suoi amici, erano circa venti. Marcus chiese se avevano pescato qualche ragazzo, e un suo amico, Philip, disse che sarebbero arrivati a momenti. Dopo neanche qualche minuto arrivò una folla di gente con cartelli e magliette con su scritto “ANCHE LE PERSONE DI COLORE HANNO DIRITTO A LAVORARE DOVE E QUANDO VOGLIONO!” Marcus era incredulo che tutte quelle persone fossero lì per loro. Marcus chiese a Philip dove aveva trovato tutte quelle persone, e Philip rispose con un sorrisetto che aveva attaccato cartelloni in tutta Milano convincendo le persone e sensibilizzandole. Iniziarono una marcia che invase tutta la piazza. Arrivarono i poliziotti, ma le persone erano così tante che si ritirarono. Finita la manifestazione tutti tornarono a casa. Marcus era felice di non essere da solo, e che qualcuno ancora aveva un buon cuore. Non molti giorni dopo Marcus si trovò fuori casa una mandria di giornalisti che gli fecero un mucchio di domande, e sui telegiornali, social, giornali si parlava solo della loro manifestazione che richiamò tutte le attenzioni dei politici, che per paura di scandali o di altre manifestazioni, eliminarono con leggi tutti gli atti di razzismo. Marcus entrò nel parlamento e riuscì a vivere una vita benestante, e grazie a lui anche molte persone che prima erano disoccupate per colpa del razzismo.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-29 16:57:46 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2025-01-29 16:59:05 UTC</pubDate>
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