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      <title>In Sicilia con i Fenici by quartac garzilli</title>
      <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala</link>
      <description>Realizzato dagli alunni delle classi 4 C-D della D.D. Garzilli - Anno scolastico 2016-17</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-06-06 10:21:29 UTC</pubDate>
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         <title>Origini di Palermo</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175358086</link>
         <description><![CDATA[<div>Maria Elena D., Efstathia C.<strong><br></strong><br></div><div><strong>Palermo era un colonia fenicia che fu fondata nel 750  a.C.</strong></div><div><strong>A quel tempo veniva chiamata MABBONATH che vuol dire accampamento.</strong></div><div><strong>I Fenici la chiamarono ZYZ, cioè fiore, forse per la forma del territorio .</strong></div><div><strong>La città sorgeva tra i due fiumi KEMONIA e PAPIRETO.</strong></div><div><strong>Inizialmente fu fondata la città antica (PALEAPOLI). Poi la città si estese verso il mare e fu costruita la NEAPOLI.</strong></div><div><strong>La città era circondata da alte mura dotate di porte di ingresso che venivano chiuse la sera ed era divisa da 2 grandi strade perpendicolari in 4 parti oggi chiamate I 4 CANTI .</strong></div><div><strong>All' esterno della città era presente una NECROPOLI dove sono state ritrovate diverse camere funerarie contenenti resti di uomini e donne.</strong></div><div><strong>Il porto era la risorsa primaria della città che viveva soprattutto di commercio.</strong></div><div><strong> </strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-06 10:29:01 UTC</pubDate>
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         <title>Mappa dell&#39;antica Palermo</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <pubDate>2017-06-06 10:34:53 UTC</pubDate>
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         <title>Palermo aveva la forma di un fiore  </title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <pubDate>2017-06-06 10:37:19 UTC</pubDate>
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         <title>Cinta muraria</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <description><![CDATA[<div>di Alessandro A., Riccardo A.C.,</div><div>Fabio C., Giulio F., Simone S.<br><strong>I Fenici costruirono alte mura per proteggere la città, che possiamo trovare ancora oggi. Le mura seguirono il corso dei due fiumi che circondavano la città, il Kemonia ed il Papireto. I Fenici crearono un fossato naturale e migliorarono la sicurezza militare della città. In totale si avevano 4 porte, una per ogni lato della città. Alcuni frammenti della cinta muraria sono ancora visibili presso via Maqueda, all'altezza di piazza Bellini. La vecchia porta in direzione del porto venne spostata per far posto ai nuovi edifici e tre nuove porte vennero aperte in aggiunta all’unica rimasta: la porta che conduceva all’area riservata dove venivano seppelliti i morti. Le 4 porte erano orientate in modo da permettere il controllo dei 4 lati della città. All’interno vennero tracciate due grandi strade centrali che si incrociavano in modo perpendicolare e dividevano la città in quattro parti.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-06 10:39:02 UTC</pubDate>
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         <title>NECROPOLI PUNICA di PALERMO</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Le tombe vanno dal VII al III secolo a.C.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-06 10:40:34 UTC</pubDate>
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         <title>Indicazioni turistiche</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Andrea F., Paolo R.<br><strong>Per organizzare una gita da Palermo a Marsala e Mothia devi sapere che per arrivare e tornare da Marsala, potrai utilizzare un pullman o l’automobile. La distanza tra Palermo e Marsala è lunga 121 km di autostrada e si percorre in 1 ora e 35 minuti circa. <br>Con una motobarca potrai attraversare la Laguna dello Stagnone per raggiungere l’isoletta di Mothia; potrai scegliere tra le aziende Mozia line o Arini e Pugliese. Il tragitto dura 10 minuti e il biglietto costa 5 euro per gli adulti e 2,50 euro per i bambini (è necessario coprirsi il capo con un cappellino). </strong></div><div><strong>Percorrerai i sentieri tracciati lungo il periplo per girare l’isola di Mothia e impiegherai 2 ore circa. Potrai visitare anche il Museo Whitaker per ammirare la statua del Giovinetto e la Casa dei Mosaici. L’ingresso al Museo Whitaker, che comprende anche il pedaggio, costa 9 euro per gli adulti e 6 euro per i gruppi. </strong></div><div><strong>Dopo potrai tornare a Marsala e fare una sosta per il pranzo in Contrada Spagnola. Ti suggeriamo il ristorante Baglio dei Mille (costi contenuti e cibo buono), sul Lungomare Boeo, proprio vicino il Museo Regionale, Baglio Anselmi. Qui si trovano i resti della nave punica. Ricordati che il Museo Baglio Anselmi è chiuso il lunedì. </strong></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-06 11:02:51 UTC</pubDate>
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         <title>Itinerario</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <pubDate>2017-06-06 11:08:26 UTC</pubDate>
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         <title>Palermo Fenicia</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Carolina B., Vincenzo S., Bianca F.<br><strong>PALERMO fu fondata come città-porto da coloni FENICI di TIRO. Intorno al VII e il VI secolo a.C.. Come luogo scelsero il promontorio tra due fiumi Kemonia e Papireto, sotto l’attuale cattedrale, e lo chiamarono ZYZ che vuol dire FIORE. </strong></div><div><strong>Prima dell’insediamento dei Fenici, in SICILIA c’erano gli Elimi, i Siculi e i Sicani. Palermo diventò la città più importante del “triangolo fenicio” che comprende MOTHIA e SOLUNTO.</strong></div><div><strong>LA SUDDIVISIONE DELLA CITTA’</strong></div><div><strong>La PALEAPOLI è la parte più antica della città.<br> La NEAPOLI è la parte costruita successivamente, cioè la parte nuova.</strong></div><div><strong>Le attività all’ interno della città erano numerose. Nel porto arrivavano e partivano le merci, si praticavano l’agricoltura, l’allevamento, la caccia e la pesca. Si lavorava il legno di cui i boschi erano ricchi e si producevano oggetti in vetro e in ceramica.</strong></div><div><strong> </strong></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-07 07:53:55 UTC</pubDate>
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         <title>Paleapoli e Neapoli</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <pubDate>2017-06-07 07:56:30 UTC</pubDate>
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         <title>LA NECROPOLI PUNICA </title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175514069</link>
         <description><![CDATA[<div>Sergio G. - Sara R. - Chiara L. - Vittorio C.<br><strong>La Necropoli Punica di Palermo è un’architettura funebre ed è il primo insediamento punico nella storia della città. Si estende nell’area compresa tra piazza Indipendenza, corso Pisani, via Pindemonte e via Danisinni. All’interno della Necropoli sono state &nbsp; ritrovate diverse camere funerarie. I sistemi di sepoltura erano due:&nbsp; l’inumazione, cioè sepoltura semplice, e l’incinerazione, cioè&nbsp; la cremazione del corpo. I tipi di sepoltura erano diversi. Vi erano semplici fosse o urne cinerarie scavate nella terra, sarcofagi scavati nella pietra e ricoperti di tegole o lastre e, infine, tombe a camera a cui si accedeva da una scaletta e che consistevano in una piccola stanza dove si trovava il sarcofago. Gli oggetti personali venivano messi all’interno del sarcofago con il defunto, mentre il corredo funerario veniva conservato nella&nbsp; stanza.</strong></div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-07 08:02:23 UTC</pubDate>
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         <title>MUSEO SALINAS</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sergio G. - Sara R. - Chiara L. - Vittorio C.<br><strong>Alcuni reperti ritrovati presso la Necropoli sono oggi conservati presso il&nbsp; Museo Archeologico dedicato ad Antonino Salinas. Il museo fa parte del complesso monumentale dell’Olivella insieme alla Chiesa di San Ignazio con &nbsp; l’attiguo Oratorio. Nella sezione fenicia del museo, troviamo due grandi sarcofagi antropoidi, vi sono anche diverse statue di divinità fenicie e stele votive provenienti da Mozia e Lilibeo, insieme a vasellame rinvenuto nell’insediamento del Monte Porcara (Bagheria).</strong></div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-07 08:07:53 UTC</pubDate>
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         <title>Cartina Palermo fenicia</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
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         <pubDate>2017-06-07 08:20:32 UTC</pubDate>
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         <title>Cinta muraria</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175516706</link>
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         <pubDate>2017-06-07 08:22:16 UTC</pubDate>
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         <title>La storia di Mozia</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175670724</link>
         <description><![CDATA[<div>Alice G., Ilaria L.G., Wilma L., Beatrice B., Livia G., Flavia M.<strong><br>Mothia fu un’antica città fenicia fondata nell’VIII secolo a.C. sull’ isola di San Pantaleo, nello Stagnone di Marsala. Sul significato e sulle origini di Mothia ci sono state diverse ipotesi. La prima si rifaceva alla derivazione dal fenicio MTW o HMTW, che significa luogo dove si tesse, l’altra ipotesi invece, già avanzata dall’inglese WHITAKER, collegava il toponimo MOT cioè melma, all’accadico metu, vale a dire acque stagnanti. Da metu poi sarebbe derivato il greco MOTYE e quindi l’italiano MOTHIA. La vita degli abitanti di Mothia era pacifica e in stretto accordo con le popolazioni del luogo, gli Elimi. Era una vera e propria città con mura che correvano lungo tutto il perimetro insulare. Questa opera difensiva era lunga 2,5 km, era dotata di quattro porte in direzione dei&nbsp; punti cardinali&nbsp; e gli accessi erano fortificati con 2 torri&nbsp; avanzate.&nbsp;<br>In poco tempo, Mothia divenne una delle basi commerciali più importanti del mondo antico, ma nel 397 a.C., fu conquistata da Dionisio I di Siracusa che la distrusse. Mothia non fu ricostruita e per questo costituisce una rara testimonianza di insediamento di tipo fenicio/punico pervenutoci quasi integro. Agli inizi del ‘900 l’intera isola fu acquistata da Joseph Whitaker, archeologo ed erede di una famiglia inglese che si era trasferita in Sicilia arricchendosi con la produzione del marsala. Fu lui a promuovere i primi veri e propri scavi archeologici che iniziarono nel 1906.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 05:55:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175670848</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Mothia antica</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 05:58:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175671156</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Mothia oggi</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 06:04:05 UTC</pubDate>
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         <title>Il Tofet</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175671521</link>
         <description><![CDATA[<div>Dario B., Riccardo G., Riven A.<br><strong>I Fenici erano politeisti. Le divinità erano El, il dio supremo , sua moglie Baalat e suo figlio Baal, che ogni anno moriva per risorgere, come la natura.<br> Il tofet (o tophet) è un santuario </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fenici"><strong>fenicio</strong></a><strong>-</strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cartagine"><strong>punico</strong></a><strong> a cielo aperto, consistente in un'area consacrata dove venivano deposti e sepolti ritualmente i resti combusti dei </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sacrifici"><strong>sacrifici</strong></a><strong> e dalle sepolture infantili.<br> Una zona ristretta dell'area era in genere occupata dalle installazioni per il culto (sacelli e altari). Molti cinerari erano accompagnati da </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stele"><strong>stele</strong></a><strong> con iscrizioni. Si trova di solito in un'area periferica della città, nei pressi della </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Necropoli"><strong>necropoli</strong></a><strong>.<br> I Tofet sono stati rinvenuti a </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cartagine"><strong>Cartagine</strong></a><strong>, a </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hadrumetum"><strong>Hadrumetum</strong></a><strong> (oggi </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sousse"><strong>Sousse</strong></a><strong>, in </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tunisia"><strong>Tunisia</strong></a><strong>), e in altre città puniche dell'</strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nordafrica"><strong>Africa settentrionale</strong></a><strong>. In </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia"><strong>Italia</strong></a><strong> sono presenti a </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mozia"><strong>Mozia</strong></a><strong> e </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Solanto"><strong>Solunto</strong></a><strong> in </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia"><strong>Sicilia</strong></a><strong>; a </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tharros"><strong>Tharros</strong></a><strong>, a </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sulki"><strong>Sulki</strong></a><strong> (oggi </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sant%27Antioco_(Italia)"><strong>Sant'Antioco</strong></a><strong>), sul </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Sirai"><strong>Monte Sirai</strong></a><strong> (a </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carbonia"><strong>Carbonia</strong></a><strong>), a </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nora_(Italia)"><strong>Nora</strong></a><strong> e a </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bithia_(archeologia)"><strong>Bithia</strong></a><strong>, in </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna"><strong>Sardegna</strong></a><strong>.</strong><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 06:09:00 UTC</pubDate>
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         <title>Kothon</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175675038</link>
         <description><![CDATA[<div>di Costanza C., Caterina P., Claudio P. e Salvo M.<br><strong>Il Kothon (anche&nbsp; Cothon) era un bacino idrico utilizzato all’interno dei porti fenici. Il suo uso, ancora non chiarito da un punto di vista archeologico, rimane sconosciuto: si crede sia stato un luogo di ricovero per le navi da riparare oppure un bacino artificiale legato a culti locali.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 06:44:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>BAGLIO ANSELMI E NAVE PUNICA</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175675829</link>
         <description><![CDATA[<div>Beatrice G., Mario R., Flavia L., Enrico S. e Matteo R.<strong><br>Il Baglio Anselmi fu costruito nel 1880 per la produzione del Marsala (un vino). Nel 1986 fu adibito a museo dalla Regione siciliana e nel 1999 il museo fu aperto. Nel 2000 fu espropriato ed acquistato un altro baglio vicino ed unito al Baglio Anselmi.</strong></div><div><strong>Il Museo Baglio Anselmi si trova a Capo Boeo a Marsala ed ospita la nave punica ed altri reperti storici dell’epoca punico-romana.</strong></div><div><strong>Ospita l’unico esemplare di Nave punica giunta ai nostri giorni e, dal dicembre 2015, la Nave romana di Marausa. Inoltre sono presenti ceramiche e terracotta, epigrafi incise su lastre di pietra, anfore da trasporto, ceppi di ancora e il carico di relitti arabo-normanni affondati nella zona.</strong></div><div><strong>NAVE PUNICA</strong></div><div><strong>I punici costruivano le navi a singoli pezzi come un puzzle così ricostruirle era semplice e veloce. Rappresenta un’importante testimonianza della Prima guerra punica, quindi antecedente al 241 a.C.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 06:51:17 UTC</pubDate>
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         <title>Museo Archeologico Baglio Anselmi</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175676202</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 06:54:24 UTC</pubDate>
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         <title>Le navi commerciali</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175676496</link>
         <description><![CDATA[<div>Francesco S., Fabrizio R. e Giuseppe C.<br><strong>I Fenici erano grandi navigatori. Infatti costruirono importanti navi per gli scambi commerciali.</strong></div><div><strong>Usavano il legno di cedro che era presente nel loro territorio per costruire le loro navi.</strong></div><div><strong>Avevano una lunghezza fino a 30m e una vela rettangolare per navigare più veloce.</strong></div><div><strong>Le navi erano formate da :&nbsp;</strong></div><div><strong>la chiglia – era una tavola di legno per rendere la nave più robusta.<br>Il parapetto - era una tavola di legno che serviva per impedire la caduta dei marinai&nbsp; in mare.</strong></div><div><strong>La stiva - era posizionata sul&nbsp; fondo della nave che serviva per conservare le merci.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 06:56:28 UTC</pubDate>
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         <title>Nave da guerra         </title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175676982</link>
         <description><![CDATA[<div>Emilia M., Lucia S. e Lucrezia I.<br><strong>Le navi da guerra venivano mosse dalle vele e dai remi.<br>Nave Trireme: lunga 35 cm, con 85 rematori per lato. L’ equipaggio era composto da 350 uomini, 300 rematori e 50 ufficiali.<br>Caratteristiche:</strong></div><div><strong>Rostro- serviva per sfondare le navi nemiche<br>Timone- serviva per manovrare la nave</strong></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 07:00:10 UTC</pubDate>
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         <title>IL COMMERCIO DEI FENICI</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175677768</link>
         <description><![CDATA[<div>Andrea B., Leopoldo C.<br><strong>I Fenici si stabilirono nella parte settentrionale della Terra di Canaan (l’attuale Libano).</strong></div><div><strong>Questo territorio montuoso, poco fertile e privo di fiumi era poco adatto all’agricoltura. La ricchezza del terreno era rappresentata dall'esistenza di boschi di alberi di cedro che fornivano legname pregiato che i Fenici sfruttarono per costruire le loro navi. Gli spostamenti in mare favorirono il commercio che divenne una delle principali attività dei Fenici.</strong></div><div><strong>La porpora ed il vetro divennero gli oggetti più richiesti in tutto il Mediterraneo. La porpora veniva ricavata dal murice, un mollusco e con essa venivano realizzati splendidi tessuti .&nbsp;</strong></div><div><strong>Gli oggetti di vetro erano i più raffinati del Mediterraneo.</strong></div><div><strong>Le navi commerciali dei Fenici erano le migliori dell’epoca, erano larghe e capienti per contenere le merci ed anche molto stabili.</strong></div><div><strong>Si sottolinea che si deve alla loro competenza e studio l'invenzione dell'ancora e del timone.</strong></div><div><strong>Perfezionarono l’arte nautica orientandosi, di giorno, seguendo le caratteristiche delle coste e, di notte, seguendo la Stella Polare detta dai greci Stella dei fenici.</strong></div><div><strong>Tale competenza ed abilità&nbsp; permise di raggiungere tutta la costa dell’Africa Settentrionale , la Sicilia , la Sardegna , le isole Baleari e la Spagna, spingendosi oltre lo stretto di Gibilterra fino alle isole Britanniche.</strong></div><div><strong>I Fenici, inoltre, fondarono delle colonie dove si stabilirono gruppi di cittadini fenici rendendosi utili sia per i rifornimenti e gli approvvigionamenti, sia per favorire gli scambi commerciali con le popolazioni residenti in quei luoghi. Le più importanti colonie furono Cartagine, Cagliari e Palermo ( Mozia e Solunto ).</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 07:06:17 UTC</pubDate>
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         <title>Mozia: il riso sardonico della maschera ghignante</title>
         <author>quartacgarzilli</author>
         <link>https://padlet.com/quartacgarzilli/PalermoMoziaMarsala/wish/175678162</link>
         <description><![CDATA[<div>di Barbara C., Matilde A., Luigi A.<br><strong>Nell’isoletta di Mozia, che è colonia fenicia risalente&nbsp; all’VIII sec. a.C.,&nbsp; si trova il cosiddetto tophet (in aramaico “luogo di arsione”), cioè il santuario dove venivano sacrificati alle divinità BaalHammon e Astarte i primogeniti maschi ancora in fasce, le cui ceneri erano poi conservate in vasi di terracotta. In questo santuario, oltre a steli, vasi, statuine è stata ritrovata la famosa “Maschera ghignante” (VI sec. a.C.)</strong></div><div><strong>La maschera rinvenuta a Mozia appartiene al tipo grottesco, la cui peculiarità sono i lineamenti del volto distorti e modificati. Alcuni studiosi vedono nel volto contratto della maschera ghignante il cosiddetto sorriso sardonico, quella particolare espressione “che doveva dimostrare gioia nel momento in cui si offriva alla divinità la primizia - il figlio maschio primogenito - ma che nello stesso tempo esprimeva immenso dolore”.<br>Quasi tutti concordano, però, nell’attribuire alla maschera per il suo aspetto aggressivo una funzione apotropaica, termine che gli antichi attribuivano ad oggetti deformi e grotteschi, in grado, cioè, di distogliere lo sguardo nemico.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 07:09:03 UTC</pubDate>
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