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      <title>La musica profana by </title>
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      <description>Realizzato da Livia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-24 12:15:19 UTC</pubDate>
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         <title>cos&#39;è?</title>
         <author>t_minorenti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Intorno al XII secolo, mentre le grandi cattedrali ospitano le prime espressioni di musica polifonica, nei castelli la musica invita al divertimento. Feste, canti, danze allietano i momenti di riposo nelle corti principesche, ma anche nei villaggi molte sono le occasioni per fare musica: matrimoni, nascite, festeggiamenti per un buon raccolto, festa della vendemmia... In questo ambito le austere melodie gregoriane lasciano il posto ad espressioni in cui si inneggia alla bella stagione, all'amore, alle gioie della vita. Anche il latino, utilizzato nel canto gregoriano, lascia il posto ad una <strong><em>lingua</em></strong>, detta <strong><em>volgare</em></strong>, derivata dai vari dialetti locali. Questa "<strong><em>musica profana</em></strong>" esce quindi dalle austere cattedrali gotiche per insinuarsi con gioia in ogni espressione della vita sociale attraverso l'uso della voce, vera protagonista, accompagnata da strumenti musicali, quali la <strong><em>viella</em></strong>, la <strong><em>ribeca</em></strong>, la <strong><em>ghironda</em></strong>, il <strong><em>salterio</em></strong>, l'<strong><em>arpa</em></strong>, <strong><em>flauti </em></strong><em>diritti </em>e<em>traversi</em>, lo <strong><em>chalumeau </em></strong>(antico oboe), vari <strong><em>strumenti a percussione</em></strong> e, nelle chiese, l'<strong><em>organo</em></strong>.  <strong><em>Menestrelli </em></strong>(al servizio di un nobile signore) e <strong><em>giullari </em></strong>(musicisti, giocolieri, attori girovaghi) diffondono le musiche dei <strong><em>trovatori </em></strong>e dei <strong><em>trovieri</em></strong>, ottimi compositori, i primi attivi nella Francia del Sud, gli altri nel Nord della Francia.Questi grandi cantautori medievali, appartenenti a famiglie nobili, scrivono i loro versi in lingua volgare (la lingua <strong><em>d'oc</em></strong> viene utilizzata dai trovatori, quella <strong><em>d'oil</em></strong> dai trovieri) su una struttura musicale, detta strofica, in cui una stessa melodia viene utilizzata  per intonare tutte le strofe del testo. In queste composizioni vengono esaltati gli <strong><em>ideali della cavalleria</em></strong>: coraggio, lealtà, generosità, cortesia e ammirazione verso le donne, le quali diventano espressione nobile di bellezza e virtù.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-24 12:22:21 UTC</pubDate>
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         <title>volez vous que je vous chant</title>
         <author>t_minorenti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il brano, risalente al XIII secolo, racconta l'incontro tra un cavaliere e una nobile dama. La donna viene descritta come spendida figlia della natura e, in un contesto di dolce poesia, accompagnandosi con il <strong><em>salterio</em></strong>, il cavaliere spera di farla sua sposa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-24 12:27:52 UTC</pubDate>
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         <title>veniva tramandata?</title>
         <author>t_minorenti</author>
         <link>https://padlet.com/t_minorenti/zhh1a2872hz2/wish/167801143</link>
         <description><![CDATA[<div>Di essa, purtroppo abbiamo pochissime trascrizioni originali: la nostra conoscenza si limita a quel che ci è giunto a traverso antiche melodie tramandate oralmente. I diffusori di queste musiche erano musicisti girovaghi, cantastorie, acrobati e giocolieri, giullari e menestrelli. Alcuni cantavano soltanto, altri si accompagnavano con il tamburo e con la <a href="http://spazioinwind.libero.it/Maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html">viella</a> . Accanto a questi troviamo dei particolari musicisti girovaghi: dei giovani di varie nazionalità che , abbandonati agli studi religiosi e monastici, viaggiavano spensierati diffondendo quei "canti goliardici" di cui c'è eccezionalmente giunta una nutrita raccolta conosciuta come Carmina Burana. Tali giovani erano i clerici vaganti, sfruttando la loro cultura religiosa, intonavano canti tratti dal gregoriano adattandovi però parole scherzose, canzonatorie e spesso irriverenti, espresse sia in lingua latina sia in volgare.Nelle piazze i giullari divertono un pubblico popolare; nelle corti i più colti <a href="http://spazioinwind.libero.it/Maxconi/3a99/Medioevo/Trovatori%20e%20trovieri.html">trovatori e trovieri</a>, cantori dell’amor cortese, intrattengono il pubblico più aristocratico. <a href="http://spazioinwind.libero.it/Maxconi/3a99/Medioevo/ALCUNE%20MUSICHE%20MEDIEVALI.html">La musica medievale</a> fu per lungo tempo monodica, cioè caratterizzata da una sola melodia. Alla fine dell’XI secolo risalgono i primi esempi di composizioni polifoniche, cioè basate su due o più melodie eseguite contemporaneamente. Ma sarà solo nel corso del Trecento che la <a href="http://spazioinwind.libero.it/Maxconi/3a99/Medioevo/LA%20POLIFONIA.html">polifonia</a> produrrà le raffinate e complesse composizioni dell’Ars Nova.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-24 12:30:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>t_minorenti</author>
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         <pubDate>2017-04-24 12:42:17 UTC</pubDate>
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