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      <title>LE BRIGATE ROSSE  by </title>
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      <description>GLI ANNI DI PIOMBO 
E ALCUNI PROTAGONISTI</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-02-26 05:18:15 UTC</pubDate>
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         <author>natashaconti2014</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come nascono le Brigate Rosse? </div>]]></description>
         <pubDate>2021-02-26 05:44:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>natashaconti2014</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le radici delle Brigate Rosse sono da ricercare negli ultimissimi anni ‘60. L’autunno del 1969, che ricordiamo come l’autunno caldo, è il momento in cui la violenza si fa particolarmente intensa, ma è anche un punto di svolta in cui gli operai si riunivano in collettivi politici alternativi alle organizzazioni sindacali. Tutto sembrava possibile, persino la lotta armata. Sembra che i fondatori delle Brigate Rosse abbiano deciso di passare alla lotta armata tra il 1969 ed il 1970, durante alcuni incontri di un gruppo milanese della sinistra extraparlamentare, il Collettivo Politico Metropolitano (CPM), che riuniva molti piccoli collettivi locali di operai e studenti di Milano. Tra i fondatori del CPM c’erano Renato Curcio, ex studente di sociologia a Trento, e sua moglie Margherita “Mara” Cagol, che aveva studiato con lui a Trento. Entrambi avranno un ruolo di spicco nelle Brigate Rosse.   </div>]]></description>
         <pubDate>2021-02-26 07:14:48 UTC</pubDate>
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         <author>natashaconti2014</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cosa sono LE BRIGATE ROSSE</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-26 07:26:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>natashaconti2014</author>
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         <description><![CDATA[<div> Le Brigate Rosse (BR) sono state un’organizzazione militante ed eversiva di estrema sinistra in Italia. Non una qualsiasi, ma probabilmente la più pericolosa ed importante. Inizialmente attive soprattutto nelle città industriali del nord, tra il 1970 ed il 1988 le BR porteranno a termine una serie di azioni terroristiche ai danni di persone ed organizzazioni, mietendo decine di vittime e seminando terrore ed incertezza in tutto il paese. I bersagli delle BR erano legati alla politica, alle forze dell’ordine, allo stato, e a tutto ciò che, secondo le teorie dell’organizzazione, ostacolava la rivoluzione in Italia. All’inizio le BR avevano portato a termine più che altro sabotaggi industriali, ma passeranno presto ai rapimenti e agli omicidi. Lo scopo delle Brigate Rosse rimase sempre politico: sovvertire l’ordine democratico della repubblica italiana attraverso la lotta armata e la propaganda, preparando la strada per una sollevazione Marxista.   </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-26 07:29:02 UTC</pubDate>
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         <title>MARIO MORETTI </title>
         <author>natashaconti2014</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-02-26 07:35:08 UTC</pubDate>
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         <author>natashaconti2014</author>
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         <pubDate>2021-02-26 07:40:20 UTC</pubDate>
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         <author>natashaconti2014</author>
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         <description><![CDATA[<div>Moretti fu uno dei componenti del nucleo storico durante gli anni di piombo. Mai dissociato e mai pentito. Dopo essere stato tra i componenti iniziali del CPM (Collettivo Politico Metropolitano), entrò a far parte delle Brigate Rosse nel 1971 distinguendosi subito per le capacità organizzative e la determinazione e divenendo membro del Comitato Esecutivo dell'organizzazione. Clandestino dal 1972, dopo l'arresto o la morte dei principali militanti del cosiddetto "nucleo storico", divenne dal 1976 il dirigente più esperto e importante delle Brigate Rosse contribuendo in modo decisivo all'incremento dell'efficienza operativa del gruppo terroristico. Grande organizzatore, Mario Moretti ebbe un ruolo fondamentale nella costituzione delle nuove colonne brigatiste di Genova e di Roma, nel miglioramento delle strutture logistiche e dell'equipaggiamento, nell'instaurazione di rapporti con gruppi eversivi stranieri, e fu soprattutto il principale responsabile della pianificazione e dell'esecuzione del rapimento di Aldo Moro, guidando il nucleo armato brigatista nell'agguato di via Fani e interrogando personalmente l'uomo politico sequestrato. Nel 1993 ha dichiarato di essere stato l'esecutore materiale dell'assassinio.</div><div>Dopo la tragica fine del sequestro, Moretti, insieme agli altri membri del Comitato Esecutivo, cercò di proseguire la lotta armata e si sforzò di mantenere la coesione delle Brigate Rosse, nonostante i primi dissidi interni e la crescente attività di contrasto delle forze dell'ordine. Arrestato a Milano il 4 aprile 1981, dopo nove anni di clandestinità, è stato condannato a sei ergastoli; nel 1987 ammise pubblicamente il fallimento della lotta armata pur senza mai dissociarsi né collaborare con gli inquirenti; dal 1997 è in semilibertà, lavora in un centro per il recupero degli ex detenuti e la sera rientra nel carcere di Opera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-26 07:59:31 UTC</pubDate>
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         <title>ADRIANA FARANDA</title>
         <author>natashaconti2014</author>
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         <pubDate>2021-02-26 08:03:20 UTC</pubDate>
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         <author>natashaconti2014</author>
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         <pubDate>2021-02-26 08:24:11 UTC</pubDate>
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         <author>natashaconti2014</author>
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         <description><![CDATA[<div>Adriana Faranda fu una brigatista italiana nata e cresciuta a Tortorici, in provincia di Messina. Dopo aver militato in alcune formazioni minori di lotta armata attive a Roma, entrò a far parte delle Brigate Rosse, insieme al suo compagno Valerio Morucci, nell'estate del 1976, all'interno delle quali ricoprì ruoli direttivi. Fece parte della direzione delle BR e fu tra i componenti della colonna romana (insieme a Mario Moretti, Prospero Gallinari, Bruno Seghetti, Valerio Morucci, Germano Maccari e Barbara Balzerani) che organizzarono il sequestro di Aldo Moro. Durante il rapimento dello statista democristiano, agì come "postina". Nel gennaio del 1979, per dissensi interni, decise d'abbandonare l'organizzazione terroristica assieme a Valerio Morucci («Due compagni che dissentono non sono nemmeno un'eccezione, sono un'eccentricità» commentò Mario Moretti) infatti, s'oppose strenuamente all'omicidio del presidente della Democrazia Cristiana, ma alla fine accettò la decisione del gruppo per principio di disciplina interno. Una volta fuoriusciti dalle BR, i due tentarono di creare, assieme ad altri, una nuova formazione di lotta armata, il Movimento Comunista Rivoluzionario (MCR). Essendo però stata identificata dopo il rapimento di Moro come colei che aveva acquistato i tre berretti dell'Alitalia usati per compiere l'agguato di via Fani, fu tratta in arresto a Roma, il 29 maggio del 1979, nel covo sito al quarto piano di viale Giulio Cesare 47; insieme a lei furono arrestati anche Morucci e la proprietaria dell'appartamento, Giuliana Conforto (vecchia militante di gruppi della sinistra extraparlamentare). A seguito di ciò, fu tra i promotori del movimento della "dissociazione" (ammissione delle proprie responsabilità nelle azioni a lei ascritte, però senza denuncia di complici o collaborazione stretta con le forze dell'ordine), a cui le Istituzioni risposero con la legge del 18 febbraio 1987 n. 34, in base alla quale insieme a tutti gli altri dissociati beneficiò degli sgravi di pena, e ricostruì il proprio ruolo nella dinamica del sequestro Moro nel corso dei diversi processi. Uscì in libertà condizionale nel 1994. È autrice di una autobiografia, in cui racconta degli anni che ha trascorso in carcere dopo l'arresto per la militanza nelle Brigate Rosse.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-02-26 08:40:52 UTC</pubDate>
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