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      <title>FLUSSI MIGRATORI in ITALIA by Progetti Castigliano</title>
      <link>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia</link>
      <description>Progetto Next-Stop - a.s. 2014-15 - Classi 2N - 2S</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2015-05-27 20:13:28 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-09-24 12:29:52 UTC</lastBuildDate>
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      <item>
         <title>1PAESI DI
PROVENIENZA, AREE DI DESTINAZIONE, NUMERI</title>
         <author>progetti</author>
         <link>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61800157</link>
         <description><![CDATA[<p>Dalla metà degli anni ’70, e in particolare negli anni ’80, l’Italia è progressivamente diventata un paese di immigrazione.</p><p>Il Centro Studi e Rcerche IDOS stima una presenza effettiva di 5.364.000 stranieri in posizione regolare su una popolazione complessiva di 60.782.668 Le donne sono il 52,7% del totale, i minori oltre 1 milione</p><p>Sempre secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2014, realizzato da IDOS per conto dell’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, l’incidenza dei residenti
stranieri sulla popolazione italiana si aggira sull’8,1% (1 ogni 12 abitanti), mentre in 27 province supera il 10% . Le province dove più alta risulta essere la concentrazione di stranieri sono: Roma, Milano, Torino e Brescia.</p><p>Le nazionalità presenti nel nostro paese sono 196, ma il 51%  degli stranieri  provengono da: Romania, Albania, Marocco, Cina e
Ucraina.</p><p>A determinare l’aumento della popolazione straniera sono soprattutto gli ingressi per ricongiungimento familiare e le nuove nascite (77.705 a fronte di 5.870 decessi). </p>
<p>I cittadini italiani per acquisizione, che erano 671.394 al Censimento del 2011 sono saliti a 837.489 nel 2013. </p>
<p>Le acquisizioni per cittadinanza comportano  una diminuzione della popolazione straniera. Tra i nuovi cittadini italiani sono leggermente più numerose le donne, conseguenza di matrimoni misti (celebrati  più frequentemente fra donne straniere e
uomini italiani).</p>
<p>Dato mancante è il numero degli immigrati non comunitari che sono rimasti in Italia 
senza rinnovare il permesso di soggiorno  o che non hanno mai avuto un permesso di
soggiorno e sono sempre vissuti nella clandestinità.</p>
<p>Si stima che, la popolazione straniera in posizione irregolare ammonti a meno di mezzo milione di persone.</p><p>L'Italia, paese maggiormente esposto ai flussi migratori per la sua posizione geografica<b>, </b><span>è anche terra d'asilo per chi fugge
da guerre e persecuzioni. Lo conferma  la percentuale in continuo aumento di persone arrivate a bordo di barconi, sfidando il mare: più di  130 mila nei primi 9 mesi del 2014, con circa 3 mila morti durante la traversata</span></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-27 20:16:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61800157</guid>
      </item>
      <item>
         <title>2) CAUSE DELLE
PARTENZE</title>
         <author>progetti</author>
         <link>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61800523</link>
         <description><![CDATA[<p>
</p><p>Le cause dei flussi migratori sono dovute a fattori diversi.  </p><p>La disuguale distribuzione della ricchezza nel mondo, la  miseria di  paesi sottosviluppati   esercita un forte impatto sulla mobilità internazionale, contribuendo a determinare gli spostamenti verso i paesi più ricchi<span>. Ma non vanno sottovalutate le guerre e le persecuzioni che generano veri e propri esodi alla ricerca della libertà,
della sicurezza. E le partenze sono spesso drammatiche; al già grave distacco
dalla propria terra, dalle proprie tradizioni, dalla famiglia contribuiscono a
rendere  tragico il viaggio le condizioni alle quali deve sottostare l’emigrante, condizioni dettate dalla criminalità, dagli speculatori. Come già avveniva per gli italiani, che nell’ottocento, inizio novecento, emigravano in America, chi sceglie o è costretto a partire deve sostenere spese elevatissime che lo rendono schiavo  degli uomini senza scrupoli che organizzano il viaggio. Gli spostamenti avvengono, in alta percentuale, in modo disumano. I barconi, che attualmente raggiungono le nostre coste, ne sono testimonianza.
Uomini, donne, bambini ammassati in imbarcazioni che non sono in grado di
sopportarne l’elevato numero, privi di acqua, di cibo affrontano la morte in
mare per sfuggire ad una sorte per loro segnata. </span></p>

<p></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-27 20:20:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61800523</guid>
      </item>
      <item>
         <title>3) LAVORO E&amp;nbsp; FORMAZIONE CULTURALE/ PROFESSIONALE DEGLI
IMMIGRATI</title>
         <author>progetti</author>
         <link>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61800649</link>
         <description><![CDATA[<p>
</p><p>Più di un terzo,35,3%, degli stranieri che hanno ottenuto un’occupazione  svolge
professioni non qualificate (in particolare nei servizi domestici e alberghieri
e nell’assistenza domiciliare), quasi altrettanti sono impiegati come operai
(32,6%), mentre il 26,0% lavora da impiegato o addetto ad attività commerciali
o nei servizi e solo il 6,1% svolge professioni qualificate. L’attività
lavorativa non è  quasi mai  rispondente al titolo di studio, alla formazione acquisita  nel paese d’origine. Il  41,1% degli occupati,
possiede un grado di istruzione più elevato rispetto alle mansioni che svolge, mentre tra gli italiani la percentuale scende al 18,5. Il livello di studi degli immigrati è generalmente medio-alto : il 10,3% ha una laurea e il 32,4% un diploma<b>.</b></p><p>Si sente spesso affermare che ‘gli stranieri rubano il lavoro agli italiani’ , ma l’affermazione è fonte di pregiudizi, in quanto siamo stati noi a richiedere la  loro
presenza. Negli anni '70 la nostra industria  aveva bisogno di manodopera immigrata e l’economia sommersa, unitamente all’'elevata presenza  di piccole imprese, hanno semplificato,  per gli immigrati clandestini, la possibilità di lavorare. Va inoltre ricordato che, come per i nostri italiani all’estero, molti dei lavori svolti dagli stranieri rientrano in quella fascia di occupazioni sotto-retribuite e particolarmente gravose che difficilmente noi accettiamo. </p>
<p>La crisi, che ha investito il nostro paese, ha inciso in modo particolare sugli immigrati; la percentuale di disoccupati è andata sensibilmente aumentando e incoraggiando il processo di ritorno.</p>

<p></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-27 20:21:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61800649</guid>
      </item>
      <item>
         <title>4) LA CASA</title>
         <author>progetti</author>
         <link>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61800839</link>
         <description><![CDATA[<p>
</p><p>Per gli stranieri, anche con un regolare permesso di soggiorno, trovare casa non è semplice. Come già avveniva per i meridionali che emigravano al nord, la diffidenza, la paura frutto di pregiudizi rendono i proprietari di immobili reticenti di fronte ad uno straniero che vuole affittare un immobile. E spesso si arriva anche a palesi dichiarazioni di razzismo. Non sono rare le  Inserzioni con scritto ‘no stranieri’ , ignorando che discriminare è reato. Ma anche quando il rifiuto non
è così esplicito, la situazione non cambia  e il proprietario  della casa, appena si rende conto che il suo interlocutore non è italiano, dichiara che l’alloggio è già stato affittato. </p>
<p>A difendere lo straniero da ingiustizie interviene l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Esiste anche un indirizzo al quale segnalare ingiustizie ed abusi dei quali si è stati vittima o si è stati testimoni: <span><a href="mailto:abusi@stranierinitalia.net">abusi@stranierinitalia.net</a></span></p>
<p>Gli stranieri inseriti nel tessuto sociale, con un lavoro, sentono spesso  il bisogno di rendere più stabile la loro presenza in Italia con l’acquisto della casa. Il numero di immigrati proprietari di un immobile è in costante crescita.</p>

<p></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-27 20:24:15 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>5) DISCRIMINAZIONI</title>
         <author>progetti</author>
         <link>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61800944</link>
         <description><![CDATA[<p>
</p><p>L’ondata di flussi migratori nel nostro paese ha trovato gli italiani impreparati e anche dimentichi del loro passato di emigranti. La paura del diverso per religione, etnia, cultura, spesso accresciuta da false informazioni, da stereotipi ha generato razzismo e  discriminazione, ha reso difficile il processo di integrazione. L’immigrato ha incontrato gravi
difficoltà nell’inserimento nella società a partire, come già si è visto,
dall’accesso alla casa , al lavoro, alla scuola: </p>
<p>I media sono inoltre responsabili delle percezioni negative nel momento in cui enfatizzano le nazionalità  negli episodi di cronaca nera. Dominante è ancora lo stereotipo dell’immigrato come persona povera, in fuga dalla miseria, senza alcuna competenza, anche se nel paese di origine ha conseguito un diploma o una laurea e il suo stipendio attuale è piuttosto alto.</p>

<p></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-27 20:25:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>6) CONSEGUENZE</title>
         <author>progetti</author>
         <link>https://padlet.com/progetti/flussi_migratori_in_Italia/wish/61801188</link>
         <description><![CDATA[<p>
</p><p>I flussi migratori generano effetti di diversa natura sia nei paesi di origine che nei paesi di accoglienza. Distinguere gli effetti positivi da quelli negativi  non è semplice, in quanto entrano sempre in gioco punti di vista soggettivi condizionati da interessi, da schieramenti politici.</p>
<p>Le conseguenze, per i paesi di partenza,  possono sintetizzarsi in alcuni aspetti fondamentali: la diminuzione del tasso di disoccupazione; la diminuzione della spesa sociale, soprattutto quando a partire sono lavoratori disoccupati e non qualificati; l’aumento del reddito delle famiglie dei migranti grazie al denaro
che questi inviano a casa; il miglioramento della bilancia dei pagamenti dello stato in seguito alle rimesse; l’arricchimento, dal punto di vista professionale, dell’emigrato che, al suo rientro in patria, favorirà lo sviluppo del paese; l’invecchiamento della popolazione quando a partire sono
soprattutto giovani.</p><p>Nei paesi di accoglienza, l’emigrante può abbassare i costi del lavoro, poiché accetta salari bassi, turni di lavoro notturni e festivi, orari più lunghi, mansioni nocive, assunzioni illegali, che consentono all’imprenditore di evadere le contribuzioni fiscali. La conseguenza può considerarsi positiva in un primo momento per le imprese che hanno difficoltà a sopravvivere sul mercato, ma sicuramente ha un’incidenza
decisamente negativa per quanto concerne la sicurezza sul lavoro. Se lo straniero costa poco e non chiede vengano rispettate le norme sulla sicurezza, spesso l’imprenditore non si preoccupa di migliorare la qualità della vita nell’ambiente di lavoro rinnovando  tutto quanto risulta nocivo alla salute. Ma non si può accusare lo straniero di essere vittima di sfruttamento, le   responsabilità vanno ricercate in chi si approfitta di chi si trova in condizioni di difficoltà, di chi non ha
possibilità di scegliere.</p><p>Va inoltre ricordato che lo straniero
generalmente occupa quei settori lavorativi che vengono rifiutati dagli
italiani.</p><p>La presenza in un paese di immigrati senza lavoro o che lavorano in nero comporta un costo in termini di erogazioni di servizi socio assistenziali. Ma non bisogna sottovalutari i contributi versati
da chi ha un’occupazione regolare che finanziano anche le pensioni degli italiani.</p><p>L’immigrato che non riesce ad inserirsi nel sistema lavorativo, che vive in una condizione di  marginalità in quartieri deprivati è facile preda di organizzazioni  criminali straniere già presenti sul
territorio e organizzazioni  malavitose locali. E’  sufficiente pensare al reclutamento di
stranieri dalle diverse mafie. </p><p>Preoccupa, in modo particolare,  il numero in continuo aumento di minori non accompagnati, conseguenza dei sempre più ravvicinati sbarchi a Lampedusa. Se da un lato bambini ed adolescenti rappresentano un elevato costo per i servizi sociali, dall’altro pongono un inquietante problema morale, poiché l’incapacità di gestire la loro presenza favorisce il deprecabile mercato della prostituzione e del commercio di organi. </p><p>Il contatto tra immigrati e popolazioni autoctone conduce  ad un processo di scambio culturale che sicuramente può considerarsi una risorsa per entrambe le
parti, ma perché ciò avvenga bisogna saper affrontare i conflitti che inevitabilmente si manifestano, darsi regole che disciplinino la convivenza e stimolino il dialogo. La scuola è sicuramente un importante luogo di integrazione.</p><p>Significativo è  ancora l’apporto positivo delle immigrazioni sul piano demografico, in quanto compensano la crisi di un paese sempre più vecchio e a crescita zero</p>

<p></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-27 20:29:12 UTC</pubDate>
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