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      <title>L&#39;età dei Comuni in Italia by Federico Lattanzi</title>
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      <description>Storia medievale</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-06-28 20:58:33 UTC</pubDate>
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         <title>Come nacquero i Comuni</title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[<div>A partire dall'XI secolo, i cittadini più influenti sentirono l'esigenza di autonomia dai poteri esterni: crearono, quindi, associazioni private di uomini liberi che tutelano interessi condivisi, che portano a scontri o accordi con le autorità feudali. I Comuni, col tempo, diventarono istituzioni pubbliche che svolgono funzioni di governo. Essi presentavano un insieme di poteri e interessi diversi, ciascuno dei quali mirava a conservare identità e autonomia: vi erano i nobili (piccoli e medi feudatari), che miravano a controllare la vita politica cittadina; i ricchi borghesi, il "popolo grasso", grandi mercanti, maestri di bottega, proprietari di manifatture, banchieri, notai e medici; la piccola borghesia, il "popolo minuto", fornai, vinai, carretteri, ecc., che tentava di emergere; la plebe, operai salariati, servitori, che era relegata ai margini della vita pubblica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-07-30 09:58:29 UTC</pubDate>
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         <title>Il governo dei Comuni</title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[<div>I Comuni, con il passare del tempo, furono governati da diverse figure politiche: prima i consoli, i rappresentanti delle famiglie nobili più importanti, circa da 2 a 12 (a volte anche 24) che restavano in carica per un anno, affiancati da Consiglio maggiore (leggi di carattere generale) e Consiglio minore (disbrigo degli affari correnti), con i compiti di governare la città, far applicare le leggi, riscuotere le tasse, organizzare l'esercito ed emettere moneta; il podestà, una persona al di sopra delle parti, spesso di un'altra città, che rimaneva in carica da 6 mesi a un anno, con i compiti di amministrare la città, far rispettare le leggi e mantenere la pace sociale; il capitano del popolo, nominato dai maggiori rappresentanti delle arti per partecipare al governo della città al fianco del podestà e difendere gli interessi della ricca borghesia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-07-30 10:05:39 UTC</pubDate>
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         <title>Come fiorirono gli studi</title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nei Comuni accrebbe la domanda di istruzione da parte dei nuovi ceti borghesi in quanto si affermano nuove figure professionali: nacquero così le scuole private laiche e le università, libere associazioni di maestri e studenti che partecipavano assieme all'attività di studio e ricerca, nello "studium", messo a disposizione dall'autorità civile o religiosa della città. Si trattava di una corporazione. La più antica università d'Europa sorse a Bologna, nel 1088. Ad essa seguirono altri famosi centri di studio, tra i quali a Padova, Napoli, Parigi, Oxford, Cambridge, Montpellier, Lisbona e Salamanca. L'insegnamento della teologia era considerato fondamentale e ad esso si dovevano applicare anche studenti che decidevano di specializzarsi in altre discipline. Gli studi universitari prevedevano innanzitutto dei corsi preparatori, nei quali venivano insegnate le "arti del trivio" (grammatica, retorica e dialettica) e del "quadrivio" (aritmetica, geometria, astronomia e musica). V'erano inoltre corsi specialistici e ogni università ne aveva qualcuno di particolare prestigio. I professori erano pagati dagli studenti, che gareggiavano nel chiamare presso il proprio "studium" i docenti migliori. Le lezioni si tenevano in latino, quindi non vi era difficoltà nell'eseguire le lezioni. La diffusione delle università genero, ovviamente, una forte richiesta di libri: venne creato un sistema di copiatura più rapido, affidato a copisti/e o calligrafi/e. Dopo l'anno Mille, si svilupparono anche le lingue volgari, nate dall'evoluzione del latino nei diversi territori che avevano fatto parte dell'Impero romano e diverse a seconda delle differenti aree geografiche.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-07-30 10:14:54 UTC</pubDate>
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         <title>Federico Barbarossa e il suo progetto politico</title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[<div>Federico I di Svevia, detto "Barbarossa", eletto re di Germania nel 1152 (e successivamente imperatore), era intento a restituire prestigio e autorità al potere imperiale, riconducendo all'obbedienza i feudatari tedeschi e riguadagnando il controllo sui Comuni italiani. Convocò due diete a Roncaglia, nella prima, del 1154, egli dichiarava nulli tutti i diritti usurpati dai Comuni; nella seconda, del 1158, egli dichiarava nulle regalie e pretendeva di nominare i consoli e i podestà comunali. Nel 1162, mandò una spedizione punitiva contro Milano. Ma, nel 1167, si formò la Lega Lombarda, appoggiata da papa Alessandro III, i Normanni e Venezia. Federico Barbarossa fu sconfitto dai Comuni a Legnano nel 1176 e, nel 1183, si trovò finalmente un accordo: la Pace di Costanza, in cui i Comuni riconoscevano l'autorità imperiale, ma conquistando autonomia e libertà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-07-30 10:19:16 UTC</pubDate>
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         <title>Federico II e la tentata unificazione della penisola italica</title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nei progetti di Federico Barbarossa, vi era anche l'unificazione dell'intera penisola italica sotto il dominio imperiale. Si impegnò a tentare una conquista pacifica del Meridione, dove i Normanni avevano costruito un regno ricco e potente attraverso un matrimonio dinastico tra suo figlio Enrico (il futuro imperatore Enrico VI) e l'unica erede dei re normanni, Costanza d'Altavilla. Il matrimonio fu celebrato nel 1186, ma tre anni più tardi, morì il re Guglielmo II d'Altavilla, ed Enrico si affrettò a rivendicare il titolo di re di Sicilia. Nel 1190, dopo la morte di Federico Barbarossa, Enrico venne eletto imperatore. Egli, però, morì nel 1197, e sua moglie morì un anno più tardi, affidando il figlio Federico alla tutela del papa Innocenzo III. Il Papato contrastò la politica di Federico II in quanto: unificava i suoi domini nella penisola italica accerchiando i territori della Chiesa; intendeva affermare la superiorità del potere imperiale su quello della Chiesa; il Regno di Sicilia non era più un feudo papale, ma uno Stato centralizzato, laico ed efficiente. Si opposero quindi due fazioni, una fedele al papa, i "guelfi", e una all'imperatore, i "ghibellini". Federico II cercò di affermare l'autorità imperiale, provocando lo scontro con il Papato e lo scontro con i Comuni. A Fossalta, presso Modena, Federico II fu sconfitto, nel 1249. Mentre cercava di riorganizzare le truppe per la rivincita, la morte lo sorprese il 13 dicembre del 1250.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-07-30 10:26:08 UTC</pubDate>
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         <title>Angioini e Aragonesi</title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[<div>La morte di Federico II provocò lotte assai feroci nell'Italia meridionale, dove nel 1258 suo figlio Manfredi si fece incoronare re di Sicilia. Contro di lui, però, si scontrarono papa Clemente IV e i feudatari meridionali fedeli al Papato. Il papa chiese aiuto a Carlo d'Angiò, fratello del re di Francia, offrendogli in cambio la corona del Regno di Sicilia. Egli scese in Italia e sconfisse Manfredi nella battaglia di Benevento del 1266, dove morì. Anche l'ultimo erede di Federico II, Corradino, fu sconfitto nel 1268 a Tagliacozzo e poi decapitato da Carlo d'Angiò, che assunse definitivamente la corona del Regno di Sicilia. In Sicilia, il malcontento popolare del governo di Carlo d'Angiò provocò una rivolta passata alla storia con il nome di "Vespri siciliani", nel 1282, poiché scoppiò a Palermo nell'ora del vespro del lunedì di Pasqua. Per sconfiggere i francesi, i nobili siciliani chiamarono in loro aiuto lo spagnolo Pietro III, re d'Aragona, che poteva rivendicare il regno in quanto aveva sposato una figlia di Manfredi. La guerra fra Angioini e Aragonesi si protrasse per vent'anni fino al 1302, con la Pace di Caltabellotta: il Regno di Napoli fu affidato agli Angioini, mentre il Regno di Sicilia fu affidato agli Aragonesi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-07-30 10:30:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-07-30 10:50:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Federico3D</author>
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         <pubDate>2022-07-30 10:51:51 UTC</pubDate>
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