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      <title>La civiltà cretese by Enrico Panci</title>
      <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79</link>
      <description>Realizzato da: Ferracci Eleonora, Nardi Federica, Panci Enrico, Romano Eleonora, Sacco Arianna. Classe 3A Classico, IIS Eliano-Luzzatti</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-10-08 15:01:39 UTC</pubDate>
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         <title>Gli scopritori della civiltà minoica</title>
         <author>epanci02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un'ultima parte di questa presentazione va dedicata ai due più importanti archeologi che abbiano mai lavorato sull'isola di Creta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-08 15:10:12 UTC</pubDate>
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         <title>Hartur John Evans ( Nash Mills, 1851-Youlbury, 1941)</title>
         <author>epanci02</author>
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         <description><![CDATA[<div>A questo ricercatore, sovrintendente dell'Ashmolean museum of Oxford, si deve la riscoperta del palazzo di Cnosso, costruito dalla civiltà che lui stesso definì Minoica (dal leggendario re Minosse, nome che divenne poi anche identificativo del titolo regio cretese), anche se attuò un tipo di ricerca, e poi di restauro, di carattere romantico più che scientifico.<br>Egli iniziò a scavare il 23 marzo 1900, a pochi kilometri dal mare (circa 5), in una zona chiamata "Tou tsevele he kefalah" (nome che letteralmente significa " La collina del condottiero"), dove anni prima dei contadini del luogo avevano rinvenuto alcuni reperti ceramici. Nei trent'anni successivi, sino al 1932, capitanò numerose spedizioni archeologiche nel luogo, rinvenendo quasi la totalità dei resti della città di Cnosso, con annessi magazzini, nei quali erano contenute tavolette scritte in "Lineare A".<br>In seguito, però, inizio a restaurare (le pitture) ed addirittura a ricostruire alcune parti mancanti del palazzo, provocando numerose gravi alterazioni alle opere originali. A detta sua, ciò sarebbe servito ai visitatori per comprendere meglio il sito, anche se poi questo fine venne meno.<br>inoltre è contestabile anche il metodo che fu usato nella restaurazione e poi nella ricostruzione. Infatti molti dipinti furono addirittura rielaborati, ed i materiali usati per la ricostruzione erano simili a quelli che Hitler in quel periodo stava usando per la costruzione delle Bundesautobhan.&nbsp;<br>Tuttavia, non possiamo sminuire l'enorme portata del suo lavoro, che ha dato un'enorme contributo agli studi sulle civiltà egeee del II millennio a.C.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-08 15:12:44 UTC</pubDate>
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         <title>Luigi Pernier ( Roma, 23 novembre 1874 -Rodi 18 agosto 1937)</title>
         <author>epanci02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/290352288</link>
         <description><![CDATA[<div>Pernier nacque a Roma il 23 novembre 1874 da un proprietario terriero di origini piemontesi, Giuseppe Pernier, e da un'appartenenete alla nobiltà romana, Agnese Romanini.<br>Dopo aver studiato alla scuola italiana archeologica di Roma, giunse a Creta, nella zona di Festo, dove erano in corso degli scavi diretti da Federico Albherr, il quale, riconoscendo le sue capacità, richiese la sua presenza. Qui riscoprì il magnifico palazzo di Festo e rinvenne alcuni tra i più importanti reperti riguardanti la civiltà minoica, tra cui il cosiddetto "Disco di Festo". In seguito partecipò anche ad altre spedizioni sull'isola di Creta, sempre con Albherr come compagno, concentrandosi questa volta nella zona di Aghia Triada( letteralmente "La Santissima Trinità), dove ritrovò, tra il 1902 ed il 1914, gran parte dell'antica città, compresi gli annessi realizzati in età micenea, arcaica, classica ed ellenistica (qiundi molto successivi rispetto al palazzo cretese, comunque presente). Divenne noto anche per gli scavi condotti sulle rovine delle colonie greche dell'Africa settentrionale, in particolare a Cirene (dove riportò alla luce il tempio di Apollo), che, tra l'altro, era una colonia greca fondata probabilmente da coloni provenienti dall'isola di Thera (oggi Santorini), che era un attivissimo ed importantissimo centro commerciale cretese.<br>Inoltre quest'archeologo fu direttore della Scuola italiana archeologica di Atene (1909), professore di archeologia all'università di Firenze (dal 1916) e socio corrispondente dei Lincei (1920).<br><br><br><br>-IL DISCO DI FESTO<br>Il Disco di Festo è un reperto archeologico rinvenuto nell'omonima città il 3 luglio 1908, durante la spedizione sovra citata di Luigi Pernier e Federico Albherr, ed oggi lo si può ammirare al Museo Archeologico si Heraklion a Creta. La datazione, eseguita secondo il modello stratigrafico, ne attribuisce la fattura attorno al 1700 a.C.<br>Esso rappresenta uno dei migliori e più importanti esempi di scrittura geroglifica cretese assieme alla cosiddetta "Ascia di Arkalochori": è un disco di terracotta, del diametro di sedici centimetri, sul quale sono stati incisi circa 240 segni, su entrambe le facce, quando l'argilla era ancora fresca.<br>Questi segni sono simili per aspetto ad alcuni geroglifici egizi ed anatolici, tuttavia sappiamo con certezza che non hanno nulla a che vedere con questi ultimi, in quanto, come è stato detto precedentemente nella sezione riguardante il contesto storico, la scrittura, a Creta, si è evoluta con molta probabilità in modo indipendente.<br>Ancora oggi questo reperto è oggetto di studio.&nbsp;<br>Riguardo i simboli, sono state fatte diverse ipotesi, già al tempo del ritrovamento.<br>Secondo molti, su questo disco è stato inciso un qualcosa di simile ad un inventario, in quanto è stato rinvenuto in delle camere sotterranee del palazzo di Festo, che probabilmente fungevano da magazzini, ed infatti alcuni tra questi segni sembrano assomigliare ad immagini figurative di attrezzi da lavoro, come picconi ed aratri.<br>Comunque ancora oggi non possiamo essere sicuri di ciò che questi simboli rappresentino, in quanto il geroglifico cretese, ancora oggi, resta indecifrato, poichè è stato sostituito dalle lineari A e B, e non vi sono testi che riportino entrambe le forme scritte o comunque una traduzione da questa forma geroglifica in una lingua conosciuta (ovviamente con il testo originale presente), come per la scrittura etrusca ed egizia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-08 15:32:06 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita della civiltà cretese</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>La civiltà cretese o minoica&nbsp; si sviluppò nell'isola di Creta a partire dagli inizi del&nbsp; II millennio a.C.&nbsp;<br>La sua scoperta è da attribuire in particolare all'archeologo inglese Evans che intraprese i suoi scavi nella città di Cnosso agli inizi del XX secolo. Qui scoprì architetture monumentali e una ricca cultura materiale. Secondo Evans, i minoici erano giunti sull'isola da Oriente intorno al 3000 a. C. Sulla storia cretese abbiamo fonti dirette solo archeologiche , in quanto la scrittura degli antichi abitanti dell'isola non è stata ancora decifrata. Ad oggi conosciamo le vicende di Creta attraverso gli scritti di altri popoli , in particolare dei Greci e da loro sappiamo che erano una stirpe diversa e parlavano una lingua ancora oggi sconosciuta. Probabilmente la civiltà ha origine da popolazioni provenienti dall'Asia Minore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 13:17:45 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;isola di Creta</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'isola di Creta disponeva di numerose risorse naturali: il mare pescoso che la circondava, boschi da cui ricavare legname, terre adatte alla coltivazione di vite, ulivo, cereali e vallate per l' allevamento di ovini. La sua posizione strategica, nel cuore del Mediterraneo e al centro di tre continenti: Europa, Asia e Africa, favorì lo sviluppo del commercio. Tra il 2000 e il 1400 l'isola divenne una grande potenza marinara (ben prima dei Fenici che si affermarono a partire dal 1200 a.C.) e raggiunse la supremazia o Talassocrazia nel mar Egeo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 13:35:25 UTC</pubDate>
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         <title>La scrittura cretese</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>La civiltà cretese si sviluppò in modo autonomo tanto da elaborare una scrittura propria, il cosiddetto "geroglifico minoico" e una forma arcaica di scrittura di tipo lineare (lineare A). Mentre il primo continua a rimanere misterioso, la seconda fu interpretata , letta e tradotta solo recentemente. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 13:46:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’arte figurativa,realizzata sulle pareti dei palazzi, giocava un ruolo, fino ad allora, inedito: quello della <strong><em>decorazione</em></strong>. Le immagini, cioè, non venivano utilizzate per rappresentare concetti da comunicare, ma venivano utilizzate per abbellire i luoghi di vita. Il fine è quello del godimento estetico. Fu proprio in questo momento, che nacque il concetto che <strong><em>arte è</em></strong> <strong><em>sinonimo di bello</em></strong>.&nbsp;</div><div>È un arte di tipo naturalistico e geometrico. Le figure si affidano soprattutto al disegno della linea di contorno; i colori sono stesi senza effetti chiaroscurali, ma con tinte uniformi e vivaci, che ne esaltavano&nbsp; il valore decorativo. Le principali raffigurazioni pittoriche si trovavano nel palazzo di Cnosso.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 13:53:25 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ordinamento sociale</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'ordinamento sociale prevedeva un re che governava la città , una classe sociale formata dai sacerdoti e dall'aristocrazia, all'interno della quale si selezionavano i sovrani e i funzionari che sarebbero serviti per l'amministrazione dello stato.  A seguire vi erano i  comandanti militari che rivestivano un ruolo importante soprattutto per la difesa e possedevano consistenti patrimoni derivati da bottini di guerra , le classi produttive formate da artigiani, agricoltori e allevatori. Alla base della scala sociale , infine,  vi erano gli uomini non liberi distinti tra servi della gleba e schiavi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 13:54:20 UTC</pubDate>
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         <title>Gioco del toro</title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra le meglio conservate c’è il gioco del toro o meglio gioco della taurocatapsia(dal greco <em>tauros, </em>toro, e <em>kathaptein,</em>afferrare). In questi giochi i partecipanti dovevano volteggiare in groppa ad un toro in corsa. Si trattava infatti di un gioco di forza, tempismo, destrezza ed eleganza.</div><div>L’affresco realizzato tra il 1700 e il 1400 ac su una parete di stucco e calce rappresenta due donne ,a tinta chiara e un uomo a tinta scura. Queste sintetizzano le tre fasi dell’esercizio. Prima ci si aggrappa alle lunghe  corna dell’animale per ottenere la spinta verso l’alto, che permetterà il volteggio; poi si esegue sul toro un doppio salto mortale e infine dopo averlo compiuto si ricade a terra( le punte dei piedi non sono ancora posate a terra). La figura del toro ricorre in molte opere cretesi, in quanto per loro era un animale sacro e protagonista del mito del minotauro. Nell’ opera risalta molto la figura del toro sia per il contrasto cromatico con lo sfondo si per la purezza delle linee. Il dinamismo della corsa è accentuato dallo sviluppo fortemente orizzontale al quale si contrappongono le figure verticali delle fanciulle. Non è reso il senso del volume,anche perché il dipinto è privo di chiaroscuro. Inoltre la presenza delle donne testimonia che queste stavano acquisendo un maggiore prestigio sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 13:57:56 UTC</pubDate>
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         <title>La fine della civiltà cretese </title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il primo crollo della civiltà cretese avvenne intorno al 1700 a. C. ed è attribuito dagli storici o all'arrivo di popolazioni straniere o a un terremoto.<br>Nel 1400 a. C. , invece, avvenne il secondo crollo con l'arrivo dei Micenei. Questa nuova popolazione invase l'isola e la conquistò. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 14:05:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 14:06:28 UTC</pubDate>
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         <title>Grifoni</title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella sala del trono troviamo un affresco che raffigura due grifoni accovacciati ( animai mitici con il corpo di leone e la tesa e le ali di un aquila) a guardia del trono di alabastro sul quale sedeva il re-sacerdote e la sua corte. Al di sotto di questi troviamo una base che imita le venature del marmo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 14:07:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 14:10:32 UTC</pubDate>
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         <title>Il principe dei gigli</title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;il principe dei gigli è realizzato con la tecnica dello stucco dipinto e della pittura. La figura è posta su uno sfondo decorato con fiori e una farfalla. Le parti originali, corona, busto e gamba sinistra consentono di risalire alla figura di un giovane, che indossa un copricapo di fiori di giglio e penne colorate. Si muove verso sinistra conducendo,legato ad una fune tenuta con la mano sinistra,un animale . Le gambe sono poste di profilo, il braccio destro è teso, mentre il sinistro piegato. Il personaggio non presenta alcuna maestosità ma è una raffigurazione realistica,attenta a riprodurre il movimento e la via.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 14:12:32 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;urbanizzazione e l&#39;edificazione dei primi palazzi</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>A partire dal II millennio a. C. i Cretesi promossero l'urbanizzazione ed edificarono i primi palazzi nei quali gestivano le risorse agricole, le attività manifatturiere , gli scambi , la vita religiosa e amministrativa attraverso un' embrionale struttura burocratica. Come in Oriente ,quindi , anche nella civiltà i centri del potere politico , economico e religioso erano i palazzi , i più importanti dei quali erano quelli di Cnosso, Festo e Mallia che si trovavano al centro di fertili pianure. A differenza però dei palazzi orientali quelli cretesi erano privi di mura o di difese militari. Il motivo dell'assenza di queste fortificazioni non è a noi chiaro , forse perché , come ci attesta l'archeologia, erano una civiltà pacifica.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 14:12:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 14:18:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.studiarapido.it/taurocatapsia-il-salto-del-toro/</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 15:29:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://isismattei.altervista.org/downloads/materiali/disegno/arte-cretese-micenea.pdf">http://isismattei.altervista.org/downloads/materiali/disegno/arte-cretese-micenea.pdf</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 15:31:29 UTC</pubDate>
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         <title>Itinerario dell’arte,quarta edizione,  zanichelli, Giorgio Cricco e Paolo di Teodoro</title>
         <author>federica_n07</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 15:34:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federica_n07</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292546651</link>
         <description><![CDATA[<div>Federica Nardi</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 15:35:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>saccoarianna02</author>
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         <description><![CDATA[<div>La produzione ceramica occupa un posto  di primo piano nella civiltà minoica.  Inoltre alcuni periodi della storia dei cretesi , come quello protopalaziale (2000-1700 a.C.) e quello neopalaziale (1700-1400 a.C.)  sono meglio rappresentati  tramite questo tipo di arte e gli stili che la caratterizzano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 16:25:48 UTC</pubDate>
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         <title>Stile di Kamares </title>
         <author>saccoarianna02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si afferma nel periodo protopalaziale e prende il nome dalla grotta in cui furono ritrovati centinaia di reperti. Questo stile si caratterizza per la riproduzione di&nbsp; motivi tratti dal mondo naturale e fortemente geometrizzati. I colori più utilizzati sono: il giallo ocra, il rosso mattone e il bianco su uno sfondo nero.<br>Un esempio è il <strong>cratere con fiori a rilievo</strong> proveniente da Festo e conservato nel Museo Archeologico di Heraklion . Si tratta di un vaso in terracotta in cui, alla decorazione dipinta, si associa una decorazione plastica che consiste in fiori applicati al vaso nella zona sotto l’orlo attraverso il procedimento dell’incollatura.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 16:41:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>saccoarianna02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292560118</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:07:02 UTC</pubDate>
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         <title>Stile vegetale</title>
         <author>saccoarianna02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292560462</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo stile , tipico del periodo neopalaziale, predilige soggetti vegetali stilizzati&nbsp;e quindi motivi di erbe e piante. <br>Un esempio è il <strong>prochous (1700-1450 a.C) </strong>in cui sono rappresentati ramoscelli ricchi di foglie che sembrano rivestire il vaso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:09:04 UTC</pubDate>
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         <title>Bibliografia</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292561382</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=2ahUKEwjYhNyzt4beAhWIyYUKHTitD5AQFjAAegQICBAB&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Fcivilta-minoica_%2528Dizionario-di-Storia%2529%2F&amp;usg=AOvVaw2ZqZJUU21gTAgbNRk6AHR_">https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=2ahUKEwjYhNyzt4beAhWIyYUKHTitD5AQFjAAegQICBAB&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Fcivilta-minoica_%2528Dizionario-di-Storia%2529%2F&amp;usg=AOvVaw2ZqZJUU21gTAgbNRk6AHR_</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:14:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Intrecci Geostorici", la scuola. Di Gianni Gentile, Luigi Ronga ,Anna Rossi e Paolo Cadorda.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:17:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>saccoarianna02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292561978</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:17:58 UTC</pubDate>
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         <title>Stile marino </title>
         <author>saccoarianna02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo stile consiste nella rappresentazione di soggetti animali appartenenti all'universo marino.Un esempio è la <strong>brocchetta di Gurnià:</strong> un vaso in terracotta alto circa 20 cm, realizzato con il tornio girevole,&nbsp; e raffigurante  un polipo che nuota immerso nel fondale marino tra alghe , frammenti di corallo e piccoli animali che danno il senso della profondità spaziale e del continuo movimento . Agitando i suoi tentacoli abbraccia l'intera superficie del vaso e si dispone liberamente rispetto all'asse verticale. La natura è stilizzata e ripresa nei suoi aspetti essenziali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:18:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Itinerario nell'arte" (quarta edizione), Zanichelli. Di Giorgio Cricco e Francesco Paolo di Teodoro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:19:09 UTC</pubDate>
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         <title>Eleonora Ferracci</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:22:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>saccoarianna02</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:30:30 UTC</pubDate>
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         <title>Stile palaziale</title>
         <author>saccoarianna02</author>
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         <description><![CDATA[<div>In questo stile , affermatosi verso la fine del periodo neopalaziale, vengono rappresentati soggetti vegetali e animali ma irrigiditi in forme stilizzate e condizionate da una rigorosa geometria.<br>Un vaso in questo stile è il <strong>pithos</strong> in terracotta , oggi conservato nel Museo Archeologico di Heraklion , in cui,oltre ad elementi vegetali e floreali stilizzati, è anche raffigurato un oggetto rituale utilizzato per i sacrifici: l’ascia bipenne.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:30:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>saccoarianna02</author>
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         <pubDate>2018-10-14 17:46:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>saccoarianna02</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 17:54:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>saccoarianna02</author>
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         <description><![CDATA[<div>"La storia dell'arte", le prime civiltà. La biblioteca di repubblica</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 18:27:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>saccoarianna02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292572175</link>
         <description><![CDATA[<div>"Itinerario nell'arte", quarta edizione.Di Giorgio Cricco e Francesco Paolo Di Teodoro. Zanichelli</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 18:28:15 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Arianna Sacco</title>
         <author>saccoarianna02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292572379</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 18:29:42 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>epanci02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Evans presso gli scavi di Cnosso</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 08:39:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>epanci02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292703315</link>
         <description><![CDATA[<div>Disco di Festo</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 08:40:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Bibliografia</title>
         <author>epanci02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292703570</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-pernier/">http://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-pernier/</a><br>"Storia dell'arte italiana",G.C.Argan,Sansoni editore, Milano, 1984<br>"Parimonio dell'umanità", pubblicazione periodica settimanale, anno I-n.13, The National Geographic Society, edita da RBA Italia S.r.l., Milano, 29/11/2016.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 08:41:25 UTC</pubDate>
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         <title>Enrico Panci</title>
         <author>epanci02</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292705424</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 08:48:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Dove si trova il palazzo di Cnosso?</title>
         <author>eleonoraromano12</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292760598</link>
         <description><![CDATA[<div> Il palazzo di Cnosso sorge sulle alture di Kefala, a 5 km dal centro di Iraklio, la capitale di Creta. Si suppone che gli antichi abitanti abbiano scelto quella posizione per la vicinanza al monte Ida, luogo sacro dove, secondo il loro culto, Zeus fu nascosto da sua madre Rea per non farlo divorare dal padre, il titano Crono. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:17:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>eleonoraromano12</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292761973</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cnosso è il più grande dei palazzi minoici</strong> e oltre ad essere di stampo religioso, costituiva il centro politico ed economico dell’impero marittimo minoico. Infatti, si è accertato che avesse due porti in corrispondenza a dove ora sorgono Iraklio e Amnisos, raggiungibili tramite il fiume Katsaba, il quale in epoca minoica era chiamato Kairatos e presumibilmente era navigabile e scorreva di fronte al palazzo.</div><div>Essendo senza mura di fortificazione, si suppone che non avesse nemici dai quali difendersi, e questo porta a formulare nuovi interrogativi in quanto non è chiaro se Cnosso detenesse la supremazia sugli altri palazzi o sefossero tutti indipendenti gli uni dagli altri, o ancora se fosse solo un luogo sacro dove svolgere cerimonie.<br>Il palazzo di Cnosso fu innalzato sulle rovine di un edificio più antico costruito attorno al 2000 a.C. e forse demolito da un terremoto intorno al 1628 a.C., dovuto all’<strong>eruzione vulcanica di Thera</strong>, l’attuale isola di Santorini.</div><div>Lo spazio abitativo del nuovo complesso comprendeva un’area di circa 20.000 m² con gli alloggi del re, della regina e dei funzionari amministrativi, sale per il culto e per i ricevimenti: <strong>1300 stanze distribuite su 5 piani</strong> a pianta molto intricata ove si stima potessero essere alloggiate circa 12.000 persone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:20:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Planimetria del palazzo</title>
         <author>eleonoraromano12</author>
         <link>https://padlet.com/epanci02/zdj7xsw6vu79/wish/292762266</link>
         <description><![CDATA[<div>La sua pianta evidenzia la più totale assenza di simmetria, al contrario appare caotica. L'edificio presentava un ampio cortile centrale, attorno al quale si sviluppava tutto il palazzo. Sui suoi lati si disponevano il quartiere di rappresentanza,&nbsp; i magazzini a ovest, ambienti stretti e senza finestre e disposti a pettine (cioè con muri divisori fra loro paralleli), gli appartamenti privati e residenziali a est, l'ingresso monumentale a sud e le stanze di servizio a nord.</div><div>Il palazzo poggiava su una serie di inconsuete colonne tozze e colorate a tinte vivaci, probabilmente di legno e a rastremazione inversa, ovvero il loro diametro diminuiva dall’alto verso il basso. Esse erano sormontate da capitelli a toro e poggiavano su una base di pietra a sezione circolare. Nella parte nord del piano terreno trova posto anche un teatro, dotato di gradinate e realizzato con terra battuta, dove si riuniva la folla che assisteva alla celebrazione di attività rituali di vario tipo e per i giochi acrobatici con i tori. Il salto sul toro, tauromachiaa,&nbsp; faceva parte del culto religioso minoico, con il significato della vittoria dell'abilità e dell'intelligenza umane sulla forza bruta della bestia. L'esercizio, pericolosissimo, praticato da atleti di entrambi i sessi, consisteva nell'attendere, fermi, il toro, scavalcandolo poi con un salto mortale e ricadendogli alle spalle.&nbsp;<br>&nbsp;al primo piano del palazzo, affacciava sulla corte centrale la Sala del Trono, caratterizzata dalla presenza di un trono di pietra collocato a ridosso di una parete affrescata con grifoni in posizione araldica. Esso probabilmente era utilizzato da colui che svolgeva la funzione di capo politico.</div><div>Dalla parte opposta rispetto alla Sala del Trono c'erano i bagni degli appartamenti della regina, dotati di canalizzazioni sotterranee, fogne, canali di scarico, acqua calda sempre disponibile che, a parere degli studiosi, sarebbero i più evoluti dell’età antica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:21:00 UTC</pubDate>
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         <title>La costruzione del palazzo secondo la leggenda</title>
         <author>eleonoraromano12</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>leggenda del Minotauro</strong> narra che il labirinto fu progettato dall’architetto ateniese Dedalo aiutato dal figlio Icaro, i quali vi si trovarono prigionieri una volta terminata la costruzione. Dedalo allora costruì delle ali che attaccò con la cera alle loro spalle ed entrambi ne uscirono volando.</div><div>Il labirinto fu commissionato dal Re di Creta, Minosse, per rinchiudervi il mostruoso <strong>Minotauro</strong>, dal corpo umano e testa taurina, nato dall’unione della moglie del re, Pasifae, con il bianchissimo toro inviato al re da Poseidone affinché fosse sacrificato in suo nome. Questi però offese il dio: ritenendolo troppo bello e sacrificando un altro toro scatenò la vendetta di Poseidone che indusse nella regina una passione folle per l’animale</div><div> La struttura doveva essere talmente complessa e intricata da impedire alla bestia di uscire, e da confondere chiunque vi fosse entrato impedendogli di ritrovare l’uscita. Dopo che gli Ateniesi ebbero ucciso uno dei figli di Minosse, Androgeo, invidiosi del fatto che il giovane, partecipano ai giochi che si svolgevano nella citta greca, ne aveva vinto tutte le gare, il re cretese organizzò una spedizione militare contro Atene. Da vincitore pretese che ogni anno la città inviasse a Creta sette fanciulli e sette fanciulle da dare in pasto al Minotauro.</div><div> <br><br></div><div>Atene, sottomessa a Creta, aveva l’obbligo di inviare sette ragazzi e sette ragazze ogni nove anni da offrire in pasto al Minotauro. Questo tributo fu imposto dal re Minosse per vendicare la morte del figlio Androgeo, assassinato da alcuni ateniesi infuriati per il disonore arrecato dalle sue troppe vittore ai loro stessi giochi.<br><br></div><div>Anni dopo, <strong>Teseo</strong>, eroe e figlio del re ateniese Egeo, s’imbarcò infiltrandosi tra i giovani destinati al sacrificio e una volta arrivato a Creta, corteggiò e fece innamorare di sé <strong>Arianna</strong>, la figlia di Minosse e Pasifae, che dopo aver consultato Dedalo, aiutò il ragazzo a ritrovare la via d’uscita dal labirinto con la speranza di fuggire con lui, dandogli un gomitolo di lana rossa da srotolare durante il tragitto e permettendogli così di seguire a ritroso il percorso.</div><div>Teseo uccise il Minotauro e guidò gli altri ragazzi ateniesi fuori dal labirinto, ma non mantenne la promessa fatta e abbandonò la ragazza. Il tradimento non restò impunito: Teseo dimenticò di innalzare la vela bianca come aveva promesso al padre in caso di vittoria, così egli quando vide all’orizzonte la vela nera sinonimo di sconfitta e morte del figlio, <strong>si buttò in mare uccidendosi</strong> e dando così nome al mar Egeo.</div><div> <br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:22:17 UTC</pubDate>
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         <title>La religione e l&#39;arte cretese</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda la religione , presso i Cretesi gli dei esprimono una concezione serena della vita e della natura e non hanno quell'impronta paurosa di molte divinità egiziane e orientali. Primeggia il culto della grande madre (la Terra) e , nel mondo animale , sono venerati il toro , il serpente e il grifone. L'arte si sviluppa notevolmente con affreschi , dipinti ,decorazioni di piante , fiori e animali , scene di caccia e di pesca , la lotta con il toro. Nessun particolare è trascurato , a testimonianza di uno stile vivo e realistico che non si trova nell'arte egizia e mesopotamica , così maestosa e solenne , consacrata agli dei e ai sovrani anziché agli uomini e alle donne.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:27:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>eleonoraromano12</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Itinerario nell'arte" (quarta edizione), Zanichelli. Di Giorgio Cricco e Francesco Paolo di Teodoro</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:39:27 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Minosse</title>
         <author>eleonora_ferracci26</author>
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         <description><![CDATA[<div>La civiltà cretese è spesso ricordata in molti miti greci. Ne è testimonianza il mito di Minosse , il leggendario re di Creta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:46:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>eleonoraromano12</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:47:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>eleonoraromano12</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 12:50:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>eleonoraromano12</author>
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         <description><![CDATA[<div>Eleonora Romano</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-15 13:07:59 UTC</pubDate>
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