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      <title>Latino divertente. by Mariangela Arcieri</title>
      <link>https://padlet.com/mariangelaarcieri/zdihjvvsm3gb2apd</link>
      <description>La lingua degli antichi romani da cui proviene anche la nostra. 
Un mondo di sorprese vi aspetta alla ricerca delle origini delle parole della lingua italiana!!!</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-10-17 16:27:51 UTC</pubDate>
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         <title>Guardate la mappa: Roma diffuse ovunque la propria cultura e la propria lingua che si unì ad altre dando vita all&#39;italiano e non solo. </title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
         <link>https://padlet.com/mariangelaarcieri/zdihjvvsm3gb2apd/wish/2343633164</link>
         <description><![CDATA[<div>Anticamente nella penisola italiana venivano parlati<br><strong>&nbsp;numerosi dialetti,</strong> che si differenziavano secondo la<br> diversa origine delle varie popolazioni. Fra questi dialetti<br> era destinato a particolare fortuna<strong> il latino</strong>, ossia la lingua parlata da un popolo indoeuropeo che si stanziò nel Lazio intorno al IX – VII secolo a.C.: i Latini.&nbsp;<br><br><br><br></div><div>Dopo la fondazione di Roma, tradizionalmente<strong> datata nel 753 a.C.,</strong> la lingua dei Latini ebbe una rapida diffusione attraverso le guerre di conquista: nel corso dei secoli il dominio di Roma si estese dapprima sulle regioni vicine, poi su tutta l’Italia, quindi sull’intero bacino del Mediterraneo, per allargarsi al di là delle Alpi, in vari territori della Francia, della Spagna, della Germania, in Britannia, nei paesi lungo il corso inferiore del Danubio e in buona parte dell’Asia.&nbsp;</div><div><strong>La lingua di Roma si affermò non solo per la necessità dei popoli vinti di apprendere la lingua del vincitore, ma anche per le maggiori possibilità offerte dal latino</strong> rispetto alle altre lingue per quanto riguardava la comunicazione quotidiana, le attività del pensiero e le manifestazioni letterarie.&nbsp;</div><div>Il latino divenne così la lingua di maggior prestigio nel mondo occidentale, e tale rimase per lungo tempo anche dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, avvenuta nel 476 d.C. <br>Lo studio della lingua latina è la strada per entrare nel mondo di coloro che la parlavano, e quindi per conoscere <strong>la cultura degli antichi Romani.&nbsp; O</strong>ggi, <em>per accostarsi allo studio dell’arte, della letteratura e del diritto, per comprendere i princìpi della vita sociale e politica è indispensabile la conoscenza di ciò che gli antichi Romani hanno ideato, elaborato, scritto.</em> <br><strong><em>Una componente essenziale del patrimonio culturale di una persona è costituita dalla conoscenza del proprio passato, che permette di interpretare la realtà del presente e di progettare il futuro. </em></strong><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-17 16:59:02 UTC</pubDate>
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         <title> Ma veniamo alle parole!</title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br></strong>Nella lingua che usiamo tutti i giorni per comunicare, sono presenti numerosi vocaboli di origine latina, pienamente integrati in essa, che non hanno subito trasformazioni, bensì nel corso del tempo sono rimasti immutati e costituiscono delle “isole” culturali all’interno del nostro linguaggio.&nbsp;<br><br></div><div>AGENDA = Letteralmente significa “le cose che si devono fare”, dal gerundivo del verbo ago - is – egi – actum – agĕre, che, fra le numerose accezioni, indica il concetto di eseguire ed effettuare. Oggi con tale termine si intende il diario su cui si annota, appunto, ciò che si deve fare nel proprio futuro.&nbsp;<br><br></div><div>ALBUM = Deriva dall’aggettivo albus – a – um che significa bianco. Nell’antica Roma, con questo termine, si indicava la tavola intonacata di bianco, che era posta in luoghi pubblici ed era destinata agli avvisi. Oggi usiamo questo vocabolo per definire una raccolta di fogli bianchi su cui disegnare, un volume per raccogliere le fotografie o, in senso figurato, un insieme di canzoni.&nbsp;<br><br></div><div>CURRICULUM = Quando qualcuno cerca lavoro, invia alle aziende il curriculum, o meglio il curriculum vitae, propriamente “il percorso della sua vita”. Si tratta di un insieme ordinato e circostanziato di notizie che il candidato ritiene utile far sapere per tracciare un quadro completo della sua personalità umana e professionale.&nbsp;<br><br></div><div>DEFICIT = Quando il bilancio di un’impresa si chiude “in rosso”, quando cioè le uscite sono superiori alle entrate, si dice che c’è stato un deficit. Si tratta della terza persona singolare del verbo deficio, is deficĕre (“mancare”), che gli addetti agli inventari scrivevano accanto ai nomi degli oggetti che risultavano mancanti: deficit, cioè “(questo oggetto) manca”.&nbsp;<br><br></div><div>ECCETERA = Deriva dall’aggettivo ceterus – a – um: rimanente. “Et cetera” letteralmente significa “tutte le cose che restano”. Oggi diciamo: “e così via, eccetera”.&nbsp;<br><br></div><div>EXTRA = È un avverbio latino, che significa “fuori, all’esterno”.<br>&nbsp;Deriva dall’aggettivo exter – a – um: esteriore; come preposizione significa “fuori di, oltre”. Ecco perché noi diciamo, ad esempio, “qualità extra” o lo usiamo come prefissoide (extraforte) per indicare una situazione singolare e quindi fuori dalla norma.&nbsp;<br><br></div><div>GRATIS = Deriva dal sostantivo gratia – ae: grazia, favore.<br>&nbsp;All’origine era un ablativo plurale, gratiis, che poi venne contratto in gratis, avverbio, col significato di “senza ricompensa”.&nbsp;<br><br></div><div>LAPSUS= È un sostantivo che esprime l’atto dello sdrucciolare, il passo falso, l’errore, la svista. Noi adoperiamo questo vocabolo per scusare l’involontario e ingiustificato errore di chi parla (lapsus linguae), di chi scrive (lapsus calami = della penna e più precisamente “della canna”, lo strumento per scrivere) o di chi rievoca pensieri o conoscenze (lapsus memoriae = il cosidetto “vuoto di memoria”, legato all’istante).&nbsp;</div><div>REBUS = Deriva da res – rei: cosa, ed è un ablativo plurale che significa “ con le cose”. Così venne chiamato l’indovinello che “per mezzo di cose”, ossia disegni di singoli oggetti, fornisce frammenti di vocaboli che servono a comporre una frase. Data la difficoltà abbastanza frequente di comprendere rapidamente il loro contenuto, oggi si usa la parola “rebus” per definire una situazione difficile da affrontare e che, all’apparenza, come l’indovinello, sembra presentarsi senza via d’uscita.&nbsp;<br><br></div><div>SPONSOR = Sponsor in latino significa “garante” (deriva dal verbo spondeo, che significa “promettere, impegnarsi a...”). Passando in italiano attraverso l’inglese, sponsor ha cambiato significato e indica il finanziatore, più o meno disinteressato, di qualche impresa o spettacolo (gare sportive, concerti, avvenimenti artistici, trasmissioni televisive, ecc..).&nbsp;<br><br></div><div>VIRUS = Il primo significato di questo sostantivo è “liquido vischioso”; in senso dispregiativo venne usato per dire “veleno”. Oggi è un termine medico che indica la causa di una malattia, come ad esempio l’influenza o la febbre.&nbsp;</div><div>Espressioni latine ancora in uso&nbsp;</div><div>Nell’italiano di oggi si usano anche espressioni latine diventate celebri per il loro significato metaforico.&nbsp;<br><br></div><div>CARPE DIEM = (Orazio, Odi, I): Cogli il giorno (che fugge). È un invito a vivere pienamente il tempo della nostra vita.&nbsp;<br><br></div><div>DEUS EX MACHINA = Il dio (sceso) dal congegno. Questa espressione riguarda l’antico teatro; infatti, nel momento di più alta tensione delle vicende, veniva fatto calare dall’alto il dio, il quale forniva la soluzione per le complicate vicende della rappresentazione.&nbsp;<br><br></div><div>ERRARE HUMANUM EST = Sbagliare è umano.<br><br>&nbsp;EST MODUS IN REBUS = (Orazio, Satire, I): In tutte le cose vi è una misura. Questa frase&nbsp;</div><div>è un invito all’equilibrio e al senso delle proporzioni.&nbsp;<br><br></div><div>IN VINO VERITAS = Nel vino si trova la verità. Chi ha bevuto in abbondanza è più incline alle confidenze.&nbsp;<br><br></div><div>LUPUS IN FABULA = Il lupo nella favola. A noi tutti accade di parlare di un individuo e di vederlo sopraggiungere proprio in quell’istante.&nbsp;</div><div><br></div><div>MENS SANA IN CORPORE SANO = (Giovenale, Satire, X); Mente sana in corpo sano. È un motto molto diffuso e conosciuto che sottolinea quanto sia importante curare la salute e il benessere del corpo per un armonico ed equilibrato sviluppo della persona.&nbsp;<br><br></div><div>VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT = Quando si fa un accordo, specie se comporta movimenti di denaro, meglio «mettere nero su bianco», perché verba volant, scripta manent, «le parole volano, gli scritti rimangono».&nbsp;<br><br></div><div>DURA LEX, SED LEX = Le regole (non solo di uno Stato, ma anche quelle di un gioco) vanno sempre rispettate, se infrante, comportano una sanzione.<br>Dura lex, sed lex: «la legge è dura, ma è la legge!».&nbsp;<br><br></div><div>MORS TUA, VITA MEA = Sarebbe bello e auspicabile che i rapporti fra gli uomini fossero improntati a lealtà, solidarietà e generosità, ma a giudicare da un antico motto, entrato anche nel nostro linguaggio quotidiano, si direbbe invece che a dominare siano l’inganno e l’egoismo: mors tua, vita mea «morte tua, vita mia».&nbsp;<br><br></div><div>DULCIS IN FUNDO = Al termine di un percorso difficile è garantito un esito felice, magari imprevisto e inatteso. Lo asserisce un rassicurante motto che ha origine nel latino volgare e medievale ed è ben presente anche nell’italiano corrente, dulcis in fundo, «il dolce è (arriva) alla fine». Ma purtroppo esiste anche la possibilità che al termine di un percorso apparentemente tranquillo giunga una brutta sorpresa, e questa circostanza trova espressione in un altro motto latino normalmente usato in italiano, in cauda venenum «nella coda (c’è) il veleno».&nbsp;<br><br></div><div>REPETITA IUVANT = Quando a scuola l’insegnante ribadisce per l’ennesima volta concetti già espressi e spiegati, per meglio inculcarli nella memoria e permetterne l’assimilazione, di fronte allo sguardo annoiato degli studenti dice: «repetīta iuvant», cioè «le cose ripetute sono utili».&nbsp;<br><br></div><div>AVE, CAESAR, MORITURI TE SALUTANT = Il combattimento fra i gladiatori si concludeva molto spesso con l’uccisione del perdente. Si trattava infatti di duelli “all’ultimo sangue” e solo l’intervento dell’imperatore poteva salvare lo sconfitto dalla&nbsp;</div><div>morte. Per questo&nbsp; quando i gladiatori quando entravano nell'arena salutavano l'imperatore con la formula "Ave, Caesar, morituri te salutant, «Ave, Cesare, quelli che sono destinati a morte (o che stanno per morire) ti salutano».&nbsp;</div><div><strong><br>Termini come audio e video provengono dal latino e significano&nbsp;<br>AUDIO: io sento<br>VIDEO: io vedo<br>AGENDA: le cose che si devono fare<br>persino società sportive usano parole latine (Juventus, Pro Patria, Rari Nantes); le industrie di elettrodomestici (Ignis)</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-17 17:04:36 UTC</pubDate>
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         <title>Ma che fai parli senza usare gli articoli? E i sostantivi con la funzione logica nelle desinenze? che strani sti &quot;romani&quot;...</title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
         <link>https://padlet.com/mariangelaarcieri/zdihjvvsm3gb2apd/wish/2343651238</link>
         <description><![CDATA[<div>L’italiano è la lingua neolatina che si è conservata più vicina all’originaria forma latina. Data tale somiglianza tra le due lingue, spesso è facile comprendere il senso di semplici testi latini dalla sola lettura, anche senza conoscenze grammaticali specifiche.&nbsp;</div><div><strong>Italia paeninsula est.&nbsp;</strong></div><div>&nbsp;<br><br></div><div><strong>Italia in Europa est.&nbsp;</strong></div><div>&nbsp;<br><br></div><div><strong>Amici, amate Italiam!&nbsp;<br></strong><br></div><div><br></div><div><strong>Rana est in stagno.&nbsp;</strong></div><div>&nbsp;</div><div>Le parole italiane di derivazione latina sono il risultato del processo di trasformazione che il latino volgare ha subito nell’ambito della penisola italiana.<br>Tra il latino e l’italiano vi sono però numerose differenze: ad esempio, una differenza molto evidente è che nella lingua latina manca l’articolo.&nbsp;</div><div><strong>Mater amat filiam.&nbsp; </strong>La madre ama la figlia.&nbsp; <strong><br>Filia amat matrem. </strong>La figlia ama la madre<br><br>Inoltre, mentre in latino i sostantivi possono assumere forme diverse secondo le funzioni logiche che svolgono nel discorso: <br><strong>mater, «la madre», soggetto; <br>matrem, «la madre», complemento oggetto; <br></strong><br><strong>filia, «la figlia», soggetto;<br>filiam, «la figlia», complemento oggetto</strong><br><br>in italiano i sostantivi non subiscono mutamenti dipendenti dalla loro funzione logica.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-17 17:09:33 UTC</pubDate>
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         <title>Dal Latino alle lingue romanze o neolatine</title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
         <link>https://padlet.com/mariangelaarcieri/zdihjvvsm3gb2apd/wish/2347122875</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Nell'antica Roma la lingua latina si divideva in&nbsp; "sermo doctus" (lingua colta), cioè il latino parlato dagli studiosi e con cui si scrivevano le opere letterarie (il latino classico)<br>e&nbsp; "sermo vulgaris" (lingua volgare) il latino parlato quotidianamente dal "volgo" cioè il popolo. <br>Fu proprio il latino volgare che si diffuse nelle province romane e che si modificò unendosi alle lingue locali (perché nelle varie province romane si parlavano altre lingue ) e poi con le lingue delle popolazione germaniche (i Barbari).&nbsp; Il latino parlato a Roma non poteva certo essere identico a quello parlato in Gallia, o nella penisola iberica, o lungo il corso del Danubio.<br>&nbsp;Da qui, pian piano, con il declino dell'Impero Romano d'Occidente in ogni regione cominciarono a farsi spazio <strong>le lingue romanze o neolatine </strong>di cui fa parte anche l'italiano.&nbsp;<br>Perciò mentre il latino letterario, quello che si studia a scuola, rimaneva immutato, il latino volgare, seguendo uno sviluppo differenziato nelle diverse aree geografiche, diede origine, nel corso del Medioevo, alle lingue neolatine.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 14:21:18 UTC</pubDate>
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         <title>... 5 vocali 10 suoni? Certo che sti Latino erano strani!</title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella lingua latina ai cinque <strong>segni vocalici A, E, I, O, U </strong>corrispondevano dieci suoni, perché ogni vocale poteva essere pronunciata con due durate diverse: <strong>le vocali che venivano pronunciate più rapidamente sono definite vocali brevi </strong>e sono convenzionalmente indicate dal segno ̆: <strong>ă, ĕ, ĭ, ŏ, ŭ;</strong> <strong>le vocali la cui pronuncia durava di più sono chiamate vocali lunghe</strong> e sono indicate dal segno ̄:<strong> ā, ē, ī, ō, ū.&nbsp;<br><br></strong>Ad esempio: mălum si diceva malum&nbsp;<br>“il male” mālum si diceva maalum “la mela”&nbsp;<br><br>Oltre alla quantità delle vocali, esiste una quantità delle sillabe (durata della pronuncia).&nbsp;</div><div>Una sillaba che termina in vocale si dice aperta, una sillaba che termina in consonante si dice chiusa.&nbsp;</div><div>Le sillabe chiuse sono sempre lunghe; quelle aperte sono brevi se la vocale che contengono è breve, altrimenti sono lunghe; in genere, una vocale seguita da un’altra vocale è breve.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 15:17:08 UTC</pubDate>
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         <title>Nessuno può sapere come i latini pronunciassero le parole. E allora? Come si fa?</title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 15:36:27 UTC</pubDate>
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         <title>Il Latino deriva dal proto-indoeuropeo </title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
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         <pubDate>2023-01-31 17:01:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
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         <pubDate>2023-01-31 17:17:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariangelaarcieri</author>
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         <pubDate>2023-01-31 17:33:30 UTC</pubDate>
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