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      <title>Il resto di niente by ANNALISA PIROMALLO CAPECE PISCICELLI</title>
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      <description>La rivoluzione partrenopea</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-21 07:49:28 UTC</pubDate>
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         <title>Le donne e la repubblica napoletana </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Le donne, che aderirono agli ideali della Repubblica Napoletana del 1799 che si impegnarono con passione e dedizione alla loro realizzazione, non furono poche . Ed è sorprendente, tenuto conto dell’epoca e del contesto.</p><p>Come sorprendente è l’adesione alla Repubblica Napoletana del 1799 di tanti nobili.</p><p>Nelle donne è storicamente accertato e documentato il numero considerevole, in silenzio e quasi sempre di nascosto, esse diedero il loro contributo all’affermazione della Repubblica, spesso ponendosi al fianco e al servizio dei propri uomini che combattevano per affermare a Napoli e in tutto il Sud d’Italia gli ideali della Rivoluzione Francese del 1789 di libertà, eguaglianza e fratellanza, ovvero i princìpi fondamentali della democrazia.</p><p>Molte donne per essersi impegnate nell’affermazione degli ideali della Repubblica, abbandonarono la vita comoda e agiata, non disdegnavano di lottare coraggiosamente per l’affermazione dei nuovi ideali, nonostante il pericolo di violenze, di stupro e quasi sempre di tortura e morte che incombeva su di loro.</p><p>Esse ne erano ben consapevoli, conoscendo benissimo la mancanza di umanità e di rispetto dei fanatici filoborbonici per le donne repubblicane, dette da loro “giacobine”, di qualsiasi età e perfino per il loro abito religioso, se si trattava di suore.</p><p>I “lazzari”, come venivano chiamati a quel tempo gli appartenenti alla plebaglia, mostrandosi più barbari degli stessi barbari, una volta catturate le donne che lottavano contro la tirannia borbonica, le conducevano nude per la città, le stupravano e infine le torturavano fino a causarne la morte.</p><p>Come capitò alla giovane principessina, figlia del principe di Santobuono Caracciolo che, dopo essere stata portata per varie vie di Napoli completamente nuda, vietandole perfino di coprirsi con le mani il proprio sesso, fu fatta sistemare sulla soglia della porta della Chiesa dello Spirito Santo, in pieno centro storico, dove molti ne fecero uso ed abuso prima di infliggerle una morte terribilmente lenta e dolorosa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-26 19:52:30 UTC</pubDate>
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         <title>ENZO STRIANO Di Melania Pezzella </title>
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         <description><![CDATA[<p>Enzo Striano nacque a Napoli il 22 febbraio 1927. Suo padre, Pasquale, era un lavoratore delle ferrovie, mentre sua madre, Antonia Fadda, era una maestra elementare.<br> Nel 1945, al liceo, partecipò alla piccola rivista La Giovane Fronda, con altri giovani intellettuali. Frequentò la facoltà di Lettere e Filosofia presso l'Università Federico II di Napoli e si laureò con una tesi su La prostituzione al tempo di Masaniello. Alla sua formazione contribuirono le riunioni in casa di Renato Caccioppoli, celebre matematico napoletano.</p><p>&nbsp;Negli anni cinquanta, poi, si iscrisse al Partito Comunista Italiano ed entrò nella redazione partenopea de l'Unità, fino al 1957. A cavallo con gli anni sessanta, Striano patisce le prime delusioni, visto il vago interesse della grande industria editoriale. Comincia a dedicarsi con maggiore forza all'insegnamento, pur non abbandonando la sua vena artistica. Gli anni settanta sono gli anni dei romanzi I giochi degli eroi, Il delizioso giardino e Indecenze di Sorcier. Morì il 26 giugno del<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1987"> 1987</a>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-30 22:57:22 UTC</pubDate>
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         <title>ANTONIETTA DE LILLO </title>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Antonietta De Lillo è nata a Napoli il 6 Marzo 1960 ed è un'attrice italiana, regista, produttrice, scrittrice, sceneggiatrice, fotografa e inventrice.</p><p>Antonietta De Lillo tra gli anni Ottanta e Duemila ha conquistato la critica cinematografica italiana con il suo talento, il suo spirito culturale e un nuovo modo di raccontare Napoli. Come regista ha operato una sorta di magia, trasformando una Napoli un po’ petulante e un po’ perversa, in una donna attraente, anche se piena di difficoltà, dove i suoi abitanti raccontano la sua storia e la sua vitalità intellettuale.</p><p>Nel 2004 ha diretto “ Il resto di niente”, presentato come evento speciale alla mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia, film che ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, tra cui il David di Donatello e cinque candidature ai Nastri d’Argento. </p><p><br></p><p>Di Anna di Gennaro e Lucia Scielzo </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-02 16:27:03 UTC</pubDate>
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         <title>La regina Maria Carolina</title>
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         <description><![CDATA[<p>Annamaria Tipaldi</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-07 07:57:48 UTC</pubDate>
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         <title>I luoghi de “ Il resto di niente”</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Samuele D’Avanzo</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-08 09:20:37 UTC</pubDate>
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         <title>Eleonora de Fonseca Pimentel </title>
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         <description><![CDATA[<p>Eleonora de Fonseca Pimentel nacque a Napoli nel 1751. Di origine portoghese, visse in un periodo di turbolenze politiche in Italia. Era una donna colta e scrisse poesie, opere teatrali e articoli su temi politici e sociali.</p><p>Nel contesto della Repubblica Napoletana del 1799, Eleonora divenne una sostenitrice attiva della causa repubblicana e si oppose all'occupazione francese. Fu coinvolta in attività politiche e culturali, contribuendo alla pubblicazione del giornale repubblicano "Monitore Napoletano".</p><p>La situazione politica si aggravò, e quando le forze monarchiche riconquistarono Napoli, Eleonora fu arrestata. Nel 1799, venne processata e condannata a morte. La sua esecuzione avvenne per impiccagione il 21 agosto 1799.</p><p>Eleonora de Fonseca Pimentel è ricordata come una figura significativa del suo tempo, una donna che ha lottato per ideali di libertà e giustizia durante un periodo di profondi cambiamenti politici in Italia. La sua vita e morte sono spesso considerate un simbolo di coraggio e impegno civile.</p>]]></description>
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