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      <title>Lingua e Letteratura latina VA LS by Elisa Pacini</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-01-07 17:25:09 UTC</pubDate>
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         <title>“DIALOGI”</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sono 10 opere in 12 libri, i primi tre sono scritti consolatori, “Consolationes”, mentre gli altri sette sono a metà tra dialoghi e trattati con tematiche etiche e sociali.</p><p>Le “Consolationes” hanno come temi la fugacità del tempo, la precarietà della vita e l’ineluttabilità della morte, che sono tre dei principi chiave di Seneca. L'autore utilizza la filosofia a scopo terapeutico per creare un equilibrio addolcendo i mali dell’anima, secondo la filosofia stoica. </p><ul><li><p>“Consolatio ad Marciam”</p></li></ul><p>È la consolazione per la perdita del figlio di Marcia, Seneca consiglia alla donna di non disperarsi per via dell’ineluttabilità della morte.</p><ul><li><p>“Consolatio ad Helvetiam matrem”</p></li></ul><p>Testo indirizzato alla madre per consolarla sul proprio esilio, affermando che comporta solo un cambiamento spaziale, poiché Seneca ha con sé la cosa più importante, la filosofia.</p><ul><li><p>“Consolatio ad Polybium”</p></li></ul><p>Dedicata a Polibio, liberto sotto Claudio, per la perdita del fratello. L’obiettivo principale di Seneca, però , è l’elogio a Claudio, al fine di favorire il rientro in patria.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-09 08:35:52 UTC</pubDate>
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         <title>Trattati</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>I <strong><em>Trattati</em></strong> di Seneca fanno trasparire il suo impegno politico e vengono scritti come se fossero destinati a un interlocutore. Sono tre: <em>De clementia, De beneficis </em>e<em> Naturales questiones. </em>Il<em> </em><strong><em>De clementia</em></strong><em> </em>è dedicato a Nerone e presenta la clemenza come la prima virtù del politico, delineando come dovrebbe essere la giusta figura a capo dello Stato, ovvero un <em>rex</em> <em>iuxstus</em> in nome non del proprio io, ma di un bene comune.</p><p>Il <strong><em>De beneficis</em></strong>, diviso in sette libri, è un trattato su come elargire e ricevere benefici, infatti i temi principali sono: beneficienza e gratitudine.</p><p>Le <strong><em>Naturales questiones</em></strong> sono dedicate a Lucilio e presentano una ricerca su questioni naturali. Vengono spiegate le cause dei fenomeni naturali allo scopo di ridurre la paura e insegnare all’umanità ciò che la natura può offrire.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-09 08:38:18 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Marco Anneo Lucano </strong>nasce a <strong>Cordova</strong> nel <strong>39 a.C.</strong> ed è nipote del filosofo Seneca, viene educato a Roma e si distingue subito per la sua precocità intellettuale, fu allievo di <strong>Anneo Cornuto</strong>, filosofo stoico e conclude gli studi ad Atene. Vicino gli ambienti di corte grazie allo zio Seneca, viene richiamato a Roma. Secondo le fonti biografiche fu Nerone stesso che lo fa entrare nella propria <strong><em>cohors</em> <em>amicorum</em> </strong>e gli conferisce il ruolo di <em>questor</em> <em>ad</em> <em>onorem</em>. Durante i <em>Neronia</em>, nell’anno 60 a.C canta con grande successo le <strong><em>Laudes</em></strong> <strong><em>Nerones</em></strong> e poco dopo recita i primi saggi del suo poema epico. Nel <strong>65 d.C.</strong> si suicida dopo una rottura misteriosa fra lui e Nerone forse dovuta al fatto che egli abbandoni il <em>cohors</em> <em>amicorum</em> come Seneca, per l’invidia dell’imperatore del suo genio poetico o per la pubblicazione di versi in cui veniva palesata una posizione filo-repubblicana. Si ha notizia di numerose opere perdute da biografi e da Stazio, ad esempio : la tragedia <strong>Medea</strong>, l’epillio <strong>Orpheus</strong>, l’ <strong>Iliacon</strong> sulla guerra di Troia, una raccolta di <strong>Silvae</strong>, <strong>fabulae salticae</strong> etc…</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-10 10:28:17 UTC</pubDate>
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         <title>Dialoghi-Trattati</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>I dialoghi-trattati sono una parte dei "dialogi", che vanno dal quarto al decimo.</p><ul><li><p>“De ira”: è diviso in 3 libri. Descrive le cause e i rimedi per l’ira. L’ira è ritenuta pericolosa perché può sfociare nella follia, vizio opposto alla virtù, secondo lo stoicismo. (Testo in italiano: pag 99).</p></li><li><p>“De vita beata”: il modo per essere felici è l’unione di virtù e saggezza. Il filosofo, per essere tale, deve essere abbiente economicamente; la sua virtù consiste nel non spendere le proprie ricchezze.</p></li><li><p>“De constantia sapientis”: constantia corrisponde all'imperturbabilità tipica del saggio grazie alle sue virtù.</p></li><li><p>“De tranquilitate animi”: vengono illustrati i rimedi pratici per placare un animo inquieto, quali l'impegno nella vita attiva, nel bene comune, il coltivare l’amicizia e accettare la morte. (Testi in italiano: pag 103/106, pag 109/113 con traduzione su classroom).</p></li><li><p>“De otio”: otium corrisponde alla vita contemplativa necessaria, superiore alla vita attiva (negotium).</p></li><li><p>“De brevitate vitae”: fugacità del tempo e buon utilizzo del tempo. La vita non è breve se viene vissuta pienamente, infatti è opportuno perseguire i propri obiettivi e la via della saggezza. (Testi in latino: pag 70, pag 83/87. Testo in italiano: pag 97 con traduzione su classroom).</p></li><li><p>“De provvidentia”: la provvidenza esiste e non può essere messa in dubbio dal male che viene fatto ai buoni, infatti è una prova per loro affinché si affini la propria perfezione morale.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-10 10:34:07 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Seneca nasce a Cordova nel 4a.C. da una famiglia di cavalieri.  <br>Intraprende molto presto a Roma gli studi di retorica e filosofia, proseguendo gli studi in Egitto.  <br>Una volta tornato a Roma avvia la carriera politica sotto l'imperatore Caligola (37 d.C.-41d.C.) con cui non ebbe buoni rapporti. <br>Nel 41 d.C. Seneca viene esiliato dall'imperatore Claudio (41 d.C.-54 d.C.), successore di Caligola, con l'accusa di adulterio con Giulia, sorella di Caligola.  <br>Durante l'esilio si dedicò alla riflessione filosofica e al raggiungimento della via della saggezza.  <br>Il suo esilio termina quando viene richiamato a Roma da Agrippina, moglie di Claudio, nonché madre del futuro imperatore Nerone di cui diventa precettore. Nonostante si accorga delle divergenze del suo allievo cerca di far prevalere e valorizzare i suoi punti di forza, rimanendogli accanto per il suo senso civico. <br>Nel 54 d.C. Nerone diventa imperatore, ma a causa delle sua giovane età il potere viene spartito nelle mani della madre, Agrippina, del prefetto del pretorio&nbsp; Burro e&nbsp;di Seneca. <br>Negli anni successivi Nerone, che assume la figura di un despota, uccide la madre e Burro. </p><p>Nel 62 d.C. Seneca si ritira a vita privata dedicandosi al raggiungimento di una vita  contemplativa. </p><p>Nel 65 d.C. Seneca è accusato di essere membro della congiura dei Pisoni e per dimostrare serenità e nobiltà d'animo si toglie la vita.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-10 10:38:46 UTC</pubDate>
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         <title>Epistuale ad Lucilium</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Caratteristiche generali</strong>:</p><ul><li><p>Collocabile tra il 62-65 d.C.</p></li><li><p> Opera più importante dopo il “<em>secessus</em>” </p></li><li><p>È un’indagine della coscienza individuale attraverso i lumi della filosofia</p></li><li><p>Il destinatario è Lucilio, un giovane appartenente alla classe equestre e amico fidato di Seneca.</p></li><li><p>Segue il modello delle lettere che Epicuro scriveva i suoi allievi</p></li><li><p>Dà consigli su come vivere: sfrutta la quotidianità per parlare di argomenti più importanti e condurlo sulla retta via. È un discorso semplice che arriva a riflessioni più complesse e morali.</p></li></ul><ul><li><p> Non scrive per un pubblico più ampio: dona la saggezza che ha raggiunto e si pone come maestro e di ogni persona in crescita</p></li></ul><ul><li><p>Tutto ciò che espone lo ha vissuto in prima persona</p></li></ul><ul><li><p>Dà un risvolto pratico nei i suoi consigli: di prendersi cura della propria interiorità</p></li><li><p>È detto “Epistolario letterario”: nasce come un libro</p></li></ul><p><strong>Temi</strong></p><p>--&gt; Non c’è un ordine cronologico, ma sono disposte in modo tale da rappresentare la crescita interiore e filosofica del destinatario</p><ol><li><p><strong><em>Secessus</em></strong>: tratta del ritiro alla vita privata per raggiungere la virtù e la libertà</p></li><li><p><strong>Ricerca morale e filosofica dell'<em>otium</em></strong>: estraniarsi dalla realtà, lasciare le occupazioni politiche e quotidiane per percorrere la via della saggezza. </p></li><li><p><strong>Fugacità del tempo</strong>: il tempo prima della morte va sfruttato al meglio. (Epistola 1, pag.89)</p></li><li><p><strong>Paura della morte</strong>: espressione "<em>meditatio mortis</em>" --&gt; "esercitarci a morire" per affrontare la morte senza paura (Epistola 24, pag.93)</p></li><li><p><strong>Umanità e schiavitù</strong> (Epistola 47, p.155)</p></li><li><p><strong>Solidarietà </strong>degli uomini (Epistola 95, pag.163)</p></li></ol><p><strong>Lessico</strong></p><p>--&gt; La scelta lessicale non mira alla complessità, è colloquiale. Lo stile è più complesso e elaborato per amplificare l'efficacia comunicativa.</p><p>--&gt; <strong>Asianesimo</strong>: utilizzo di ripetizioni e artifici retorici.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-10 10:44:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lo stile dell&#39;autore </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il tono e il linguaggio sono colloquiali, lo stile assume spesso movenze intime e confidenziali e l'autore parla sempre in prima persona.</p><p>L'intento è quello di persuadere razionalmente il destinatario, anche coinvolgendolo affettivamente utilizzando un dialogo vivace e appassionato. </p><p>Lo stile delle sue opere risulta essere concettoso, prevalgono infatti la paratassi e l'asindeto e sono quindi frequenti le figure di ripetizione. </p><p>Inoltre sono presenti anche le figure proprie della <em>concinnitas</em>, finalizzate a forgiare sentenze morali nelle quali il pensiero sia espresso nel modo più intenso e incisivo. </p><p>Nelle tragedie il tono è magniloquente e declamatorio e contiene battute a effetto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-10 11:00:04 UTC</pubDate>
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         <title>TRAGEDIE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Le tragedie sono 10, nove Cothurnate e una Praetexta, ossia l' "Octavia", in cui si parla della condanna a morte della moglie di Nerone Ottavia che viene ripudiata.</p><p>I modelli sono Euripide, Eschilo e Sofocle. I temi vertono sul conflitto tra ragione e passione. Seguono in elenco le tragedie presentate:</p><ul><li><p>﻿﻿"Agamennone", l’opera riproduce l’uccisione di Agamennone per mano della moglie una volta tornata dalla conquista di Troia;</p></li><li><p>﻿﻿"Ercole furioso", la tragedia riprende le vicende in cui Ercole è preso da un attacco di rabbia e uccide la moglie e i figli; una volta tornato in sé, trova conforto nel padre;</p></li><li><p>﻿﻿"Medea", furiosa per essere stata abbandonata da Giasone uccide la sua futura moglie i suoi figli e il re di Corinto;</p></li><li><p>﻿﻿"Edipo", il re di Tebe apprende di aver inconsapevolmente ucciso il proprio padre e sposato la propria madre;</p></li><li><p>﻿﻿"Fedra", Fedra, moglie di Teseo soccombe a una folle passione per il figliastro Ippolito. Una volta respinta lo accusa di averla violentata e, in seguito alla maledizione di Teseo, Ippolito muore. Fedra presa dal senso di colpa confessa e si uccide (<strong>testo pagina 167-170</strong>);</p></li><li><p>“Le Fenicie”, l’opera si ispira al mito Tebano ed è una serie di scene staccate;</p></li><li><p>“Tieste”, Atreo follemente adirato contro il fratello Tieste finge una riconciliazione per farlo tornare alla reggia e in seguito uccide i suoi nipoti e glieli propone come cibo durante un banchetto;</p></li><li><p>“Le Troiane”, dopo la caduta di Troia, le donne troiane, prigioniere dei greci piangono per la loro sorte infelice e sono costrette ad accettare le conseguenze della sconfitta;</p></li><li><p>“Ercole sull’Eta”, Ercole intossicato da una delle sue mogli muore.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 07:33:03 UTC</pubDate>
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         <title>Contesto storico </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo la morte di <strong>Augusto</strong> non è possibile individuare nessuno possibile diretto successore, in quanto non ebbe figli maschi, bensì solo una figlia, Giulia, che gli diede due nipoti, nati dal secondo marito Agrippa. Il primo marito Marcello non poté essere designato come possibile successore a causa della morte precoce. La seconda moglie di Augusto, Drusilla, aveva già due figli, Tiberio e Druso, ma quest’ultimo morì precocemente, pertanto ad Augusto rimase la sola scelta di adottare Tiberio, affinché diventasse il suo successore.</p><p><br></p><p><strong>Tiberio</strong> ottenne l’appoggio del senato e attuò una politica moderata, di rigoroso risparmio e adottando misure austere. Druso minore era il figlio naturale, ma prospettava come suo successore il nipote Germanico, che morì lasciando un’idea di sospetto, tant’è che Tiberio si ritirò a Capri. Elio Seiano era un suo stretto collaboratore, un uomo politico di rango equestre. Dopo la morte di Druso Minore e il ritiro di Tiberio a Capri, a Seiano viene lasciato campo libero per tramare il potere e dopo averlo posto nel consolato, Tiberio venne a sapere il complotto da lui ordito e lo fece uccidere.</p><p><br></p><p>Tiberio si astenne dalla nomina del successore e lasciò libera decisione al giudizio del Senato, il quale scelse <strong>Caligola</strong>, figlio di Germanico, che sperperò ingenti donazioni al popolo e ai pretoriani, fece erigere opere di abbellimento edilizio e introdusse a Roma dei culti orientali. Egli fece uccidere parenti e amici, confiscò i patrimoni dei condannati, creò un vero e proprio clima del terrore e per questo fu assassinato dopo quattro anni di principato da un complotto di pretoriani.</p><p><br></p><p>Dopodiché il senato proclamò come imperatore, <strong>Claudio</strong>, nipote di Augusto, che consegue una politica moderata e accorta. Alcuni storici lo definiranno un inetto, ovvero colui che non sa stare al mondo e prendere delle posizioni, ma in realtà questo periodo è definito un periodo di stabilità economica esterna ed interna: egli riprese la situazione economica, promosse la costruzione di opere pubbliche e introdusse i galli e i cavalieri in senato.</p><p>È pero un personaggio molto malleabile, in quanto la moglie Agrippina, dopo aver fatto adottare il figlio Nerone da Claudio, lo avvelenò, affinché il figlioletto potesse diventare il successore.</p><p><br></p><p><strong>Nerone</strong> divenne imperatore a soli 17 anni e fu appoggiato dalla madre Agrippina, dal prefetto del pretorio Burro e da Seneca, suo precettore. Il governo di Nerone si trasforma in poco tempo, in un assolutismo dispotico.</p><p>Si pone fin da subito in forte contrasto con il senato.</p><p>Nerone partì dai ceti più inferiori che erano più facilmente influenzabili. Finisce tutti i fondi monetari in opere, spettacoli, contributi monetari ai poveri e in spese militari.</p><p>A seguito dell’incendio a Roma, nel 64 d.C., seguì la prima persecuzione contro i cristiani. La causa dell’incendio rimane ignota nonostante molteplici studiosi credano che sia stato Nerone stesso, in quanto voleva costruire la sua Domus Aurea, una fastosissima residenza. Nerone però incolperà queste piccole comunità cristiane.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 07:43:57 UTC</pubDate>
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         <title>Satyricon: Tematiche e Personaggi </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Satyricon offre una rappresentazione impietosa della società romana</p><p>dell'epoca, in particolare sotto il regno di Nerone. Petronio descrive un mondo dominato da corruzione, avidità, materialismo e perdita di valori tradizionali.</p><p>Una delle scene più famose del Satyricon, la cena di Trimalchione, illustra l'ostentazione di ricchezza e l'eccesso nella società romana.  L’opera Petroniana appare come un raffinato pastiche, in cui l’autore ha fatto confluire la sua vastissima cultura e tramite i personaggi ha probabilmente espresso le sue idee su arte e letteratura.</p><p>Personaggi:</p><ul><li><p>Encolpio, un giovane che narra la storia in prima persona.</p></li><li><p>Gitone, un bellissimo giovinetto di cui è Encolpio è innamorato.</p></li><li><p>Ascilto, rivale in amore di Encolpio</p></li><li><p>Eumolpo, anziano poetastro conosciuto da Encolpio in una pinacoteca.</p></li><li><p>Trimalchione, un liberto arricchito, incarna la volgarità di chi possiede ricchezze senza avere una cultura o un gusto adeguato.</p></li><li><p>Nicerote, uno dei commensali, liberto, che racconta un episodio avvenuto quando era ancora schiavo.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 07:48:12 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Persio</strong> nasce a Volterra nel <strong>34 d.C. </strong>e muore a Roma nel <strong>62 d.C.</strong></p><p>A partire da questi anni inizia ad emergere la classe equestre alla quale apparteneva l’autore. La sua infanzia non è facile, in quanto il padre muore e la madre si riaccompagna con un altro uomo.</p><p><br/></p><p>Studia a Roma presso il grammatico Remmio Palèmone e il retore Virginio Flacco, per poi diventare discepolo di <strong>Anneo Cornuto</strong> all'età di sedici anni. Persio era molto legato al suo maestro, infatti fu proprio Cornuto a pubblicare le sue sei satire, che sono giunte integralmente a noi, completate da un prologo in trimetri giambici zoppicanti (o choliambi). </p><p><br/></p><p><strong>Muore</strong> molto giovane, all’età di 28 anni, a Roma a causa di una malattia dello stomaco e secondo il suo testamento lascerà metà dei suoi averi alla famiglia e il resto ad Anneo Cornuto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 07:55:39 UTC</pubDate>
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         <title>Il caso del Satyricon </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>• <strong>Questione dell’autore:</strong> non è sicuro che l’autore sia Petronio, nonostante questa sia la tesi più accreditata. Il problema nasce dalla datazione storica: secondo una parte della critica il Satyricon è databile tra il II e III secolo d.C., mentre la maggior parte dei filologi lo attribuisce al I secolo. Questa seconda ipotesi è più probabile, perché abbiamo la diretta testimonianza di Tacito che nomina Petronio negli Annales: lo presenta come un personaggio molto in vista alla cohors amicorum di Nerone e che nel 66 d.C. fu costretto a suicidarsi dall’Imperatore. Inoltre, abbiamo riferimenti intratestuali che riportano l’età di Nerone, come i riferimenti cronologici, artistici, letterari e ai costumi tipici del tempo.</p><p><br></p><p>• <strong>Questione dello stile:</strong> il <em>Satyricon</em> si può definire un <em>pastiche</em>, cioè un'unione di diversi registri e lingue. Il <em>sermo </em>più usato è il <em>sermo </em>"<em>familiaris</em>", diviso a sua volta in "<em>pleblius</em>" (della plebe) e "<em>vulgaris</em>" (del volgo). Un'altra caratteristica dello stile gergale è la presenza di errori, che Petronio non nasconde, ma ripropone. Oltre al <em>sermo </em>"<em>familiaris</em>", vediamo anche la presenza del <em>sermo</em> "<em>doctus</em>", usato sia da Trimalchione che da Eumolpo per evidenziare il contrasto tra i due personaggi: mentre Eumolpo è realmente acculturato, Trimalchione non lo è, quindi l'utilizzo di un <em>sermo </em>più elevato ha l'intento di ridicolizzare quest'ultimo personaggio. </p><p><br></p><p>• <strong>Questione del genere:</strong> l'obiettivo principale di Petronio è rappresentare una "mimesis" della realtà, e per fare questo unisce diversi generi letterari:</p><p>-Satira menippea: è il genere che l'autore riprende maggiormente, dato che ne troviamo un riferimento nello stesso titolo dell'opera. Abbiamo quindi una descrizione parodica della realtà. Si chiama "menippea" facendo riferimento a Menippo, filosofo del IV/III secolo a.C., che scrive i propri testi accostando la prosa a inserti poetici (cosa che Petronio riprende nella sua opera). La differenza tra Menippo e Petronio è che mentre il primo ha intenti morali, Petronio si distacca dalle tematiche morali per rappresentare la realtà così com'è.</p><p>-Romanzo greco: con il <em>Satyricon</em> abbiamo</p><p>il ribaltamento del romanzo greco. Infatti è possibile trovare un amore infedele, senza alcun insegnamento o moralismo, infatti si preferisce la modalità fisica e sensuale.</p><p>-Favole milesie: è un genere mimetico della realtà e da questo Petronio riprende i racconti realistici amorosi: si parla sempre di amore infedele, con beffe e scherzi. </p><p>-Teatro del mimo: anche da questo genere riprende il genere mimetico della realtà.</p><p>-Poesia epica: nel testo abbiamo citazioni, anche parodiche, di poemi epici importanti, come <em>l'Iliade</em>, <em>l'Odissea</em> e <em>l'Eneide</em>. Da questi riprende anche gli aspetti del viaggio, ricco peripezie che si susseguono.</p><p><br></p><p>• <strong>Questione dell'iPhone</strong></p><p><br></p><p>• <strong>Questione aperta: </strong>il Satyricon si può definire il primo romanzo moderno? </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 07:57:49 UTC</pubDate>
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         <title>Rapporto con altri autori</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>I modelli a cui si ispira Persio sono: <strong>Lucilio</strong> e <strong>Orazio</strong> , il primo viene infatti ripreso a partire dal primo verso delle Satire, che secondo i commentatori sarebbe riconducibile proprio a lui, che costituisce l’iniziatore del genere. Nonostante <strong>Orazio</strong> sia un modello, ne prende le distanze e reinterpreta anche alcuni precetti, tra cui la cosiddetta <em>callida</em> <em>iunctura</em>, che non è più solo tale ma anche <em>acris</em>. </p><p>Entrambi lo influenzano nell’intenzione di voler dichiarare il <strong>vero</strong>. Inoltre, nella I satira è presente un riferimento alle <strong><em>Metamorfosi</em></strong> di <strong>Ovidio</strong>. Persio diviene modello a sua volta di <strong>Marziale</strong> e <strong>Quintiliano</strong> e viene ripreso da <strong>Dante</strong> nell’XI canto del <em>Paradiso</em>, da <strong>Parini</strong> nel <em>Giorno</em> e durante il <strong>Simbolismo</strong>. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 08:02:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il Satyricon: contenuto e struttura </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Contenuto:</p><p>Il filosofo Encolpio narra un viaggio compiuto al fianco di un losco avventuriero, Ascilto, suo rivale in amore, poiché entrambi innamorati del furbo e bello Gitone.</p><p>Nel primo frammento del <strong><em>Satyricon</em></strong> Encolpio ha un dialogo con un retore, Agamennone; i due dibattono sulla decadenza dell’eloquenza (pag 254, t5).</p><p>Encolpio, Ascilto e Gitone viaggiano e giungono sulle coste della Campania, dove vengono invitati a cena da un liberto arricchito, Trimalchione.</p><p>Quest’ultimo esibisce la sua ricchezza nei modi più grotteschi, disgustando Encolpio con l’eccessiva ostentazione del lusso pacchiano.</p><p>Trimalchione si vanta di essere in grado di gestire tutto con i suoi soldi, tranne la morte, che lo spaventa profondamente.</p><p>Finita la cena Encolpio incontra l’anziano poeta  Eumolpo, in una pinacoteca, il quale descrive la presa di Troia, finendo per essere preso a sassate dal pubblico.</p><p>Encolpio, Eumolpo e Gitone continuano il viaggio giungendo sulle coste di Crotone, a seguito di un naufragio.</p><p>Gli ultimi frammenti pervenuti narrano che l’anziano poeta, fingendosi ricco, lascia nel suo testamento tutti i suoi averi a chi sarebbe riuscito a mangiare il suo cadavere.</p><p><br></p><p>Struttura:</p><p>Il <strong><em>Satyricon</em></strong> è un’opera frammentaria e lacunosa. </p><p>Caratterizzata dalla presenza di parti in prosa e parti in poesia, con l’utilizzo di coliambi ed esametri.</p><p>L’autore è originale, vi sono infatti elementi che fanno riferimento al testo stesso (intratestuali). </p><p>Inoltre Petronio parla di sé come un autore che scrive con estrema naturalezza.</p><p> </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 08:09:00 UTC</pubDate>
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         <title>Satire</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>--&gt; È un'opera incompiuta, ma è composta in totale da sei satire.</p><p>--&gt; Sono anticipate da Coliambi:</p><ul><li><p>Poesia in metro giambico che racconta qual è la funzione e le tematiche della sua poesia.</p></li><li><p>Pensati come conclusione da Persio, posti come prologo da Anneo Cornuto.</p></li><li><p>Sostiene il valore della poesia satirica perchè aderisce meglio alla realtà</p></li></ul><p>--&gt; Non c'è una distinzione delle tematiche netta, ma si ruota attorno a un nucleo centrale: il riferimento polemico alla contemporaneità. </p><p>--&gt; Riflessione di stampo moralistico che prende spunto dalla quotidianità. Tratta di:</p><ul><li><p>Valore del vizio</p></li><li><p>Soprusi</p></li><li><p>Va contro i politici</p></li><li><p>Sfera sensuale</p></li><li><p>Avidità</p></li></ul><p>=&gt; sono tematiche esplicite per smuovere il disgusto e la ripugnanza nel lettore.</p><p>--&gt; L'analisi del vizio non ha funzione pedagogica o morale, ma la funzione della satira è funzionale a studiare la fenomenologia del vizio, ovvero le varie fasi con cui si presenta.</p><p>--&gt; Ha una visione pessimistica con l'intento di deformare la realtà verso cui non nutre alcuna speranza.</p><p><br></p><p><strong>Caratteristiche delle satire:</strong></p><ul><li><p>Ogni satira rappresenta una scena semplice e concreta, connotata da un forte realismo che deforma in modo grottesco la realtà</p></li></ul><ul><li><p>Non formano un contenuto armonico: affida al lettore il compito di ritrovare i nessi logici tra le satire.</p></li><li><p>Va contro la società contemporanea sotto ogni punto di vista: è una società vittima e artefice del vizio.</p><p>-&gt; Parla di "<strong>verum</strong>" perchè ritrae la realtà attraverso una lente pessimistica.</p></li></ul><p>Obiettivo delle satire: smascherare le apparenze mettendo in luce i vizi della realtà a lui contemporanea. Deforma la realtà per suscitare il disgusto nel lettore.</p><ul><li><p>È aggressivo -&gt; non esplicita le tematiche chiave e le relazioni tra le satire, ma è ben evidente il suo intento:</p><p>-&gt; Fare polemica</p><p>-&gt; Aggressività (ripresa da Lucilio)</p></li><li><p>Analisi degli aspetti più minuti della realtà:</p><p>--&gt; Utilizzo di espressioni tipiche del mondo infantile</p><p>--&gt; Stile del gioco legato a una riproduzione di un quadretto quotidiano.</p><p>--&gt; Riferimenti autobiografici</p></li></ul><p><strong>Intento</strong>: </p><p>--&gt; Esprime i vizi della società affinché qualcosa possa cambiare, ma Persio ha una perdita di fiducia totale nei confronti della contemporaneità e la sua poesia ritiene che non possa portare ad un cambiamento.</p><p>--&gt; Si dichiara un poeta "semipaganus", artificioso, complesso e rispecchia ciò che è senza scopo di guadagno. Parla infatti di "venter": i poeti contemporanei si vantano di essere ispirati dalle divinità, ma agiscono d'impulso, spinti dalla ricerca del guadagno.</p><p><br></p><p><strong>Contenuti delle satire</strong></p><p><em>I Satira</em> - Critica ai contemporanei (testo in italiano pag. 217-219 - Spiega il genere della satira)</p><ul><li><p>È contro l'arte utilizzata per intrattenimento: per Persio l'arte non può essere fine a sé stessa, deve scopo morale.</p></li><li><p>Persio ha il desiderio di produrre una poesia impegnativa che non rappresenti la superficialità e l'effimero.</p></li></ul><p><em>II Satira</em> - Valore delle Preghiere</p><ul><li><p>Dedica all'amico Macrino</p></li><li><p>Indica ciò che è giusto o meno chiedere agli déi: Persio espone l'importanza delle preghiere giuste e oneste criticando l'ipocrisia e la formalità della religione contemporanea.</p></li></ul><p><em>III Satira</em> - <em>Otium (</em>testo in italiano pag. 219-222 - Importanza dell'educazione)</p><ul><li><p>Tema stoico</p></li><li><p>Il protagonista è un giovane che dorme fino a tardi e non persegue la via della virtù: per Persio bisogna spendere il tempo dell'<em>otium</em> in cose utili.</p></li></ul><p><em>IV Satira</em> - Conoscenza interiore </p><ul><li><p>È una diatriba filosofica tra Socrate e un suo discepolo che non ha saggezza sufficiente per fare politica</p></li><li><p>Afferma l'importanza di esaminare sé stessi e conoscere i propri limiti</p></li></ul><p><em>V Satira</em> - Libertas</p><ul><li><p>Dedica al maestro Anneo Coruto</p></li><li><p>Afferma che la libertà consiste nel vivere secondo la ragione, che detta il giusto agire dell'uomo. A essere veramente libero è il saggio mentre la maggior parte degli uomini è schiava delle proprie passioni</p></li></ul><p>VI Satira - Senso di misura</p><ul><li><p>L'autore si autodescrive come colui che vive una vita riservata, senza sfarzo</p></li><li><p>Riprende il concetto oraziano di metriotes, applicata alle ricchezze: si parla di avarizia e prodigati e la soluzione rimanda all'equilibrio e alla misura.</p></li></ul><p><br></p><p><strong>Stile</strong>:</p><p>--&gt; Utilizza espressioni in gergo, parole tipiche del mondo infantile riproducendo anche suoni onomatopeici</p><p>--&gt; Agisce deformando la realtà attraverso il linguaggio e le immagini che crea</p><p>--&gt; Sitle singolare, concreto con rimaneggiamenti personali, così da restituire il <em>verum.</em></p><p><br></p><p><strong>Confronto Persio - Orazio - Lucilio</strong></p><p>--&gt; Riprende da Lucilio il carattere aggressivo delle Satire</p><p>--&gt; Orazio è suo maestro, ma ne vuole prendere le distanze: nell'incipit della I satira sostiene l'atteggiamento che devono tenere i saggi, ma si distacca per il linguaggio e lo stile.</p><p>--&gt; Vi è sempre l'aspetto polemico e un atteggiamento di ostilità nei confronti di una società svuotata di ogni valore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 08:09:45 UTC</pubDate>
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         <title>Pharsalia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Confronto Lucano-Virgilio </strong></p><p>Lucano prende le distanze dal modello Virgilio per diversi aspetti, il primo ha una visione pessimista e celebra la distruzione di Roma, all’interno della sua opera non sono presenta riferimenti agli dei; lo stesso Cesare è definito “empius” (colpevole). Nel testo non ci sono riferimenti mitologici, ma sono presenti elementi soprannaturali, magici e macabri; nel sesto libro del Pharsalia è presente una scena di necromanzia della maga Eritto contenente una profezia sulla distruzione di Roma. la posizione ideologica di lucano è profondamente diversa da quella di Virgilio, annuncia contenuti tematicamente opposti a quelli dell’Eneide, invece di riportare le vicende gloriose vicende che hanno portato alla grandezza di Roma narra le guerre civili che portarono alla sua decadenza. Nonostante ciò ci sono anche punti di contatto tra le due opere, l’episodio nel sesto libro in cui la maga Eritto ottiene una profezia resuscitando un soldato e obbligandolo a svelare i misteri dell’oltretomba; tale episodio riprende la discesa negli Inferi di Enea che contiene la profezia fatta da Anchise.</p><p><br></p><p>•Tematiche </p><p>Il <em>Pharsalia</em> è un poema epico che narra la storia di Roma e ne celebra la sconfitta. Si può parlare di <strong>epica rovesciata</strong>, perché è presente la storia, ma non il mito; infatti gli dei non esistono, poiché Roma ha visto troppi orrori. Il poema epico è senza eroi infatti la tradizione viene seguita solo per lo stile che è ricercato e sublime. Le guerre civili sono definite “plus quam civilia”, poiché vedono lo scontro di persone con lo stesso sangue. </p><p>Nel <strong>primo libro</strong> è presente il proemio, un elogio a Nerone: qui vengono esposte le cause della guerra e viene narrato il passaggio del Rubicone. </p><p>Nel <strong>secondo libro</strong> viene narrato l’orrore delle guerre civili, in particolare quella di Mario e Silla, Pompeo fugge in Grecia. Nel <strong>terzo libro</strong> appare in sogno a Pompeo il fantasma della moglie Giulia e lo rimprovera per averla tradita.</p><p>Nel <strong>quarto libro</strong> parla delle guerre in Spagna e in Africa. </p><p>Nel <strong>quinto libro</strong> viene raccontato l’episodio in cui Cesare affronta la tempesta sul mare in modo coraggioso. </p><p>Nel <strong>sesto</strong> viene fatta la profezia sulla distruzione di Roma da parte della maga Eritto a Sesto, figlio di Pompeo. </p><p>Nel <strong>settimo libro</strong> viene raccontata la battaglia di Farsalo dove Cesare vince Pompeo. </p><p>Nell’<strong>ottavo</strong> viene raccontata la morte di Pompeo per mano di Tolomeo. </p><p>Nel <strong>nono</strong> l’anima di Pompeo si posa nel petto di Bruto e Catone, Cesare va in Egitto e vendica Pompeo uccidendo Tolomeo. Nel decimo Cleopatra conquista Cesare e viene fatta una congiura contro Cesare. L’opera è in conclusa perché doveva contenere dodici libri. </p><p><br></p><p>•Fonti </p><p>Le fonti storiche sono Tito Livio, Asinio Pollione e Seneca il Retore. </p><p><br></p><p>•Personaggi </p><p>I tre personaggi principali sono Cesare, Pompeo e Catone. <strong>Cesare</strong> è l’eroe negativo, caratterizzato da “furor” ovvero il vizio apposto alla ragione, è definito come lo strumento in mano agli dei che ha permesso la distruzione di Roma, il simbolo che lo rappresenta è il fulmine. </p><p><strong>Pompeo</strong> è definito l’eroe stanco, cerca di opporsi alla dittatura di Cesare, ma non riesce a impedirla, il suo simbolo è la quercia. </p><p><strong>Catone</strong> è l’unico personaggio che si avvicina all’idea di eroe, è la personificazione della libertas repubblicana infatti muore in nome di essa. </p><p><br></p><p>•Testi  </p><p>In latino pag.208-210, in italiano pag.199-201, pag.203-206, pag.211-214.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 08:09:53 UTC</pubDate>
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         <title>Testi ed analisi del Satyricon </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><p><strong>“Trimalchione fa sfoggio di cultura”</strong>: In questo testo, Trimalchione è presentato come una persona volgare, un ignorante arricchito ed è definito con la parola ‘<em>boria</em>’, che va a delineare una persona spocchiosa e pesante. Nel testo si evince un alto livello di ignoranza nel momento in cui il padrone di casa parla di Corinto, che crede sia una persona e non una città. Infine dice che preferisce il vetro rispetto all’oro e all’argento, con una certa superbia. </p></li><li><p><strong>“L’ingresso di Trimalchione”</strong>: Nel momento in cui il protagonista arriva al banchetto, fa un ingresso teatrale ed è quasi come se fosse una caricatura di se stesso. Si tratta di realismo concreto anche per quanto riguarda i personaggi e come sono delineati. Ci sono dei tratti satirici e dei tratti realistici: nei tratti satirici va ad esagerare le caratterizzazioni del personaggio e dei convitati. Vengono utilizzate descrizioni molto dettagliate soprattutto di ciò che aveva indosso il protagonista nonché padrone di casa. Sentiamo in questo testo il punto di vista di Encolpio che va a descriverci molto dettagliatamente tutta la situazione, proprio come se noi assistessimo alla stessa. </p></li><li><p>“<strong>Presentazione dei padroni di casa”: </strong>Si assiste a un ritratto fisiognomico dei padroni, dunque sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista intellettivo. Parla il liberto Ermerote, che stava dialogando con Encolpio. Va soprattutto a definire la moglie di Trimalchione, Fortunata. Quest’ultima era una donna di cui il marito si fidava ciecamente. Il liberto però la descrive sia con disprezzo che con invidia in quanto la famiglia era molto ricca. Inoltre, fa un excursus su i possedimenti della famiglia.</p><p>Il linguaggio è segnato da un realismo mimetico: viene utilizzato il sermo cotidianus, la lingua propria dei latini non letterati. Riproduce il modo e la lingua delle persone anche illetterate.</p></li><li><p><strong>Matrona di Efeso: </strong>la protagonista è una vedova, inizialmente pudica che ogni sera si reca alla tomba del marito insieme alla sua ancella. A fianco al cimitero vi erano anche delle croci, una sera il guardiano incaricato di sorvegliarle sentì la donna piangere e si recò da lei. Inoltre la donna da giorni non mangiava, così il guardiano le offri del cibo e compagnia, la donna inizialmente era riluttante, però con l’aiuto dell’ancella il guardiano riuscì alla fine a sedurla. Mentre i due si trovano all’interno del sepolcro dei saccheggiatori, rubano un corpo dalla croce, una volta usciti si rendono conto del furto e la donna propone di mettere sulla croce il corpo del marito defunto.</p></li></ul><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 08:12:54 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><p>Inizia con la morte di Nerone nel 68 d.C.</p></li><li><p>Il 69 d.C. è l'anno dei quattro imperatori (Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano)</p></li></ul><p>--&gt; Sono comandanti militari, acclamati e nominati imperatori dall'esercito</p><p>--&gt; È un periodo tanto complesso che potevano essere eletti dall'esercito due imperatori diversi contemporaneamente</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:38:41 UTC</pubDate>
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         <title>Vita</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Dal punto di vista biografico sappiamo poco , non sappiamo dove nasce con esattezza , nonostante si pensi in Gallia data la frequenza del nome; le poche informazioni che abbiamo le ricaviamo dalle lettere con Plinio il Giovane.</p><p>Studia grammatica, spiccando già da bambino nell’arte oratoria.</p><p>Sposa alla fine degli anni settanta( 76/77 d.C.) la figlia del senatore Giulio Agricola.</p><p>La sua carriera politica inizia nell’88d.C., sotto Domiziano, sostenne il “princeps” e per riconoscimento gli venne assegnato il proconsolato dell’Asia.</p><p>Gli ultimi anni della sua vita li dedicò alla produzione letteraria.</p><p>Morì tra il 117 e il 120 d.C.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:39:34 UTC</pubDate>
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         <title>Vita</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nasce in Spagna; il padre, maestro di eloquenza avvia il figlio verso gli studi di oratoria. Quintiliano si trasferisce a Roma nel 69 dC e lavora come avvocato per l'imperatore Galba. </p><p>Nel 78/79 dC gli viene affidata la 1ª cattedra di eloquenza da Vespasiano.</p><p>Muore nel 96 dC, si presume a causa di Domiziano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:44:40 UTC</pubDate>
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         <title>Institutio Oratoria</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elisapacini2/zazp7m61zuegqqgl/wish/3472314855</link>
         <description><![CDATA[<p>• Obiettivo dell'opera: togliere i dubbi sulla questione del "buon oratore", specificando come lo si diventa. Questo percorso viene spiegato da Quintiliano con chiarezza e molti dettagli. Il buon oratore deve possedere doti morali, dunque deve essere sensibile rispetto all'indole dei bambini, e deve avere passione per l'insegnamento, che è definito come un atto d'amore. Inoltre deve possedere buone conoscenze e deve essere un uomo onesto che agisce per il bene comune. </p><p><br></p><p>• Importanza dell'opera: l'opera ha valenza retorica, pedagogica e letteraria. </p><p>Tre gradi delle scuole descritte: grammatica, oratoria, retorica. Viene specificata l'importanza dell'apprendimento progressivo e graduale, specialmente in età evolutiva.</p><p><br></p><p>• Stile: logico, ordinato, razionale.</p><p><br></p><p>• Modelli seguiti: Catone per quanto riguarda l'importanza dell'onestà dell'oratore (motto: "vir bonus dicendi peritus") e Seneca per la ricercatezza del linguaggio. </p><p><br></p><p>• Quintiliano avrà successo tra: gli umanisti per la loro attenzione rispetto all'uomo, gli illuministi per il suo procedimento logico, nel '900 per la fondazione della psicopedagogia.</p><p><br></p><p>• Tra i suoi allievi più famosi ricordiamo: Tacito, Plinio il Giovane, i nipoti di Domiziano e i cavalieri, la nuova classe che doveva essere istruita.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:46:35 UTC</pubDate>
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         <title>Vita</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Apuleio nacque intorno al 120 d.C., a Madauro (odierna Algeria). Studiò a Cartagine e ad Atene. Viaggiò molto e si fece custode di varie culture. Svolse l’attività di conferenziere,tipica di quel secolo,che consisteva nello sfoggio delle proprie conoscenze tra le varie città.</p><p>Mentre era in viaggio per Alessandria, si ferma ad Oea, dove ritrova l’amico e compagno di studi Ponziano. Apuleio si sposò con la madre dell’amico e, alla morte di quest’ultimo, molti parenti accusarono Apuleio di aver sedotto la</p><p>vedova con dei filtri magici, per impossessarsi del patrimonio della donna. Nel 158 circa fu celebrato un vero e proprio processo contro l’autore latino, il quale riuscì a difendersi brillantemente grazie alla sua abilità oratoria.</p><p>Nei successivi anni di vita scrisse le sue opere letterarie: “Florida”, “De magia”, le “Metamorfosi” e altre opere minori con tema filosofico. Si è molto incerti sulla data di morte, che fu probabilmente tra il 170 e il 190.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:48:18 UTC</pubDate>
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         <title>Età di Adriano e Traiano</title>
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         <description><![CDATA[<p>Quando Traiano divenne imperatore, Roma stava ancora cercando di scrollarsi di dosso il clima di paura e sospetto lasciato dal governo autoritario di Domiziano. La sua politica fu completamente diversa: si concentrò sulle conquiste militari, riuscendo a sottomettere la Dacia (attuale Romania) tra il 101 e il 106 d.C. e portando avanti campagne militari in Oriente contro i Parti. Con queste vittorie, Roma raggiunse la sua massima estensione territoriale. Ma il governo di Traiano non fu solo militare. Egli avviò una serie di grandi opere pubbliche, come il Foro di Traiano e la celebre Colonna Traiana, che celebrava le sue imprese in Dacia. Anche dal punto di vista culturale, ci fu una maggiore libertà rispetto al passato: la letteratura poté affrontare temi sociali e politici con meno rischi di censura. Fu in questo contesto che Giovenale iniziò a scrivere le sue satire, criticando apertamente la decadenza della società romana.</p><p>Se Traiano era stato un imperatore conquistatore, Adriano scelse invece di consolidare ciò che era stato ottenuto. Egli viaggiò a lungo per tutto l'Impero, visitando le province e cercando di rafforzare il controllo amministrativo. In Britannia fece costruire il Vallo di Adriano, una grande fortificazione per proteggere i confini dalle incursioni barbariche.</p><p>Adriano fu anche un grande appassionato di cultura greca. Favorì la diffusione dell'ellenismo e promosse le arti, la filosofia e la letteratura. Questo cambiamento influenzò anche l'ambiente culturale di Roma: se sotto Traiano la satira e la critica sociale avevano ancora spazio, con Adriano il clima diventò più raffinato e meno tollerante verso certe espressioni eccessivamente aggressive. Non è un caso che, proprio in questo periodo, Giovenale smise di scrivere: forse la sua satira, così aspra e diretta, non trovava più il contesto giusto per essere apprezzata.</p><p><br></p><p><strong>In ambito letterario e culturale</strong></p><p>Durante i regni di Traiano e Adriano, la letteratura e la cultura romana attraversarono una fase di grande trasformazione. Se sotto Domiziano gli scrittori avevano vissuto in un clima di censura e paura, con Traiano si ebbe una maggiore libertà d'espressione, che permise alla storiografia e alla satira di svilupparsi con toni più critici. Tuttavia, con Adriano, l'orientamento culturale cambiò: si affermò una forte influenza greca e la letteratura divenne più raffinata e meno aggressiva, con una predilezione per temi filosofici, biografici e tecnici.</p><p>Gli scrittori di questo periodo si muovono su due linee principali: da una parte ci sono autori come Tacito e Giovenale, che raccontano la decadenza morale della società romana e i problemi politici del passato recente; dall'altra emergono figure come Plinio il Giovane e Svetonio, che offrono un ritratto più ampio della vita quotidiana e dell'amministrazione imperiale.</p><p>Nel periodo di Traiano, la cultura romana era ancora fortemente legata alla tradizione pragmatica dell'Impero: grandi opere pubbliche, un forte senso di organizzazione amministrativa e un'attenzione particolare alla celebrazione delle vittorie militari. Roma era una città vivace, con un'intensa attività nei fori, nelle terme e nei teatri. Con Adriano, invece, la cultura si spostò verso una dimensione più filosofica e artistica. L'imperatore stesso era un amante dell'arte e della letteratura greca, tanto da promuovere la costruzione di edifici ispirati all'architettura ellenistica e da circondarsi di intellettuali. Viaggiò in tutto l'Impero, contribuendo a diffondere modelli culturali greci anche nelle province più lontane. L'ellenizzazione della cultura romana si rifletteva anche nella vita quotidiana: nelle città più importanti si diffusero biblioteche, scuole di retorica e filosofia, e si affermò un nuovo gusto estetico, più raffinato rispetto al passato. Anche la religione risenti di questa trasformazione, con una maggiore attenzione ai culti orientali e alla filosofia stoica ed epicurea.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:49:31 UTC</pubDate>
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         <title>L’ “Agricola”</title>
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         <description><![CDATA[<p>La sua prima opera è l’”Agricola” , un’opera encomiastica verso il suocero che descrive tutte le tappe della sua vita fino alla morte del 93 d.C., con tono elogiativo.</p><p>La prima parte dell’opera presenta la decadenza del suo tempo a partire dalla perdita della “libertas”.</p><p>Nella parte centrale viene presentato Agricola, governatore della Britannia, e le sue opere; prossimo alla conquista dell”Irlanda cadde in disgrazia perché richiamato in patria da Domiziano, probabilmente geloso dalla fama e dalla grande influenza di Agricola.</p><p>Agricola fu servo di stato , ma non dell’imperatore e accettò di tornare perché riconosceva l’istituzione romana, la sua devozione a Roma non cancellò la sua dignità .</p><p>L’ultima parte del testo è un’insinuazione di Tacito riguardo alla morte di Agricola, l’autore pensa infatti che proprio Domiziano sia stato colpevole della morte di Agricola er avvelenamento.</p><p>È un opera biografica, con digressioni etnografiche.</p><p>Nonostante la figura di Domiziano la figura di Agricola emerge e Tacito lo esalta presentando la situazione dell’impero britannico prima e dopo il suo arrivo (ad esempio riporta lo scontro con i Caledoni, guidati da Cargaco, attraverso i discorsi dei due imperatori).</p><p>Nonostante sia senatore, Tacito denuncia la brutalità delle conquiste di Roma , facendolo dire al comandante dell’esercito nemico: Cargaco viene presentato inaspettatamente come nobile ( a differenza della presentazione dei barbari germanici) e costituisce il mezzo per sottolineare la brutalità romana, che non civilizzavano , ma devastavano e dominavano. La conclusione costituisce una riflessione sull’uomo onesto che deve rispettare la figura dell’imperatore chiunque esso sia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:53:54 UTC</pubDate>
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         <title>Vespasiano 69-79 d.C.</title>
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         <description><![CDATA[<p>--&gt; È il primo imperatore della dinastia dei Flavi</p><p>--&gt; Si trovava in Giudea per sopprimere delle rivolte e l'esercito lo elesse imperatore, tornò a Roma e in Giudea rimase il figlio Tito.</p><p>--&gt; Non appartiene a una famiglia aristocratica, ma al rango equestre.</p><p>--&gt; Oltre a essere un ottimo generale, si mostra anche come buon amministratore dello Stato.</p><p>--&gt; Promulgò la <em>Lex de Imperio Vespasiani </em>per riportare l'ordine nelle Istituzioni: il Principato augusteo viene legalizzato e si ufficializza una successione di tipo ereditario; l'imperatore ha una posizione di supremazia, ma elimina la volontà assolutistica dal titolo imperiale e tutto ciò che è di stampo politico orientaleggiante. Riconosce l'importanza del senato.</p><p><br/></p><p>--&gt; In <strong>politica interna</strong> prende decisioni politiche importanti:</p><ul><li><p>Riorganizzazione dell'esercito</p></li><li><p>Favorisce l'ingresso al Senati dei non italici</p></li><li><p>Politica economica rigorosa</p></li><li><p>Commissione progetto e avvio progetto del Colosseo (Anfiteatro Flavio)</p></li></ul><p>--&gt; Dopo un anno difficile, Vespasiano riesce a sopperire a tutte le mancanze dal punto di vista giuridico, militare, sociale e civile</p><p><br/></p><p>--&gt; <strong>Politica estera</strong>:</p><ul><li><p>Difesa del confine in Britannia e in Germania</p></li></ul><p><br/></p><p>--&gt; Ha due figli: Tito e Domiziano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:55:35 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>La dinastia degli Antonini rappresenta uno dei momenti più alti per equilibrio politico e stabilità economica. Se ne fa iniziare tradizionalmente la narrazione con Nerva, nel 96 d.C., ma è con Tito Aurelio Antonino, passato alla storia come Antonino Pio, che la dinastia assume pienamente forma e nome. </p><p><strong>138-161 d.C. Imperatore Tito Aurelio Antonino</strong> (il Pio). Fu il successore adottivo di Adriano. Il suo fu un periodo di pace e stabilità, costruisce nuove fortificazioni difensive sul confine, sviluppa le province e promuove l’amministrazione dello Stato e le finanze. Fu proprio sotto il suo principato che si consolidarono le basi morali, istituzionali e dinastiche che permisero ai suoi successori, Marco Aurelio e in parte Commodo, di regnare su un impero unificato e relativamente stabile. </p><p><strong>161- 180 d.C.</strong> <strong>Imperatore Marco Aurelio</strong> (figlio adottivo di Antonino) governò inizialmente con Lucio Vero e successivamente con Commodo. Durante il suo impero dovette affrontare il problema dei barbari (che pressavano sul confine settentrionale), contro i quali combatté per 17 anni con guerre che decimarono la popolazione. Il calo demografico fu poi aggravato da un epidemia di peste bubbonica. Tutto ciò pose fine al benessere e provocò un malcontento sociale e instabilità politica, con tentativi di rivolte da parte della popolazione che vennero represse dall’Imperatore (che fino ad allora aveva invece seguito lo stoicismo= filosofia che suggerisce di mantenere la calma di fronte alle avversità). Morì a Vindobona (Vienna) durante una battaglia.</p><p><strong>180- 192 d.C. Imperatore Commodo. </strong>Fu il figlio naturale di Marco Aurelio (successione dinastica non adottiva) in primo luogo cercò di fare pace con i Barbari, facendo loro concessioni, il che provocò l’opposizione dell’esercito e del Senato. Commodo cercò allora di conquistare il favore del popolo con donazioni e spettacoli, pretendendo tuttavia di essere adorato come una divinità (Ercole romano). Fu criticato per gli aspetti teocratici (potere basato sulla volontà di Dio) e tirannici del suo governo ed ucciso in una congiura dei pretoriani alla quale partecipò anche la sua concubina cristiana Marcia. Con Commodo termina il saeculum aureum.</p><p><strong>Crisi economica e diffusione del Cristianesimo</strong></p><p>Le invasioni barbariche avevano messo in evidenza la debolezza delle frontiere dell’Impero Romano e comportato l’impiego di risorse economiche per far fronte alle spese militari, che condusse ad una crisi economica. I capi militari e gli eserciti divennero sempre più importanti.</p><p>Contemporaneamente assunsero sempre più peso le comunità cristiane cittadine, che entrarono in contrasto con l’autorità dello stato romano, in quanto i cristiani si rifiutavano il culto dell’imperatore e di partecipare alle cerimonie religiose volute da questi. Le comunità cristiane cominciarono ad riunirsi in segreto, destando sospetti tanto che ci furono da parte dello Stato azioni di repressione e successivamente vere e proprie persecuzioni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 07:55:48 UTC</pubDate>
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         <title>“Germania”</title>
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         <description><![CDATA[<p>“Germania” è una monografia etnografica che si divide in 2 parti ( la prima concentrata sulla descrizione geografica , mentre la seconda più sugli usi e costumi della popolazione germanica).</p><p>L’opera è composta da 46 capitoli, la prima parte fino al XXVII; la fonte è il “De Bello Gallico” di Cesare.</p><p>L’opera segue un determinismo ambientale, il contesto morfologico del territorio influisce su come una popolazione si sviluppa e sulle usanze che la caratterizzano( il clima più temperato sta ad una persona intelligente e forte , come il clima freddo e umido in cui vivevano le popolazioni germaniche sta ad una popolazione forte , ma semplice, austera.</p><p>In quanto storico , Tacito apprezza questa semplicità che lo riporta ad un passato di integrità morale ormai andata perduta nella Roma a lui contemporanea, nella quale sono ormai decaduti i valori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 08:03:30 UTC</pubDate>
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         <title>VITA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Di Decimo Giunio Giovenale si sa ben poco, le poche notizie rinvenute sono state ricavate dalle sue satire: nasce in un zona del Lazio meridionale fra il 50-60 d.C., da una famiglia benestante grazie al quale ottenne una educazione retorica di alto livello.<br> Si sposta a Roma dove intraprende la carriera da avvocato, interessandosi al tempo stesso agli usi e costumi di Roma.<br> Alcuni critici detengono che Giovenale sia stato un liberto arricchito, inoltre Marziale lo aveva definito "cliens cronico", infatti per una forte necessità economica sottostava sempre alle richieste del suo "dominus". <br> La morte avvenne dopo il 127 d.C., sotto il principato degli antonini.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-29 08:03:31 UTC</pubDate>
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         <title>Contenuti Institutio Oratoria</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>L'"Institutio oratoria" è composta da 12 libri.</p><p><br></p><p>• Nei primi due libri vengono esposti dei consigli per il maestro, fondamentali per la formazione del bambino. È importante conoscere l'indole del bambino, per adattare il proprio comportamento con ciascuno di essi, evitare assolutamente le punizioni corporali, sollecitare gli alunni a emulare, e non imitare, i propri maestri e verificare le conoscenze progressivamente. Inoltre vengono distinti i diversi gradi della scuola: grammatica, oratoria e retorica.</p><p>--&gt; Testi: proemio pag 337 in italiano. 340 in italiano con traduzione su classroom. 366 in italiano. 344 in italiano con traduzione su classroom. 348 in italiano. 349 in italiano. 350 in italiano con traduzione su classroom. pag 327 in latino.  </p><p><br></p><p>• Dal terzo al nono libro, Quintiliano si concentra sulle 5 fasi che l'oratore deve affrontare per comporre un'orazione convincente. La prima fase è l'"inventio", in cui si ricercano gli argomenti per l'orazione, che vengono ordinati in modo logico nella seconda fase, la "dispositio". La terza fase è l'"elocutio", in cui viene curato lo stile, seguita dalla "memoria", fase in cui l'oratore impara a memoria la propria orazione. L'ultima fase è l'"actio", in cui si cura il proprio linguaggio del corpo, quindi la gestualità e il tono di voce.</p><p><br></p><p>• Nel decimo libro viene ribadita l'importanza dello studio degli autori della letteratura greca e latina, per accrescere il proprio lessico.</p><p>--&gt; Testo: pag 364 in italiano. </p><p><br></p><p>• Nell'undicesimo libro vengono riprese le ultime due fasi della composizione di un'orazione. Entrambe sono fondamentali per convincere l'uditorio ed essere fluenti nelle proprie argomentazioni.</p><p><br></p><p>• Nel dodicesimo libro viene specificata l'importanza dell'onestà e della capacità di parlare in pubblico per un oratore. Il modello ripreso è Catone. Inoltre viene accusata la degenerazione dell'eloquenza del tempo di Quintiliano, dovuta all'artificiosità delle scuole di retorica che si concentrano solo sulla forma. L'oratoria di Quintiliano è di sostanza.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:26:25 UTC</pubDate>
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         <title>Tito 79-81 d.C.</title>
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         <description><![CDATA[<p>—&gt; Era impegnato in Giudea con il padre per sopprimere le rivolte ebraiche</p><ul><li><p>Distrugge Gerusalemme e il tempio di Salomone nel 70 d.C. (—&gt; inizia la diaspora ebraica)</p></li></ul><p>—&gt; È stato definito da Svetonio “<strong>amore e delizia del genere umano</strong>”. Nel 79 d.C. dovette affrontare le conseguenze dovute all’eruzione del Vesuvio che portò alla devastazione di Stabia, Ercolano e Pompei: si dimostrò generoso nei confronti dei cittadini sia nel salvarli che nel ricostruire la città.</p><p>—&gt; Perseguì una politica conservatrice e di rispetto per il Senato</p><p>—&gt; Nell’ 80 d.C. si concludono i lavori dell’anfiteatro Flavio</p><p>—&gt; Il suo successore è il fratello Domiziano</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:31:51 UTC</pubDate>
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         <title>Vita</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Plinio il Giovane nasce nel 61 o 62 d.C. da una famiglia ricca di Como, ottiene infatti una buona formazione letteraria.</p><p>A pochi anni di vita rimane orfano del padre, motivo per il quale viene affidato allo zio, Plinio il Vecchio, che lo porta a Roma permettendogli di estendere le proprie conoscenze e coltivare i suoi studi letterari.</p><p>All’età di trent’anni si dedica alla vita politica, durante il principato di Domiziano (82 d.C-96 d.C.) e nel 100 diviene console, sotto Traiano (98 d.C- 117 d.C), primo dell’età degli antonini,</p><p>con cui instaura un rapporto.</p><p>Procede la sua carriera politica come legato consolare nel 110 in Bitinia (Asia Minore).</p><p>La morte è probabilmente attribuibile al 113, per la mancanza di informazioni a lui attribuibili da questo momento in poi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:36:41 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Florida&quot; e le opere filosofiche</title>
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         <description><![CDATA[<p>I "Florida": Sono 23 estratti di ampiezza disuguale, ricavati dai discorsi epidittici di Apuleio. Sono degli esempi della vita lavorativa di conferenziere, mostrando le abilità e l'atteggiamento esibizionista dell'autore. Si vuole sfoggiare la grande conoscenza dell'oratore e la sua capacità di trattare nello stesso discorso argomenti differenti, in quanto i contenuti dell'opera sono molto vari, però poco approfonditi.&nbsp;</p><p>In particolare Apuleio si definisce un filosofo platonico, che a favore della dottrina adottata, scrive nei "Florida" il "De deo Socratis", spiegando la visione socratica delle idee e della presenza di un demone che gestisce la mediazione tra il mondo divino e quello umano. Un altro scritto a favore della filosofia platonica, probabilmente scritta da Apuleio, é il "De Platone et eius dogmate", importante per la descrizione della biografia e dottrina del filosofo greco, che svolse un importante compito di divulgazione del pensiero platonico. Infine é preso in considerazione un altro scritto che viene attribuito ad Apuleio, ovvero il "De Mundo", che é una traduzione dal greco di un'operetta attribuita ad Aristotele, ma di origine incerta.&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:42:43 UTC</pubDate>
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         <title>Satire </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Si dedica alla composizione delle satire quando verso la fine della sua vita. </p><p>Scrive sedici "sature", scritte in esametri e raccolte in cinque libri.</p><p>I critici sono soliti dividerle in due blocchi: </p><p>• Dalla prima alla settimana Giovenale descrive la giornata del "cliens", sottolineando le virtù del passato in contrapposizione con il presente, a cui si riferisce con "indignatio"</p><p>•  Dall’ottava alla sedicesima mette da parte   l' "indignatio" , utilizzando maggiore ironia.</p><p>Tra le tematiche più affrontate nelle satire ci sono:</p><p>- la prima, la terza e la quinta: raccontato la giornata del cliens, denunciando la decadenza del "mos maiorum" romano.</p><p>- La seconda, la quarta e la sesta: riprendono diversi settori della società, creando invettive molto aggressive contro questi </p><p>per esempio, verso genere femminile e l’omosessualità maschile.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:48:26 UTC</pubDate>
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         <title>De magia </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>L’opera è un’ampia orazione giudiziaria, che documenta il processo contro di lui. L’opera è composta da 103 capitoli e si divide in due parti principali. Espone innanzitutto il proprio fastidio per essere costretto a occuparsi di simili questioni e a parlare di temi meschini a causa di personaggi spregevoli come suoi accusatori. Sempre nella prima parte dell’opera fa una netta divisione tra questi personaggi e il suo difensore, il giudice Claudio Massimo. L’autore inoltre smentisce false accuse secondarie di immoralità (il fatto di aver scritto poesie amorose o far uso dello specchio e del dentifricio) e l’accusa di essere povero, a cui si riconduce la possibilità del matrimonio per interesse economico. Nella seconda parte confuta l’accusa di magia, facendo una distinzione tra quella volgare e quella nobile. Lui si identifica come un seguace della filosofia platonica e pratico di questa nobile filosofia che non influisce sulle cose umane, ma lega un rapporto di familiarità con le divinità. L’opera si conclude con l’esibizione della prova decisiva del disinteresse di Apuleio, ovvero la lettura del testamento della donna, che nomina suo erede il figlio Pudente. Facendo riferimento al testo letto dove l’autore narra i fatti antecedenti all’opera. Dopo la morte del marito, Pudentilla fece di tutto per non risposarsi con il fratello del defunto marito, come avrebbe voluto il suocero. Con la morte del suocero però la donna si ammalò e il figlio Ponziano, amico di Apuleio, chiese a questo di sposare la madre per aiutarla.</p><p>L’opera come abbiamo detto è un’orazione giudiziaria e prende come modello stilistico Cicerone. L’autore però sfrutta l’occasione per fare sfoggio delle sue conoscenze di ambito filosofico, poetico, retorico e scientifico. Cita opere, biografia, e detti memoriali di Platone e Aristotele, sia per fare sfoggio culturale, sia per degli excursus moraleggianti per sviare le accuse. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:48:27 UTC</pubDate>
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         <title>Domiziano (81-86 d.C.)</title>
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         <description><![CDATA[<p>—&gt; Ci si avvicina alla politica neroniana, infatti con lui viene modificato il modo di fare politica.</p><p>—&gt; Aspetti positivi della politica estera:</p><ul><li><p>difesa dei confini,</p></li><li><p>crea il confine Reno-Danubio, che separa l’Impero romano dalle neo popolazioni barbariche,</p></li><li><p>“agre decumates”, ovvero gli stati cuscinetto.</p></li></ul><p>—&gt; Disastro in politica interna:</p><ul><li><p>è contrario alla proposta del padre,</p></li><li><p>elimina chi non si dimostra fedele e gli oppositori, che mostravano una certa autonomia,</p></li><li><p>crea un clima complesso mascherato dall’adulazione, infatti sceglie come epiteto “dominus et deus”.</p></li></ul><p>—&gt; Voleva essere considerato padrone e divinità.</p><p>—&gt; Tutto ciò che riguardava il mondo ellenistico fu eliminato.</p><p>—&gt; Ci furono vari tentativi di congiura, ma l’unica che va a buon fine è quella del 96 d.C.</p><p>—&gt; “Damnatio memoriae”, viene eliminato l’impatto storico sulla storia umana a causa del suo operato politico.</p><p>—&gt; Il successore di Domiziano è Nerva (96 d.C.). </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:51:15 UTC</pubDate>
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         <title>Stile </title>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>La penna di Giovenale è raffinata, gli si riconosce infatti una genialità artistica che lo caratterizza. </p><p>Il linguaggio da lui usato è eterogeneo, con presenza di: lessico quotidiano; artifici retorici, nella ricerca di portare il lettore nella sua realtà distorta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:53:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Perché sceglie il genere satirico? </p><p>Secondo Giovenale non c'è modo più efficacie di ribellarsi alla letteratura contemporanea che scrivendo satire. </p><p>Per l'autore l'epica era troppo pomposa e ridondante per rappresentare il "verum".</p><p>Infatti la sua musa ispiratrice è proprio l' "indignatio" nei confronti di coloro che evitavano di rappresentare la realtà, dedicandosi all'epica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 09:54:34 UTC</pubDate>
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         <title>Contesto sociale e culturale</title>
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         <description><![CDATA[<p>—&gt; Indebolimento delle famiglie aristocratiche: entrano esponenti dell’aristocrazia non italica e provinciale (si parla di aristocrazia rinnovata, anche se più conservatrice —&gt; si ritorna ai valori tradizionali)</p><p>—&gt; Si limita lo slancio innovativo di artisti e letterati tipico dell’epoca di Nerone</p><p>—&gt; Controllo dell’arte molto forte: alcuni artisti vengono espulsi perché ritenuti pericolosi per il potere imperiale; alcune correnti filosofiche come quella stoica vengono eliminate</p><p><br/></p><p>—&gt; Vi è un diverso modo di approcciarsi alla letteratura a seconda dell’ imperatore</p><ul><li><p><strong>Vespasiano</strong></p><p>—&gt; programma di restaurazione morale, culturale e civile</p><p>—&gt; fu aperta la prima cattedra pubblica di retorica che fu affidata a Quintiliano (pensata per tutti i funzionari che dovevano essere istruiti)</p><p>—&gt; storici importanti: Plinio il Vecchio e Giuseppe Flavio.</p></li><li><p><strong>Domiziano</strong></p><p>—&gt; si intensifica l’attività artistica e letteraria finalizzata alla celebrazione dell’imperatore.</p><p>—&gt; filone encomiastico: Marziale, Italico, Flacco e Stazio</p><p>—&gt; gli artisti vivono in condizioni precarie (non c’è più il mecenatismo)</p></li></ul><p><br/></p><p><strong>Generi letterari:</strong></p><ul><li><p>Epica</p></li><li><p>Oratoria</p></li><li><p>Letteratura scientifica</p></li><li><p>Poesia d’occasione e realistica</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 10:00:14 UTC</pubDate>
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         <title>Opere</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>• Epistolario</p><p>Formato da 247 lettere, divise in nove libri, indirizzate all'amico Setticio Claro. </p><p>Alcuni ritengono che sia diviso in dieci libri: nove per l'amico e l’ultimo come carteggio tra Traiano e Plinio. </p><p>Le epistole sono disposte in maniera caotica, domina infatti la "varietas" dei temi trattati. </p><p>Tra i temi più importanti: descrizione di luoghi naturali e cittadini e argomenti di carattere personale. </p><p>• Panegirico </p><p>È uno scritto pomposo, diviso in 95 paragrafi, in cui riporta il discorso di ringraziamento fatto nel 100 d.C., quando viene eletto console. </p><p>Con questo intende celebrare l' "optimus princeps", ovvero Traiano, facendone un ritratto ideale e perfetto rispetto ai suoi predecessori, non considerati alla sua altezza. </p><p>È infatti uno scritto encomiastico che riporta la figura del buon princeps che deve essere clemente. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 10:06:24 UTC</pubDate>
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         <title>Stile</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>lo stile usato è sublime, infatti, anche attraverso la lingua, vuole rendere l'idea della grandezza di Traiano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-30 10:07:05 UTC</pubDate>
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