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      <title>Il mito by Maria Colonna</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-12-13 09:59:53 UTC</pubDate>
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         <title>IL MITO</title>
         <author>maria_colonna</author>
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         <description><![CDATA[<p>Lavoro di gruppo: invenzione di un mito seguendo la scaletta e le caratteristiche del genere.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-13 10:10:08 UTC</pubDate>
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         <title>MAPPA DEL GENERE</title>
         <author>maria_colonna</author>
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         <pubDate>2024-12-13 16:53:39 UTC</pubDate>
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         <title>LINGUAGGIO DEL MITO</title>
         <author>maria_colonna</author>
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         <pubDate>2024-12-13 16:54:45 UTC</pubDate>
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         <title>LE FATICHE DI NATALE!                 MITO di: Folliero, Massaro, Indrio e Manicone. </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/maria_colonna/zatbjp6bjq9938gb/wish/3262299647</link>
         <description><![CDATA[<p>Il freddo calava sulle strade, nonostante la gioia continuava ad impazzare nel villaggio. Ma, ad un certo punto, si udì in lontananza un forte boato, il quale spaventò tutti gli abitanti che ci vivevano. In quel momento, si aprirono le possenti porte del villaggio, dalle quali avanzarono minacciose truppe di guerrieri. Queste ultime iniziarono a distruggere qualsiasi struttura presente nell'ambiente. A quel punto si scatenò l'inferno, il popolo si divise in due: alcuni sudditi si nascosero, altri invece, scapparono in cerca di aiuto. Dopodiché il villaggio fu totalmente abbandonato da ogni forma vivente; esso venne assediato e abitato dalla nuova civiltà. Non era una popolazione qualunque...aveva al potere un superiore, che seguiva una determinata politica, molto severa e rigida nei confronti del popolo. Essi credevano in differenti divinità, ma quella superiore era il DIO VISCHIO: un dio umile, simbolo di fecondità e buon auspicio. Un bellissimo giorno d'estate, il dio Vischio, passeggiava tranquillamente in un bosco, nel quale incontrò una magnifica ragazza, della quale se ne innamorò: AFRODITE. Questi due in seguito avranno un rapporto, dal quale nascerà un semi-dio, che verrà chiamato con il nome di: NATALE. Sin dalla sua nascita, quest'ultimo sarà amato da tutta la popolazione, per i suoi continui atti eroici. Molti anni dopo, dio Vischio, incaricò suo figlio di restituire la felicità al triste popolo. Natale pensò per molti mesi, fino a che non ebbe l'ispirazione: adornare il villaggio con festoni e addobbi, come se ci fosse una festività in atto. Però, fortuna volle che il superiore della civiltà, passasse da lì, proprio dove si era recato lui; egli vedendolo ornare il villaggio, lo richiamò, minacciandolo a morte, se non avesse rimosso qualunque abbellimento. Natale disobbedì, e questo portò di conseguenza, ad un fatale duello tra i due; esso portò alla morte del fanciullo Natale. Gli abitanti si ribellarono, e tutti insieme decisero di decapitare il mostruoso e severo sovrano. Infine, denominarono quel giorno, ossia il 25 dicembre: IL GIORNO DI NATALE, in cui gioia e felicità sono le "grandi" protagoniste della festività. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 12:13:02 UTC</pubDate>
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         <title>CASSANDRA, LA STELLA IMMORTALE: IL SACRIFICIO DELLA BELLEZZA CELESTE di Basile, Caporusso, Di Giacomo e Vicenti.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/maria_colonna/zatbjp6bjq9938gb/wish/3262539559</link>
         <description><![CDATA[<p>Cassandra, una giovane fanciulla dall’animo puro, figlia del dio del cielo Ramneses e della dea della notte Adelfi, si innamorò del guardiano delle stelle Parks.</p><p>&nbsp;</p><p>Cassandra si trovava sdraiata su un prato di rocce intenta a disegnare i tanti corpi celesti che si trovavano intorno a lei. Indossava uno splendido abito dorato cosparso da pietre preziose, lunghi capelli dorati raccolti in una crocchia disordinata con piccole ciocche che le ricadevano sul volto. Quest’ultime facevano risaltare i suoi occhi azzurri come le candide onde del mare. Il suo vestiario attirò l’attenzione di un giovane ragazzo che, colpito dalla sua cotanta bellezza, si diresse verso di lei chiedendole con voce rauca e misteriosa il suo nome. Lei sorpresa dal suo arrivo si alzò in piedi e gli andò incontro. Il giovane contendente cercò in tutti i modi di sedurla narrandole la sua vita e dei suoi immensi poteri. La ragazza affascinata da ciò che Ramneses le raccontò decise di dargli una possibilità senza pensare ai pericoli a cui potrebbe andare incontro. Il giovane, riuscito nel suo intento chiese a Cassandra di seguirlo conducendola in un punto tetro e nascosto del pianeta. Il suo inganno consisteva nel prelevarle la sua immensa bellezza trasformandola in una stella in modo tale che tutti possano ammirarla ma non possederla. Ramneses utilizzò i suoi immensi poteri e con questi la indebolì facendole assumere le sembianze di una stella. Le sue candide braccia divennero dei fasci di luce come tutto il suo corpo. Una volta assunte le sembianze del corpo celeste, la forza gravitazionale la fece vagare notte per notte nell’universo infinito permettendo a noi terrestri di poterla ammirare ogni limpida sera.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 14:45:35 UTC</pubDate>
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         <title>           LA MAGIA DEI DESIDERI   Mito di: Chironna, Squicciarino,  Lamuraglia e Artellis.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/maria_colonna/zatbjp6bjq9938gb/wish/3262630369</link>
         <description><![CDATA[<p>James un ragazzo sensibile e introverso si è appena trasferito nel piccolo villaggio di Axford  nel Polo - Nord, poichè suo padre partiva per pescare nel Mare Artico i salmoni. Egli viveva in una nuova realtà, e ogni giorno desiderava visitare nuovi luoghi per adattarsi all' ambiente. Una mattina mentre passeggia per le vie del villaggio, fu attratto da un incantevole foresta. quest' ultima era caratterizzata da colori vivaci che rendevano il tutto più magico. Da quell' istante, James affascinato dalla foresta decide di trascorrerci ogni pomeriggio, entrando così a contato con la natura.</p><p>Man mano che i giorni scorrevano, qualcosa di strano sembrava turbare il ragazzo: erano dei rumori inquietanti provenienti dagli alberi che incitavano James a conoscere il mistero. Tornato a casa si recò velocemente in biblioteca e man mano che sfogliava i testi antichi venne colpito da uno in particolare : un libro sulle origini del luogo. Qui si narrava che nel mese di dicembre la foresta si animava di magia: gli abeti prendono vita diventando così elfi che esaudiscono i sogni di tutti i bambini del villaggio. James si affacciò dalla finestra e vide che tutti gli abeti erano scomparsi. Lui subito corse dirigendosi verso essa e notò che c' era una fila di bambini che attendevano con molto entusiasmo i regali distribuiti dagli elfi. Questi ultimi custodivano i desideri dei bambini del villaggio, perchè osservavano dalla finestra loro e le loro famiglie. Arrivato il turno di James ,mentre tutti ricevevano i  loro regali egli si accorse che il suo desiderio non venne esaudito, e non ebbe il coraggio di chiedere spiegazioni agli elfi. Tornò a casa triste e sconsolato. Appena varcò la porta di casa, vide una figura alta e robusta di spalle, si avvicinò lentamente e riconobbe suo padre; il cuore del ragazzo pulsava all' impazzata e gli occhi gioiosi si riempirono di lacrime. James corse verso di lui ad abbracciarlo e capì che il suo desiderio si era esaudito. Loro rimasero tutta la notte a parlare e suo padre gli promise che non sarebbe più partito e che avrebbero trascorso ogni Natale insieme . Il giorno seguente il ragazzo felice corse verso la foresta per ringraziare gli elfi, ma questi erano già ritornati abeti. Egli in quel momento capisce che la foresta è l' anima del villaggio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-16 15:52:05 UTC</pubDate>
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         <title>VENTO E FIAMMA: un amore impossibile</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Tanto tempo fa,tra  le valli e le montagne, dove a sorgere era una valle dimenticata pure dal sole,gli elementi della natura non erano solo forze, ma esseri vivi, divinità che camminavano sulla Terra e interagivano con gli esseri umani. Tra questi, due divinità erano note per essere le più potenti: Vento, il dio delle brezze se calmo e dei cicloni se furioso, e Fiamma, la dea del fuoco e della passione ardente.Vento e Fiamma erano inseparabili. Ogni volta che Vento si sollevava tra le montagne, Fiamma lo seguiva, illuminando ciò che la circondava con il suo bagliore . Il loro amore, però, era segnato dalla natura contraddittoria: mentre il vento soffiava per spegnere il fuoco, la fiamma bruciava dissolvendo l’aria.Erano destinati a volersi, ma impossibili da unire.Un giorno,Vento sussurrò a Fiamma che se fossero riusciti a unirsi, avrebbero originato una forza tale da riuscire a dominare il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://mondo.La">mondo.La</a> dea,tentata dal potere  immenso acconsentì.Così,i due si avvicinarono e dalla loro unione   scaturì una tempesta mai vista <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://prima.Ma">prima.Ma</a> non avevano previsto che la loro fusione sarebbe stata la conseguenza della distruzione del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://pianeta.Il">pianeta.Il</a> fuoco di Fiamma bruciava l’aria di Vento, e l’aria di Vento spegneva la luce di Fiamma. In un istante, la tempesta divenne un uragano che distrusse le terre.</p><p>Al termine della tempesta Fiamma e Vento si ritrovarono separati e privi di forze . La dea, divenne solo un pallido bagliore, mentre il dio del vento  una brezza leggera. Da quel giorno Vento e Fiamma decisero di separarsi per sempre, ma non senza lasciare un segno della loro passione.Ogni volta che il vento soffia con forza, la gente sa che è il respiro di Vento che cerca Fiamma. E ogni volta che una fiamma arde nel cuore della notte,è Fiamma che aspetta che Vento la trovi. La loro separazione, pur dolorosa, è il motivo per cui il fuoco e l’aria continuano a inseguirsi senza riuscire a unirsi davvero, ma anche senza mai smettere di cercarsi.</p><p><br/></p><p>DI: Claudia Ciampo, Maddalena Lovecchio, Rossella Sardone, Mariacristina Carlucci, Veronica Farella</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 07:52:44 UTC</pubDate>
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         <title>Zeus, Era, Ermes e l&#39; origine della neve</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/maria_colonna/zatbjp6bjq9938gb/wish/3266156764</link>
         <description><![CDATA[<p>Zeus, re degli dei dell'Olimpo, dio del cielo e governatore dei fenomeni metereologici, in una giornata tranquilla, passeggiava al calar del sole, in un cupo bosco di pini. Ad un tratto, però, la sua quiete venne interrotta da degli schiamazzi sospetti. Decise di indagare sulla loro origine. Cercando da una parte e dall'altra del bosco, non tralasciando neanche un piccolo, scorse le ombre di due persone, appartate dietro un albero. Riconobbe Era, nonché sua moglie e regina dell'Olimpo; ed Ermes, suo figlio concepito con la ninfa Maya. Zeus non peteva credere a ciò che i suoi occhi avevano visto, e così sentendosi profanato e tradito profondamente si diresse verso di loro per chiarire l'accaduto. Era ed Ermes, sorpresi ed increduli, escogitarono un pretesto per non destare alcun sospetto a Zeus. I due gli dissero che, Ermes, da messaggero degli dei, era giunto da Era per consegnarle una lettera anonima. Zeus, però, non credette ad una singola di ciò che i due amanti gli avevano raccontato e, preso da un attacco di ira funesta, emise un urlo così potente da scatenare una furiosa tempesta. L'aria si incupì, il cielo si copri di nuvoloni plumbei e le temperature si abbassarono. Fiocchi gelidi precipitarono dalle nuvole. Vi fu la prima bufera di neve che il mondo avesse mai visto. La sua forza, in un batter d'occhio congeló e ricoprì ogni cosa con un manto bianco e silenzioso. Anche Era ed Ermes ne furono compresi. Essi, difatti, si ritrovarono intrappolati in cubi di ghiaccio. Da quel giorno, ogni inverno, Zeus lascia cadere sulla terra la neve, in ricordo del tradimento, per rievocare i suoi poteri e per scoraggiare l'infedeltà, un comportamento che solo il padre onnipotente degli dei poteva esercitare. </p><p>MITO DI: Giacomobello, Prisciantelli, Lunare, Pertino. </p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-18 09:59:16 UTC</pubDate>
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         <title>EILEEN, LA STELLA IMMORTALE E&#39; NATA. IL SACRIFICIO DELLA BELLEZZA CELESTE.</title>
         <author>antonellabasilest</author>
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         <description><![CDATA[<p>Eileen, una giovane fanciulla dall'animo puro, figlia del dio del cielo Ramneses e della dea della notte Adelfi, un giorno si innamorò del guardiano delle stelle Parks.</p><p><br/></p><p>Eileen si trovava sdraiata su una distesa rocciosa intenta a disegnare i tanti corpi celesti. Lì ammirava le notti gelide.</p><p>Indossava uno splendido abito dorato cosparso da ombre, lunghi capelli dorati raccolti in una crocchia disordinata con piccole ciocche che le ricadevano sul volto. Risaltavano i suoi occhi azzurri come le limpide onde del mare. Il suo abbigliamento e la sua bellezza attirarono l'attenzione di un giovane ragazzo che colpito dal suo splendore e fascino e da cotanta bellezza si diresse verso di lei chiedendole con voce rauca e misteriosa il suo nome. Lei sorpresa dal suo arrivo balzò in piedi e gli andò incontro. Il giovane pretendente cercò in tutti i modi di sedurla narrandole le imprese della sua vita e dei suoi immensi poteri i quali gli permettevano di poter far innamorare del suo incantevole aspetto. La ragazza affascinata dai suoi racconti decise di dargli una possibilità senza pensare all'inganno a cui sarebbe potuta andare incontro. Il giovane era riuscito nel suo intento. Chiese a Aileen di seguirlo e la condusse in un punto tetro e ignoto del pianeta. </p><p>L'impresa di Ramneses spiega l'origine della stella di cui tutti possono ammirare la sua sconfinata bellezza ma non possederla. Il ragazzo utilizzò i suoi immensi poteri e con questi la indebolì. La donna sentendo venir meno le forze, invocò Zeus che le fece assumere le sembianze di una stella. Le sue candide braccia divennero dei fasci di luce così come tutte le sue parti del corpo. Una volta assunte le sembianze dell'astro, la forza di gravità la respinse a sè facendola vagare notte per notte nel cielo dell'universo infinito.</p><p>Volgendo gli occhi al cielo è ancora visibile e possiamo ammirare il suo splendore nel cielo limpido e sereno. </p><p>Basile, Caporusso, Digiacomo, Vicenti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-24 14:17:41 UTC</pubDate>
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         <title>LE FATICHE DI NATALE! Mito di: Folliero, Massaro, Manicone e Indrio. </title>
         <author>giuseppefollierost</author>
         <link>https://padlet.com/maria_colonna/zatbjp6bjq9938gb/wish/3272723099</link>
         <description><![CDATA[<p>Il freddo calava sulle strade, nonostante la gioia continuava ad impazzare nel villaggio. Si udì d’un tratto in lontananza un violento boato, che spaventò tutti gli abitanti residenti sulla terra. In quel momento si aprirono le porte del villaggio, dalle quali entrarono, avanzando minacciose truppe di guerrieri, i quali iniziarono ad abbattere e devastare tutto ciò che li ostacolasse. In quel momento, si scatenò l’inferno. Il popolo si divise, alcuni si nascosero, altri scapparono. Il villaggio fu abbandonato totalmente, perciò venne assediato e abitato dal popolo conquistatore. Non era una civiltà disorganizzata, ma aveva una determinata politica con leggi rigide e severe nei confronti del popolo. Essi credevano in varie divinità, ma quella importante era una, il dio VISCHIO: un dio umile e simbolo di fecondità e buon auspicio. Una calda giornata estiva, dio Vischio, incontrò una magnifica ragazza e se ne innamorò. Ben presto i due si unirono in un amplesso  e concepirono un semidio che prese il nome di: NATALE. Sin dalla sua nascita venne amato da tutta la popolazione, per i suoi continui atti eroici. Molti anni dopo,  dio Vischio, incaricò il figlio di restituire la gioia al popolo, e, dopo mesi ebbe un’idea: abbellire il villaggio con festosi addobbi. Però, fortuna volle, che proprio quel giorno il sovrano stesse passando da lì. Vedendolo, ornare il villaggio, lo richiamò, e, minacciandolo ,  gli intimò di rimuovere tutti gli addobbi.  Natale disobbedì e di conseguenza lo affrontò in uno scontro, dall’esito: il fanciullo morì sotto i colpi letali del re.  Gli abitanti decisero di ribellarsi, e tutti insieme decapitarono il maligno sovrano.  Da quel giorno, gli abitanti si sentirono liberi e per non dimenticare l’eroe denominarono quel giorno, “il giorno di NATALE”, in cui la felicità  e la gioia saranno le protagoniste della festività. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-27 13:54:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>annachironnast</author>
         <link>https://padlet.com/maria_colonna/zatbjp6bjq9938gb/wish/3272754926</link>
         <description><![CDATA[<p><br><strong>LA MAGIA DEI DESIDERI</strong></p><p><strong>Mito di: Chironna, Squicciarino, Lamuraglia e Artellis.</strong></p><p><br/></p><p>James, un ragazzo sensibile e introverso si era appena trasferito nel piccolo villaggio di Oxford, a Nord del mondo, poiché suo padre partì per pescare nel Mar Adriatico i salmoni. Egli viveva in una nuova realtà e ogni giorno desiderava visitare nuovi luoghi per conoscerli e adattarsi all' ambiente. </p><p>Una mattina, mentre passeggiava per le strade del villaggio, fu attratto da un' incantevole foresta, caratterizzata dai colori vivaci che rendevano il tutto più magico. </p><p>In quell' istante, James affascinato dal bosco decide di trascorrerci ogni pomeriggio, entrando così a contatto con la natura.</p><p>Man mano che i giorni scorrevano, uno strano presentimento sembrava turbare il ragazzo. Provenienti dagli alberi, dei rumori inquietanti invitavano James a scoprire il mistero. Tornato a casa, egli si recò lesto in biblioteca alla ricerca di risposte.</p><p>In biblioteca sfogliò molti testi antichi. Un pomeriggio venne colpito da uno di quei testi: era un libro sulle origini della foresta. </p><p>Ove si narrava che nel mese di dicembre, la foresta si animava di magia.</p><p>La descrizione era accurata: gli abeti prendevano vita diventando così elfi, che esaudivano i sogni di tutti i bambini del villaggio. La vigilia di Natale era alle porte.</p><p> Il pomeriggio stesso, James si affacciò dalla finestra della sua cameretta e vide che gli alberi erano scomparsi. </p><p>Subito dirigendosi verso il bosco, si avvicinò e notò che c' era una fila di bambini che attendevano con molto entusiasmo i regali distribuiti dagli elfi, custodi dei desideri dei bambini del villaggio.</p><p> Arrivato il turno di James, mentre tutti ricevevano i loro regali, accortosi  che il suo desiderio non era stato esaudito, non ebbe il coraggio di chiedere spiegazioni agli elfi. Tornò a casa solo e sconsolato. </p><p>Appena varcò la porta di casa, vide una figura alta e robusta di spalle. Si avvicinò lentamente e riconobbe suo padre: il cuore del ragazzo pulsava all' impazzata e gli occhi gioiosi si riempirono di lacrime. James corse verso di lui ad abbracciarlo e capì che il suo desiderio si era avverato. Loro rimasero tutta la notte a parlare e suo padre gli promise che non sarebbe più partito, e che avrebbero trascorso ogni Natale insieme. </p><p>Il giorno seguente, il ragazzo felice corse verso la foresta per ringraziare gli elfi, ma questi erano già ritornati abeti.</p><p> Era tutto chiaro: James aveva capito che la foresta era l' anima del villaggio.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-27 15:25:29 UTC</pubDate>
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         <title>LA NASCITA DELLE STELLE </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sideris era una giovane dea "stella", della speranza e di coraggio. Da molto tempo aveva perso la sua luce che garantiva agli uomini di cacciare. Questa le era stata tolta per colpa di una freccia di piombo lanciata da un uomo comune: un cacciatore, che nel tentativo di colpire un animale feroce è stato abbagliato dal fulgore di Sideris, </p><p>venendo così colpita per sbaglio. </p><p>Per riavere il suo potere, doveva trovare un fiore chiamato "gardenia", conosciuto per i suoi petali che emettevano una invadita luce. Sideris sapeva che la sua missione non sarebbe stata semplice: il fiore che le serviva cresceva chissà dove nel bosco in cui abitava. </p><p>Era una notte buia e gelida, la dea non volendo perdere altro tempo, si era incamminata per il bosco con una torcia che le illuminasse il sentiero. Ma non aveva trovato nulla; eppure aveva già perlustrato metà del territorio con una scrupolosa cura. -"Impossibile che mi sia sfuggito, il suo bagliore avrebbe attratto sicuramente la mia attenzione."- pensava tra sé e sé. Ma la giovane non si lasciava scoraggiare. Fu allora che prese una decisione impegnativa ma favorevole: avrebbe cercato la gardenia solo di notte in modo tale che la luce del sole non adombrasse la sua. Con il cuore colmo di determinazione, ripartì ancora una volta non appena scesa l'oscurità, spinta dall'auspicio di riconquistare il suo potere. A ogni passo che compiva, Sideris sentiva la fatica farsi sempre più pesante, ma la sua forza interiore cresceva, alimentata dalla consapevolezza che il fiore avrebbe potuto restituirle la sua luce. </p><p>Non sapeva quali difficoltà avrebbe dovuto affrontare, ma la sua missione era troppo importante per decidere di fermarsi. Ore dopo Sideris trovò il giardino segreto dove fioriva la gardenia. Il fiore era splendente, di una bellezza che superava ogni descrizione. La dea si inginocchiò lì dove era piantato e poggiò amorevolmente le sue mani sui suoi petali. Il contatto tra il fiore e le sue mani produceva una scintilla gialla che si trasformava in scossa. Scossa dopo scossa, Sideris cominciò ad illuminarsi. Lei rimase nella stessa posizione fino a quando il suo corpo fu accerchiato da un'aura lucente: aveva finalmente riottenuto il suo potere e il suo sforzo era stato ripagato. </p><p>Più si avvicinava al punto di partenza, più capiva che forse quello che le era successo era una lezione: la luce che aveva perso non era solo un potere ma una parte di sé.</p><p>Sfinita dalla notte che aveva trascorso, riposò fino al calare del buio. Risvegliandosi si sentì bloccata dalla paura. L'idea di accamparsi all'aperto in un punto del bosco la terrorizzava. Pian piano si spostò al confine del bosco, dove cominciava la radura e lì riusciva a osservare il cielo senza nessun impedimento. Ferma con lo sguardo rivolto verso il cielo, si sentì sempre più leggera, i suoi piedi si staccarono dall'erba innevata e la testa fu attratta dal cielo. Raggiunto il cielo, il suo corpo si dissolse e si trasformò in un corpo gigante luminoso. La sua intensa lucentezza si sparse creando altrettanti corpi luminosi di dimensioni ridotte. Questi apparivano minuscoli e lontani se guardati dalla Terra. Da quella notte illuminarono il cielo nell'oscurità.</p><p>Gli uomini erano rimasti incantati nel vedere qualcosa brillare ed emettere luce nella volta celeste durante la notte e avevano deciso di dare a quel qualcosa il nome di "STELLE".</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-27 17:50:37 UTC</pubDate>
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