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      <title>Mi presento by ANNA DE CESARE</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-02-07 08:33:57 UTC</pubDate>
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         <title>La mia città</title>
         <author>annadecesare</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono Anna De Cesare, nata a Maddaloni, ma residente e domiciliata (dalla nascita fino al 2009) ad Acerra, una ridente cittadina fra le più antiche della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campania">Campania</a>, situata a circa 14 chilometri a nord est di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a> ed abitata, sin dall'epoca preistorica, per la presenza di una ricca vegetazione, un’ eterogenea fauna e numerosi corsi d'acqua.<br>Secondo una tradizione, riportata in un testo del '500, ed un famoso dipinto che raffigurava il contadino Paolo Cinella, attribuito a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ludovico_Carracci">Ludovico Carracci</a>, la città ha dato i natali alla celeberrima maschera di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pulcinella">Pulcinella</a>,</div><div>adottata in seguito dal capoluogo campano &nbsp;</div><div>(Il contadino Paolo Cinella, lavorando nei campi, si era abbronzato il viso, ma la parte inferiore del volto era ricoperta da una folta barba. Quando il contadino, per partecipare ad una riunione importante, decise di radersi, si ritrovò il viso di due colori)</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-10 08:27:11 UTC</pubDate>
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         <title>I miei studi</title>
         <author>annadecesare</author>
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         <description><![CDATA[<div>Conseguita la maturità, mi sono iscritta alla facoltà di Architettura presso l’Università Federico II di Napoli, sostenendo i seguenti esami:</div><div>- Teoria e tecnica della progettazione architettonica</div><div>- Fondamenti di Urbanistica</div><div>- Disegno dell’Architettura</div><div>- Costruzione delle opere di Architettura</div><div>- Istituzioni di matematica e geometria</div><div>- Laboratorio di progettazione architettonica</div><div>- Storia dell’Architettura prima e seconda annualità</div><div>- Fisica tecnica</div><div>- Diritto Urbanistico</div><div>- Tecnica del controllo ambientale<br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-10 08:29:00 UTC</pubDate>
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         <title>La mia famiglia</title>
         <author>annadecesare</author>
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         <description><![CDATA[<div>Trasferitami in Trentino per riunire la famiglia (mio marito lavorava a Trento), ho dovuto accantonare gli studi di architettura perché mia figlia, ancora molto piccola (tre anni), stava vivendo l’inaspettato distacco dai nonni e dagli zii come una sorta di abbandono e temeva che, improvvisamente, anche io e il padre ci allontanassimo da lei.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-10 08:32:46 UTC</pubDate>
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         <title>I miei primi passi</title>
         <author>annadecesare</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo alcuni anni dal trasferimento in Trentino, ho cominciato ad inviare domande per fare supplenze&nbsp; sia nella scuola dell’infanzia che in quella primaria: sentivo una forte predisposizione per l’insegnamento,&nbsp; amore per la cultura e per le relazioni ed una gran voglia di fare quelle esperienze straordinarie che sono l’apprendere e il trasmettere saperi.&nbsp;</div><div>Pensavo di conoscere già fin troppo bene il mondo della scuola perché sia mia madre che mia zia erano insegnanti e mi avevano trasmesso, con l’esempio, tutta una serie di principi inerenti al loro impegno quotidiano: gli alunni devono sentirsi amati; la scuola dovrebbe rispondere alle esigenze degli allievi e non viceversa;&nbsp; per svolgere un buon lavoro, bisogna che il gruppo classe sia coeso; troppi compiti a casa non aiutano l’apprendimento e vanno a discapito della vita di relazione e delle attività culturali e sportive...<br>Una volta addentratami nell' "istituzione scuola", mi sono resa conto della grande responsabilità che mi veniva data di aiutare gli alunni ad inserirsi nella società attraverso un proprio benessere personale e un contesto in grado  di far loro esprimere bisogni, paure, potenzialità, creatività, rendendoli capaci di far fronte a scelte a volte difficili, a volte eticamente controverse. Mi si chiedeva di formare, insomma, una nuova generazione, di promuovere pari opportunità, di investire su un'educazione interculturale per costruire forme di cittadinanza attiva e democratiche. </div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-10 08:34:30 UTC</pubDate>
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         <title>Il mio lavoro</title>
         <author>annadecesare</author>
         <link>https://padlet.com/annadecesare/z9k0rlc0h1ld5ixv/wish/2555361624</link>
         <description><![CDATA[<div>Certa della mia capacità di trasmettere i concetti anche agli alunni con difficoltà di apprendimento o disabilità, ho accettato tutte le convocazioni per sostegno pervenutemi nel corso degli anni (alunna con sindrome di Rett, alunna sorda nell’attesa dell’ impianto cocleare, alunno affetto dalla sindrome dell’x fragile) per un totale di quattro anni ed ho accettato anche a tutti gli incarichi presso le scuole dell’infanzia e primarie (alcuni anni di supplenze nelle scuole dell’infanzia; sei mesi in una quinta classe a Pomarolo; un anno in una classe terza a Pergine; quattro anni a Rovereto Est) proposti dalla Sovraintendenza scolastica.</div><div>Ovviamente, nel corso di queste mie esperienze di insegnamento, mi sono resa conto che molte cose non me le poteva insegnare nessuno per cui sono stata costretta ad imparare “sul campo” che l’insegnamento “non si improvvisa né si costruisce in astratto, ma è il risultato di un faticoso cammino che inizia all'università, ma si perfeziona in itinere, nella relazione quotidiana con in nostri alunni, in un confronto continuo con i nostri colleghi”, sotto la costante supervisione del Dirigente didattico.&nbsp;</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-15 15:37:53 UTC</pubDate>
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