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      <title>UN SOGNO ALLA VELOCITA&#39; DELLA LUCE by Classe Terza D Scuola Boito</title>
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      <description>PROGETTO STORIE LIBERE UNIPD 800</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-23 05:00:35 UTC</pubDate>
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         <title>UN SOGNO ALLA VELOCITA&#39; DELLA LUCE</title>
         <author>lezionidiscrittura13</author>
         <link>https://padlet.com/lezionidiscrittura13/Bookmarks/wish/2108992349</link>
         <description><![CDATA[<div>di Emanuela Nava, Edizione Carthusia, Progetto Storie Libere Università di Padova 800.<br><br></div><div>Il libro parla di una ragazza, di nome Edmea, che va con la zia in un salotto insieme ad altre donne. Nel dopoguerra hanno da poco ottenuto il diritto di voto. In questo salotto, dove le donne si incontrano più volte per discutere di varie cose, Edmea conosce Libera Trevisani. La donna inizia a parlare ad Edmea di suo marito, Tullio Levi Civita; le racconta di come conoscesse Einstein, di come si scambiassero sempre lettere e di come lui corresse un errore sulla teoria della relatività generale.</div><div><em>TEMI</em></div><div>Matematica-Fisicta-Astrotomia-Spazio-Tempo teoria della relatività generale-Amicizia-Fiducia-Amore-Stima reciproca-Suffragio universale-Antisemitismo-Leggi razziali-Errore-Sogno.</div><div><em>AMBIENTAZIONE</em></div><div>A Roma nel maggio 1946, presso la casa di Libera Trevisani, moglie di Tullio Levi Civita.</div><div><em>MENTALITÀ</em></div><div>Si sta diffondendo l’idea di parità di genere sia attraverso il diritto di voto, sia attraverso la possibilità di studiare anche materie scientifiche. Si racconta l'antisemitismo dell'epoca fascista.</div><div><em>PERSONAGGI</em></div><div>Tullio Levi Civita, Albert Einstein, Edmea, la zia di Edmea, Libera Trevisani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-23 05:04:14 UTC</pubDate>
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         <title>LIBERA E IL VOTO ALLE DONNE</title>
         <author>lezionidiscrittura13</author>
         <link>https://padlet.com/lezionidiscrittura13/Bookmarks/wish/2109002930</link>
         <description><![CDATA[<div>Libera Trevisani, oltre ad essere una scienziata, vuole migliorare la condizione femminile. Aderisce alla FILDIS, la Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti Superiori.&nbsp; Nel libro “Un sogno alla velocità della luce” entriamo nel salotto di Libera dove le donne si confrontano e discutono del loro destino.&nbsp;</div><div><strong><em>Le suffragette</em></strong><strong>&nbsp;</strong></div><div>Nell’Ottocento si svilupparono due tipi di movimenti a favore del voto alle donne. Il primo era composto soprattutto da borghesi chiamate con disprezzo “suffragette”. Un secondo tipo di movimento era legato ai partiti socialisti. In questo caso la richiesta di diritto di voto si accompagnava ad altre richieste di tipo sociale. Mantenere il lavoro durante la gravidanza, prendere lo stesso salario degli uomini. Le donne dei movimenti socialisti rivendicavano sia il diritto di voto che quello di lavorare fuori casa e ricevere uno stipendio equo.&nbsp;</div><div><strong><em>Le donne nel periodo fascista</em></strong><em>&nbsp;</em></div><div>Libera è vissuta nel periodo fascista. Ma cosa voleva dire essere una donna a quel tempo?&nbsp;</div><div>Anche se durante la Grande Guerra si era avviato il processo di emancipazione (ad esempio le donne avevano lavorato nelle fabbriche), le donne dovevano dedicarsi ai figli e non avevano un ruolo attivo nella società. Il regime fascista creò strutture ricreative dedicate alle donne (Fasci femminili, Piccole Italiane, Giovani italiane).&nbsp;</div><div><strong><em>Diritto di voto</em></strong><em>&nbsp;</em></div><div>Il 30 gennaio 1945 le donne ottengono il diritto di voto in Italia. In occasione del Referendum del 2 giugno e del voto per la Costituente le donne votarono per la prima volta. Alcune donne sono state chiamate alle urne qualche mese prima per le amministrative e addirittura due di loro sono state elette sindaco (Ada Natali e Ninetta Bartoli).&nbsp;</div><div>Ci ha colpito questo testo del Corriere della Sera.&nbsp;</div><div>&nbsp;“<em>Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invita le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto alle labbra. La motivazione? “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio</em>”. <br><em>Fonti</em></div><div><a href="https://pochestorie.corriere.it/2020/01/30/30-gennaio-1945-le-donne-ottengono-il-diritto-di-voto-in-italia/">https://pochestorie.corriere.it/2020/01/30/30-gennaio-1945-le-donne-ottengono-il-diritto-di-voto-in-italia/</a>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-23 05:10:17 UTC</pubDate>
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         <title>INTERVISTA</title>
         <author>lezionidiscrittura13</author>
         <link>https://padlet.com/lezionidiscrittura13/Bookmarks/wish/2109003374</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Cari lettori e lettrici, oggi vi presenteremo Libera Trevisani, magnifica donna incredibilmente colta che racconterà sé stessa in esclusiva solo per noi!<br>&nbsp;&nbsp;</em></div><div><strong>Buongiorno signora Libera! La ringrazio per averci ospitato nel suo salotto e accettato di concederci questa intervista.<br>&nbsp;</strong></div><blockquote><strong>Grazie a voi! È sempre un piacere! (</strong><strong><em>Passando le tazzine di caffè</em></strong><strong>)</strong></blockquote><div><br><strong>Nella storia in cui l'abbiamo conosciuta, lei dimostra un amore e una stima molto profondi per suo marito, ma come vi siete incontrati?</strong>&nbsp;<br><br></div><blockquote>Io ero una studentessa di matematica all'Università di Padova e lui il matematico, fisico e insegnante che mi aiutò e guidò nella realizzazione della mia tesi di laurea. Era una persona magnifica e che ammiravo molto, tanto che nell'aprile del 1914 lo sposai (con lo sguardo disperso nel vuoto e le pupille dilatate)&nbsp;</blockquote><div><br><strong>Qual è stata la sua tesi di laurea e di cosa trattava?</strong>&nbsp;<br><br></div><blockquote>La mia tesi di laurea trattava il moto medio dei nodi nel problema dei tre corpi.&nbsp;</blockquote><div><br><strong>È stato difficoltoso laurearsi essendo una donna e anche in una materia molto difficile?</strong>&nbsp;<br><br></div><blockquote>Sì, fu un periodo molto difficile perché dovevo studiare molto, e anche perché essendo una donna per i professori ero di seconda categoria.&nbsp;</blockquote><div><br><strong>Se non sbaglio lei faceva parte di un'associazione, ci può spiegare meglio di che si trattava?</strong>&nbsp;<br><br></div><blockquote>Assolutamente sì, io fui una delle prime ad aderire alla FILDIS, un'associazione italiana di laureate, che sfortunatamente durante il fascismo si sciolse. Ma nel 1944 fu ricostruita e ne diventai presidente. Ancora oggi dirigo questa associazione.&nbsp;</blockquote><div><br><strong>Lei ha avuto dei figli?</strong>&nbsp;<br><br></div><blockquote>No, non ho avuto dei figli, ma nel dopoguerra decisi di adottare una bambina di nome Susanna Silberstein che proveniva da una famiglia ebrea e che ho sempre trattato come se fosse la mia vera figlia.&nbsp;</blockquote><div><br><strong>Vorrei concludere l'intervista facendole un'ultima domanda: è fiera di suo marito e di quello che ha fatto sia in campo scientifico che in quello familiare?</strong>&nbsp;<br><br></div><blockquote>Sì, sono molto orgogliosa di mio marito. Anche se non è più in vita riesco ancora a percepire la sua presenza e per me avrà sempre un posto molto importante.&nbsp;</blockquote><div><br><strong>Grazie mille per aver risposto a questa intervista, siamo lieti di averla ricevuta qui oggi. Arrivederci e grazie ancora.</strong>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/libera-trevisani_%28Dizionario-Biografico%29</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-23 05:10:36 UTC</pubDate>
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         <title>INTERVISTA</title>
         <author>lezionidiscrittura13</author>
         <link>https://padlet.com/lezionidiscrittura13/Bookmarks/wish/2109019178</link>
         <description><![CDATA[<div>Buongiorno signor Levi Civita, sono qui per porle qualche domanda sulla sua vita<br><br></div><blockquote>Certo, dimmi pure.</blockquote><div><br></div><div>Ho letto un articolo sulla teoria della relatività di Einstein, è vera la voce che lei l’abbia corretto?<br><br></div><blockquote>Sì, ed è proprio così che è cominciato il nostro rapporto lavorativo. Da quel giorno abbiamo cominciato a scriverci molte lettere.</blockquote><div><br></div><div>Quindi è grazie a lei che Einstein ha vinto il premio Nobel?<br><br></div><blockquote>Sì, in parte è vero.</blockquote><div><br></div><div>E non la infastidisce non aver ricevuto un premio a sua volta?<br><br></div><blockquote>Solo un po’, ma il lavoro l’ha fatto soprattutto Einstein e sono felice che la scienza abbia fatto un passo avanti.</blockquote><div><br></div><div>A proposito di scienza: sappiamo che è stato un grande professore all’Università di Padova.<br><br></div><blockquote>Sì, fino al 1919 quando mi sono trasferito a Roma dove ho insegnato fino a quando, per via delle leggi raziali, mi hanno tolto la cattedra.</blockquote><div><br></div><div>Ed è proprio all’Università di Padova che ha conosciuto sua moglie Libera Trevisani?<br><br></div><blockquote>Sì, era una mia allieva, brillante ed astuta.</blockquote><div><br></div><div>E Libera capisce i suoi studi?<br><br></div><blockquote>Certo, come ho detto è una donna molto intelligente.</blockquote><div><br></div><div>Ed è d’accordo su questo? Che Libera abbia tutte queste possibilità, anche se donna?<br><br></div><blockquote>Assolutamente sì, sono molto fiero che mia moglie sia una donna colta e una matematica di tutto rispetto.</blockquote><div><br></div><div>Bene, grazie per il suo tempo è stato un piacere conoscerla.<br><br></div><blockquote>Anche per me, buona giornata.</blockquote><div><br>Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Tullio _ Levi-Civita ; https://www.aif.it/fisico/biografia-tullio-levi-civita/</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-23 05:22:22 UTC</pubDate>
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         <title>INTERVISTA</title>
         <author>lezionidiscrittura13</author>
         <link>https://padlet.com/lezionidiscrittura13/Bookmarks/wish/2109028493</link>
         <description><![CDATA[<div>ELISA: Buongiorno sig. Albert Einstein. Benvenuto nel nostro studio d’interviste! Siamo molto grati e lieti che lei sia qui.<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Anche io sono molto contento di essere qui oggi. Beh che dire…</blockquote><div><br></div><div>SHAYAN: …Iniziamo! Ci racconta un po’ della sua infanzia?<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Nacqui il 14 marzo 1879 a Ulma in Germania. La mia famiglia era composta da: papà Hermann, mamma Pauline e mia sorella minore Maja. Iniziai a parlare solo all’età di due anni. Mi sentivo un po’ inferiore a mia sorella. Proprio lei si accorse che avevo difficoltà con il linguaggio, più tardi scoprii che ero dislessico. Infatti, invertivo le lettere e i numeri, componevo frasi senza ordine e, a causa di ciò, ho sempre ottenuto voti mediocri nelle materie letterarie. Insomma, ne soffrivo abbastanza e questo mi svantaggiava.</blockquote><div><br>ELISA: Come si è avvicinato al mondo della matematica e della fisica?<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Quando avevo circa quattro anni, mio padre mi regalò una bussola magnetica. Da solo mi sforzai di capire come l’ago potesse puntare sempre a nord. Così, la mia bussola mi ha dato idee per esplorare il mondo della scienza.</blockquote><div><br></div><div>STEPHEN: Molto interessante… ci racconti la sua vita da studente e le sue esperienze lavorative.<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Allora…la mia famiglia si trasferì a Monaco di Baviera e successivamente a Pavia. Io restai a Monaco per terminare l'anno scolastico. Il lavoro in Italia non andò alla grande e mio padre mi suggerì di iscrivermi al Politecnico di Zurigo. Nel 1895 dovetti affrontare un esame di ammissione. Lì venni bocciato per le insufficienze nelle materie letterarie. Nel 1896, grazie al direttore del Politecnico che capì le mie grandi capacità nelle materie scientifiche, ottenni un diploma abilitante per l'iscrizione nella scuola svizzera. Durante questi anni, capisco che il mio più grande interesse è la fisica. Mi laureai nel 1900 e presi la cittadinanza svizzera per assumere un impiego all'ufficio Brevetti di Berna. Il lavoro era modesto e mi consentì anche di dedicare gran parte del mio tempo allo studio della fisica.</blockquote><div><br>LEONARDO: Lei é stato molto determinato! Ma ora parliamo un po’ di gossip… cosa ci racconta nell’ambito dell’amore?<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Mi sposai con una donna serba, Mileva Marić, nel 1903. Avemmo tre figli: Eduard, Hans Albert, Lieserl. Ma, dopo 16 anni di matrimonio, divorziammo. I motivi sono molto personali e abbiamo deciso di non parlarne in pubblico. Così sposai un'altra donna meravigliosa di nome Elsa, il 2 giugno 1919.</blockquote><div><br></div><div>NIKITA: Fantastico! Ora che l'abbiamo conosciuta un po’ meglio, ci dica come ha continuato la sua carriera.<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Beh... Sono diventato un docente presso l'università di Berna, professore di fisica all’ l'università di Zurigo e anche in quella di Praga. Grazie a tutte queste occasioni, sono riuscito a trovare e creare nuove teorie.</blockquote><div><br></div><div>JACOPO: WOW! Ora passiamo ad un altro argomento. Qual è secondo lei la più grande scoperta che ha mai fatto?<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Sicuramente una delle mie scoperte più conosciute è quella della teoria della relatività.</blockquote><div><br></div><div>JACOPO: Ci racconti un po’ come è nata la famosa teoria della relatività!<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Be’, inizialmente c’era un problema con altre due teorie. Secondo Newton se noi lanciamo qualcosa mentre siamo in movimento, oltre alla nostra forza vi si aggiungerà anche quella del veicolo. Però, secondo Maxwell la luce resta costante sia da fermi che in movimento. Poi arrivai io che dimostrai che il tempo è relativo e quindi cambia in base alla velocità di un corpo.</blockquote><div><br>LAURA: Interessante! Come consiglia di studiare un corpo in movimento?<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Per studiare un corpo in movimento dobbiamo usufruire di un metro ed un orologio, dobbiamo scegliere un punto di riferimento e una terna di assi, dobbiamo stabilire un momento iniziale per misurare gli intervalli di tempo.</blockquote><div><br></div><div>LAURA: Su che principi ha basato la teoria della relatività?<br><br></div><blockquote>EINSTEIN: Su due punti principali<br>· Le leggi della fisica non cambiano da un riferimento inerziale ad un altro.<br>· La velocità della luce nel vuoto è la stessa per ogni osservatore.</blockquote><div><br></div><div>Questa intervista è giunta a termine. Grazie ancora di essere stato qui e di aver risposto a tutte le nostre domande.&nbsp;<br>Alla prossima!<br><br>Fonti https:// it.wikipedia.org/wiki/Albert_ Einstein<br>https:// www.treccani.it/enciclopedia/albert- einstein&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-23 05:29:45 UTC</pubDate>
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