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      <title>MURI NEL MONDO by Pontiero Fabiola</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-02-22 16:20:20 UTC</pubDate>
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         <title>MURO THAILANDIA-MALESIA</title>
         <author>mororaffaella</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il muro tra Thailandia e Malesia fu fortemente voluto dal primo ministro thailandese Surayaud Chulanont, salito al potere con un colpo di stato nel 2006. È stato edificato nella parte accessibile della frontiera thailandese ed è lungo 27 km. Lo scopo era contrastare l’arrivo di armi destinate alla guerriglia musulmana e separatista nel sud del territorio e di cercare di tenere sotto controllo l’immigrazione clandestina.</p><p>Per aggirare questo nuovo ostacolo sono stati creati percorsi illegali per i migranti lungo il confine Malesia-Thailandia, tuttora aperti e utilizzati. Shafie Ismail, il capo della polizia della città malesiana Kuala Perlis, confinante con la Thailandia, afferma che lo scorso anno sono stati arrestati in totale 2.329 immigrati clandestini, 1.156 erano birmani, 548 del Bangladesh e il resto indonesiani e thailandesi. Il comandante ritiene ci siano altre vie illegali tra la Thailandia e la Malesia e afferma vi siano molti cittadini thailandesi che vengono a Perlis per lavorare come raccoglitori di gomma e un certo numero di loro attraversa il confine illegalmente.&nbsp;</p><p>I conflitti tra Thailandia e Malesia erano presenti anche prima della costruzione del muro. Nel 1941, dopo l'invasione giapponese della Thailandia, Phibun (primo ministro thailandese) entrò a fianco del Giappone nella guerra del Pacifico. Con l'avanzata del Giappone la Thailandia ottenne la Birmania e anche la Malesia. Tutti i dissidi cominciarono proprio da questa annessione!</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 15:59:05 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>bousaidrawyasavoia</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il numero di barriere anti-immigrazione ne mondo è cresciuto costantemente dal 1945 a oggi. I muri sono stati realizzati per impedire -o almeno rendere difficile- lo spostamento degli uomini. I motivi sono stati i più diversi: ideologici, militari, etnici, religiosi. Basti pensare al muro di Berlino, che dal 1961 al 1969, ha diviso la città in due parti rigorosamente separate, segno della divisone del mondo durante la guerra fredda. E comunque la stori è piena di muri: famosi sono nell'antichità la Grande Muraglia cinese e i valli costruiti dai Romani lungo i confini dell'impero, in particolare il Vallo di Adriano in Gran Bretagna. Queste opere venivano erette per proteggere gli imperi dalle popolazioni esterna. Ancor oggi, secondo alcune fonti, si possono contare circa 45 muri in tutto il modo: ultimo, in ordine di tempo, è quello deciso dal governo ungherese da realizzare ungo il confine lungo la Serbia per fermare il flusso dei migranti che intende raggiungere l'Europa. Certamente appare come una contraddizione che un modo globalizzato continui ad alzare barriere.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 16:10:18 UTC</pubDate>
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         <title>MURO India-Pakistan</title>
         <author>spajanisofiasavoia</author>
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         <description><![CDATA[<p>SPAJANI</p><p>La "Linea di Controllo" è un confine militare che divide l'India e il Pakistan.&nbsp;</p><p>Si estende per 3300 chilometri e separa la regione del Kashmir in due parti: una controllata dall'India e l'altra dal Pakistan, che vuole essere indipendente.&nbsp;</p><p>Pur non essendo un confine internazionale ufficiale, di fatto funge da tale, poiché entrambe le nazioni rivendicano i territori dell'altra.&nbsp;</p><p>A causa di un errore nell'accordo di cessate il fuoco, la LOC non copre l'intera frontiera, lasciando non demarcata la zona del ghiacciaio Siachen, dove dal 1984 si sono verificati scontri tra le forze indiane e pakistane, finiti gli scontri venne ridefinita la linea.</p><p>Dal 1990, l'India ha costruito una barriera lungo questa linea, finita nel 2004, fatta di recinzioni elettrificate, sensori di movimento e telecamere a infrarossi, per prevenire infiltrazioni di guerriglieri.&nbsp;</p><p>Il Pakistan ha criticato questa costruzione, e nel 2015 un incidente ha portato a un aumento delle tensioni tra i due paesi, segnando la prima violazione del cessate il fuoco.</p><p><strong><mark>È STATO REALIZZATO PER STABILIRE I CONFINI VISTO CHE TUTTI E DUE VOLEVANO IL TERRITORIO DEL KASHMIR.</mark></strong></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 16:24:28 UTC</pubDate>
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         <title>Muro di Ceuta e Melilla</title>
         <author>rizzodanielesavoia</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le <strong>barriere di separazione di Ceuta e Melilla</strong> sono due distinte barriere fisiche di <strong>separazione tra il Marocco e le città autonome spagnole di Ceuta e Melilla</strong> . Il loro proposito è quello di<strong> ostacolare o impedire l'immigrazione illegale e il contrabbando</strong>. La barriera di Ceuta è lunga 8 km, quella di Melilla 12 km. La divisione è costituita da barriere coronate da filo spinato.</p><p>La barriera è dotata di un'illuminazione ad alta intensità, di un sistema di videocamere di vigilanza a circuito chiuso e strumenti per la visione notturna. Una successiva opera d'innalzamento della barriera l'ha portata a sei metri d'altezza.</p><p>Nel 2005 si registrò un tentativo massiccio di migrazione verso l'Europa, che causò la morte di molti immigranti sotto i colpi di arma da fuoco della polizia marocchina. Da allora, si sono ripetuti tentativi più o meno riusciti di scavalcamento in gruppo con ripetuti episodi anche mortali di violenza da parte degli immigranti e contro di essi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 16:31:42 UTC</pubDate>
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         <title>MURO Iran-Pakistan</title>
         <author>spajanisofiasavoia</author>
         <link>https://padlet.com/pontierofabiola/z5qsfaltjbl7jf65/wish/3375263122</link>
         <description><![CDATA[<p>SPAJANI</p><p>L'Iran, circa 18 anni fa,&nbsp; ha costruito un muro lungo 700 chilometri e alto tre metri al confine con il Pakistan, con uno spessore di 90 centimetri, <strong><mark>PER CONTROLLARE IL TRAFFICO DI DROGA,IL TERRORISMO E L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.</mark></strong></p><p>La barriera, rinforzata con barre di acciaio, sarà sorvegliata dalle forze di polizia in punti strategici e si aggiunge a torri di osservazione militari già presenti per prevenire attacchi di miliziani e terroristi.</p><p>Tuttavia, la realizzazione del muro ha avuto un impatto significativo sulla comunità locale, separando diverse etnie e creando problemi economici, dato che molte popolazioni vivevano grazie al commercio illegale.&nbsp;</p><p>Inoltre, sorgono dubbi sulle vere ragioni alla base del progetto, con sospetti che possano riguardare l'interesse per le risorse minerarie delle zone isolate.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 16:34:33 UTC</pubDate>
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         <title>Muro Kenia/ Somalia (Chiara Bisaccia)</title>
         <author>bisacciachiarasavoia</author>
         <link>https://padlet.com/pontierofabiola/z5qsfaltjbl7jf65/wish/3375559634</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 2014 il Kenya ha &nbsp;iniziato la costruzione di una barriera al confine con la Somalia per ridurre il flusso dei profughi e per garantire maggiore sicurezza al Paese dagli attacchi dei miliziani somali di al-Shabaab.</p><p>nel 2014 IL KENIA fu investita da un’ondata di attacchi terroristici degli islamisti somali di al-Shabaab, culminati nella strage al centro commerciale Westgate di Nairobi del 21 settembre 2013 con 71 vittime e 175 feriti.</p><p>Per fermare quello stillicidio (contrassegnato quotidianamente da bombe nei mercati, granate alle fermate di&nbsp;bus, etc.) il governo del presidente Uhuru Kenyatta decise di costruire un muro per fermare l’arrivo dei terroristi dalla confinante Somalia.</p><p>Un’opera faraonica che doveva separare i due Paesi lungo i 708 chilometri di confini comuni in zone desertiche e impervie, partendo dalla costa dell’Oceano indiano (nei pressi dell’isola di Lamu) fino al confine con l’Etiopia. Il progetto prevedeva barriere in cemento armato, recinzioni, fossati, caserme di sorveglianza dotate di videocamere e allarmi. Oltre a un grande dispiego di personale addestrato.</p><p>Con un assordante&nbsp;tam tam&nbsp;mediatico la costruzione partì alla fine del 2015, confortata anche dalla strage di Pasqua all’università di Garissa dove il 2 aprile furono uccisi 148 studenti. Nel 2019 un primo bilancio fece emergere che era stata costruita a stento una recinzione di semplice filo spinato lunga 10 chilometri al costo di 35 milioni di dollari.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 21:13:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>castellibeatricesavoia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 21:13:46 UTC</pubDate>
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         <title>Muro a Lima</title>
         <author>marroneaureliasavoia</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le cause storiche della divisione</p><p>La divisione di Lima non è un fenomeno recente, ma una condizione storica che affonda le sue radici nei primi decenni del 1900, quando la città cominciò a espandersi rapidamente a causa della migrazione dalle zone rurali verso la capitale. Lima, pur essendo il centro politico ed economico del Perù, ha vissuto un processo di urbanizzazione disorganizzata. Le aree periferiche sono cresciute in modo caotico e senza un adeguato piano di sviluppo, con l'espansione delle favelas e delle aree informali. Nel contempo, i quartieri centrali e quelli più ricchi della città sono stati protetti e ben sviluppati.</p><p>Questa crescita disordinata ha creato una separazione tra chi aveva accesso ai privilegi e chi non riusciva a sfuggire alla povertà, formando una sorta di "città a due velocità".</p><p>Questo fenomeno ha prodotto, e continua a produrre, una forte polarizzazione sociale, dove le differenze tra le classi alte e basse sono visibili non solo nelle strutture abitative, ma anche nella qualità dei servizi pubblici,nelle opportunità di lavoro e nelle opportunità educative.</p><p>Il muro come simbolo</p><p>Sebbene non esista un unico muro fisico che separa Lima, le barriere costruite in alcune zone della città fungono da simboli tangibili di questa disuguaglianza. In particolare, a partire dagli anni '80 e '90, sono stati costruiti muri, recinzioni e altre strutture fisiche per separare i quartieri ricchi dalle periferie povere. In alcuni casi, questi muri sono stati costruiti per proteggere le aree più agiate da situazioni di criminalità o da paure legate alla violenza urbana. Tuttavia, queste barriere fisiche hanno anche accentuato la separazione sociale, rendendo ancora più evidente la distanza tra le diverse classi socio-economiche.</p><p>Il muro simbolico che divide Lima non è solo una questione di spazi fisici, ma anche di accesso alle risorse. Le zone ricche di Lima godono di servizi pubblici di alta qualità, come scuole di eccellenza, ospedali ben attrezzati, strade moderne, trasporti pubblici efficienti e spazi pubblici ben mantenuti. Al contrario, le zone povere sono spesso caratterizzate da un accesso limitato da questi&nbsp; servizi. con infrastrutture fatiscenti, un elevato tasso di disoccupazione e scuole con risorse insufficienti.</p><p>La divisione sociale e culturale</p><p>Oltre alla separazione fisica, Lima è anche divisa da una serie di barriere culturali e psicologiche. Le classi più privilegiate tendono a vivere in una sorta di "bolla", raramente interagendo con le persone provenienti dalle periferie della città. Le differenze di status sociale, livello educativo e di reddito creano una divisione che va oltre la geografia, estendendosi nelle mentalità e nelle relazioni interpersonali.</p><p>Le persone che vivono nei quartieri più poveri spesso si sentono escluse dai centri di potere economico e politico della città. Le difficoltà quotidiane di vivere in un contesto privo di risorse adeguate possono portare a sentimenti di frustrazione e alienazione, creando un circolo vizioso di povertà e disuguaglianza.</p><p>D'altro canto, le classi medie e alte spesso nutrono stereotipi negativi nei confronti dei residenti delle periferie, associandoli a criminalità, povertà e mancanza di educazione.</p><p>Gli sforzi per abbattere il muro</p><p>Negli ultimi anni, sono stati avviati diversi tentativi per abbattere simbolicamente e fisicamente questo muro della disuguaglianza.</p><p>Progetti di sviluppo urbano, politiche di inclusione sociale e iniziative di riqualificazione dei quartieri più poveri hanno cercato di ridurre il divario tra le aree ricche e quelle povere.</p><p>Tuttavia, il processo è lento e richiede un impegno a lungo termine per modificare le disuguaglianze radicate.</p><p>Ad esempio, alcune politiche pubbliche mirano a migliorare l'accesso all'istruzione e alla sanità nelle zone periferiche, mentre progetti di urbanizzazione cercano di migliorare le infrastrutture nelle aree povere. Inoltre, ci sono iniziative che promuovono l'integrazione sociale, cercando di facilitare il dialogo tra le diverse classi e promuovere una cultura di inclusione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 22:58:33 UTC</pubDate>
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         <title>Il muro Messico - Usa</title>
         <author>camporioliviasavoia</author>
         <link>https://padlet.com/pontierofabiola/z5qsfaltjbl7jf65/wish/3383361439</link>
         <description><![CDATA[<p>Olivia Campori</p><p>Il confine tra Stati Uniti e Messico misura 3.145 chilometri ed è attraversato ogni anno da centinaia di migliaia di migranti, ma anche da traffico legale di automobili e camion. La frontiera è diventata simbolo di sofferenza, con oltre 5.500 morti negli ultimi 15 anni, causati in gran parte dalle difficili condizioni climatiche e dagli incidenti durante l'attraversamento. Un muro lungo 1.000 chilometri separa i due Paesi, rafforzato da barriere fisiche e tecnologiche. La costruzione del muro è iniziata sotto la presidenza di George H. W. Bush nel 1990 e ha continuato con Clinton e Trump. Quest'ultimo ha intensificato la costruzione con il supporto della Corte Suprema.</p><p><br></p><p>Nonostante il muro, la natura stessa rende difficile il passaggio, con monti, deserti e fiumi che ostacolano i migranti. Le vittime, per lo più causate da malesseri legati al clima e agli incidenti nei corsi d'acqua, continuano ad aumentare. Tra il 2014 e il 2016, il numero delle vittime è salito, e nel 2018 sono state registrate 260 morti. Inoltre, il traffico di esseri umani da parte di cartelli della droga ha generato enormi profitti, con 6,6 miliardi di dollari di guadagni nel 2015.</p><p><br></p><p>Le bande di trafficanti, noti come "Coyote", sfruttano i migranti, spesso abbandonandoli nel deserto. Il rischio di incontrare la polizia di frontiera (border patrol) rende il viaggio ancora più pericoloso, con molti migranti deportati e separati dalle famiglie. Le leggi statunitensi complicano ulteriormente la situazione, con migliaia di espulsioni di bambini senza documenti, provenienti da Paesi poveri e violenti come Honduras, Nicaragua ed El Salvador. Il sogno di una vita migliore si scontra con le dure leggi e le separazioni familiari, rovinando le speranze di molti migranti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-26 14:28:19 UTC</pubDate>
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         <title>Sudafrica Mozambico</title>
         <author>ardianialfredosavoia</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il "muro" tra Sudafrica e Mozambico non è un vero e proprio muro, ma una serie di barriere e misure di sicurezza lungo la lunga frontiera tra i due paesi. È stato costruito per affrontare problemi come l'immigrazione illegale, il traffico di droga, il contrabbando e il crimine organizzato. La frontiera è un importante punto di passaggio per queste attività illecite, e la barriera serve a migliorare il controllo e la sicurezza. Inoltre, il Sudafrica cerca di proteggere le sue risorse naturali e prevenire l'ingresso di gruppi criminali. Sebbene la barriera sia utile, l'efficacia delle recinzioni è dibattuta, con alcuni esperti che suggeriscono soluzioni più integrate, come politiche migratorie più efficaci e una maggiore cooperazione tra i paesi. La costruzione di queste barriere, purtroppo, può anche creare ostacoli economici e sociali, danneggiando il commercio e le persone che attraversano la frontiera per motivi legittimi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-27 17:17:48 UTC</pubDate>
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         <title>MURO MAROCCO-SAHARA OCCIDENTALE</title>
         <author>storellalorenzosavoia</author>
         <link>https://padlet.com/pontierofabiola/z5qsfaltjbl7jf65/wish/3404677896</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Il Sahara Occidentale</strong> è un territorio desertico dell’Africa nord-occidentale, ricco di risorse naturali, conteso tra il <strong>Marocco</strong> e il <strong>popolo Sahrawi</strong>, rappresentato dal <strong>Fronte Polisario</strong>, che rivendica l’indipendenza. Dopo la fine del dominio coloniale spagnolo nel <strong>1975</strong>, il Marocco ne ha occupato gran parte, scatenando un conflitto con i Sahrawi che è durato fino al <strong>cessate il fuoco del 1991</strong>, mediato dall'ONU.</p><p>Oggi, il Marocco controlla circa il <strong>70% del territorio</strong>, anche grazie alla costruzione di un <strong>muro di sabbia lungo oltre 2700 km</strong>, chiamato <strong>"berma"</strong>, che separa le aree sotto il suo controllo da quelle gestite dai Sahrawi. Questa barriera serve anche a contenere il Fronte Polisario nei territori confinanti, come Algeria e Mauritania.</p><p>Il conflitto si è trasformato in una <strong>"guerra congelata"</strong>, con il Marocco sostenuto da alleati come <strong>Stati Uniti e Francia</strong>, mentre i Sahrawi ricevono appoggio da <strong>Algeria e Paesi non allineati</strong>. Nonostante le risoluzioni ONU considerino il Sahara Occidentale un territorio da decolonizzare, la situazione è rimasta irrisolta, con il Marocco che impone <strong>"fatti compiuti"</strong> attraverso la colonizzazione demografica e lo sfruttamento delle risorse.</p><p>Il rischio di un nuovo conflitto resta alto, alimentato dalla rivalità tra <strong>Marocco e Algeria</strong> e dalla mancanza di progressi diplomatici verso una soluzione pacifica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-10 15:00:27 UTC</pubDate>
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         <title>Israele-Egitto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pontierofabiola/z5qsfaltjbl7jf65/wish/3406339325</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel gennaio 2013, in Israele si sono svolte elezioni parlamentari che hanno visto la vittoria della coalizione Likud-Beitenu, confermando Benjamin Netanyahu come primo ministro. Durante la campagna, Netanyahu ha utilizzato le paure del paese per raggiungere un consenso, enfatizzando una condizione di assedio che giustifica le azioni del suo governo, ignorando le risoluzioni internazionali e mantenendo il sostegno anche da parte di alcuni stati della comunità internazionale. Un risultato notevole di questa strategia è la costruzione della barriera Israele-Egitto, alta 15 metri e lunga 245 km, destinata a controllare il confine tra i due paesi. Il progetto Hourglass, avviato nel 2005, mira a garantire a Israele un maggiore controllo sui traffici illeciti lungo il confine meridionale. Inizialmente, Netanyahu si era opposto al progetto per motivi di budget, ma ha poi cambiato idea, affermando la necessità di proteggere lo Stato d'Israele. </p><p>L'instabilità in Egitto dopo il 2011 ha portato a un potenziamento delle misure di sicurezza del muro, che include torri di controllo, telecamere e allarmi. Dopo l'inaugurazione della barriera, nel 2013 solo 34 persone sono riuscite a entrare illegalmente in Israele, rispetto alle 10. 000 del 2012. Il Progetto Clessidra è diventato così un modello per altri paesi che costruiscono strutture simili, come India e Stati Uniti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-11 14:52:46 UTC</pubDate>
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         <title>muro di austria e slovenia </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il muro tra Austria e Slovenia Le autorità dell’Austria hanno eretto una barriera lungo il confine con la Slovenia, per gestire meglio il flusso di migliaia di migranti che ogni giorno arrivano nel Paese. La costruzione non ha lo scopo di chiudere la frontiera, ma di fare in modo che o transiti avvengano in modo ordinato. Al momento però centinaia di rifugiati sono stati lasciati al confine tra l’Austria e la Slovenia , nella così detta terra di nessuno, dopo aver trascorso la notte all’aperto dopo che Vienna ha rifiutato di farli entrare. La “terra di nessuno” è una porzione di territorio non occupata oppure rivendicata da più parti che lasciano tale area non occupata a causa di timori o incertezze che deriverebbero dall’impadronirsene.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-12 11:18:01 UTC</pubDate>
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         <title>muro tra Bangladesh-India </title>
         <author>hossainshafinsavoia</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Tra </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://migrazioniontheroad.largemovements.it/asia/india/"><strong>India </strong></a><strong>e Bangladesh sorge, con i suoi 4156 km,&nbsp; il quinto confine più lungo del mondo</strong> e su cui insiste la barriera più lunga costruita. I territori che vengono separati da questa barriera sono densamente popolati e in molte zone il terreno è coltivato il più vicino possibile alla recinzione. In molti punti la barriera è a doppio strato e la tecnologia ha semplificato tutta una serie di attività che avrebbero richiesto centinaia di ore lavorative per il monitoraggio, la segnalazione e l’intervento delle autorità.&nbsp; <strong>Nonostante i rischi la recinzione non scoraggia i migranti dal tentativo di attraversamento</strong>, sia per chi vuole raggiungere l’India, sia per chi vuole raggiungere il Bangladesh.</p><p>Negli ultimi anni la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://migrazioniontheroad.largemovements.it/frontiere/">frontiera</a> tra Bangladesh e India è diventato il simbolo del costo umano e di sangue delle barriere. Lungo il confine si è registrato l’aumento di insicurezza dei migranti e delle violenze da loro subite nel tentativo di attraversamento, come nel caso della morte della quindicenne Felani Khatun nel 2011. <strong>Qui i problemi della cosiddetta immigrazione illegale si sono intrecciati con la questione delle enclavi, soprattutto a seguito dell’accordo del 2015</strong>. Quattro anni dopo l’accordo di semplificazione del confine, avvenuta con uno scambio di terre tra i due paesi, molti di coloro che hanno scelto di trasferirsi piuttosto che cambiare la propria cittadinanza hanno visto tradite le proprie aspettative. Secondo un censimento indiano del 2011 sono state circa 53 mila le persone travolte dagli effetti del trattato. <strong>Tali problematiche si inseriscono nel tema più ampio della lotta all’immigrazione clandestina portata avanti dall’India</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-13 09:15:15 UTC</pubDate>
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         <title>MURO </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>A San Paolo, in Brasile, è stato costruito un muro nella zona chiamata "Cracolândia", nota per il consumo e lo spaccio di droga. Il muro è stato costruita a partire dagli anni 90', lungo 40 metri e alto 2,5, serve per migliorare i servizi ai tossicodipendenti, proteggere gli operatori sociali e facilitare il traffico. Tuttavia, alcune organizzazioni locali, come "Craco Resiste", lo criticano duramente, definendolo un "campo di concentramento". Inoltre, segnalano che il problema non è stato risolto, ma solo spostato in altre zone della città. </p><p>Oltre a questo muro le città brasiliane, soprattutto San Paolo e Rio, sono piene di <strong>muri dipinti con murales</strong>: è una forma d’arte molto popolare, spesso con messaggi politici o sociali.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-13 16:34:50 UTC</pubDate>
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         <title>MURO DI ARABIA SAUDITA - IRAQ
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         <author>niwenxiasavoia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-04-13 19:04:21 UTC</pubDate>
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         <title>Muro Turchia-Siria</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>🛡️ <strong>Dettagli del Progetto</strong></p><ul><li><p><strong>Lunghezza totale</strong>: circa <strong>764 chilometri</strong> su un confine di <strong>911 km</strong>.</p></li><li><p><strong>Materiali</strong>: blocchi di cemento prefabbricati, ciascuno alto 3 metri, largo 2 metri e spesso 30 cm.</p></li><li><p><strong>Caratteristiche aggiuntive</strong>:</p><ul><li><p>Filo spinato e torri di controllo.</p></li></ul><p>       Sistemi di sorveglianza avanzata tra cui telecamere termiche, radar e sensori acustici.</p></li><li><p>       Tecnologie per il rilevamento di droni e dispositivi di disturbo delle comunicazioni.</p></li></ul><p>Questa barriera è progettata non solo per prevenire infiltrazioni illegali, ma anche per contrastare attività di contrabbando e movimenti di gruppi considerati terroristici dal governo turco, come il PKK.</p><p>🔄 <strong>Implicazioni e Critiche</strong></p><ul><li><p><strong>Sicurezza nazionale</strong>: Il governo turco sostiene che il muro è essenziale per proteggere il paese da minacce esterne e per controllare i movimenti transfrontalieri.</p></li><li><p><strong>Diritti umani</strong>: Organizzazioni internazionali e attivisti hanno espresso preoccupazione per l'impatto del muro sulle persone in fuga dalla guerra in Siria, temendo che possa ostacolare l'accesso a rifugi sicuri.</p></li><li><p><strong>Politica interna</strong>: Il progetto è stato utilizzato dal presidente Recep Tayyip Erdoğan per consolidare il consenso tra i sostenitori nazionalisti e per rafforzare la sua posizione politica.​</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-29 16:18:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lamiafrancescasavoia</author>
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         <description><![CDATA[<p>MURO NORVEGIA-RUSSIA</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-29 19:31:27 UTC</pubDate>
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         <title>Muro di Cipro</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La Linea Verde conosciuto anche come muro di cipro è la zona di separazione che divide l’isola di Cipro dal 1974 in seguito all’invasione turca avvenuta dopo un colpo di stato filo-greco sostenuto dalla dittatura militare in Grecia questo confine separa la Repubblica di Cipro a sud riconosciuta a livello internazionale dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord a nord riconosciuta solo dalla Turchia il nome Linea Verde deriva dal colore della penna usata da un ufficiale britannico per tracciarla su una mappa nel 1964 durante i primi scontri tra le due comunità dell’isola quella greco-cipriota e quella turco-cipriota inizialmente la linea interessava solo Nicosia ma dopo il 1974 si estese lungo tutta l’isola coprendo circa 180 chilometri attraversa città villaggi campi e perfino l’aeroporto di Nicosia oggi abbandonato e rimasto congelato nel tempo la Linea Verde è controllata dalla forza di pace delle Nazioni Unite UNFICYP e in alcuni tratti si presenta come una vera e propria zona cuscinetto con edifici disabitati strade vuote e territori agricoli incolti nel tempo sono stati aperti diversi varchi che permettono il passaggio da una parte all’altra uno dei più simbolici è quello di Ledra Street nel centro storico della capitale che rappresenta un tentativo di dialogo tra le due parti nonostante alcuni progressi e iniziative di cooperazione la Linea Verde continua a rappresentare una ferita aperta per l’isola simbolo della divisione delle tensioni politiche e delle difficoltà nel raggiungere una vera riconciliazione tra le comunità greco-cipriota e turco-cipriota ancora oggi la sua presenza influenza la vita quotidiana dei ciprioti limitando la mobilità i contatti e la piena unificazione dell’isola.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-02 14:46:09 UTC</pubDate>
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