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      <title>NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE by benedetta</title>
      <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8</link>
      <description>classe III E, Scuola Media Giusti</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-27 15:10:28 UTC</pubDate>
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         <title>ERICH PAUL MARIA REMARQUE</title>
         <author>bartolobene</author>
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         <description><![CDATA[<div>Note sull'autore<br> <br>N<em>ato in Germania da una famiglia cattolica, si arruolò come volontario nella prima guerra mondiale. Sconvolto dagli orrori del conflitto, nel 1929 pubblicò il romanzo con cui raggiunse una fama mondiale sotto lo pseudonimo di Erich Maria (il nome della madre) Remarque (il nome con cui precedentemente era indicata la sua famiglia, fino al XIX secolo). Per fuggire alla polizia nazista, che lo perseguitò come disfattista, bruciò le sue pubblicazioni e lo accusò falsamente di avere origini ebree, emigrò in Svizzera e negli Stati Uniti.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-06 20:49:07 UTC</pubDate>
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         <title>DALLA VIVA VOCE DELL&#39;AUTORE</title>
         <author>bartolobene</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/219105559</link>
         <description><![CDATA[<div>Intervistato da Gianni Granzotto nel 1963, Remarque riflette sull'enorme successo ottenuto dal suo romanzo <strong>Niente di nuovo sul fronte occidentale</strong>, pubblicato per la prima volta nel 1929.  Raccontando la vita nelle trincee della prima guerra mondiale del soldato Paul Baumer e dei suoi commilitoni, Remarque parla dell'estromissione dell'eroismo, del coraggio e del valore dalla guerra moderna; affronta il tema della solitudine dell'uomo di fronte alla morte; descrive la nevrosi che dominerà il dopoguerra.<br><br></div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-06 20:59:25 UTC</pubDate>
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         <title>TRAMA IN BREVE</title>
         <author>bartolobene</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/219105787</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo romanzo autobiografico, ambientato durante la Prima guerra mondiale, descrive le esperienze vissute personalmente dall’autore nelle trincee tedesche sul fronte occidentale. Il protagonista, Paul, pseudonimo dello scrittore, si arruola come volontario su sollecitazione dei suoi insegnanti di scuola, fuorviati dalla retorica patriottica: le aspirazioni del giovane si scontrano però ben presto con la dura realtà della guerra, nella quale il quotidiano confronto con la morte annienta qualsiasi forma di amicizia, di solidarietà e di cameratismo.<br> Il titolo del romanzo è tratto dal bollettino emanato dai comandi dell’esercito tedesco nel giorno in cui, contemporaneamente, avvengono la capitolazione della Germania e la morte del protagonista, a testimonianza dell’inutilità del sacrificio di molti giovani nella tragedia del conflitto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-06 21:03:50 UTC</pubDate>
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         <title>Ungaretti raccontato</title>
         <author>bartolobene</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.raiscuola.rai.it/articoli-programma-puntate/ungaretti-raccontato-da-andrea-cortellessa/25835/default.aspx" />
         <pubDate>2018-01-07 21:57:32 UTC</pubDate>
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         <title>Fronte Occidentale</title>
         <author>bartolobene</author>
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         <description><![CDATA[<div>by: Valentina Guerrini<br>      Concetta Russo<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-01-24 11:15:30 UTC</pubDate>
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         <title>Mein Kampf La mia battaglia</title>
         <author>alessiabeudo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Mein Kampf è un saggio pubblicato nel 1925 da Adolf Hitler, il Capo del partito Nazionalsocialista Tedesco. Nel libro espone il suo pensiero contro tutti coloro che non sono di razza Ariana e che talvolta vengono definiti impuri. Antisemitismo e supremazia sono le parole chiave per riassumere questo tragico volume. Nel Mein Kampf vengono descritte le leggi razziali come per esempio l'allontanamento per gli studenti ebrei dalle scuole ariane o la deportazione all'estero di slavi,prostitute,portatori di handicap e molte altre categorie ritenute inferiori.&nbsp;</div><div>Nel corso dell'opera, il Fuhrer sottolinea le sofferenze politiche del cancelliere tedesco nel parlamento della Repubblica di Waimer. Annuncia di voler distruggere completamente il sistema parlamentare ritenendolo per lo più corrotto, sulla base del principio secondo cui i possessori del potere sono opportunisti per natura.<br>Fino all'ascesa al potere di Hitler, avvenuta nel gennaio del 1933 furono vendute 243.000 copie del Mein Kampf, nello stesso anno si raggiunse la cifra del milione.<br><br></div><pre>“Gli ebrei non furono mai nomadi, ma sempre e soltanto parassiti.”      
<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:260,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c9/Erstausgabe_von_Mein_Kampf.jpg/260px-Erstausgabe_von_Mein_Kampf.jpg&quot;,&quot;width&quot;:260}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c9/Erstausgabe_von_Mein_Kampf.jpg/260px-Erstausgabe_von_Mein_Kampf.jpg" width="260" height="260"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></pre>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-24 14:00:49 UTC</pubDate>
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         <title>Book Trailer niente di nuovo sul fronte occidentale </title>
         <author>tommasoantonelli2004</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/226098876</link>
         <description><![CDATA[<div>By: Alberto Ammannati &amp; Tommaso Antonelli <br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=GeHp83SzW0k" />
         <pubDate>2018-01-30 14:41:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>bartolobene</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/226346618</link>
         <description><![CDATA[<div>Il romanzo, proprio perché scritto in prima persona, coinvolge profondamente i lettori nella tragica esperienza della guerra di trincea e nelle assurde imposizioni richieste dalla logica bellica e dai fatui sogni di gloria dell’imperialismo tedesco. La cruda realtà descritta dal punto di vista del giovane protagonista, che proprio per la sua narrazione autobiografica, libera da ogni banalità e retorica, imprime un carattere di profonda sincerità alle vicende descritte, si concretizza in una condanna definitiva dell’assurdità di ogni guerra.</div><div>Pur essendo stato scritto per un pubblico adulto, questo romanzo è consigliabile a tutti i ragazzi, sia per l’accurata ricostruzione storica del contesto del primo conflitto mondiale,  sia per la profondità del messaggio che trasmette, in particolare per la riflessione sui valori  morali che suscita. La lettura del testo, caratterizzato da una narrazione che parte dal punto di vista di un giovane adolescente, è del resto molto coinvolgente proprio per il suo carattere autobiografico e costituisce un ottimo spunto per proporre una discussione in classe sui temi descritti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-30 21:21:46 UTC</pubDate>
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         <title>Jesse OWENS e le olimpiadi di Berlino</title>
         <author>louai12345678910</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/226350072</link>
         <description><![CDATA[<pre>Il 3 agosto del 1936 Jesse Owens vinse la medaglia d’oro nei 100 metri durante il secondo giorno delle Olimpiadi di Berlino. <strong>Secondo la leggenda, dopo la sua vittoria Adolf Hitler abbandonò lo stadio infuriato senza stringergli la mano</strong>. <mark>Owens vinse altre tre medaglie d’oro nel corso dei giochi, </mark><strong><em><mark><del>mettendo in imbarazzo i nazisti e le loro idee sulla superiorità della razza ariana</del></mark></em></strong>. In realtà le cose andarono piuttosto diversamente. <strong>Tra tutti i dieci atleti neri della squadra americana il migliore fu Jesse Owens, che il 3 agosto vinse la medaglia d’oro nei cento metri, il 4 agosto nel salto il lungo e il 5 agosto nei 200 metri. Infine, il 9 agosto vinse la sua quarta medaglia d’oro nella staffetta 4×100 metri. Era una gara a cui Owens non era nemmeno iscritto, ma partecipò dopo che la squadra americana decise di non far partecipare due atleti ebrei a causa delle pressioni dei nazisti.</strong> <mark>Hitler in realtà non fu così infastidito dalle vittorie degli afroamericani.</mark> <strong><em>Albert Speer che all’epoca era l’architetto più famoso della Germania ed era molto vicino al partito nazista (sarebbe diventato ministro degli Armamenti durante la Seconda guerra mondiale), scrisse nelle sue memorie che Hitler liquidò la questione sostenendo che essendo gli afroamericani un popolo primitivo, avevano una costituzione fisica più robusta e più adatta alla corsa.</em></strong> Effettivamente il primo giorno delle Olimpiadi Hitler non strinse la mano a un atleta nero, ma in generale non si congratulò con nessun altro atleta che non fosse tedesco. Il Comitato Olimpico fece sapere a Hitler che questo comportamento non era consentito: la nazione ospitante – e i suoi leader – dovevano rimanere neutrali. Quindi o Hitler stringeva la mano a tutti gli atleti oppure non la stringeva a nessuno. Quando Owens vinse i 100 metri, il secondo giorno, Hitler aveva già preso la decisione di non stringere la mano a nessun atleta. Owens ricordò in varie interviste sui giornali dell’epoca che subito dopo la vittoria e prima della premiazione, Hitler lo salutò con la mano e lui rispose al saluto. Hitler lasciò comunque lo stadio prima dell’inizio della cerimonia di premiazione. Qualche giorno dopo inviò in regalo ad Owens un suo ritratto firmato.<strong>Per diverso tempo dopo il suo ritorno a casa, Owens difese il modo con cui era stato trattato da Hitler e dalla Germania, soprattutto in confronto all’accoglienza che aveva ricevuto dai suo connazionali una volta tornato negli Stati Uniti, dove la segregazione razziale era ancora in vigore (e lo sarebbe stato per altri trent’anni). Owens paragonò il fatto che Hitler gli avesse inviato un proprio ritratto autografato con il comportamento del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, che non lo invitò alla Casa Bianca e non gli fece nemmeno una telefonata di congratulazioni. </strong> Raccontò in un’intervista:<strong><em> «Dopo tutte queste storie su Hitler e il suo affronto, quando sono tornato nel mio paese non potevo ancora sedermi nella parte anteriore degli autobus ed ero costretto a salire dalla parte posteriore. Non potevo vivere dove volevo. Allora qual è la differenza?».</em></strong> <em>Nel libro Triumph, l’autore Jeremy Schaap attribuisce a Owens la frase</em>: <strong><em><mark>«Non fu Hitler a farmi un affronto. Fu Roosevelt»</mark></em></strong><strong><em>.</em></strong></pre><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-30 21:32:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>bartolobene</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/226357369</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>La percezione del nemico</strong></div><div><strong><br></strong>I momenti di maggiore impatto emotivo, nel romanzo, sono quelli in cui viene raffigurato il nemico, quando colui contro cui è rivolta la guerra si mostra come un semplice essere umano.</div><div>Il primo episodio si riferisce alla visita di Baumer al campo dove sono rinchiusi i prigionieri russi: «Fa un effetto strano vedere così da vicino questi nostri nemici. Hanno facce che fanno pensare, buone facce di contadini; larghe fronti, nasi schiacciati, grosse labbra, grosse mani, capelli lanosi … Hanno l’aspetto anche più mite e buono dei nostri contadini frisoni». I russi, visti da vicino, non differiscono molto dai contadini tedeschi: «Un ordine ha trasformato queste figure silenziose in nemici nostri; un altro ordine potrebbe trasformarli in amici». Essere nemici o amici è un arbitrio che altri decidono. Una guerra stabilisce che un uomo è nemico. Ma il nemico, visto da vicino, è uguale a noi.<br> <br> L’altro episodio riguarda il tipografo francese Gerard Duval. Baumer l’ha ucciso in uno scontro, vorrebbe aiutarlo. Quando Duval muore, Baumer vuole sapere chi ha ucciso: «Io dunque ho ucciso il tipografo Gerard Duval. Io devo diventar tipografo, penso tutto smarrito, devo diventar tipografo, tipografo…». Finché si uccide un uomo senza nome, la cosa è ancora tollerabile, ma appena si scopre l’identità di chi si è ucciso e si conosce qualche aspetto della sua vita, l’inutilità e l’insensatezza della guerra si rivelano per quello che sono.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-30 21:59:50 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>IL NEMICO NON E&#39; DIVERSO DA NOI</title>
         <author>aliceferraris36</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/226566545</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo aver affrontato l' argomento della prima guerra mondiale durante le lezioni di storia, abbiamo proceduto alla lettura di un libro inerente alle lezioni affrontate in classe.<br><br>By: Alice Ferraris, Valentina Pignatiello, Marika Savino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 14:20:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Book Trailer &quot;Niente di nuovo sul fronte occidentale&quot;</title>
         <author>aliceferraris36</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/227424364</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante le ore scolastiche di storia abbiamo affrontato il tema della Prima guerra mondiale. Inerente a questo argomento siamo stati indirizzati dalla professoressa alla lettura del libro: Niente di nuovo sul fronte occidentale.<br>In questo testo non emergono solo le vicende che si svolsero in quegli anni, ma anche il tema della diversità.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/r7to9ykrl6Q" />
         <pubDate>2018-02-02 10:42:26 UTC</pubDate>
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         <title>Niente di nuovo sul fronte occidentale -avino</title>
         <author>mattydepierro</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/230088963</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>UN LIBRO <br></em></strong><br></div><div><strong><em>DI:ERICH MARIA REMARQUE<br></em></strong><br></div><div><strong><em>NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE.<br></em></strong><br></div><div><strong>Nel 1914 inizia il primo conflitto mondiale, questa guerra doveva essere veloce detta anche: "guerra lampo" così non fu. Furono 4 anni di guerra sanguinosa. Nel libro di Erich Maria Remarque, si parla di un ragazzo (Paul Baumer) che fin da quando andava a scuola, era incitato dai maestri al mito della guerra e ai valori del nazismo. Allo scoppio del primo conflitto mondiale Paul e i suoi coetanei(Kropp, Muller, Westhus e Tjaden) partono come volonari per il fronte, convinti di vivere un'avventura bellissima. Al fronte Paul e gli altri incontrarono Katczinsky, un soldato più grande di loro. Solo dopo molto tempo Paul si rende conto che la guerra non era un'avventura fantastica all'insegna degli ideali dell'eroismo, ma è solo un ammasso di casualità e di morte.<br></strong><br></div><div><strong><em> <br></em></strong><br></div><div><strong>Gli amici di Paul, uno dopo l'altro cadono in guerra,  Westhus viene ucciso da una granata, Kemmerich muore dopo l'amputazione della gamba, Muller viene colpito da un razzo, anche Katczinsky morirà per colpa di un colpo di artiglieria, solo Tjaden sopravviverà fino alla fine.<br></strong><br></div><div><strong>Paul vedendo la crudeltà della guerra, il susseguersi delle morti degli amici perde così la voglia di vivere. Nel 1928 finisce il conflitto mondiale ma Paul morirà colpito da una granata.<br></strong><br></div><div><strong>   "Questo libro, non vuol essere nè un atto d'accusa nè una confessione.<br></strong><br></div><div><strong>Esso non è che il tentativo di raffigurare una generazione la quale-anche se sfuggì ale granate-venne distrutta dalla guerra"<br></strong><br></div><div><strong>Cit. Erich Maria Remarque.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 16:22:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Book trailer &quot;Niente di nuovo sul fronte occidentale&quot;</title>
         <author>riccardo_porciani</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/230259850</link>
         <description><![CDATA[<div>by:Riccardo Porciani<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/MPdMpPNEPM8" />
         <pubDate>2018-02-10 11:09:42 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La scuola dei barbari, una cultura “diversa” e distorta.</title>
         <author>elisa_fusta</author>
         <link>https://padlet.com/bartolobene/z01gvcdxshd8/wish/230389730</link>
         <description><![CDATA[<div>"Questi ragazzi e queste ragazze entrano nelle nostre organizzazioni all'età di dieci anni e spesso è la prima volta che possono respirare un po' d'aria nuova; dopo quattro anni trascorsi nel Gruppo Giovani passano alla Gioventù Hitleriana, dove li teniamo per altri quattro anni [...] E anche se a quel punto non sono ancora dei Nazional Socialisti al cento per cento, poi passano nel Corpo Ausiliari e lì vengono ulteriormente ammorbiditi, per sei, sette mesi... Dopodiché, qualunque coscienza di classe o di status sociale possa essergli ancora rimasta... se ne occuperà la Wehrmacht (l'esercito tedesco)."<br>&nbsp;--Adolf Hitler (1938).<br><br></div><div>Hitler voleva che ogni alunno tedesco fosse indirizzato all’idea del Nazismo, questo era ciò che sosteneva nel Mein Kampf: dove diceva di trasformare la gioventù in esercito la quale doveva spazzare via i deboli e vincere; essere orgogliosi di appartenere alla razza ariana.<br><br></div><div>A partire dagli anni '20, il Partito Nazista considerò la gioventù tedesca un obiettivo speciale dei suoi messaggi propagandistici. Quei messaggi insistevano sul fatto che il Partito costituisse un movimento particolarmente adatto ai giovani. Milioni di giovani Tedeschi, inoltre, vennero conquistati dal Nazismo sia all'interno delle classi scolastiche che attraverso le attività extracurricolari.<br><br></div><div><strong>Il Sistema Scolastico nello Stato Nazista<br></strong><br></div><div>L'istruzione nel Terzo Reich serviva a indottrinare gli studenti e a trasmettere loro la visione del mondo del Nazional Socialismo, una visione non libera e distorta.<br><br></div><div>Sia a scuola che nella Gioventù Hitleriana, l'istruzione mirava a produrre <strong><em>cittadini tedeschi consapevoli delle differenze razziali</em></strong> e allo stesso tempo obbedienti, pronti al sacrificio, e disposti a morire per il "Führer e per la Madrepatria", gli adolescenti tedeschi giuravano fedeltà a Hitler e giuravano di difendere la nazione e il suo capo una volta che fossero entrati nell'esercito.<br><br></div><div>Le scuole giocarono quindi un ruolo importante nel disseminare le idee naziste tra la gioventù tedesca: mentre i censori toglievano certe letture dalle classi, gli educatori tedeschi introducevano nuovi testi che insegnavano agli studenti l'amore per Hitler, l'obbedienza allo Stato, il militarismo, il razzismo e l'antisemitismo.&nbsp;<br><br></div><div>Fin dai primi giorni di scuola, i bambini tedeschi venivano imbevuti del culto di Adolf Hitler e il suo ritratto era un oggetto comune nelle aule tedesche.&nbsp;<br><br></div><div>Giochi da tavolo e altri giocattoli per l'infanzia vennero anche usati come strumenti per diffondere la propaganda politica e razziale tra i giovani tedeschi, nonché per trasmettere nei bambini la cultura militarista. Oppure facevano portare a scuola oggetti di guerra che venivamo osservati in alcune ore e parlavano del loro uso in guerra o guardavano alcuni fotogrammi.<br><br></div><div><strong>Le Organizzazioni Giovanili<br></strong><br></div><div>La Gioventù Hitleriana e la Lega delle Giovani Tedesche furono gli strumenti principali che i Nazisti usarono per plasmare le convinzioni, il modo di pensare e le azioni della gioventù in Germania. I leader dei giovani pianificavano e controllavano attentamente le attività da svolgere e organizzavano eventi per diffondere la propaganda.<br><br></div><div>Fondata nel 1926, la Gioventù Hitleriana aveva come scopo originale quello di addestrare i ragazzi al servizio nelle SA (Truppe d'Assalto), una formazione paramilitare che faceva capo al Partito Nazista. Dopo il 1933, però, i leader giovanili cercarono di integrare i ragazzi nella comunità nazionale nazista e di prepararli al servizio militare, all'inizio solo per l'esercito ma in seguito anche per le SS.<br><br></div><div>Nel 1939, l'appartenenza ai gruppi giovanili nazisti divenne obbligatoria per tutti i ragazzi e le ragazze compresi tra i dieci e i diciotto anni d'età. Gli incontri che si svolgevano dopo la scuola e i campeggi nei fine settimana, insegnavano ai ragazzi la fedeltà al Partito Nazista e ai futuri leader dello Stato Nazional Socialista. Quando giunse il 1939, più di 765.000 giovani occupavano posti di leadership nelle organizzazioni giovanili, che li preparavano a ricoprire lo stesso ruolo nell'esercito e nella ormai imminente burocrazia di occupazione tedesca.<br><br></div><div>La Gioventù Hitleriana univa lo sport e le attività ricreative svolte all'aria aperta con l'insegnamento dell'ideologia. Analogamente, la Lega delle Giovani Tedesche sosteneva attività atletiche di gruppo, come la ginnastica ritmica, che le autorità tedesche responsabili delle politiche di salute pubblica ritenevano meno pesanti per il fisico femminile e più adatto a preparare le giovani donne alla maternità. Le esibizioni pubbliche di tali principii incoraggiavano altri giovani, sia ragazzi che ragazze, a rinunciare alla propria individualità e ad abbracciare gli obiettivi della collettività ariana.<br><br></div>]]></description>
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