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      <title>La guerra di trincea by Ilenia</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/yv8b7ejjg5im6dbr/wish/1976434307</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>28 giugno 1914</strong> l’erede al trono dell’impero austro-ungarico, l’arciduca Francesco Ferdinando, fu ucciso in un <strong>attentato a Sarajevo</strong>.</div><div>L’attentatore apparteneva a un’organizzazione nazionalista serba che rivendicava l’indipendenza della Bosnia dall’Austria e la sua annessione alla Serbia. Il 23 luglio l'Impero austro-ungarico inviò un ultimatum alla Serbia e il 28 luglio dichiarò guerra. <br>L’esercito tedesco invase il Belgio, violandone la neutralità, per entrare nella Francia da nord. Per un mese le truppe tedesche vinsero numerose battaglie, ma sul fiume Marna, nel settembre 1914, furono fermate dalle truppe francesi. <br>Dopo la <strong>battaglia della Marna</strong> sia le&nbsp; truppe germaniche che quelle franco-inglesi si fermarono, assestandosi sulle rispettive posizioni. I soldati scavarono <strong>trincee</strong>. Il <strong>fronte occidentale</strong> si estendeva tra Belgio, Germania e Francia. Il <strong>fronte orientale</strong> correva tra il mar Baltico a nord e la Romania a sud.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Arte nella Grande Guerra</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le opere d'arte e gli scritti dei soldati della Prima guerra mondiale.<br><em>Visita il sito delle opere.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.artegrandeguerra.it/2011/02/soldati-in-trincea-e-soldati-allattacco.html" />
         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Galleria fotografica</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel documento proposto troverete i seguenti soggetti:</div><ul><li>Trincea austriaca sul Carso</li><li>Fanteria russa in trincea</li><li>Trincea italiana sulle Alpi</li><li>Soldato al fronte occidentale</li><li>Battaglia della Somme</li></ul><div><em>Guarda la galleria fotografica proposta.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Una canzone più di un generale</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>La leggenda del Piave</em> fu composta nel giugno 1918 subito dopo la "Battaglia del Solstizio", da Ermete Alessandro Mario, pseudonimo di Ermete Giovanni Gaeta, autore di canzoni napoletane. La canzone si diffuse fra i soldati grazie al cantante Raffaele Gattordo (in arte Enrico Demma). I versi patriottici e ricercati, la soddisfazione per la grande battaglia vinta, la musica orecchiabile a tono di marcia fecero sì che in brevissimo tempo la canzone divenisse molto popolare fra le truppe. L'inno contribuì a ridare morale alle truppe italiane, al punto che il generale Armando Diaz inviò un telegramma all'autore nel quale affermava: «La vostra <em>Leggenda del Piave</em> al fronte è più di un generale!». Anche dopo la guerra, la “Leggenda del Piave” rimase popolarissima e venne eseguita il 4 novembre 1921 all’inaugurazione del monumento al milite ignoto, al Vittoriano di Roma. <br><em>Ascolta l'interpretazione proposta.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=fGP9V_U2i0U" />
         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Itinerari della Grande Guerra</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo quasi un secolo dal suo inizio, la <strong>Prima Guerra Mondiale</strong> occupa ancora uno spazio molto importante nella memoria collettiva delle persone. <br>Uno dei motivi per cui questo avvenimento è ancora così coinvolgente ed emozionante è la presenza, sui territori dove si è combattuta e vissuta, di <strong>innumerevoli tracce e monumenti</strong> legati ad essa. Le esigenze militari dell'epoca, infatti, portarono ad una profonda trasformazione del paesaggio e che, nonostante i catastrofici avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale, è sopravvissuto fino ai giorni nostri.<br><em>Visita il sito del progetto.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.itinerarigrandeguerra.it/it/13511/Il-progetto" />
         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Charlie Chaplin, Shoulder Arms</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Recluta nel campo d'addestramento, massacrato dal sergente istruttore, Charlot si concede, al rompete le righe, un sonno ristoratore sulla sua branda.<br>Al fronte, in Europa, in territorio francese, in prima linea nella trincea scavata a difesa dal nemico, giungono le nuove reclute. Tra questi c'è Charlot, armato di tutto punto, compresa una trappola per topi e una grattugia contro cui sfregarsi quando i pidocchi danno fastidio. Preso possesso della propria branda nel rifugio antiaereo scavato nella trincea è immediatamente spedito al turno di guardia.&nbsp;</div><div><em>Guarda il video proposto.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=DreRVw9mXlI" />
         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Ermanno Olmi, Torneranno i prati</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Siamo sul fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani. Il racconto si svolge nel tempo di una sola nottata. Gli accadimenti si susseguono sempre imprevedibili: a volte sono lunghe attese dove la paura ti fa contare, attimo dopo attimo, fino al momento che toccherà anche a te. Tanto che la pace della montagna diventa un luogo dove si muore. <br>Guarda il video proposto.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=fWN4kzkQL1I" />
         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita dei carri armati da guerra</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra le tante novità che fecero la propria comparsa nella Grande Guerra ci furono i primi modelli di<strong> carri armati</strong>. Pensati già alla fine del XVIII secolo durante la Prima Rivoluzione Industriale, i prototipi furono costruiti tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX quando venne perfezionato in Germania il progetto del motore a scoppio applicato alle vetture. <br><em>Leggi il documento proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Un nuovo tipo di arma</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'utilizzo della <strong>chimica in campo militare </strong>fu una delle principali cause dell'alto tasso di mortalità verificatosi nei campi di battaglia della Grande Guerra. Così come per le altre novità del tempo, anche la ricerca scientifica nel campo della chimica aveva fatto passi da giganti. All'inizio del XX secolo alcuni eserciti iniziarono a considerare l'utilizzo della chimica anche per ottenere un indiscutibile vantaggio in una guerra contro un avversario privo delle dovute precauzioni.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Ungaretti, Veglia</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>In questa poesia di Giuseppe Ungaretti, impegnato sul fronte del Carso, racconta in<br>maniera incisiva l’esperienza della vita in trincea, in cui la prossimità tragica della morte<br>suscita nel poeta, per contrasto, un disperato amore per la vita.&nbsp;<br><br></div><blockquote>Un'intera nottata<br>buttato vicino<br>a un compagno<br>massacrato<br>con la sua bocca<br>digrignata<br>volta al plenilunio<br>con la congestione<br>delle sue mani<br>penetrata<br>nel mio silenzio<br>ho scritto<br>lettere piene d'amore.<br><br>Non sono mai stato<br>tanto attaccato<br>alla vita.<br><br>(Cima Quattro, il 23 dicembre 1915)</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Vita di trincea</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Due brevi testimonianze della vita in trincea durante l’estate del 1914, nei<br>primissimi mesi dallo scoppio della guerra. Se nel primo documento, scritto da un capitano inglese, dominano le sensazioni di monotonia e attesa, nel secondo caso emerge tutto il terrore provato da un soldato durante la pioggia di granate della battaglia della Marna.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>Niente di nuovo sul fronte occidentale</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un passo del romanzo <em>Niente di nuovo sul fronte occidentale </em>dello scrittore tedesco Erich Remarque, arruolatosi nel primo conflitto mondiale: il testo è incentrato sull’esperienza in trincea di un soldato, Paul, che sin dall’infanzia viene educato ai valori<br>del nazionalismo e indottrinato al mito della guerra. Ben presto, però, il protagonista si rende conto dell’amara realtà della guerra, ben diversa da quella propagandata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 14:08:14 UTC</pubDate>
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         <title>LA CANZONE DEL PIAVE</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>La canzone del Piave</em>, conosciuta anche come <em>La leggenda del Piave</em>, è un brano patriottico composto nel <strong>1918</strong> dal napoletano <strong>E.A.Mario </strong>(pseudonimo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/E._A._Mario">Giovanni Ermete Gaeta</a>) in onore della battaglia con cui, dopo la disfatta di Caporetto, le truppe italiane riescono a resistere all’esercito austro-tedesco, grazie soprattutto alla piena del fiume. </div><div><br></div><blockquote>"No!" disse il Piave. <br>"No!" dissero i fanti,<br>Mai più il nemico faccia un passo avanti!<br>Si vide il Piave rigonfiar le sponde,<br>e come i fanti combatteron l’onde...<br>Rosso di sangue del nemico altero,<br>il Piave comandò:<br>"Indietro va’, straniero!"</blockquote><div><br></div><div>Durante la Seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1944, questa canzone viene temporaneamente adottata come <strong>inno nazionale</strong> italiano.</div><div><br></div><div><em>Ascolta la canzone e segui il testo: quale immagine dell’esercito italiano ne emerge?</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=1sn2OCJ5OJo" />
         <pubDate>2022-01-05 14:49:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/yv8b7ejjg5im6dbr/wish/1976572609</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 14:54:56 UTC</pubDate>
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         <title>I RAGGI X</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La scoperta dei raggi X è il risultato degli studi di diversi scienziati: nel <strong>1895</strong> il tedesco Wilhelm Röntgen li isola per la prima volta. Si tratta di radiazioni in grado di attraversare i corpi e impressionare delle lastre fotografiche e si rivelano molto utili negli <strong>ospedali da campo </strong>allestiti durante la guerra perché permettono di individuare fratture o estrarre proiettili.</div><div><br><em>Leggi l'articolo per scoprire di più sulla storia dei raggi X</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ilpost.it/2015/11/08/rontgen-raggi-x/" />
         <pubDate>2022-01-05 14:55:48 UTC</pubDate>
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         <title>IL LAVORO FEMMINILE DURANTE LA GUERRA</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/yv8b7ejjg5im6dbr/wish/1976577329</link>
         <description><![CDATA[<div>L’assenza di molti uomini, chiamati a combattere, lascia molti nuclei familiari privi di sostentamento, dato che esclusivamente agli uomini è all’epoca affidato il compito di lavorare, mentre le donne devono prendersi cura dei figli e della casa. Questa situazione muta improvvisamente nel 1915: i posti di molti <strong>contadini</strong> e <strong>operai</strong> vengono coperti, per la prima volta, dalle loro mogli e sorelle, che si fanno carico anche di lavori molto gravosi, per esempio l’utilizzo delle macchine agricole, l’accudimento del bestiame o il sollevamento di pesi non indifferenti all’interno delle fabbriche. Parallelamente, molte donne si dedicano ad attività di assistenza, soprattutto in campo <strong>medico</strong> — con la mobilitazione di molte <strong>volontarie della Croce Rossa</strong> o di altre associazioni di soccorso.<br><br><em>Osserva le immagini</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://d.repubblica.it/attualita/2014/02/19/foto/donne_prima_guerra_mondiale_lavoro_fabbriche-2018967/5/" />
         <pubDate>2022-01-05 14:56:27 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra di trincea ieri</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La guerra in trincea era dura e difficile.&nbsp;<br>É decisamente cambiata l'idea di guerra: si passa dalla guerra campale a quella di trincea, dove le vite umane diventano poco più che numeri.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=kJYuVJc02xk" />
         <pubDate>2022-01-05 15:27:47 UTC</pubDate>
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         <title>LA VITA IN TRINCEA</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/yv8b7ejjg5im6dbr/wish/1976673661</link>
         <description><![CDATA[<div>La Prima guerra mondiale è soprattutto una <strong>guerra di trincea</strong>: in questi fossi scavati nel terreno per nascondere le truppe e ripararle dal fuoco nemico si svolge per lunghi mesi la vita dei soldati. Il prolungarsi del conflitto, infatti, li trasforma da rifugi provvisori a veri e propri <strong>quartieri permanenti </strong>dei reparti in prima linea. Tra attese interminabili, lunghe ore di inattività e attimi di terrore, insieme alle sofferenze fisiche le trincee racchiudono terribili stati di shock psicologico.</div><div><br></div><div><em>Guarda l’approfondimento sulle trincee del Carso</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=YFaGWuT1FyM" />
         <pubDate>2022-01-05 15:29:08 UTC</pubDate>
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         <title>I LUOGHI DELLA GUERRA</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/yv8b7ejjg5im6dbr/wish/1976674178</link>
         <description><![CDATA[<div>Se la trincea è sicuramente il simbolo per eccellenza della Grande guerra, il patrimonio culturale del nostro paese è ricco di monumenti ai caduti, cimiteri di guerra, musei e altri luoghi di commemorazione delle vittime. Da <strong>Roma</strong> a <strong>Redipuglia</strong> o al <strong>Monte Grappa</strong>, è possibile visitare l'intera penisola italiana attraverso i siti che rimandano alla Prima guerra mondiale.</div><div><br></div><div><em>Guarda il video che sintetizza lo svolgimento della Prima guerra mondiale e mostra i monumenti che in Italia la commemorano</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 15:29:18 UTC</pubDate>
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         <title>ODIO TRA I POTENTI, AMICIZIA TRA I POPOLI</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Prima guerra mondiale è caratterizzata anche da numerosi episodi di <strong>diserzione</strong> e <strong>ammutinamento</strong>, a cui gli ufficiali rispondono con <strong>processi per disfattismo</strong> o punizioni disumane come la <strong>decimazione</strong>, cioè la fucilazione di un uomo ogni dieci, scelto a caso. Questi eventi dimostrano che l’odio e il nazionalismo sono, nella maggior parte dei casi, caratteristici dei potenti, mentre tra i popoli e tra i soldati stanchi e sconvolti si diffonde una naturale aspirazione alla pace. Questa è evidente in alcune vicende, come la <strong>tregua spontanea</strong> nata nei giorni di <strong>Natale del 1914,</strong> due mesi dopo una difficile battaglia tra anglo-francesi e tedeschi: nonostante siano costretti a scontrarsi senza pietà, i soldati nemici hanno esperienze, esigenze e umanità comuni.</div><div><br></div><div><em>Leggi il racconto dell’episodio</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-05 15:29:27 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra di posizione</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/yv8b7ejjg5im6dbr/wish/1978514066</link>
         <description><![CDATA[<div>Per <strong>guerra di trincea</strong> s'intende un tipo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_posizione">guerra di posizione</a> nella quale la linea del fronte consiste in una serie di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trincea">trincee.</a><br>Le trincee venivano quasi sempre scavate seguendo una linea a zig zag, che divideva la trincea in settori, a loro volta uniti da trincee trasversali di collegamento. Non esistevano tratti rettilinei di lunghezza maggiore di 10 metri. In questo modo, qualora una parte della trincea fosse stata conquistata dal nemico, questi non avrebbero avuto modo di colpire d'infilata il resto della trincea e inoltre se avveniva un'esplosione al suo interno, con questa struttura essa non si propagava oltre. Inoltre questo schema costruttivo riduceva gli effetti di quei proiettili d'artiglieria che colpivano direttamente la trincea. Il lato della trincea rivolto al nemico era chiamato parapetto. Generalmente era munito di un gradino che consentiva di sporgersi oltre il bordo della trincea. I fianchi della trincea erano rinforzati con sacchi di sabbia, tavole, filo di ferro o spinato; il fondo delle trincee, che nei primi mesi della guerra era terra nuda, venne successivamente ricoperto di tavole in legno leggermente sopraelevate; questo per contrastare i disastrosi effetti sanitari dovuti alla prolungata immersione degli scarponi nelle trincee in presenza di acqua sul fondo.<br><br>La zona compresa tra le trincee avversarie era chiamata <em>terra di nessuno</em>. La distanza tra le trincee variava a seconda del fronte.<br><br>La seconda linea di trincee era munita di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bunker">bunker</a>. Quelli britannici erano scavati in genere ad una profondità che variava tra i 2,5 e i 5 metri, mentre quelli tedeschi erano realizzati generalmente a profondità maggiori, e comunque non inferiori ai quattro metri. Talvolta erano realizzati su più livelli, collegati tra loro con scale in cemento. Per rendere possibile l'osservazione della linea nemica, nel parapetto erano aperte delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feritoia">feritoie</a>. Poteva semplicemente trattarsi di una fessura tra i sacchi di sabbia, talvolta protetta da una lastra d'acciaio. I tiratori scelti impiegavano munizioni speciali per forare queste piastre.&nbsp;<br><br>Vi erano tre metodi per lo scavo delle trincee. Il primo consisteva nello scavare una trincea, contemporaneamente, in tutta la sua lunghezza. Era il metodo più efficiente, perché consentiva di operare con molti uomini su tutta la lunghezza della trincea. Ma se si trattava di una trincea in prima linea, gli uomini sarebbero stati allo scoperto di fronte al fuoco nemico. Pertanto questo metodo veniva impiegato solo lontano dalla prima linea o di notte. La seconda possibilità era di allungare una trincea già esistente. In questo caso vi erano solo 1 o 2 uomini a scavare, ad un estremo della trincea. Chi scavava era in questo modo sufficientemente coperto. Lo svantaggio era che si trattava di un metodo molto lento. Il terzo metodo consisteva nello scavare una sorta di tunnel, di cui alla fine si faceva crollare la copertura. Secondo i manuali dell'esercito britannico, per scavare una trincea di 250 metri erano necessarie sei ore di lavoro da parte di 450 uomini. Una volta terminata, una trincea necessitava comunque di una continua manutenzione, per rimediare ai danni provocati dalle intemperie e dal fuoco nemico.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-06 12:53:08 UTC</pubDate>
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