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      <title>Il Giardino dei Giusti by Daniel Brandimarte</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-01-15 10:22:49 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione al Giardino dei Giusti</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il <strong>Giardino dei Giusti</strong> è un <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino">giardino</a> esistente nel comprensorio di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Yad_Vashem">Yad Vashem</a> a Gerusalemme<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_dei_Giusti#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a> e dedicato ai <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giusti_tra_le_nazioni">Giusti tra le nazioni</a> ovvero a gentili (non ebrei) che durante l'Olocausto, rischiando le loro vite, prestarono aiuto e soccorso agli ebrei perseguitati dai nazisti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 09:48:44 UTC</pubDate>
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         <title>Alberto e Clelia Ragionieri</title>
         <author>danielbrandimarte06</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Alberto e Clelia Ragionieri: quella casa in via Arno n.10 che nascose i Piperno.</strong></p><p><br/></p><p>Alberto Ragionieri e sua moglie, Clelia Casolino, hanno salvato la vita alla famiglia Piperno, nascondendoli nella propria casa.</p><p><br/></p><p>Dopo l’occupazione di Roma da parte dei Tedeschi, Simone Piperno, essendo ebreo, si mette alla ricerca di un rifugio sicuro per sé e la propria. &nbsp;Il 25 settembre del 1943, Alberto Ragionieri, un contabile, gli offre ricovero nella propria casa, dalla moglie Clelia e da due bambine. Il 16 ottobre 1943, quando i nazisti effettuano la “razzia” degli ebrei di Roma, Simone esce di casa per portare dai Ragionieri anche la propria madre. </p><p>La disponibilità di Alberto e Clelia non viene meno neanche quando il piccolo Roberto viene colpito da una febbre tifoidea: temendo qualche denuncia, non lo fanno portare in ospedale e lo curano a casa. &nbsp;</p><p>Nel gennaio del 1944 decide una risistemazione della famiglia Piperno che metta meno in pericolo Alberto e Clelia: le tre donne e i bambini si rifugiano nel Convento delle Suore Bethlemite in Piazza Sabazio i due uomini, tornano per sicurezza in casa di Alberto Ragionieri. Aiuta i Piperno anche nel procurarsi documenti falsi con nuovi cognomi e nei mesi successivi, si occupa anche di tenere contatti tra i familiari che sono ancora nella sua casa e quelli che vivono nel convento.</p><p><br/></p><p><strong>Tutti i componenti della famiglia Piperno sono rimasti eterni amici della coppia loro salvatrice, di cui hanno sempre avuto grande riconoscenza. Per il loro operato, Alberto e Clelia Ragionieri sono stati riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” nel 2004.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 09:52:45 UTC</pubDate>
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         <title>Milano, primo centro</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Ispirandosi al giardino di Yad Vashem, il giornalista e scrittore italiano <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gabriele_Nissim">Gabriele Nissim</a> uno dei principali fondatori del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gariwo_la_foresta_dei_Giusti">Gariwo la foresta dei Giusti</a> (<em>Gardens of the Righteous Worldwide</em>, un'organizzazione <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/No_profit">no profit</a> con sede a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a> che svolge la sua attività a livello internazionale ha voluto celebrare con il primo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_dei_Giusti_di_tutto_il_mondo">Giardino dei Giusti di tutto il mondo</a> sorto sul promontorio <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Stella_(Milano)">Monte Stella di Milano</a> persone di tutto il mondo che in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene salvando vite umane, si sono battuti in favore dei <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani">diritti umani</a> durante i genocidi e hanno difeso la dignità della persona rifiutando di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 09:52:47 UTC</pubDate>
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         <title>Fosco e Tina Annoni e Klara Rosenfeld (Leopoli)</title>
         <author>1alorenzopacaccio</author>
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         <description><![CDATA[<p>Fosco Annoni è stato un valoroso militare dell’Esercito italiano, di stanza a Leopoli (città ucraina all’epoca appartenente alla Polonia) durante la Seconda guerra mondiale. La sua storia ha assunto particolare rilevanza nel maggio 1943, pochi mesi dopo l’inizio dei rastrellamenti di persone di fede ebraica nella regione. Tra i perseguitati, figurava Klara Rosenfeld, una giovane ebrea che aveva trovato lavoro insieme alla sorella Cilli a Palazzo Sheptytski, sede delle truppe italiane che avevano occupato Leopoli.</p><p>Dopo aver udito dei vili raggruppamenti di ebrei perpetrati dalle truppe nazifasciste presenti nell’area, Klara Rosenfeld aveva deciso di chiedere assistenza alle truppe italiane per le quali lavorava, trovando nei militari compassione e umanità. Fosco Annoni ed alcuni suoi commilitoni avevano deciso, infatti, di nascondere Klara in una soffitta e solo successivamente in uno dei magazzini del palazzo-caserma, fornendole un importante primo rifugio nel tentativo di salvaguardarla dai crimini commessi dalle truppe occupanti. Raggiunta la città di Udine, tuttavia, Klara fu fermata ed interrogata dalle autorità italiane, che temevano potesse essere una spia nemica: la furbizia della giovane, la quale aveva deciso di raccontare una credibile storia per giustificare la propria presenza agli ufficiali, la portò a dover trascorrere solamente due settimane di quarantena in un ospedale-convento gestito da suore, provvedimento necessario per chi proveniva dall’estero. Al termine del periodo di quarantena, Klara fu trasferita in un convento vero e proprio. Il soldato Fosco Annoni stava nel frattempo aspettando la ragazza nella propria casa di Parma, in preda alla preoccupazione per le sorti della giovane. Grazie al prezioso aiuto della sorella Tina Annoni, riconosciuta come Giusta tra le Nazioni nel 1993, Klara fu ritrovata in breve tempo e condotta a casa degli Annoni. Solamente in seguito, ella fu trasferita, per ragioni di sicurezza, da Tina e Fosco Annoni nel convento di Traversetolo con il nome falso di Klara Morselli. Dopo aver trascorso due anni e mezzo nel convento, Klara è stata riunita nel 1945, dopo la Liberazione, ad un rabbino che cercava sopravvissuti della Shoah e, solo in seguito, trasportata in Israele dove ha potuto ricongiungersi al fratello Hayim, anch’egli sopravvissuto. Solamente in seguito, ella fu trasferita, per ragioni di sicurezza, da Tina e Fosco Annoni nel convento di Traversetolo con il nome falso di Klara Morselli. Il coraggio di Fosco Annoni, il quale aveva sfruttato il proprio ruolo di militare con lo scopo di salvare Klara dai rastrellamenti, non è passato inosservato: nel 1993, infatti, Fosco e sua sorella Tina sono stati fregiati del titolo di Giusti tra le Nazioni, onorificenza dal grande valore ottenuta dagli Annoni per la valorosa opera di bene compiuta nei confronti di Klara Rosenfeld</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 09:54:48 UTC</pubDate>
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         <title>Vercelli, VC, PIEMONTE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CHI ERA CARLO ANGELA?</mark></strong></p><p>Carlo Angela nasce a Vercelli il 9 gennaio 1875, tra la fine del 1923 e l'inizio del 1924 prende le distanze dal partito fascista e si avvicinò alle ideologie del socialismo riformista.</p><p><br/></p><p><strong><mark>COSA FECE?</mark></strong></p><p>Era un medico che rischiò la vita per gli Ebrei, grazie al suo contributo, falsificò diverse cartelle cliniche di persone sane salvando più vite possibili dal fascismo.</p><p><br/></p><p>Riuscì a nascondere la propria attività dalla polizia evitando così la fucilazione.</p><p>Dopo la guerra si dedicò principalmente alla professione di medico.</p><p><br/></p><p>Morì nel 1949 e venne riconosciuto <strong>Giusto tra le Nazioni</strong> solo nel 2001 in seguito alla pubblicazione di alcuni diari di ebrei.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 09:58:21 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Zittau, Germania</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><mark>Oskar Schindler</mark></p><p>                                      <mark>biografia</mark></p><p><br/></p><p>Oskar Schindler (1908-1974) nacque a Svitavy (Zwittau), in Moravia, che allora era una provincia dell’Impero Austro-Ungarico. <strong>Durante la </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://encyclopedia.ushmm.org/narrative/2388/it"><strong>Seconda Guerra Mondiale</strong></a><strong>, Schindler, pur essendo di nazionalità tedesca e di religione cattolica, salvò quasi 1.200 Ebrei dalla </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://encyclopedia.ushmm.org/narrative/5041/it"><strong>deportazione</strong></a><strong> ad </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://encyclopedia.ushmm.org/narrative/3673/it"><strong>Auschwitz</strong></a><strong>. </strong>Nel 1936, Schindler aveva cominciato a lavorare per i Servizi Segreti Militari tedeschi e nel febbraio 1939, si era iscritto al Partito Nazista. Uomo d’affari opportunista e amante della vita raffinata, a prima vista Schindler certo non sembrava possedere la personalità tipica dell’<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://encyclopedia.ushmm.org/narrative/3515/it">eroe di guerra</a>.</p><p><br/></p><p><mark>Perchè è nel giardino dei giusti e che cosa ha fatto di importante?</mark></p><p><br/></p><p><strong>Sin dall'inizio</strong> aveva sentito un forte orrore davanti al terrore nazista, e, pur continuando a fare affari, non solo con lo stato tedesco ma anche sul mercato nero&nbsp;e cominciò a <strong>boicottare il sistema nazista e a salvare più ebrei che poteva. </strong>Quando gli ebrei furono relegati nel ghetto di Cracovia Schindler riuscì a farsi assegnare alcune centinaia di loro come operai&nbsp;in una fabbrica di pentole. All'inizio sembrava che li sfruttasse, <strong>in realtà li salvò.</strong> Di fronte alla persecuzione tremenda, il tedesco trasformò quella sua prima iniziativa in una vera missione, fino a comprare letteralmente le vite di quasi milleduecento ebrei (la famosa lista) che sicuramente sarebbero morti nel campo di Auschwitz.</p><p>                       <mark> Il film di Oscar Schindler</mark></p><p><br/></p><p>Schindler's list, La Lista di Schindler è un film del 1993 di genere Drammatico/Storico/Guerra, diretto da Steven Spielberg.<strong> Il film ha vinto sette Premi Oscar</strong>, come Migliori Film, Regia, Fotografia, Musica, Montaggio, Sceneggiatura non originale e Scenografia. Vede la partecipazione di un acclamato cast: Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Caroline Goodall, Jonathan Sagalle e Embeth Davidtz.</p><p><br/></p><p>                                  <mark>Commenti </mark></p><p><br/></p><p>Oskar Schindler si differenziò da gli altri "eroi" dell'olocausto perchè era un nazista che si convertì per salvare gli ebrei.</p><p><br/></p><p>                                   <mark> Citazioni</mark></p><p><br/></p><blockquote><p>"Il vero potere non è poter uccidere, ma avere tutti i diritti di farlo, e trattenersi."</p></blockquote><blockquote><p>"Chi salva una vita, salva il mondo intero."</p></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 09:59:49 UTC</pubDate>
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         <title>Piero Martinetti</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Piero Martinetti</strong> è stato un filosofo, storico della filosofia e accademico italiano. La sua vita non è fatta di gesti eclatanti, ma è totalmente consacrata agli studi e all’insegnamento. La vicenda più nota, è legata al<strong> rifiuto di prestare il giuramento</strong> al Regime fascista nel 1931, preferendo rinunciare alla cattedra che alla propria libertà di coscienza.</p><p>Egli motiva la sua scelta per sostenere i suoi ideali antifascisti.</p><p>Nella lettera che scrisse all’allora Ministro dell’Istruzione Balbino Giuliano, egli motiva la sua scelta come un imperativo categorico della coscienza, che gli impone  il sacrificio dell’interesse personale, per testimoniare la verità e la dignità della persona e dunque il significato profondamente umano della cultura e in particolare della filosofia.</p><p>Questo non fu un atto isolato, ma il suggello di una <strong>condotta morale</strong> ispirata alla intransigenza civile.</p><p>Inoltre ebbe delle vicende sgradevoli con la chiesa che lo portarono all'arresto per sospetto antifascismo, a motivo di una lettera indirizzata a Norberto Bobbio e di una sospetta relazione con gli eredi del martire antifascista Piero Gobetti.</p><p>Piero Martinetti credeva in una religione laica perchè credeva nei valori di giustizia e libertà.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:00:26 UTC</pubDate>
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         <title>Rinaldo Arnaldi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nato a Dueville il 19 giugno 1914 e conseguita la laurea in Economia e Commercio a Venezia nel 1940, Arnaldi volle diventare carrista per amore di patria. All’armistizio del settembre 1943, passò nella Resistenza.<br>Uomo d’azione, tentò la strada di Pescara e quella della Dalmazia per collegarsi col Regno del sud, e percorse più volte quella della Svizzera per accompagnare Ufficiali e soldati alleati fuggiaschi o anziani ebrei perseguitati.<br>E’ stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: “Per indomita volontà di fiero italiano, subito dopo l’8 settembre 1943 raccolse intorno a sé tra i monti della terra nativa, i giovani anelanti di redimere la Patria oppressa. Organizzatore instancabile e trascinatore entusiasta, fu l’anima ardente della sua brigata e seppe guidare i suoi uomini in aspri cimenti, rifulgendo per insigne coraggio e per sprezzo del pericolo. Molti perseguitati politici e militari alleati evasi dalla prigionia e braccati dal nemico devono la propria salvezza al suo altruismo ed alla sua abnegazione. Sugli spalti di Granezza, titano insuperabile, sosteneva per lunghe ore aspro combattimento e lanciava i suoi partigiani in temerari assalti. Colpito al cuore si accasciava sull’arma arroventata, leggendario eroe, uno contro mille, non vinto che dalla morte e dalla gloria.”<br><strong>Riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” il 3 gennaio 1983.</strong><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:02:16 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Azzali</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Giuseppe Azzali <strong>è</strong> stato un Colonnello dell’Esercito Italiano, laureatosi prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale in Chimica ed Ingegneria idraulica. Proprio durante il conseguimento dei propri studi, avvenuti presso il polo universitario di <strong>Torino</strong>, Azzali conobbe&nbsp;<strong>Aldo Foà</strong>, con il quale si delineò fin da subito un sincero rapporto di amicizia.</p><p>A causa della manifesta insicurezza in cui, dopo l’arresto di Giorgio, la famiglia Foà si era ritrovata, <strong>Giuseppe Azzali</strong> si propose di nasconderli a casa propria, in un <strong>rifugio segreto</strong> ricavato nella soffitta della propria abitazione. Il coraggio di Azzali, il quale stava rischiando la propria carriera di Colonnello (così come la propria stessa vita) venne messo a dura prova quando gli ufficiali di polizia nazifascisti perquisirono la sua abitazione, chiedendo che l’intera famiglia Azzali si presentasse dinanzi a loro. La perquisizione degli ufficiali di polizia non portò, fortunatamente, alla scoperta della famiglia Foà presente nel sottotetto; nonostante ciò, si decise&nbsp;di trovar loro un nuovo e più sicuro rifugio. Con questo proposito, Azzali si prodigò&nbsp;in prima persona nel far sì che Paola, che in quel momento era malata, venisse ricoverata nell’ospedale di Parma, e che Aldo, Eugenio, Serenella ed Amalia venissero condotti a Caneto di Palanzano, un piccolo centro abitato emiliano, dove vennero temporaneamente ospitati dalla <strong>famiglia Belmessieri</strong>.</p><p>Con il favore della notte, i Foà vennero poi condotti nella più sicura abitazione dei <strong>Galvani</strong>, dove vennero ospitati fino al <strong>dicembre 1943</strong>, quando una nuova visita (fortunatamente anch'essa&nbsp;infruttuosa) compiuta da parte della&nbsp;polizia fascista costrinse la famiglia a trasferirsi nuovamente. Aldo ed Eugenio vennero quindi trasferiti a Lalatta, sempre in provincia di Parma; Serenella ed Amalia, invece, fecero ritorno a casa del Colonnello Azzali, il quale si impegnò in prima persona per presentarle, con lo scopo di evitare nuove visite da parte dell’Autorità fascista, come due giovani ragazze scappate da Napoli a causa dei bombardamenti.</p><p>Paola Foà morì nel gennaio 1944, mentre Aldo, che nel frattempo aveva deciso di arruolarsi tra le fila della <strong>Resistenza partigiana</strong>, venne purtroppo&nbsp;catturato dai nazifascisti e portato a <strong>Mauthausen</strong>, dove morì. Le due giovani figlie di Aldo e Paola,&nbsp;Amalia e Serenella Foà, sono invece riuscite a sopravvivere, anche grazie agli sforzi profusi dal Colonnello Giuseppe Azzali, e a raggiungere <strong>Israele </strong>dopo la fine della guerra.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:03:34 UTC</pubDate>
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         <title>Benedetto De Beni</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nasce nel 1903 a Costermano in provincia di Verona. Laureatosi in ingegneria, viene richiamato alle armi come capitano d’artiglieria da montagna e nel 1942 è con il contingente italiano a Voroshilovgrad in Ucraina.</p><p>Benedetto De Beni rimane in Ucraina con il contingente italiano. Dopo l’8 settembre si rifiuta di entrare nell’esercito repubblicano e viene deportato in un campo di concentramento tedesco. Tornerà a casa a guerra finita la guerra, Benedetto De Beni si spegne a Seriate il 26 gennaio 1966.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:04:09 UTC</pubDate>
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         <title>Giardino dei giusti pescara</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il 5 maggio 2018 è nato il Giardino dei Giusti di Pescara, con la piantumazione di un albero  <strong>primo al mondo&nbsp;dedicato alla Giusta per l'Europa Simone Veil</strong>. L’idea è nata all’interno del progetto di alternanza scuola/lavoro<strong> Conversazioni a Pescara </strong>- il cui ideatore è il&nbsp;Direttore editoriale Carsa Edizioni&nbsp;<strong>Oscar Buonamano&nbsp;&nbsp;</strong>e attuata grazie ad una comunione di intenti e di volontà del Comune di Pescara e di Gariwo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:13:49 UTC</pubDate>
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         <title>Bussi Sul Tirino, PE</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il&nbsp;<strong>Bosco dei Giusti di Bussi sul Tirino (Pescara)</strong> è stato&nbsp;realizzato dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco <strong>Salvatore Lagatta</strong>&nbsp;in occasione della prima Giornata dei Giusti dell'Umanità, il 17&nbsp;marzo 2018.&nbsp;<br>Il Giardino nasce nell'area verde del Parco Sambuco.</p><p>In seguito alla posa di una targa all'ingresso del Giardino,&nbsp;il Comune dedicherà ogni anno uno degli alberi esistenti ad un Giusto con la sistemazione di una targa in pietra della Majella. La cerimonia di inaugurazione ha visto onorati i primi due Giusti, <strong>Giovanni Falcone e Paolo Borsellino</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:14:32 UTC</pubDate>
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         <title>Torre De&#39; Passeri, PE</title>
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         <description><![CDATA[<p>Inaugurato il 6 marzo 2014 il <strong>Giardino dei Giusti di Torre de'Passeri</strong>, alla memoria dei Giusti d'Abruzzo che salvarono gli ebrei dalla deportazione. Nel parco di via Einaudi, che nella stessa data ha cambiato il suo nome in Parco dei Giusti tra le Nazioni, sono stati inseriti quattro mattoni con i nomi dei Giusti.</p><p>Presenti alla commemorazione il Sindaco di Torre de' Passeri, Antonello Linari ed il presidente della provincia di Pescara, Guerino Testa, la rappresentanza istituzionale di altri comuni abruzzesi e gli studenti dell'Istituto Tecnico.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:14:46 UTC</pubDate>
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         <title>Giardino dei Giusti, Via Alloro, Palermo, PA</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il 25 febbraio 2008, in occasione delle celebrazioni per il <em>Giorno della Memoria</em>, è stato inaugurato a <strong>Palermo</strong> un&nbsp;giardino dedicato ai <strong>Giusti siciliani della Shoah</strong><em>, </em>alla presenza del Sindaco e dell'Ambasciatore d'Israele in Italia.<br>Il giardino si trova in via Alloro, nel centro storico della città e nei pressi del vecchio quartiere ebraico della <em>Moschita</em>.</p><p>Il 6 marzo 2013, in occasione della prima <strong>Giornata europea dei Giusti</strong>, il sindaco della città <strong>Leoluca Orlando</strong>, insieme all'Assessore Agata Bazzi, ha posato all'interno del giardino la piastrella commemorativa creata dall'Architetto Pantuso e dedicata ai Giusti del mondo: "Questa piastrella - ha sottolineato Orlando - è un modo per non dimenticare il sacrificio del popolo ebraico, ma anche quello di tanti altri popoli oppressi, come curdi e tamil, che nel mondo subiscono violenza".</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:15:56 UTC</pubDate>
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         <title>Giardino dei Giusti del Mondo, Via Giovanni Boccaccio, Padova, PD</title>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 2008 la municipalità di Padova ha aperto in zona Terranegra un giardino dedicato ai &nbsp;"<strong>Giusti di tutti i genocidi a partire dal XX secolo</strong>".<br>In questa occasione sono stati piantati i primi dieci alberi in ricordo di chi ha cercato di opporsi alla <em>Shoah</em>, al<em> genocidio</em> armeno, a quello ruandese e alla <em>pulizia etnica</em> in Bosnia.&nbsp;<br>La cerimonia di inaugurazione si è svolta il 5 ottobre alla presenza del sindaco di Padova, dei <em>Giusti</em>&nbsp;onorati e dei loro familiari.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:16:36 UTC</pubDate>
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         <title>Giardino dei Giusti, Viale Carlo Cattaneo, Lugano, Svizzera</title>
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         <description><![CDATA[<p><strong><br>Il Giardino dei Giusti di Lugano</strong></p><p>Il 26 aprile 2018 alle ore 17.00&nbsp;al <strong>Parco Ciani</strong> di <strong>Lugano</strong> è stato inaugurato un nuovo Giardino dei Giusti, alla presenza di <strong>Ignazio Cassis</strong>, Consigliere federale,<strong> Claudio Zali,</strong> Presidente del Consiglio di Stato, <strong>Marco Borradori</strong>, Sindaco di Lugano, <strong>Moreno Bernasconi</strong>, Presidente della Fondazione Federica Spitzer, <strong>Marco Del Panta Ridolfi</strong>, Ambasciatore italiano in Svizzera, <strong>Boas Erez</strong>, Rettore dell'Università della Svizzera italiana, <strong>Gabriele Nissim</strong>, giornalista e Presidente di Gariwo. Si è reso&nbsp;omaggio a quattro figure di Ticinesi che con il loro impegno tangibile hanno contrastato l’oppressione e/o salvato la vita di chi era perseguitato: &nbsp;<strong>Guido Rivoir</strong>, pastore valdese di fede socialista, che si prodigò negli anni Settanta per l’accoglienza ai cittadini cileni perseguitati sotto la dittatura di Pinochet; <strong>Francesco Alberti</strong>, sacerdote cattolico amico di Don Sturzo, direttore di “Popolo e Libertà” e antifascista impegnato;<strong> Carlo Sommaruga</strong>,<strong>&nbsp;</strong>diplomatico svizzero a Roma che insieme a&nbsp;sua moglie <strong>Anna Maria Valagussa</strong>&nbsp;diede protezione a famiglie ebree perseguitate.&nbsp;&nbsp;</p><p>L'inaugurazione è avvenuta a conclusione del Progetto "<strong>Lugano città aperta</strong>"</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-22 10:17:04 UTC</pubDate>
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         <title>Altiero Spinelli </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Altiero Spinelli fu uno degli autori del Manifesto di Ventotene, uno dei primi documenti a sostegno della creazione di un'Europa unita e di una costituzione europea. Insieme ad altri prigionieri politici, collaborò a redigere il manifesto dopo essere stato incarcerato dal regime fascista italiano sull'isola di Ventotene. Alla fine della Seconda guerra mondiale, Spinelli fondò in Italia il Movimento Federalista e negli anni '40 e '50 fu uno strenuo difensore della causa federalista di un'Europa unita. Negli anni '60, in qualità di consulente governativo e ricercatore, fondò a Roma l'Istituto per gli affari internazionali. Fu membro della <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://european-union.europa.eu/institutions-law-budget/institutions-and-bodies/search-all-eu-institutions-and-bodies/european-commission_it">Commissione europea</a> dal 1970 al 1976 e nel 1979 fu eletto deputato al <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://european-union.europa.eu/institutions-law-budget/institutions-and-bodies/search-all-eu-institutions-and-bodies/european-parliament_it">Parlamento europeo</a>. Nel 1980, insieme ad altri deputati al Parlamento europeo, fondò il "Club del coccodrillo", i cui membri presentarono al Parlamento una proposta per un nuovo trattato sull'Unione europea. Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo adottò la sua proposta a stragrande maggioranza e approvò il "progetto di trattato istitutivo dell'Unione europea", il cosiddetto "piano Spinelli". nsieme a Robert Schuman, Jean Monnet e agli altri principali artefici dell’integrazione europea, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://europa.eu/abc/history/foundingfathers/spinelli/index_it.htm">Spinelli</a> ha partecipato attivamente al processo di unificazione europea avviato dopo la seconda guerra mondiale.</p><p>Spinelli è stato membro della Commissione europea e successivamente parlamentare europeo dal 1976 al 1986, anno della sua morte. Grazie alla sua visione lucida delle potenzialità dell’Europa, ha svolto un ruolo fondamentale nel processo di consolidamento dei Trattati europei negli anni Ottanta e Novanta.</p><p>La sua partecipazione alla resistenza antifascista gli è valsa dieci anni di carcere e sei anni di confino sull’isola di Ventotene sotto il regime di Mussolini. È durante l’esilio che Spinelli ha maturato la sua visione di un’Europa unita e libera esposta nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://ec.europa.eu/italia/speciale1957/anniversario_spinelli/">Manifesto di Ventotene</a>, documento che è oggi considerato come il precursore della Costituzione europea.</p><p>Un ritratto di questo personaggio politico e un video di uno dei suoi discorsi sono ora disponibili on-line insieme ai ritratti di altre grandi figure che hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione dell’Unione europea. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-23 09:09:44 UTC</pubDate>
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