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      <title>Cronache di mafia: i Personaggi e la Storia - II B by Cronache di mafia: i Personaggi e la Storia (Classi II A, II B, II C)</title>
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      <description>IC MARGHERITA HACK - Storie di mafia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-02-12 12:29:41 UTC</pubDate>
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         <title>Salve a tutti, grazie per impegnarvi in questo lavoro importante che individua VOI come PROTAGONISTI del Progetto. Siete chiamati a raccontare CHI SONO  e PER COSA sono ricordati i personaggi che avete scelto.</title>
         <author>progetto1</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><mark>QUI SOTTO QUALCHE DRITTA</mark></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 12:29:41 UTC</pubDate>
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         <author>progetto1</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 12:29:41 UTC</pubDate>
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         <title>Video Brevi: Se disponibile, includete brevi video che raccontano la storia del personaggio, interviste o documentari. Questo aggiunge un elemento dinamico al padlet.</title>
         <author>progetto1</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Audio: Considerate l'idea di includere clip audio di discorsi o interviste, se pertinenti e disponibili.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 12:29:41 UTC</pubDate>
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         <title>Link a Risorse Esterni: Fornite link a articoli, documentari o siti web che approfondiscano la vita e le opere del personaggio, permettendo agli utenti di esplorare ulteriormente.</title>
         <author>progetto1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Pin e Mappe: Se il personaggio è associato a luoghi specifici (come città o eventi), potete utilizzare mappe interattive con pin per localizzare i punti chiave nella loro vita.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 12:29:41 UTC</pubDate>
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         <title>SUPEREROI ANTIMAFIA</title>
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         <description><![CDATA[<p>Giovanni Salvatore Augusto Falcone, è stato un magistrato italiano che ha combattuto la mafia, assieme ai suoi colleghi e amici: Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto e Paolo Borsellino. Per combattere la mafia, sono stati innovati i metodi di indagine del fenomeno mafioso, soprattutto attraverso una maggiore e sistematica attenzione all'indagine patrimoniale e bancaria.</p><p>L'intuizione e il principio guida era "Segui il denaro e troverai la mafia".</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 12:00:21 UTC</pubDate>
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         <title>Totò Riina</title>
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         <description><![CDATA[<p>Totò Riina, il "capo dei capi" di Cosa Nostra,&nbsp;<strong>è morto il 17 novembre del 2017&nbsp;</strong>presso la clinica universitaria di Parma, dove era degente da tempo a causa di una lunga malattia, lontano dalla sua Sicilia che per decenni governò con&nbsp;<strong>pallottole e terrore</strong>. Quel giorno terminò l'esistenza dell'uomo che volle la morte di Falcone e Borsellino, nonché di decine di altri innocenti e uomini di legge che si erano opposti al suo impero criminale.</p><p><strong>MA CHI ERA TOTÒ RIINA?</strong></p><p><strong>Salvatore Riina</strong>, detto Totò<em>&nbsp;'u curtu</em>&nbsp;per via della bassa statura, nasce il<strong>&nbsp;16 novembre 1930</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Corleone</strong>&nbsp;(Palermo) da una famiglia poverissima che presto deve fare a meno anche del proprio capofamiglia.</p><p>Il padre<strong>&nbsp;Giovanni</strong>&nbsp;e il fratellino di Totò,&nbsp;<strong>Francesco</strong>&nbsp;(7 anni), muoiono infatti a causa dell'<strong>esplosione di una vecchia bomba americana</strong>&nbsp;che i Riina avevano trovato in campo e che volevano aprire per rivendere il metallo e la polvere da sparo. A tanto spingeva la fame e la miseria della gente di campagna in quegli anni.</p><p>Negli anni della gioventù, insieme agli amici&nbsp;<strong>Bernardo Provenzano</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Calogero Bagarella</strong>, si avvicina alla figura di&nbsp;<strong>Luciano Liggio</strong>, uno dei malavitosi locali affiliati al Dottor Michele Navarra, il boss della zona.</p><p>A soli 19 anni Totò viene condannato a 12 anni di reclusione per&nbsp;<strong>l'omicidio di un suo coetaneo</strong>, Domenico Di Matteo, ma nel 1956 viene già scarcerato e intraprende insieme a Liggio una&nbsp;<strong>sanguinosa lotta</strong>&nbsp;per impadronirsi del posto di Don Navarra a capo del potere criminale corleonese. Fino al 1963, Corleone diviene teatro di violenze e omicidi che vedono Don Navarra ed i suoi uomini&nbsp;<strong>eliminati uno ad uno</strong>.</p><p>Nel 1963&nbsp; è di nuovo dietro le sbarre. Durante un&nbsp; controllo stradale, la Polizia gli ha trovato addosso un'arma non dichiarata e dei documenti d'identità falsi. Nel 1969&nbsp;<strong>torna nuovamente libero</strong>&nbsp;per insufficienza di prove (dopo aver minacciato di morte i giudici e le loro famiglie) e la sua fama criminale oltrepassa i confini della piccola Corleone. Riina, Liggio e Provenzano infatti entrano in affari con le grandi famiglie palermitane di&nbsp;<strong>Cosa Nostra</strong>, la mafia siciliana, e nel 1969 sono direttamente coinvolti nella&nbsp;<strong>"Strage di Viale Lazio"</strong>&nbsp;comandata per punire con la morte il Boss "ribelle"&nbsp;<strong>Michele Cavataio</strong>.</p><p>Negli anni '70, Totò<em>&nbsp;u curtu</em>&nbsp;diventa Totò "la belva", grazie alla ferocia con cui si prende tutto ciò su cui si posano i suoi avidi occhi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 12:15:05 UTC</pubDate>
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         <title>GIOVANNI FALCONE</title>
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         <description><![CDATA[<p>Nato a Palermo il 18 maggio 1939, poi ucciso dalla mafia sempre a Palermo il 23 maggio 1992, all'età di 53 anni.</p><p>Suo padre si chiamava Arturo Falcone, la madre Luisa Bentivegna e le sorelle Anna e Maria Falcone.</p><p>È stato ucciso da Giovanni Brusca, su ordine di Totò Riina, con un'autobomba piazzata sotto l'autostrada Palermo-Trapani.  Nell'incidente, insieme a lui, sono morti anche la seconda moglie Francesca Morvillo e due uomini della scorta.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 12:21:34 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ARRESTO </title>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/dV4g0y1Y0d8?si=eEwepDMWoaGOjsRM">https://youtu.be/dV4g0y1Y0d8?si=eEwepDMWoaGOjsRM</a></p><p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/84XS4CH5cOk?si=22pCnZmQM2sK5Qsj">https://youtu.be/84XS4CH5cOk?si=22pCnZmQM2sK5Qsj</a></p><p>Cosa nostra ha ucciso 5000 persone contando anche gli stessi mafiosi.</p><p>Totò Riina venne imprigionato nel 41 bis di Parma.</p><p>Quando venne arrestato, al comando andò Bernardo Provenzano. Nel 1971, dopo aver già messo le mani su&nbsp;<strong>contrabbando</strong>,&nbsp;<strong>traffici di droga</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>appalti edili</strong>, fa uccidere il&nbsp;<strong>procuratore Pietro Scaglione</strong>, divenuto troppo "invadente".</p><p>Nel 1974 poi, Totò Riina prende il posto di Luciano Liggio, arrestato a Milano, all'interno della&nbsp;<strong>"Commissione"</strong>, l'organo decisionale composto dalle più importanti famiglie mafiose. Nel 1978 Riina ottiene l'espulsione dalla Commissione dell'ex alleato Tano Badalamenti e negli anni successivi a Palermo si scatena una vera&nbsp;<strong>guerra di mafia</strong>&nbsp;in cui Riina, Provenzano ed i loro scagnozzi riescono a fare piazza pulita dei vecchi boss.</p><p>Per proteggere il loro nascente impero mafioso, i Corleonesi uccidono chiunque si possa opporre alla loro scalata: vengono perciò trucidati i politici&nbsp;<strong>Piersanti Mattarella</strong>&nbsp;(1980) e&nbsp;<strong>Pio La Torre&nbsp;</strong>(1982), il&nbsp;<strong>giudice Rocco Chinnici</strong>&nbsp;(1984) ed il generale Carlo&nbsp;<strong>Alberto Dalla Chiesa</strong>&nbsp;(1982), inviato in Sicilia proprio per contrastare l'avanzata dei poteri mafiosi.</p><p><strong>DENTRO LO STATO</strong></p><p>La guerra di Riina e dei suoi però non viene combattuta solo con le armi.</p><p>I Corleonesi infatti riescono a farsi&nbsp;<strong>amici influenti</strong>&nbsp;all'interno dello stesso Stato Italiano: da&nbsp;<strong>Vito Cianciminio</strong>, corleonese come Riina e Provenzano e&nbsp; sindaco di Palermo nel 1971, fino a&nbsp;<strong>Salvo Lima</strong>, importante membro della&nbsp;<strong>Democrazia Cristiana </strong>(il partito italiano più potente di allora), molti politici finiscono per fare affari con&nbsp;<em>'zu Totò</em>.</p><p>Un grosso contributo allo smascheramento delle attività criminose di&nbsp; Cosa Nostra viene inaspettatamente da&nbsp;<strong>Tommaso Buscetta</strong>, ex-boss mafioso scappato in Brasile per sfuggire alla ferocia di Riina durante la "pulizia" dei vecchi capi. "Masino Buscetta" non si ritenne un pentito, ma avvelenato dall'uccisione di molti suoi amici e famigliari, rivela al giudice Falcone la struttura e le attività di Cosa Nostra.</p><p>Le dichiarazioni di Buscetta si dimostrano fondamentali per la condanna a&nbsp;<strong>numerosi ergastoli</strong>&nbsp;di Riina, Provenzano e degli altri mafiosi alla sbarra durante il&nbsp;<strong>Maxi Processo del 1992</strong>.</p><p>Riina e Provenzano, condannati "in contumacia", ma ancora a piede libero, organizzano infatti l'assassinio dei maggiori responsabili di quello smacco: in pochi mesi,&nbsp;<strong>sia&nbsp;</strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.focusjunior.it/scuola/storia/giovanni-falcone-un-eroe-italiano"><strong>Falcone</strong></a><strong>&nbsp;che&nbsp;</strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.focusjunior.it/scuola/storia/storia-di-paolo-borsellino/"><strong>Borsellino</strong></a><strong>&nbsp;</strong>muoiono in due tremendi attentati&nbsp;(la&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.focusjunior.it/scuola/storia/23-maggio-1992-strage-di-capaci-falcone/"><strong>Strage di Capaci</strong></a>&nbsp;e la&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.focusjunior.it/scuola/storia/la-strage-di-via-d-amelio-ricordiamo-paolo-borsellino-e-la-sua-vita-contro-la-mafia"><strong>Strage di Via d'Amelio</strong></a>)</p><p>Gli sforzi si quadruplicano e una caccia serrata stringe il cerchio attorno a Totò "la belva", che finalmente&nbsp;viene arrestato&nbsp;dai Ros dei Carabinieri&nbsp;<strong>il 15 gennaio 1993</strong>. Quello è l'ultimo giorno di libertà di Totò Riina, che viene condannato al carcere duro.</p><p><br/></p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 12:25:12 UTC</pubDate>
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         <title>COSA NOSTRA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Cosa Nostra è un'organizzazione criminale di tipo mafioso terroristico, presente in Sicilia e in altre parti del Mondo.</p><p>Questo termine oggi viene usato solo per la mafia siciliana, per distinguerle dalle altre associazioni mafiose. Il <strong>Rapporto Sangiorgi</strong> realizzato tra 1898 e 1900 dal questore di Palermo, <strong>Ermanno Sangiorgi</strong>, è l'insieme dei resoconti sulla mafia in Sicilia (31 resoconti contenenti il primo quadro completo dell'epoca su Cosa Nostra e il primo documento ufficiale che definisce la mafia come ORGANIZZAZIONE CRIMINALE basata su un giuramento).</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 12:32:17 UTC</pubDate>
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         <title>GIOVANNI FALCONE MAGISTRATO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Insieme al Pool Antimafia, una squadra creata per affrontare Cosa Nostra, è stato istituito il Maxiprocesso a Cosa Nostra con all'attivo 19 ergastoli, 2655 anni di reclusione e 346 condanne.</p><p>Falcone affermava che <em>L'importante non è stabilire se uno ha paura, è saper convivere con la paura e non farsi condizionare dalla stessa. </em></p><p><em>Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza".</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 12:42:23 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO II</title>
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         <description><![CDATA[<p>Alessio Martinelli, Francesco Peruzzi, Rebecca Cucurnia, Giorgia Marchetti, Chanel Baccelli, Riccardo Barbieri.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-16 10:08:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-02-17 08:13:00 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO I</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Vincenzo La Mattina, Michael Damiani, Anita Marconcini, Aurora Luna Salarpi, Martin Aliou Marlia, Cristina De Leo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-17 18:08:08 UTC</pubDate>
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         <title>DON PEPPE DIANA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p><em>Nel Sistema camorra l'omicidio risulta necessario, è come un versamento in banca, come l'acquisto di una concessionaria, come interrompere un'amicizia [...] Ma uccidere un prete, esterno alle dinamiche di potere, faceva galleggiare la coscienza. </em>(Roberto Saviano, Gomorra).</p><p><br/></p><p><strong>NASCITA E FORMAZIONE</strong></p><p>Giuseppe Diana nasce a Casal di Principe, in provincia di Caserta, da una famiglia di proprietari terrieri. Nel 1968 entra nel seminario di Aversa, in seguito frequenta la scuola media e il liceo classico. Successivamente continua gli studi teologici nel seminario di Posillipo, sede della Pontificia Facoltà teologica dell'Italia meridionale.</p><p><strong>IMPEGNO CIVILE</strong></p><p>Don Giuseppe Diana cerca di aiutare le persone nei momenti resi difficili dalla camorra, negli anni del dominio assoluto del Clan dei Casalesi, legata principalmente al boss Francesco Schiavone, detto "Sandokan". Gli uomini del clan controllano non solo i traffici illeciti, ma si sono anche infiltrati negli enti locali e gestiscono fette rilevanti di economia legale, tanto da diventare "camorra imprenditrice".</p><p><strong>DALL' AGGUATO ALLA MORTE</strong></p><p>Alle 7.20 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, mentre si accinge a celebrare la Messa, don Diana viene assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe. Un camorrista lo affronta con una pistola, 15 proiettili vanno tutti a segno: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo. Don Giuseppe Diana muore all'istante. L'omicidio, di puro stampo camorristico, fa scalpore in tutta Italia e in tutta Europa per la sua brutalità. Un messaggio di cordoglio è pronunciato da papa Giovanni Paolo II durante l'Angelus del 20 marzo 1994 </p><p><strong>COSA SCRISSE </strong></p><p>Lo scritto più noto di don Giuseppe Diana è la lettera <em>Per amore del mio popolo</em>, un documento diffuso a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Natale">Natale</a> del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1991">1991</a> in tutte le chiese di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Casal_di_Principe">Casal di Principe</a> e della zona aversana insieme ai parroci della foranìa di Casal di Principe, un manifesto dell'impegno contro il sistema criminale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-21 11:29:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il libro: &quot;Per questo mi chiamo Giovanni&quot; di Luigi Garlando.       </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il narratore è il padre di un bambino di 10 anni che si chiama Giovanni. Questo libro racconta la storia di Giovanni Falcone e il motivo per cui l'autore ha chiamato suo figlio Giovanni.  L'autore del testo porta il figlio Giovanni in  giro per Palermo, non in posti qualunque ma dove ha vissuto, ha trionfato e ha sofferto Giovanni Falcone.            </p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-21 11:41:22 UTC</pubDate>
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         <title>DON PINO PUGLISI</title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>NASCITA E FORMAZIONE</strong></p><p>Nacque il 15 settembre 1937 a Brancaccio, quartiere periferico di Palermo, cortile Faraone, da una famiglia modesta; il padre Carmelo era un calzolaio e la madre Giuseppa Fana era una sarta. Nel 1953, a 16 anni, entrò nel seminario arcivescovile di Palermo.</p><p><strong>IMPEGNO ECCLESIASTICO</strong></p><p>&nbsp;Il 12 luglio 1960, all'età di 22 anni, fu ordinato presbitero dall'allora arcivescovo di Palermo, il cardinale Ernesto Ruffini. Nel 1961 fu nominato vicario cooperatore presso la parrocchia del Santissimo Salvatore nella borgata di Settecannoli, limitrofa a Brancaccio, e successivamente rettore della chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi. Nel 1963 fu nominato cappellano presso l'orfanotrofio Roosevelt e vicario presso la parrocchia Maria Santissima Assunta a Valdesi, borgata marinara di Palermo. Fu in questi anni che padre Puglisi cominciò a maturare la sua attività educativa rivolta particolarmente ai giovani.</p><p><strong>CAUSA DELLA MORTE</strong></p><p>&nbsp;Il 15 settembre 1993, giorno del suo 56º compleanno, intorno alle 20:40 venne ucciso davanti al portone di casa, a Brancaccio, in piazzale Anita Garibaldi, traversa di viale dei Picciotti nella zona est di Palermo. Sulla base delle ricostruzioni, l'assassinio venne condotto con uno stile tipico delle esecuzioni mafiose: don Pino era arrivato a bordo della sua Fiat Uno di colore bianco e, sceso dall'automobile, si era avvicinato all'ingresso della sua abitazione, quando qualcuno lo chiamò e lui si voltò, mentre qualcun altro gli scivolò alle spalle e gli sparò un colpo di pistola alla nuca, uccidendolo all'istante. I funerali si svolsero il 17 settembre. </p><p><strong>COSA SCRISSE</strong></p><p>Don Pino Puglisi scrisse un libro intitolato: <em>Se ognuno fa qualcosa si può fare molto.</em></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-21 11:47:55 UTC</pubDate>
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         <title>PIO LA TORRE</title>
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         <pubDate>2025-02-21 12:10:27 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2025-02-21 12:24:54 UTC</pubDate>
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         <title>Se ognuno fa qualcosa si può fare molto</title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Il libro parla dei mafiosi  che uccidono un cristiano per far tacere la voce della sua fede, la vittima è un martire come le vittime del nazismo e del franchismo, come i missionari trucidati in Africa</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-21 12:43:31 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2025-02-28 12:15:46 UTC</pubDate>
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         <title>PAOLO BORSELLINO</title>
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         <title>GRUPPO III</title>
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         <description><![CDATA[<p>Gabriele Brocchini, Margherita Miceli, Rebecca Azzarello, Oreste Gravante, Gabriel Schipani, Anna Pratelli. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-28 12:36:54 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO IV</title>
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         <description><![CDATA[<p>Samuele Bonuccelli, Azzurra Lucchesi, Agnese Gavellotti, Bryan Cornia, Alessandro Paoli, Emma Cardelli.</p>]]></description>
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