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      <title>&#39;&#39;Primo Levi tra chimica e letteratura&#39;&#39; by Aestheticangel</title>
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      <description>Fatto con un tocco di empatia.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-02-16 15:20:04 UTC</pubDate>
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         <title>La bambina di Pompei.</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[<div>La poesia di Primo Levi ''La bambina di Pompei'', è una poesia che credo sia dedicata ai bambini, come ''La bambina di Hiroshima'' <br>''Anna Frank''<br>Sono tutte ragazze che, oggi, potevano essere qualcuno, di importante o meno, ma se non fosse stato per la cattiveria degli uomini, i loro talenti sarebbero ancora presenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-16 15:34:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[Primo Levi
La bambina di Pompei



Poiché l'angoscia di ciascuno è la nostra
ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
che ti sei stretta convulsamente a tua madre
quasi volessi ripenetrare in lei
quando al meriggio il cielo si è fatto nero.

Invano, perché l'aria volta in veleno
è filtrata a cercarti per le finestre serrate
della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
lieta già del tuo canto e del tuo timido riso.

Sono passati i secoli, la cenere si è pietrificata
a incarcerare per sempre codeste membra gentili.

Così tu rimani fra noi, contorto calco di gesso,
agonia senza fine, terribile testimonianza
di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.

Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
la sua cenere muta è stata dispersa dal vento,
la sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.

Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli.

Vittima sacrificata sull'altare della paura.

Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
tristi custodi segreti del tuono definitivo,
ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.

Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.

20 novembre 1978

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         <pubDate>2021-02-16 15:49:40 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;inizio; la bomba nucleare.</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mentre la Russia lavorava nella lavorazione della bomba nucleare Albert Einstein viaggiò in America per riferire al presidente degli USA ciò che accadeva in Germania, per fare vedere che l'America poteva attaccare indietro con la stessa arma.<br>Un enorme aiuto che fece riuscire ad non fare arrivare le informazioni della bomba nucleare fu la figlia della stessa Marie Curie, Irene Joliot-Curie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 15:08:05 UTC</pubDate>
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         <title>Joliot Curie.</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 15:22:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
         <link>https://padlet.com/aestheticameliapizzurro/yr5trdigfrwsueer/wish/1211546277</link>
         <description><![CDATA[<div>Figlia primogenita di Pierre e Marie Curie, sorella di Ève Curie. Irène sposò il 9 ottobre 1926 il fisico Frédéric Joliot dal quale ebbe due figli, divenuti anche loro scienziati, Hélène Langevin-Joliot (1927), fisica nucleare, e il biochimico Pierre Joliot (1932). Entrambi i coniugi vennero insigniti nel 1935 del Premio Nobel per la chimica per la scoperta della radioattività artificiale.<br><br>Durante la prima guerra mondiale, insieme con la madre Marie, prestò servizio presso gli ospedali da campo istituiti dalla stessa madre, assistendola nell'esecuzione di lastre ai raggi X per i feriti di guerra. La tecnologia ancora non molto sviluppata le espose però a grandi dosi di radiazioni. Terminata la guerra Irène tornò a Parigi a studiare all'Istituto del Radio (Istituto Curie), struttura fondata dai suoi genitori, arrivando a conseguire il dottorato in scienze nel 1925.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 15:26:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
         <link>https://padlet.com/aestheticameliapizzurro/yr5trdigfrwsueer/wish/1211565486</link>
         <description><![CDATA[<div>Dal 1928 Irène e Frédéric unirono i loro studi e conoscenze nell'ambito dei nuclei atomici arrivando a identificare sperimentalmente sia il positrone che il neutrone, benché non siano riusciti a interpretare i risultati della scoperta che fu successivamente legata ai nomi rispettivamente di Carl Anderson e James Chadwick. È nel 1934 che Irène e Frédéric faranno la scoperta che li porterà alla vittoria del Nobel e li renderà famosi: sulla base del lavoro di Marie e Pierre Curie, che isolarono alcuni elementi radioattivi naturali, riuscirono a effettuare la trasmutazione di alcuni elementi (quali boro, alluminio e magnesio) in isotopi radioattivi sintetici. Questa originale scoperta sarà successivamente destinata a spianare la strada allo sviluppo della sintesi di radioisotopi, che risulteranno di importante applicazione in ambiti quale quello medico.<br><br>Irène morì di leucemia, causata dalla forte e prolungata esposizione a radiazioni ionizzanti dovuta al suo lavoro, il 17 marzo 1956 a Parigi. Due anni dopo per le stesse cause morì anche suo marito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 15:30:45 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia.</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 15:31:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Nel 1926 sposò il fisico Frédéric Joliot e con lui iniziò una proficua attività di ricerca: insieme scoprirono nuovi elementi radioattivi, ottenuti bombardando elementi non radio attivi con particelleα. Questa scoperta, pubblicata nel lavoro Production artifici elle d&#39;éléments radioactifs. Preuve chimique de la transmutation des éléments valse loro, nel 1935, il Premio Nobel per la chimica. Qualche anno dopo Irène ottenne una cattedra alla Sorbona. E&#39; di questi anni un sempre maggiore impegno politico della coppia, che si iscrisse al Partito Socialista e accettò un incarico presso il Ministero della Scienza e della Ricerca nel governo del Fronte Popolare di Sinistra. Sul fronte della ricerca, i coniugi Joliot iniziarono a lavorare sui prodotti generati dal bombardamento dell&#39;uranio con neutroni, ma ben presto si rifiutarono di pubblicare i risultati di queste ricerche, perché ne intuirono l&#39;importanza per la costruzione della bomba atomica. Dopo la seconda guerra mondiale, Irène si dedicò principalmente all&#39;insegnamento e fu molto attiva nel movimento pacifista e in quello femminista. Morì di leucemia nel 1956</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <pubDate>2021-02-17 15:38:04 UTC</pubDate>
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         <title>Ricerche non pubblicate...</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <pubDate>2021-02-17 15:38:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <pubDate>2021-02-17 15:50:49 UTC</pubDate>
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         <title>1935</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <pubDate>2021-02-17 15:51:52 UTC</pubDate>
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         <title>Primo Levi </title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <pubDate>2021-02-17 16:00:03 UTC</pubDate>
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         <title>Se questo è un uomo</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Libro letto insieme al progetto Primo Levi tra letteratura e scienza;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 16:02:03 UTC</pubDate>
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         <title>Auschwitz;</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[Se questo è un uomo è un'opera memorialistica di Primo Levi scritta tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947. Rappresenta la coinvolgente ma meditata testimonianza di quanto vissuto dall'autore nel campo di concentramento di Auschwitz. Levi sopravvisse infatti alla deportazione nel campo di Monowitz, lager satellite del complesso di Auschwitz e sede dell'impianto Buna-Werke proprietà della I.G. Farben.]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 16:23:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[Il 22 febbraio 1944, Levi e altri 650 ebrei, donne e uomini, vennero stipati su un treno merci (oltre 50 persone in ogni vagone) e destinati al campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Levi fu qui registrato (con il numero 174.517) e subito condotto al campo di Buna-Monowitz, allora conosciuto come Auschwitz III, dove rimase fino alla liberazione da parte dell'Armata Rossa, avvenuta il 27 gennaio 1945. Fu uno dei venti sopravvissuti dei 650 ebrei italiani arrivati con lui al campo.]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 16:31:51 UTC</pubDate>
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         <title>U L I S S E</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <title>PER OMERO</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <title>PER DANTE</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <title>Ulisse della IIID</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <title>Ulisse nell&#39;inferno;</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dante non vedeva Ulisse come un eroe totalmente completo u esemplare, benché lo riteneva superbo ovvero; non apprezzava il fatto che la fede di Ulisse fosse una fede terrena, una fede non divina, ed infatti Ulisse non sperava in un dio per le sue avventure, ma invece era credente nei suoi amici nella sua conoscenza e abilità.<br>Dante farà morire Ulisse in barca nel suo viaggio oltre il confine alle colonne d'Ercole, e lo porrà presso l'8 cerchio, quello dei non credenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-23 07:38:10 UTC</pubDate>
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         <title>Ulisse di Itaca;</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ulisse, per Omero, è un eroe magnifico, intelligente ed furbo.<br>Nell'Iliade Ulisse torna a Itaca dopo il lungo viaggio per ritornare da Penelope ed uccidere i principi che si recavano nel castello come fosse di loro propietà.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-23 07:45:32 UTC</pubDate>
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         <title>R E C E N S I O N I</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <pubDate>2021-04-26 16:54:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[La Commedia di Dante ha influenzato anche molti scrittori e quello più importante del Novecento è Primo Levi. Nel libro troviamo innumerevoli riferimenti a Dante e la sua Commedia, ma anche dell’Ulisse dantesco, infatti, c’è un capitolo intitolato «Il canto di Ulisse» in cui Levi racconta al Pikolo del Kommando , che era venuto nella cisterna che stava raschiando levi dal terriccio per portare a lui e a i suoi compagni probabilmente degli attrezzi, come era strutturata la Divina Commedia, ma in particolare si sofferma sull’inferno, quindi gli spiega com’è distribuito, la legge del contrappasso, e gli racconta il XXVI canto di esso «Il canto di Ulisse».]]></description>
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         <pubDate>2021-04-28 15:20:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <pubDate>2021-04-28 15:22:31 UTC</pubDate>
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         <title>PER PRIMO LEVI</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <pubDate>2021-04-28 15:24:59 UTC</pubDate>
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         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[Jean è un compagno di prigionia di Levi a cui i Tedeschi hanno affidato l’incarico di “Pikolo”. Il “Pikolo”aveva diverse incombenze fra cui quella di prelevare e trasportare il rancio per il proprio gruppo di internati. Trasportare la marmitta piena di zuppa era un lavoro troppo pesante per una persona sola per cui, di volta in volta, Jean poteva scegliere una persona disposta ad aiutarlo Un giorno sceglie Primo Levi.

Durante il percorso che va dalla cisterna interrata alle cucine dove Jean e Primo si devono recare per riempire la marmitta, Primo tiene al suo amico una lezione. Jean, che già parla perfettamente il francese e il tedesco perché ha origini alsaziane, chiede al suo amico di insegnargli l’italiano. Levi è ben contento e decide di utilizzare, come primo approccio il canto XXVI dell’Inferno della Divina Commedia, quello di Ulisse. Per quanto la scelta paia strana e poco adatta per insegnare una lingua straniera ad un principianti, il canto servirà per fare una riflessione sulla condizione dei deportati in un campo di concentramento.
Prima di commentare il passo, è utile ricordare il canto di Dante che parla di Ulisse.
Nell’ottava bolgia ogni fiamma porta al suo interno un peccatore: i consiglieri fraudolenti, coloro che usarono l'intelligenza per ingannare i propri simili. Ulisse è qui condannato, perché era stato l’artefice dell’inganno del cavallo di Troia. Su richiesta di Virgilio per conto di Dante, Ulisse inizia il racconto della sua morte.
Dopo aver lasciato la maga Circe, Ulisse, spinto dalla sete di conoscenza raccoglie un piccolo gruppo di vecchi compagni e salpa con una nave.
Giunti alle colonne d'Ercole (lo stretto di Gibilterra), egli incita i suoi marinai a superarle dicendo loro:
fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza. L'imbarcazione procede il viaggio e giunge alla montagna del Purgatorio. Qui un turbine di vento investe la nave, che fa naufragio.
Ulisse rappresenta la volontà di conoscere che è la qualità essenziale dell'uomo moderno; una vita priva di questo desiderio costituisce un'esperienza degna solo di un’animale.
Il ricordo di Dante fa risalire in superficie la memoria della vita vissuta fino ad ora da Jean e Primo (le montagne, il mare), che la logica dello sterminio nazista cerca in tutti i modi di annullare, riducendo gli uomini solo ad un numero di matricola, arrivando così ad annientare la dignità umana. E’ così che il XXVI canto dell’Inferno, fa affiorare l’identità profonda dell’io umano, salvando i ricordi. In pratica il canto di Ulisse serve ai due internati per ritrovare se stessi in quell’abisso del nulla costituito dal campo di concentramento.
L’invito che Ulisse rivolge ai compagni prima di sparire oltre le Colonne d’Ercole davanti alla montagna del Purgatorio è molto significativo a questo proposito: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.” Riportando il verso dantesco “fatti non foste a viver come bruti”, Levi condanna la malvagità del sistema dei campi di concentramento che miravano proprio a ridurre gli uomini allo stato animale e sottolinea lo scopo più nobile che l’uomo deve perseguire nella sua vita: inseguire virtute e canoscenza.Tuttavia esiste una notevole differenza fra l’Ulisse di Dante e l’Ulisse di Primo Levi anche perché la concezione del mondo non è la stessa.
Per Dante, Ulisse non è illuminato dalla Grazia di Dio e spingendosi oltre le colonne di Ercole, egli ha compiuto un atto di superbia e il suo percorso viene definito un “folle volo”, lontano dai disegni della Provvidenza. Dante contrappone al viaggio orizzontale di Ulisse (un viaggio geografico, spaziale) il proprio viaggio, che è invece verticale (come verticale è tutta la struttura della Commedia, cioè tesa verso il vertice ultimo che è Dio);
Per Levi, al contrario, il viaggio di Ulisse non è folle, anzi è un appello alla dignità attiva della ragione umana anche in condizioni estreme in cui si trovano Primo e Jean. Recuperando la propria dimensione razionale, i deportati, costretti a vivere come bruti, riacquistano la loro dignità umana. D’altra parte Primo Levi ha una visione laica del mondo che esclude ogni richiamo alla Provvidenza divina.
Il naufragio di Ulisse richiama il naufragio di Primo e di Jean: i due internati, grazie a Dante, hanno per un attimo ritrovato la loro dignità umana che tuttavia, subito dopo, viene nuovamente sommersa dalla realtà di Auschwitz con tutte le sofferenze e la triste realtà quotidiana.
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         <pubDate>2021-04-28 15:29:19 UTC</pubDate>
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         <title>Angelia (elemento inventato da noi)</title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Angelia è l'elemento più recentemente trovato in Sicilia, nella Grotta del Gelo, una grotta vulcanica dell'Etna. Questo elemento ha una grande resistenza alle temperature basse come quelle della grotta vulcanica chiamata così per la sua presenza di ghiaccio. Questo elemento venne ritrovato da due esploratori in ricerca di diamanti e materie prime preziose, e perciò non fecero attenzione ad Angelia. Tempo dopo venne ritrovato da una coppia di scienziati siciliani che lo portarono in laboratorio e al scoprire che non aveva nessuna caratteristica comune ne vista nella tavola periodica degli elementi portarono la loro scoperta all'International Union of Pure and Applied Chemistry che certificò il nuovo elemento, ci furono certe contradizioni con i primi esploratori che richiesero il riconoscimento della scoperta, ma non gli fu concessa. La coppia riscontrò molte caratteristiche importanti di Angelia come per esempio il suo accurato procedimento per fondersi con altri elementi, il minimo sbaglio è capace di mandare in aria l'intera procedura. Un'altra delle sue caratteristiche è la sua capacità di fondersi con gli elementi opposti, addirittura meglio di elementi simili. Anche se Angelia venne scoperta in Sicilia è presente in molte zone italiane. Il suo colore principale è il ''Russet'' una tonalità di marrone molto complicata da ottenere anche se in diversi procedimenti riceve molte tonalità del marrone, un colore indicato direi, il marrone è il colore della terra fertile, la vita terrestre, ma anche il colore della morte spirituale, della rinuncia, azzeccato azzarderei dire.<br>E' estremamente delicato ma in certe variazioni della temperatura diventa più pesante e duro dell'astato (elemento n'85).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-09 17:45:13 UTC</pubDate>
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         <title>La Bambina di Hitler </title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo libro di Matt Killeen&nbsp; con tre edizioni diverse e la finale pubblicata nel luglio 2020 dalla casa editrice Garzanti. Quella di Sarah ; la protagonista di questa storia, è una dimostra di coraggio e determinazione. Sarah ha solo 15 anni quado la sua vita verrà completamente stravolta. La madre muore in un incidente automobilistico mentre provavano ad sorpassare il fronte della Germania, Sarah riesce a sopravvivere, insieme alla voce della madre nella sua testa che le ricorda che è viva e che deve continuare a sopravvivere. 'E il 28 agosto 1939, mancano pochi giorni allo scoppio della guerra e i nazisti sorvegliano ogni parte del paese per non lasciare fuga a nessun ebreo. Per loro come Sarah non c'è scampo ma anche in una situazione di disperazione Sarah trova una mano amica. La spia britannica che strinse un patto con lei che incontra la ragazza e decide di aiutarla a sorpassare il fronte in cambio di aiutarla nella sua missione. Sarah accetta e si intrufola in un collegio tedesco diventando amica di una ragazzina figlia di una famiglia che aveva stretti contatti con Hitler. Ma più indaga e più viene a conoscenza di oscure informazioni, ma deve trovare il coraggio e andare avanti.<br>In questo libro si vede qualcosa di insolito, perché Sarah ama il suo paese e farà di tutto per proteggerlo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-09 18:04:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aestheticameliapizzurro</author>
         <link>https://padlet.com/aestheticameliapizzurro/yr5trdigfrwsueer/wish/1506777042</link>
         <description><![CDATA[<div>Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987) è stato uno scrittore italiano, autore di racconti, memorie, poesie, saggi e romanzi.<br><br>Partigiano antifascista, il 13 dicembre 1943 venne arrestato dai fascisti in Valle d'Aosta, venendo prima mandato in un campo di raccolta a Fossoli e, nel febbraio dell'anno successivo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz in quanto ebreo. Scampato al lager, tornò in Italia, dove si dedicò con impegno al compito di raccontare le atrocità viste e subite.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-09 18:28:30 UTC</pubDate>
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