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      <title>La città di San Cataldo by </title>
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      <description>Scopriamo insieme la città di San Cataldo </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-29 15:28:07 UTC</pubDate>
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         <title>La storia</title>
         <author>eleonora_falzoni</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>L'attuale centro abitato ha origini relativamente recenti. Fu una <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Baronia">baronia</a>, poi <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Comune_(Italia)">comune</a>, fondata dal principe Nicolò Galletti nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1607">1607</a>, richiedendone il 18 luglio la licenza dal <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Re_di_Sicilia">Re di Sicilia</a> <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Filippo_III_di_Spagna">Filippo III</a> (<em>licenza vox populandi</em>). La licenza consentiva di edificare e popolare l'antico casale Calironi (in siciliano <em>Caliruni</em> e in greco <em>Kalyroon</em>), sito all'interno della baronia di Fiumesalato. I motivi che spinsero il principe alla richiesta furono di natura politica, in quanto si ottenevano titoli e privilegi e si acquistava il diritto di sedere nel "braccio" militare del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Parlamento_siciliano">Parlamento siciliano</a>. Anche l'aspetto economico certamente rivestì un ruolo non marginale.<br><br></div><div><br>Il borgo si popolò grazie all'immigrazione dai paesi vicini, come <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sutera">Sutera</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Mussomeli">Mussomeli</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Petralia">Petralia</a>, e anche da quelli più distanti, come <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gangi">Gangi</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Enna">Castrogiovanni</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Caltanissetta">Caltanissetta</a>. Il borgo prese il nome da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/San_Cataldo_vescovo">San Cataldo</a>, già venerato nella baronia di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gagliano_Castelferrato">Gagliano Castelferrato</a>, in passato posseduta dalla famiglia <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Galletti">Galletti</a>. È possibile che inoltre il principe desiderasse ingraziarsi il re, il quale era devoto al santo, o che desiderasse ricordare il passaggio del santo per quelle terre.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-29 15:29:13 UTC</pubDate>
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         <title>Luoghi di interesse </title>
         <author>eleonora_falzoni</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Sorge nella zona alta della Città. Fu edificato nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1854">1854</a> e vi si svolge la "Scinnenza" durante i riti della Settimana Santa, durante la quale, nella sera del venerdì santo, viene rappresentata la crocifissione e la morte di Gesù. Dotato di una grandissima scalinata, vi si tengono manifestazioni di ogni genere: festival, sfilate ed esibizioni teatrali e altro ancora.<br><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/2007">2007</a> sono iniziati i lavori di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Restauro">restauro</a> ad opera della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Caltanissetta">Caltanissetta</a>, terminati <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/2010">2010</a> con l'installazione di 18 bassorilievi in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ceramica">ceramica</a>delle dimensioni di metri 1,60 x 2, dei quali 14 istoriati con i tradizionali episodi della <em>Via Crucis</em>e <em>Via Lucis</em>. I bassorilievi sono stati realizzati da 18 scuole ceramiste <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Italia">Italiane</a>, facenti parte dell'<em>Associazione Italiana Città della Ceramica</em>, che ha sede nella città romagnola di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Faenza">Faenza</a> e con la quale l'Amministrazione comunale di San Cataldo ha sottoscritto un protocollo d'intesa. Al progetto hanno partecipato anche gli studenti dei due Istituti d'Arte di San Cataldo: lo statale "Filipo Juvara" e il regionale "Rosario Livatino".<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-29 15:31:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>eleonora_falzoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-11-29 15:34:32 UTC</pubDate>
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