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      <title>L&#39;età delle Signorie (1350-1550) - 1C by Monica Petronio</title>
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      <description>La vita nelle corti italiane</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-12-12 08:55:27 UTC</pubDate>
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         <title>Artisti a corte a Firenze</title>
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         <description><![CDATA[<p>A servizio delle corti non lavoravano solo pittori, ma anche scultori. Tra gli artisti più noti abbiamo Donatello, Botticelli e Buonarroti. </p><p><br></p><p>Donato di Nicolò di Betto Bardi, noto come <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.histouring.com/data/cch/addon_image/625600x600crop/Donato%20di%20Niccol%20di%20Betto%20Donatello.png"><strong>Donatello</strong></a>, è uno scultore, un pittore e un architetto. </p><p>Nozioni sulla <strong><em>vita</em></strong></p><ul><li><p>Firenze 1386-1446.</p></li><li><p>Considerato il padre del rinascimento fiorentino insieme a Filippo Brunelleschi e Masaccio.</p></li><li><p>Per un periodo della sua vita si trasferisce a Roma (1402-1404).</p></li></ul><p>Commissioni da parte della <strong><em>famiglia de' Medici</em></strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1b/Florenz_-_Bargello_2014-08-09r.jpg/1200px-Florenz_-_Bargello_2014-08-09r.jpg">David</a>: in bronzo, che rappresenta virtù civiche e il trionfo della ragione sulla forza bruta e sull'irrazionalità.</p></li></ul><p>Commissioni a <strong><em>Padova</em></strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.clubcavalloitalia.it/wp-content/uploads/2024/03/14000240-1024x783.jpg">Equestre di Gattamelata</a>: commissionata da un condottiero condottiero e capo di Ventura italiano, Erasmo da Narni, ed ha una forte espressività. </p></li></ul><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/23/Portrait_of_a_Man_with_a_Medal_of_Cosimo_the_Elder_-_Sandro_Botticelli.jpg/220px-Portrait_of_a_Man_with_a_Medal_of_Cosimo_the_Elder_-_Sandro_Botticelli.jpg"><strong>Sandro Botticelli</strong></a> è un pittore e decide di intraprendere un percorso filosofico.</p><p>Nozioni sulla <strong><em>vita</em></strong></p><ul><li><p>Firenze 1445-1510.</p></li><li><p>Segue lezioni nella bottega da Filippo Lippi e presso Andrea Verrocchio si confronta anche con Leonardo da Vinci.</p></li><li><p>Nel 1470 apre una propria bottega.</p></li></ul><p>Commissioni da parte della <strong><em>famiglia de' Medici</em></strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/61/El_nacimiento_de_Venus%2C_por_Sandro_Botticelli.jpg/1200px-El_nacimiento_de_Venus%2C_por_Sandro_Botticelli.jpg">Nascita di Venere</a>: simbolo di ricerca di perfezione e bellezza classica.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3c/Botticelli-primavera.jpg/1200px-Botticelli-primavera.jpg">La Primavera</a>: vuole simboleggiare la fioritura della primavera e della natura.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ab/Botticelli%2C_adorazione_dei_magi_uffizi.jpg/1200px-Botticelli%2C_adorazione_dei_magi_uffizi.jpg">L’Adorazione dei Magi</a>: rappresentazione dei magi e di alcuni membri della famiglia de' Medici. </p></li></ul><p>Il percorso <strong><em>filosofico</em></strong></p><ul><li><p>Filosofia neoplatonica</p></li></ul><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.theartpostblog.com/wp-content/uploads/2017/09/ritratto-di-Michelangelo-di-Daniele-da-Volterra.jpg"><strong>Michelangelo Buonarroti</strong></a> è un architetto e uno scultore</p><p>Nozioni sulla <strong><em>vita</em></strong></p><ul><li><p>Caprese 1475-Roma 1564. </p></li><li><p>Trascorre la maggior parte della sua vita a Firenze. </p></li></ul><p>Commissioni da parte della <strong><em>famiglia de' Medici</em></strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9d/David_di_Michelangelo.jpg/360px-David_di_Michelangelo.jpg">David</a>: simbolo della città di Firenze.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ2K7i0wW3W-eu2dyIs4Xy9env_muQBiIWkZA&amp;s">Tombe funebri di Lorenzo de' Medici e Giuliano de' Medici</a>: è un esempio di fusione tra architettura e scultura</p></li></ul><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-07 16:21:45 UTC</pubDate>
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         <title>Fatti storici a Venezia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Venezia fu l'unico Stato italiano a potersi paragonare alle grandi potenze nazionali europee, grazie alle sue solide istituzioni e alla sua egemonia commerciale. </p><p><br/></p><p>Dal 1297, infatti, la forma di governo era divenuta un'<strong>oligarchia</strong> in cui le famiglie più importanti avevano il diritto ereditario di prender parte al <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c7/Antonio_Diziani_-_The_Sala_del_Maggior_Consiglio%2C_Doge%27s_Palace_-_WGA06352.jpg">Maggior Consiglio</a>. </p><p><br/></p><p>La città inoltre, manteneva la sua <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.gedistatic.it/content/gedi/img/limesonline/www/2020/11/Limpero_di_Venezia_noto1020.jpg"><strong>potenza commerciale</strong> sul Mediterraneo</a> e aveva il controllo delle coste istriane e dalmate. </p><p><br/></p><p>Proprio per il predominio sugli scambi con l'Oriente, la città dovette affrontare a metà del Trecento la sua <strong>rivale Genova</strong>, in due guerre distinte: la seconda (1378-1381), nota come <strong>Guerra di Chioggia</strong>, vide l'assedio genovese sulla laguna veneziana e l'occupazione dell'isola di Chioggia, e contemporaneamente la minaccia da nord da parte degli Asburgo e del re di Ungheria. L'epilogo fu la <strong>Pace di Torino</strong> del 1381, dove Venezia tornò alla sua posizione egemone.</p><p><br/></p><p>Venezia, per estendere gli scambi commerciali in territorio padano, attuò una politica espansionistica: tra il 1404 e il 1428, ampliò i suoi domini fino a diventare il <strong>più grande Stato</strong> territoriale italiano (conquistò città come Padova, Vicenza, Verona, Brescia e Bergamo), lasciando ampie autonomie ai sudditi e ottenendo il vicariato imperiale nel 1435.</p><p><br/></p><p>Il controllo dei territori padani causò <strong>conflitti tra Venezia e Milano: </strong></p><p>1) Venezia, guidata da Francesco Bussone (il Carmagnola), e alleatasi con Firenze, sconfisse Milano nella <strong>battaglia di Maclodio</strong> del 1427 </p><p>2) Un'inaspettata alleanza di Filippo Maria Visconti, a capo di Milano, con gli <strong>Aragonesi</strong>, consentì loro di riunificare Napoli con la Sicilia e la Sardegna, mentre Venezia, Genova e Firenze, si erano schierate con i rivali Angioini</p><p>3) La contrapposizione tra gli Stati italiani si rinasprì nel 1450 durante la lotta per la <strong>successione al Ducato di Milano,</strong> che vide coinvolti Venezia, gli Asburgo, gli Angioini e gli Aragonesi, alleatisi contro Francesco Sforza</p><p>4) Nel 1454 si raggiunse un accordo con la <strong>Pace di Lodi</strong>, che fissava il limite dei territori veneziani all'Adda e garantiva la successione di Francesco Sforza</p><p><br/></p><p>Si formò anche la <strong>Santissima lega</strong>, tra Venezia, Milano, Firenze, Roma e Napoli, con la quale si aprì un lungo periodo di pace ed equilibrio </p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-10 09:55:49 UTC</pubDate>
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         <title>Ritratti di famiglia a Firenze</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>La famiglia de’ Medici</strong></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6b/Pontormo_-_Ritratto_di_Cosimo_il_Vecchio_-_Google_Art_Project.jpg/375px-Pontormo_-_Ritratto_di_Cosimo_il_Vecchio_-_Google_Art_Project.jpg"><strong>Il ritratto di Cosimo il Vecchio</strong></a></p><p><strong><em>Storia</em></strong>:</p><ul><li><p>Olio su tavola.</p></li><li><p>Realizzato tra il 1519-1520.</p></li><li><p>Realizzato da Pontormo.</p></li><li><p>Richiesto da Goro Gheri.</p></li><li><p>Oggi è situato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.</p></li></ul><p><strong><em>Caratteristiche</em></strong>:</p><ul><li><p>Ritrae di profilo Cosimo il Vecchio.</p></li><li><p>La berretta e l'abito sono di pesante lana rossa.</p></li><li><p>Le mani sono giunte.</p></li><li><p>Rappresentazione allegorica di un ramo d'alloro spezzato a sinistra.</p></li><li><p>Rappresentazione di un cartiglio attorno al ramo d'alloro.</p></li></ul><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.datocms-assets.com/103094/1688664777-1586416555759319-2-vasari-magnifico.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;cs=srgb&amp;dpr=0.75&amp;max-w=480000"><strong>Ritratto di Lorenzo il Magnifico</strong></a></p><p><em>Storia</em>:</p><ul><li><p>Olio su tavola.</p></li><li><p>Realizzato tra il 1533-1534.</p></li><li><p>Realizzato da Giorgio Vasari.</p></li><li><p>Richiesto da Ottaviano de' Medici su esortazione del duca Alessandro.</p></li><li><p>Oggi è situato nella Galleria degli Uffizi.</p></li></ul><p><strong><em>Caratteristiche</em></strong>:</p><ul><li><p>Lorenzo il Magnifico è raffigurato in abiti domestici, foderati da una pelliccia.</p></li><li><p>Si appoggia a una lastra in marmo che raffigura una maschera in basso rilievo.</p></li><li><p>Iscrizione latina:&nbsp;&nbsp;Come i miei avi fecero con me, anch’io con la mia virtù&nbsp;illuminerò&nbsp;il cammino dei miei posteri.</p></li><li><p>Al di sopra del pilastro è presente una lanterna.</p></li><li><p>È presente anche un’altra iscrizione latina: La virtù sottomette i vizi.</p></li><li><p>Alla bocca del vaso&nbsp;è unita a un’altra maschera.&nbsp;</p></li></ul><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-11 08:17:41 UTC</pubDate>
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         <title>Artisti a corte a Venezia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Durante il Rinascimento, Venezia si distinse come uno dei <mark>centri artistici più fiorenti</mark> d'Italia. I patrizi veneziani, in particolare, erano grandi <mark>committenti di opere</mark> d'arte, spesso per ornare le loro dimore e chiese. Tra gli artisti più noti abbiamo: </p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/11/Giovanni_Bellini_Felt%C3%A9telezett%C3%96narck%C3%A9peKJ.jpg"><strong>Giovanni Bellini</strong> </a>(c. 1430-1516): padre della scuola veneziana, divenne pittore di corte San Giovanni di Malta e fu il maestro di molti artisti, come Tiziano. Le sue opere, come <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.attivarte.it/media/k2/items/cache/8b6e33345ac8d5ffd9cf0d107a7d9e9d_XL.jpg?t=20220612_164212"><mark>"</mark><em><mark>Madonna col Bambino</mark></em><mark>"</mark></a>e "<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/08/Giovanni_Bellini_St_Francis_in_Ecstasy.jpg"><em><mark>San Francesco in meditazione</mark></em></a><mark>"</mark>, sono celebri per la morbidezza dei toni e la profondità emotiva, spesso avevano una forte componente religiosa.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3b/Self-portrait_of_Titian.jpg/640px-Self-portrait_of_Titian.jpg"><strong>Tiziano Vecellio</strong></a> (c. 1488-1576): Tiziano è considerato uno dei più grandi pittori del Rinascimento, noto per i suoi ritratti e per i suoi affreschi monumentali. Opere come <mark>"Ve</mark><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/ba/Tizian_102.jpg/800px-Tizian_102.jpg"><em><mark>nere di Urbino</mark></em></a><mark> "</mark> e <mark>"</mark><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d2/Carlos_V_en_M%C3%BChlberg%2C_by_Titian%2C_from_Prado_in_Google_Earth.jpg/800px-Carlos_V_en_M%C3%BChlberg%2C_by_Titian%2C_from_Prado_in_Google_Earth.jpg"><em><mark>Ritratto di Carlo V</mark></em></a><mark>"</mark> mostrano la sua abilità nel ritrarre la realtà con un realismo sorprendente, ma anche con una sensualità e una potenza visiva che evidenziano il potere e la maestosità del soggetto. Titiano fu pittore di corte per diversi sovrani, tra cui Carlo V, e le sue opere riflettono anche il cambiamento dei gusti e l'evoluzione della ritrattistica rinascimentale.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/04/Paolo_Veronese_-_AUTORITRATTO_-_Museo_dell%27Ermitage.jpg"><strong>Paolo Veronese </strong></a>(c. 1528-1588): Famoso per i suoi vasti cicli decorativi, come quelli realizzati per i palazzi nobili e le chiese di Venezia, tra cui il celebre <mark>"</mark><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/61/Paolo_Veronese_-_Supper_in_Emmaus_-_WGA24854.jpg/800px-Paolo_Veronese_-_Supper_in_Emmaus_-_WGA24854.jpg"><em><mark>Cena in Emmaus</mark></em></a><mark>"</mark> e <mark>"</mark><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://mcarte.altervista.org/wp-content/uploads/2014/11/Veronese_The_Marriage_at_Cana_15631.jpg"><em><mark>Le Nozze di Cana</mark></em></a><mark>"</mark>. Le sue opere sono caratterizzate da una grandiosità monumentale, una raffinata eleganza nei dettagli e una spettacolare ricchezza cromatica. I suoi dipinti celebrano la bellezza e il lusso, ma anche la magnificenza delle cerimonie e dei festeggiamenti nobiliari, spesso con scene di festeggiamenti trionfali e religiosi.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://www.arte.it/foto/600x450/02/85373-Tintoretto_Autoritratto.jpg"><strong>Tintoretto</strong></a> (c. 1518-1594): Tintoretto, rinomato per il suo stile drammatico, è spesso considerato uno degli ultimi grandi artisti della scuola veneziana. Le sue opere, come <mark>"</mark><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.gioiellinascostidivenezia.it/wp-content/uploads/2018/07/Jacopo-Tintoretto-Il-Paradiso.jpg"><em><mark>Il Paradiso</mark></em></a><mark>"</mark> e <mark>"</mark><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/02/Tintoretto_-_San_Marco_libera_uno_schiavo%2C_1547-1548%2C_42.jpg"><em><mark>Il miracolo di San Marco</mark></em></a><mark>"</mark>, sono ricche di movimento, intensità e luci contrastanti, un'evoluzione rispetto al clima sereno e riflessivo di Titiano e Bellini. La sua capacità di rappresentare la sacralità con un impeto quasi teatrale lo rendevano particolarmente adatto per le grandi opere pubbliche, come quelle commissionate per la Scuola Grande di San Rocco a Venezia.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-12 16:02:58 UTC</pubDate>
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         <title>Ritratti di famiglia a Venezia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://i0.wp.com/condottieridiventura.it/wp-content/uploads/2023/11/Francesco-Bussone-da-Carmagnola.jpg?fit=936%2C1021"><strong>Ritratto di Francesco Bussone, detto il Carmagnola</strong></a></p><ul><li><p>Cristofano</p></li><li><p>1552, fa parte di una serie di ritratti commissionati dai Medici per celebrare figure storiche, basandosi su descrizioni o ritratti idealizzati.</p></li><li><p>Il soggetto è rappresentato con un'espressione seria e leggermente interrogativa, con il viso girato a tre quarti. I lineamenti del volto sono marcati, con una carnagione chiara e ben definita dai contrasti di luce, tipica tecnica rinascimentale per esaltare la profondità.</p></li><li><p>Indossa un abito ricco con motivi geometrici rossi e bianchi e un cappello rosso e bianco che vanno a mettere in risalto la sua condizione aristocratica e militare.</p></li><li><p>Lo sfondo scuro è neutro, tipico per isolare il soggetto e concentrare l'attenzione sull'espressione e sugli abiti.</p></li></ul><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.datocms-assets.com/103094/1688680992-1539341564191842-veronese-giuseppe-da-porto.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;cs=srgb&amp;max-w=800"><strong>Ritratto di Giuseppe da Porto con il figlio Adriano</strong></a></p><ul><li><p>Paola Veronese</p></li><li><p>1552-1555 circa, quando Paolo si trasferì a Venezia dove la sua ritrattistica assunse caratteri tizianeschi, che in seguito unì con elementi appresi dalla tradizione lombarda.</p></li><li><p>In quest’opera viene raffigurato il conte vicentino Giuseppe Isetto da Porto, membro molto importante della società aristocratica, poiché molto attivo in ambito politico e culturale, insieme al primogenito Adriano, uno dei sette figli avuti dal matrimonio con la nobildonna Livia Thiene. </p></li><li><p>Padre e figlio sono raffigurati a figura intera all'interno di una nicchia ombrosa, con vestiti molto eleganti e sfarzosi.</p></li><li><p>Il conte ha lo sguardo rivolto verso lo spettatore, assumendo un atteggiamento serio ma non severo e mostra una posa dritta di grande dignità.</p></li><li><p>Il piccolo Adriano, al contrario del padre, non guarda lo spettatore e, infatti è distratto da qualcosa alla sua destra, il suo carattere vivace e impaziente è evidenziato dal fatto che non riesce a rimanere in posa.</p></li><li><p>A livello stilistico il quadro è caratterizzato da campiture di colore ben definite, ed è molto importante la resa materica della pelliccia, dei tessuti e delle spade.   </p></li><li><p>Il legame tra i due viene risaltato dal motivo felice dell'intreccio della mano del padre con quella del figlio. Veronese riesce a trasformare il classico ritratto di famiglia nobile in qualcosa di più tenero e sciolto, facendoci immergere nell'intimità domestica in cui a dominare sono gli affetti più che le pose austere.                                                             </p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-12 17:04:21 UTC</pubDate>
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         <title>Mappe e confini a Firenze </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Firenze#/media/File%3AGrandi_Casate_Italiane_nel_1499.png">Firenze 1500</a></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-13 10:02:03 UTC</pubDate>
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         <title>La musica a Venezia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Venezia era un centro molto vivace, e la musica di corte era sostenuta e promossa prima dalla famiglia d'Este, poi dai Dogi, come una manifestazione di prestigio.</p><p><br/></p><p>La musica era prevalentemente <strong>polifonica</strong>, fatta eccezione per alcuni componimenti strumentali, che dovevano accompagnare danze e balli.</p><p><br/></p><p>Tra gli strumenti più usati, vi erano il liuto, la viola, il clavicembalo e la tromba.</p><p><br/></p><p>Venezia era anche un centro di incontro per musicisti provenienti da tutta Europa; tra questi i più significativi sono:</p><p><br/></p><p>1) <strong>Adrian Willaert </strong>(1490-1562), fondatore della Scuola musicale Veneziana e noto per le sue <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/6CaIQsWb9Bk">composizioni polifoniche</a> e per il suo lavoro nella Basilica di San Marco. La sua musica abbracciava sia la composizione sacra che quella profana. Willaert è anche ricordato per aver influenzato l'evoluzione del madrigale italiano e per l'introduzione di innovazioni come la sperimentazione con le sonorità vocali e strumentali.</p><p><br/></p><p>2) <strong>Giovanni Gabrieli </strong>(1557-1612), compositore e organista noto soprattutto per le sue composizioni sacre. Ha lavorato come maestro di cappella alla Basilica di San Marco a Venezia, dove ha contribuito a sviluppare un nuovo stile di composizione che sfruttava l'architettura della basilica, con il suo spazio acustico unico, per creare effetti sonori straordinari. Le sue opere, spesso scritte per cori a più voci, strumenti e organo, sono celebri per l'uso innovativo del contrasto tra voci e strumenti (il cosiddetto <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/MgdTHAF_wRY">"cori spezzati"</a>), e per l'esperimento con la disposizione dei musicisti nello spazio per creare effetti di eco e di polifonia. </p><p><br/></p><p>3) <strong>Claudio Monteverdi</strong> (1567-1643), la cui carriera, pur raggiungendo il suo apice nel periodo barocco, ebbe inizio nel Rinascimento. Durante il suo periodo veneziano, Monteverdi continuò a scrivere opere sacre e madrigali, ma si dedicò in modo particolare all'opera. La città era diventata uno dei centri principali per l'opera in Italia, e Monteverdi scrisse opere come <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/GkoTJl9xhOI">"Il ritorno d'Ulisse in patria"</a> e "L'incoronazione di Poppea". Oltre a questo, le sue composizioni sacre come la "Messa da cappella" e il "<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/D8F7LIopCCE">Vespro della Beata Vergine</a>" risentono dell'influenza dell'ambiente veneziano, con l'uso di cori a più voci e una nuova gestione delle sonorità spaziali, sfruttando l'architettura della basilica di San Marco. </p><p><br/></p><p>4)<strong> Andrea Gabrieli </strong>(1510-1586), zio di Giovanni Gabrieli e anch'egli meritevole di aver innovato le sue composizioni sia sacre sia strumentali. Le sue opere comprendono mottetti, messe, canzoni e musica strumentale, e sono caratterizzate da una polifonia ricca, ponendo anche maggiore attenzione alla composizione per <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/ouSnN6no_7s">strumenti a fiato</a> e a tastiera, un aspetto che ha influito sulla musica strumentale dei decenni successivi. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-16 07:51:16 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosità Fiorentine</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.partecipart.it/wp-content/uploads/2020/08/bue-duomo-Firenze.jpg"><strong>Testa di bue</strong></a></p><p>Sul fianco sinistro del Duomo è presente un doccione marmoreo raffigurante una testa di bue, frutto dell'adulterio avvenuto tra la moglie di un sarto gelosissimo e un capomastro impegnato nella realizzazione della cattedrale</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1a/Ippopotamo_di_boboli_01.JPG/1200px-Ippopotamo_di_boboli_01.JPG"><strong>Ippopotamo di Boboli</strong></a></p><p>Il giardino di Boboli<strong> </strong>si estende alle spalle del meraviglioso Palazzo Pitti, ed è un vero e proprio museo a cielo aperto con antiche statue rinascimentali, grotte e grandi fontane. Nel ‘600 all'interno del giardino visse il famoso Ippopotamo di Boboli, che fu regalato dal gran duca di Toscana a Cosimo III, amante di piante e animali esotici. L'animale purtroppo visse per poco tempo, ma ancora oggi si trova imbalsamato al<strong> </strong>Museo della Specola.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/32/Piazza_della_signoria_angolo_via_della_ninna%2C_palazzo_vecchio%2C_cantonata_con_testa_scolpita_02.jpg/330px-Piazza_della_signoria_angolo_via_della_ninna%2C_palazzo_vecchio%2C_cantonata_con_testa_scolpita_02.jpg"><strong>Importuno di Michelangelo</strong></a></p><p>La storia narra che spesso l’artista veniva fermato in piazza della Signoria da un uomo che chiacchierava troppo e lo assillava di domande. Così l'artista, per ingannare il tempo fingendo di ascoltarlo, scolpì il volto del disturbatore sul muro di<strong> </strong>Palazzo Vecchio, con la mano dietro la schiena</p><p><br></p><p>Secondo un'altra versione, Michelangelo sarebbe rimasto stupito dall'espressione di un condannato a morte che passava di li; in assenza degli strumenti necessari, egli lo scolpì in fretta e furia, fatto che denota l'estrema semplicità dell'opera</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.florenceparking.it/wp-content/uploads/2020/12/pietre-pitti-768x574.jpg"><strong>La pietra asimmetrica</strong></a></p><p>A palazzo Pitti, fatto costruire da Luca Pitti, sono presenti 2 pietre asimmetriche; una di 30 cm, che rappresentasse i suoi rivali, e l'altra di 10 metri, che rappresentasse il proprio casato</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-19 10:50:03 UTC</pubDate>
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         <title>La musica a Firenze</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La storia della musica in età rinascimentale a Firenze non è particolarmente articolata. Nonostante ciò il capoluogo toscano ospitò numerosi musicisti influenti, e costituì la nascita di importanti innovazioni nel campo musicale.</p><p><br></p><p><strong>I canti Carnascialeschi</strong></p><p>nacquero alla corte di Lorenzo il Magnifico nel XV secolo., Erano composizioni polifoniche dalla metrica popolare, simile alla ballata, costituiti da un ritornello e talvolta dalla simulazione della caccia. Venivano eseguiti durante le feste di carnevale da un gruppo di maschere, in mezzo alla strada o sui carri. Quando le maschere rappresentavano divinità mitologiche o personificazioni di virtù, i canti erano chiamati <strong>Trionfi</strong>, quando impersonavano mestieri o l'umanità, <strong>Carri</strong>. I mestieri rappresentati erano quelli dello spazzacamino, del tessitore e del pittore, con lo scopo di descrivere le loro abitudini, alludendo anche a doppi sensi relativi all'amore.</p><p>Il tono dei canti mutava a seconda dell'epoca, passando dall'eleganza sotto Lorenzo alla freddezza dei primi granduchi.</p><p><br></p><p><strong>I canti più noti </strong></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c7/Rome_Palazzo_Farnese_ceiling_Carracci_frescos_04.jpg/330px-Rome_Palazzo_Farnese_ceiling_Carracci_frescos_04.jpg">Il trionfo di Bacco e Arianna</a>, di Lorenzo il Magnifico</p><p>il Canto de Berniquola, su testo di Lorenzo e musica di Henrich Isaac, il Canto dei farcitori d'olio, il Canto dei cialdonai e delle rivenditore, il Canto dei poveri che accettano la carità, il Canto di uomini allegri e goditori, tutti di compositori anonimi.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/27/Palazzo_busini-bardi%2C_targa_camerata_dei_bardi.JPG/330px-Palazzo_busini-bardi%2C_targa_camerata_dei_bardi.JPG"><strong>La Camerata Fiorentina</strong></a></p><p>Importante fu la costituzione in epoca rinascimentale della <strong>camerata Fiorentina</strong>, detta anche dei Bardi, intorno al 1550.  Mettevano in scena favole dell'antica Grecia accompagnate con la musica. Dalla Camerata nacque il <strong>melodramma,</strong> con la rappresentazione de <strong>La Favola di Dafne</strong> di Jacopo Peri, nel 1594, mentre la prima opera lirica fu considerata l'<strong>Euridice, </strong>rappresentata nel 1600 in occasione delle nozze di Maria de Medici con Enrico IV di Francia</p><p><br></p><p><strong>Musicisti</strong></p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.deutschradio.it/images/foto700/710/710Isaac.jpg"><strong>Henrich Isaac</strong></a> (1450-1517)</p><p>Chiamato nel 1479, fu compositore alla corte di Lorenzo, dove fu organista, maestro del coro ed insegnante di musica dei suoi figli. Fu il primo musicista attivo dei canti carnascialeschi intorno al 1485, capace, grazie al suo ingegno, di comporre secondo il nuovo e originale metodo compositivo</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/Jacopo_Peri_1.jpg/330px-Jacopo_Peri_1.jpg"><strong>Jacopo Peri</strong> </a>(1561-1633)</p><p>Lavorò in parecchie chiese fiorentine come organista e cantante. In seguito, cominciò a lavorare alla corte dei Medici, prima come cantante tenore e tastierista, poi come compositore. Fu inventore dell'opera lirica e mise appunto il cosiddetto <strong>stile recitativo</strong>, che riproduce la naturalezza della lingua parlata, importante per l'evoluzione del melodramma.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/fb/Luca_conte_Marenzio%2C_Komponist_des_16._Jahrhunderts.jpg/330px-Luca_conte_Marenzio%2C_Komponist_des_16._Jahrhunderts.jpg"><strong>Luca Marenzio</strong></a><strong> </strong>(1553-1599)</p><p>Compositore di <strong>madrigali </strong>che ebbe stretti legami con la corte dei Medici, dove fu ospite e ricevette il patrocinio. La sua musica per più voci e la sua abilità nella scrittura vocale divennero molto apprezzate a Firenze, pubblicando in 20 anni dieci libri di madrigali a cinque voci, e uno di tipo spirituale.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-19 11:52:13 UTC</pubDate>
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         <title>La storia del comune di Firenze</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il crack finanziario<br><br>L'avvio della guerra dei Cent'Anni portò la notizia dell'insolvenza di Re Edoardo III d'Inghilterra, al quale molti banchieri fiorentini avevano prestato ingenti somme di denaro. Ciò avviò una serie di fallimenti a catena, disastrosi per l'economia cittadina.<br>Già nel 1311 fallirono i Mozzi e nel 1326 gli Scali. Il 4 novembre 1333 una disastrosa alluvione spazzava via tre dei quattro ponti sull'Arno, trascinando via anche l'antica statua di Marte protettrice della città, che fu interpretato come un triste presagio.</p><p><br></p><p>La «peste nera»<br><br>L'epidemia della peste nera del 1348 colpì tutta l'Europa, dando il colpo di grazia ad un'economia che stava già subendo un generale ristagno.<br><br>Popolo Grasso e Popolo Minuto<br><br>A Firenze come in altre città del Centro-Italia la gravità della situazione ebbe come conseguenza una serie di agitazioni dei ceti subalterni ridotti alla miseria.<br>Dal 1343 l'accesso agli organi governativi venne ridefinito con il sistema delle «imborsazioni», cioè l'estrazione a sorte dei nomi dei candidati inseriti entro «borse».<br><br>La guerra degli Otto Santi<br><br>Nel 1375 i legati pontifici stavano ri-assoggettando i territori dello Stato della Chiesa in vista di un imminente ritorno del papa a Roma da Avignone.<br>I legati, tutti di origine francese e mal visti dalla popolazione locale, erano alle prese con altri problemi in Emilia-Romagna quando giunse da Firenze la richiesta di grano che il cardinale a Bologna Guglielmo di Noellet declinò seccamente.</p><p><br></p><p>Il Tumulto dei Ciompi<br><br>Dopo il peso avuto nella guerra degli Otto Santi, il «Popolo Minuto» non tardò ad alzare di nuovo la propria voce, questa volta con una serie di rivendicazioni che segnarono una notevole scossa nelle istituzioni della Repubblica: nel luglio 1378 scoppiava il Tumulto dei Ciompi, con il quale i sottoposti dell'Arte della Lana rivendicavano salari più alti, condizioni di vita migliori e il riconoscimento giuridico della loro professione in un'Arte.<br><br>L'ascesa degli Albizi<br><br>Dopo la repressione dei Ciompi, il potere politico tornò in mano ad un ristretto numero di famiglie di banchieri, tra cui la famiglia Albizzi che cercarono di evitare che Firenze si trasformasse in una signoria.</p><p><br></p><p>Rinascimento</p><p><br></p><p>Mentre a Firenze era in atto uno straordinario rinnovamento artistico, architettonico e letterario che passò alla storia come Rinascimento, le vicende politiche e militari non erano delle migliori. Nel 1424 la città aveva subito una dura sconfitta nella battaglia di Zagonara e il peso della guerra, sommato alla febbrile attività edilizia per completare la straordinaria cupola del Duomo, rese necessaria l'imposizione di nuove tasse.<br>Nel 1434 la famiglia dei Medici, con l' appoggio del popolo minuto, riuscì a ribaltare il governo oligarchico, trasformando di fatto la città di Firenze in una signoria. Il primo della dinastia fu Cosimo de’ Medici, che, oltre a farsi eleggere gonfaloniere, non volle farsi mai chiamare signore, limitandosi a distribuire le diverse cariche della Repubblica, e grazie al quale la città di Firenze ottenne notevoli sviluppi dal punto di vista economico e artistico. Dopo la sua morte, il potere passò nelle mani dei suoi due figli: Lorenzo e Giuliano. Soprattutto Lorenzo ebbe un ruolo di primo piano nella storia del Quattrocento italiano, garantendo, come affermò  Niccolò Machiavelli, un cinquantennio di pace, oltre ad essere un grande uomo di Stato. Però, nel 1478 i due giovani Lorenzo e Giuliano furono vittime di una congiura ordita da diverse famiglie spodestate( capeggiate dalla famiglia dei Pazzi). Furono assaliti dopo la fine della celebrazione della messa, e Giuliano venne ucciso, mentre Lorenzo, se pur ferito, riuscì a fuggire con l' aiuto del popolo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-20 15:53:39 UTC</pubDate>
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         <title>La travagliata storia del papato rinascimentale</title>
         <author>mavinucciarelli</author>
         <link>https://padlet.com/monicapetronioprof/ykwn1afdut5u08yn/wish/3298914829</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel <em>XVI sec.</em> , lo Stato della Chiesa, appena uscito dalla crisi dello <mark>Scisma d'Occidente</mark>, vive un periodo di <mark>instabilità</mark> politica e religiosa.</p><p>I papi di questo periodo intraprendono quindi un programma di <mark>centralizzazione </mark>del potere e di <mark>restaurazione</mark> dell'autorità territoriale e spirituale della Chiesa.</p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6c/Pope_Alexander_Vi.jpg/220px-Pope_Alexander_Vi.jpg"><strong>Alessandro VI</strong></a> <em>(1492-1503)</em>, grande stratega militare, manovra il figlio <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/96/Cesareborgia.jpg"><mark>Cesare Borgia</mark></a>, abile generale, per espandere il controllo sui territori del <mark>Nord-Italia</mark>. Contro la minaccia francese forma una <mark>Lega Santa</mark> <em>(1495)</em>.</p><p>Accusato di <mark>corruzione</mark> per aver utilizzato la sua influenza al fine di favorire l'ascesa della sua famiglia.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/af/Pope_Julius_II.jpg/800px-Pope_Julius_II.jpg"><strong>Giulio II</strong></a><strong> </strong><em>(1503-1513)</em> si lega alla <mark>nobiltà romana</mark> e guida le truppe pontificie contro <mark>Perugia </mark>e <mark>Bologna</mark>. Alleatosi con la Francia e la Spagna nella <mark>Lega di Cambrai</mark> <em>(1508)</em>, sconfigge la Repubblica di Venezia, che perde territori.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b2/Raffaello%2C_ritratto_di_papa_leone_X_tra_i_cardinali_luigi_de%27_rossi_e_giulio_de%27_medici%2C_1518%2C_03.jpg"><strong>Leone X</strong></a> <em>(1513-1521)</em>, accusato di vendita delle indulgenze da <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/20/Luther95theses.jpg"><mark>Martin Lutero</mark></a>, la cui scomunica avvia la <mark>Riforma Protestante</mark>.</p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1f/Sack_of_Rome_of_1527_by_Johannes_Lingelbach_17th_century.jpg/1024px-Sack_of_Rome_of_1527_by_Johannes_Lingelbach_17th_century.jpg"><strong><em>Il sacco di Roma</em></strong></a> <em>(1527)</em> ad opera delle truppe di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://pilloledistoriaefilosofia.com/wp-content/uploads/2021/10/carlo-v.jpg?w=474"><mark>Carlo V </mark></a>mina l'immagine della città.</p></li></ul></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow"><strong>Paolo III</strong></a> <em>(1534-1549)</em> convoca il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://didablog.nuovosair.it/wp-content/uploads/2024/05/image.png"><mark>Concilio di Trento</mark></a><mark> </mark><em>(1545)</em>, segnando l'inizio della <mark>Controriforma</mark>.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-21 15:00:53 UTC</pubDate>
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         <title>Il territorio dello Stato della Chiesa nel Rinascimento</title>
         <author>mavinucciarelli</author>
         <link>https://padlet.com/monicapetronioprof/ykwn1afdut5u08yn/wish/3298956075</link>
         <description><![CDATA[<p>I <mark>territori principali</mark> dello Stato della Chiesa, i cui confini <mark>variano</mark> in base alle conquiste e gli sviluppi politici, sono:</p><ul><li><p><strong>Lazio</strong>: il <mark>cuore</mark> dello Stato;</p></li><li><p><strong>Umbria</strong>: dove si trovano i centri culturali e religiosi di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ce/Perugia_all%27inizio_del_1500.jpg/2560px-Perugia_all%27inizio_del_1500.jpg"><mark>Perugia</mark></a>, <mark>Spoleto </mark>e <a rel="noopener noreferrer nofollow"><mark>Orvieto</mark></a>;</p></li><li><p><strong>Marche</strong>: i cui punti nevralgici sono <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/23/Pianta_Urbino_%28Tommaso_Luci_1689%29.jpg/220px-Pianta_Urbino_%28Tommaso_Luci_1689%29.jpg"><mark>Urbino</mark></a>, <mark>Pesaro </mark>e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9c/Ancona_civitas_Piceni_celeberrima_%28reproduction_1645%29.jpg/220px-Ancona_civitas_Piceni_celeberrima_%28reproduction_1645%29.jpg"><mark>Ancona</mark></a>;</p></li><li><p><strong>Romagna</strong>: dove <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://lh6.googleusercontent.com/proxy/nEmZgfuUZjsx1C6u2CiaE2Y33sPpSJEcM1oB-eV4UFRXQAgmDitBZQ5euK6BRgbPSu1BPcFt5Agv0vE2EUv50oOUIKGPX9bjAWwz7AESooD0rqr2cptOa8eGrnM11pQI1NBEJaTofAu5Az60Y2ciIhrWGtb-mG_zKxyhp5U"><mark>Ravenna </mark></a>e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.antiquarius.it/27056-large_default/rimini.jpg"><mark>Rimini </mark></a>sono contese tra la Chiesa e le signorie locali;</p></li><li><p><strong>Emilia</strong>: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.mirkoriazzoli.it/wp-content/uploads/2021/04/Bologna.jpg"><mark>Bologna</mark></a><mark> </mark>è un centro chiave del potere papale, oggetto delle mire dei Visconti di Milano;</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.meisterdrucke.it/kunstwerke/1260px/Franz_Hogenberg_-_Map_of_Avignon_-_France_%28engraving_-_%28MeisterDrucke-961609%29.jpg"><strong>Avignone (Francia)</strong></a>: rimane <mark>possedimento</mark> papale fino alla Rivoluzione Francese.</p></li></ul><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6b/Grandi_Casate_Italiane_nel_1499.png/440px-Grandi_Casate_Italiane_nel_1499.png"><strong><em>Estensione dello Stato Pontificio nel 1499</em></strong></a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-21 15:27:23 UTC</pubDate>
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         <title>Artisti a Roma</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>A Roma i <strong>papi </strong>si occupano di assegnare opere grandiose ai maggiori artisti per riportare la città al prestigio dell’età classica: tra i più celebri, si ricordano Papa <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/10/Pedro_Berruguete%2C_Portrait_of_Pope_Sixtus_IV_della_Rovere_%28early_1500s%29%2C_Cleveland_Museum_of_Art.jpg/1200px-Pedro_Berruguete%2C_Portrait_of_Pope_Sixtus_IV_della_Rovere_%28early_1500s%29%2C_Cleveland_Museum_of_Art.jpg"><strong>Sisto IV</strong></a> e <strong>Papa </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/af/Pope_Julius_II.jpg/800px-Pope_Julius_II.jpg"><strong>Giulio II.</strong></a></p><p><br></p><p>Papa Sisto IV viene considerato il patrono delle arti e dell’umanesimo.</p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/11/02/cappella-sistina-orig.jpeg"><strong>Cappella Sistina</strong></a>: viene ristrutturata l'antica Cappella Magna tra il 1477 e il 1480.</p></li><li><p><strong>Decorazione</strong>: Perugino, Botticelli, Ghirlandaio e Cosimo Rosselli, tutti all'opera contemporaneamente, trasformano le mura di quell'austero stanzone in un esteso impaginato sulla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.youtube.com/watch?v=2zJhMSs6FnM"><strong>vita</strong> di <strong>Mosè</strong> e di <strong>Cristo</strong>.</a></p><p><br></p><p>Giulio II si occupa di fare dell’arte lo strumento per veicolare l’idea del potere temporale della Chiesa e dare lustro e prestigio al suo governo.</p></li><li><p><strong>ristrutturazione della basilica di San Pietro</strong>: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.museionline.info/templates/yootheme/cache/b9/bramante-b947817f.jpeg">Donato Bramante</a>;</p></li><li><p><strong>Decorazione San Pietro</strong>: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/02/Michelangelo_Daniele_da_Volterra_%28dettaglio%29.jpg/800px-Michelangelo_Daniele_da_Volterra_%28dettaglio%29.jpg">Michelangelo</a>. Si dedica infatti alle decorazioni della volta della Cappella Sistina, realizzando, nei nove riquadri centrali, gli affreschi noti come <em>"</em><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://m.museivaticani.va/content/dam/museivaticani/immagini/collezioni/musei/cappella_sistina/02_00_Volta_04/_jcr_content/renditions/original.png"><em>Storie della Genesi</em></a><em>".</em></p><p><br></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.frontierarieti.com/wp-content/uploads/2017/01/Basilica-San-Pietro-Vincoli-Mos%C3%A8.jpg"><strong>Tomba di Giulio II</strong></a>: Michelangelo edifica la tomba a San Pietro dei Vincoli, costituita da tre statue, tra cui spicca quella di Mosè in primo piano</p><p><br></p></li><li><p><strong>Decorazione stanze vaticane</strong>: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f6/Raffaello_Sanzio.jpg/640px-Raffaello_Sanzio.jpg"><em>Raffaello</em></a> decide di affrescare, dal 1508 al 1520, quattro stanze ognuna decorata secondo i valori rinascimentali: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a8/Raffael_Stanza_della_Segnatura.jpg">Stanza della Segnatura</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b5/Raffael_Staza_di_Eliodoro.jpg">Stanza di Eliodoro</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://m.museivaticani.va/content/dam/museivaticani/immagini/collezioni/musei/stanze_raffaello/04_00_Stanza_Incendio/_jcr_content/renditions/original.png">Stanza dell'Incendio di Borgo</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://m.museivaticani.va/content/dam/museivaticani/immagini/collezioni/musei/stanze_raffaello/01_00_Sala_Costantino/_jcr_content/renditions/original.jpg">Sala di Costantino.</a></p></li></ul><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-21 16:24:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Il Ducato di Milano, fondato nel 1395 da Gian Galeazzo Visconti, comprendeva principalmente l'odierna Lombardia, escludendo il territorio di Mantova, e si estendeva in alcune aree dell'Emilia, della Liguria, del Piemonte e del Veneto, arrivando fino all'attuale Canton Ticino.</strong></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3294856572/a1e8150505f35b564020403d7c0b997d/Ducato_di_Milano.jpg" />
         <pubDate>2025-01-21 18:03:06 UTC</pubDate>
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         <title>Artisti a Milano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Il Rinascimento rappresenta uno dei periodi più fiorenti e significativi della storia artistica e culturale europea. Il Ducato di Milano, sotto il dominio delle dinastie Visconti e Sforza, divenne un importante centro di produzione artistica, attrattivo per alcuni dei più grandi artisti del tempo.&nbsp;</strong></p><p><br></p><p><strong>-Leonardo da Vinci (1452-1519)<br></strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci"><strong>Leonardo da Vinci </strong></a><strong>giunse a Milano nel 1482, su invito di Ludovico il Moro, desideroso di trasformare la città in un centro culturale e artistico di livello europeo. Durante il suo soggiorno milanese, che durò circa vent'anni, si dedicò a una vasta gamma di attività, spaziando dalla pittura all'ingegneria, dall'architettura alla scienza.</strong></p><p><strong>Tra le opere più importanti di Leonardo realizzate a Milano spiccano:</strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/bb/Leonardo_da_Vinci_-_The_Last_Supper_high_res.jpg"><strong>L'Ultima Cena (1495-1498)</strong></a><strong>: Il dipinto rappresenta il momento in cui Gesù annuncia il tradimento di Giuda;</strong></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ed/Dama_z_gronostajem.jpg/254px-Dama_z_gronostajem.jpg"><strong>La Dama con l'ermellino (1489-1490)</strong></a><strong>: Ritratto di Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro, che tiene tra le braccia un ermellino;</strong></p></li><li><p><strong>Progetti ingegneristici e architettonici;</strong></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Navigli_(Milano)"><strong>Il sistema dei Navigli</strong></a><strong>;</strong></p></li></ul><p><strong>Leonardo lasciò Milano nel 1499, dopo la caduta di Ludovico il Moro, per poi ritornarci nel 1506 e lasciarla nuovamente nel 1513.</strong></p><p><br></p><p><strong>-Donato Bramante(1444-1514)</strong></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bramante"><strong>Donato Bramante</strong></a><strong>, architetto e pittore, arrivò a Milano intorno al 1479, portando con sé l'influenza dell'architettura rinascimentale fiorentina. Durante il suo soggiorno a Milano, lavorò principalmente sotto la protezione di Ludovico il Moro, contribuendo significativamente allo sviluppo dell'architettura rinascimentale nella città.</strong></p><p><strong>Tra le sue opere più importanti a Milano ci sono:</strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.geometriefluide.com/it/corosansatiro/"><strong>Il finto coro di Santa Maria presso San Satiro</strong></a><strong> (1482-1486);</strong></p></li><li><p><strong>Il </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiostri_di_Sant%27Ambrogio"><strong>chiostro di Sant'Ambrogio;</strong></a></p></li><li><p><strong>Progetto per il Duomo di Milano;</strong></p></li></ul><p><strong>Bramante lasciò Milano intorno al 1499, trasferendosi a Roma dove divenne uno degli architetti più influenti del Rinascimento italiano.&nbsp;</strong></p><p><br></p><p><strong>-Bernardino Luini (1480–1532)</strong></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bernardino_Luini"><strong>&nbsp;Bernardino Luini</strong></a><strong>, allievo della scuola di Leonardo da Vinci, fu uno dei pittori più rappresentativi del Rinascimento lombardo.</strong></p><p><strong>Tra le sue opere più importanti realizzate a Milano ci sono:</strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Maurizio_al_Monastero_Maggiore"><strong>Gli affreschi della Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore</strong></a>;</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Affreschi_da_villa_La_Pelucca"><strong>Gli affreschi di Villa Pelucca;</strong></a></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e3/Bernardino_Luini%2C_madonna_del_roseto.jpg/300px-Bernardino_Luini%2C_madonna_del_roseto.jpg"><strong>La Madonna del Roseto;</strong></a></p></li></ul><p><strong>Luini rimase attivo a Milano per gran parte della sua carriera, contribuendo a diffondere e mantenere vivo lo stile rinascimentale leonardesco.</strong></p><p><br></p><p><strong>-Andrea Solari (1460-1524)</strong></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Solari"><strong>Andrea Solari</strong></a><strong> fu un pittore rinascimentale attivo a Milano, noto per la sua abilità nel ritrarre figure religiose con una straordinaria delicatezza espressiva e una profonda influenza leonardesca.</strong></p><p><strong>Tra le sue opere più importanti realizzate a Milano ci sono:</strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/73/Solario_Madona_dei_garofani.jpg/289px-Solario_Madona_dei_garofani.jpg"><strong>Madonna dei garofani</strong></a><strong>;</strong></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://wannenesgroup.com/magazine/wp-content/uploads/2023/09/SOLARIO-QUADRA.jpg"><strong>Madonna con il Bambino leggente</strong></a><strong>;</strong></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a8/Andrea_solario%2C_testa_del_battista.jpg"><strong>La testa di San Giovanni Battista</strong></a><strong>;</strong></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.collezionegalleriaborghese.it/uploads/server/files/medium/461.jpg"><strong>Cristo portacroce</strong></a><strong>;</strong></p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-21 18:56:36 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosità milanesi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><mark>La vigna di Leonardo</mark></strong><mark>,&nbsp;</mark></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://passipermilano.com/wp-content/uploads/2016/02/percorso.jpg"><br><strong>Dove si trova?</strong></a></p><p>Situata in corso Magenta, questo luogo un tempo faceva parte, della vasta tenuta a nord del Castello Sforzesco, che ospitava gli svaghi di Ludovico il Moro. In questo luogo lo stesso Ludovico decise di erigere una cittadella, riservando le più belle dimore ai suoi uomini più fidati, tra i quali figuravano gli Atellani; è proprio nei giardini dell’omonima dimora che è racchiusa la vigna.</p><p><br></p><p><strong>Un dono degli Sforza</strong></p><p>Nel 1482 Leonardo arriva a Milano, durante la signoria di Ludovico il Moro. Nel 1495 Ludovico commissionò a Leonardo l’affresco per il refettorio di Santa Maria delle Grazie: l’Ultima Cena. Il 26 aprile 1499, Ludovico dona a Leonardo la vigna, come omaggio e ringraziamento per gli sforzi richiesti in campo artistico, culturale, ingegneristico…</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a2/Beltrami%2C_Vigna_di_Leonardo_da_Vinci_10.jpg/603px-Beltrami%2C_Vigna_di_Leonardo_da_Vinci_10.jpg?20180113063335"><strong>Da cosa era composta?</strong></a></p><p>16 pertiche di viti di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://passipermilano.com/wp-content/uploads/2016/02/malvasia.jpg?w=112">Malvasia di Candia Aromatica</a>. La vigna si estendeva su una superficie di 100 braccia milanesi (circa 59 metri) per 294 braccia (circa 175 metri), per un totale di circa 8300 metri quadri, quasi un ettaro di terreno.&nbsp;&nbsp;</p><p><br></p><p><strong>Motivo della donazione</strong></p><p>Il tentativo consisteva nel rendere il soggiorno milanese di Leonardo, durato 18 anni, più sereno e facendolo sentire “a casa”, cercando di ricreare le dolci colline, toscane, ricche di vigneti, in cui Leonardo era cresciuto. Questo dono aveva la funzione di alleggerire le fatiche di Leonardo, richiestegli per la realizzazione de “<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.tannina.it/wp-content/uploads/2023/01/Ultima-Cena-e1676194144375.jpg">L’ultima cena</a>”.&nbsp;</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.tannina.it/wp-content/uploads/2023/01/Vigna-di-Leonardo-decanter-min-scaled.jpg"><strong>Oggi: il vino di Leonardo</strong></a></p><p>La vigna di Leonardo, oggi, è sede di produzione di un vino, discendente dai vitigni di Leonardo. Dal 2007 è stata condotta una ricerca intorno al sito della vigna recuperando alcuni residui biologici vivi della Vigna Originale. In seguito la Malvasia di Candia Aromatica, è stata reimpiantata in occasione dell’Expo del 2015, e il 12 settembre 2018 l’uva della Vigna di Leonardo è stata vendemmiata.</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-21 23:42:19 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosità milanesi</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/monicapetronioprof/ykwn1afdut5u08yn/wish/3299491587</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>Simbologia milanese&nbsp;</mark></strong></p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.milanopocket.it/wp-content/uploads/2019/09/scrofa-semilanuta-milano-633x400.jpg"><strong><mark>LA SCROFA SEMILANUTA</mark></strong></a></p><p><br></p><p>È il simbolo più antico di Milano, rappresentante il mito della fondazione della città stessa; animale simbolo di abbondanza le cui raffigurazioni, oggi, sono limitate.</p><p><br></p><p><strong>Le origini di Milano</strong></p><p>Le informazioni riguardo la fondazione di Milano, collocata intorno al VI secolo a. C., ci giungono dallo storico romano Tito Livio che identifica la nascita della città, con l’arrivo di una tribù celtiche.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://milantravelnotes.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/11/milano-belloveso-celti-milanofreeit.jpg"><strong>Il mito</strong></a></p><p>Belloveso, nipote del re celtico Ambigato, arrivò in pianura padana trovandovi un territorio inospitale, costellato di paludi e fango. La leggenda narra che il luogo prescelto per l'insediamento, secondo l'oracolo, sarebbe stato indicato dalla presenza di una scrofa semilanuta.</p><p>I Celti di Belloveso si misero alla ricerca di questo animale, trovandone uno mentre pascolava.</p><p>Per le tribù dei Celti, questo animale era considerato sacro quindi, avendolo incontrato, lo reputarono il segno propizio indicato dall’oracolo per fondare quella che sarebbe divenuta Milano.</p><p><br></p><p><strong>Sotto i Visconti</strong></p><p>La scrofa semilanuta divenne per molti anni&nbsp; il simbolo della città&nbsp; fino a quando, in epoca medievale, i Visconti lo sostituirono con il celebre biscione.</p><p><br></p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biscione_%28araldica%29#/media/File:Biscione-Sodacan.svg"><strong><mark>“EL BISSON”</mark></strong></a></p><p><br></p><p>Anche detto Biscione di Milano è lo stemma dei Visconti</p><p><br></p><p><strong>Dove si trova?</strong></p><p>Questo simbolo è parte integrante della stessa città, infatti lo si trova nei principali luoghi della città: all’interno delle chiese di Sant’Eustorgio e di Sant’Ambrogio, in Stazione Centrale, nel Duomo...</p><p><br></p><p><strong>Cosa rappresenta?</strong></p><p>Il biscione, simbolo di prestigio e potere, rappresenta un possente serpente con la testa coronata, ripiegato in un moto continuo disegnante una S.</p><p><br></p><p><strong>Le leggende</strong></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.meisterdrucke.it/kunstwerke/1260px/Anonymous_Anonymous_-_Azzon_Visconti_-_Azzone_Visconti_-_1302-1339_-_engraving_-_-_%28MeisterDrucke-928558%29.jpg">Azzone Visconti</a>, non essendo stato morso da un serpente che si era infilato nel suo elmo, decise, come emblema di buon auspicio, di adottare il serpente come simbolo araldico.</p></li><li><p>il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://scontent-mxp2-1.xx.fbcdn.net/v/t1.6435-9/58382761_2331024727177837_4798794335942344704_n.jpg?_nc_cat=104&amp;ccb=1-7&amp;_nc_sid=33274f&amp;_nc_ohc=nzihHrT8yJYQ7kNvgEw6aBT&amp;_nc_zt=23&amp;_nc_ht=scontent-mxp2-1.xx&amp;_nc_gid=AFgO1p4lvyvhOVryyQEY_mA&amp;oh=00_AYCvynF3j3FYwIPoPGhK8ke6dnB_-O26QO7bytcEzKnQag&amp;oe=67B85D83">drago Tarantasio</a><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.google.com/url?sa=i&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgroups%2F913933978684759%2Fpermalink%2F2253185981426212%2F&amp;psig=AOvVaw0d5yLPxB8qS2nzXTRo4hjP&amp;ust=1737588948736000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;opi=89978449&amp;ved=0CBQQjRxqFwoTCJCszLj9h4sDFQAAAAAdAAAAABAI"> </a>, con il suo alito pestilenziale, faceva venire la febbre gialla ai bambini, che vivevano tra il milanese e il bergamasco. La fiera fu uccisa da Umberto Visconti, che salvò un bambino dalla bocca del terribile animale.&nbsp;</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://img.over-blog-kiwi.com/1/89/48/55/20170921/ob_5644bf_redesiderio.jpg">Desiderio</a>, re dei Longobardi e antenato presunto dei Visconti, venne coinvolto in un episodio con protagonista un serpente che gli si attorcigliò in testa come se fosse una corona. Salvatosi dal morso decise&nbsp; di adottare il serpente come simbolo.</p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://i.ebayimg.com/images/g/l44AAOSwYSRfS9oG/s-l1600.webp">Ottone Visconti</a>, partito per la Prima Crociata alla conquista di Gerusalemme, affrontò, in uno scontro epico all’ultimo sangue, Voluce, un valorosissimo cavaliere saraceno, il quale aveva come insegna un serpente che stava divorando un uomo dalla pelle chiara (un cristiano). Quando Ottone vinse si impossessò delle sue armi e del suo logo, sostituendo però il cristiano con un uomo dalla pelle scura.</p></li></ul><p><strong>Oggi</strong>&nbsp;</p><p>Il biscione di Milano, per la sua valenza, è ancora oggi protagonista di importanti brand:</p><ul><li><p>la casa automobilistica <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.addlance.com/blog/wp-content/uploads/2018/02/stemma-alfa-romeo-wiki.jpg">Alfa Romeo</a>;</p></li><li><p>la società <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.topmanagers.it/sharingfolder/topmanager/it/company/loghi/fininvest.png">Fininvest</a>;</p></li><li><p>Simbolo di “<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://www.brand-identikit.it/sites/default/files/canale5-evoluzione-logo.jpg">Canale 5</a>”.</p></li></ul><p><br></p><p><br></p><p><strong><mark>LO STEMMA DELLA CITTÀ</mark></strong></p><p><br></p><p><strong>L’origine</strong></p><p>Il primo abbozzo dello stemma milanese, raffigurante una croce di colore rosso su fondo bianco, risale al 1395.&nbsp;</p><p>La storia vuole che l’origine dello Stemma di Milano sia connessa con quella delle crociate; quando Giovanni da Rho fece una spedizione a Gerusalemme conquistando il Sacro Sepolcro dove issò questo stemma emblema dei crociati.</p><p><br></p><p><strong>Evoluzioni storiche&nbsp;</strong></p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.milanoplatinum.com/wp-content/uploads/2013/09/mn-stemma-e1437128438677.jpg">Periodo dei Visconti-Sforza</a></p></li></ul><p>Saranno aggiunte la figura di un biscione e un’aquila imperiale.</p><p><br></p><ul><li><p>Dominazione francese</p></li></ul><p>Per volere di Carlo VI sarà aggiunto un Giglio di Francia&nbsp;</p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.milanocittastato.it/wp-content/uploads/2021/09/800px-milano-gonfalone.jpg">Nel 1500</a></p></li></ul><p>Appare il primo e vero gonfalone (vessillo del comune medievale) di Milano, un arazzo, dove viene raffigurato Sant’Ambrogio, munito di una sferza, in atto di cacciare gli Ariani. </p><p><br></p><ul><li><p>Durante la rivoluzione francese</p></li></ul><p>In questo periodo tutti gli stemmi, considerati «simboli di schiavitù» vengono aboliti, tra i quali anche il vessillo milanese</p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.milanocittastato.it/wp-content/uploads/2021/09/unnamed-3.jpg">Durante l’età napoleonica</a></p></li></ul><p>Il 9 gennaio 1813 la città di Milano riottiene da Napoleone Bonaparte lo stemma cittadino. Il vessillo, pur mantenendo la croce rossa su sfondo bianco, presenta dalle aggiunte:  un’aquila imperiale e una striscia verde con tre gigli francesi e una N di Napoleone.</p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.shutterstock.com/image-vector/historical-flag-holy-roman-empire-260nw-1096813871.jpg">Sotto gli Asburgo</a></p></li></ul><p>Gli Asburgo modificano il simbolo della città, aggiungendo un ornamento in oro attorno alla croce, due aquile imperiali incoronate ed eliminano la striscia verde di memoria napoleonica.&nbsp;&nbsp;</p><p><br></p><ul><li><p>Sotto i Savoia</p></li></ul><p>Lo stemma di Milano subì delle modifiche importanti: vennero tolte le aquile, e la croce e gli ornamenti vennero modificati su volere della casata piemontese.&nbsp;</p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.milanocittastato.it/wp-content/uploads/2021/09/800px-coat-of-arms-of-milan-1933-1944svg.png">Durante il fascismo</a></p></li></ul><p>Durante il regime fascista, il podestà Marco Visconti riuscì ad ottenere, nel 1934, il riconoscimento legale dello stemma comunale, da parte del regime, con l'aggiunta di un fascio littorio obbligatorio.&nbsp;</p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.milanofree.it/images/stories/tradizioni/milano-stemma.png">Ai giorni nostri</a></p></li></ul><p>Alla caduta del regime, il fascio venne tolto e assunse la forma odierna: uno scudo di color argento e con base bianca, su cui è sovrapposta una croce rossa, alla base si trovano un ramo di quercia ed uno di alloro uniti da un nastro tricolore e una corona di colore oro sovrasta lo scudo.</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-21 23:47:57 UTC</pubDate>
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         <title>La musica a Roma</title>
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         <description><![CDATA[<p>Durante questo periodo, la città diventa un importante centro religioso, culturale e artistico, e la musica riflette questi aspetti<em>.</em></p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9b/Music_lesson_Staatliche_Antikensammlungen_2421.jpg/1200px-Music_lesson_Staatliche_Antikensammlungen_2421.jpg"><strong>Scuola romana</strong></a>: con questo termine si indica la pratica polifonica musicale a Roma dal XVI al XVII secolo, che si occupa di comporre musica liturgica. </p><p>Le maggiori peculiarità stilistiche sono l’uso della lingua latina, spesso incomprensibile, la prevalente assenza di strumenti musicali, l’assenza di cantanti donne e la maggior importanza del testo rispetto alla musica.</p><p>Il testo è considerato la parola di Dio, pertanto deve essere curato nei minimi dettagli e deve rispecchiare i valori della santità. </p><p>Il massimo esponente è da Palestrina le cui opere sono considerate il modello ideali di musica polifonica.</p></li></ul><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://romeguides.it/wp-content/uploads/2021/05/Pierluigi-da-Palestrina.jpg"><strong>Giovanni Pierluigi</strong></a> nasce a Palestrina, vicino a Roma nel 1525. La sua formazione e la sua attività di musicista si svolgono interamente nell’ambito della Chiesa romana.</p><p>La sua produzione è quasi esclusivamente <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.youtube.com/watch?v=0WTbE9AfcX0&amp;list=PLwdUd_jC-eL4x2TnAFINIpQd_JHEawV7w&amp;index=5">sacra</a>: più di 100 messe, più di 250 mottetti <em>(brani vocali sacri a più parti)</em> e brani liturgici di vario genere.</p><p><br></p><p><br></p><ul><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.dirigo.cloud/wp-content/uploads/2022/01/san-petronio.jpg"><strong>Cappelle musicali</strong></a>: strutture organizzative che permettono di avere la musica in una determinata istituzione, legata alla nobiltà, alla regalità, o anche alla chiesa, cattedrale, monastero o convento. </p><p>Sono costituite da un gruppo di cantanti o cantori e da un gruppo di strumentisti, diretti dal maestro di cappella.</p><p><br></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://media.meer.com/attachments/261480328f17dc2c6bbf39c547117b28ceca8041/store/fill/1090/613/922cf328f688ea934c1254e7124f8c4d9f5b5a7c77eb5fc6942df96dcf8e/Caravaggio-I-musici.jpg"><strong>musica laica</strong></a>: canzoni, madrigali, ballate, sono popolari nelle corti e nelle case nobiliari.</p><p><br></p></li><li><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://ilmondodiaura.altervista.org/RINASCIMENTO/MUSICA/Musica-rinascimentale-Liuto.jpg"><strong>musica strumentale</strong></a>: anche se meno documentata rispetto a quella vocale, comincia a svilupparsi nel periodo rinascimentale, con l'uso di strumenti come liuti, viole e flauti.</p></li></ul><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 14:29:29 UTC</pubDate>
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         <title>Fatti storici a Milano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Durante il Rinascimento, il Ducato di Milano fu protagonista di un periodo di grande espansione territoriale, sviluppo economico e culturale, ma anche di guerre e rivalità con le altre potenze italiane ed europee. Gli eventi legati all'espansione del Ducato sotto i <mark>Visconti</mark> e gli <mark>Sforza</mark> furono cruciali per trasformare Milano in una delle potenze più influenti dell'Italia rinascimentale.</p><p><br></p><p><strong>I Visconti </strong></p><p>La famiglia Visconti trasformò Milano da una città-stato a una delle principali potenze dell'Italia settentrionale. Non si limitarono a conquistare territori, ma li organizzarono attraverso un'amministrazione centralizzata, integrando le città annesse nel sistema milanese.</p><p><br></p><p><mark>Gian Galeazzo Visconti</mark> fu il primo Duca di Milano riconosciuto ufficialmente dall'imperatore. Egli ampliò il ducato e consolidò il controllo su territori strategici attraverso matrimoni politici, come quello con Isabella di Valois, rafforzando i legami con la Francia.</p><p><br></p><p><strong>Gli Sforza</strong></p><p><mark>Francesco Sforza</mark> conquistò il potere nel 1450. Una volta divenuto duca, concentrò le sue energie sulla stabilizzazione del ducato e sulla difesa dei confini.</p><p><br></p><p>Gli Sforza affrontarono ripetutamente la potenza veneziana, una rivale storica di Milano. La guerra di Ferrara (1482-1484) ,insieme ai conflitti con la potenza di Venezia, segnò questo periodo.</p><p><br></p><p>Sotto <mark>Ludovico il Moro</mark> (1494-1499), Milano divenne il centro di contese tra le grandi potenze europee. Il Ducato perse territori a causa delle pressioni francesi e delle guerre d’Italia, anziché espandersi.</p><p><br></p><p>Con l’annessione al Sacro Romano Impero e la successiva dominazione spagnola, il Rinascimento milanese declinò gradualmente. L'inizio del XVI secolo segnò la fine di questo periodo culturale e artistico.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 15:49:55 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosità a corte (Napoli)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Petrarca#/media/File:Francesco_Petrarch_by_Justo_de_Gante.jpg"><strong>Petrarca, il "poeta laureato"</strong></a></p><p>Nel 1341 a Napoli, avvenne l'incoronazione poetica di Petrarca, quando il re Roberto d'Angiò lo proclamò "poeta laureato" in una cerimonia solenne. Questo riconoscimento celebrava il suo talento, legandolo alla tradizione dei <strong>poeti classici</strong> e consacrando Petrarca come figura di spicco nella cultura dell'epoca.</p><p><br></p><p><strong>Le origini del carnevale</strong></p><p>La prima testimonianza di una delle festività più sentite a Napoli, risale al 1385, quando le celebrazioni dell'incoronazione di <strong>Carlo III d'Angiò</strong> vennero volontariamente fatte coincidere con il periodo carnevalesco.</p><p>Pochi anni dopo iniziò la tradizione di bruciare oggetti vecchi ormai inutili in una catasta di legno chiamata <strong>"ò cippo"</strong>.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Valla#/media/File:Portret_van_Lorenzo_Valla_Laurentius_Valla_(titel_op_object),_RP-P-1909-4360.jpg"><strong>Lorenzo Valla</strong></a></p><p>Il filologo e umanista Lorenzo Valla, godendo dell'amicizia di Alfonso V d'Aragona, soggiornò a lungo a Napoli.</p><p>Nel 1440 scrisse un breve testo<strong> </strong>con argomentazioni storiche e filologiche, dimostrando<strong> la falsità della Donazione di Costantino</strong>: fino a quell'anno, con questo documento la Chiesa giustificava la sua aspirazione al potere temporale.</p><p><br></p><p><strong> </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Protome_Carafa#/media/File:Donatello,_protome_monumentale_di_cavallo_(testa_carafa),_1456_(napoli,_mann)_00.jpg"><strong>Protome Carafa</strong></a></p><p>Prima attribuita a Virgilio e poi a Nerone, la Testa di cavallo, chiamata anche<strong> Protome Carafa</strong>, è una statua in realtà commissionata da Alfonso V d'Aragona e scolpita da Donatello. I progetti prevedevano un monumento equestre che raffigurasse l'animale nella sua interezza, ma la morte prematura del sovrano portò l'opera a passare nelle mani dei <strong>Medici </strong>e poi tornare agli Aragonesi, per essere infine frutto di un acquisto completamente sbagliato da parte del <strong>Museo archeologico nazionale di Napoli</strong>.</p><p> </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 16:35:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><mark>La musica alla corte degli sforza: il passaggio dal canto gregoriano alla polifonia</mark></strong></p><p><br>Durante il ducato degli sforza la musica assunse un ruolo centrale nello sviluppo delle arti, questa dedizione in campo musicale, che valse alla casata la reputazione di “<strong>Mecenati delle arti</strong>”, portò al passaggio dal canto gregoriano alla polifonia.&nbsp;</p><p><br></p><p><strong>Il Canto Gregoriano e la monodia</strong></p><p><br></p><ul><li><p>Il <strong>canto gregoriano</strong> era la forma musicale dominante nella musica sacra fino alla fine del XIV secolo; era caratterizzato da una <strong>monodia</strong>: musica a una sola voce senza accompagnamento. Veniva eseguito in latino durante le funzioni liturgiche e seguiva un ritmo libero, senza metrica fissa, basato sul testo sacro.</p></li></ul><p><br></p><p><strong>La Corte degli Sforza e la musica</strong></p><p><br></p><ul><li><p>Grande promotore e mecenate in campo artistico fu <strong>Ludovico il Moro</strong> che fece costruire nuovi spazi musicali, come la Cappella Ducale di Milano. La corte favorì inoltre l'introduzione di nuovi strumenti musicali, come il clavicembalo e la viola da gamba, che venivano usati sia nelle esecuzioni sacre sia nelle occasioni di svago e divertimento.&nbsp;</p><p><br></p></li></ul><p><strong>La polifonia rinascimentale</strong></p><p><br></p><ul><li><p>All’affermazione della&nbsp; <strong>polifonia rinascimentale</strong>, cioè la tecnica musicale che utilizza due o più linee melodiche indipendenti che si intrecciano, fu fondamentale il sostegno e la dedizione del Moro.&nbsp;</p></li><li><p>La polifonia, strettamente collegata alla notazione musicale e alla crescente complessità delle composizioni, si sviluppò in relazione a due forme musicali:</p></li><li><p>il <strong>mottetto</strong>;</p></li><li><p>la <strong>messa polifonica</strong>.&nbsp;</p><p><br></p></li></ul><p><strong>Perfezionamento della polifonia</strong></p><p><br></p><ul><li><p>Si riscontro un incremento della qualità della polifonia, a seguito dell’introduzione di nuove tecniche compositive:</p></li><li><p>la <strong>fuga</strong>;</p></li><li><p>il <strong>cantus firmus</strong>;</p></li><li><p><strong>l’imitazione tra le voci</strong>.</p><p><br></p></li></ul><p><strong>Il cambiamento di concezione musicale</strong></p><p><br></p><ul><li><p>Nella monodia del canto gregoriano, il testo era fondamentale e la melodia seguiva le parole, senza sovrapposizioni di voci e il suo <strong>uso era esclusivamente sacro</strong>. Nella polifonia il tessuto sonoro era più complesso, le voci si intrecciavano in modo sofisticato per creare armonie più ricche. Questo creava ritmi diversi, che risultavano più da intrattenimento, giocosi, movimentati con lo <strong>scopo di rallegrare l’ambiente per l’organizzazione di feste, banchetti…</strong></p></li></ul><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 17:16:01 UTC</pubDate>
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         <title>Ritratti di famiglia a Milano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>I Visconti</strong></p><p><strong>• </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.sigecweb.beniculturali.it/images/fullsize/ICCD50007126/ICCD5250219_003773.jpg">Gian Galeazzo Visconti</a></p><p>  - dipinto olio su tela</p><p>  - dipinto tra il 1552 e il 1556</p><p>  - realizzato da Cristofano dell’ Altissimo</p><p>  - fatto realizzare dal duca Cosimo I</p><p>  - situato oggi nella Galleria degli Uffizi </p><p><strong>caratteristiche</strong></p><p>• è raffigurato con un giubbone rosso</p><p>• attenzione ai dettagli del profilo</p><p>• sfondo scuro per evidenziare il profilo di Gian Galeazzo</p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>Gli Sforza</strong></p><p><strong>• </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/14/Francesco_Sforza.jpg">Francesco Sforza</a></p><p>  - ritratto</p><p>  - dipinto nel 1460</p><p>  - realizzato da Bonifazio Bembo</p><p>  - situato oggi nella pinacoteca di Brera</p><p> <strong>caratteristiche</strong></p><p><strong>• </strong>utilizzo tecnica del chiaroscuro</p><p>• toni caldi </p><p>• perfetto equilibrio tra il profilo di Francesco Sforza e lo sfondo</p><p> </p><p>• <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://tse1.mm.bing.net/th?id=OIP.3366_aWYqTjvhJNBbuBTqAHaLQ&amp;w=474&amp;h=474&amp;c=7">Ludovico Il Moro</a></p><p>   - ritratto</p><p>   - olio su tela</p><p>   - dipinto nel 1556</p><p>   - realizzato da Cristofano dell’ Altissimo</p><p>   - situato ora nella Galleria Degli Uffizi</p><p><strong>caratteristiche</strong></p><p>•evidenzia importanza storia e culturale di Ludovico il Moro</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 17:20:00 UTC</pubDate>
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         <title>Mappe e confini (regno di Napoli)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il nome ufficiale del regno era <strong>Regnum Siciliae citra Pharum</strong>, ovvero "Regno di Sicilia al di qua del Faro".</p><p>I confini comprendevano:</p><ul><li><p>Ducato di Puglia e Calabria;</p></li><li><p>Ducato di Capua.</p></li></ul><p>Sono poi da ricordare molte città del meridione e le loro caratteristiche:</p><ul><li><p><strong>Napoli</strong>, oltre ad essere capitale e cuore del regno, fu un importantissimo centro culturale;</p></li><li><p><strong>Salerno</strong>, città portuale e centro di commercio;</p></li><li><p><strong>Bari</strong>, città pugliese strategica per la difesa militare;</p></li><li><p><strong>Taranto</strong>, collocata sulla costa ionica per le attività marittime;</p></li><li><p><strong>Messina</strong>, fondamentale per il controllo dei traffici commerciali del Mediterraneo.</p></li></ul><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://arteimmagine.annibalepinotti.it/images/extra/arte-facilitata/12-quattrocento/aree-400.jpg">Nel 1442, avvenne l'unificazione del mezzogiorno sotto il dominio aragonese grazie ad Alfonso V, dopo aver sconfitto l'avversario renato d'Angiò.</a></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 18:57:26 UTC</pubDate>
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         <title>ARTISTI A CORTE (NAPOLI)</title>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Durante l’età signorile nel Regno di Napoli, diversi artisti ebbero un ruolo di primo piano presso la corte napoletana, specialmente sotto le dinastie angioina e aragonese. La corte attirò importanti pittori, scrittori, scultori e architetti italiani e stranieri trasformando Napoli in un<strong> centro culturale</strong> e artistico di rilievo.</p><p><br></p><p><strong>CORTE ANGIOINA</strong></p><p><br></p><ul><li><p><strong>Giotto di Bondone (1267-1337)</strong></p></li></ul><p>Anche se la sua presenza a Napoli risale al regno di Roberto d’Angiò, lasciò opere influenti nella chiesa di Santa Chiara e un’importante eredità per gli artisti successivi.</p><p><br></p><ul><li><p><strong>Francesco Petrarca (1304-1374)</strong></p></li></ul><p>Nel 1341, Petrarca visitò la corte di Roberto d’Angiò a Napoli, dove il re testò la sua erudizione prima della sua incoronazione poetica a Roma. Roberto, sovrano colto e amante delle arti, instaurò con Petrarca un dialogo intellettuale. Il poeta ammirava la cultura del re, ma criticò la decadenza della corte napoletana dopo la sua morte nel 1343.</p><p><br></p><ul><li><p><strong>Giovanni Boccaccio (1313-1375)</strong></p></li></ul><p>Boccaccio trascorse diversi anni a Napoli, dal 1327 al 1340 circa, quando suo padre si trasferì in città come agente commerciale per i Bardi, una delle più importanti famiglie di <strong>banchieri fiorentini</strong>. Qui, Boccaccio frequentò la corte angioina e le sue élite culturali, che influenzarono profondamente la sua produzione letteraria.</p><p><br></p><p><strong>CORTE ARAGONESE</strong></p><p><br></p><ul><li><p><strong>Francesco Laurana (1430-1502)</strong></p></li></ul><p>Scultore e architetto dalmata, attivo presso la corte aragonese, realizzò raffinate sculture, tra cui ritratti della regina <strong>Isabella d’Aragona</strong>.</p><p><br></p><ul><li><p><strong>Guido Mazzoni (1445-1518)</strong></p></li></ul><p>Scultore emiliano famoso per i suoi “Compianti sul Cristo morto”. Fu chiamato a Napoli dagli Aragonesi per <strong>opere religiose</strong>.</p><p><br></p><ul><li><p><strong>Antonello da Messina (1430-1479)</strong></p></li></ul><p>Sebbene non residente a corte, lavorò brevemente a Napoli. La sua tecnica della<strong> pittura ad olio</strong> influenzò gli artisti napoletani.</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 21:16:56 UTC</pubDate>
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         <title>Monumento funebre a Ladislao di Durazzo</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il monumento funebre a Ladislao di Durazzo, situato nella chiesa di San Giovanni a Carbonara a Napoli, è una delle opere più significative della scultura tardo-gotica in Italia. <strong>Commissionato da Giovanna II </strong>di Napoli in memoria del fratello Ladislao, fu realizzato tra il 1414 e il 1428.</p><ul><li><p>realizzato da <strong>Andrea da Firenze</strong></p></li></ul><p>Il monumento si sviluppa su quattro ordini orizzontali:</p><ul><li><p>Al primo ordine, il basamento marmoreo è decorato con le quattro virtù cardinali — <strong>Temperanza, Forza, Prudenza e Magnanimità</strong> — che rappresentano i valori ideali della monarchia.</p></li><li><p>Il secondo ordine è caratterizzato da cinque nicchie, tra cui tre centrali che formano una loggia. Al centro, sono raffigurati Ladislao e Giovanna II seduti su troni, circondati dalle virtù morali. Le pareti di fondo delle nicchie sono decorate con gli stemmi del casato angioino.</p></li><li><p>Nel terzo ordine, il monumento presenta il sarcofago di Ladislao: alla base del sarcofago sono scolpiti i ritratti di Ladislao, Giovanna II e altre figure di spicco della loro dinastia.</p></li><li><p>La parte finale del monumento, nel quarto ordine, culmina con una <strong>statua equestre di Ladislao</strong>, che lo rappresenta come un sovrano guerriero con armatura e spada sguainata, simbolo delle sue virtù militari. Sotto la statua è presente l’iscrizione "<strong>Divus Ladislaus</strong>", indicando il desiderio di conferirgli una sorta di santità postuma.</p></li></ul><p>Il monumento è decorato con numerosi dettagli simbolici e affreschi, tra cui gli stemmi angioini e durazzeschi, che rafforzano il legame tra il potere temporale e quello divino, enfatizzando la nobiltà e la sacralità della dinastia. Con la sua grandezza e la ricchezza di significato, l'opera celebra non solo il sovrano, ma anche il <strong>prestigio</strong> della sua famiglia, presentando una visione idealizzata della <strong>monarchia</strong> e del <strong>potere</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 21:45:37 UTC</pubDate>
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         <title> CURIOSITÀ VENEZIANE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>IL LEONE DI VENEZIA</strong> </p><p>il Leone di Venezia é stato scelto come simbolo di San Marco ,il protettore della città, serviva per rappresentare la forza ma anche la spiritualità .</p><p>Nel Rinascimento, il Leone di Venezia acquisì un significato ancora più profondo, divenendo un simbolo non solo della potenza politica della Repubblica di Venezia, ma anche della sua cultura:</p><ul><li><p> il leone era rappresentato con una spada o con la Bibbia, esprimendo così la doppia natura della Repubblica: il potere militare e quello spirituale.</p></li><li><p> Il Leone alato rappresentava anche la "Pax Venetia", ossia la pace e l'ordine che la Repubblica di Venezia cercava di mantenere nelle sue terre.</p></li><li><p>La Repubblica di Venezia utilizzò il Leone come simbolo della sua missione divina. La città era vista come un "presidio della fede" e il leone alato veniva spesso rappresentato come un messaggero della volontà di Dio, con San Marco che guida la città verso la salvezza.</p></li><li><p> Il leone alato veniva esibito in monumenti pubblici e nei porti come segno di invincibilità e superiorità culturale e politica.</p></li></ul><p><br></p><p><strong>LEGGENDA DEL PONTE DI RIALTO</strong> </p><p><br></p><p>il ponte venne costruito la prima volta ,in legno, nel 1264 il quale però venne abbattuto più volte , per questo motivo nel XVI secolo si decise di costruire un nuovo ponte seguendo il progetto di Antonio Da Ponte .Però sorse un problema, durante le fasi di&nbsp;costruzione del ponte, infatti, c'erano spesso piccoli crolli che impedivano agli operai di andare avanti con i lavori.&nbsp;Una situazione che iniziò ad allarmare Antonio da Ponte tanto che  un giorno decise di nascondersi, di notte, nei pressi del ponte per verificare cosa accadeva&nbsp;nelle ore notturne alla sua costruzione dato che quei crolli si verificavano sempre di notte.&nbsp;Così, Antonio, scoprì qualcosa di agghiacciante: nel momento del crollo del ponte iniziò a risuonare una fragorosa risata che proveniva dalle sue spalle. Girandosi Antonio vide un uomo alto e coperto da un mantello nero che affermò che nessuno umano sarebbe mai stato in grado di costruire un ponte sul Canal Grande a meno che non fosse disposto a pagare un altissimo prezzo. Ma dato che Antonio non vedeva l'ora di concludere i lavori disse all'uomo misterioso che avrebbe pagato il ponte "con la sua anima". Ma il diavolo non voleva la sua di anima ma quella della prima persona che sarebbe passata sul ponte una volta concluso.&nbsp;L'architetto accettò senza pensarci più di tanto. Il ponte, così, non crollò più e i lavori finirono. Data la promessa fatta al diavolo, l'architetto fece attraversare il ponte per la prima volta da un gallo. Ma questo atto di furbizia non funzionò e fece solo arrabbiare il diavolo che, trasformatosi in manovale, andò a casa di Antonio, disse a sua moglie che c'era stato un incidente sul ponte e quando lei lo attraversò, morì insieme a suo figlio che portava ancora&nbsp;in grembo.&nbsp;</p><p>Da quel giorno l’anima di quel bambino mai nato continuò a vagare sul ponte e si narra che in tanti sentivano piangere o starnutire un bambino in quella zona. Un giorno un gondoliere, dopo aver sentito lo starnuto, disse &lt;salute&gt; e dopo quell'atto di compassione l'anima del bambino abbandonò il ponte di Rialto.&nbsp;</p><p><br></p><p><strong>BIBLIOTECA MARCIANA</strong></p><p><br></p><p>La prima proposta per istituire una "pubblica libreria" a Venezia fu avanzata nel 1362 da Francesco Petrarca  che non riuscì tuttavia a realizzare il progetto. Alla sua morte, lasciò la sua biblioteca personale presumibilmente ai Da Carrara , i signori di Padova.</p><p>Il primo nucleo della biblioteca è costituito dalla donazione che il , cardinal Bessarione ,fece il 31 maggio 1468 alla Repubblica di Venezia "<em>ad communem hominum utilitatem</em>" (per il bene comune degli uomini).</p><p>La biblioteca incrementò il suo inventario grazie a numerose donazioni e lasciti, nonché grazie all'incorporazione di altre biblioteche della città e della Repubblica. Molte delle opere donate provenivano da Bisanzio, conquistata dall'Impero ottomano nel 1453. Anche grazie a questa raccolta, Venezia fu il più importante centro dello studio dei classici greci. </p><p>Ad oggi la biblioteca Marciana é una delle più grandi e antiche in Italia.</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 23:32:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Confini italiani di Venezia nel 1500 :</p><ul><li><p>a nord </p><p>-il territorio degli Asburgo</p><p>-principale vescovile di Trento </p></li><li><p> A ovest </p><p>-il ducato di Milano </p></li><li><p>a sud </p><p>-il ducato di Ferrara </p></li></ul><p>        -marchesato di Mantova </p><ul><li><p>a est </p></li></ul><p>         -il territorio degli Asburgo</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-22 23:54:43 UTC</pubDate>
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         <title>Gli eventi storici nel regno di Napoli</title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>La dinastia angioina</strong></p><p><br></p><p>In seguito alla <strong>pace di Caltabellotta (1302)</strong>, mentre quello di Sicilia era spettato agli Aragonesi, <mark>il trono di Napoli era stato confermato agli Angioini</mark>, tra i quali spicca per importanza <strong>Roberto d’Angiò detto "Il Saggio" (1309-1343)</strong>, che riuscì a rendere Napoli un <mark>centro culturale, intellettuale e commerciale</mark> notevole, acquisendo inoltre il titolo di Vicario Pontificio.</p><p><br></p><p>Alla morte di quest’ultimo, tuttavia, il regno di Napoli andò incontro a un periodo di <strong>decadenza politica ed economica</strong>, al contrario del nord Italia, dovuto alla <mark>prepotenza del feudalesimo</mark>, estremamente radicato a causa della <mark>mancanza di un forte ceto borghese</mark> e dei <mark>contrasti dinastici</mark> che dilaniavano la casa d’Angiò.</p><p><br></p><p><strong>La dinastia dei Durazzo e la crisi dinastica</strong></p><p>Dopo la morte di Roberto d'Angiò, il regno passò a suo nipote:&nbsp;</p><p><strong>1382 – Carlo III di Durazzo</strong>: Salì al trono di Napoli in seguito alla contesa per il regno con Giovanna I e Luigi d’Angiò. Carlo III instaurò una politica autoritaria e cercò di consolidare il suo potere, ma dovette affrontare la ribellione dei nobili locali e delle città.</p><p><strong>1399-1412 – Ladislao di Durazzo</strong>: Figlio di Carlo III, regnò in un periodo caratterizzato da guerre civili e conflitti con il Papato. Ladislao, nonostante fosse un abile condottiero, <mark>morì senza eredi diretti</mark>.</p><p><br></p><p><strong>Gli Aragonesi e l'unificazione del regno</strong></p><p>Dopo la morte di Ladislao, il Regno di Napoli visse un periodo <mark>di vacanza di potere</mark>, che fu colmato dalla crescente influenza degli Aragonesi.</p><p><strong>1414</strong> <strong>– Giovanna II</strong>: Durante il regno della sorella di Ladislao di Durazzo, l’influenza aragonese si fece sempre più pressante sul trono di Napoli, al punto che, <mark>alla morte di quest’ultima (1435)</mark>, la <mark>contesa al trono</mark> vide come protagonisti <strong>Renato d’Angiò e Alfonso V d’Aragona</strong>, già padrone della Sicilia e della Sardegna, che <mark>uscì vittorioso dallo scontro nel </mark><strong><mark>1442</mark></strong>.&nbsp;</p><p><br></p><p><strong>1442 – La fine della guerra civile</strong>: Con l'acquisizione definitiva del regno, Alfonso riuscì a fermare le divisioni interne e a rafforzare il potere della dinastia aragonese. L’epoca di Alfonso segnò anche il ritorno alla stabilità, nonostante la continua tensione con il Papato e con altri poteri europei.</p><p>In seguito all’annessione del regno di Napoli da parte della dinastia Aragonese, <mark>il Mezzogiorno era diventato un unico regno</mark> e le città cominciarono a godere di maggiore autonomia, tuttavia la dinastia Aragonese non riuscì mai a reprimere la potenza nobiliare e avviare l’ammodernamento dello stato, portando a un <mark>divario sempre più incolmabile tra Nord e Sud Italia</mark>.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-23 00:37:43 UTC</pubDate>
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         <title>La musica a Napoli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Napoli, tra il 1300 e il 1450 fu un centro importante di vita artistica, che ha visto l'intrecciarsi di tradizioni musicali locali con <mark>influenze provenienti da tutta Europa</mark>, in particolare dalla Francia, dalla Spagna e dall'Italia settentrionale.</p><p>Tra gli strumenti più diffusi al tempo troviamo <mark>l’arpa, il clavicembalo, il liuto, i flauti</mark>, così come strumenti indigeni al meridione come <mark>la castagnetta napoletana, </mark><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.bottegacapuano.it/cdn/shop/files/IMD0158_1024x1024.jpg?v=1699885398"><mark>putipù</mark></a><mark> o lo </mark><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://grandenapoli.it/wp-content/uploads/2022/02/scetavajasse.png"><mark>scetavajasse</mark></a>, strumenti a percussione che, con il diffondersi della musica profana e popolare, iniziano&nbsp; a prendere sempre più piede.&nbsp;</p><p>Furono fondamentali alla diffusione e maturazione delle arti musicali, i contributi di <mark>Roberto d’Angiò e Alfonso V d’Aragona</mark>, grandi sostenitori di ogni forma d’arte, che incoraggiarono lo sviluppo musicale tramite opere come l’istituzione di <strong>cappelle musicali:</strong></p><ul><li><p>Strutture organizzative composte da cantanti e strumentisti, guidati da un maestro di cappella, volte all’espressione musicale in ambiti legati alla nobiltà o al clero.</p></li></ul><p>Durante il regno angioino infatti, Napoli si affermò come un <mark>centro musicale di grande importanza</mark>, fondato principalmente su <strong>canti liturgici e sacri</strong>.&nbsp;</p><ul><li><p>A causa della forte influenza francese e della scuola fiamminga, la tecnica prediletta di composizione era quella <mark>polifonica</mark>, ossia uno stile compositivo che combina <mark>due o più voci indipendenti</mark>, che venne portata al suo apice, innovando le preesistenti forme della messa e del mottetto.</p></li></ul><p><strong>Altre forme musicali: </strong>Accanto alla musica religiosa, si cominciò a sviluppare una tradizione di <strong>musica profana</strong>, ponendo le basi per una tradizione musicale popolare che si radicherà molto profondamente a Napoli. Tra le forme musicali più praticate, vi erano le ballate e le canzoni (soprattutto in lingua volgare); anche la corte di <strong>Ladislao di Durazzo</strong> fu un centro di promozione della musica profana, in particolare nelle forme della <strong>ballata</strong> e del <strong>madrigale</strong>:</p><ul><li><p>Una composizione musicale o lirica estremamente popolare nel XV secolo, costituita da una successione di endecasillabi divisi in brevi strofette.</p></li></ul><p>Tra i musicisti più presenti alla corte del regno di Napoli ricordiamo:</p><ul><li><p><strong>Johannes Ciconia</strong></p></li></ul><p>Uno dei compositori più importanti del periodo tardo medievale, ebbe <mark>legami diretti con Napoli</mark>. Proveniente dalle Fiandre, fu attivo in diverse corti italiane, tra cui quella di <strong>Napoli</strong>, soprattutto durante il regno di <strong>Alfonso d'Aragona</strong>. La sua <mark>musica polifonica</mark>, che combinava stili francesi e italiani, fu apprezzata e diffusa nella città. Ciconia è famoso per le sue opere vocali e per l'uso innovativo della polifonia, in particolare nelle sue <strong>messe</strong> e <strong>motetti</strong>.</p><p><br></p><p><strong>Guillaume Dufay</strong></p><p>Anch'egli uno dei compositori più celebri del primo Rinascimento, <mark>fu influenzato dalla scuola napoletana</mark> e dalle sue tradizioni polifoniche, che avevano cominciato a consolidarsi sotto l'influenza di musicisti come Ciconia. E’ conosciuto per opere come la sua <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.youtube.com/watch?v=_EMbGN2jeno"><strong>Messa "Se la face ay pale"</strong></a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-23 02:02:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ritratti di famiglia a Roma</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.heraldrysinstitute.com/stemmi_nobiliari_miniature/img/10394/Stemma+della+famiglia/Barberiniemmi/it/10394.jpg"><strong>La famiglia Barberini</strong></a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.avvenire.it/c//2022/PublishingImages/61d0118fb2344c93880bd284d5ee745f/2_Gian-Lorenzo-Bernini-e-bottega_BustoUrbanoVIII_FotoMauroCoen.jpg"><em>IL Ritratto di Urbano VIII</em></a></p><p><strong><em>Caratteristiche</em></strong>:</p><ul><li><p>realizzato nel 1632</p></li><li><p>marmo</p></li><li><p>altezza di 102cm </p></li><li><p>oggi situato nel Palazzo Barberini</p></li><li><p>Gian Lorenzo Bernini    </p></li></ul><p><strong><em>Lettura dell'opera:</em></strong></p><p>Bernini, in quest'opera, testimonia la sua grande capacità  di creare l’impressione di vita nella materia. Si notano un <mark>verosimile naturalismo </mark>e la <mark>psicologia del personaggio</mark> grazie a piccoli dettagli:</p><ul><li><p>le labbra sono leggermente dischiuse</p></li><li><p>barba non rasata copre le guance</p></li><li><p>un bottone della mozzetta non  allacciato</p></li><li><p>le iridi degli occhi incise con la punta del trapano      </p></li></ul><p>Si ha così la sensazione di trovarsi in ginocchio di fronte a un <mark>“ritratto parlante”</mark> del pontefice, che con un benevolo <mark>gesto di benedizione</mark> fa cenno di alzarsi.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5d/Blas%C3%B3n_Borja_-_Borgia.jpg/640px-Blas%C3%B3n_Borja_-_Borgia.jpg"><strong>La famiglia Borgia</strong></a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/31/Bartolomeo_Veneto_001.jpg"><em>Il ritratto di Lucrezia Borgia</em></a></p><p><strong><em>Caratteristiche</em></strong><em>:</em></p><ul><li><p>realizzato nel 1520</p></li><li><p>dipinto a tempera e olio un pannello di legno di pioppo</p></li><li><p>oggi parte della collezione dello Städel di Francoforte</p></li><li><p>Bartolomeo Veneto</p></li></ul><p><strong><em>Lettura dell'opera:</em></strong></p><p>La duchessa intenta ad <mark>odorare un fiore</mark> nel giardino della sua residenza, sembra essere disturbata in un <mark>momento di intimità</mark>, il disturbatore è proprio l'osservatore. La donna, tuttavia, non è preoccupata dalla sua presenza. </p><p>Si riesce così a capire il volere di rappresentare una donna dalla <mark>forte personalità.</mark></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-24 16:17:15 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosità Romane</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/monicapetronioprof/ykwn1afdut5u08yn/wish/3303540598</link>
         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.roma.com/wp-content/uploads/2021/11/Palazzo-Zuccari-una-porta-infernale-che-conduce-al-paradiso.jpg"><strong>Palazzo Zuccari</strong></a></p><p><em>Palazzo Zuccari</em>, chiamato così per il nome del suo costruttore <mark>Federico Zuccar</mark>i, realizzato nel <mark>1592</mark>.&nbsp; Presenta un particolarità, la sua inconfondibile facciata, arricchita sia da un portone a forma di <mark>bocca di mascherone</mark> spalancata, pronta ad “inghiottire” chiunque osi varcare il suo ingresso, sia da strane decorazioni presenti sulle finestre.</p><p><br></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.filodiritto.com/sites/default/files/styles/lg/public/2019-10/galileo_galiei_davanti_al_tribunale_dellinquisizione_butti.jpg?itok=7GZK20sG"><strong>La Santa Inquisizione</strong></a></p><p><em>La Santa Inquisizione</em>, ebbe un <mark>ruolo importante e dannoso </mark>nel Rinascimento, in quanto cercava di mantenere <mark>l’attenzione </mark>delle opere <mark>su temi religiosi</mark>&nbsp; e ortodossi. Quando infatti le <mark>opere </mark>trattavano temi troppo secolari o eretici venivano <mark>censurate</mark>. Questa partecipazione della Chiesa si trova specialmente nelle opere di Caravaggio, improntate sulla devozione religiosa.</p><p>Un esempio a tutti noto è il dipinto di Paolo Veronese, "<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.arte.it/foto/600x450/2b/2301-Paolo-Caliari-Veronese-Convito-in-casa-di-Levi-33293.jpg">Cena in casa Levi</a>". Il pittore su infatti richiamato dalla Santa Inquisizione veronese.</p><p>&nbsp;</p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://cards.algoreducation.com/_next/image?url=https%3A%2F%2Ffiles.algoreducation.com%2Fproduction-ts%2F__S3__c4097bb8-b3ad-4ab5-8428-8d59798f990a&amp;w=3840&amp;q=75"><strong>&nbsp;Corruzione Papale</strong></a></p><p><em>La corruzione papale</em> ad opera si <mark>Alessandro VI</mark>, al secolo Rodrigo Borgia. Il Papa è noto per la sua i<mark>mmorale vita privata</mark> e per aver favorito i suoi figli, tra cui Cesare e Lucrezia Borgia, che divennero figure famose per il loro coinvolgimento in intrighi politici e scandali. Nonostante ciò, Alessandro VI ha anche <mark>patrocinato le arti</mark>, prendendo sotto la sua protezione Pinturicchio, e ha contribuito allo sviluppo di Roma.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-24 16:53:30 UTC</pubDate>
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