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      <title>PER QUESTO HO VISSUTO - Sami Modiano by Giorgiana Antonella Covaci</title>
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      <description>Scroll to view</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-18 08:47:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ndeluca2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>«Sami, sei sopravvissuto a quell'inferno per raccontare la nostra storia».</p><p>Io lo sento come un obbligo, è un impegno che mi ha cambiato, che mi ha fatto capire più cose di me e che mi ha dato finalmente l'occasione di guardare al mondo con occhi rinnovati, diversi. Questi ultimi anni sono stati i più belli della mia vita.</p><p>-Noemi De Luca, ultima pagina</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 15:13:31 UTC</pubDate>
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         <title>Pag. 128 Nicolò Bianchi</title>
         <author>gcovaci2021e</author>
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         <description><![CDATA[<p>“Era la mattina del 27 gennaio 1945, nevicava. Qualcuno dentro il blocco cominciò a dire che i russi erano arrivati. Poi, finalmente, li vedemmo per la prima volta in faccia. Io li vidi dalla finestra. Un carro di legno trainato da due cavalli e un russo con il fucile mitragliatore a tamburo. </p><p>Dappertutto era pieno di cadaveri [...] se avessero tardato anche di una settimana [...]</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 17:07:07 UTC</pubDate>
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         <title>-Serena Cavazzini-(capitolo 5 pagina. 125)</title>
         <author>scavazzini2022e</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 17:24:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scamarda2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p> Ci hanno buttato dentro le stive che ancora sapevano dell'urina e degli escrementi degli animali trasportati di recente. C'era ancora questo odore fortissimo di sporco e da lì in poi anche noi saremmo stati trattati come bestie.</p><p>Non c'era spazio per tutti, nemmeno per sedersi, eravamo uno sopra l'altro. Ci stringemmo a centinaia in questa stiva, consumando un'aria viziata che questo affanno crescente rendeva sempre più irrespirabile.</p><p>"La deportazione"</p><p>Allodi  pagina 70</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 18:22:56 UTC</pubDate>
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         <title>abiti e tatuaggio Valentina e Enrico</title>
         <author>ccorradi2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>Quando arrivò il nostro turno di entrare, ci diedero l’ordine di alzarci, di toglierci tutto quello che avevamo addosso e lasciarlo in uno stanzone. Eravamo completamente nudi e provavamo vergogna, anche tra uomini quel pudore era rimasto. Io non avevo mai visto un adulto nudo, ma soprattutto era la prima volta che vedevo mio padre nudo. A Rodi non si usava, erano altri tempi. Poi passammo in un’altra stanza dove ci tagliarono i capelli e tutti i peli del corpo. Ci obbligarono a fare una doccia molto sbrigativa. Un attimo dopo ci fecero correre lungo un corridoio. Lì qualcuno ci lanciò un pigiama a righe, un cappello e degli zoccoli. Quelli sarebbero stati i miei vestiti fino al giorno della liberazione. </p><p><br></p><p>Con tutta quella fretta, le cose venivano distribuite a caso e nessuno riceveva indumenti e calzature della taglia giusta. Una volta vestiti ci fecero tornare all’aperto, in uno spazio dove avevano messo dei tavoli ai quali sedeva un prigioniero come noi. Era l’ultima procedura dell’immatricolazione: il tatuaggio, che ci venne fatto da quello stesso prigioniero. Mio padre mi teneva ancora per mano, fin qui non mi aveva mai lasciato; mi spinse verso il tavolo dove mise il suo braccio, davanti a me, quasi per farmi vedere come si doveva fare, perché io non provassi paura. Allora io lo imitai, mentre lui aspettava che finissero di tatuarmi. Infatti io ho il numero B7456, mio padre aveva il B7455.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 18:35:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>acamera2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>“ L’8 settembre del 1943 cambiò tutto. Eravamo a casa e stavamo aspettando che gli italiani si alleassero con gli inglesi; molti si aspettavano che gli inglesi sarebbero venuti da Cipro e avrebbero preso l’isola. Ci siamo sbagliati, non è andata così. Da quel momento in poi le cose sono andate storte. Nel giro di una settimana l’isola di Rodi era in mano ai tedeschi. </p><p>Da quel momento in poi le cose si sono capovolte e per gli ebrei iniziò la tragedia. “</p><p>~ Alice Camera pagina 54 ~</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 18:57:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cboschi2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>Chiara Boschi pag 69</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 19:52:39 UTC</pubDate>
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         <title>Alguien Matias, cap.3 p.59-60 / Giorgiana </title>
         <author>amatias2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il giorno dell'arresto ognuno di noi ignorava quello che sarebbe successo. Era mattino, quasi tutti gli ebrei di Rodi erano a casa quando i tedeschi diramarono un ordine: tutti i capifamiglia dovevano presentarsi, forniti di documenti, alla Kommandantur, il comando che i nazisti avevano predisposto nell'ex caserma dell'aeronautica italiana.</p><p>Credendo che si trattasse di un semplice controllo, tutti i capifamiglia si presentarono davanti ai militari tedeschi. Le loro vere intenzioni però furono presto chiare. Non era certo un caso che il punto di raccolta fosse proprio la Kommandantur, un grande edificio con camerate che potevano contenere circa duemila persone, guarda caso proprio tanti quanti erano gli ebrei rimasti sull'isola.Appena arrivate lì, le persone furono sequestrate e i loro documenti derubati.I nazisti ci avevano presi con l'inganno, non dovettero neanche usare la forza per attirarci in trappola: niente rastrellamenti, niente strepiti, solo un controllo documenti presentato come una semplice formalità.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 19:57:11 UTC</pubDate>
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         <title>Sara Faraboli, capitolo 4 Auschwitz-Birkenau (pag 103)</title>
         <author>sfaraboli2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>Una volta, preoccupato dalla magrezza .....Feci volare il pane oltre il filo spinato e lei lo raccolse. Non appena vide di che si trattava, fece come per abbracciarmi. Poi tirò fuori anche lei un pezzo di pane, lo avvolse nel panno insieme al mio e mi rilanciò il fagotto. Aveva avuto la mia stessa idea. Anche in quelle condizioni drammatiche, volle continuare a essermi sorella e madre. In quel momento capii fino in fondo, come forse mai avevo fatto prima, l'amore che ci legava e l'affetto che lei aveva per me. </p><p>Un giorno non la vidi più, e c'è voluto del tempo per capire che mia sorella non ce l'aveva fatta, se n'era andata per sempre. Avevo perso la cosa a me più cara, la cosa che adoravo di più.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 19:57:13 UTC</pubDate>
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         <title>Perché proprio io?</title>
         <author>salvaquit</author>
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         <description><![CDATA[<p>"Non so se qualche sopravvissuto si senta fortunato o sia convinto di avercela fatta per qualche merito speciale. Io so solo che non smettevo di pormi le stesse domande:"Perché sono tornato vivo?perché l'ho scampata?Perché proprio io?""</p><p>Salvatore Angelo Quitadamo pag 198</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 20:30:16 UTC</pubDate>
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         <title>Veronica Panziroli, capitolo 4 Aushwitz-Birkenau (pag 82-83)</title>
         <author>vpanziroli2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>"Noi eravamo in fila, e uno per uno passavamo davanti a questa persona, questo medico di cui non pronuncio il nome, perché non merita che lo faccia. Lo vedevamo fare un semplice gesto con un dito, lanciare un solo sguardo: questi di qua, questi di là, questi di qua, questi di là. Da una parte i giovani, quelli più forti, dall'altra gli anziani, gli ammalati, i deboli, ed erano tanti, molti più dei primi. Con quel semplice gesto, con quel solo sguardo lui decideva chi doveva ancora vivere, per poco, e chi doveva subito morire. Ma in quel momento noi non capivamo. Aveva l'autorità di mandare a morte migliaia di persone innocenti in un solo giorno...le ha tutte sulla coscienza. Come poteva andare a dormire la sera? E come avrà potuto dormire dopo la guerra tutti gli anni che ha vissuto?"</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 20:37:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mtomai2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>-Tomai Mirko Pio</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 20:44:00 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo 2 pagina 43 Lorenzo - Pietro</title>
         <author>liamiglio2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>"Avevo otto, otto anni e mezzo, quel giorno. L'anno scolastico era appena iniziato quando una mattina il maestro mi chiamò. Ero contento, perché mi ero preparato per l'interrogazione. Ero convinto che mi avessero chiamato per questo. Invece il maestro mi disse: «Samuel Modiano, sei espulso dalla scuola». Io non capii, rimasi senza parole. L'espulsione era una cosa molto grave e chiesi a bassa voce perché, per quale motivo, credendo di aver commesso qualcosa di sbagliato. Capendo il mio stato d'animo, mettendomi una mano sulla testa, <em>lui mi disse di andare a casa e stare tranquillo, che mio padre mi avrebbe spiegato il motivo di questa espulsione.</em> Ricordo questo particolare della mano sulla testa, quest'insegnante che cercava di tranquillizzare un bambino mortificato.  </p><p>Con fatica lo dissi a mio padre, che sapeva molte più cose di me. Subito lui cercò di tranquillizzarmi. Sapeva che non avevo fatto niente di male e che mi avevano espulso per un motivo diverso.</p><p> Quel giorno ho perso la mia innocenza. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino. La notte mi addormentai come un ebreo"</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 21:20:14 UTC</pubDate>
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         <title>cap 1 pag. 22 </title>
         <author>mborelli1</author>
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         <description><![CDATA[<p>la sensazione che più che ricordo.....</p><p>data, luogo.... </p><p><br></p><p>Giorgia Ceglia </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-21 09:32:58 UTC</pubDate>
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         <title>Arrivo a Birkenau (pag 81) Anthea</title>
         <author>ccorradi2022e</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il treno si fermò che era mattino e gli uomini si precipitarono a guardare fuori dai finestrini per capire dove fossimo. Io ero troppo piccolo per arrivare in alto e sbirciare il panorama, ma un adulto mi disse che in lontananza non si vedeva altro che qualche baracca, niente di più. Tutti pensavano che dopo un po’ saremmo ripartiti, che quel posto in mezzo al nulla non fosse la nostra destinazione. Era assurdo pensare che avevamo fatto un viaggio così disumano per poi fermarci in un buco sperduto. Non ne vedevamo il senso o non volevamo accettarlo. Eravamo arrivati sulla Rampa di Birkenau.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-21 10:30:40 UTC</pubDate>
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         <title>pag 104 cesare</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-28 14:34:44 UTC</pubDate>
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         <title>pag 103 cesare</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-28 14:35:08 UTC</pubDate>
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         <title>pag 82 alice co</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-28 14:36:28 UTC</pubDate>
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         <title>pag. 100-101 (E una sera)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Una sera grazie a dio [....] forza ce la faremo.</p><p>samuele</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-25 10:33:57 UTC</pubDate>
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         <title>p 121 Furlotti Riccardo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>il tempo passava e il freddo [...] che non puoi cancellare  dalla memoria.</p>]]></description>
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         <title>pag. 126-127</title>
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         <description><![CDATA[<p>Avrei dovuto ricevere il colpo di grazia [...] due angeli custodi.</p><p><br></p><p>Pietro Caravita</p>]]></description>
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