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      <title>MI FA STARE BENE... by Roberta La Civita</title>
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      <description>PREVENIRE IL BULLISMO CON IL CIRCLE TIME
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-12 11:16:15 UTC</pubDate>
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         <title>MI ASCOLTO...</title>
         <author>roberta_lacivita585314</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo aver ascoltato la canzone chiedete ai ragazzi di pensare alla vita quotidiana in classe e di riflettere sulle situazioni che li fanno stare bene quando si relazionano con i compagni e le compagne.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 11:38:25 UTC</pubDate>
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         <title>MI RACCONTO...</title>
         <author>roberta_lacivita585314</author>
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         <description><![CDATA[<div>La scuola si sta muovendo non solo in direzione del “sapere” e del “saper fare” ma anche e soprattutto verso il <strong>“saper essere”.</strong><br>Dunque il circle-time:</div><div>·&nbsp;Consente agli alunni di esprimersi e conoscersi meglio, valorizzando le differenze</div><div>·&nbsp;Facilita l’inclusività</div><div>·&nbsp;Permette agli insegnanti di conoscere meglio i propri studenti e la classe</div><div>·&nbsp;Può essere uno strumento di prevenzione e gestione della     conflittualità</div><div><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 11:41:38 UTC</pubDate>
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         <title>MI SPERIMENTO...</title>
         <author>roberta_lacivita585314</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>CIRCLE TIME: COME STA LA CLASSE?</strong></div><div><strong>STRATEGIE PER LA DIFESA DAL BULLISMO</strong></div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div>OBIETTIVI</div><div><br>• Aumentare il senso di responsabilità della classe nel contrasto al bullismo.</div><div><br>• Stimolare il pensiero critico, l’empatia e il problem solving collettivo.</div><div><br>• Favorire un clima di classe sereno e collaborativo.</div><div>&nbsp;</div><div>ISTRUZIONI</div><div>&nbsp;<br>Chiedete a ciascun alunno/a di prendere un foglio, dividerlo a metà e scrivere in cima alla prima colonna ottenuta: “<em>in classe sto bene quando…</em>” e nell'altra: “<em>in classe sto male quando…</em>”. Chiedete di pensare alla vita quotidiana in classe e di riflettere sulle situazioni positive e negative che si verificano relazionandosi con i compagni e le compagne. Sottolineate che la scheda è anonima e che possono sentirsi liberi di esprimersi.&nbsp;<br>Assegnate un tempo di circa 20 minuti.</div><div>accogliete le schede in una scatola e dichiarate conclusa la prima fase dell’esercizio.</div><div>A casa analizzate e sistematizzate il materiale raccolto individuando le situazioni di malessere e le situazioni che fanno stare bene.</div><div>In una seconda fase tornate in classe e predisponete 4/5 sottogruppi di lavoro. Potete creare delle isole di banchi, setting funzionale alla collaborazione e alla comunicazione. A ciascun sottogruppo consegnate una situazione di malessere in classe chiedendo di individuare almeno 3 soluzioni concrete per migliorarla. Date un tempo di circa 20 minuti al termine del quale predisponete un cerchio di sedie in mezzo all’aula e con la tecnica del Circle Time&nbsp; favorite una discussione e un confronto sulle diverse situazioni.</div><div>Questa attività permette di indagare il benessere e il malessere percepiti in classe e di favorire un processo di <strong>risoluzione dei conflitti</strong>, siano essi configurati come atti aggressivi o vere e proprie situazioni di bullismo.</div><div>La discussione finale è la fase più delicata e importante in quanto il gruppo dovrà affrontare a viso aperto e <strong>risolvere concretamente le proprie problematicità</strong>.&nbsp;<br>Nella condivisione delle diverse situazioni aiutate i ragazzi e le ragazze a capire quali tipologie di comportamenti la classe mette in atto: scherzo, aggressione, bullismo, cyberbullismo. Sostenete la classe a prendere coscienza che atti aggressivi e di bullismo non sono mai una questione relativa solo a chi li commette e a chi li subisce, ma riguardano sempre tutto il gruppo.</div><div>Partendo dal presupposto che <strong>è responsabilità di tutti/e il miglioramento della vita in classe</strong>, concentratevi sulle strategie proposte dagli studenti/esse, individuando e decidendo con loro quali possono essere applicabili. Potete aiutarli/e utilizzando la lista delle situazioni e dei comportamenti che loro stessi/e hanno già individuato come positivi. L’attività potrà essere ancora più efficace nel momento in cui il gruppo stipula un <strong>patto </strong>impegnandosi nel rispettare regole e indicazioni stabilite insieme.</div><div>Leggendo le schede “<em>sto bene/male quando</em>” potreste intercettare delle situazioni più o meno preoccupanti da cui potrebbero emergere <strong>richieste di aiuto</strong>. Potete rivolgervi al/alla Dirigente Scolastico/a, al consiglio di classe, al servizio di psicologia scolastica della scuola (se presente) per confrontarvi e raccogliere ulteriori informazioni. In base a quanto rilevato, potete scegliere se agire in modo diretto (tutelando la privacy di chi sta chiedendo aiuto) o affrontando indirettamente il caso condividendolo con la classe. Innanzitutto potreste rassicurare dicendo che chiunque senta il bisogno&nbsp; di parlare e confidare un malessere, può trovare nell’insegnante ascolto e protezione, spronando a non tenersi tutto dentro. Può essere utile trattare la situazione col gruppo, con delicatezza e tatto, domandando se la classe si è già accorta che un compagno/a sta sperimentando una simile condizione, senza fare una caccia tesa a scoprire il soggetto in questione o attivando un processo. Ciò metterebbe sulla difensiva e non produrrebbe un confronto costruttivo e volto al cambiamento. Potreste anche invitare la classe a delle&nbsp; riflessioni individuali in cui ognuno possa riflettere se, ed eventualmente come, possa aver contribuito a sostenere la condizione di malessere descritta. È importante che il gruppo senta nell’insegnante una <strong>guida </strong>che offre un’occasione di miglioramento e non un agente persecutorio. Se necessario, potete interpellare anche esperti/e della relazione d’aiuto per farvi supportare direttamente o indirettamente.</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 14:15:56 UTC</pubDate>
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         <title>MI PROGETTO...</title>
         <author>roberta_lacivita585314</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 14:39:37 UTC</pubDate>
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         <title>MI METTO IN &quot;CIRCLE&quot;...</title>
         <author>roberta_lacivita585314</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Gestire attività in classe: il circle time&nbsp;</strong></div><div>&nbsp;</div><div>Il benessere nei luoghi di vita è fonte di processi di cura delle persone e delle relazioni a lungo termine, che si rivelano più efficaci se messi in atto in modo preventivo con costanza e continuità fin dai primi momenti di costituzione di un gruppo. In particolare in un gruppo di pari, le pratiche di rispetto reciproco e riconoscimento delle differenze costituiscono la base per un clima del gruppo-classe che favorisce la collaborazione e il senso di appartenenza, prevenendo proprio i meccanismi di prevaricazione e rivalsa, che possono trasformarsi in atti di bullismo o conflitto. Tra gli strumenti di cui un insegnante, come agente educante, dispone proponiamo: la didattica interdisciplinare sul tema dello scherzo, il circle time, il quality time, il lavoro sugli spettatori. Tutti questi strumenti sono rivolti al gruppo, come luogo di esperienza e condivisione, in cui poter mettere in gioco sé stessi, per crescere collettivamente e riconoscersi anche attraverso l’Incontro con gli Altri.&nbsp;</div><div>Il Circle Time è un gruppo di discussione basato sullo scambio emotivo empatico tra gli alunni di una classe, attraverso la conduzione e mediazione di un insegnante. È uno spazio di condivisione con precise regole condivise, che tutelano gli spazi di parola e tutte persone presenti nel gruppo.&nbsp;</div><div>Di seguito alcune Regole del Circle Time.&nbsp;</div><div>Setting: in cerchio. Consente a tutti di distribuire gli sguardi in modo reciproco e simmetrico, riportando ogni persona ad una posizione di pari dignità nella sua unicità, lasciando aperta la comunicazione anche alla dimensione non verbale.&nbsp;</div><div>Cadenza: frequente e regolare, ad esempio settimanale. Diventa un appuntamento periodico, da proporre inizialmente come strumento preventivo di consolidamento del gruppo e del senso di appartenenza, poi anche come strumento di approfondimento e condivisione su situazioni problematiche e criticità del gruppo&nbsp;</div><div>Durata: predefinita (1 o 2 ore). Il gruppo è a conoscenza in anticipo della durata del circle time, per permettere a chi lo desidera di sfruttare al meglio il tempo offerto di parola e ascolto.&nbsp;</div><div>Conduzione: struttura a bassa gerarchia. Il conduttore-mediatore ha una funzione di garante delle regole, ma non esprime giudizi in merito ai contenuti, per restituire valore alla soggettività ed evidenziando l’importanza di offrire un’occasione di parola non giudicante e libera da pregiudizi e giudizi di valore.&nbsp;</div><div>Regole di conduzione del gruppo.&nbsp;</div><div>Rispetto dei turni di parola (facilitato le prime volte da un oggetto-testimone che renda riconoscibile la persona che ha il turno di parola);&nbsp;</div><div>Rispetto della soggettività delle emozioni espresse, non opinabili;&nbsp;</div><div>ascolto attivo;&nbsp;</div><div>non giudizio.&nbsp;</div><div><strong>Finalità del Circle Time</strong>:&nbsp;</div><div>• sviluppare intelligenza emotiva, nel riconoscimento e condivisione delle emozioni&nbsp;</div><div>• accrescere le competenze comunicative dei singoli e del gruppo&nbsp;</div><div>• accrescere la consapevolezza di sé e il riconoscimento reciproco&nbsp;</div><div>• sviluppare empatia e ascolto attivo&nbsp;</div><div>• rispettare e riconoscere le differenze individuali&nbsp;</div><div>• aumentare il senso di appartenenza al gruppo classe&nbsp;</div><div>• permettere di comunicare vissuti ed emozioni a partire da un’esperienza personale o da una condizione attuale&nbsp;</div><div>• far crescere il gruppo classe, come luogo in cui poter essere risorsa reciprocamente e sostegno ad ogni altro membro della classe&nbsp;</div><div>• sviluppare abilità sociali e relazioni più autentiche&nbsp;</div><div>• accrescere l’autostima, nell’affermare il proprio punto di vista e pensiero.</div><div>&nbsp;Il Circle Time può diventare nel tempo uno strumento utile e duttile, un momento prezioso a cui tornare con cadenza periodica a tutte le età con i propri alunni. La complessità delle tematiche da affrontare può aumentare man mano che si consolida la pratica e la conoscenza dello strumento. Quando le regole sono integrate e rispettate da tutto il gruppo, il ‘cerchio magico’ è riconosciuto dagli alunni come uno spazio garantito, in cui poter affrontare i più disparati argomenti, con crescente complessità e profondità. Gli alunni di ogni età imparano presto i benefici di questa occasione di condivisione e finiscono spesso per richiederla per primi, laddove rilevino un bisogno individuale o del gruppo e momenti particolarmente delicati, che richiedono un’attenzione speciale!&nbsp;</div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-17 14:38:12 UTC</pubDate>
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         <title>MI RENDO CONTO...</title>
         <author>roberta_lacivita585314</author>
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         <description><![CDATA[<div>Scrivete al centro di un cartellone la parola-stimolo “<em>bullismo</em>” e invitate studenti e studentesse a dire tutte le parole che lo stimolo suggerisce loro, aiutandoli con alcune domande guida:<br>“Q<em>uali comportamenti ritenete essere degli atti di bullismo?</em>” “C<em>he emozioni prova chi compie l’atto di prevaricazione?</em>” <br>"C<em>he emozioni prova chi lo subisce?</em>” <br>“Q<em>uali sono secondo voi i motivi che spingono una persona ad agire un atto di bullismo?</em>”</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-17 14:56:27 UTC</pubDate>
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