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      <title>Il Service Learning per una scuola al &quot;servizio&quot; dell&#39;inclusione by </title>
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      <description>&quot;Cuisiner, liberi di cucinare&quot;: un&#39;esperienza di didattica inclusiva</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-15 17:39:44 UTC</pubDate>
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         <title>Intoduzione</title>
         <author>alessandra_clemente573687</author>
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         <description><![CDATA[<div>Da un avviso pubblico sottoscritto a maggio 2021 dal dirigente scolastico dell'I.P.E.O.A. Michele Lecce di San Giovanni Rotondo, rivolto ad associazioni culturali, educative, artistiche, ricreative, sportive, parti sociali, enti locali, realtà produttive e del terzo settore del territorio e finalizzato alla stipula di un Patto educativo di comunità e dalla manifestazione del proprio interesse a partecipare alla procedura di concertazione e negoziazione da parte della cooperativa “Cantieri di Innovazione Sociale” nasce, attraverso il contributo di esperti del mondo agroalimentare ed enogastronomico, dell'amministrazione comunale e degli insegnanti dell'I.P.E.O.A. Michele Lecce, “Cuisiner, liberi di cucinare”. Si tratta di un progetto scaturito dalla coprogettazione, dalla condivisione della necessità di soddisfare il bisogno di un'Inclusione sociale di qualità e dalla sensibilità della scuola e del territorio sangiovannese verso le tematiche inclusive attraverso un lavoro di rete che, creando sinergia tra scuola ed enti non profit, ha dato legittimità, coerenza e continuità educativa agli apprendimenti formali e informali attraverso un’esperienza di didattica inclusiva che, nascendo dalla logica del Service Learning e del raccordo tra Progetto di Vita e Patto di Comunità, proiettando lo sguardo educativo oltre l’edificio scolastico, ha dimostrato come, attuando il monito pedagogico del “Pensami adulto” e intraprendendo la strada della co-progettazione, la responsabilità educativa possa e debba essere una responsabilità della comunità tutta per un’Inclusione di qualità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-19 14:31:16 UTC</pubDate>
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         <title>Il Service Learning tra metodologia e innovazione didattica</title>
         <author>alessandra_clemente573687</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il SL è un approccio nato nel contesto nord-americano verso la fine degli anni ’60, poi diffusosi velocemente in tutto il mondo. La cornice teorica di riferimento in cui si inscrivono gli interventi di SL include il pensiero Dewey e quello di Freire, anche se, nel corso delle sue applicazioni, ha beneficiato del contributo di molteplici ispirazioni teoriche e apporti empirici che, nel corso degli anni, hanno dato vita ad un apparato metodologico basato su elementi fondanti comuni.&nbsp;</div><div>Si tratta di qualcosa di diverso e di più di una metodologia didattica. Se una metodologia didattica è ben definita nei suoi elementi teorici e nelle modalità di insegnamento adottate e non può prescindere da una determinata fedeltà procedurale, la principale caratteristica del SL è potenziare la tensione formativa dei vari insegnamenti e valorizzare l’esperienza che lo studente vive nella scuola. Pertanto non necessita di ‘inventare’ nuovi metodi, ma si avvale delle migliori metodologie didattiche, aggiungendovi un valore ulteriore, con conseguenze importanti sulla qualità dell’apprendimento e sulle ricadute che l’apprendimento ha in termini di educazione alla cittadinanza attiva. Ma non tutti i metodi didattici sono potenziali risorse per il SL: lo sono soltanto quelli che riconoscono all’alunno un ruolo attivo, che promuovono l'apprendimento collaborativo, che responsabilizzano il singolo studente e la sua classe. Si realizzano, dunque, esperienze di SL se gli studenti, nelle varie fasi previste dal progetto, si sentono responsabili del proprio apprendimento assumendo un ruolo attivo e partecipativo. Si può, dunque, dire che il SL contiene in se una metodologia didattica che rende protagonisti gli attori dell’azione e che esalta le migliori pratiche didattiche: quelle in cui gli studenti non sono meramente esecutivi e non ricercano tanto l’approvazione sociale quanto la valorizzazione dei loro talenti. Il Service-Learning non è un’innovazione, ma si serve delle migliori innovazioni, nei confronti delle quali si pone come valore aggiunto, un valore in primis educativo. Non si tratta di un’invenzione, ma di una scoperta, o meglio di una riscoperta del valore di una didattica orientata ed orientante alla formazione integrale della persona&nbsp; e di una didattica inclusiva (MIUR, 2019).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-19 17:16:55 UTC</pubDate>
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         <title>Dal Patto...</title>
         <author>alessandra_clemente573687</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Michele Lecce”, nel Comune di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, è stato il primo istituto della cittadina garganica a tradurre in pratica i fondamenti teorici relativi al Piano Scuola 2020-2021, offrendo un modello di scuola come “comunità partecipativa”, contesto di apprendimento e di empowerment reciproco, conformemente ad una logica relazionale che non solo consente di soddisfare al meglio i bisogni formativi, non esclusivamente didattici, degli studenti, ma anche di raggiungere obiettivi sempre più ampi di democrazia e di giustizia. Sebbene l’idea di scuola come comunità educante non fosse affatto nuova nella vision e partnership del dirigente scolastico Luigi Talienti, averla promossa attraverso la proposta di un Patto Educativo di Comunità significa aver creato i presupposti per lavorare per un nuovo paradigma di scuola e di società. L’I.P.E.O.A. Michele Lecce dall’emergenza Covid ha imparato che della scuola come spazio di socialità, di aggregazione e di incontro fra le diversità non si può proprio fare a meno, rappresentando un esempio virtuoso per il territorio e le scuole che in esso vi operano. Nel tentativo di rispondere all’emergenza e di potenziare l’inclusione scolastica, considerato anche l’elevato numero di studenti con disabilità che frequentano l’istituto, ci si è chiesti in che modo la scuola potesse rappresentare un organismo centrale della democrazia, capace di dare risposta a esigenze multiple, diffondendo cultura e senso civico e quali sono le condizioni necessarie affinché la scuola sia il fulcro di un nuovo patto sociale in cui pubblico e privato, insieme al terzo settore, agli enti culturali, agli studenti, agli operatori scolastici e alle famiglie, lavorino congiuntamente per trasformare l’educazione in un laboratorio di cittadinanza e in un dispositivo strategico per lo sviluppo dei territori.<br>E’ per praticare forme innovative di scuola, una scuola "sconfinata", una scuola che conferma il suo ruolo di attore sociale all’interno della comunità, che prende forma a maggio 2021 la proposta del dirigente Talienti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-19 18:08:08 UTC</pubDate>
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         <title>...al progetto</title>
         <author>alessandra_clemente573687</author>
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         <description><![CDATA[<div>Facendo tesoro di un’emergenza che poneva la scuola nella condizione di ripensarsi ed essere ripensata, sia da chi la scuola la fa, sia da chi la considera un bene comune ed è disposto a mettersi in gioco in una prospettiva di responsabilità condivisa e di progettualità trasversale, il progetto co-ideato e cogestito non solo ha creato accordi inediti e prospettive di futuro ma ha anche decostruito gli schemi della progettazione individuale e solitaria, regalandoci lo stupore di un’intelligenza collettiva e rappresentando un seme per il cambiamento, un contributo generativo di altro immaginario e di nuove prospettive tese ad alimentare la speranza, la fiducia nel futuro e la ricerca di soluzioni. All’individualismo neoliberista e alla logica di competizione e prestazione, che spesso pervadono le politiche scolastiche, è stato contrapposto un immaginario alternativo sperimentando la strada della progettazione trasversale e condivisa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-19 18:08:30 UTC</pubDate>
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         <title>...al piatto &quot;Fuori di zucca&quot;</title>
         <author>alessandra_clemente573687</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con un progetto votato alla partecipazione solidale attraverso un format didattico di cucina inclusiva ideato e diretto dalla Cooperativa Cantieri di Innovazione Sociale, in attuazione del Patto Educativo di Comunità promosso dall’istituto scolastico e sottoscritto dall’Amministrazione Comunale di San Giovanni Rotondo, ha preso il via un percorso formativo in cui gli studenti hanno potuto 'toccare con mano' la realtà grazie ad un approccio reso possibile da una sperimentazione di didattica mista che ha consentito agli alunni di fare esperienza reale in ambiente lavorativo (dalla semina alla raccolta, fino alla cucina) e di ampliare il proprio repertorio di abilità e competenze sociali, oltre a quelle didattiche e lavorative, operando all’interno di una situazione reale di lavoro. Il progetto “Cuisiner, liberi di cucinare” presentato il 29 settembre 2021 ha visto protagonisti principalmente i ragazzi con disabilità che sono stati coinvolti sui temi della sana alimentazione attraverso attività laboratoriali incentrate su biologico, filiera corta, stagionalità dei prodotti e tradizione enogastronomica del territorio, restituendo ai partecipanti, attraverso l’esperienza dell’orto e dei fornelli, la capacità di cucinare alcuni piatti base della dieta mediterranea e la consapevolezza che mangiare sano significa vivere meglio. Alle attività hanno partecipato sedici studenti, affiancati da genitori e insegnanti, guidati dal tutor didattico e da un team di docenti esperti in agronomia ed enogastronomia, attraverso un percorso dall’orto alla tavola reso possibile grazie al coinvolgimento di due eccellenze del territorio sangiovannese. L’iniziativa realizzata, configuratasi come regola assoluta della vita dell’intera comunità scolastica, è stata poi promossa e valorizzata attraverso un menù degustazione denominato 'Fuori di zucca', dal nome dell’ingrediente principe del laboratorio culinario, preparato dagli studenti e presentato in occasione dell’incontro con i sottoscrittori del Patto. Il Progetto “Cuisiner, liberi di cucinare” ha voluto offrire agli studenti diversamente abili insieme ad altri normodotati e alle loro famiglie l’opportunità di stare insieme in un ambiente non quotidiano ampliando il concetto di “insieme facciamo” all’interno di una situazione “didattico-reale” ampliando nel contempo il proprio repertorio di abilità e competenze socio-relazionali, didattiche e lavorative attraverso il <em>learning by doing</em>, sempre nel rispetto delle attitudini e potenzialità di ogni ragazzo. Nello specifico il programma proposto ha mirato a realizzare interventi didattici finalizzati all’acquisizione di abilità cognitive, operative e comunicative mediante concrete esperienze del “realizzare liberamente”, ricercando quel concetto di “welfare generativo” (Fondazione Zancan, 2014) che sollecita a vedere gli studenti con disabilità non come un problema ma come una risorsa e che invita ad esplorare al meglio i potenziali di emancipazione e di “liberazione” di ognuno. Le attività pratico-operative realizzate sono state declinate nella conoscenza degli ingredienti e nella loro produzione (la raccolta in orto attraverso precise metodologie con attrezzi propri del “contadino”) con il preciso intento di aiutare i ragazzi ad esprimersi al meglio attraverso il fare, inteso come progettazione e come realizzazione di obiettivi concreti, seguito poi, da uno spazio ben definito, il laboratorio di cucina di stagionalità agricola, allestito all’interno dello stesso Istituto in cui gli studenti sono stati protagonisti, insieme ai genitori, dell’elaborazione di piatti tipici legati all’enogastronomia locale. L’intera progettualità è stata sostenuta da esperti chef, codocenti e tutor che hanno accompagnato i ragazzi durante tutto il percorso esperienziale/formativo. Le attività progettate, che hanno coinvolto sedici studenti divisi in due gruppi (gruppo A e gruppo B) di otto studenti ciascuno, nascono per favorire altresì consapevolezza alimentare intesa non solo come conoscenza di cosa è necessario mangiare o è utile evitare per una dieta sana ed equilibrata, ma come creativa associazione che abbini, ad una pratica quotidiana come il mangiare, il valore di azioni altrettanto importanti come seminare, coltivare, curare, scegliere, cucinare, condividere, narrare e tramandare.</div><div>Il progetto, nato per contribuire a potenziare e promuovere l’inclusione sociale partendo dalla scuola, ha dato ai ragazzi la possibilità di stare insieme, divertirsi insieme e fare insieme nella cornice del Patto educativo di comunità e attraverso la logica metodologica integrata del <em>Learning by Doing</em> e del <em>Service Learning</em>. Partendo dall’orto e arrivando in cucina, mettendo in comune le diverse abilità di ognuno, è stato creato in occasione dell’incontro finale un intero menù a base di zucca, ortaggio autunnale per eccellenza, in un tripudio di odori, saperi e sapori. Il menù ideato, preparato e degustato insieme da studenti, genitori, esperti e docenti, è stato battezzato col nome di “<strong>Fuori di zucca</strong>” ed è stato così articolato:&nbsp;<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <mark>Antipasto</mark>: “Arreanata” di zucca, polpettine di zucca e caciocavallo garganico;</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<mark>&nbsp;Primo</mark>: Risotto con crema di zucca, melagrane e fonduta di caciocavallo;</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <mark>Secondo</mark>: Hamburger di zucca con patate, ceci, porro e guanciale;</div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <mark>Dolce</mark>: Cheesecake di zucca e cioccolato fondente.<br><br></div><div>“Cuisiner, liberi di cucinare” è l’ulteriore riprova che aprirsi al territorio è costruttivo e necessario sia per la crescita della scuola, sia per la crescita professionale ed esperienziale degli alunni, sia per gli approfondimenti didattici in un ambiente di apprendimento allargato, fattivo e costruttivo. Questo progetto ha insegnato ai ragazzi che così come ogni ingrediente per essere valorizzato necessita della messa in comune di abilità, risorse e idee diverse per essere trasformato in un piatto straordinario, allo stesso modo includere a scuola vuol dire non lasciare indietro nessuno, perché ognuno ha abilità, risorse e qualità che necessitano solo di essere scoperte, valorizzate e opportunamente promosse, mobilitate e indirizzate. Con il successo decretato dal progetto di cucina inclusiva e l’entusiasmo di tutti coloro che vi hanno partecipato, le motivazioni si sono consolidate e la voglia di fare si è rafforzata, ma soprattutto si è accresciuta la consapevolezza, insita nella comunità scolastica dell’I.P.E.O.A. Michele Lecce, di voler essere al centro del territorio, rimuovendo barriere e moltiplicando i facilitatori al fine di rendere la società veramente inclusiva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-19 18:08:46 UTC</pubDate>
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         <title>Per concludere: un percorso dall&#39;orto alla tavola documentato attraverso l&#39;uso delle TIC</title>
         <author>alessandra_clemente573687</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’approccio del Service Learning individuato nell’esperienza didattica attiva e innovativa promossa dall’IPEOA Michele Lecce di San Giovanni Rotondo è l’esito di una sinergia progettuale e metodologica che combina la logica del PEI – Progetto di Vita con quella del Patto Educativo di Comunità per una learning community in cui si sviluppa una cultura dell'inclusione contraddistinta da corresponsabilità reciproca e sinergia di interessi. Nella misura in cui l'interdipendenza positiva è l’elemento che contraddistingue il clima relazionale e operativo di una comunità d’apprendimento, allora il problema di un singolo è una preoccupazione per tutti o una sconfitta per tutti. E il tema dell’inclusione sociale e scolastica non può essere relegato alla preoccupazione del singolo, è un tema che riguarda tutti. L’esperienza di “Cuisiner, liberi di cucinare” ha dimostrato come la creazione di collegamenti, alleanze, sinergie, accordi, patti per co-costruire un “Progetto di Vita in Comune”, non dimenticando la crucialità del ruolo giocato dagli enti locali e dalle amministrazioni pubbliche più prossime alla vita dei cittadini, non è un’impresa individualistica delegata al solo docente di sostegno ma un’opera collettiva con a capo la persona con disabilità. Si tratta di una sfida che richiede consapevolezza e cooperazione, oltre che presupposti organizzativi ed economici sostenibili. Nell’ambito di questa potenziale alleanza, la scuola, con la sua cultura critico-razionale e collaborativa, può, rendendosi soggetto promuovente attraverso la propria progettazione educativa e formativa, offrire un ampio ventaglio di opportunità di apprendimento che fanno da raccordo con il territorio, creando, così come avvenuto con “Cuisiner, liberi di cucinare” e con le altre iniziative in itinere e già promosse dallo stesso istituto e come ci si auspica avvenga ovunque, le condizioni necessarie a determinare una rigenerazione sociale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 11:08:37 UTC</pubDate>
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         <title>Dalla teoria...</title>
         <author>alessandra_clemente573687</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 11:39:51 UTC</pubDate>
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         <title>...alla pratica</title>
         <author>alessandra_clemente573687</author>
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         <pubDate>2022-04-22 11:43:22 UTC</pubDate>
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