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      <title>Il romanico in Abruzzo by Christian Andrade</title>
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      <description>Realizzato con amore</description>
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      <pubDate>2016-11-06 16:13:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>andradechristian</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Si definisce genericamente romanica tutta la cultura artistica che, attorno all'anno Mille, si diffonde in tutti i territori europei che in passato erano possedimenti dell'Impero Romano e che ha caratteri per certi versi comuni ma si connota, nelle diverse regioni, in modi particolari con elementi localmente riconoscibili. In questo periodo, cessate le <strong>invasioni barbariche</strong>, cominciano a fiorire forme socio-politiche più stabili, i centri urbani tornano a crescere come luoghi di scambi commerciali e culturali attraverso il <strong>sistema feudale</strong>, istituito in epoca carolingia nei domini dei Franchi. Il rinnovamento delle città si esprime sia attraverso la rivitalizzazione di preesistenti strutture romane sia attraverso la costruzione di nuovi centri urbani mediante l'elaborazione dello schema del castrum romano o dall'ampliamento di monasteri e di castelli feudali. Generalmente si pensa che l'arte romanica si sia occupata esclusivamente della produzione di opere di carattere religioso ma non è del tutto esatto. In quell'epoca gli interessi religiosi erano certo preponderanti e la vita eterna preoccupava molto più della vita terrena cosicché vennero erette tantissime chiese, dalle cattedrali alle abbazie incorporate nei complessi monastici, dalle collegiate alle chiese parrocchiali disseminate nelle più remote zone agricole e alpestri. È anche l'epoca dell'<strong>incastellamento</strong> e delle <strong>fortificazioni</strong>, delle <strong>Crociate</strong> con la conquista di Gerusalemme, degli <strong>ordini monastici</strong> e dei <strong>pellegrinaggi</strong>, dei <strong>Normanni</strong>che unificheranno i loro possedimenti in Italia con Ruggero II, dei <strong>comuni</strong> e delle <strong>Repubbliche marinare</strong>.<br><br></div><div><br>Il Romanico, pur traendo spunto e derivazione dall'<strong>arte romana</strong> del periodo tardo antico così come dall'<strong>arte bizantina</strong> e dall'<strong>arte carolingia</strong>, presenta da principio delle caratteristiche originali. Tratto architettonico dominante fu il rinnovato slancio edilizio di carattere monumentale di <strong>cattedrali</strong>, <strong>basiliche</strong> ed <strong>abbazie</strong> solide, proporzionate e compatte con pianta a tre o cinque navate, generalmente absidate, divise da arcate a tutto sesto e coperte da volte a botte o a crociera, sormontate da capriate lignee. Gli interni, resi sobri da pietre e pareti spoglie, hanno una scarsa luminosità determinata dalla quasi totale assenza di aperture, costituite principalmente da monofore. Pittura e scultura si connettono all'architettura con carattere di unitarietà, avvalendosi di un linguaggio simbolico. Le decorazioni hanno uno scopo didattico e ovunque le superfici sono utilizzate per istruire, siano esse decorazioni interne che esterne. Il repertorio utilizzato attinge ai codici miniati, alle Sacre Scritture, ma anche a repertori classici e orientali e a testi scientifici e filosofici. Pittura e scultura non pervengono però ad un sostanziale rinnovamento stilistico. Le immagini sono ancora bloccate e proposte senza libertà espressiva, secondo forme stereotipe e non si affronta, se non per qualche eccezione, la rappresentazione prospettica dello spazio, collocando le figure su di un piano unico e più che alla scultura è alla pittura che si consegna il ruolo di illustrare i dogmi della fede. Nel medioevo l'assetto politico dell'Abruzzo era compreso nelle terre longobarde, a Nord nel <strong>ducato di Spoleto</strong>, a Sud nel <strong>ducato di Benevento</strong>. Il primo impulso alla costruzione di edifici religiosi nella regione si verifica dopo la conversione al cristianesimo dei Longobardi, giunti in Abruzzo nel 568, e si protrae per tutto il periodo carolingio.<br><br></div><div><br>Le chiese venivano fondate sul luogo di preesistenti templi romani, sia per il recupero di materiale da costruzione che per l'intento di rendere visibile il sopravvento del mondo cristiano su quello pagano. Delle costruzioni anteriori al Mille restano però poche testimonianze e i motivi sono da ricercarsi nei frequenti terremoti e nelle disastrose devastazioni saracene, ma anche alla volontà di costruire ex novo gli edifici. Nell'XI secolo inizia nella storia dell'architettura abruzzese una nuova fase, che coincide con un generale risveglio di attività artistica, attribuibile soprattutto all'attività dell'<strong>ordine Benedettino</strong>. È nella fase di ricostruzione delle abbazie distrutte nonché di promozione di nuovi poli religiosi che le comunità benedettine divengono nuclei propulsori della ricerca ed elaborazione architettonica, influenzata dalle novità di provenienza lombarda, propensa a confrontarsi con l'eredità del passato e stimolata da nuove esigenze pratiche e spirituali.<br><br></div><div><br>L'architettura romanica in Abruzzo è caratterizzata da una riduzione dell'edificio ai suoi termini più semplici. Lo schema è quasi sempre <strong>basilicale</strong>, a capanna, con una o tre absidi. I materiali costruttivi sono la <strong>pietra</strong> o il <strong>mattone</strong> lasciati allo stato naturale. Lo spazio, interno o esterno, è sempre inteso come spazio naturale. All'esterno è dunque importante l'essere naturale dell'edificio rispetto al sito, all'appartenenza al paesaggio ed è dunque un volume elementare, regolare, con pareti lisce e minime ombreggiature che vive nella totalità della luce e privo di trasformazioni cromatiche o materiche. Lo spazio coperto è invece interpretato come un interno in cui è fondamentale l'atmosfera, determinata dalla rarefazione della luce e se sono presenti cicli di affreschi, sono eseguiti in periodi successivi. A questa primitiva semplicità non si può non riconoscere una straordinaria forza comunicativa, il vigore dell'essenzialità nell'uso delle forme. Le chiese romaniche abruzzesi si trovano generalmente in posizione isolata, nelle vallate dei fiumi, sulle colline più fertili, nei pressi di tratturi o strade importanti.<br><br></div><div><br>Le loro dimensioni sono per lo più modeste e solo in alcuni casi raggiungono misure di maggiore monumentalità fino ai 40/45 metri di lunghezza. I muri sono poderosi, formati da conci di pietra che costituiscono anche i pilastri interni e la pavimentazione, dando forma ad organismi semplici che rispecchiano all'esterno l'articolazione dello spazio interno, evitando complicazioni tecniche e alla complessa statica delle volte a crociera si preferisce la più elementare copertura a capriate lignee lasciate a vista. Mancano quindi pesanti decorazioni e vengono preferite sobrie sottolineature (paraste, semicolonnine, archetti pensili) in un constante equilibrio tra gli elementi verticali e quelli orizzontali. L'ornato interessa soprattutto i portali, dove lungo stipiti, architravi e archivolti, compaiono ricche decorazioni a bassorilievo, e le finestre, nelle quali si riscontrano spesso influssi stilistici extraregionali della Campania, della Puglia e del mondo islamico-siciliano. Motivo decorativo prettamente locale è invece quello della <a href="http://www.romanicope.altervista.org/images/rosa-abruzzese.jpg">rosa abruzzese</a>, formata da rigogliosi petali disposti a stella e che ritroviamo spesso tra gli archetti, sui portali e sui plutei degli amboni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-06 17:26:54 UTC</pubDate>
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         <title>San Liberatore a Maiella</title>
         <author>andradechristian</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'<strong>Abbazia di San Liberatore alla Maiella</strong>, ubicata nel comune di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Serramonacesca">Serramonacesca</a> in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Pescara">provincia di Pescara</a>, è uno dei più antichi <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Monastero">monasteri</a> dell'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Abruzzo">Abruzzo</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Monumenti_nazionali_italiani">monumento nazionale</a> dal 1902.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Ambone_San_Liberatore_Serramonacesca.jpg"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:304,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e4/Ambone_San_Liberatore_Serramonacesca.jpg/220px-Ambone_San_Liberatore_Serramonacesca.jpg&quot;,&quot;width&quot;:220}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e4/Ambone_San_Liberatore_Serramonacesca.jpg/220px-Ambone_San_Liberatore_Serramonacesca.jpg" width="220" height="304"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a>L'ambone</div><div><br>L'abbazia si trova immersa in uno scenario di suggestivo valore naturalistico, si presenta con una facciata bianca equilibrata nei volumi e affiancata da un campanile a pianta quadrata sviluppato in tre piani traforati da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Monofore">monofore</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bifore">bifore</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Trifore">trifore</a>. La facciata ha uno schema disegnato da rilievi verticali con un gusto lombardo.<br>La ripartizione interna dell'impianto basilicale è a tre navate con sette arcate a tutto tondo che insistono su pilatri triangolari.</div><div>Al <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Presbiterio">presbiterio</a> si accede attraverso tre archi di trionfo (manca quello centrale), che poggiano su piloni a forma di croce e terminanti con belle decorazioni a ovuli e dentelli; questo stesso tipo di decorazione divide in senso orizzontale le muraglie della navata centrale sino a portarsi sull'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Abside">abside</a>, terminando in tre ordini circolari.<br><br></div><div><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Serramonacesca_chiesa_benedettina_05.jpg"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:165,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d8/Serramonacesca_chiesa_benedettina_05.jpg/220px-Serramonacesca_chiesa_benedettina_05.jpg&quot;,&quot;width&quot;:220}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d8/Serramonacesca_chiesa_benedettina_05.jpg/220px-Serramonacesca_chiesa_benedettina_05.jpg" width="220" height="165"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a>Esterno dell'abside Ilsoffitto è a capriate lignee; nella navata sinistra si scorgono gli originari accessi al chiostro e alla residenza del monastero, rappresentate da due porte decorate; è possibile notare sull'architrave della seconda porta il caratteristico motivo a fiori tipico del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Arte_romanica">romanico</a> abruzzese.Il pavimento della navata centrale presenta una bella e rara composizione geometrica policroma databile intorno al <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1200">1200</a>, mentre gli affreschi che ornavano il catino dell'abside, un tempo uniti, oggi sono ammirabili separatamente dopo l'ultimo restauro; il primo, posizionato su pannelli è del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">XVI secolo</a> e raffigura il monaco Teobaldo, fondatore dell'abbazia, il secondo, più antico (<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XII_secolo">XII secolo</a>), rimasto nella sua posizione originaria presenta tracce di figure di santi.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-06 17:33:29 UTC</pubDate>
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         <title>San Clemente a Casauria</title>
         <author>andradechristian</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'<strong>abbazia di San Clemente a Casauria</strong> è un complesso monumentale <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Abruzzo">abruzzese</a>, edificato nel paese di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Castiglione_a_Casauria">Castiglione a Casauria</a>, nelle vicinanze di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Torre_de%27_Passeri">Torre de' Passeri</a>, in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Pescara">provincia di Pescara</a>. Nel 1894 l'abbazia è stata dichiarata <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Monumenti_nazionali_italiani">monumento nazionale italiano</a>.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_San_Clemente_a_Casauria#cite_note-1">[1]</a> Ha subito gravi danni durante il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Terremoto_dell%27Aquila_del_2009">terremoto dell'Aquila</a> del 6 aprile <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/2009">2009</a>, che hanno comportato la chiusura dell'edificio e l'ingabbiamento delle opere d'arte, in attesa di un futuro restauro. Dal dicembre 2014 il sito è in gestione al <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Musei_nazionali_italiani">Polo museale dell'Abruzzo</a>.La facciata è preceduta da un <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Portico">portico</a> a tre fornici, detto esonartece, (il centrale a tutto sesto e i laterali a sesto acuto) con <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Colonna">colonne</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Capitello">capitelli</a> istoriati; dentro si aprono i tre <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Portale">portali</a>che danno accesso alla chiesa che hanno lunette decorate ed archivolti a "ferro di cavallo". La <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lunetta">lunetta</a> e l'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Architrave">architrave</a> del portale centrale sono scolpite con immagini relative alla fondazione dell'abbazia: la donazione di Ludovico II, il trasporto delle reliquie e la donazione da parte dell'Imperatore ai monaci dell'Isula Piscarensis. La porta centrale è in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bronzo">bronzo</a>, ed è costituita da 72 <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Formella">formelle</a> perlopiù con motivi ad intreccio aniconici di influenza araba e bizantina. Ai lati sono raffigurati, in forma standardizzata, 14 formelle che rappresentano i castra sottoposti all'abbazia, ognuna corredata dal nome del borgo.<br>L'interno è composto da tre <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Navata">navate</a> con <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Abside">abside</a> semicircolare, che conducono al <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pulpito">pulpito</a>. L'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Altare">altare</a> maggiore è costituito da un <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sarcofago">sarcofago</a> <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Paleocristiano">paleocristiano</a>, sormontato da un <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ciborio">ciborio</a> del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XIV_secolo">XIV secolo</a>.Nella <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cripta">cripta</a> due recinti absidali dividono le zone della chiesa primitiva da quella ricostruita dai Benedettini nel XII secolo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-06 17:43:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[
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Il romanico in Abruzzo
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         <pubDate>2019-02-17 09:45:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[<div>Chiesa di Santa Maria Assunta<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-27 15:29:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2021-03-11 12:01:03 UTC</pubDate>
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         <title>le chiese romane in abruzzo</title>
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         <pubDate>2021-03-12 07:21:17 UTC</pubDate>
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         <author>angxindeng</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Si definisce genericamente romanica tutta la cultura artistica che, attorno all'anno Mille, si diffonde in tutti i territori europei che in passato erano possedimenti dell'Impero Romano e che ha caratteri per certi versi comuni ma si connota, nelle diverse regioni, in modi particolari con elementi localmente riconoscibili. In questo periodo, cessate le <strong>invasioni barbariche</strong>, cominciano a fiorire forme socio-politiche più stabili, i centri urbani tornano a crescere come luoghi di scambi commerciali e culturali attraverso il <strong>sistema feudale</strong>, istituito in epoca carolingia nei domini dei Franchi. Il rinnovamento delle città si esprime sia attraverso la rivitalizzazione di preesistenti strutture romane sia attraverso la costruzione di nuovi centri urbani mediante l'elaborazione dello schema del castrum romano o dall'ampliamento di monasteri e di castelli feudali. Generalmente si pensa che l'arte romanica si sia occupata esclusivamente della produzione di opere di carattere religioso ma non è del tutto esatto. In quell'epoca gli interessi religiosi erano certo preponderanti e la vita eterna preoccupava molto più della vita terrena cosicché vennero erette tantissime chiese, dalle cattedrali alle abbazie incorporate nei complessi monastici, dalle collegiate alle chiese parrocchiali disseminate nelle più remote zone agricole e alpestri. È anche l'epoca dell'<strong>incastellamento</strong> e delle <strong>fortificazioni</strong>, delle <strong>Crociate</strong> con la conquista di Gerusalemme, degli <strong>ordini monastici</strong> e dei <strong>pellegrinaggi</strong>, dei <strong>Normanni</strong>che unificheranno i loro possedimenti in Italia con Ruggero II, dei <strong>comuni</strong> e delle <strong>Repubbliche marinare</strong>.<br><br></div><div><br>Il Romanico, pur traendo spunto e derivazione dall'<strong>arte romana</strong> del periodo tardo antico così come dall'<strong>arte bizantina</strong> e dall'<strong>arte carolingia</strong>, presenta da principio delle caratteristiche originali. Tratto architettonico dominante fu il rinnovato slancio edilizio di carattere monumentale di <strong>cattedrali</strong>, <strong>basiliche</strong> ed <strong>abbazie</strong> solide, proporzionate e compatte con pianta a tre o cinque navate, generalmente absidate, divise da arcate a tutto sesto e coperte da volte a botte o a crociera, sormontate da capriate lignee. Gli interni, resi sobri da pietre e pareti spoglie, hanno una scarsa luminosità determinata dalla quasi totale assenza di aperture, costituite principalmente da monofore. Pittura e scultura si connettono all'architettura con carattere di unitarietà, avvalendosi di un linguaggio simbolico. Le decorazioni hanno uno scopo didattico e ovunque le superfici sono utilizzate per istruire, siano esse decorazioni interne che esterne. Il repertorio utilizzato attinge ai codici miniati, alle Sacre Scritture, ma anche a repertori classici e orientali e a testi scientifici e filosofici. Pittura e scultura non pervengono però ad un sostanziale rinnovamento stilistico. Le immagini sono ancora bloccate e proposte senza libertà espressiva, secondo forme stereotipe e non si affronta, se non per qualche eccezione, la rappresentazione prospettica dello spazio, collocando le figure su di un piano unico e più che alla scultura è alla pittura che si consegna il ruolo di illustrare i dogmi della fede. Nel medioevo l'assetto politico dell'Abruzzo era compreso nelle terre longobarde, a Nord nel <strong>ducato di Spoleto</strong>, a Sud nel <strong>ducato di Benevento</strong>. Il primo impulso alla costruzione di edifici religiosi nella regione si verifica dopo la conversione al cristianesimo dei Longobardi, giunti in Abruzzo nel 568, e si protrae per tutto il periodo carolingio.<br><br></div><div><br>Le chiese venivano fondate sul luogo di preesistenti templi romani, sia per il recupero di materiale da costruzione che per l'intento di rendere visibile il sopravvento del mondo cristiano su quello pagano. Delle costruzioni anteriori al Mille restano però poche testimonianze e i motivi sono da ricercarsi nei frequenti terremoti e nelle disastrose devastazioni saracene, ma anche alla volontà di costruire ex novo gli edifici. Nell'XI secolo inizia nella storia dell'architettura abruzzese una nuova fase, che coincide con un generale risveglio di attività artistica, attribuibile soprattutto all'attività dell'<strong>ordine Benedettino</strong>. È nella fase di ricostruzione delle abbazie distrutte nonché di promozione di nuovi poli religiosi che le comunità benedettine divengono nuclei propulsori della ricerca ed elaborazione architettonica, influenzata dalle novità di provenienza lombarda, propensa a confrontarsi con l'eredità del passato e stimolata da nuove esigenze pratiche e spirituali.<br><br></div><div><br>L'architettura romanica in Abruzzo è caratterizzata da una riduzione dell'edificio ai suoi termini più semplici. Lo schema è quasi sempre <strong>basilicale</strong>, a capanna, con una o tre absidi. I materiali costruttivi sono la <strong>pietra</strong> o il <strong>mattone</strong> lasciati allo stato naturale. Lo spazio, interno o esterno, è sempre inteso come spazio naturale. All'esterno è dunque importante l'essere naturale dell'edificio rispetto al sito, all'appartenenza al paesaggio ed è dunque un volume elementare, regolare, con pareti lisce e minime ombreggiature che vive nella totalità della luce e privo di trasformazioni cromatiche o materiche. Lo spazio coperto è invece interpretato come un interno in cui è fondamentale l'atmosfera, determinata dalla rarefazione della luce e se sono presenti cicli di affreschi, sono eseguiti in periodi successivi. A questa primitiva semplicità non si può non riconoscere una straordinaria forza comunicativa, il vigore dell'essenzialità nell'uso delle forme. Le chiese romaniche abruzzesi si trovano generalmente in posizione isolata, nelle vallate dei fiumi, sulle colline più fertili, nei pressi di tratturi o strade importanti.<br><br></div><div><br>Le loro dimensioni sono per lo più modeste e solo in alcuni casi raggiungono misure di maggiore monumentalità fino ai 40/45 metri di lunghezza. I muri sono poderosi, formati da conci di pietra che costituiscono anche i pilastri interni e la pavimentazione, dando forma ad organismi semplici che rispecchiano all'esterno l'articolazione dello spazio interno, evitando complicazioni tecniche e alla complessa statica delle volte a crociera si preferisce la più elementare copertura a capriate lignee lasciate a vista. Mancano quindi pesanti decorazioni e vengono preferite sobrie sottolineature (paraste, semicolonnine, archetti pensili) in un constante equilibrio tra gli elementi verticali e quelli orizzontali. L'ornato interessa soprattutto i portali, dove lungo stipiti, architravi e archivolti, compaiono ricche decorazioni a bassorilievo, e le finestre, nelle quali si riscontrano spesso influssi stilistici extraregionali della Campania, della Puglia e del mondo islamico-siciliano. Motivo decorativo prettamente locale è invece quello della <a href="http://www.romanicope.altervista.org/images/rosa-abruzzese.jpg">rosa abruzzese</a>, formata da rigogliosi petali disposti a stella e che ritroviamo spesso tra gli archetti, sui portali e sui plutei degli amboni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-26 14:41:07 UTC</pubDate>
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         <title>l arte romanica  l abbiamo pure in abruzzo .</title>
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         <pubDate>2023-10-17 14:00:28 UTC</pubDate>
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         <title>giustignano e teodora erano marito e moglie e giustignano era imperatore .la capitale del suo regno era ravenna.giustignano non ando mai a ravenna ,ma mando dei suoi soldati a controllare la situazione nelle città e anche la costruzione delle chiese</title>
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         <pubDate>2023-10-17 14:02:38 UTC</pubDate>
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         <title>le chiese in questo periodo erano spoglie all esterno ma decorate di mosaici e disegni magnifici. il colore prevalente è l oro che rappresenta la luce divina</title>
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         <pubDate>2023-10-17 14:04:08 UTC</pubDate>
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         <title>l architettura serve per costruire edifici dove poter celebrare riti religiosi ,cioè le chiese. quest arte viene chiamata paleocristiana .le chiese più diffuse sono quelle a pianta longitudinale, cioè a forma di rettangolo o croce.lo spazio riservato ai fedeli si chiama navata , mentre in fondo c è l altare. il tetto è in legno e c è un tipo di tetto chiamato a cassettoni. </title>
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         <pubDate>2023-10-17 14:17:14 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-10-17 14:28:19 UTC</pubDate>
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         <title>grazie per la visione</title>
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         <pubDate>2023-10-17 14:29:49 UTC</pubDate>
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