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      <title>IL SISTEMA SOLARE by Rosy</title>
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      <description>CLASSE VA - SCUOLA ORIANI - REGGELLO</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-10 18:16:53 UTC</pubDate>
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         <title>Anna</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Bellissimo!!!!!!</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-10 19:15:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosavitina</author>
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         <description><![CDATA[<div>Buon divertimento!</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-10 19:45:41 UTC</pubDate>
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         <title>Giacomo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il pianeta Mercurio <br>Mercurio è il pianeta più piccolo del sistema solare ed è il più vicino al Sole. E' il primo dei pianeti rocciosi del sistema solare.<br> Mercurio orbita in senso diretto (in senso antiorario, come tutti gli altri pianeti del Sistema Solare) a una distanza media di 0,3871 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_astronomica">UA</a> dal Sole con un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Periodo_di_rivoluzione">periodo siderale</a> di 87,969 giorni terrestri. Mercurio è anche in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Risonanza_orbitale">risonanza orbitale</a>-rotazionale: completa tre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rotazione">rotazioni</a> intorno al proprio asse ogni due <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moto_di_rivoluzione">orbite</a> attorno al Sole. <br> Mercurio orbita in senso diretto (in senso antiorario, come tutti gli altri pianeti del Sistema Solare) a una distanza media di 0,3871 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_astronomica">UA</a> dal Sole con un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Periodo_di_rivoluzione">periodo siderale</a> di 87,969<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mercurio_(astronomia)#cite_note-nasa-1"><sup>[1]</sup></a> giorni terrestri. Mercurio è anche in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Risonanza_orbitale">risonanza orbitale</a>-rotazionale: completa tre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rotazione">rotazioni</a> intorno al proprio asse ogni due <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moto_di_rivoluzione">orbite</a> attorno al Sole. <br> Conosciuto sin dal tempo dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sumeri">Sumeri</a>, il suo nome è tratto dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia_romana">mitologia romana</a>. Il pianeta è stato associato a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mercurio_(divinit%C3%A0)">Mercurio</a>, <em>messaggero degli dei</em>, probabilmente a causa della sua rapidità di movimento nel cielo. Il suo simbolo astronomico è una versione stilizzata del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caduceo">caduceo</a> del dio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 15:19:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosavitina</author>
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         <description><![CDATA[<div>Bravo Giacomo</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 18:15:09 UTC</pubDate>
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         <title>Rebecca</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>:-) bello :-)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-12 20:16:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosavitina</author>
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         <description><![CDATA[<div>Bravissimo Giacomo!</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-12 20:21:24 UTC</pubDate>
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         <title>La Via Lattea (Daniele)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel cielo possiamo osservare una striscia luminosa : è la Via Lattea . La Via Lattea è una delle tante galassie che compongono l'universo: è un ammasso di miliardi di stelle, gas corpi celesti, come pianeti, i satelliti, le comete e gli asteroidi.<br>La Via Lattea è la galassia in cui c'è il nostro sistema solare quindi la terra il pianeta in cui viviamo.<br>Vedendola dall'alto sembra che abbi una forma a spirale<br><strong>Le stelle <br></strong>Le stelle che compongono la nostra galassia ci sembrano dei piccoli puntini luminosi.<br>Sono dei corpi celesti che <strong>emettono luce propria </strong>e che sono formate da masse di gas caldissime.<br>Le distanze tra le stelle si misurano in<strong> anni luce.<br></strong>Gli astronomi raggruppano le stelle in costellazioni.<br>Le costellazioni più note sono<strong> l'Orsa Maggiore </strong>e<strong> l'Orsa Minore,</strong> che hanno la forma di un grande carro e un piccolo carro.<strong><br></strong>Nell'Orsa Minore<strong> </strong>si trova la Stella Polare che indica il Nord<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-13 18:46:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosavitina</author>
         <link>https://padlet.com/rosavitina/ygoop1s3nqj4/wish/331410785</link>
         <description><![CDATA[<div>Bravo Daniele</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-14 17:15:51 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>MARTE C’è un solo altro pianeta, oltre alla Terra, sul quale abbiamo inviato a circolare robot su ruote: è Marte, il nostro “vicino di casa”, se vicino si può chiamare un corpo celeste che dista in media 228 milioni di chilometri da noi. Il Pianeta Rosso, così soprannominato per la grande quantità di ossido di ferro sulla sua superficie, che gli conferisce quel caratteristico colore riconoscibile ad occhio nudo nel cielo notturno, è oggi un deserto freddo e inospitale, con un’atmosfera sottile e irrespirabile, temperature che rendono impossibile la sopravvivenza e fenomeni meteo più violenti di tornado e trombe d’aria terrestre.TERRA E MARTE Come la Terra, Marte ha cicli stagionali, calotte polari ghiacciate, canyon e solchi superficiali che indicano l’antica presenza d’acqua (qui puoi esplorare la superficie). Si pensa che 4 miliardi fa, quando il Pianeta Rosso era ancora giovane, fosse bagnato da fiumi e laghi non molto diversi da quelli terrestri. Il rover della Nasa Curiosity, un robot  grande come un SUV che lavora su Marte dal 2012, ha scoperto rocce che testimoniano un passato d’acqua all’interno del cratere Gale, il suo sito di atterraggio, che un tempo doveva essere un lago marziano che si riempì e si seccò più volte, un po’ come accade sul nostro pianeta. In generale alcuni tipi di minerali e di sedimenti trovati su Marte possono essersi formati soltanto in presenza di acqua.</title>
         <author>cicemerli</author>
         <link>https://padlet.com/rosavitina/ygoop1s3nqj4/wish/332147779</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>ACQUA SU MARTE <br> C’è ancora acqua </strong>su Marte, ma non in forme immediatamente disponibili. Gli scienziati credono che l’atmosfera estremamente tenue del Pianeta Rosso, povera di ossigeno e ricca di anidride carbonica, e con una pressione pari ad appena l’1% dell’aria che respiriamo, abbia avuto un ruolo nella scomparsa di quest’acqua, che Marte non sarebbe riuscito a “trattenere”. L’acqua marziana è oggi presente come ghiaccio sotto alle regioni polari, dove la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea Mars Express Orbiter ha anche individuato un grande lago di acqua liquida. Altre tracce d’acqua liquida e salata sembrano ricollegabili alle strisce di terra bagnata che un’altra sonda, il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, ha fotografato dall’alto sui bordi dei crateri marziani: si pensa che l’acqua affiori dal sottosuolo ed evapori non appena in superficie (se non ghiaccia ai - 40 gradi °C medi marziani è perché i sali che contiene ne abbassano il punto di congelamento).<br>Uno studio americano conferma una scoperta italiana di qualche tempo fa: nell'acqua presente nel sottosuolo marziano c'è ossigeno sufficiente per ospitare forme di vita complesse-<br><strong>Nell'atmosfera di Marte l'ossigeno è quasi assente, ma il gas fondamentale per la vita potrebbe essere disciolto nell’acqua del sottosuolo.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-17 18:48:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-18 07:07:29 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Brava Clarice</title>
         <author>rosavitina</author>
         <link>https://padlet.com/rosavitina/ygoop1s3nqj4/wish/332249781</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-18 07:27:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Giacomo </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao!       Siete  Bravissimi!   Bello!   Bravi!  </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-18 17:22:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>19/02/19 - il giorno della super luna (Riccardo)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rosavitina/ygoop1s3nqj4/wish/332786060</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 2019 è certamente da considerare come l’”Anno della Luna”. Infatti è iniziato con un’ eclissi a gennaio, celebrerà nell’arco dei prossimi mesi, fino a luglio, il 50° anniversario del primo sbarco umano. E ora, nella giornata (e serata) del 19 febbraio, si ripresenta in cielo più spettacolare che mai nelle sue dimensioni. Si verifica infatti l’evento popolarmente noto come la “Super Luna”. </div><div>Oggi, la Luna ci apparirà più grande e più vicina, perché sarà, in effetti, a noi più vicina. Il globo lunare ci apparirà enorme, perché orbitando attorno alla Terra, la Luna varia la sua distanza dal nostro pianeta poiché percorre un’orbita molto “schiacciata” , e in ogni mese arriva ad un punto più vicino e uno più lontano. </div><div>In particolare, in questa occasione, sarà più vicina a noi di circa 30.000 chilometri. Il perigeo (cioè il punto più vicino alla Terra) sarà di 356.761 chilometri, contro i 384.400 della distanza media tra la Terra e il nostro satellite naturale. Questo farà sì che il disco lunare, proiettato nella costellazione del Leone, ci appaia più grande rispetto a quando la Luna non è al perigeo oppure, peggio ancora, quando è prossima all’apogeo (cioè il punto più distante). </div><div>Le dimensioni apparenti della Luna saranno, quindi, maggiori: la differenza di diametro rispetto a una Luna piena media sarà del 7%, e la luminosità del 30% in più. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-19 16:43:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosavitina</author>
         <link>https://padlet.com/rosavitina/ygoop1s3nqj4/wish/333832736</link>
         <description><![CDATA[<div>Bravo Riccardo</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-21 19:11:02 UTC</pubDate>
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         <title>LE GALASSIE(RICCA)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rosavitina/ygoop1s3nqj4/wish/349152740</link>
         <description><![CDATA[<div>Le galassie sono state categorizzate secondo la loro forma apparente, ossia sulla base della loro morfologia visuale. Una tipologia molto diffusa è quella ellittica, che, come si può ben arguire dal nome, ha un profilo ad ellisse. Le galassie spirali possiedono invece una forma discoidale con delle strutture spiraliformi che si dipartono dal nucleo. Le galassie con forma irregolare o insolita sono dette galassie peculiari; la loro strana forma è solitamente il risultato degli effetti delle interazioni mareali con le galassie vicine. Se tali interazioni sono particolarmente intense, a causa della grande vicinanza tra le strutture galattiche, può aver luogo la fusione delle due galassie, che risulta nella formazione di una galassia irregolare. La collisione tra due galassie dà spesso origine ad intensi fenomeni di formazione stellare (in gergo starburst). <br>Nell'universo osservabile sono presenti probabilmente più di 100 miliardi di galassie; secondo nuove ricerche, tuttavia, il numero stimato di galassie nell'universo risulterebbe più alto di almeno dieci volte e oltre il 90% delle galassie nell'universo osservabile risulterebbe non rilevabile con i telescopi di cui disponiamo oggi, ancora troppo poco potenti. Gran parte di esse ha un diametro compreso fra 1000 e 100.000 parsec e sono di solito separate da distanze dell'ordine di milioni di parsec (megaparsec, Mpc). Lo spazio intergalattico è parzialmente colmato da un tenue gas, la cui densità è inferiore ad un atomo al metro cubo. Nella maggior parte dei casi le galassie sono disposte nell'Universo organizzate secondo precise gerarchie associative, dalle più piccole associazioni, formate da alcune galassie, agli ammassi, che possono essere formati anche da migliaia di galassie. Tali strutture, a loro volta, si associano nei più imponenti superammassi galattici. Queste grandi strutture sono di solito disposte all'interno di enormi correnti (come la cosiddetta Grande Muraglia) e filamenti, che circondano immensi vuoti dell'Universo.<br>Sebbene non sia ancora del tutto ben chiaro, la materia oscura sembra costituire circa il 90% della massa di gran parte delle galassie a spirale, mentre per le galassie ellittiche si ritiene che questa percentuale sia minore, variando fra lo 0 e circa il 50%. I dati provenienti dalle osservazioni inducono a pensare che al centro di molte galassie, sebbene non di tutte, esistano dei buchi neri supermassicci; la presenza di questi singolari oggetti spiegherebbe l'attività del nucleo delle galassie cosiddette attive. Tuttavia la loro presenza non implica necessariamente che la galassia che li ospiti sia attiva, dato che anche la Via Lattea sembrerebbe nascondere nel suo nucleo uno di questi buchi neri.<br>L'osservazione amatoriale delle galassie, rispetto ad altri oggetti del profondo cielo, è resa difficoltosa da due fattori principali: A) la grandissima distanza che ci separa da esse, che fa in modo che solo le più vicine siano visibili con relativa facilità, quindi la loro luminosità superficiale, in genere molto debole. B) molte delle galassie più vicine a noi sono galassie nane di piccole dimensioni, formate solo da alcuni milioni di stelle, visibili solo con un potente telescopio (e non è un caso che molte di queste siano state scoperte solo in tempi recenti). <br>Oltre alla Via Lattea, la galassia all'interno della quale si trova il nostro sistema solare, solo altre tre sono visibili ad occhio nudo: le Nubi di Magellano (Grande e Piccola Nube di Magellano), visibili solamente dall'emisfero australe del nostro pianeta, si presentano come macchie irregolari, quasi dei frammenti staccati della Via Lattea, la cui scia luminosa corre a breve distanza; si tratta di due galassie molto vicine, orbitanti attorno alla nostra; tra le galassie giganti invece, l'unica visibile ad occhio nudo è la Galassia di Andromeda, osservabile principalmente dall'emisfero boreale terrestre. È la galassia gigante più vicina a noi e anche l'oggetto più lontano visibile ad occhio nudo: si presenta come un alone chiaro allungato, privo di dettagli. La Galassia del Triangolo, una galassia spirale di medie dimensioni poco più lontana di Andromeda, risulta già invisibile ad occhio nudo, rivelandosi solo con un binocolo nelle notti più limpide. Tra le galassie prossime al nostro Gruppo Locale alcune degne di nota sono in direzione della costellazione dell'Orsa Maggiore (M82 e M81), ma già sono visibili solo con un telescopio amatoriale.Dopo la scoperta, nei primi decenni del XX secolo, che le cosiddette nebulose spiraliformi erano entità distinte (chiamate galassie o universi-isola) dalla Via Lattea, si sono condotte numerose osservazioni volte a studiare tali oggetti, principalmente alle lunghezze d'onda della luce visibile. Il picco di radiazione di gran parte delle stelle, infatti, ricade entro questo range; pertanto l'osservazione delle stelle che formano le galassie costituiva la quasi totalità dell'astronomia ottica. Alle lunghezze d'onda del visibile è possibile osservare in maniera ottimale le regioni HII (costituite da gas ionizzato), allo scopo di esaminare la distribuzione delle polveri all'interno dei bracci delle galassie a spirale. <br>La polvere cosmica, presente nel mezzo interstellare, è però opaca alla luce visibile, mentre risulta già più trasparente all'infrarosso lontano, utilizzato per osservare nel dettaglio le regioni interne delle nubi molecolari giganti, sede di intensa formazione stellare, ed i centri galattici. Gli infrarossi sono anche utilizzati per osservare le galassie più lontane, che mostrano un alto spostamento verso il rosso; esse ci appaiono come dovevano presentarsi poco dopo la loro formazione, nei primi stadi dell'evoluzione dell'Universo. Tuttavia, poiché il vapore acqueo e il diossido di carbonio della nostra atmosfera assorbono una parte rilevante della porzione utile dello spettro infrarosso, per le osservazioni nell'infrarosso sono usati solamente telescopi ad alta quota o in orbita nello spazio. <br>Il primo studio sulle galassie, in particolare su quelle attive, non basato sulle frequenze del visibile fu condotto tramite le radiofrequenze; l'atmosfera è infatti quasi totalmente trasparente alle onde radio di frequenza compresa fra 5 MHz e 30 GHz (la ionosfera blocca i segnali al di sotto di questa fascia). Grandi radiointerferometri sono stati usati per mappare i getti emessi dai nuclei delle galassie attive. I radiotelescopi sono in grado di osservare l'idrogeno neutro, includendo, potenzialmente, anche la materia non ionizzata dell'Universo primordiale collassata in seguito nelle galassie.<br>I telescopi a raggi X e ad ultravioletti possono inoltre osservare fenomeni galattici altamente energetici. Un intenso brillamento (flare) agli ultravioletti fu osservato nel 2006 mentre una stella di una galassia distante era catturata dal forte campo gravitazionale di un buco nero. La distribuzione del gas caldo negli ammassi galattici può essere mappata attraverso i raggi X; infine, l'esistenza dei buchi neri supermassicci nei nuclei delle galassie fu confermata proprio attraverso l'astronomia a raggi X.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 14:05:14 UTC</pubDate>
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         <title>GIACO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La copertina è veramente bella</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-19 11:50:22 UTC</pubDate>
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         <title>FORSE DOPO SCRIVO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>GIACOMO</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-19 11:53:46 UTC</pubDate>
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         <title>Vale </title>
         <author>Valino</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao a tutti come state??</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-16 17:38:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosavitina</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao Valentina. Rosy</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-17 07:14:48 UTC</pubDate>
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         <title>Valeee </title>
         <author>Valino</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciaooo! Come va a scuola?? Noi a scienze adesso stiamo facendo l’atmosfera, vi ricordate quando con la maestra Rosy avevamo fatto quel  lavoretto... era troppo bello!! Me lo ricordo ancora❤️❤️😘😘❤️😘❤️😘😴😴😴</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-28 20:38:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rosavitina</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo ricordo anch'io! Rosy</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-29 08:03:20 UTC</pubDate>
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         <title>Vale 😍</title>
         <author>Valino</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao a tutti come state? 🎄😍</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-28 16:04:16 UTC</pubDate>
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         <title>IL PIANETA BLU </title>
         <author>sonialatinisl72_</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nettuno è un altro dei pianeti del Sistema Solare che si trova ad una distanza tale per cui le esplorazioni su di esso sono davvero poche.<br>N'è stata effetuata soltanto una dalla Voyager 2 nel 1989.&nbsp;<br>Nettuno è un pianeta scuro, freddo e attraversato da venti supersonici che spazzano via qualuncue cosa. Ha, inoltre, le temperature più basse, registrate vino a un - 218 gradi.<br>Un giorno su Nettuno dura 16 ore e il pianeta compie un giro attorno al Sole in circa 165 anni terrestri&nbsp; Nettuno, essendo uno dei giganti di ghiaccio del Sistema Solare esterno, possiede una composizione caratterizzata da materiali ghiacciati (acqua ,metano e ammoniaca) sopra un piccolo nucleo roccioso. La sua atmosfera è composta principalmente da idrogeno elio e&nbsp; &nbsp; &nbsp;metano, e si estende&nbsp; grandi profondità, fondendosi con l'acqua. ciò che causa il colore blu intenso di Nettuno non è ancora noto, ma si suppone che sia sicuramente un elemento della sua atmosfera.<br><br>&nbsp; DA MATTEO.B<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-18 20:16:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosavitina/ygoop1s3nqj4/wish/2753367807</guid>
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