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      <title>Lo mononaco e Mafara by federica lomonaco</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-12 13:58:18 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia</title>
         <author>w2jwggrvm4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Michele Catti è considerato uno dei più importati paesaggisti dell’Ottocento palermitano, Catti fuggì di casa giovanissimo e trovò protezione presso lo scrittore Luigi Natoli. La sua formazione artistica si compì sotto la guida di Francesco Lojacono, e il suo esordio si ebbe nel 1875 alla Promotrice di Palermo con la tela <em>Burrasca d'autunno</em>. Con Natoli, Catti si recò a Roma, dove frequentò lo studio di Francesco Paolo Michetti. Il suo carattere difficile e indomito lo portò a vivere appartato e a vendere i suoi quadri a poco. Prese parte alle Esposizioni di Torino nel 1880, Milano nel 1881 e Roma nel 1912. La sua è una pittura di paesaggio con influenze impressioniste, come dimostrato dalla tela <em>Ultime foglie</em>. Si dedicò anche a pitture di soggetto storico, come <em>Lo Sbarco di Garibaldi a Marsala</em>, e a scene di vita cittadina, come <em>Porta nuova,&nbsp; Domenica piovosa,&nbsp; La fiera dei morti</em>, a Palermo, Galleria Civica d'Arte Moderna, che rivelano impressioni autunnali dettate dallo stato di indigenza e depressione dell'artista. Molte sue opere sono conservate alla Galleria d'arte moderna e in collezioni private di Palermo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 13:47:05 UTC</pubDate>
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         <title>Via libertà </title>
         <author>w2jwggrvm4</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 13:49:20 UTC</pubDate>
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         <title>Porta Nuova </title>
         <author>w2jwggrvm4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il dipinto raffigura la Porta Nuova di Palermo&nbsp; con a lato la sagoma del Palazzo dei normanni , in parte coperto dagli incombenti platani e avvolto dalle caligini invernali sui giardini antistanti villa Bonanno. La grigia luce autunnale, quasi da città nordeuropea, l'incombente cielo plumbeo, la folla che passeggia su corso Vittorio Emanuele, i toni bassi e confusi del controluce, ne fanno uno degli esiti figurativi più elevati dell'intera produzione di Catti.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 14:10:32 UTC</pubDate>
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         <title>La fiera dei morti</title>
         <author>w2jwggrvm4</author>
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         <description><![CDATA[<div>soggetto rappresentato, l'annuale fiera di piazza Marina che si teneva in occasione della festa del 2 novembre, molto apprezzata da popolo palermitano, e&nbsp; che diviene pretesto figurativo per la trattazione di uno spazio urbano caratterizzato da atmosfere piovose e da brune autunnali; dove la resa di un intimo, melanconico stato interiore viene affidato alle spiritiche presenze di funeree silhouettes la cui caratterizzazione era accentuata per contrasto dal vivido contrappunto luministico determinato dalle scintillanti luminarie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 14:19:40 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia </title>
         <author>w2jwggrvm4</author>
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         <description><![CDATA[<div>Antonino Leto nasce a Monreale il 14 giugno nel 1844, è stato un pittore italiano figurativo, appartenente al movimento verista<br>Si forma a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, alla scuola del macchiaiolo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Cecioni">Adriano Cecioni</a>. Di salute malferma, si trova a Roma nel 1874, in seguito alla vincita del Concorso per il Pensionato Artistico di quella città, dove stringe amicizia con Francesco Paolo Michetti.<br>Trasferendosi a Firenze, sempre per ragioni di salute, approfondisce la lezione dei macchiaioli , prima di recarsi a Parigi, dove frequenta Giuseppe de Nittis.<br>Al termine dell'esperienza parigina, nel 1880 soggiorna a Portici e quindi in Sicilia. Due anni più tardi è a Capri, dove si dedica a ritrarre con colori vibranti di luce gli angoli più caratteristici dell'isola e dei suoi abitanti mentre svolgono le loro occupazioni. Insegna ad alcuni artisti locali, fra cui Michele Federico.&nbsp;<br>Con questi quadri luminosi partecipa alle mostre nazionali e internazionali, dove riscuote un grande successo di pubblico e di critica;nel 1889 è presente all’Esposizione Universale di Parigi.<br>Nel 1899 si stabilisce definitivamente a Capri, dove muore il 31 maggio 1913. L'anno seguente viene organizzata a Venezia una&nbsp; sua mostra retrospettiva che si ripete nel 1924</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 14:30:32 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia </title>
         <author>alessiamafara6</author>
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         <description><![CDATA[<div>Francesco Lojacono nacque a Palermo il 26 maggio 1838 dal pittore Luigi e da Vincenza Di Cristina.</div><div>Apprese i primi elementi dell’arte dal padre&nbsp; che,&nbsp; intuita una sua naturale e precoce vocazione, lo mandò giovanissimo a Napoli per perfezionarsi.</div><div>Qui&nbsp; frequentò lo studio di <a href="http://www.sba.it/palizzi-filippo-biografia-quadri-in-vendita-valutazione-stima-perizia-certificata-di-dipinti-di-palizzi-filippo/"><strong>Filippo Palizzi</strong></a> orientandosi verso la pittura di paesaggio.</div><div>Fra il 1860 e il 1862 partecipò assieme al padre e al fratello Salvatore alle imprese garibaldine.</div><div>Fu&nbsp; fatto prigioniero nello scontro d’Aspromonte insieme a Menotti Garibaldi.</div><div>Liberato poco dopo, si stabilì ad Agrigento stringendo amicizia con i fratelli Francesco e Giuseppe Sinatra che sarebbero diventati i suoi più famosi collezionisti.</div><div>Con la presentazione, nel 1876, alla Promotrice di Napoli,&nbsp; del dipinto <em>Una giornata di caldo in Sicilia, </em>acquistato da Re Vittorio Emanuele II per il Museo di Capodimonte, si guadagnò l’appellativo di “ladro di sole” ( chiamato così per la straordinaria capacità di riportare la luminosità del sole e dell’aria sulle proprie tele).</div><div>Altre opere da ricordare sono <em>I pescatori di ostriche</em>, premiato con medaglia d’oro, <em>L’arrivo inatteso</em>, acquistato dalla Regina Margherita di Savoia per il Quirinale, <em>Il golfo di Palermo</em>, acquistato dalla granduchessa Wladimoro di Russia.</div><div>Le ottantotto tele che il pittore realizzò per i fratelli Sinatra si trovano ora nelle collezioni del Museo Civico di Agrigento.</div><div>Nel 1911 diventò professore di marina e paesaggio all’<a href="http://www.accademiadipalermo.it/">Accademia di Belle Arti di Palermo</a>.</div><div>Francesco Lojacono morì a Palermo nel 1915.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 18:00:33 UTC</pubDate>
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         <title>vento in montagna </title>
         <author>alessiamafara6</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il primo piano, la vegetazione mediterranea viene descritta con minuziosa attenzione e secondo la maniera più caratteristica di Lojacono, appare nettamente in contrasto con l’effetto brumoso e nordico in cui è immerso tutto il secondo piano: un effetto nuovo rispetto alla sua produzione coeva, così come nuove appaiono nella sua pittura la prevalenza del cielo e l’inedita sperimentazione di una visione sfocata che, ancora una volta, sembra competere con il mezzo fotografico.<br>realizzato nel 1872</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 18:06:35 UTC</pubDate>
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         <title>veduta di Palermo</title>
         <author>alessiamafara6</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Veduta di Palermo" è la tela più nota e riprodotta del paesaggista palermitano di fama internazionale e noto come "ladro del sole”. In quest’opera, Lojacono oltre alla sua tipica attenzione descrittiva di elementi della natura, riprende il punto di osservazione già sperimentato dal tedesco Carl Rottman, cogliendo l'insieme paesaggistico da una prospettiva più lontana e, precisamente, della campagna a sud di <a href="https://artsandculture.google.com/entity/m09pxc">Palermo</a>.<br>realizzata nel 1881</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 18:15:33 UTC</pubDate>
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         <title>saline di Trapani </title>
         <author>alessiamafara6</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il punto di vista rialzato accentua il senso di vastità della veduta che si dilata a perdita d'occhio, fino all'orizzonte, dove cielo e mare si confondono in un'atmosfera afosa, e in cui le cupole candide di sale si specchiano nella lustra superficie dell'acqua. Nella parte inferiore del quadro, la consistenza avvizzita delle sterpaglie brune è resa attraverso una stesura del colore con il manico del pennello che, in alcuni punti, lascia trasparire la tela bianca. In questo modo, Antonino Leto determina un netto contrasto stilistico, nonché emozionale, fra l'immagine naturalistica in primo piano e il cielo e il mare sullo sfondo.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 18:18:13 UTC</pubDate>
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         <title>scrofa e maialini </title>
         <author>alessiamafara6</author>
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         <description><![CDATA[<div>In uno spazio buio e angusto una scrofa allatta i suoi piccoli che, nella bramosia del cibo, si spingono con foga, accavallandosi l'uno all'altro. Le dimensioni monumentali della tela danno un potente risalto alla scena di vigoroso, conturbante verismo, risolta con pochi essenziali elementi narrativi, mentre la stesura esuberante, fatta di pennellate spavalde, pastose e intrise di luce, testimonia le concezioni estetiche cui l'artista era giunto negli anni tardivi del suo solitario ritiro sull'Isola di Capri.<br>realizzato nel 1887/85</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 18:21:57 UTC</pubDate>
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