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      <title>Verso il pensiero computazionale by Maria Sorrenti</title>
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      <description>Pensare prima di agire...</description>
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      <pubDate>2018-03-12 13:32:54 UTC</pubDate>
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         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <pubDate>2018-03-12 13:34:52 UTC</pubDate>
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         <title>Avvio al pensiero computazionale!!!</title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <pubDate>2018-03-12 13:35:16 UTC</pubDate>
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         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <pubDate>2018-03-12 13:37:32 UTC</pubDate>
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         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <pubDate>2018-03-12 13:38:18 UTC</pubDate>
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         <title>LE ORIGINI</title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div> Le origini degli scacchi si perdono nella notte dei tempi e nessuno può dire con assoluta certezza dove e quando furono inventati. Al proposito esistono varie teorie ma l'ipotesi più accreditata pone il luogo d'origine in India.<br><br> In particolare antichi poemi persiani descrivono, talvolta anche in dettaglio, un antico gioco da tavolo, lo <em>Chatrang</em>, che sembra avere notevoli tratti in comune con il moderno gioco degli scacchi. Questi stessi poemi (risalenti circa al VI-VII secolo d.C.) definiscono il gioco persiano del Chatrang come derivato da un gioco ancor più antico e di provenienza indiana, lo <em>Chaturanga</em>.<br><br> Alcuni studiosi ritengono addirittura che lo Chaturanga derivi a sua volta da arcaici giochi cinesi, tuttavia dagli elementi finora raccolti sembra che lo Chaturanga sia il gioco che ha i maggiori diritti di fregiarsi del titolo di progenitore originale del moderno gioco degli scacchi, in quanto i giochi più antichi presentavano solo alcuni tratti in comune con esso.<br><br> <figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/afrasaib.jpg" width="214" height="220"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Ritrovamenti archeologici di antichi pezzi dello Chaturanga, sono avvenuti nel 1972 nell'Uzbekistan del Sud, presso la località di Afrasaib. Tali pezzi sono stati datati al 760 d.C. circa, grazie anche al concomitante ritrovamento di una moneta del 761 d.C. che si trovava assieme ai pezzi. Appare comunque quasi certo che le origini dello Chaturanga siano ben più antiche, forse addirittura al I o II secolo d.C. I pezzi di Afrasaib sono, infatti, finemente lavorati per l'epoca, quindi con grande probabilità risalgono ad un periodo storico in cui lo Chaturanga era già molto popolare.<br><br> In ogni caso la diffusione del nuovo gioco fu relativamente rapida, anche grazie ai mercanti ed ai carovanieri dell'epoca, ansiosi di portare nelle loro patrie ogni possibile novità. Con il trascorrere del tempo il nome e le regole dell'originale Chaturanga cambiarono in vari modi e secondo la regione di adozione. È così che nel Borneo il gioco venne denominato <em>Chatur</em>, nell'isola di Giava <em>Chator</em> e nella regione di Burma <em>Chitareen</em>. In Persia un po' alla volta cambiarono non solo il nome, prima <em>Chatrang</em> e poi <em>Shatranj</em>, ma progressivamente anche le regole, che pertanto a piccoli passi si stavano avvicinando a quelle moderne. <a href="http://scacchi.qnet.it/manuale/storia.htm#Indice">Indice</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-12 13:40:21 UTC</pubDate>
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         <title>LA DIFFUSIONE DEL GIOCO IN EPOCA ROMANA</title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div><br> Inizialmente gli studiosi ritennero che il gioco avesse raggiunto l'Impero di Roma grazie ai contatti con gli arabi, nel IX o X secolo d.C., tuttavia un ritrovamento archeologico avvenuto nel 1932 in Molise, nell'antica città di Venafro (IS), creò non poco sconcerto sul problema della diffusione del gioco degli scacchi in epoca romana. In una antica necropoli romana furono ritrovati, infatti, alcuni pezzi intarsiati in osso di un gioco da tavoliere. Tali pezzi riproducono senza dubbio alcuni componenti del gioco degli scacchi, nella foggia che appare nei codici miniati del Medioevo.<br><br> <figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/storiave.jpg" width="199" height="152"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Alcuni studiosi, fra cui O. Elia e H. Fuhrmann, basandosi sulla datazione stratigrafica da loro stessi effettuata dei pezzi di Venafro (intorno al II-IV secolo d.C.) e di altri pezzi simili conservati nel Museo Cristiano del Vaticano e ritrovati nella catacomba di San Sebastiano, ipotizzarono che probabilmente il gioco fosse arrivato nell'Impero romano già nel II o III secolo d.C. tramite i legionari tornati in patria dopo le lunghe guerre combattute in terre d'oriente, forse proprio in Persia. In effetti parecchie fonti letterarie dell'epoca citano un antico gioco da tavolo, il <em>latrunculorum lusus</em> (gioco dei soldati), che aveva qualche somiglianza con quello degli scacchi, anche se ne differiva per l'uso congiunto dei dadi.<br><br> Che il gioco del <em>latrunculorum lusus</em>, assai in auge fra i legionari romani, sia molto antico lo si deduce da un recente ritrovamento archeologico avvenuto nel 1996 nella regione dell'Essex, in Gran Bretagna. In una tomba è venuta alla luce una scacchiera con bordi in rame e ventuno pedine di vetro simili a quelle dell'attuale dama. Secondo l'archeologo Philip Crummy, del Colchester Archaelogical Trust, il reperto corrisponderebbe ad una variante del <em>latrunculorum lusus</em> e risalirebbe al I secolo d.C., anche se purtroppo non è stato possibile ricostruire le regole precise di questo gioco. In effetti il <em>latrunculorum lusus</em> in quel periodo storico era talmente noto che nessuno si curò di tramandarne le regole!<br><br> Molti storici ritengono che il gioco romano dei soldati derivi in qualche maniera, nonostante l'uso dei dadi, dal gioco persiano dello Chatrang o che ne abbia adottato alcune caratteristiche. Pare invece scontato che siano stati i romani a diffondere il <em>latrunculorum lusus</em> ed i suoi derivati nel resto dell'Europa, grazie alla vastità delle loro conquiste territoriali.<br><br> <figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/butrint.jpg" width="135" height="219"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Per quanto riguarda gli scacchi veri e propri alcuni studiosi, in particolare anglosassoni, contestarono però vivacemente la datazione dei pezzi di Venafro fatta da Elia e Fuhrmann, adducendo il fatto che i reperti hanno una chiara foggia di origine araba, pertanto dovrebbero essere di epoca ben posteriore al II-IV secolo d.C. La diatriba fra le due diverse correnti di pensiero andò avanti fino al 1994, quando, grazie all'iniziativa di F. Pratesi, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove i pezzi sono conservati, acconsentì ad una più rigorosa datazione al radiocarbonio, che stabilì che i reperti sono all'incirca del 980 d.C., avvalorando quindi l'ipotesi fatta dagli studiosi anglosassoni e gettando rinnovati dubbi sulla vera epoca di introduzione del <em>Nobil Giuoco</em> in Europa.<br><br> Aldilà dalle varie ipotesi basate sui pezzi di Venafro e su pezzi simili rinvenuti in catacombe romane, nell'estate del 2002 un importante ritrovamento ha permesso di retrocedere nel tempo l'ingresso degli scacchi in Europa: nell'antica località di Butrint, in Albania, presso un palazzo tardo-bizantino risalente al 465 d.C., è stato scoperto un reperto che assomiglia chiaramente ad un Re degli scacchi. Datato dal prof. J. Mitchell intorno al V secolo d.C., rappresenta il più antico pezzo degli scacchi finora ritrovato </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-12 13:41:07 UTC</pubDate>
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         <title>GLI SCACCHI NEL MEDIO EVO</title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div> Le prime testimonianze scritte di epoca medioevale risalgono all'incirca all'anno 1000 d.C. e sono di provenienza iberica. Ciò non deve stupire, dato che proprio qui fu più forte l'influenza degli arabi. Negli anni successivi il gioco si diffuse straordinariamente anche fra i ceti più elevati, tanto che la destrezza in questo gioco era una delle <em>probitas</em> (virtù) che distinguevano il vero cavaliere.<br><br> <figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/lewisset.jpg" width="200" height="160"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Tantissimi poemi del periodo medievale citano gli scacchi nei loro versi, alcuni addirittura giungono a farne l'argomento unico della composizione letteraria, come per esempio il francese <em>Les échecs amoureux</em>, composto da ben 30060 versi!<br><br> Famoso divenne pure il trattato <em>Liber de moribus hominum et officiis nobilium super ludo scachorum</em> di frate Jacopo da Cassole dell'ordine dei Domenicani, morto verso il 1325. In esso gli scacchi sono usati come fonte di ammaestramenti morali. Fu grazie a quest'opera che il gioco degli scacchi uscì dal grave limbo in cui era precipitato dopo la proibizione di giocare con esso promulgata da Papa Alessandro II verso la fine del XI secolo. La causa dell'editto papale fu probabilmente una lettera, datata 1061, scrittagli da Pier Damiani, cardinale di Ostia, nella quale l'alto prelato condannava gli scacchi come gioco d'azzardo.<br><br> Il malinteso era nato dal fatto che molti giocatori dell'epoca, per rendere il gioco più eccitante, avevano inserito l'uso dei dadi per determinare quale mossa si dovesse compiere, snaturando in tal modo le regole originali ed avvicinando il gioco praticato più al <em>latrunculorum lusus</em> dei legionari romani che non agli scacchi come li conosciamo oggi.<br><br> I primi veri e propri trattati scacchistici, cioè manoscritti sulle regole e tecniche di gioco, ebbero invero come unico argomento la problemistica, ovvero la risoluzione di posizioni precostituite di pezzi sulla scacchiera che potevano portare alla vittoria od al pareggio di uno dei due schieramenti solo attraverso difficili e nascoste sequenze di mosse.<figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/storiame.gif" width="260" height="217"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure> Frequentemente tali posizioni, detti <em>partiti</em>, divenivano la base di scommesse fra giocatori.<br><br>Nella fattispecie importanti e celebri sono i codici miniati <em> Bonus Socius</em> e <em>Civis Bononiae</em>. Un esemplare del primo codice è conservato nella Biblioteca nazionale di Firenze e riporta su pagine in pergamena ben 194 problemi scacchistici, insieme a problemi di tavola reale e telamolino (giochi diffusi in epoca medievale). Da notare comunque che la risoluzione di questi problemi spesso non rispetta le regole attuali del gioco degli scacchi, poichè allora esse erano abbastanza diverse (per esempio, un giocatore rimasto col solo Re era considerato perdente, anche se l'avversario non poteva dargli scacco matto).<br><br> Altro codice miniato importantissimo è il <em>Tractatus partitorum Schachorum Tabularum et Merelorum Scriptus anno 1454</em>, rinvenuto soltanto nel 1950 alla Biblioteca Estense di Modena. Il codice consiste di 347 fogli finemente decorati, ma purtroppo ne è sconosciuto l'autore. Il fatto importante però è che le soluzioni sono riportate a tratti sia in latino che in antico volgare, lasciando sottintendere una vasta diffusione del gioco in ogni ceto sociale e culturale. Il trattato dell'Estense costituisce la maggiore raccolta di problemi scacchistici (in totale 533) giunta a noi fino ad oggi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-12 13:42:08 UTC</pubDate>
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         <title>DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE</title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al termine del secondo conflitto mondiale il titolo di Campione del Mondo si era reso vacante a causa della scomparsa di Alekhine, quindi la FIDE dovette organizzare un torneo con i migliori giocatori del dopoguerra per designare il nuovo detentore della corona mondiale. Per tale motivo nel 1948 venne organizzata una competizione fra i sei giocatori più forti del momento, da tenersi per metà svolgimento a L'Aia, in Olanda, e l'altra metà in Unione Sovietica, precisamente a Mosca.<br><br> A questo torneo vennero invitati i russi Smyslov e Botvinnik, l'estone Keres, gli americani Fine e Reshevsky, ed infine naturalmente l'olandese Euwe. Ci fu anche qualche polemica per i criteri con cui erano stati scelti i giocatori e molti si domandarono per quale motivo era stato incluso Smyslov, mentre erano stati esclusi scacchisti del calibro di Najdorf, Eliskases e Stahlberg.<br><br> Comunque, a parte le polemiche, il numero dei partecipanti si ridusse subito a cinque perchè Reuben Fine si ritirò dalla competizione ancor prima del suo inizio, per cui questo scontro fra titani della scacchiera divenne noto come Torneo Pentagonale. Dopo 24 accesissime partite la classifica finale vide in testa Botvinnik con 14 punti, secondo Smyslov con 11 punti (che con questo piazzamento spense tutte le critiche dei suoi detrattori), terzi a pari merito Reshewsky e Keres con 10,5 punti ed ultimo, con 4 punti, l'ex campione Max Euwe.<br><br> Fu in questo modo che Mikhail Moiseyevich Botvinnik divenne il nuovo Campione del Mondo. Nato a Pietroburgo (ex Leningrado) nel 1911, Botvinnik scoprì il gioco degli scacchi, a suo dire, solo nel 1923, tuttavia l'anno dopo, appena tredicenne, era già in grado di ottenere una vittoria in una simultanea contro il grande Capablanca.<br><br><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/storiabt.jpg" width="180" height="253"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure> Nei dieci anni successivi il giocatore russo si dedicò con grande passione ad affinare le sue qualità di gioco e la ricompensa arrivò nel 1935, quando al Torneo Internazionale di Mosca si piazzò al primo posto davanti a giocatori come Lasker e Capablanca. Nel 1936 al Torneo di Nottingham giunse di nuovo primo a pari merito con Capablanca, ma davanti al campione in carica Alekhine.<br><br> Dopo la pausa dovuta ai due conflitti mondiali, l'attività agonistica di Botvinnik riprese subito, facendogli guadagnare la possibilità di partecipare al torneo per l'assegnazione del titolo di Campione del Mondo. Come citato sopra, egli vinse la competizione con un margine abbastanza ampio, tuttavia negli anni successivi si trovò a difendere la corona mondiale di fronte a sfidanti molto agguerriti.<br><br> Dovendo badare anche alla sua carriera personale - si era laureato in Ingegneria e negli anni a seguire ricoprì cariche sempre più importanti, quale infine quella di ingegnere capo presso il Dipartimento dell'Energia degli Urali - Botvinnik dopo la conquista del titolo si astenne, tranne qualche eccezione, dal partecipare ai tornei, limitandosi a giocare i match per il Campionato del Mondo.<br><br> La prima severa prova in tal senso arrivò nel 1951, quando si presentò a sfidarlo un fantasioso giocatore sovietico, David Bronstein. <figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/storiabr.jpg" width="180" height="254"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Nato a Kiev nel 1924, lo sfidante era cresciuto e maturato scacchisticamente frequentando una Casa dei Giovani Pionieri, una delle tante organizzazioni giovanili dell'Unione Sovietica adibite alla tutela ed all'individuazione di promettenti talenti sportivi e scacchistici, esattamente come il campione in carica.<br><br> Il match fra i due giocatori sovietici fu molto combattuto e finì in parità col risultato di 12 a 12 (+5, =14, -5), così Botvinnik conservò a norma di regolamento il titolo di Campione del Mondo. Secondo i critici l'incontro fra il campione e lo sfidante era stato di altissimo livello come qualità di gioco, quindi all'epoca tutti prevedettero che presto Bronstein sarebbe ritornato alla carica nel prossimo match per la corona mondiale.<br><br> Invece di fronte alla scacchiera, nel 1954, si presentò come sfidante quello stesso Smyslov che era giunto secondo nel Torneo Pentagonale del 1948, quando Botvinnik vinse il titolo mondiale. Tuttavia Smyslov neanche stavolta riuscì a battere Botvinnik, chiudendo l'incontro in parità col punteggio di 12 a 12 (+7, =12, -7). Ma tre anni dopo Smyslov si ripresentò più determinato che mai e per Botvinnik non ci fu scampo. Lo sfidante vinse il match 12,5 a 9,5 (+6, =13, -3) divenendo il nuovo Campione del Mondo.<br><br> Vasilij Vasilievic Smyslov era nato nel 1921 a Mosca e scalò rapidamente le graduatorie dello scacchismo sovietico, diventando Maestro a diciassette anni e Grande Maestro ad appena vent'anni. Come Botvinnik e Bronstein, anche Smyslov si era formato frequentando assiduamente una Casa dei Giovani Pionieri. <figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/storiasm.jpg" width="150" height="232"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Fin dagli esordi il giocatore russo mostrò una netta predilezione per il gioco posizionale ed una grande passione nello studio dei finali.<br><br> Secondo molti autori il suo stile si avvicina parecchio a quello di Capablanca, a cui spesso gli ammiratori lo paragonavano. Nonostante ciò Smyslov all'occorrenza non si sottraeva al gioco prettamente tattico e combinativo. Grazie a queste caratteristiche il giocatore moscovita si guadagnò il diritto nel 1954 di sfidare per il titolo mondiale Botvinnik, contro cui pareggiò.<br><br> Nell'anno successivo Smyslov vinse il Campionato Sovietico proprio davanti a Botvinnik. Subito dopo sconfisse tutti i pretendenti al titolo mondiale nel Torneo dei Candidati, compreso Keres nel match finale, guadagnando di nuovo il diritto di sfidare Botvinnik. Nel match disputatosi nel 1957 Smyslov riuscì finalmente a strappare la corona di Campione del Mondo al suo avversario.<br><br> Pareva che il nuovo detentore fosse destinato a mantenere a lungo il titolo, visto che aveva espresso contro Botvinnik uno stile di gioco solido e di grande senso posizionale. Tuttavia nel match di rivincita disputatosi a Mosca nel 1958 l'ex campione si riprese prontamente la corona mondiale sconfiggendo Smyslov per 12,5 a 10,5 (+7, =11, -5).<br><br> Negli anni a seguire Smyslov si mantenne sempre ai vertici delle classifiche della FIDE, ma non ottenne mai più la possibilità di riagguantare il titolo mondiale, dando comunque uno straordinario esempio di longevità scacchistica.<br><br> Neppure Botvinnik ebbe però la possibilità di godersi a lungo il titolo riconquistato. Nel 1960 venne sfidato da un astro emergente dello scacchismo, Mikhail Nekhemovic Tal. Nato a Riga, in Lettonia, nel 1936, Tal bruciò letteralmente le tappe. <figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/storiatl.jpg" width="165" height="235"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Conobbe gli scacchi a sette anni ma si appassionò ad essi solo a dodici, quando si beccò il matto del barbiere dal cugino.<br><br> Da quel momento il gioco degli scacchi diventò il principale interesse di Tal e si dedicò al loro studio con tale fervore che conquistò nel 1953 il titolo di campione lettone e nel 1957 quello di campione dell'Unione Sovietica, raggiungendo così anche il grado di Grande Maestro. Nell'anno successivo confermò il titolo di Campione dell'URSS e vinse il Torneo dei Candidati, ottenendo la possibilità, a soli 23 anni, di sfidare l'ormai mitico Botvinnik.<br><br> Gli strabilianti successi di Tal degli anni precedenti vennero confermati nel match per il titolo mondiale e lo scacchista lettone battè Botvinnik con il secco punteggio di 12,5 a 8,5 (+6, =13, -2). Sembrava che nulla ora potesse togliere lo scettro a Tal, poichè mai si era visto finora un giocatore che sapesse come lui padroneggiare la tecnica del gioco combinativo. Infatti per molti suoi ammiratori il giocatore lettone rappresenta la genialità scacchistica in persona, dato che tutti gli avversari cadevano inesorabilmente nel turbinio delle sue invenzioni tattiche.<br><br> Ma, come già era accaduto con Smyslov, l'ex campione aveva in serbo un'amara sorpresa per il giocatore di Riga. Nel match di rivincita del 1960 l'inossidabile Botvinnik si presentò da sfavorito, anche perchè non si poteva immaginare a priori che un quarantanovenne potesse tenere testa al genio scatenato di Tal, che all'epoca aveva dalla sua la freschezza dei suoi 24 anni.<br><br> Invece Botvinnik si era preparato con cura per l'incontro ed aveva studiato a lungo lo stile di gioco del suo avversario. In particolare aveva notato che nelle posizioni complicate nessuno era in grado di contrastare la fantasia micidiale del campione lettone, quindi durante il match cercò di scegliere sempre posizioni abbastanza tranquille e prive di complicazioni tattiche. <br><br> La strategia di gioco di Botvinnik diede i suoi frutti, Tal si trovò privato delle sue armi migliori ed il match venne vinto con gran sorpresa dal giocatore più anziano per 13 a 8 (+10, =6, -5). Botvinnik era tornato per la terza volta sul trono dello scacchismo mondiale! Nessun giocatore è mai riuscito finora a fare altrettanto.<br><br> Negli anni successivi Tal ebbe notevoli problemi di salute, perdendo anche un rene, e questi fattori gli impedirono di tornare sul trono dello scacchismo mondiale, anche se il suo gioco si mantenne nel resto della carriera sempre ad altissimi livelli. Il "Mago di Riga", come lo chiamavano i suoi sostenitori, morì il 28 giugno del 1992 a Mosca, all'età di soli 56 anni.<br><br> D'altra parte la storia insegna che nessun regno dura in eterno, e la puntuale conferma nel caso di Botvinnik arrivò nel 1963, quando dovette difendere il suo titolo di Campione del Mondo contro il trentaquattrenne armeno Petrosjan. Nato a Tiflis, vicino ad Erevan, nel 1929, Tigran Vartanovic Petrosjan crebbe scacchisticamente a Tbilisi, in Georgia, naturalmente frequentando una Casa dei Giovani Pionieri. Influenzato dalla lezione scacchistica di grandi campioni del passato come Capablanca e Nimzowitsch, il giocatore armeno sviluppò uno stile essenzialmente posizionale ed estremamente solido.<br><br> A sedici anni conquistò già il titolo di campione di Georgia. In seguito partecipò a numerosi tornei di alto livello piazzandosi sistematicamente nei primi posti. Raramente riusciva a vincere un torneo, tuttavia ancor più raramente perdeva qualche partita. Col tempo Petrosjan si conquistò la fama di giocatore imbattibile e negli anni 1959 e 1961 divenne finalmente campione sovietico. <figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://scacchi.qnet.it/manuale/storiape.jpg" width="150" height="240"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Nel 1962 vinse anche il Torneo dei Candidati e quindi acquisì il ruolo di sfidante ufficiale nel match per il titolo mondiale.<br><br> L'incontro con Botvinnik si svolse a Mosca in un clima di incertezza. Petrosjan partì male andando subito in svantaggio, ma in seguito reagì da par suo costringendo Botvinnik ad una lunga serie di patte. Nella parte terminale la maggior freschezza dell'armeno ebbe la meglio e l'incontro finì col punteggio di 12,5 a 9,5 (+5, =15, -2) per lo sfidante. Petrosjan era diventato il nuovo detentore del titolo mondiale.<br><br> Molti appassionati del Nobil Giuoco non hanno mai amato lo stile di Petrosjan, giudicandolo attendista e troppo manovriero, tuttavia bisogna ammettere che Petrosjan rientra nel novero dei migliori giocatori posizionali di ogni tempo. Dotato di uno stile semplice ma al tempo stesso estremamente efficace, il giocatore armeno tesseva con pazienza la trama della partita spingendola con abilità verso lidi apparentemente tranquilli, evitando con cura ogni rischio, tuttavia non gli sfuggiva quasi mai l'opportunità di piazzare una manovra vincente se ne aveva l'occasione.<br><br> Furono questa costanza nell'attendere le mosse errate dell'avversario e la precisione della sua intuizione posizionale a consentirgli di strappare la corona mondiale a Botvinnik, che forse era ormai troppo anziano per reggere la tensione di un match prolungato.<br><br> Nel 1966 lo scacchista armeno dovette difendere il titolo contro un giocatore russo, Spassky, e con il suo solito granitico metodo respinse l'assalto dell'impetuoso sfidante battendolo 12,5 a 11,5, dopo una serie estenuante di 17 patte! Tuttavia il suo avversario si ripresentò puntuale tre anni dopo e stavolta le cose andarono diversamente. Spassky in tale periodo aveva maturato notevolmente il suo stile, smussando la sua condotta di gioco troppo irruenta, che nel match precedente era puntualmente naufragata contro la diga difensiva di Petrosjan, ed inoltre aveva colmato alcune sue lacune psicologiche che negli anni giovanili lo inducevano a scoraggiarsi facilmente dopo una sconfitta.<br><br> Fu così che Petrosjan non potè nulla contro il gioco equilibrato eppur fantasioso del suo avversario, finendo col perdere il match per 10,5 a 12,5 (+4, =13, -6). Negli anni successivi il giocatore armeno si qualificò varie volte per il Torneo dei Candidati, ma non ebbe più l'occasione di sfidare il campione mondiale in carica. Petrosjan morì di cancro nel 1984. <a href="http://scacchi.qnet.it/manuale/storia.htm#Indice">Indice</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-12 13:43:07 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ULTIMO DECENNIO</title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://scacchi.qnet.it/manuale/ultdecen.htm">http://scacchi.qnet.it/manuale/ultdecen.htm</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-12 13:43:43 UTC</pubDate>
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         <title>http://scacchi.qnet.it/manuale/nuovmill.htm</title>
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         <title></title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.giocandoconire.it/progetto-a-scuola-con-i-re/">https://www.giocandoconire.it/progetto-a-scuola-con-i-re/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-12 13:46:13 UTC</pubDate>
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         <title>LO ABBIAMO CALATO NELLA NOSTRA REALTA&#39;</title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE  CURINGA</strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong>Progetto didattico “A scuola con i re”</strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong>Anno Scolastico 2017/2018</strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div><figure class="attachment attachment--preview"><img width="298" height="172"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>                    <figure class="attachment attachment--preview"><img width="288" height="188"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong>Scuola primaria</strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong>PREMESSA</strong></div><div><strong>P</strong></div><div>Rivalutando il motto “Un momento … sto pensando!” di Reuven Feuerstein, attraverso il gioco</div><div>degli scacchi si può promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, la concentrazione e l’attenzione, al fine di <strong>“imparare a imparare”</strong>, riconoscere le difficoltà, gli errori</div><div>e le strategie per superarli: tutte competenze necessarie a rendere l’alunno capace di sviluppare</div><div><strong>autonomia nello studio</strong>. Inoltre l’insegnamento degli scacchi con una <strong>didattica interdisciplinare</strong></div><div>in ambito scolastico, può accrescere significativamente anche le capacità di apprendimento delle diverse materie curricolari, come le ricerche degli ultimi 30 anni hanno dimostrato.</div><div> </div><div><strong> </strong></div><div><strong>DESTINATARI</strong></div><div><strong> </strong>Alunni delle classi III  IV e V della Scuola Primaria di Curinga ed Acconia</div><div> </div><div><strong> </strong></div><div><strong>OBIETTIVI</strong></div><div><strong>i • Sviluppare il senso di riflessione e il senso critico </strong>rispetto alle esperienze di apprendimento</div><div>e insegnamento vissute.</div><div><strong>• Rintracciare collegamenti </strong>tra le diverse discipline.</div><div><strong>• Imparare che la risoluzione di un problema </strong>può prevedere strategie diverse ed avviare al pensiero   computazionale</div><div><strong>• Implementare le capacità di ascolto e comprensione </strong>attraverso narrazioni di testi a sfondo</div><div>scacchistico.</div><div><strong>• Trasporre i riferimenti topologici </strong>dallo spazio della scacchiera alle cartine geografiche.</div><div><strong>• Apprendere concetti matematici </strong>(perimetro, area, diagonali, frazioni) utilizzando la scacchiera.</div><div><strong>• Esaminare la storia dell’uomo che gioca </strong>trovando collegamenti con i principali eventi storici.</div><div>• <strong>Saper rappresentare graficamente </strong>la scacchiera e i suoi pezzi.</div><div><strong>• Potenziare le abilità informatiche </strong>attraverso l’interazione con un software scacchistico.</div><div> </div><div> </div><div><strong>Tempi</strong></div><div><strong>à 10 incontri </strong>rivolti <strong>ai bambini </strong>a cadenza <strong>settimanale </strong>della durata di <strong>1h </strong> da effettuarsi nell’ora di informatica dal mese di gennaio in poi.</div><div><strong> </strong></div><div><strong>ATTIVITA’</strong></div><div>Ai bambini verranno presentate attività che avranno come riferimento il contesto scacchistico</div><div>ma legate anche alle diverse discipline scolastiche, e che porranno in rilievo l’<strong>utilizzo di diverse</strong></div><div><strong>forme di intelligenza. </strong>Il progetto prevede l’uso di stralci di narrazione, analisi di opere,</div><div>apprendimento della storia e dei luoghi degli scacchi, con l’obiettivo di ricavare i <strong>legami con</strong></div><div><strong>i contenuti affrontati a scuola. </strong>Mentre il bambino impara a giocare, sperimenta anche l’utilizzo</div><div>di diversi linguaggi e rafforza l’aspetto metacognitivo. Infine, per ampliare le <strong>capacità</strong></div><div><strong>tecniche e informatiche, </strong>verrà  utilizzato un <strong>software scacchistico </strong>per l’apprendimento</div><div>delle regole di base del gioco, coinvolgendo i ragazzi in un percorso a tappe interattivo.</div><div>Attività di problem-solving attraverso le cooperative learning</div><div> </div><div> </div><div><strong>MATERIALI</strong></div><div><strong>i </strong>I materiali scacchistici necessari per la realizzazione del progetto saranno forniti gratuitamente dall’organizzazione</div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong>Personale</strong></div><div><strong>e </strong>I gruppi saranno condotti da personale esperto e qualificato fornito dall’organizzazione.</div>]]></description>
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         <title>SIAMO ALLA TERZA LEZIONE </title>
         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div>I bambini sono entusiasti!</div>]]></description>
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         <author>mariasorrenti1961</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:172,&quot;url&quot;:null,&quot;width&quot;:298}" data-trix-content-type="image"><img src="null" width="298" height="172"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:188,&quot;url&quot;:null,&quot;width&quot;:288}" data-trix-content-type="image"><img src="null" width="288" height="188"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div><br></div>]]></description>
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