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      <title>Libri per la Memoria by Simona</title>
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      <description>progetto di lettura</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-27 20:02:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336133777</link>
         <description><![CDATA[<div>Coraggio. Ingenuità. Formazione </div><div>Il passato è ricordato in modo sintetico e scarno. Dopo un primo arresto insieme alla mamma e la detenzione di una settimana nel campo olandese di Westerborck, Jona torna a casa e la vita sembra riprendere abbastanza tranquillamente anche se non mancano atti di antisemitismo da parte di altri bambini ed egli percepisce che la situazione intorno a lui sta peggiorando: la mamma non può più fare la spesa nel negozio di sempre, il papà è licenziato e tutti loro sono costretti ad uscire con la stella gialla cucita sui vestiti. </div><div>Dopo qualche tempo tutta la famiglia è di nuovo costretta a partire per Westeborck, qui nonostante si tratti di un campo di transito la vita quotidiana ha ancora una qualche parvenza di normalità: i bambini vanno a scuola e imparano l’ebraico nella convinzione di partire a breve per la terra promessa. Dopo un paio di settimane quasi tutti i detenuti – cui viene detto che stanno per partire per la Palestina - vengono deportati nel campo di Bergen Belsen dove Jona vivrà nella </div><div>baracca con la madre fra la fame, la sporcizia e la promiscuità. Dalle memorie dell’allora bambino emerge soprattutto la difficoltà dei rapporti con gli altri ragazzini, quelli di poco più grandi, sempre pronti a insultare i piccoli e a provocarli chiedendo prove di coraggio ben difficili da dare. Un giorno Jona e la mamma sono chiamati nell’infermeria per assistere alla morte del padre. Per il bambino, attraverso i cui occhi è narrata tutta la vicenda, è quasi un passaggio di “status”. Considerato fino ad allora un bambino piccolo agli occhi degli altri ragazzi dopo aver visto un adulto morire viene “promosso” ma prima deve superare una prova di coraggio: resistere da solo nell’obitorio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 20:09:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336135804</link>
         <description><![CDATA[<div>Un ragazzo “ariano” nella Germania nazista<br><br></div><div>"In mezzo a questa gente sarebbe sempre stato uno straniero - un auslander. Ma nel suo cuore Peter sentiva di avere ragione. Qualcosa dentro di lui gli impediva di accettare la cieca fede che loro nutrivano nei confronti di Hitler e del nazismo". Polonia 1941. I genitori di Peter vengono uccisi e il ragazzo mandato in orfanotrofio a Varsavia. Peter, biondo con gli occhi azzurri, sembra il ragazzo ritratto nel manifesto della gioventù hiltleriana e può essere adottato da una famiglia importante. Così avviene. Il professor Kattelbach e sua moglie sono entusiasti di accogliere nella loro famiglia un giovane dall'aspetto così "ariano". Ma Peter non è il ragazzo tipico della gioventù hitleriana, Peter non vuole essere un nazista e decide di correre un rischio... il rischio più grande che si può correre a Berlino nel 1943.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 20:13:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336143019</link>
         <description><![CDATA[<div>L’infanzia. La guerra, Le persecuzioni<br><br></div><div>Si usciva per la ricreazione sempre come degli appestati e lì fuori in cortile c'era una rete che ci divideva dagli altri e loro ci facevano le orecchie, che non so il significato, le orecchie del maiale, dicono che noi adoriamo il maiale e invece non è vero, che ignoranza! </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 20:28:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336152223</link>
         <description><![CDATA[<div>Le inquietudini di un’adolescente in un rifugio segreto<br><br></div><div>Dopo lo scoppio della guerra e l’occupazione nazista dell’Olanda una serie di leggi antisemite limita in modo sempre più capillare le libertà degli ebrei: Anne e la sorella devono frequentare una scuola ebraica, tutti gli ebrei sono schedati, non possono prendere i mezzi pubblici o andare al cinema; dal maggio del 1942 tutti devono portare ben visibile una stella gialla. Il 12 giugno, giorno del suo compleanno, Anne riceve in dono un diario sul quale comincerà ad annotare tutte le sue riflessioni; nei primi mesi Anne descrive una vita ancora relativamente normale per una ragazza della sua età: la scuola, le uscite con i compagni nei pochi luoghi di ritrovo ancora concessi agli ebrei, le amicizie, ecc.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 20:50:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336153104</link>
         <description><![CDATA[<div>La sofferenza dei bambini in guerra crudele e ingiustificata<br><br></div><div>Non credo che esistano oggi, in nessun luogo del mondo, impianti per la strage di massa come quelli nazisti, né lucidi piani di genocidio immediato e differito quali sono descritti in questo terribile libro: ma i bambini continuano a soffrire ed a morire sulla scala dei milioni, di fame, di malattia, o intrappolati nelle maglie di guerre incomprensibili e feroci. Finché questo avviene, pagine come queste dovranno essere lette, anche se la loro lettura non avvenga senza angoscia: sono nutrimento vitale per chi si proponga di vegliare sulla coscienza e sull'avvenire del mondo. Primo Levi<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 20:52:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336154491</link>
         <description><![CDATA[<div>Le leggi razziali in Germania<br><br></div><div>Il protagonista di questo romanzo è Hannes, un ragazzino dodicenne che vive ad Amburgo. E’ l’estate del 1936 e Hannes come molti tedeschi segue con passione le olimpiadi che si stanno svolgendo a Berlino; occasione fra l’altro per il regime nazista di dimostrare al mondo intero le grandi virtù del popolo tedesco del Terzo Reich, popolo – come ripete ossessivamente la propaganda – formato da soli membri della “razza” ariana. Hannes nasconde però un terribile segreto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 20:55:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336155000</link>
         <description><![CDATA[<div>Un pianista, la musica, la guerra<br><br></div><div>Szpilman vive con la famiglia a Varsavia e suona il pianoforte per la radio polacca. Dopo lo scoppio della guerra è costretto a sospendere la sua attività e nelle sue memorie descrive con crudo realismo il progressivo peggioramento della situazione: la fame che si impadronisce di buona parte della popolazione, la difficoltà di trovare un lavoro, la dura quotidianità in una città che dopo solo tre settimane si è arresa ai nazisti il cui trionfo pare non conoscere fine. Szpilman riesce a trovare lavoro come pianista in alcuni caffè ben sapendo però che scopo essenziale della sua musica è quello di dare una qualche parvenza di normalità alla vita quotidiana durante la guerra, non certo quella di essere ascoltata da un pubblico attento e sensibile.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 20:56:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336155809</link>
         <description><![CDATA[<div>Amicizia. Esclusione. Indifferenza<br><br></div><div>Un giorno arriva in classe di Hans un nuovo compagno, Konradin von Hohenfels, rampollo di una nobile famiglia. Hans ne è subito profondamente attratto, ma sente anche tutta la distanza che separa il suo mondo da quello di Konradin.  Fra i due piano piano nasce un’amicizia profonda e sincera, esclusiva e totalizzante come spesso i rapporti a quell’età; i due ragazzi passano insieme i pomeriggi dopo la scuola, vanno insieme a fare lunghe gite nei fine settimana condividendo letture e passioni. Il nazismo comincia intanto ad avere i suoi primi successi politici e naturalmente i due amici parlano anche di politica; Konradin non nasconde la sua ammirazione per Hitler, convinto che il nazismo riuscirà a portare ordine e sicurezza in Germania. Quello che sembra inizialmente soltanto un cambiamento lontano – che tocca Berlino e Monaco, ma non Stoccarda -  comincia a riflettersi anche nella vita quotidiana. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 20:59:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336156509</link>
         <description><![CDATA[<div>Il rapporto d’amore tra un padre e un figlio. La fede e il dolore<br><br></div><div>Wiesel descrive con tono asciutto la dolorosa vita quotidiana, la lotta per sopravvivere, la fatica, il freddo, la fame. Il rapporto con il padre, poco sentito prima della deportazione, diventa per entrambi il motivo essenziale per il quale sopravvivere: ciascuno dei due cerca di essere di aiuto all’altro, di risparmiargli le esperienze più atroci, di procurare all’altro un pezzo di pane in più. Questo profondissimo legame umano è uno degli aspetti fondamentali che consente ad entrambi di sopravvivere anche se il padre morirà poco prima della liberazione, dopo che entrambi, all’avvicinarsi delle truppe sovietiche, erano stati trasferiti a tappe forzate nel campo di Buchenwald. Questa morte getta Elie nella disperazione più assoluta, i mesi successivi, fino alla liberazione, sono un susseguirsi di giornate vuote e senza niente da raccontare.   Ragazzo profondamente religioso prima di essere deportato per Wiesel l’esperienza della deportazione significa innanzitutto la perdita di fede in un Dio superiore, non può esistere chi accetta uno strazio del genere.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:01:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336157421</link>
         <description><![CDATA[<div>Amicizia. Solidarietà. Paura<br><br></div><div>Elsa con il marito Giacomo e le figlie adolescenti Dora e Milena, riesce a fuggire alle retate dei nazisti a Roma nell'ottobre del 1943 e a trovare rifugio nella campagna laziale presso don Gioacchino, vecchio e fraterno amico del suocero che accetta di ospitare la famiglia a patto che tutti si fingano parenti cattolici fuggiti dai bombardamenti. Passano così lunghi mesi, fra l'ansia per le notizie che si susseguono contraddittorie e la paura di essere scoperti. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:03:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336158307</link>
         <description><![CDATA[<div>Una storia avvincente costruita come un giallo<br><br></div><div>Yedidyah è un giovane giornalista che lavora a New York nella redazione di un quotidiano. La sua specialità è la critica teatrale, è sposato con un'attrice ed è molto ben introdotto nel mondo del teatro newyorkese. Nessuno è più bravo di Yedidyah nel raccontare i successi effimeri, le glorie dimenticate, il fascino racchiuso nella nascita di una nuova stella e la malinconia che colora il suo crepuscolo. Ecco perché rimane estremamente sorpreso quando il suo capo gli affida un compito molto diverso dal solito: occuparsi della cronaca del processo di Werner Sonderberg, un giovane tedesco residente negli Stati Uniti. È stato accusato dell'omicidio di Hans Dunkelman, un suo lontano zio, trovato morto in fondo a un crepaccio nei monti Adirondack. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:06:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336158822</link>
         <description><![CDATA[<div>La guerra, il ghetto, la deportazione.<br><br></div><div>Racconto di un sopravvissuto” suona il sottotitolo: protagonista di questa graphic novel è Vladek, il padre dell’autore, un ebreo polacco che negli anni ’70, interrogato ripetutamente dal figlio, ripercorre tutta la propria vicenda passata: il peggioramento della vita degli ebrei in Polonia, la guerra, il ghetto, la deportazione ad Auschwitz. La forza e l’originalità di questo fumetto stanno nella scelta di rappresentare i personaggi come animali antropomorfi: gli ebrei sono topi, i polacchi sono maiali, i tedeschi sono gatti, gli americani sono cani, ecc. In questo mondo in cui in realtà non vi è alcuna concessione all’ironia e alla semplificazione, passato e presente si intrecciano continuamente: il presente nella benestante America degli anni ’70 e il passato nella Polonia degli anni ’30 e ’40. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:08:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336159386</link>
         <description><![CDATA[<div>La consapevolezza dell’essere il nulla all’interno di un campo. E l’amicizia come àncora di salvezza.<br><br></div><div>All’arrivo al campo Luciana Nissim, da poco laureata in medicina, ha la prontezza di dire di essere medico e questo le consentirà di lavorare nell’infermeria sfuggendo all’ancor più massacrante lavoro quotidiano all’esterno cui sono sottoposti gli altri deportati. La Nissim è ben consapevole di quanto sia stato importante per lei avere un’amica del cuore accanto nei mesi della detenzione ad Auschwitz. “Io e Vanda parliamo poco l’una con l’altra. Una parola ci basta per rievocare lunghe storie - abbiamo talmente tanta vita in comune! Studi, libri – e i bombardamenti, i coraggiosi ragazzi della banda, la prigione di Aosta, Fossoli… Ricordi di lunghe chiacchierate, ricordi di persone care, lontane parole d’amore” (p.49). Un altro elemento di grande conforto è di non essere stati deportati insieme ad altri famigliari, la speranza che i propri cari restino al lontano da quest’orrore è continua. La Nissim ad ogni arrivo di un convoglio dall’Italia si avvicina terrorizzata di poter trovare qualche amico o parente. <br><br></div><div><strong> </strong><strong><em>Una bambina e basta</em></strong><strong>, </strong>Lia Levi<strong>, </strong>Edizioni e/o, Roma 1994<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:09:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336159730</link>
         <description><![CDATA[<div>Il dovere di ricordare contro ogni forma di indifferenza<br><br></div><div>Se questo è un uomo è un'opera memorialistica di Primo Levi scritta tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947. Rappresenta la coinvolgente ma meditata testimonianza di quanto vissuto dall'autore nel campo di concentramento di Monowitz.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:11:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336160195</link>
         <description><![CDATA[<div>Diario di un partigiano<br><br></div><div>Se devo pensare a quel posto, penso all'Eden, il biblico giardino terrestre. Lì c'era la felicità. Non sentivamo nostalgia del passato: ci divertivamo,<br><br></div><div>correvamo e poi rientravamo a casa facendo delle grandi dormite sui materassi distesi per terra.<br><br></div><div>Per noi però le cose dovevano cambiare.<br><br></div><div>Una notte udimmo dei passi vicino alla nostra baita: due uomini erano arrivati. Mio padre andò fuori a parlare con loro ed andò incontro ad un nuovo sopravvenuto. Tornò dopo un po' e ci disse di vestirci in fretta perché dovevamo al più presto lasciare quel posto. Dove saremmo andati?<br><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:12:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336160598</link>
         <description><![CDATA[<div>Racconto autobiografico.<br>Klaartje comincia a scrivere questo eccezionale documento il giorno in cui viene arrestata nella sua casa di Amsterdam, il 25 marzo 1943, e deportata, dopo pochi giorni nel teatro ebraico della città, punto di raccolta e smistamento, nel campo di Vught. Non si tratta di un diario vero e proprio perché spesso vi sono anticipazioni e flash back, ma di una narrazione che segue comunque un andamento cronologico e la cui ultima data indicata è quella del 4 luglio 1943, giorno dell’arrivo nel campo di Westerbork, da cui Klaartje sarebbe stata dopo pochi giorni deportata a Sobibor e qui subito uccisa all’arrivo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:13:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336161195</link>
         <description><![CDATA[<div>Le persecuzioni. La fuga. Il pericolo<br><br></div><div>Joseph, bambino ebreo di dieci anni, vive a Parigi con i genitori e il fratello Maurice di poco più grande durante la guerra. L'occupazione nazista della città rende la situazione ogni giorno più pericolosa: si deve indossare la stella gialla, i bambini vengono allontanati dalla scuola, i compagni cominciano a insultarli pesantemente. I genitori, arrivati a Parigi dall'est Europa a seguito delle persecuzioni antisemite di inizio secolo, decidono nel 1942 di mandare i due bambini nella Francia ancora libera, dove già si sono stabiliti i fratelli maggiori. Comincia così un lungo e difficile viaggio per raggiungere Mentone dove i ragazzi arriveranno dopo aver affrontato molte situazioni rischiose ed aver spesso temuto per la propria incolumità. <br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:15:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336161769</link>
         <description><![CDATA[<div>Le leggi razziali viste da una bimba.<br><br></div><div>Torino 1938, la bambina ha sei anni. Avverte un clima di inquietudine in famiglia e non capisce. Un giorno la mamma le dice: “Senti, quest’anno non potrai tornare alla tua scuola… Mussolini non vuole più che i bambini ebrei vadano in classe con gli altri.” Così la bambina viene iscritta alla scuola ebraica. A Torino cambierà casa, poi si trasferirà con la famiglia a Milano, dove il padre ha un nuovo lavoro. Ma poco dopo il lavoro non è più a Milano, è a Roma. Altra città, altra scuola ebraica. La famiglia della bambina gode di qualche piccolo privilegio, perché il padre è “discriminato”, essendo figlio di un ufficiale caduto nella guerra del 1915-18. Un privilegio, ad esempio, è potersi permettere una donna di servizio, Maria. Ma arriva il giorno che Maria non può più stare con la famiglia della bambina e ci si accorda con i vicini di casa perché fingano di prenderla a servizio. I tempi si fanno più difficili, fino al giorno in cui la famiglia della bambina viene a sapere che la sorella della mamma è stata arrestata al confine tra Italia e Francia. La bambina, con sua madre, andrà a Ventimiglia per assistere al processo della zia. Le cose si mettono male.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:17:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>si_dimar</author>
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         <description><![CDATA[<div>La ricerca di un’identità perduta<br><br></div><div>La storia di una bambina costretta, durante la guerra, a nascondersi e fuggire cambiando nome. Nello spaesamento del ritorno, la ricerca dolorosa di una precaria identità.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:19:50 UTC</pubDate>
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         <author>si_dimar</author>
         <link>https://padlet.com/si_dimar/ya7xgdiphhz/wish/336162740</link>
         <description><![CDATA[<div>La deportazione nazista ai danni di comunità genovese<br><br></div><div>Il percorso che questo libro suggerisce è un percorso difficile, carico di angoscia, ma necessario. Per capirne fino in fondo la portata e il significato è ancora necessario cogliere il rapporto fra il devastante affresco generale della deportazione nazista e dello sterminio di un intero popolo e le singole minute vicende raccontate da coloro che durante la persecuzione razziale e gli anni della guerra erano giovani, appartenevano a una stessa comunità e videro la propria famiglia distrutta. È la storia della persecuzione della comunità ebraica genovese nella quale si è riprodotta la violenza perpetrata dai nazisti in tutta Europa, una vicenda intessuta di tante piccole terribili storie, non solo di chi subì la deportazione, ma anche di chi vi si sottrasse.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 21:21:10 UTC</pubDate>
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