<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>la condizione delle donne by melaniaciccarelli</title>
      <link>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks</link>
      <description>
</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-03-15 14:42:55 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2016-03-22 16:02:33 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet-assets.storage.googleapis.com/portrait/earth.jpg</url>
      </image>
      <item>
         <title>diritti sulle donne ieri e oggi</title>
         <author>melaniaciccarelli</author>
         <link>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks/wish/101068260</link>
         <description><![CDATA[<div>Il principio di universalità dei Diritti Umani viene contestato da alcuni governi confessionali, al primo posto quelli islamici Il principio di universalità dei Diritti Umani viene contestato da alcuni governi confessionali, al primo posto quelli islamici, che vogliono perseverare nell'attuazione della discriminazione soprattutto ai danni delle donne, ma contemporaneamente giustificare il loro comportamento al cospetto degli altri Paesi.l diritto  di Universalità non vuole imporre una Cultura Unica,ma vuole che la libertà di coscienza e di giudizio venga garantita,cercando di preservare la differenza.La condizione della donna nella società è passata attraverso notevoli modifiche nel corso dei secoli, a seconda dell’evoluzione politica e giuridica dei popoli, della diversità dei fattori geografici e storici e della sua appartenenza ai vari gruppi sociali. In quasi tutti i tempi e paesi la donna fu sottoposta nelle società del passato a un trattamento meno favorevole di quello riservato all’uomo. Per molto tempo la donna è stata inferiore all’uomo sul piano giuridico, economico e civile e per tanto tempo è rimasta esclusa da tutta una serie di diritti e di attività. Il ruolo della donna era quello di madre all’interno della famiglia e il suo compito principale era quello di svolgere le faccende domestiche.La donna, però, non era soltanto discriminata rispetto ai maschi ma non poteva amministrare il suo patrimonio senza il consenso del padre o del marito, né poteva ricoprire cariche pubbliche.
<br>Dopo la Rivoluzione francese, Napoleone ampliò la sfera dei diritti delle donne: venne così concesso loro di mantenere il proprio cognome, anche in caso di matrimonio, e di esercitare autonomamente attività commerciali, e fu abolita la disparità di trattamento nella divisione dell’eredità del patrimonio familiare. Napoleone però non eliminò la situazione di inferiorità dell’universo femminile. La donna, anche se sposata, continuò a restare per molti aspetti sotto la tutela maschile, perché non poteva intraprendere azioni giudiziarie senza l’autorizzazione del marito, e neppure poteva donare, vendere, acquistare beni senza l’assenso del coniuge. Uno dei primi movimenti che mirò alla libertà e al raggiungimento della parità dei diritti delle donne con quelli degli uomini, fu quello delle suffragette sviluppatosi nell’800, le quali miravano a raggiungere il suffragio universale anche per le donne.Oggi le donne, nella società occidentale, possono compiere scelte importanti all’interno della famiglia e possono scegliere l’educazione più adatta da trasmettere ai propri figli. Purtroppo però la situazione della donna non è positiva in tutto il mondo, infatti la donna nei paesisottosviluppati occupa un ruolo marginale all’interno della società e all’interno della famiglia.
<br>Ad esempio in Africa, la donna viene sfruttata al massimo; infatti è la donna a svolgere i ruoli più impegnativi come ad esempio lavorare nei campi, portare sacchi di merce sulla testa per ore e ore di cammino oppure andare a riempire secchi d’acqua per tutta la famiglia. E tutt’ora si parla di discriminazioni e di violenze sulla donna.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2016-03-15 15:10:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks/wish/101068260</guid>
      </item>
      <item>
         <title>in italia</title>
         <author>melaniaciccarelli</author>
         <link>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks/wish/101069019</link>
         <description><![CDATA[<div>la condizione della donna in Italia, ai primi del ' 900, in aspetto economico, giuridico e sociale, era nettamente peggiore rispetto a quella dell'uomo.La donna d'oggi é indipendente e emancipata. Non sta a casa tutto il giorno e si occupa della famiglia. Spesso la donna fa un lavoro extradomestico per poter realizzarsi. La donna d'oggi dice che non perde i contatti umani con altre persone, e che si sente chiusa quando sta a casa tutto il giorno. La donna d'oggi ha gli stessi diritti degli uomini, ma in pratica non é sempre cosí. Per esempio nel sud d'Italia molte donne devono stare a casa e devono occuparsi solo della loro famiglia.&nbsp; Le concezioni antifemministe furono parte del credo fascista al pari del suo violento anti liberalismo, razzismo e militarismo. Gli organi di stampa fascisti diedero vita ad un' intensa propaganda contro l'inserimento della donna nel mondo del lavoro e a favore del suo ritorno al vero e unico posto: la casa. Si trattava di un'opposizione determinata non solo dal timore di non poter più riavere il proprio posto di lavoro per la presenza delle donne, ma anche dal senso di insicurezza che le donne emancipate generavano nei maschi. Il fascismo passò dalla teoria ai fatti per quanto riguarda la politica di limitazione dei diritti delle donne. I governi liberali non avevano offerto parità di diritti per uomini e donne; esse non avevano il diritto di voto, ne&nbsp; potevano disporre del proprio patremonio&nbsp; senza il controllo del marito.</div><div>a condizione femminile&nbsp; si riferisce al complesso di norme, costumi e visioni del mondo che riguardano il ruolo della donne&nbsp; nella società.</div><div>Numerose e diverse culture hanno riconosciuto alla donna capacità e ruoli&nbsp; limitati alla procreazioni&nbsp; e alla cura della prole&nbsp; e della famiglia. L'emancipazione femminile ha rappresentato, negli ultimi secoli, la ricerca di un'uguaglianza formale e sostanziale tra la donna e l'uomo.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2016-03-15 15:12:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks/wish/101069019</guid>
      </item>
      <item>
         <title>in altri paesi</title>
         <author>melaniaciccarelli</author>
         <link>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks/wish/101073493</link>
         <description><![CDATA[<div>La condizione della donna è una delle realtà dell’Islam che più sconcertano l’Occidente. Dal punto di vista religioso non sembrano esserci problemi; per la legge islamica la donna è ontologicamente uguale all’uomo, ha gli stessi doveri, non c’è per essa alcuna discriminazione nella vita eterna che l’attende dopo la morte. I problemi cominciano quando dal campo religioso si passa a quello sociale. Stabilisce infatti il Corano: «gli uomini sono preposti alle donne perché Dio ha prescelto alcuni esseri sugli altri e perché essi donano dei loro beni per mantenerle.»La condizione della donna è una delle realtà dell’Islam che più sconcertano l’Occidente. Dal punto di vista religioso non sembrano esserci problemi; per la legge islamica la donna è ontologicamente uguale all’uomo, ha gli stessi doveri, non c’è per essa alcuna discriminazione nella vita eterna che l’attende dopo la morte. I problemi cominciano quando dal campo religioso si passa a quello sociale. Stabilisce infatti il Corano: «gli uomini sono preposti alle donne perché Dio ha prescelto alcuni esseri sugli altri e perché essi donano dei loro beni per mantenerle.»</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2016-03-15 15:24:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks/wish/101073493</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Femminicidio</title>
         <author>melaniaciccarelli</author>
         <link>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks/wish/101757976</link>
         <description><![CDATA[<div>La violenza sulle donne è ormai uno dei reati commessi più di frequente nel nostro Paese. Un malattia, oltre che un<strong>&nbsp;crimine</strong>, che provoca ogni anno la morte di centinaia di donne indifese e spaventate. Spiegare quale siano le motivazioni di un&nbsp;<strong>eccidio tanto efferato</strong>&nbsp;e inutile non è facile, sopratutto perchè proviene da persone che dicono di amare e provare dei sentimenti nei confronti delle proprio compagne. La strategia adottata dal governo non ha finora sortito i frutti sperati, una massiccia campagna di immagini pubblicitarie e la messa a disposizione di call center non saranno efficaci se non saranno accompagnati da norme dalla pesante<strong>&nbsp;valenza sanzionatoria.</strong>&nbsp;La causa del femminicidio pare che sia la gelosia. L’uomo comincia a sospettare della moglie, la minaccia, la picchia, e nei casi peggiori la la lascia senza vita. Una giustificazione che non regge e che è tanto irrazionale quanto la morte di queste donne. Molto spesso poi, i sospetti di mariti e compagni gelosi si rivelano infondati.Anche i<strong>&nbsp;divorzi</strong>&nbsp;possono fare saltare i nervi degli uomini più violenti, vedendosi privati dei propri beni, e magari anche dei figli, reagiscono con le mani dandovi un motivo in più per lasciarli.In tutti questi casi il monito è uno solo: Denunciare.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2016-03-18 14:10:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/melaniaciccarelli/Bookmarks/wish/101757976</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
