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      <title>Storielle del buon tema  by inlettere1</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-18 18:06:22 UTC</pubDate>
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         <title>n. 1, 16 novembre 2017                L&#39;IMPORTANTE è  LA ROSA                        di BRUNO FERRERO                               Sognai di entrare in un negozio.                         A far da commesso c’era un angelo.   Chiesi:” Cosa vendete qui?”                       “Tutto ciò che desidera”, rispose l’angelo.                     Inizio ad elencare“Vorrei la fine delle guerre nel mondo, più giustizia per gli sfruttati, più amore nelle famiglie, lavoro per i disoccupati, più comunione nella Chiesa”.  Mi rispose:“Lei mi ha frainteso. Noi non vendiamo frutti,noi vendiamo semi”.</title>
         <author>inlettere1</author>
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         <pubDate>2017-11-18 18:12:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lascia un tuo commento sulla storiella  &quot;L&#39;Importante è la rosa&quot;, in questa colonna della bacheca</title>
         <author>inlettere1</author>
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         <pubDate>2017-11-23 18:08:20 UTC</pubDate>
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         <title>n. 2, 14 dicembre 2017</title>
         <author>inlettere1</author>
         <link>https://padlet.com/inlettere1/xvegidyhh4zw/wish/216071708</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><mark>L'IMPORTANTE è  LA ROSA    <br>                           di BRUNO FERRERO</mark></strong></div><div><br></div><div>Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi. Per andare all'Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.</div><div><br>Un angolo di questa via era permanentemente occupato da una mendicante che chiedeva l'elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.</div><div><br>Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.</div><div><br>Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta: «Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta?».</div><div><br>«Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani», rispose il poeta.</div><div><br>Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l'atto di andarsene.</div><div><br>Allora accadde qualcosa d'inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell'uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo la rosa al seno.</div><div><br>Per una intera settimana nessuno la vide più. Ma otto giorni dopo, la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via. Silenziosa e immobile come sempre.</div><div><br>«Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla?», chiese la giovane francese.</div><div><br>«Della rosa», rispose il poeta.</div><div><em><br>«Esiste un solo problema, uno solo sulla terra. Come ridare all'umanità un significato spirituale, suscitare un'inquietudine dello spirito. E' necessario che l'umanità venga irrorata dall'alto e scenda su di lei qualcosa che assomigli a un canto gregoriano. Vedete, non si può continuare a vivere occupandosi soltanto di frigoriferi, politica, bilanci e parole crociate. Non è possibile andare avanti così» (Antoine de Saint-Exupéry).</em></div><div><em><br></em><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-14 08:56:55 UTC</pubDate>
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         <title>Lascia un tuo commento sulla storiella  &quot;La bottega dei semi&quot;, in questa colonna della bacheca</title>
         <author>inlettere1</author>
         <link>https://padlet.com/inlettere1/xvegidyhh4zw/wish/216659846</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-12-16 08:02:50 UTC</pubDate>
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         <title>n. 3, 16 dicembre 2018</title>
         <author>inlettere</author>
         <link>https://padlet.com/inlettere1/xvegidyhh4zw/wish/305170224</link>
         <description><![CDATA[<div>LA MANO E LA SABBIA<br><a href="https://www.qumran2.net/ritagli/index.php?ritaglio=3369"><strong><br> La mano e la sabbia</strong></a><strong>  <br></strong><br></div><div><a href="https://www.qumran2.net/ritagli/index.php?autore=Bruno%20Ferrero">Bruno Ferrero</a>, L'importante è la rosa</div><div><br>Giorgio, un ragazzo di tredici anni, passeggiava sulla spiaggia insieme alla madre.<br>Ad un tratto le chiese: "Mamma, come si fa a conservare un amico quando finalmente si è riusciti a trovarlo?".<br>La madre meditò qualche secondo, poi si chinò e prese due manciate di sabbia. Tenendo le palme rivolte verso l'alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita, e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva.<br>Tenne invece ben aperta l'altra mano: la sabbia vi restò tutta.<br>Giorgio osservò stupito, poi esclamò: "Capisco".</div><div><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-16 09:52:06 UTC</pubDate>
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         <title>Lascia un tuo commento sulla storiella &quot;Il filo di cotone&quot;,  in questa colonna della bacheca</title>
         <author>inlettere</author>
         <link>https://padlet.com/inlettere1/xvegidyhh4zw/wish/305172551</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-16 09:59:23 UTC</pubDate>
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         <title>N. 3, 16 novembre 2018</title>
         <author>inlettere</author>
         <link>https://padlet.com/inlettere1/xvegidyhh4zw/wish/305173899</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><mark>IL FILO DI COTONE                       <br>                           di BRUNO FERRERO</mark></strong><a href="https://www.qumran2.net/ritagli/index.php?ritaglio=9527"><strong><br></strong></a><strong><br></strong>C'era una volta un filo di cotone che<br>si sentiva inutile. «Sono troppo debole per fare una corda» si lamentava. «E sono troppo corto per fare una maglietta. Sono troppo sgraziato per un Aquilone e non servo neppure per un ricamo da quattro soldi. Sono scolorito e ho le doppie punte... Ah, se fossi un filo d'oro, ornerei una stola, starei sulle spalle di un prelato! Non servo proprio a niente. Sono un fallito! Nessuno ha bisogno di me. Non piaccio a nessuno, neanche a me stesso!».<br>Si raggomitolava sulla sua poltrona, ascoltava musica triste e se ne stava sempre solo. Lo udì un giorno un mucchietto di cera e gli disse: «Non ti abbattere in questo modo, piccolo filo di cotone. Ho un'idea: facciamo qualcosa noi due, insieme! Certo non possiamo diventare un cero da altare o da salotto: tu sei troppo corto e io sono una quantità troppo scarsa. Possiamo diventare un lumino, e donare un po' di calore e un po' di luce. È meglio illuminare e scaldare un po' piuttosto che stare nel buio a brontolare».<br>Il filo di cotone accettò di buon grado. Unito alla cera, divenne un lumino, brillò nell'oscurità ed emanò calore. E fu felice</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-16 10:04:40 UTC</pubDate>
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