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      <title>Dante Alighieri by Andrea Donadio</title>
      <link>https://padlet.com/andrea_donadio_10/xrur76kiu6hu</link>
      <description>Inferno-Canto Primo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-02-13 09:19:36 UTC</pubDate>
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         <title>Riassunto su:Inferno-Canto primo (Dante Alighieri)</title>
         <author>andrea_donadio_10</author>
         <link>https://padlet.com/andrea_donadio_10/xrur76kiu6hu/wish/153369355</link>
         <description><![CDATA[<div>Il canto I dell’<em>Inferno</em> è di introduzione all’intero poema, presenta quindi la situazione iniziale e spiega le ragioni del viaggio allegorico: Dante vi compare nella duplice veste di personaggio reale, che in un determinato momento storico si smarrisce in una selva (a metà della sua vita, quindi nell'anno 1300 quando stava per compiere 35 anni), e in quella di ogni uomo che in questa vita è chiamato a compiere un percorso di redenzione e purificazione morale per liberarsi dal peccato e guadagnare la beatitudine. Sul piano allegorico, dunque, la selva rappresenta proprio il peccato (essa è infatti descritta come <em>selvaggia e aspra e forte</em>, spaventosa al solo ricordo e poco meno amara della morte stessa), mentre su quello letterale è un luogo in cui chi compie un viaggio rischia realisticamente di smarrirsi per essere uscito dalla <em>diritta via</em>, per cui i lettori del tempo di Dante potevano trovare familiare un paesaggio simile (all'epoca le zone boscose erano assai estese e selvatiche, come per esempio in Maremma: cfr. <em>Inf.</em>, XIII, 7-9). Altrettanto realistici gli altri elementi del paesaggio simbolico, a cominciare dal colle che allegoricamente raffigura la via alla felicità terrena, cioè al possesso delle virtù cardinali (fortezza, temperanza, prudenza e giustizia) per le quali la ragione umana è sufficiente, e che Dante tenta inutilmente di scalare vedendo sorgere il sole dietro la sua vetta (esso rappresenta la via verso la salvezza, oltre all'ovvia considerazione che il nuovo giorno dissipa le paure della notte e ridona al poeta nuova speranza). Le tre fiere che sbarrano il passo al poeta e lo ricacciano verso la selva sono invece le tre principali disposizioni peccaminose: la lonza è la <em>lussuria</em>, il leone è la <em>superbia</em>, la lupa è l’<em>avarizia-cupidigia</em>, secondo una tradizione già attestata dai commentatori medievali, e anch'esse ovviamente rappresentano tre animali selvaggi che non erano certo impossibili da incontrare in un effettivo viaggio attraverso una foresta (tranne naturalmente il leone, ma nulla conferma che il viaggio dantesco avvenga in Italia e d'altronde vari interpreti hanno ipotizzato che questi luoghi si trovino in realtà nei pressi di Gerusalemme, sotto la quale si spalanca la voragine infernale). Più pericolosa è la lupa-avarizia, radice di tutti i mali e per Dante causa prima del disordine politico e morale che regnava in Italia all’inizio del Trecento, di cui è simbolo del resto anche la selva, mentre va ricordato che in molti passi del poema egli si scaglia con forza contro la corruzione del mondo politico ed ecclesiastico del suo tempo, causata principalmente proprio dall'avidità di denaro. La lupa si rivela un ostacolo insuperabile e Dante lentamente scivola nuovamente verso la selva, cioè il peccato</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-13 09:28:18 UTC</pubDate>
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         <title>Metafora.</title>
         <author>andrea_donadio_10</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sostituzione di un termine proprio con uno figurato, in seguito a una trasposizione simbolica di immagini: le spighe ondeggiano (come se fossero un mare); il mare mugola (come se fosse un essere vivente); il re della foresta (come se il leone fosse un uomo).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-13 09:33:11 UTC</pubDate>
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         <title>Allegoria.</title>
         <author>andrea_donadio_10</author>
         <link>https://padlet.com/andrea_donadio_10/xrur76kiu6hu/wish/153370348</link>
         <description><![CDATA[<div>Figura retorica per mezzo della quale l'autore esprime e il lettore ravvisa un significato riposto, diverso da quello letterale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-13 09:33:55 UTC</pubDate>
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         <title>Struttura dell&#39;opera</title>
         <author>andrea_donadio_10</author>
         <link>https://padlet.com/andrea_donadio_10/xrur76kiu6hu/wish/153371161</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>La struttura di un'opera lirica è generalmente articolata in parti fisse:<br><strong><br>1. Ouverture</strong><br>(sinfonia d'apertura)<br>per introdurre (spesso usando i temi ricorrenti nell'opera)<br>nell'atmosfera in cui l'azione verrà svolta.<br><strong><br>2. Aria</strong><br>(cavatina e romanza):<br>un brano melodico-lirico per voce solista, cantato generalmente dai personaggi principali.<br><br><strong>3. Duetto</strong><br>dialogo melodico (vivace, drammatico)<br>in cui due voci (dei personaggi principali) si alternano, si intrecciano, si uniscono.<br>Se è a tre si chiama terzetto.<br><br><strong>4. Recitativo</strong><br>un breve assolo ritmico, quasi recitato o parlato,<br>usato per chiarire un'azione o per collegare due scene.<br><br><strong>5. Arioso:</strong><br>una forma che dà risalto ai momenti appassionati dell'opera.<br><br><strong>6. Concertato</strong><br>complesso gioco di voci soliste, a volte unite al coro, per un momento importante (psicologico-drammatico) dell'azione o per la conclusione di un atto.<br><br><br><strong>7. Finale</strong><br>: alla fine di un atto o dell'opera può esserci un momento imponente<br>in cui possono anche fondersi voci soliste, coro e orchestra.<br><strong><br>8. Intermezzo:</strong><br>interludio tra un brano musicale e l'altro, prima del levarsi del sipario.<br><strong><br>9. Voci liriche:</strong><br><br>Suoni Maschili Femminili<br>Acuti Tenore (*) Soprano (**)<br>Medi Baritono Mezzosoprano<br>Bassi Basso (***) Contralto<br><br>(*) Il Tenore può essere leggero, lirico o drammatico.<br>(**) Il Soprano può essere leggero, lirico o drammatico.<br>(***) Il Basso può essere comico, cantante o profondo.<br><br><strong>10. Coro</strong><br>: gruppo che rappresenta la folla, il popolo, che commenta o completa un'azione.<br>Monodico: intona la stessa linea melodica.<br>Polifonico: intona linee melodiche diverse.<br>A cappella (alla Palestrina): senza accompagnamento musicale.<br>Concertante: con accompagnamento musicale.<br>Coro pari: di sole voci maschili o femminili.<br>Coro dispari o misto: con voci maschili e femminili.<br>Canto antifonale: diviso in due gruppi che si alternano nel canto.<br>Canto responsoriale: il coro risponde all'intonazione del solista.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-13 09:38:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>andrea_donadio_10</author>
         <link>https://padlet.com/andrea_donadio_10/xrur76kiu6hu/wish/153371654</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.ilsonline.it/italianliterature/ladivinacommedia/strutturainfernodantesco.jpg" width="460" height="694"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-13 09:41:37 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice</title>
         <author>andrea_donadio_10</author>
         <link>https://padlet.com/andrea_donadio_10/xrur76kiu6hu/wish/153372776</link>
         <description><![CDATA[<div>Beatrice è in realtà Bice, figlia di Folco Portinari, nata a <a href="http://divinacommedia.weebly.com/firenze.html">Firenze</a> nel 1266 e che a diciannove anni sposò Simone dei Bardi, morendo  ventiquattrenne nel 1290. Nella <em>Vita Nuova</em> Dante racconta di averla conosciuta per la prima volta quando entrambi avevano nove anni e di averla poi rivista a diciotto anni, incontro dal quale era nato il suo amore per lei. Beatrice non è altro che un senhal, ovvero un nome fittizio (secondo la tradizione della lirica provenzale) che significa  letteralmente «colei che rende beati».<br>Beatrice è protagonista di molte delle prime poesie stilnoviste di Dante, poi raccolte nella <em>Vita Nuova</em> e nelle <em>Rime</em>. Nel «libello» giovanile la donna non è solo la donna-angelo dello Stilnovo, ma è già raffigurazione di Cristo e sembra anticipare il valore allegorico che avrà nel poema, ovvero quello della grazia divina e della teologia rivelata che sola può condurre l'uomo alla salvezza eterna e al possesso delle tre virtù teologali (fede, speranza, carità).<br>Dopo la sua morte Dante attraversò un momento di «traviamento» morale, che vide l'inizio di studi filosofici (ne parla Dante stesso nel Convivio) e nuove esperienze poetiche, come le <em>Rime petrose</em>. Si è ipotizzato che tale traviamento sia all'origine del peccato rappresentato dalla <a href="http://divinacommedia.weebly.com/selva-oscura.html">selva oscura</a> e che si tratti di una colpa di natura intellettuale, ovvero del tentativo di raggiungere le verità teologiche col solo ausilio della ragione e della filosofia umana. Questa sarebbe la ragione dei rimproveri che Beatrice rivolgerà a Dante in <em>Purg</em>., <a href="http://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-xxx.html">XXX</a>, 103 ss., nonché in <a href="http://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-xxxi.html">XXXI</a>, 37 ss. e <a href="http://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-xxxiii.html">XXXIII</a>, 85 ss.<br>Beatrice compare nel poema per la prima volta nel <a href="http://divinacommedia.weebly.com/inferno-canto-ii.html">Canto II</a> dell'<em>Inferno</em>, quando scende nel <a href="http://divinacommedia.weebly.com/limbo.html">Limbo</a> e prega <a href="http://divinacommedia.weebly.com/virgilio.html">Virgilio</a> di soccorrere Dante.  È la <a href="http://divinacommedia.weebly.com/vergine.html">Vergine</a> a sollecitare l'intevento di <a href="http://divinacommedia.weebly.com/santa-lucia.html">santa Lucia</a> per la salvezza del poeta, e Lucia si rivolge a Beatrice (che siede nel suo scanno celeste accanto a <a href="http://divinacommedia.weebly.com/rachele.html">Rachele</a>) pregandola di intervenire in soccorso di Dante. Beatrice ricompare poi nel Canto <a href="http://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-xxx.html">XXX</a> del Purgatorio, al termine della processione simbolica nel <a href="http://divinacommedia.weebly.com/eden.html">Paradiso Terrestre</a>, sul carro che rappresenta la Chiesa trainato dal grifone. Qui Beatrice è coperta da un velo bianco su cui è posta una corona di ulivo, indossa un abito rosso e un mantello verde, colori che simboleggiano le tre virtù teologali (il bianco è la fede, il verde è la speranza, il rosso è la carità). Nell'attimo preciso in cui lei appare scompare Virgilio, il che provoca in Dante un profondo turbamento e un pianto accorato.<br>Beatrice, dopo gli aspri rimproveri rivolti a Dante, lo condurrà a bagnarsi nell'acqua del Lete (il fiume dell'oblio che cancella la memoria dei peccati commessi) e dell'Eunoè (il fiume che rafforza la coscienza del bene compiuto). In seguito la donna accompagnerà Dante nell'ultima parte del viaggio, in Paradiso, come già preannunciato da Virgilio in Inf., <a href="http://divinacommedia.weebly.com/inferno-canto-i.html">I</a>, 121-123.<br>La funzione di Beatrice nella terza Cantica sarà analoga a quella di Virgilio nelle prime due, ovvero di guida e maestra di Dante. Il rapporto tra i due sarà però naturalmente molto diverso: Dante si riferisce a lei col termine donna, carico di significati stilnovisti, e Beatrice avrà spesso nei confronti del discepolo un atteggiamento severo, rimproverandogli molte volte la sua ignoranza in materia dottrinale. Significativo è poi il fatto che nel Paradiso Beatrice smentisca varie volte delle affermazioni di carattere scientifico fatte da Dante soprattutto nel <em>Convivio</em>, a cominciare da quella riguardante la natura delle macchie lunari (<a href="http://divinacommedia.weebly.com/paradiso-canto-ii.html">II</a>, 61 ss.). Ciò significa che la teologia rivelata è superiore alla filosofia umana e che ci sono argomenti riguardo ai quali la sola ragione umana è insufficiente senza la fede (discorso analogo è quello di Virgilio in <em>Purg</em>., <a href="http://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-iii.html">III</a>, 34-45).<br>Nel <a href="http://divinacommedia.weebly.com/paradiso-canto-xxxi.html">Canto XXXI</a> del <em>Paradiso</em>, infine, Beatrice lascia il posto a una terza guida che accompagnerà Dante nell'ultima parte del viaggio e alla visione di Dio: è san <a href="http://divinacommedia.weebly.com/san-bernardo.html">Bernardo</a>, che il poeta vede improvvisamente accanto a sé appena giunto nell'<a href="http://divinacommedia.weebly.com/x-cielo-empireo.html">Empireo</a>. Il santo invita Dante a guardare nella candida rosa dei beati, dove Beatrice ha ripreso il suo scanno.<br>Per i molti episodi che vedono Beatrice come protagonista, si rimanda alla Guida dei Canti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-13 09:48:04 UTC</pubDate>
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