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      <title>LAUDES CREATURARUM by Andrea</title>
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      <description>Classe 3A</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-09-27 16:14:06 UTC</pubDate>
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         <title>I TEMI DEL CANTICO</title>
         <author>marme1976</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-27 16:18:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marme1976</author>
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         <description><![CDATA[<div>IL CANTICO DELLE CREATURE</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-04 08:01:32 UTC</pubDate>
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         <title>FRANCESCO (FILM)</title>
         <author>marme1976</author>
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         <pubDate>2017-10-04 09:08:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marme1976</author>
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         <description><![CDATA[<div>LAUDARIO DI CORTONA<br>Il termine Lauda (latino laus) nella storia della musica identifica quella particolare forma di canto in lingua volgare e generalmente anonimo che nel “Cantico delle Creature” di Francesco d’Assisi, trova non soltanto la più alta espressione spirituale, ma l’archetipo di un innovativo genere poetico.<br>&nbsp;Nata inizialmente nell’Umbria e in Toscana sull’esempio della “ballata” in lingua volgare già praticata dai poeti del tempo, la lauda si diffonde per tutta l’Italia centrale e settentrionale; affermandosi poi come canto devozionale, fa sorgere confraternite laiche (Laudesi, Flagellanti) il cui scopo principale è quello di intervenire con il canto nelle processioni o in particolari liturgie. <br>Oggi si conoscono circa 200 laudari e due di questi sono estremamente preziosi essendo gli unici con notazione musicale giunti fino a noi: il <em>Laudario di Cortona</em> e il <em>Codice Magliabechiano</em> della Biblioteca Nazionale di Firenze.<br>l <strong>Laudario di Cortona</strong> è un&nbsp; manoscritto del 250 che raccoglie testi e musiche di alcune laude. Si tratta del Codice cortonese 91, originariamente appartenuto alla Confraternita di Santa Maria delle Laude<a href="http://it.cathopedia.org/wiki/Laudario_di_Cortona#cite_note-0"><strong><sup>[1]</sup></strong></a>in Cortona e rappresenta la più antica raccolta laudistica, corredata di notazione musicale, che sia giunta sino a noi.</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-04 09:09:11 UTC</pubDate>
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         <title>La Letteratura religiosa</title>
         <author>marme1976</author>
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         <pubDate>2017-10-06 16:19:42 UTC</pubDate>
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         <title>SAN FRANCESCO Biografia</title>
         <author>marme1976</author>
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         <pubDate>2017-10-06 16:20:25 UTC</pubDate>
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         <title>RADICI BIBLICHE DEL CANTICO DELLE CREATURE</title>
         <author>marme1976</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sul piano stilistico, lessicale e semantico il Cantico di S. Francesco si richiama esplicitamente alla tradizione dell'<em>Antico Testamento</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-07 06:50:14 UTC</pubDate>
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         <title>LE PAROLE CHAVE</title>
         <author>marme1976</author>
         <link>https://padlet.com/marme1976/cantico/wish/194884482</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli epiteti <em>Altissimu</em>,<em> onnipotente</em>, <em>bon </em>(v.1) con cui Francesco si rivolge a Dio evidenziano lo stretto rapporto del componimento con la tradizione biblica nelle quali si fa largo uso di questi appellativi per definire il Creatore.<br>E' tipica dei francescani, invece, la rappresentazione del forte legame spirituale che unisce i seguaci alla regola mediante una terminologia che appartiene al campo semantico della famiglia: nel Cantico il concetto di fratellanza giunge a comprendere tutti gli elementi del creato ( v. 6 frate sole, v. 10 sora luna...) e a includere persino la morte corporale.<br>La bellezza e la varietà del creato vengono celebrate da Francesco mediante una ricca <strong>aggettivazione </strong>che di ogni creatura restituisce in modo naturalistico le caratteristiche più vivaci.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-07 07:50:43 UTC</pubDate>
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         <title>Chesterton scriveva che &quot; il mondo non morirà mai per assenza di meraviglie, ma solo per assenza di meraviglia&quot;. L’uomo conserva la capacità naturale di contemplare e godere la bellezza del creato. Il cantico delle creature ne è un esempio. Ora prova  a riprendere un verso di questa poesia e dopo aver guardato con profondità la realtà prova a riprodurre con un disegno, una fotografia o un video le espressioni utilizzate da Francesco. Poi pubblicala sul padlet motivando la tua scelta</title>
         <author>marme1976</author>
         <link>https://padlet.com/marme1976/cantico/wish/194895702</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-10-07 10:28:29 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Quante volte chiamiamo realtà ciò che vogliamo vedere? Quante volte abbiamo fatto lo sforzo di puntare lo sguardo sulla verità delle cose, curiosi, bisognosi di arrivare al cuore delle cose? Se facessimo questo lavoro, che si chiama conversione, la nostra vista vedrebbe cose che altrimenti non può vedere, che il pregiudizio non fa vedere. Non è la realtà che è brutta, il problema è che vedi quel che vuoi vedere. La realtà è quella, è sempre lì. Puoi aprire la finestra, vedere che piove e maledire: «È quattro mesi che piove, arriverà la primavera!». Oppure dire con san Francesco: «Laudato si’, mi’ Signore, per sor’acqua, la quale è multo utile et umile et pretiosa et casta». La realtà è quella, piove sempre, ma che cosa vede san Francesco? Perché vede di più? Perché la medesima realtà ingenera in lui una pace, una gratitudine e una lode, mentre in noi genera rancore, risentimento, depressione, malumore? È un modo di guardare. Bisogna avere il coraggio di lasciare che qualcosa, qualcuno, ci muti lo sguardo, ci aiuti a guardare.</title>
         <author>marme1976</author>
         <link>https://padlet.com/marme1976/cantico/wish/195928070</link>
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         <pubDate>2017-10-11 08:54:11 UTC</pubDate>
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