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      <title>L&#39;età delle Signorie (1350-1550) - 3C by CARLO CUCCI</title>
      <link>https://padlet.com/carlocucci/xox9pnb3vg20n2gg</link>
      <description>La vita nelle corti di Urbino e Ferrara 
(a cura di Carlo C.; Monica M.; Aurora M.; Aurora A.; Asia T.)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-01-27 08:30:56 UTC</pubDate>
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         <title>URBINO: dopo l&#39;età comunale, la famiglia dei Montefeltro</title>
         <author>auroramarini1</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>- Federico da Montefeltro-</strong><br>I Montefeltro erano valorosi condottieri e uomini di armi. Con l'ascesa di Federico, i Montefeltro ebbero un ruolo importantissimo anche e soprattutto per: la cultura, le arti e la politica.&nbsp;</div><div>Federico nasce a Gubbio il 7 giugno 1422 ed era un FIGLIO ILLEGITTIMO! Sarà pertanto legittimato nella famiglia dei Montefeltro dal papa in persona e frequenterà così le corti più importanti dell'epoca ma nel 1443 suo padre muore e la signoria di Urbino viene ereditata dall'unico figlio legittimo (Oddantonio) il quale governa in malo modo, avvicinandosi perfino alla dinastia dei Malatesta --&gt; da sempre nemici dei Montefeltro, ma soltanto per un anno; infatti la notte tra il 22 e il 23 luglio 1444 venne ucciso da 12 uomini (i quali entrano armati nella residenza ducale), probabilmente gli urbinati stessi, che inoltre avvertono il fratellastro di Oddantonio Federico... tanto che Piero della Francesca nella sua <em>"Flagellazione"</em> accusa della morte di Oddantonio proprio Federico.&nbsp;</div><div>Così quest'ultimo prende in mano il ducato di Urbino che governerà per quasi quaranta anni! Era un abilissimo condottiere, contraddistinto dal suo profondo senso dell'onore, ma benché fosse un mercenario non perse mai l'amore per la sua patria URBINO; per di più quando qualcuno dei suoi soldati rimaneva ferito lo curava e aiutava economicamente le famiglie dei soldati, suoi concittadini, caduti. <br>Non dimentichiamo però che Federico era anche un <strong>principe</strong>, ogni mattina, disarmato e senza scorta, passeggiava nella sua Urbino fermandosi in ciascuna bottega per chiedere se vi fossero servizi che andavano migliorati; dava poi la sua disponibilità come giudice per le dispute tra i cittadini rimanendo sempre giusto ed imparziale.<br><br>- l'episodio della denuncia pretesa-<br><br>Era definito "<em>la luce dell'Italia</em>" ed era un amante della cultura, in particolare proprio della storia e della filosofia (credeva che suddette discipline spingessero l'uomo a migliorarsi continuamente), anche per questo commissionò una delle più grandi biblioteche in Italia che colmò di amanuensi, i quali oltre a ricopiare dovevano cercare nuove opere fino a quel momento sconosciute, così da riportarle nella piccola e collinare Urbino... aveva dunque un amore smisurato per l'APPRENDIMENTO. Il suo desiderio era quindi elogiare, tramite il suo ducato l'eternità storica e culturale e ciò lo fece anche grazie alla costruzione del suo celeberrimo palazzo, non tanto per la raccolta di libri che racchiudeva al suo interno quanto per l'insieme di menti geniali che aveva attirato (pittori, matematici e ancora scrittori da ogni parte d'Europa). Un contributo sostanzioso lo recarono anche le due mogli di Federico:&nbsp; ....... e, soprattutto la seconda, Battista Sforza.</div>]]></description>
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         <author>carlocucci</author>
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         <author>carlocucci</author>
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         <author>carlocucci</author>
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         <author>carlocucci</author>
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         <title>Il rapporto tra i due coniugi  💍💍</title>
         <author>auroramarini1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ad unirli non era solo un profondo amore, rinato dopo il primo matrimonio del 1437 con Gentile Brancaleoni, dalla quale Federico non ebbe figli essendo lei sterile ma attenzione perché non risponde al vero la notizia secondo la quale, data appunto la sua sterilità, venne reclusa in convento dal marito per concludere nuove nozze! Federico amò e rispettò la sua prima moglie, risposandosi nel 1460 con Battista Sforza (figlia di Alessandro Sforza, signore di Pesaro) solo dopo che Gentile morì. Infatti tra Battista e Federico vi era un profondo legame di fiducia reciproca, al punto che quando il duca era lontano dal ducato per combattere la duchessa governava su Urbino in suo nome; agevolata anche dall'educazione umanistica ricevuta, estremamente simile a quella del marito e non erano rare le occasioni di confronto su questioni politiche tre i due coniugi.&nbsp;<br>Purtroppo però dopo avergli dato sei figlie tutte femmine, Battista morì di parto del loro unico figlio maschio: Guidobaldo che non fu mai all'altezza del padre, il quale quando morì, arrivò ad Urbino la guerra con i Borgia.&nbsp;</div>]]></description>
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         <author>carlocucci</author>
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         <title>video riassuntivo di ciò che si è detto</title>
         <author>auroramarini1</author>
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         <pubDate>2022-02-01 19:00:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carlocucci</author>
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         <pubDate>2022-02-01 19:14:42 UTC</pubDate>
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         <title>Piero della Francesca </title>
         <author>monicamarszal</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nasce in provincia di Arezzo nel 1416. Molto amato dai contemporanei, venne chiamato a lavorare presso le più importanti signorie. Le sue opere sono raffinate, rivolge l'attenzione alla geometria, alla prospettiva e allo studio delle luci. Il suo rapporto con Urbino viene intensificato grazie anche ai molteplici inviti da parte del duca Federico Da Montefeltro. Muore il 12 ottobre 1492, il giorno della scoperta dell'America. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 19:34:27 UTC</pubDate>
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         <title>Ritratto di Federico da Montefeltro e Battista Sforza</title>
         <author>monicamarszal</author>
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         <description><![CDATA[<div>Originariamente erano due piccole tavolette unite da una cerniera che permetteva di aprirle e chiuderle. I coniugi sono rappresentati uno di fronte all'altro e di profilo. Federico spicca grazie ai suoi vestiti rossi mentre Battista viene esaltata con particolari e tessuti preziosi. L'artista si concentra maggiormente sui particolari del volto che sulle loro espressioni ed emozioni. Inoltre è particolare lo sfondo che va ad unire i due ritratti: è la visuale dalla torre occidentale del palazzo ducale di Urbino. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 19:45:27 UTC</pubDate>
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         <title>Gli estensi a Ferrara</title>
         <author>asiatrotti</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'inizio dell' egemonia degli Estensi a Ferrara fu opera di Azzo VI d'Este, signore della città e di Verona.<br>Essendo la sua famiglia di parte guelfa, egli,&nbsp; intraprese, nel 1209, un sanguinoso conflitto contro&nbsp; Salinguerra II Torelli, nobile ferrarese, alleato a Ezzelino II il Monaco, un condottiero e politico di Verona, entrambi di natura ghibellina.<br>&nbsp;Azzo guadagnò l'appoggio del Papa (Innocenzo IV) e della repubblica di Venezia.&nbsp;<br>Nel 1242, Azzo Novello VII d'Este, riportò il dominio della sua casata a Ferrara.<br>L'inizio dello splendore della città risale alla seconda metà del XV secolo; fu proprio in questo periodo che Ferrara divenne una delle capitali del Rinascimento italiano.<br>I signori che intrapresero l'ascesa al periodo d'oro furono i figli di Niccolò III,colui che aveva portato Ferrara in una posizione positiva, sia nazionale che internazionale.<br>Leonello d'Este puntò sull'educazione, promuovendo l'università cittadina.<br>Borso d'Este, fratellastro di Leonello, espanse il dominio della città e per il tanto grande prestigio venne nominato duca dal papato.<br>La vera e propria fioritura si ebbe sotto Ercole I.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 19:52:02 UTC</pubDate>
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         <title>Venere di Urbino di Tiziano</title>
         <author>monicamarszal</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'opera rappresenta l'allegoria del matrimonio: doveva servire alla compagna del duca come modello da seguire. La donna è Venere, dea dell'amore, sdraiata nuda su un lettino. La sua carnagione chiara va a contrastare i colori dello sfondo e quindi sottolinea ancora di più l'allegoria dell'erotismo. Altri simboli sono il cagnolino che rappresenta la fedeltà coniugale e le due figure poste dietro, la domestica e la bambina, che fanno da augurio alla maternità. E' una perfetta visione della donna rinascimentale, simbolo di amore, bellezza e sensualità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 19:55:15 UTC</pubDate>
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         <title>Nella corte degli Estensi a Ferrara</title>
         <author>monicamarszal</author>
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         <description><![CDATA[<div>La corte degli Este a Ferrara ara una delle più vitali in quell'epoca.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 20:04:06 UTC</pubDate>
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         <title>Angelo Maccagnino</title>
         <author>monicamarszal</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di origine senese, fu' pittore sotto la signoria di Leonello d'Este e poi Borso d'Este. Una delle sue opere chiamata "Erato" rappresenta la musa (protettrice della poesia erotica) seduta su un trono marmoreo.  Particolari gli abbeveratoi per colombi che andavano ad indicare le varie bonifiche di Borso per i suoi sudditi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 20:11:32 UTC</pubDate>
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         <title>Cosmè Tura</title>
         <author>monicamarszal</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'artista va a sostituire Angelo e ottiene anche l'alloggio nel castello. E' di grande personalità e ha molte capacità, partecipa a tutte le manifestazioni artistiche. Venne nominato ritrattista di corte. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 20:17:08 UTC</pubDate>
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         <author>carlocucci</author>
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         <author>carlocucci</author>
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         <author>carlocucci</author>
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         <author>carlocucci</author>
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         <title></title>
         <author>carlocucci</author>
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         <pubDate>2022-02-01 20:33:00 UTC</pubDate>
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         <title>Chi era Ercole I d&#39;Este?</title>
         <author>asiatrotti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ercole I d'Este (1431-1505), figlio illegittimo di Niccolò III e successore al trono del fratello Borso d'Este, è considerato uno degli uomini più influenti di quel tempo.&nbsp;<br>Operò sia sul piano culturale che su quello politico.<br>Ricevette una rilevante educazione presso la corte napoletana di Alfonso V di Aragona, divenne un grande mecenate per Ferrara e allacciò importanti legami diplomatici.<br>Si sposò con Eleonora d'Aragona, principessa di Napoli. In lei il duca trovò sempre un punto di appoggio anche nei momenti più bui.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 20:34:17 UTC</pubDate>
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         <title>I luoghi degli Estensi</title>
         <author>asiatrotti</author>
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         <title>Uno sguardo su Urbino</title>
         <author>auroramarini1</author>
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         <title></title>
         <author>asiatrotti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Contemporaneamente alla fioritura di Ferrara, Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona, sovrani spagnoli, iniziavano la caccia contro gli Ebrei.<br>Fu proprio Ercole I ad intraprendere l'iniziativa, se pur limitata, di accogliere la comunità ebraica nella sua città.&nbsp;<br>Ancora oggi Ferrara è un'importante testimonianza della loro diaspora...</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 21:15:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il declino di Ferrara</title>
         <author>asiatrotti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal 1509 Ferrara cadde nel declino, in questo anno che il duca Alfonso I venne scomunicato dal Papa (Giulio II), dopo una serie di lotte contro lo Stato Pontificio riuscì a riprendere il suo sostegno, fino alla morte di Alfonso II, nel 1597, che lasciò la signoria priva di eredi ...fu così che Ferrara tornò feudo della Chiesa fino all'arrivo di Napoleone e poi successivamente nel 1859 con l'annessione al regno di Sardegna.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 21:43:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carlocucci</author>
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         <pubDate>2022-02-01 21:44:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carlocucci</author>
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         <pubDate>2022-02-01 21:45:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carlocucci</author>
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         <pubDate>2022-02-01 21:50:34 UTC</pubDate>
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         <title>LE DONNE E GLI INTRIGHI DEGLI ESTENSI </title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Aveva solo 13 anni e qualche mese Nicolò III quando divenne sposo di sua cugina. Gigliola da Carrara era infatti figlia del padovano Francesco II da Carrara, detto Francesco Novello e di Taddea d'Este, che aveva lasciato Ferrara nel 1377. A gennaio venne siglata la ratifica del matrimonio, in cui si stabilirono tra le due casate gli accordi economici per un ammontare di 10.000 ducati d'oro, ma fu nei primi giorni di giugno del 1397 che furono celebrate le nozze con maestose feste tanto a Padova quanto a Ferrara, Gigliola percorse la strada da Francolino a Belfiore. La sete di potere del padovano Francesco era infatti tanto accesa che non solo non si fece alcuno scrupolo di tentare l'imboscata al genero Nicolò, ma nemmeno si trattenne dall'imprigionare l'altro genero, Ognibene Scola, marito della figlia Agnese. Le ambizioni di Francesco Novello si sedarono solo nel 1405 quando la lotta contro Venezia gli costò prima il carcere nel 1405, insieme ai suoi figli, poi la condanna a morte il 17 gennaio del 1406.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 22:00:17 UTC</pubDate>
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         <title>FEDERICO MONTEFELTRO, PERCHÈ I RITRATTI DI PROFILO?</title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <description><![CDATA[<div>La spiegazione è che Federico non poteva essere ritratto né di fronte né da destra: in un incidente durante un torneo una lancia gli era penetrata nell’elmo e gli aveva perforato l’occhio. Da alcune descrizioni sappiamo che la palpebra gli era rimasta pendente e che si vedeva solo il bianco del bulbo oculare. Federico avrebbe potuto rimanere ucciso, invece aveva solo perso l’occhio destro. Perché i pittori di corte invece di dissimulare questo difetto lo dipingono in modo così riconoscibile? Invece di nascondere il difetto fisico, Federico da Montefeltro lo accentuò e ne fece il suo marchio distintivo. I suoi contemporanei, che erano al corrente della vicenda, quando vedevano il suo ritratto non solo conoscevano il motivo del naso tagliato, ma richiamavano alla mente il suo intero volto deturpato e non potevano fare a meno di ammirare il suo coraggio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 22:09:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <pubDate>2022-02-01 22:09:40 UTC</pubDate>
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         <title>UN BRINDISI NELL’ENOTECA PIÙ ANTICA DEL MONDO </title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <description><![CDATA[<div>A fianco della Cattedrale si trova il caratteristico locale “Al Brindisi” che, attestato fin dal lontano 1435, si configura come l'enoteca più antica del mondo, frequentata da personaggi del calibro di Nicolò Copernico, Torquato Tasso e Ludovico Ariosto. Meta ricercata dai turisti, ma anche abituale frequentazione dei ferraresi, costituisce una tappa obbligata per chi è a Ferrara, non solo per la possibilità di degustare ottimi piatti della tradizione locale ma anche e soprattutto per la varietà enologica proposta</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 22:12:37 UTC</pubDate>
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         <title>STEMMA DI FERRARA</title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo stemma Estense rappresentava in origine un'aquila d’argento con sfondo azzurro. Lo stemma originario fu creato nel 1239 circa e venne poi modificato. Prima si abbassano le ali e si aggiungono dettagli d’oro sulle zampe e sul becco e la corona degli estensi e poi nel 1431, sotto il governo di Niccolò III, e con la concessione del re di Francia (Enrico VII) lo stemma estense venne arricchito con i gigli d’oro francesi. Lo stemma originario venne quindi diviso in 4 parti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 22:14:07 UTC</pubDate>
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         <title>STEMMA DI URBINO</title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Lo stemma dei Montefeltro è l'aquila nera incoronata in campo oro, posta nel primo e quarto riquadro. La stessa aquila, più piccola, compare anche nel secondo e terzo riquadro, su bande azzurre in campo oro, circondata, a volte, da altri emblemi: l'ermellino, simbolo di innocenza e nobiltà; lo struzzo, simbolo della capacità di superare le difficoltà; il morso del cavallo, che dimostrava la capacità di esercitare l'autorità da parte dei Montefeltro; la spazzola a simboleggiare la volontà di spazzare via tutte le iniquità della società; la granata, per rappresentare la difesa bellica; la giarrettiera (piccola cinta di cuoio da allacciare al polpaccio) simbolo di onore e nobiltà. Nel 1472, a questi emblemi si aggiungerà lo stemma di Papa Sisto IV (Francesco Della Rovere); quindi, nel momento in cui il duca di Urbino verrà nominato gonfaloniere della Chiesa (1474), lo stemma dei Montefeltro si arricchirà con l’immagine delle chiavi di San Pietro sormontate dalla tiara pontificia (cappello del Papa), il tutto in campo rosso.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 22:22:09 UTC</pubDate>
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         <title>LA VALLE DEI JEANS </title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <description><![CDATA[<div>La valle dei jeans detta anche Urbania è un luogo d’arte rinascimentale. La sua storia inizia con la famiglia Montefeltro che inizialmente usò questo luogo come spazio creativo per le ceramiche. La vitalità artistica e le fiorenti attività agricole del passato soppiantate negli anni Cinquanta per l'espansione dell'industria tessile dell'abbigliamento. La figura centrale di ideatore è il sacerdote Corrado Cattani, il primo ad aver avuto l'idea di avviare la produzione di jeans per la maggior parte delle marche presenti sul mercato. Culla di arte e di tesori, offre ai visitatori un percorso urbano suggestivo tra vicoli, piazze e ponti sul Metauro. Il castello del palazzo ducale ospita una ricca collezione di stampe, disegni, incisioni, manoscritti, mappe e globi.</div><div>La biblioteca imponente è tra i più grandi della regione.</div><div>Collegato al Palazzo Ducale da un fiume che la nobiltà godeva percorrere in barca, si trova il magnifico Barco Ducale, una volta terreno di caccia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 22:24:04 UTC</pubDate>
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         <title>LE CERAMICHE</title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Urbino è conosciuta nel mondo soprattutto per la produzione ceramica del Rinascimento e, in particolar modo, per le maioliche istoriate, che numerose botteghe e validi artisti hanno creato per raffinati committenti. Rispetto a questa importante e rinomata «stagione d’oro», recenti ricerche hanno permesso di individuare una produzione più antica che affonda le sue radici nella seconda metà del Quattrocento e che è stata il substrato necessario per far fiorire quest’arte preziosa. Un’arte che grazie a una politica lungimirante di principi e principesse ha saputo veicolare in Europa lo stile di una corte raffinata che non ha avuto pari. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 22:29:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>auroraassunti</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jtcjfNoUHfY&amp;ab_channel=UmbriaeCultura">https://www.youtube.com/watch?v=jtcjfNoUHfY&amp;ab_channel=UmbriaeCultura</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-01 22:30:26 UTC</pubDate>
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