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      <title>3D-3C by </title>
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      <description>Realizzato con gioia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-29 20:04:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>epifanonorella</author>
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         <pubDate>2018-12-03 18:35:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>epifanonorella</author>
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         <pubDate>2018-12-06 21:26:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>epifanonorella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Scegliere una frase su cui riferire in classe<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-06 21:27:51 UTC</pubDate>
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         <title>Un approfondimento sulla condizione attuale dei paria </title>
         <author>epifanonorella</author>
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         <pubDate>2018-12-10 15:06:30 UTC</pubDate>
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         <title>La leggenda del Grande Inquisitore.</title>
         <author>epifanonorella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questa lettura offre numerosi spunti di riflessione su temi molto complessi: </div><ul><li>il rapporto tra ateismo/agnosticismo e fede,</li><li>la differenza tra democrazia e demagogia,</li><li>l'ideale dell'uguaglianza sociale e le ideologie totalitarie,</li><li>il rapporto tra la tradizione cattolica e la figura storico-religiosa di Gesù…</li></ul><div>Scegli un tema su cui esprimere le tue considerazioni, eventuali perplessità e/o richiesta di chiarimenti, riferendoti al modo in cui viene esposto nel brano analizzato.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-13 17:54:37 UTC</pubDate>
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         <title>Ricerche. </title>
         <author>epifanonorella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Scegli, tra i seguenti, un argomento da approfondire con una ricerca individuale o di gruppo e da esporre in classe (preferibilmente con schemi riassuntivi, mappe concettuali o Power Point):</div><ul><li>Pogrom (storia dell'antisemitismo)</li><li>I ghetti (storia dell'antisemitismo)</li><li>I templari (ordini religiosi cavallereschi)</li><li>I cavalieri di Malta (ordini religiosi cavallereschi)</li><li>I Catari, la crociata contro gli Albigesi (eresie)</li><li>I Valdesi (eresie)</li><li>La battaglia della Meloria (Le repubbliche marinare)</li><li>Le tavole amalfitane (Le repubbliche marinare)</li><li>Il Giubileo (dalle origini ebraiche)</li><li>Marco Polo</li><li>L'impero mongolo di Gengis Khan</li><li>Il sistema delle caste in India</li><li>Il IV Concilio lateranense</li><li>I vespri siciliani</li><li>Gli stati generali</li><li>Marsilio da Padova: il concetto di "pars valentior</li><li>L'oltraggio di Anagni</li><li>L'ordine dei domenicani</li><li>Goffredo da Buglione</li><li>Arnaldo da Brescia</li><li>Michele Lando</li><li>Thomas Malthus, "Saggio sul principio della popolazione"</li><li>Storiografia su Federico II (approfondimenti da pag.247 a pag. 251 del manuale di storia)</li><li>Il paradigma del "bandito sociale" (cenni storici e leggendari su Robin Hood)</li><li>Il ruolo delle donne nelle crociate: Eleonora contessa di Montfort e Beatrice contessa delle Fiandre.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-14 09:12:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-12-19 20:00:13 UTC</pubDate>
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         <title>Federico II di Svevia</title>
         <author>mauradorazio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Federico II di Svevia nasce da Enrico IV e Costanza d’Altavilla a Jesi. L’età avanzata della madre provocò un certo scetticismo circa la gravidanza e, per questo motivo, fu allestito un baldacchino nella piazza della cittadina dove l’imperatrice partorì pubblicamente. Federico II divenne re di Germania, d’Italia, di Gerusalemme e di Sicilia(1198-1250).<br>Federico II fu un uomo molto colto ed amante della cultura; si circondò di poeti, letterati, filosofi e scienziati. A Napoli fondò un’Università, che fu la prima università statale del mondo occidentale. Attingendo al suo patrimonio personale fondò molte altre scuole nel suo Regno, per permettere anche ai più poveri di istruirsi. Federico II parlava inoltre molte lingue e stimava la scienza araba. Visse spostandosi continuamente fra i numerosi castelli che fece costruire. Federico II sosteneva che il suo potere derivasse non più dal papa ma direttamente da Dio. Per propagandare le nuove leggi fece coniare una nuova moneta detta Augustale nella quale era raffigurato con la corona di alloro tipica del mondo romano. Nel 1250 Federico secondo morì, sospettando che anche i suoi collaboratori più stretti avessero tramato contro di lui.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-24 11:54:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>meryyy</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-12-29 10:48:12 UTC</pubDate>
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         <title>POGROM</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>È un termine storico di derivazione russa con il significato di “demolire” o “distruggere con atti violenti”,con cui vengono indicate le rivolte popolari antisemite avvenute nel corso della storia.Si fa riferimento al periodo in Russia nel quarantennio compreso tra il 1881 e il 1921;il termine viene utilizzato anche su tutti gli episodi di violenza contro gli ebrei durante l’arco di tutta la storia,indica anche una persecuzione a danno di minoranze etniche o religiose.</div><div>I partecipanti ai pogrom erano organizzati a livello locale,qualche volta con l’incoraggiamento dei governi e della polizia.Coloro che vi partecipavano violentavano e uccidevano gli ebrei,saccheggiando poi le proprietà.</div><div>Il primo di questi attacchi scoppiò contro gli ebrei a Odessa nel 1821.</div><div><strong><em>Pogrom in Europa:</em></strong></div><div>-Germania 1830,1834,1844 e 1848;</div><div>-Ungheria 1882;</div><div>-Lituania 1919;</div><div>-Romania 1927;</div><div>-Russia 1821-1921.</div><div><strong><em>Pogrom nei paesi arabi e musulmani: </em></strong></div><div>-Marocco 1790-1792;</div><div>-Siria 1850,1875;</div><div>-Israele 1847;</div><div>-Turchia 1870,1874;</div><div>-Egitto 1945,1952;</div><div>-Tunisia 1917,1932,1955 e 1967.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-29 16:14:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>benedetta0802_diienno</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ricerca curiosità su Federico II</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-01 18:02:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sara_dimuzio</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-01 21:14:59 UTC</pubDate>
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         <title>I CATARI E LA CROCIATA CONTRO GLI ALBIGESI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>SARA E NATALIA</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-02 11:15:54 UTC</pubDate>
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         <title>Oltraggio di Anagni</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Mincarelli &amp; Sticca</div>]]></description>
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         <title>Gli Stati Generali</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Mincarelli &amp; Sticca</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-03 15:23:39 UTC</pubDate>
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         <title>I Templari</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Giovanni Di Meo &amp; Luigi Di Mascio</div>]]></description>
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         <title>Curiosità su Bianca Lancia, moglie di Federico II</title>
         <author>desiderio_jessica2</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-03 20:17:56 UTC</pubDate>
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         <title>IOLANDA DI GERUSALEMME</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Camilla D’Angelo<br><strong>IOLANDA DI BRIENNE</strong>. - Figlia di Giovanni di Brienne e di Maria del Monferrato, regina di Gerusalemme, Iolanda o Isabella, come viene indifferentemente designata, nacque nel 1212. La morte prematura della madre, avvenuta nello stesso anno, portò Iolanda, in accordo con la legge siriaca, sul trono del Regno di Gerusalemme sotto la reggenza del padre. Nel 1223 fu promessa in sposa a Federico II che cercava alleanze in Oriente anche in vista della quinta crociata. Iolanda sposò l'imperatore per procura nell'agosto del 1225 nella cattedrale di S. Giovanni d'Acri, dove, nel corso di una fastosa cerimonia, ricevette l'anello nuziale dalle mani dell'arcivescovo di Capua Rainaldo. Raggiunto Federico in Puglia, le nozze furono nuovamente celebrate nella cattedrale di Brindisi il 9 novembre 1225. Nel 1228, a soli 16 anni, l'imperatrice morì ad Andria, poco dopo aver dato alla luce Corrado.<br><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-04 10:26:08 UTC</pubDate>
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         <title>ENRICO VII DI GERMANIA</title>
         <author>gemino_francesco</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br></strong><br></div><div><br></div><div>Enrico VII di Hohenstaufen<br><br></div><div>Enrico VII era il primogenito di Federico II, nato dal matrimonio di questi con la prima moglie Costanza d’Aragona. Nato nel 1211, fu nominato nel 1220, ancora bambino, re di Germania, alimentando la speranza di poter unire concretamente, alla morte del padre, i Regno di Germania con il Regno di Sicilia. Raggiunta la maggiore età, fu per Federico una vera e propria spina nel fianco: il carattere indocile, le ambizioni, i cattivi consiglieri, lo indurranno ad una continua lotta familiare, che lo condurrà alla distruzione. Enrico crebbe e maturò nell'ambiente dei ministeri imperiali di Germania, viziato dagli estranei ma senza conoscere l'affetto della famiglia sempre lontana, al seguito delle perenni missioni politiche e militari.<br><br></div><div>A questa circostanza — peraltro non nuova presso le dinastie imperiali — può forse essere ricondotto il rapporto conflittuale di amore - odio che ebbe con il padre, considerato un uomo eccezionale, mitico, irraggiungibile, ma lontano dalle legittime esigenze di un figlio. Federico ed Enrico avevano un differente modo di vedere la gestione dello stato: il primo riteneva che dovesse andare ben oltre gli interessi nazionali ed assumere una dimensione sovranazionale, imperiale; il secondo, tendeva a favorire gli interessi germanici, nella convinzione che l’avvenire della dinastia fosse nella terra d’origine. Nonostante i reiterati chiarimenti e le amorevoli raccomandazioni di Federico, la situazione condusse presto ad un doloroso scontro. Enrico, influenzato dai prìncipi germanici e dalle città che tendevano a consolidare le proprie autonomie, contravvenne alle disposizioni imperiali e fu il protagonista di una vera e propria ribellione. Dopo diverse insubordinazioni, fu costretto a presentarsi al cospetto di Federico II ad Aquilea nel maggio del 1232 e qui dovette impegnarsi ad eseguire a tutte le disposizioni imperiali. Tornato in Germania, si comportò come se nulla fosse accaduto e riprese a spargere i semi della discordia; finché Papa Gregorio IX, i cui interessi nella circostanza coincidevano con quelli dell’Impero, nel 1234, gli lanciò l’anatema, giustificato con presunti atteggiamenti che infrangevano le leggi contro gli eretici. Alla fine dello stesso 1246, Federico II apprese con costernazione che Enrico aveva niente meno che stipulato un'alleanza difensiva con la Lega Lombarda: i peggiori nemici dell’Impero e della Casa di Svevia! Tutto ciò voleva dire alto tradimento: Enrico fu convocato senza indugio a Wimpfen, dove, dopo un sommario processo, fu deposto dal trono di Germania e condannato a morte. Solo in un secondo tempo Federico II — alla razionalità ed al dovere di Stato prevalse il cuore paterno — fece commutare la condanna in carcere a vita. Enrico VII, rinchiuso in varie fortezze dell'Italia del Regno di Sicilia, iniziò una durissima prigionia.<br><br></div><div>La storia — che in queste circostanze è spesso inquinata dal mito — racconta che finì i suoi giorni suicida a soli trentun anni, il 10 febbraio 1242.<br><br></div><div><br></div><div><em>Enrico VII muore suicida a Martirano buttandosi da un dirupo, così è stato disegnato da Enzo Maria Carbonari nel libro "La montagna incantata" pubblicato con il patrocinio della Fondazione Federico II di Jesi.<br></em><br></div><div>Quel giorno stava percorrendo una tortuosa strada di montagna, mentre era trasferito da Nicastro alla volta del castello di Martirano di Calabria: uno dei tanti cambi di prigione. Improvvisamente, sottraendosi alla vigilanza degli accompagnatori, si gettò dal cavallo sfracellandosi in un dirupo. I soccorritori lo raggiunsero già morto.<br><br></div><div>Federico diede ordine di seppellire il giovane figlio ribelle nel Duomo di Cosenza, avvolto in mantelli regali e con tutti gli onori. Un frate minore tenne l'orazione funebre commentando il versetto: "Abramo impugnò la spada per immolare il figlio a Dio"<br><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong>Indagini paleopatologiche<br></strong><br></div><div>Sarcofago Enrico VII; Duomo di Cosenza<br><br></div><div> Nel 1998, i resti di Enrico VII sono stati sottoposti a un esame <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paleopatologia">paleopatologico</a> condotto da un'équipe guidata da Gino Fornaciari, dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Pisa">Università di Pisa</a>, e da Pietro De Leo, storico dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_della_Calabria">Università della Calabria</a>.<br><br></div><div>L'esame ha rivelato resti appartenenti a un uomo alto circa 1,66 m, dalla struttura fisica vigorosa e dai forti attacchi muscolari. Lo scheletro rivelava gli esiti di traumi e sovraccarichi dovuti probabilmente alla pratica dell'equitazione e i segni di un'antica lesione secondaria derivante da un trauma al ginocchio sofferto in gioventù: la deformità rotulea era in grado di indurre quella zoppia che è una delle poche caratteristiche note dell'aspetto fisico di Enrico, di cui le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cronaca_(genere_letterario)">cronache</a> tramandano l'epiteto di <em>sciancato</em>.<br><br></div><div>L'esame del cranio e delle estremità degli arti, ha evidenziato chiaramente la <em>facies leprosa</em>, frutto di una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lebbra#Forma_lepromatosa_(virchowiana)">lebbra lepromatosa</a> in discreto stato di avanzamento, contratta alcuni anni prima del decesso. Lo sfiguramento fisiognomico era così severo da costringere la persona a un forzato isolamento: deve essere quindi respinta la presunta crudeltà di Federico II nella segregazione del figlio e va allontanato, a parere degli autori, anche il sospetto di omicidio.<br><br></div><div>Le ambiguità sorte sulla morte del re sono scaturite da una traduzione inesatta della frase latina “ex improvviso cadens infirmatus obiit” riportata dalle fonti di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_di_San_Germano">Riccardo di San Germano</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salimbene_de_Adam">Salimbene da Parma</a> e dal cosiddetto Anonimo Cronista Umbro.<br><br></div><div>La frase tradotta letteralmente significa "cadendo improvvisamente malato, morì", e non, come è stato finora sostenuto, "cadendo da cavallo, morì".<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-04 11:57:17 UTC</pubDate>
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         <title>BIANCA LANCIA</title>
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         <description><![CDATA[<div>Bianca Lancia nacque probabilmente in Italia Merdionale, figlia del conte Bonifacio d’Agliano, apparteneva alla nobile famiglia aleramica dei Lancia e a soli 15 anni diventerà la sposa bambina di Federico secondo. Dopo 3 anni dal loro matrimonio nacque Costanza, che sarà la futura imperatrice di Bisanzio, 2 anni dopo nacqua Manfredi, il prediletto dell’imperatore , successivamente nacque Violante, ultima figlia. Il loro matrimonio durò 7 anni. Secondo alcuni Bianca sarebbe deceduta poco dopo aver concepito la sua ultima figlia, secondo altri si sarebbe allontanata dalla corta per sua volontà.  <br>Una leggenda vuole che presso il castello di monte Sant’Angelo Bianca fosse stata tenuta prigioniera della gelosia dell’imperatore. Stessa storia è tramandata a proposito del Castello di Gioia del colle, dove sarebbe stata rinchiusa dall’imperatore per aver commesso adulterio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-04 19:45:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il paradigma del bandito sociale</title>
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         <description><![CDATA[<div><br>IL BANDITO SOCIALE DI HOBSBAWM<br><br>Lo storico Eric Hobsbawm ha elaborato il paradigma del “bandito sociale” con considerazioni basate sui diversi modi di ricezione popolare della figura del bandito. Questo modello storiografico ha aperto la strada a molti studi incentrati su quello che è stato definito il «banditismo sociale», cioè un fenomeno sociale caratterizzato da valutazioni (consenso/repressione) in aree contrapposte della società, interessate da rapporti di egemonia/subalternità. I banditi sociali sono fuorilegge rurali, ritenuti criminali dal signore e dall’autorità statale, ma che pure restano all'interno della società contadina e sono considerati dalla loro gente eroi, campioni, vendicatori, combattenti per la giustizia, persino capi di movimenti di liberazione e comunque degni di ammirazione, aiuto e appoggio. Secondo Hobsbawm, in politica, i banditi sociali finiscono per assumere posizioni reazionarie perfino quando realizzano una rivolta sociale: essi si oppongono al progresso, da loro inteso come forma di destabilizzazione dell'ordine tradizionale. La figura del bandito sociale, secondo Hobsbawm, non va tuttavia confusa con quella di un rivoluzionario politico. La figura di Robin Hood, ad esempio, è quella di un nobile bandito tendenzialmente rispettoso delle istituzioni legittimamente costituite: Robin Hood è un lealista o, sotto altri aspetti, un riformatore, che lotta contro l'usurpatore Giovanni Senzaterra in favore del legittimo re d’Inghilterra Riccardo I Cuor di Leone. Ma anche in altri casi, quando il bandito si pone in atteggiamento di aperta sfida e antagonismo all'autorità, il ribellismo non esula da una sfera anarchica e altamente individuale che, per questo stesso motivo, ne affievolisce la portata: il bandito ribelle è, piuttosto, l'espressione dell'impotenza e della passività dei ceti sottomessi; egli è, al tempo stesso, «il <em>prodotto</em> e la <em>controparte</em> di un <em>generale atteggiamento di passività</em>», ovvero di una disposizione tipica di chi versa in stato di povertà, quasi una regola generale rispetto alla quale il bandito sociale si pone, di fatto, come l'eccezione confermativa. L'azione del bandito si muove nelle strutture sociali esistenti, in antagonismo ai rapporti di forza sottesi da tali strutture, ma la sua ribellione non tende né a modificare in profondo la realtà sociale né a riformarla: come nel caso dei cangaçeiros del Brasile , gli interessi perseguiti dai ribelli sono quelli di un limitato gruppo sociale, banda, e non convergono mai con quelli più ampi della classe contadina oppressa. La dimensione ristretta del suo agire, la matrice individualistica e anarchica, fanno sì che, perlomeno in situazioni normali, quindi in contesti non rivoluzionari, il bandito sociale non rappresenti l’avanguardia rivoluzionaria di una rivolta di massa.</div><div><br></div><div>PROFILI SOCIOLOGICI</div><div><br></div><div>Eric Hobsbawm ritenne di poter individuare il concetto dalle figure dei banditi ribelli tramandate dalla storia e dalla tradizione orale, un fenomeno sociale di ampia portata. Nella sua ricerca, egli prese spunto proprio da quelle figure carismatiche di banditi le cui azioni, com'è il caso tipico di Robin Hood, offrivano autorevole protezione alle masse sottomesse, opponendo la forza alle pretese egemoniche delle élite sociali, beneficiando così del consenso popolare, circonfusi da fama leggendaria e dall'ammirazione delle classi oppresse. </div><div>	Sebbene l'analisi di Hobsbawm prendeva avvio dalla condotta nobile di figure carismatiche di banditi, egli, tuttavia, definisce la figura del "bandito sociale" come non riducibile solo alla tipologia del <em>noble bandit</em>.</div><div>Hobsbawm, infatti, individua tre distinti profili sociologici:</div><ul><li>Il primo, è quello alla Robin Hood, che incarna il «più puro e, in un certo senso, il più logico tra gli stereotipi», quello del "nobile fuorilegge".</li><li>un altro profilo dà conto del vendicatore ('avenger') che sfida apertamente l’autorità seminando il terrore, come nel caso dei cangaçeiros brasiliani anche con manifestazioni estreme di violenza e crudeltà, ma senza operare riparazioni, perequazioni, o redistribuzioni, a vantaggio dei più deboli;</li><li>un terzo tipo è fornito dalle bande organizzate a cui si riconosce una funzione politica, come quella irredentista e di resistenza all’invasore attribuita dagli <em>haiduk</em> balcanici.</li></ul><div><br></div><div>BRIGANTAGGIO NELL’ITALIA MERIDIONALE</div><div><br></div><div>Sono un’eccezione secondo Hobsbawm, gli «anni del brigantaggio» dell’Italia meridionale(«il classico paese dei <em>banditi</em>», insieme alla Spagna) , un fenomeno storico da lui definito come «raro esempio di un'importante sollevazione contadina </div><div>capitanata da banditi sociali» avvenuto durante l’unificazione della penisola e dei primi anni del Regno d’Italia. Ma la rivolta guidata dai briganti non si sottrae all'altra regola da lui enunciata, la connotazione politica reazionaria, che, per i briganti meridionali, si risolveva nella speranza di un 'buon tempo antico', simboleggiato più dall'associazione simbolica del «Trono e dell’Altare». Un passato più mitico che reale, che sapevano diverso da quello del regno Borbonico, contro cui  molti di loro avevano combattuto appena pochi anni prima, a fianco di Giuseppe Garibaldi. Sebbene alcuni capi briganti, come Carmine “Donatelli” Crocco e Ninno Nanco, seppero dar prova di straordinarie capacità di comando e di azione, riuscendo perfino a guadagnarsi l'ammirazione di chi era deputato a dar loro la caccia, essi, d'altro canto, non esibirono un programma politico né disponevano delle capacità per elaborarlo: non seppero incidere sugli assetti della proprietà terriera e del latifondo e non si mostrarono nemmeno capaci di concepire un esito che, seppur lontanamente, potesse scalfire quegli assetti, promuovendo cioè un processo che sarà in seguito definito come riforma agraria.</div><div>Questo paradigma non impediva tuttavia che, talvolta, potesse coagulare una contiguità occasionale tra briganti meridionali e frange rivoluzionarie, soprattutto se anch'esse si trovavano in opposizione all’autorità terriera : è il caso del proclama del 1863 in cui Carmine Crocco dichiarava «lunga vita al giusto regno di Napoli […] al Vicario di Cristo Pio IX e agli ardenti fratelli repubblicani», in un'epoca in cui le fazioni garibaldine e mazziniane (appunto, gli ardenti fratelli repubblicani) erano entrambi all'opposizione.<br><br><br><br>MATTEO DAVERIO</div><div><br><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-05 11:00:54 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2019-01-05 12:47:22 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2019-01-05 14:19:07 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2019-01-05 14:20:42 UTC</pubDate>
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         <title>I GHETTI</title>
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         <description><![CDATA[<div>Sofia Cavallo e Sofia Del Grosso</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-05 14:58:01 UTC</pubDate>
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         <title>FEDERICO II</title>
         <author>gretalamonaca</author>
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         <description><![CDATA[<div>FEDERICO II DI SVEVIA E I SUOI BANCHETTI MERAVIGLIOSI </div><div>La sua figura rimane una delle più importanti della storia, e a lui si deve il merito di aver riunito le culture di tre civiltà: normanna, araba e greco-latina. Nipote di Federico Barbarossa ebbe nel Regno di Sicilia il fulcro dei suoi interessi artistici e culturali. Amò la Puglia ricca di monumenti, campi fertili, boschi, che arricchì con numerose dimore imperiali e castelli. Fondò l'Università di Napoli e la famosa scuola poetica siciliana d'ispirazione provenzale, rendendo Palermo la culla intellettuale d'Italia. Attorniato da una corte di scienziati, letterati, poeti d'ogni nazionalità, Federico II era solito offrire fastosi banchetti ricchi di odori, colori, suoni e sapori diversi che appagavano i cinque sensi. I conviti venivano serviti a seconda delle stagioni in una tavola dominata dal giallo dello zafferano fino al rosso delle melagrane. L'insalata e la frutta erano consumate all'inizio del pasto per preparare lo stomaco alle prelibatezze successive. Poi si gustavano le altre portate "condite" con simboli di opulenza quali spezie, canti, danze e rappresentazioni di commedie. Una parte importante dei menù era occupata dalla selvaggina allo spiedo, all'Imperatore piacevano particolarmente i volatili cacciati con i falchi (era maestro in questa disciplina), come i colombi spalmati di miele e passati alla brace con erbe aromatiche. Fu Federico II stesso ad introdurre la figura del <a href="https://www.taccuinistorici.it/newsbrowser.php?news_id=105&amp;news_dove=3">siniscalco</a>, l'esperto che doveva tagliare il suo bottino di <a href="https://www.taccuinistorici.it/newsbrowser.php?news_id=13&amp;news_dove=1">caccia</a>. Non da meno l'Imperatore amava il pesce, come dimostra un ordine da lui scritto a Riccardo di Pucaro della Curia di Foggia: "Alla tua fedeltà ordiniamo che a Berardo cuoco della nostra cucina, tu faccia pervenire dei buoni pesci di Lesina ed altri dei migliori che si possano trovare…”<br>Federico II, definito "Stupor Mundi", introducendo le contaminazioni della cucina araba ha lasciato un segno nella storia della gastronomia italiana; basti pensare ai dolci che apprezziamo tutt'oggi, come il marzapane, i canditi, i confetti, o la cassata.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-05 15:00:49 UTC</pubDate>
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         <title>Il Giubileo(dalle origini ebraiche</title>
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         <description><![CDATA[<div>Giubileo<br><br></div><div><br>Per i Cattolici il Giubileo rappresenta un “tempo straordinario di grazia” dedicato alla riconciliazione e alla remissione di peccati.<br><br></div><div><br>Il Giubileo nasce però molto prima del Cristianesimo. Possiamo trovare la sua origine nell’Antico Testamento. Il termine deriva dalla parola ebraica <em>yòbel</em> che indica il corno d'ariete il cui suono dava inizio all'anno santo ebraico, dedicato al riposo della terra e alla liberazione degli schiavi. </div><div>Nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo">ebraismo</a>, il giubileo trova le sue radici nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia_ebraica">Bibbia ebraica</a> ed è l'anno al termine dei sette cicli di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shemittah%20/o%20Shemittah"><em>Shemittah</em></a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anno_sabbatico_(Bibbia)">anni sabbatici</a>); secondo le normative bibliche aveva un impatto speciale sulla proprietà terriera e la relativa gestione in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terra_di_Israele">Terra di Israele</a>: la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Torah">Legge</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8">Mosè</a> aveva fissato per il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Popolo_ebraico">popolo ebraico</a> un anno particolare, al termine di "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/7_(numero)">sette</a> settimane di anni, cioè sette volte sette anni. Esiste comunque un dibattito se fosse il 49º anno (ultimo anno dei sette cicli sabbatici) o se fosse l'anno successivo (50º). Il giubileo ebraico tratta in gran parte di terra, proprietà, e diritti terrieri. Secondo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Levitico">Levitico</a>, la celebrazione di quest'anno comportava la restituzione delle terre agli antichi proprietari, la remissione dei debiti, la liberazione di schiavi e prigionieri, il riposo della terra, e la misericordia divina particolarmente manifesta.</div><div> </div><div>  |   |   |  </div><div>Le regole bibliche che si riferiscono agli anni sabbatici sono tuttora osservate da molti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebrei">ebrei</a> religiosi nello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_Israele">Stato di Israele</a>, ma le normative del giubileo non vengono osservate da molti secoli. Secondo la Torah, l'osservanza del giubileo si applica soltanto quando il popolo ebraico dimora in Terra di Israele ripartito nelle rispettive <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dodici_trib%C3%B9_di_Israele">Tribù</a>. </div><div>Il Giubileo entrò nella tradizione Cristiana nel 1300 grazie a papa Bonifacio VIII che indisse il primo Anno Santo del mondo cattolico. Dal XV secolo la Chiesa stabilì che il Giubileo fosse indetto ogni venticinque anni, periodo di tempo che definisce il Giubileo ordinario.<br><br></div><div>Fino ad oggi sono stati indetti 29 anni giubilari, 25 ordinari e 4 straordinari. L’ultimo fu quello del 2015 indetto da Papa Francesco, dedicato alla Misericordia.<br><br></div><div>Se non ci saranno altri Giubilei straordinari, il prossimo Anno Santo sarà nel 2025.<br><br></div><div>I simboli più forti del Giubileo sono:<br><br></div><div>• La Porta Santa, ovvero una porta murata e aperta solamente in occasione del Giubileo.</div><div>La Porta Santa ha un significato ben preciso: rappresenta infatti il passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia, pensando a Gesù che dice «Io sono la porta» <br><br></div><div>Oltre a San Pietro hanno una Porta Santa le 3 basiliche maggiori di Roma: San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore.<br><br></div><div>La prima Porta Santa della storia, però, è antecedente al primo Giubileo e risale al 1294; essa si trova nella Basilica di Collemaggio a L’Aquila, ed è stata fortemente voluta da Celestino V che proprio qui venne incoronato al soglio pontificio e da qui emanò la Bolla Pontificia del perdonoL’apertura della Porta Santa di Collemaggio si ripete con cadenza annuale.<br><br></div><div>• La bolla, cioè la lettera del Papa che indice il Giubileo della quale la consegna e la lettura ne sono il primo atto.</div><div>• Il pellegrinaggio che è quel mettersi in cammino individualmente o in gruppo, per raggiungere i luoghi sacri.<br>E’ un percorso personale sulle orme del Redentore: un itinerario di pentimento per le proprie fragilità, di preparazione interiore a un rinnovamento del cuore.</div><div>Nel mondo cattolico i pellegrinaggi per eccellenza sono quelli a Gerusalemme, in Terra Santa, a Roma e a Santiago di Compostela. Si aggiungono pellegrinaggi verso i luoghi d’apparizione mariani come Lourdes, Fatima, Medjugorie.<br>In Italia sono mete di pellegrinaggio Assisi, Loreto, Padova, San Giovanni Rotondo, San Gabriele dell’Addolorata nel comune di Isola del Gran Sasso d’Italia.<br><br></div><div>• L’indulgenza la quale richiama l’amore misericordioso di Dio nei confronti dell’uomo peccatore.<br>L’indulgenza plenaria, in occasione del Giubileo, è una grazia straordinaria che guarisce completamente l’uomo, facendone una nuova creatura. Si ottiene con un atteggiamento di distacco da ogni peccato, confessandosi, ricevendo l’Eucarestia, pregando secondo le intenzioni del Papa, recandosi in pellegrinaggio in una delle chiese giubilari e attraverso atti di carità.</div><div>Intorno alla ricorrenza del Giubileo ruotano molteplici curiosità.</div><div>Come ben sappiamo il primo Giubileo fu indetto nel 1300 da Papa Bonifacio VIII, ma folle di pellegrini affluivano a Roma già da centinaia di anni. A partire dal VII secolo d.C., l'Urbe andò via via a sostituirsi a Gerusalemme come prima città santa: infatti qui si trovavano le tombe apostoliche. L'iniziativa del Papa fu solo un modo per formalizzare e indirizzare l'interesse dei fedeli e regolamentarne<strong> </strong>il<strong> </strong>flusso, arginando gli episodi di vagabondaggio. In risposta alle richieste dei fedeli, che nella notte di Capodanno del 1300 si radunarono a San Pietro invocando l'indulgenza, Bonifacio indisse il primo Anno Santo.<br>Chi, pentito e confessato, avesse visitato per 30 giorni (se romano) o 15 (se pellegrino) le basiliche di San Pietro e San Paolo avrebbe ottenuto il perdono. L'evento, secondo queste prime disposizioni, si sarebbe ripetuto ogni 100 anni.</div><div>Quello del 1450 fu invece un anno giubilare particolarmente remunerativo per osti, banchieri e commercianti che traevano vantaggio dall'afflusso di pellegrini, ma anche per le casse di Cosimo de' Medici, tesoriere papale.<br>Papa Niccolò V fu infatti il primo a stabilire che chi non poteva raggiungere Roma in pellegrinaggio avrebbe potuto ottenere l'indulgenza in cambio di denaro. Se fu un anno fortunato per l'economia romana, lo fu un po' meno per i pellegrini, funestati da un'epidemia di peste e da una tragedia abbattutasi sul ponte S. Angelo. Nella calca e a causa di alcuni cavalli imbizzarriti, si creò panico tra la folla e molti fedeli finirono schiacciati, o caddero nel Tevere ghiacciato e morirono circa 200 persone</div><div>Ma l'apice della corruzione fu raggiunto in occasione dell'Anno santo 1500, indetto da papa Alessandro VI Borgia. Nonostante gli scandali che avevano contraddistinto il suo pontificato, il pontefice stabilì un rigido cerimoniale religioso, introducendo l'apertura della Porta Santa nelle quattro Basiliche giubilari (San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore). Tolta la facciata, il Papa non si curò granché della salute delle anime. Furono persino organizzate delle corride in Piazza San Pietro, con sei tori da colpire con frecce e spada.</div><div>Diversamente dai precedenti  l'apertura della Porta Santa per il Giubileo del 1600 si svolse con una settimana di ritardo: non (come da tradizione), alla vigilia di Natale dell'anno precedente, il 24 dicembre 1599, ma il 31 di quel mese, perché Papa Clemente VII era stato colpito da un attacco di gotta.<br>Nonostante i problemi di salute del pontefice, quel Giubileo si svolse all'insegna della devozione e della sobrietà. Fu però anche l'anno del pubblico rogo in Campo de' Fiori di Giordano Bruno giudicato eretico e condannato dal Tribunale dell'Inquisizione.</div><div> Giochi, processioni allegoriche, luminarie ed eccessi di vario tipo caratterizzarono a lungo la Roma giubilare. Forse per questo diversi giubilei aprirono all'insegna dei divieti.<br>Nel 1725 Benedetto XIII bandì il gioco del lotto, ma si dimostrò più indulgente con coloro che assumevano tabacco all'interno di San Pietro (fino a quel momento passibili di scomunica). Persino i sacerdoti si concedevano infatti il "lusso" di fiutare tabacco in chiesa, una consuetudine importata dalle Americhe che stava prendendo piede anche in Europa. Nel 1675, Clemente X ribadì il divieto, già formulato un secolo prima da Gregorio XIII, di aumentare i prezzi degli alloggi e di sfrattare i cittadini per far posto ai pellegrini. Inoltre vennero sospese le lotte dei tori nel Colosseo</div><div> L'alto numero di pellegrini creava problemi dal punto di vista della loro gestione: i momenti di calca erano piuttosto frequenti i quali si cercava di frenare per evitare<strong> </strong>pericolosi ingorghi.<br>Ma i veri problemi erano quelli di igiene e salute pubblica. Non a caso numerosi giubilei furono accompagnati da violente epidemie, soprattutto di peste.<br>Nel XVI secolo fu istituita a Roma una speciale commissione che non consentisse l'accesso ai pellegrini arrivati nell'Urbe senza un'apposita "bolletta di sanità", un attestato di provenienza da un paese libero dalla peste che consentiva di ottenere il permesso di entrare.<br><br></div><div>Nel 1875 il Giubileo si svolse normalmente, come previsto, anche se lo Stato Pontificio era appena stato annesso al Regno d'Italia dai Savoia con la Breccia di Porta Pia (1870). Le celebrazioni si svolsero sotto tono e la bolla con cui venne inaugurato l'Anno santo denunciava gravi calamità della Chiesa . Pio IX, rinchiusosi in Vaticano come volontario prigioniero per protesta contro gli "usurpatori" piemontesi, non partecipò a nessuna cerimonia di apertura e quell'anno non ci fu alcuna celebrazione ufficiale. Ma il pontefice concesse comunque l'indulgenza plenaria in tutto il mondo, a chi avesse visitato determinate chiese</div><div> In età moderna a partire dal giubileo del 1950 i pellegrini poterono spostarsi con gli aerei, e gli effetti si videro. In quell'anno accorsero a Roma oltre 2 milioni e mezzo di persone, assolutamente una novità. Nel 2000, Papa Giovanni Paolo II estese l'indulgenza anche a chi seguiva le celebrazioni tramite radio e televisione.</div><div>Naturalmente il fenomeno del Giubileo portava sicuramente guadagno ai romani: evento testimoniato già nel 1350 dallo storico e cronista Matteo Villani il quale scriveva che, durante il Giubileo, «i romani tutti eran fatti albergatori», e lamentava la poca cura che chi gestiva strutture alberghiere riservava agli stanchi pellegrini, costretti a lottare anche per un po' di cibo.</div><div>Tale evento di grande risonanza presupponeva pericoli costanti. infatti un tempo la minaccia erano i furfanti, ladri e briganti<strong> </strong>che si nascondevano tra la folla e lungo il cammino che portava a Roma. Nel 1500, per esempio, la Via Cassia era infestata dai briganti della famiglia Corsi, contro i quali papa Alessandro VI emanò un bando specifico, che li allontanava da tutti i territori dello Stato della Chiesa pena la confisca di tutti i beni. Nell'anno dei Borgia, alcuni briganti furono impiccati pubblicamente sul Ponte S. Angelo.</div><div> </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-05 16:14:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il Giubileo(dalle origini ebraiche)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Giubileo<br><br></div><div><br>Per i Cattolici il Giubileo rappresenta un “tempo straordinario di grazia” dedicato alla riconciliazione e alla remissione di peccati.<br><br></div><div><br>Il Giubileo nasce però molto prima del Cristianesimo. Possiamo trovare la sua origine nell’Antico Testamento. Il termine deriva dalla parola ebraica <em>yòbel</em> che indica il corno d'ariete il cui suono dava inizio all'anno santo ebraico, dedicato al riposo della terra e alla liberazione degli schiavi. </div><div>Nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo">ebraismo</a>, il giubileo trova le sue radici nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia_ebraica">Bibbia ebraica</a> ed è l'anno al termine dei sette cicli di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shemittah%20/o%20Shemittah"><em>Shemittah</em></a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anno_sabbatico_(Bibbia)">anni sabbatici</a>); secondo le normative bibliche aveva un impatto speciale sulla proprietà terriera e la relativa gestione in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terra_di_Israele">Terra di Israele</a>: la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Torah">Legge</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8">Mosè</a> aveva fissato per il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Popolo_ebraico">popolo ebraico</a> un anno particolare, al termine di "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/7_(numero)">sette</a> settimane di anni, cioè sette volte sette anni. Esiste comunque un dibattito se fosse il 49º anno (ultimo anno dei sette cicli sabbatici) o se fosse l'anno successivo (50º). Il giubileo ebraico tratta in gran parte di terra, proprietà, e diritti terrieri. Secondo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Levitico">Levitico</a>, la celebrazione di quest'anno comportava la restituzione delle terre agli antichi proprietari, la remissione dei debiti, la liberazione di schiavi e prigionieri, il riposo della terra, e la misericordia divina particolarmente manifesta.</div><div> </div><div>  |   |   |  </div><div>Le regole bibliche che si riferiscono agli anni sabbatici sono tuttora osservate da molti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebrei">ebrei</a> religiosi nello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_Israele">Stato di Israele</a>, ma le normative del giubileo non vengono osservate da molti secoli. Secondo la Torah, l'osservanza del giubileo si applica soltanto quando il popolo ebraico dimora in Terra di Israele ripartito nelle rispettive <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dodici_trib%C3%B9_di_Israele">Tribù</a>. </div><div>Il Giubileo entrò nella tradizione Cristiana nel 1300 grazie a papa Bonifacio VIII che indisse il primo Anno Santo del mondo cattolico. Dal XV secolo la Chiesa stabilì che il Giubileo fosse indetto ogni venticinque anni, periodo di tempo che definisce il Giubileo ordinario.<br><br></div><div>Fino ad oggi sono stati indetti 29 anni giubilari, 25 ordinari e 4 straordinari. L’ultimo fu quello del 2015 indetto da Papa Francesco, dedicato alla Misericordia.<br><br></div><div>Se non ci saranno altri Giubilei straordinari, il prossimo Anno Santo sarà nel 2025.<br><br></div><div>I simboli più forti del Giubileo sono:<br><br></div><div>• La Porta Santa, ovvero una porta murata e aperta solamente in occasione del Giubileo.</div><div>La Porta Santa ha un significato ben preciso: rappresenta infatti il passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia, pensando a Gesù che dice «Io sono la porta» <br><br></div><div>Oltre a San Pietro hanno una Porta Santa le 3 basiliche maggiori di Roma: San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore.<br><br></div><div>La prima Porta Santa della storia, però, è antecedente al primo Giubileo e risale al 1294; essa si trova nella Basilica di Collemaggio a L’Aquila, ed è stata fortemente voluta da Celestino V che proprio qui venne incoronato al soglio pontificio e da qui emanò la Bolla Pontificia del perdonoL’apertura della Porta Santa di Collemaggio si ripete con cadenza annuale.<br><br></div><div>• La bolla, cioè la lettera del Papa che indice il Giubileo della quale la consegna e la lettura ne sono il primo atto.</div><div>• Il pellegrinaggio che è quel mettersi in cammino individualmente o in gruppo, per raggiungere i luoghi sacri.<br>E’ un percorso personale sulle orme del Redentore: un itinerario di pentimento per le proprie fragilità, di preparazione interiore a un rinnovamento del cuore.</div><div>Nel mondo cattolico i pellegrinaggi per eccellenza sono quelli a Gerusalemme, in Terra Santa, a Roma e a Santiago di Compostela. Si aggiungono pellegrinaggi verso i luoghi d’apparizione mariani come Lourdes, Fatima, Medjugorie.<br>In Italia sono mete di pellegrinaggio Assisi, Loreto, Padova, San Giovanni Rotondo, San Gabriele dell’Addolorata nel comune di Isola del Gran Sasso d’Italia.<br><br></div><div>• L’indulgenza la quale richiama l’amore misericordioso di Dio nei confronti dell’uomo peccatore.<br>L’indulgenza plenaria, in occasione del Giubileo, è una grazia straordinaria che guarisce completamente l’uomo, facendone una nuova creatura. Si ottiene con un atteggiamento di distacco da ogni peccato, confessandosi, ricevendo l’Eucarestia, pregando secondo le intenzioni del Papa, recandosi in pellegrinaggio in una delle chiese giubilari e attraverso atti di carità.</div><div>Intorno alla ricorrenza del Giubileo ruotano molteplici curiosità.</div><div>Come ben sappiamo il primo Giubileo fu indetto nel 1300 da Papa Bonifacio VIII, ma folle di pellegrini affluivano a Roma già da centinaia di anni. A partire dal VII secolo d.C., l'Urbe andò via via a sostituirsi a Gerusalemme come prima città santa: infatti qui si trovavano le tombe apostoliche. L'iniziativa del Papa fu solo un modo per formalizzare e indirizzare l'interesse dei fedeli e regolamentarne<strong> </strong>il<strong> </strong>flusso, arginando gli episodi di vagabondaggio. In risposta alle richieste dei fedeli, che nella notte di Capodanno del 1300 si radunarono a San Pietro invocando l'indulgenza, Bonifacio indisse il primo Anno Santo.<br>Chi, pentito e confessato, avesse visitato per 30 giorni (se romano) o 15 (se pellegrino) le basiliche di San Pietro e San Paolo avrebbe ottenuto il perdono. L'evento, secondo queste prime disposizioni, si sarebbe ripetuto ogni 100 anni.</div><div>Quello del 1450 fu invece un anno giubilare particolarmente remunerativo per osti, banchieri e commercianti che traevano vantaggio dall'afflusso di pellegrini, ma anche per le casse di Cosimo de' Medici, tesoriere papale.<br>Papa Niccolò V fu infatti il primo a stabilire che chi non poteva raggiungere Roma in pellegrinaggio avrebbe potuto ottenere l'indulgenza in cambio di denaro. Se fu un anno fortunato per l'economia romana, lo fu un po' meno per i pellegrini, funestati da un'epidemia di peste e da una tragedia abbattutasi sul ponte S. Angelo. Nella calca e a causa di alcuni cavalli imbizzarriti, si creò panico tra la folla e molti fedeli finirono schiacciati, o caddero nel Tevere ghiacciato e morirono circa 200 persone</div><div>Ma l'apice della corruzione fu raggiunto in occasione dell'Anno santo 1500, indetto da papa Alessandro VI Borgia. Nonostante gli scandali che avevano contraddistinto il suo pontificato, il pontefice stabilì un rigido cerimoniale religioso, introducendo l'apertura della Porta Santa nelle quattro Basiliche giubilari (San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore). Tolta la facciata, il Papa non si curò granché della salute delle anime. Furono persino organizzate delle corride in Piazza San Pietro, con sei tori da colpire con frecce e spada.</div><div>Diversamente dai precedenti  l'apertura della Porta Santa per il Giubileo del 1600 si svolse con una settimana di ritardo: non (come da tradizione), alla vigilia di Natale dell'anno precedente, il 24 dicembre 1599, ma il 31 di quel mese, perché Papa Clemente VII era stato colpito da un attacco di gotta.<br>Nonostante i problemi di salute del pontefice, quel Giubileo si svolse all'insegna della devozione e della sobrietà. Fu però anche l'anno del pubblico rogo in Campo de' Fiori di Giordano Bruno giudicato eretico e condannato dal Tribunale dell'Inquisizione.</div><div> Giochi, processioni allegoriche, luminarie ed eccessi di vario tipo caratterizzarono a lungo la Roma giubilare. Forse per questo diversi giubilei aprirono all'insegna dei divieti.<br>Nel 1725 Benedetto XIII bandì il gioco del lotto, ma si dimostrò più indulgente con coloro che assumevano tabacco all'interno di San Pietro (fino a quel momento passibili di scomunica). Persino i sacerdoti si concedevano infatti il "lusso" di fiutare tabacco in chiesa, una consuetudine importata dalle Americhe che stava prendendo piede anche in Europa. Nel 1675, Clemente X ribadì il divieto, già formulato un secolo prima da Gregorio XIII, di aumentare i prezzi degli alloggi e di sfrattare i cittadini per far posto ai pellegrini. Inoltre vennero sospese le lotte dei tori nel Colosseo</div><div> L'alto numero di pellegrini creava problemi dal punto di vista della loro gestione: i momenti di calca erano piuttosto frequenti i quali si cercava di frenare per evitare<strong> </strong>pericolosi ingorghi.<br>Ma i veri problemi erano quelli di igiene e salute pubblica. Non a caso numerosi giubilei furono accompagnati da violente epidemie, soprattutto di peste.<br>Nel XVI secolo fu istituita a Roma una speciale commissione che non consentisse l'accesso ai pellegrini arrivati nell'Urbe senza un'apposita "bolletta di sanità", un attestato di provenienza da un paese libero dalla peste che consentiva di ottenere il permesso di entrare.<br><br></div><div>Nel 1875 il Giubileo si svolse normalmente, come previsto, anche se lo Stato Pontificio era appena stato annesso al Regno d'Italia dai Savoia con la Breccia di Porta Pia (1870). Le celebrazioni si svolsero sotto tono e la bolla con cui venne inaugurato l'Anno santo denunciava gravi calamità della Chiesa . Pio IX, rinchiusosi in Vaticano come volontario prigioniero per protesta contro gli "usurpatori" piemontesi, non partecipò a nessuna cerimonia di apertura e quell'anno non ci fu alcuna celebrazione ufficiale. Ma il pontefice concesse comunque l'indulgenza plenaria in tutto il mondo, a chi avesse visitato determinate chiese</div><div> In età moderna a partire dal giubileo del 1950 i pellegrini poterono spostarsi con gli aerei, e gli effetti si videro. In quell'anno accorsero a Roma oltre 2 milioni e mezzo di persone, assolutamente una novità. Nel 2000, Papa Giovanni Paolo II estese l'indulgenza anche a chi seguiva le celebrazioni tramite radio e televisione.</div><div>Naturalmente il fenomeno del Giubileo portava sicuramente guadagno ai romani: evento testimoniato già nel 1350 dallo storico e cronista Matteo Villani il quale scriveva che, durante il Giubileo, «i romani tutti eran fatti albergatori», e lamentava la poca cura che chi gestiva strutture alberghiere riservava agli stanchi pellegrini, costretti a lottare anche per un po' di cibo.</div><div>Tale evento di grande risonanza presupponeva pericoli costanti. infatti un tempo la minaccia erano i furfanti, ladri e briganti<strong> </strong>che si nascondevano tra la folla e lungo il cammino che portava a Roma. Nel 1500, per esempio, la Via Cassia era infestata dai briganti della famiglia Corsi, contro i quali papa Alessandro VI emanò un bando specifico, che li allontanava da tutti i territori dello Stato della Chiesa pena la confisca di tutti i beni. Nell'anno dei Borgia, alcuni briganti furono impiccati pubblicamente sul Ponte S. Angelo.<br><br>Maria Chiacchiaretta e Mariagiustina Di Iorio 3</div><div> </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-05 16:18:31 UTC</pubDate>
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         <title>Le Tavole Amalfitane</title>
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         <pubDate>2019-01-05 16:59:35 UTC</pubDate>
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         <title>La Battaglia della Meloria</title>
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         <pubDate>2019-01-05 17:02:25 UTC</pubDate>
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         <title>Enrico VII di Germania</title>
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         <pubDate>2019-01-06 10:16:00 UTC</pubDate>
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         <title>Iolanda di Brienne</title>
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         <description><![CDATA[<div>Carola La Rovere<br><br>Iolanda di Brienne fu la seconda moglie di Federico II,nozze sollecitate da Onorio III in vista della VI crociata. Iolanda era figlia di un valoroso crociato che le avrebbe lasciato la corona di Gerusalemme, utile per il successo della nuova spedizione. La ragazza aveva allora 13 anni, perciò poco matura per figurare al fianco di Federico che infatti la tradì con la cugina. Si decise di evitare lo scandalo e successivamente diedero alla luce due figli. A causa proprio del parto però Iolanda morì, a soli 16 anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-06 14:05:35 UTC</pubDate>
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         <title>ENRICO VII </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Enrico VII era il primogenito di Federico II di Svevia e di Costanza d’Aragona, quando era ancora bambino  fu incoronato re di Sicilia e successivamente nel 1220 gli fu conferita la reggenza della Germania sotto la tutela dell’arcivescovo  di Colonia, Engelberto. Per volere del padre crebbe in Germania, per la realizzazione del sogno di Federico II, ovvero quello di unificare i due regni. Tutte le prospettive svanirono, divenuto maggiorenne (1229), grazie ai cattivi consiglieri e alle ambizioni, entrò il conflitto con lo stesso padre, favorendo le rivendicazioni dei comuni. Enrico crebbe nell’ambiente dei ministeri imperiali di Germania, viziato dagli estranei ma senza conoscere l'affetto della famiglia sempre lontana, al seguito delle perenni missioni politiche e militari.</div><div>A questa situazione, può forse essere ricondotto il rapporto conflittuale di amore - odio che ebbe con il padre, considerato un uomo eccezionale, mitico, irraggiungibile, ma lontano dalle legittime esigenze di un figlio. Proprio per questo motivo padre e figlio avevano un differente modo di percepire la gestione dello stato: il primo riteneva che dovesse andare ben oltre gli interessi nazionali ed assumere una dimensione sovranazionale, imperiale; il secondo, indirizzava a favorire gli interessi germanici, nella convinzione che l’avvenire della dinastia fosse nella terra d’origine. Enrico, influenzato dai prìncipi germanici fu protagonista di una vera e propria ribellione. Alla fine del 1246, Federico II apprese con costernazione che Enrico aveva niente meno che stipulato un'alleanza difensiva con la Lega Lombarda: i peggiori nemici dell’Impero e della Casa di Svevia, tutto ciò voleva dire solamente alto tradimento. Enrico in un primo momento fu convocato a Wimpfen, dove fu deposto dal trono e condannato a morte, solo in un secondo momento Federico II riesce a permutare la condanna in carcere a vita. Enrico VII, rinchiuso in varie fortezze dell'Italia del Regno di Sicilia, iniziò una durissima prigionia.</div><div>La storia racconta che finì i suoi giorni suicida a soli trentun’ anni, il 10 febbraio 1242.</div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-07 19:37:20 UTC</pubDate>
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         <title>Goffredo da Buglione</title>
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         <description><![CDATA[<div>Matteo Lalli &amp; Gabriele Iezzi</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-08 16:36:55 UTC</pubDate>
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         <title>Marco Polo e Gengis Khan</title>
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         <description><![CDATA[<div>Luca Furbesco e FAbio Susi</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-08 17:19:34 UTC</pubDate>
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         <title>I Valdesi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-08 19:39:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il ruolo delle donne nelle crociate:Eleonora contessa di Montfort e Beatrice contessa delle Fiandre.</title>
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         <description><![CDATA[<div>Un fatto non troppo noto riguardante le crociate,le guerre di ispirazione religiosa condotte dai regni europei per la liberazione del santo sepolcro di Gerusalemme dai musulmani, è che al loro interno militarono anche le donne.<br>Seppur non come protagoniste le donne avevano partecipato fin da subito alle crociate,sopratutto tra la nobiltà possiamo ricordare partite al seguito dei propri mariti come fece nel 1248 Beatrice,contessa delle Fiandre che seguì il marito Carlo,che partecipó insieme a suo fratello Luigi IX,alla settima crociata in Egitto,contro gli arabi della dinastia curdo-musulmana degli Ayyubidi.Questi ultimi avevano conquistato e depradato Gerusalemme nel 1245,compiendovi per di più orribili atrocità .Effettuata una sosta di sei mesi a Cipro,dove nacque il loro primogenito,Carlo e Beatrice raggiunsero l’Egitto nel 1249;in giugno,conquistarono Damietta,dove nacque la loro secondogenita;<br>la sconfitta della battaglia di Mansura portó ad una susseguente breve prigionia di Carlo ed i suoi due fratelli.Nella primavera del 1251 Beatrice e Carlo decisero di rientrare in Provenza.<br>Donne comuni invece erano state sicuramente presenti alla cosidetta “Crociata dei pezzenti” del 1096,partita a seguito di Pietro d’Amiens che al grido di “Dio lo vuole” finì per essere distrutta dall’equipaggiamento esercito turco.<br><br>Anche se la possibilità per le donne di prendere la croce era ormai giá ben consolidata si poteva notare una differenziazione dovuta al rango;la maggior parte delle nobildonne era partita a seguito dei mariti mentre la gran parte delle donne del popolo faceva parte di quel gran seguito che si costituiva appresso alla carovana degli eserciti crociati e che era formato principalmente da prostitute o lavandaie.<br><br>Solitamente le autorità erano contrarie alla partenze delle donne per la Terra Santa un po’ per le restrizioni della libertà alle quali le donne erano costrette dall’epoca e un po’ perchè sia il lunghissimo viaggio che il posto stesso erano ritenuti pericolosi.La partenza di donne nubili era fortemente disapprovata a meno che non fossero particolarmente vecchie e quindi non appetibili,tuttavia si continuava a cercare persone che si prendessero cura dei combattenti e dei feriti,compito che veniva svolto anche dalle donne.<br><br>La chiesa era perció riluttante a concedere alla donna la possibilità di partire per la crociata,questo sopratutto senza il consenso degli uomini;ovvero del marito o di chi ne aveva la podestà.<br>È tuttavia da sottolineare che così come gli uomini non volevano che le donne andassero in crociata anche le donne stesse erano solite lamentarsi chiedendo che i mariti non partissero.Proprio per questo motivo Papa Innocenzo III stabilì nel 1200 che gli uomini potessero prendere la croce senza il consenso delle mogli e dall’altra parte permetteva peró alle mogli desiderose di accompagnare i mariti in Terr Santa di partire a loro seguito</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-08 22:06:07 UTC</pubDate>
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         <title>Arnaldo Da Brescia</title>
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         <pubDate>2019-01-12 16:37:01 UTC</pubDate>
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         <title>Arnaldo Da Brescia</title>
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         <pubDate>2019-01-12 16:37:25 UTC</pubDate>
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         <title>Le strane usanze di Federico II</title>
         <author>carola_antognetti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Castel Del Monte, la dimora di Federico II, è da sempre considerato uno dei più grandi esempi dell'architettura medioevale. <br>Il castello era notevole sotto tutti i punti di vista, soprattutto da quello igienico. Infatti all'interno c'erano diversi bagni con acqua corrente che proveniva da cisterne collocate sui terrazzi, dove erano riempite dalla pioggia. <br>Questo permetteva agli ospiti di potersi lavare, e questo nel Medioevo era considerato un privilegio soprattutto perché la regione dove sorgeva il castello era scarsa d'acqua. </div><div>Inoltre, Federico II si preoccupó che anche la gente comune potesse utilizzare i bagni e per questo fece ristrutturare le terme di Pozzuoli. <br>In occasione della crociata, nel 1228, fece anche scrivere un trattato di medicina militare, per far vedere ai soldati come dovevano difendersi dal clima e dalle malattie che potevano incontrare durante il viaggio. <br>E per questo le sue abitudini erano considerate come delle stravaganze che un sovrano poteva permettersi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-13 15:52:26 UTC</pubDate>
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         <title>Goffredo da Buglione</title>
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         <description><![CDATA[<div>Matteo Lalli e Gabriele Iezzi <br><br>*vedere questo padlet</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-15 16:48:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>norepi</author>
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         <pubDate>2019-03-31 12:22:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>norepi</author>
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         <pubDate>2019-04-03 16:48:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>norepi</author>
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         <pubDate>2019-12-17 17:08:10 UTC</pubDate>
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         <author>norepi</author>
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         <pubDate>2019-12-19 12:28:22 UTC</pubDate>
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         <title>Testo della Repubblica .</title>
         <author>norepi</author>
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         <pubDate>2020-03-09 17:51:30 UTC</pubDate>
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