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      <title>sabri e anna by anna Vetere</title>
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      <pubDate>2018-01-27 07:47:24 UTC</pubDate>
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         <author>annavet06</author>
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         <description><![CDATA[Il mito è dunque il discorso, la storia che si è narrata sull'esistenza di esseri antropomorfi, spesso immortali ed onnipotenti, che vissero avventure e compirono azioni fantastiche, interessandosi a ciò che avveniva tra i mortali e modificando il mondo con il loro intervento.

Creazioni, dunque, nate dal genio primitivo che possiamo intendere come la trasfigurazione poetica di avvenimenti reali del mondo della natura o di quello delle prime società umane.

Il mito come ordinatore della realtà[modifica | modifica wikitesto]
Di fronte all'uomo primitivo la natura, la vita, la storia e tutto ciò che lo circonda, appare come un turbinio di immagini senza senso e il mito diventa quindi un modo per ordinare e conoscere la propria realtà.

Egli non conosce le leggi che governano la natura, le cause della vita e della morte, del bene e del male, non comprende i motivi storici che hanno determinato la condizione del suo popolo e davanti a questo universo di immagini incomposte, che la natura e la vita gli propongono ogni giorno, rischia di perdersi, di cadere preda dell'ansia e della paura e, solo attraverso i miti, egli trova il senso della realtà, costruisce l'ordine di quelle immagini, altrimenti incomprensibili.

I miti rivelano l'ordine profondo che regola la vita e la morte, i successi e le sconfitte, l'estate e l'inverno, tutto ciò che è accaduto e che accadrà.

Il mito è il bisogno di spiegare la realtà, di superare e risolvere una contraddizione della natura, è spiegazione di un rito, di un atto formale che corrisponde ad esigenze della tribù, è struttura delle credenze di un gruppo, di un etnos.

Il mito come racconto della realtà[modifica | modifica wikitesto]
Come dice la parola, il mito è soprattutto un racconto dove c'è una storia da presentare, che ha dei lati terribili, ma anche spesso dei risvolti patetici dove ci sono dei personaggi in azione e una trama che si snoda.

I miti appartengono alla tradizione orale di un popolo e nell'antichità venivano raccontati presso gruppi umani che non conoscevano la scrittura e solo in seguito raccolti e trascritti.

Questo evento si ripete ancora ai giorni nostri quando un bambino ci pone domande la cui risposta supera la sua capacità di comprensione. Oggi, come allora, per comunicare messaggi di estrema necessità ma di difficile comprensione razionale, si usano certi racconti il cui fine ultimo è quello di permettere all'ascoltatore, di giungere al significato profondo della cosa in forma inconscia. In concreto qualsiasi novella, quale ad esempio la storia di Cappuccetto Rosso, racchiude in sé vari concetti. Ascoltando ripetutamente questa fiaba e coinvolgendosi emotivamente, il bambino afferra dapprima il significato esteriore della storia e, con l'andar del tempo, ne capisce anche quelli reconditi che, nel caso in oggetto, è prioritariamente il significato dell'ubbidienza.

I miti, come le parabole, e le fiabe hanno dunque il compito di far arrivare l'ascoltatore al mondo dei principi attraverso la parola e il coinvolgimento emotivo. Spetterà poi alla razionalità il chiarimento delle presunte contraddizioni e la disposizione degli avvenimenti nella giusta luce, senza tuttavia disconoscere l'essenza del mito.]]></description>
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         <pubDate>2018-01-27 13:02:10 UTC</pubDate>
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         <author>annavet06</author>
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         <description><![CDATA[Il mare è una vasta distesa di acqua salata, idrograficamente connessa con un oceano, che lambisce le coste di isole e terre continentali. Lo stesso termine certe volte è usato per indicare laghi, normalmente salati o molto voluminosi, che non hanno sbocchi sull'oceano come ad esempio il Mar Caspio, il Mar Morto ed il Mar di Galilea. Il termine mare è usato anche come sinonimo di oceano quando esprime un concetto generico, per esempio quando si parla dei mari tropicali o dell'acqua marina riferendosi, invece, a quella oceanica in generale.]]></description>
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         <pubDate>2018-01-27 13:03:50 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-01-27 13:05:09 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-01-27 13:05:45 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[A partire dalla fine del 6° sec. alcuni cristiani decisero di spostarsi da Egitto e Medio Oriente per isolarsi in posti dispersi e sentire la vicinanza a Dio abbandonando la vita comunitaria e diventando monaci.
Alcuni monaci si ritirarono in deserti o altri luoghi isolati ed erano detti Eremiti o Anacoreti, alcuni di questi iniziarono a vivere in cima a colonne e vennero chiamati Stiliti, altri invece si ritirarono in monasteri e vivere in comunità e vennero chiamati Cenobiti.
Nel corso del 4° sec. il monachesimo soprattutto quello dei cenobiti si diffonde in Europa, con esponenti come Benedetto da Norcia che nacque nel 480  e fu eremita, finché nel 529 d.C.  fonda a Montecassino un monastero.
Tesina sul Monachesimo: origini e significato
MONACHESIMO MEDIEVALE Secondo le regole benedettine a capo del monastero  c’è l’abate, che viene eletto dai monaci e dura una vita, e per questo alcuni tipi di monasteri vengono detti abazie.
La regola ora et labora significa proprio affaticarsi e per questo durante il giorno si organizzavano con diverse attività di lavoro e preghiera, che a seconda delle stagioni variavano.
Il lavoro dei monaci rendeva l’ abbazia autosufficiente e  incentivavano l’economia anche nelle zone limitrofe.
Numerosi laici lasciavano in eredità terreni e beni perché i monaci pregassero per le loro anime, e molte volte la gente comune andava a lavorare dai monaci dove venivano pagati bene e non erano sfruttati, visto che ai benedettini non era consentito lo sfruttamento.
Avevano delle grosse biblioteche e i libri erano ricopiati a mano dai monaci amanuensi nello Scriptorium, stanza posta a sud con grandi vetrate, e di inverno venivano esentati da alcune ore di preghiera  per scrivere e sfruttare al meglio la luce. 
Nel 568 i Longobardi, provenienti dalla Pannonia (attuale Ungheria) scappano in Italia guidati da Alboino, probabilmente a causa degli Avari, spostandosi con tutto il popolo (300.000 persone) e con i loro beni.]]></description>
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         <pubDate>2018-01-27 13:06:43 UTC</pubDate>
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