<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>LEONARDO e la pittura come scienza by Ines Vecchio</title>
      <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-11 11:19:40 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-01-31 15:16:11 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>LA PITTURA, IL DISEGNO E LA CONOSCENZA DEL MONDO</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/240544179</link>
         <description><![CDATA[<p>"<strong>La sapienza è figliola dell'esperienza</strong>": è questo il principio da cui muove tutta l'arte di Leonardo. Solo<strong> l'indagine sperimentale</strong> può infatti consentire ad un artista di conoscere la realtà per poi riprodurla, ed è questo desiderio di comprendere e di analizzare a fondo ciò che ci circonda&nbsp; che fa di lui forse il 1° grande osservatore dell'uomo e della natura.</p><p>Il suo sguardo curioso ed attento lo induce a spaziare in ogni settore della scienza, dell'arte e della tecnica, dall'ingegneria militare all'idraulica, dalla botanica all'anatomia, dall'urbanistica all'architettura e alla <strong>pittura</strong>, che <strong>è per Leonardo</strong> <strong>una scienza, </strong>poichè <strong>richiede esattezza nella rappresentazione dello spazio e della realtà naturale. </strong>Anche il ruolo del pittore è fondamentale: per Leonardo il pittore è "<em>il padrone di tutte le cose</em>", l'unico che può riprodurre qualsiasi aspetto della realtà, perchè "<em>ciò che è nell'universo, esso lo ha prima nella mente e poi nelle mani</em>". Grande importanza ha per Leonardo il <strong>disegno</strong>, che non rappresenta semplicemente un modo per esercitarsi o per preparare un' opera, ma è lo strumento della conoscenza stessa.</p><p>Sotto il profilo puramente artistico, il disegno è per Leonardo l'ossatura dell'atto pittorico, lo sforzo creativo ed intellettuale che la pittura presuppone. Insomma senza l'uno non si può immaginare l'altra.</p><p><br/></p>]]></description>
         <enclosure url="http://thenexttech.startupitalia.eu/wp-content/uploads/sites/10/2016/03/Da-Vinci-Fetus-1024x774.jpg" />
         <pubDate>2018-03-11 10:32:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/240544179</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ALLA BOTTEGA DEL VERROCCHIO</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/240545711</link>
         <description><![CDATA[<div>Nato a Vinci, presso Firenze, nel 1452, a partire dal 1469 si formò nella bottega fiorentina di Andrea del Verrocchio, per poi entrare successivamente nella cerchia medicea. La sua formazione avviene accanto ad artisti come Botticelli, Perugino, Ghirlandaio, in un contesto vivace e stimolante, dominato dalla corrente filosofica del Neoplatonismo fiorentino. Lo sviluppo iniziale della sua attività non può prescindere da questa situazione culturale, alla quale egli reagisce con un atteggiamento polemico.<br>Il suo sguardo acuto, preciso, privo di filtri idealizzanti affiora già nel primo saggio "pittorico" tradizionalmente attribuito dalla critica al giovane Leonardo, cioè l'angelo dipinto sulla sinistra della tavola del Verrocchio raffigurante "<strong>Il</strong> <strong>Battesimo di Cristo",</strong> ove l'intervento leonardesco si estende anche al paesaggio sul fondo.<br>Già in quest'opera notiamo come Leonardo, negli anni Settanta, era ormai lontano dal Botticelli ma anche dalla pratica figurativa del '400, e si avviava verso una nuova visione del mondo e dell'arte.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/116052230/204a331531514043dc86a8d523c93d64/Leonardo_da_Vinci_Verrocchio_Battesimo_di_Cristo_1020x1200.jpg" />
         <pubDate>2018-03-11 10:45:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/240545711</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GLI ELEMENTI DEL SUO STILE</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/240551555</link>
         <description><![CDATA[<div>Per Leonardo il reale è multiforme ed in costante movimento, dunque&nbsp; la tradizionale tecnica pittorica toscana, ispirata alla solidità delle forme e alla nitidezza dei contorni, non è più applicabile. Il maestro crea un proprio stile, caratterizzato dall'attenzione alla mutevolezza di atteggiamenti ed espressioni, dalla morbidezza della linea, dalla resa dell'infinita variabilità luminosa e cromatica.<br>Ma procediamo con ordine:<br>1) <strong>LA LUCE</strong><br>La luce in Leonardo non è mai piena, altrimenti gli stacchi sarebbero netti, i volumi si indurirebbero, contrapponendosi fra loro e verrebbe a mancare il rapporto che lega tutte le cose. Nelle sue opere, la luce è attenuata, diffusa, è la luce di un' ora pomeridiana, vicina al crepuscolo, quando i contorni delle cose si ammorbidiscono e si creano soffici penombre e vibranti riflessi.<br><br>2) <strong>LA PROSPETTIVA AEREA</strong><br>Se nei quadri quattrocenteschi castelli, città e alberi in lontananza erano raffigurati più piccoli&nbsp; ma con la stessa nitidezza degli oggetti in primo piano, nei dipinti di Leonardo i colori diminuiscono di intensità e i contorni si fanno meno precisi man mano che gli oggetti rappresentati si allontanano, perchè fra loro e il nostro occhio si interpone lo spessore crescente dell'aria. Leonardo si accorge infatti che le montagne all'orizzonte, oltre a colorarsi d'azzurro, risultano anche più evanescenti, questo perchè è maggiore la quantità fisica di aria che sta fra l'osservatore e l'oggetto. E' questo, in sintesi, il principio della&nbsp; cosiddetta "prospettiva aerea", che l'artista chiama "prospettiva dei perdimenti."</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/116052230/4479ada3b40a84f69ee1098d07891e46/anna__madonna_bambino_e_agnello.jpg" />
         <pubDate>2018-03-11 11:35:04 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/240551555</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I PRIMI CAPOLAVORI:1) L&#39; ANNUNCIAZIONE</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242519887</link>
         <description><![CDATA[<div>Una delle prime opere indipendenti di Leonardo è "L' Annunciazione", dipinta intorno al 1475 ed oggi conservata agli Uffizi. Essa mostra sulla sinistra l'arcangelo Gabriele mentre saluta la Vergine, cui porta l'annuncio della maternità. Maria, vista di tre quarti, campeggia contro la parete scura di una casa rappresentata in prospettiva. Sono dunque presenti nell'opera elementi tipici della tradizione fiorentina: la prospettiva lineare applicata al primo piano, la collocazione dell'angelo a sinistra e della Madonna a destra e infine alcuni dettagli, come il basamento del leggio, che è una citazione del "Monumento funebre a Piero e Giovanni de Medici" del Verrocchio. Nello stesso tempo il dipinto è innovativo, in quanto rappresenta la prima Annunciazione collocata all'aperto, in un paesaggio dilatato verso l'orizzonte, cui fa da filtro la sequenza di alberi in controluce, dai profili splendidamente variati. Nel trascolorare in lontananza della montagna grigio-azzurra sullo sfondo, notiamo la prima applicazione della <strong>prospettiva aerea. </strong>Anche la <strong>luce</strong> è tipicamente leonardesca: delicata, soffusa, attenuata.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/116052230/c4022c3ac58e96562a61a6bd4c554717/annunciazione.jpg" />
         <pubDate>2018-03-15 17:54:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242519887</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I PRIMI CAPOLAVORI: 2) L&#39; ADORAZIONE DEI MAGI</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242541461</link>
         <description><![CDATA[<div>L' opera, dipinta negli anni 1481-1482 e rimasta incompiuta, è uno straordinario esercizio di rappresentazione dinamica della natura, in cui l'artista sperimenta  i propri studi sui "moti dell'anima" raffigurando una sorprendente varietà di espressioni e di gesti.</div>]]></description>
         <enclosure url="http://polisemantica.blogspot.com/2019/01/ladorazione-dei-magi-e-la-rivoluzione.html" />
         <pubDate>2018-03-15 18:29:15 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242541461</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ALLA CORTE DI LUDOVICO IL MORO</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242544608</link>
         <description><![CDATA[<div>Giunto alla corte degli Sforza nel 1481, Leonardo sarà una presenza dominante nella Milano di Ludovico il Moro e raggiungerà esiti importanti per la propria crescita ma anche per la diffusione del nuovo linguaggio espressivo nell'Italia settentrionale. L' eredità del suo soggiorno milanese va ben oltre la formazione di una scuola di seguaci che definiamo "leonardeschi" e si proietta fino all'elaborazione della pittura di Caravaggio. La lettera con la quale Leonardo si propone a Ludovico il Moro è una sorta di curriculum, una dichiarazione di eclettismo e disponibilità ad esercitare di <strong>un ruolo di artefice a tutto tondo</strong>: ed è proprio in questa veste che Leonardo si afferma presso la corte  sforzesca, progettando edifici e macchine belliche, risolvendo questioni ingegneristiche, dipingendo ritratti, organizzando feste e spettacoli.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-03-15 18:35:20 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242544608</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LA VERGINE DELLE ROCCE</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242546501</link>
         <description><![CDATA[<div>A questo lungo e fecondo periodo risalgono alcuni dei dipinti più celebri dell'artista, come ad esempio la&nbsp; "<strong>Vergine delle rocce</strong>", della quale esistono due versioni, una conservata al Louvre di Parigi e l'altra, successiva e in parte eseguita dal pittore locale Ambrogio De Predis, conservata alla National Gallery di Londra. Approfondiamo:</div>]]></description>
         <enclosure url="http://restaurars.altervista.org/la-vergine-delle-rocce-tra-louvre-e-national-gallery/" />
         <pubDate>2018-03-15 18:39:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242546501</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LEONARDO RITRATTISTA</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242929136</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo "La Vergine delle rocce", Leonardo esegue alcuni ritratti, fra cui quello di Cecilia Gallerani, giovane ed aristocratica amante di Ludovico il Moro, con la quale va identificata la celebre "<strong>Dama con l'ermellino</strong>", ed anche la donna raffigurata nel ritratto conosciuto come "La Belle Ferronière". Con queste opere, l'artista rompe con la tradizione, inaugurando il ritratto moderno. Egli sostiene il primato della pittura rispetto alle altre arti anche per le <strong>possibilità espressive</strong> <strong>del</strong> <strong>ritratto, </strong>che deve essere la replica perfetta del soggetto, rendendone anche le sfumature psicologiche o un'emozione passeggera.La celebre "Dama con l'ermellino ha una posa totalmente nuova:«Né profilo, né tre quarti. Subentra la naturalezza di un atteggiamento visto nel suo svolgersi, come in una sequenza cinematografica» (Carlo Pedretti) <br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.artesvelata.it/dama-con-ermellino-leonardo/" />
         <pubDate>2018-03-16 17:12:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242929136</guid>
      </item>
      <item>
         <title>IL CENACOLO</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242929461</link>
         <description><![CDATA[<div>L' opera più impegnativa del periodo milanese è senza dubbio la decorazione della parete settentrionale del Refettorio del Convento di S. maria delle Grazie, dove Leonardo esegue "<strong>L' Ultima cena</strong>", fra il 1494 e il 1498, negli stessi anni in cui Bramante interviene nell'architettura della chiesa, progettandone, sempre per volere di Ludovico, la tribuna quadrata absidata. Ecco una brevissima lettura dell'opera.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/t44-w-qE9wI" />
         <pubDate>2018-03-16 17:12:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242929461</guid>
      </item>
      <item>
         <title>IL RITORNO A FIRENZE E LA POETICA DEGLI AFFETTI</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242957567</link>
         <description><![CDATA[<div>Come Bramante e Luca Pacioli, Leonardo lascia Milano nel 1499, in seguito all'invasione francese della città e alla caduta di Ludovico il Moro. Dopo un breve soggiorno a Mantova e poi a Venezia, nel 1500 rientra a Firenze, dove resterà fino al 1506. In questo periodo avvia opere memorabili, come il cartone con<strong> </strong>"Sant' Anna, la Vergine, il bambino e San Giovannino", ora alla National Gallery di Londra, realizza il cartone per la "Battaglia di Anghiari" e probabilmente inizia "La Gioconda".<br>Nel cartone con <strong>Sant'Anna, la</strong> <strong>Vergine, il Bambino e San Giovannino</strong>, le due donne interagiscono con una complessa invenzione compositiva, con le teste collocate in modo speculare e ruotate di 3 quarti l'una verso l'altra: le braccia della Vergine sembrano accompagnare delicatamente la torsione del piccolo Gesù, raffigurato mentre benedice San Giovannino accarezzandogli il viso. <br>Parallelamente al cartone, <br>Leonardo comincia un olio su tavola di analogo soggetto, "<strong>Sant'Anna, la Vergine, il Bambino e l'agnello</strong>", oggi al Louvre. Anche qui egli esprime la propria particolare <strong>poetica degli affetti, </strong>assieme ad una visione monumentale e dinamica dell'anatomia umana: l'opera, che racchiude un altro elemento compositivo ricorrente nell'arte leonardesca, la <strong>composizione piramidale</strong>, accentua&nbsp; il rapporto di interdipendenza dei 3 personaggi sacri. Sulle ginocchia di Sant'Anna siede la Madonna, che si sporge per sostenere il piccolo Gesù, il quale, a sua volta, abbraccia un agnello ( che sostituisce San Giovannino presente nel cartone). L'animale è simbolo evidente dell' <em>Agnus dei,</em> cioè di Gesù stesso, vittima del sacrificio che salverà l'umanità. Rispetto al cartone, la tavola si qualifica per una sensibilità più sognante, evanescente: il paesaggio è avvolto in un'atmosfera fiabesca per la spettacolare catena di montagne azzurre sullo sfondo e l'insieme è illuminato da una luce soffusa, quasi irreale.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/116052230/26246c0451b21383007aa4be0e886982/Leonardo_mamma__figlia__nipote.jpg" />
         <pubDate>2018-03-16 18:08:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242957567</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LA GIOCONDA</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242964174</link>
         <description><![CDATA[<div>In questi anni Leonardo realizza la sua opera più celebre, il ritratto della misteriosa dama identificata da Vasari con una Monna Lisa, moglie di un certo Francesco del Giocondo e per questo detta "<strong>La</strong> <strong>Gioconda"</strong>. <br>Divenuto attraverso i secoli l'icona assoluta dell'arte di tutti i tempi, il dipinto, che presenta una figura femminile ritratta di 3 quarti, deve la sua fama al carattere di indeterminatezza e di vaga ambiguità che lo pervade. questo effetto è tecnicamente dovuto all'uso dello <strong>sfumato</strong> che, a differenza del chiaroscuro fiorentino, ammorbidisce i contorni, annulla i contrasti, definisce le forme con delicatissimi passaggi di colore e di luce, avvolgendo anche il paesaggio di un'atmosfera impalpabile.<br>Ecco una lettura del celebre capolavoro.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.artesvelata.it/gioconda-leonardo/" />
         <pubDate>2018-03-16 18:22:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/inesvecchio63/xkmv1tkjluyz/wish/242964174</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
