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      <title>Giuseppe Fava by Anas Hadfaoui</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-15 19:37:29 UTC</pubDate>
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         <title>GIORNATA DELLA MEMORIA</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell'Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 19:39:11 UTC</pubDate>
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         <title>GIUSEPPE FAVA</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giuseppe Enzo Domenico Fava, detto Pippo, è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, saggista e sceneggiatore italiano, ucciso da Cosa nostra. Fu un personaggio carismatico, apprezzato dai propri collaboratori per la professionalità e il modo di vivere semplice.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 19:40:39 UTC</pubDate>
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         <title>LA SUA VITA IN BREVE</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nacque a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, il 15 settembre 1925. I suoi genitori Giuseppe ed Elena Fazzino erano maestri di scuola elementare, i suoi nonni contadini. Nel 1943 si trasferì a Catania e si laureò in giurisprudenza all'Università. Si sposò, nel 1948, con la compaesana Angela Corridore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 19:42:58 UTC</pubDate>
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         <title>INTERVISTA A BOSS DI CASA NOSTRA</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1956 viene assunto dall'"Espresso sera": nominato caporedattore, scrive di calcio e cinema, ma anche di cronaca e politica, intervistando <strong>boss di Cosa nostra</strong> come Giuseppe Genco Russo e Calogero Vizzini. Nel frattempo, comincia a scrivere per il teatro: dopo l'inedito "Vortice" e "La qualcosa", nel 1966 crea "Cronaca di un uomo", che si aggiudica il Premio Vallecorsi, mentre quattro anni più tardi "La violenza", dopo aver vinto il Premio IDI, viene portato in tournée in tutta Italia (con debutto al Teatro Stabile di Catania).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 19:47:48 UTC</pubDate>
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         <title>LA SAGGISTICA</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fava, si dedica anche alla saggistica,nel 1967 pubblica per Ites "Processo alla Sicilia", e alla narrativa "Pagine",  prima di dare vita, nel 1972, a "Il proboviro. Opera sugli italiani". In seguito, si avvicina al cinema, visto che Florestano Vancini dirige "La violenza: Quinto potere", trasposizione cinematografica del primo dramma di Fava. Mentre Luigi Zampa porta sul grande schermo "Gente di rispetto", il suo primo romanzo, <em>Pippo Fava</em> continua a lasciarsi ispirare dalla sua vena creativa: scrive per Bompiani "Gente di rispetto" e "Prima che vi uccidano", senza rinunciare alla passione per il teatro con "Bello, bellissimo", "Delirio" e "Opera buffa"; quindi lascia l'"Espresso sera" e si trasferisce a Roma, dove per Radiorai conduce la trasmissione radiofonica "Voi e io".</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 19:50:31 UTC</pubDate>
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         <title>DIRETTORE DEL GIORNALE DEL SUD</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mentre prosegue le collaborazioni con il Corriere della Sera e Il Tempo, scrive "Sinfonia d'amore", "Foemina ridens" e la sceneggiatura del film di Werner Schroeter "Palermo or Wofsburg", tratto dal suo libro "Passione di Michele": la pellicola conquista l'Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 1980. Nello stesso anno, il giornalista e scrittore siciliano diventa direttore del "<strong>Giornale del Sud</strong>": accolto con un certo scetticismo nei primi tempi, progressivamente dà vita a una redazione giovane che comprende, tra gli altri, Rosario Lanza, Antonio Roccuzzo, Michele Gambino, Riccardo Orioles e suo figlio Claudio Fava.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 19:56:26 UTC</pubDate>
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         <title>DENUNCIA TRAFFICO DI DROGA</title>
         <author>hadfaouianas</author>
         <link>https://padlet.com/hadfaouianas/xgqnirtoiw6xrxqr/wish/1312636112</link>
         <description><![CDATA[<div>Sotto la sua direzione, il quotidiano cambia rotta, e tra l'altro denuncia gli interessi di Cosa Nostra nel traffico di droga a Catania. L'esperienza al "Giornale del Sud", tuttavia, finisce nel giro di poco tempo: sia per l'avversione di <strong>Pippo Fava</strong> nei confronti della realizzazione di una base missilistica a Comiso, sia per il sostegno all'arresto del boss Alfio Ferlito, sia per il passaggio del quotidiano a una cordata di imprenditori (Giuseppe Aleppo, Gaetano Graci, Salvatore Costa e Salvatore Lo Turco, quest'ultimo in contatto con il boss Nitto Santapaola) dai profili non molto trasparenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 19:59:03 UTC</pubDate>
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         <title>ATTENTATO</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fava, all'inizio degli anni Ottanta, scampa a un attentato messo in pratica con una bomba realizzata con un chilo di tritolo; poco dopo il giornale viene censurato prima della stampa di una prima pagina dedicata alle attività illecite di Ferlito. Pippo, quindi, viene definitivamente licenziato, nonostante l'opposizione dei suoi colleghi (che occupano la redazione per una settimana, ricevendo ben poche attestazioni di solidarietà), e rimane senza lavoro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 20:02:33 UTC</pubDate>
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         <title>COOPERATIVA RADAR</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con i suoi collaboratori,, decide di dare vita a una cooperativa, denominata "Radar", che si propone di finanziare un progetto editoriale nuovo: il gruppo pubblica il primo numero di una nuova rivista, intitolata "I Siciliani", nel novembre del 1982, pur non avendo mezzi operativi (due sole rotative Roland usate, comprate con cambiali). La rivista, con cadenza mensile, diventa un punto di riferimento per la lotta alla mafia, e le inchieste che vi vengono pubblicate attirano l'attenzione dei media di tutta Italia: non solo storie di delinquenza ordinaria, ma anche la denuncia delle infiltrazioni mafiose e l'opposizione alle basi missilistiche sull'isola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 20:04:01 UTC</pubDate>
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         <title>PRIMO ARTICOLO</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il primo articolo firmato da Pippo Fava si chiama "<em>I quattro cavalieri dell'apocalisse mafiosa</em>", ed è una circostanziata denuncia delle attività illegali di quattro imprenditori catanesi, cavalieri del lavoro: Francesco Finocchiaro, Mario Rendo, Gaetano Graci e Carmelo Costanzo avrebbero legami diretti con il clan di Nitto Santapaola. Proprio due di loro, Graci e Rendo, nel 1983 tentano di comprare il giornale (insieme con Salvo Andò) per cercare di controllarlo: le loro richieste, però, vanno a vuoto. Il 28 dicembre del 1983 <em>Fava</em> rilascia un'intervista a Enzo Biagi per il programma "Filmstory" in onda su Raiuno, in cui rivela la presenza di mafiosi in Parlamento, al governo, nelle banche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 20:05:46 UTC</pubDate>
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         <title>MORTE DI FAVA</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' quello il suo ultimo intervento pubblico prima del suo assassinio che va in scena il 5 gennaio 1984: è il secondo intellettuale, dopo Giuseppe Impastato, a essere ucciso da Cosa Nostra. Alle nove e mezza di sera, il giornalista si trova in via dello Stadio a Catania, e si sta dirigendo al Teatro Verga per andare a prendere la nipote, impegnata a recitare in "Pensaci, Giacomino!": viene freddato da cinque colpi, proiettili calibro 7,65, che lo colpiscono alla nuca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 20:17:25 UTC</pubDate>
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         <title>IPOTESI SULLA CAUSA DELLA MORTE</title>
         <author>hadfaouianas</author>
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         <description><![CDATA[<div>In principio la polizia e la stampa parlano di un delitto passionale, evidenziando che la pistola impiegata per l'omicidio non è tra quelle usate di norma negli eccidi mafiosi. Il sindaco Angelo Munzone, invece, sostiene l'ipotesi di motivi economici alla base dell'omicidio: anche per questo motivo evita l'organizzazione di cerimonie pubbliche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 20:21:52 UTC</pubDate>
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