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      <title>Il Monachesimo. by Alba Mattera</title>
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      <description>i monaci e la loro storia.
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-24 10:43:53 UTC</pubDate>
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         <title>SAN BENEDETTO DA NORCIA</title>
         <author>albamattera1115</author>
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         <description><![CDATA[<div>San Benedetto nacque verso il 480 nella città umbra di Norcia. Il padre Eutropio, era Console e Capitano Generale dei Romani nella regione di Norcia, mentre la madre era Abbondanza Claudia de' Reguardati di Norcia; quando ella morì, i due fratelli furono affidati alla nutrice Cirilla.<br>A 12 anni fu mandato con la sorella a Roma a compiere i suoi studi, ma sconvolto dalla vita dissoluta della città disprezza gli studi letterari, abbandonò la casa e i beni paterni e volle far parte della vita monastica.<br>All'età di 17 anni, si avviò verso la valle di Subiaco, presso gli antichi resti di una villa neroniana, incontrò Romano, monaco di un vicino monastero retto da un abate di nome Adeodato, che, vestitolo degli abiti monastici, gli indicò una grotta impervia del Monte Taleo, dove Benedetto visse da eremita per circa tre anni, fino alla Pasqua dell'anno 500. Conclusa l'esperienza eremitica, accettò di fare da guida ad altri monaci in un ritiro cenobitico presso Vicovaro, ma dopo che alcuni monaci tentarono di ucciderlo con una coppa di vino avvelenato, tornò a Subiaco. Qui rimase per quasi trent'anni, predicando la "Parola del Signore" e accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare una vasta comunità di tredici monasteri, ognuno con dodici monaci e un proprio abate, tutti sotto la sua guida spirituale. Negli anni tra il 525 ed il 529, a seguito di un altro tentativo di avvelenamento con un pane avvelenato, Benedetto decise di abbandonare Subiaco per salvare i propri monaci. Si diresse verso Cassino dove, sopra un'altura, fondò il monastero di Montecassino, edificato sopra i resti di templi pagani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-07 16:54:38 UTC</pubDate>
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         <title>LA REGOLA DI SAN BENEDETTO</title>
         <author>albamattera1115</author>
         <link>https://padlet.com/albamattera1115/xgnl1wfsob3i/wish/204460756</link>
         <description><![CDATA[<div>Sul monte di Montecassino, Benedetto compose la sua Regola verso il 540.<br>La Regola, nella quale si organizza la vita dei monaci diede una nuova e autorevole sistemazione alla precettistica monastica precedente.&nbsp;<br>I due cardini della vita comunitaria sono il concetto di stabilitas loci (l'obbligo di risiedere per tutta la vita nello stesso monastero) e la conversatio, cioè la buona condotta morale e l'obbedienza all'abate, l’abate è cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto ora et labora ("prega e lavora").<br>I monasteri che seguono la regola di san Benedetto sono detti benedettini.<br>A Montecassino, Benedetto visse fino alla morte, ricevendo l'omaggio dei fedeli in pellegrinaggio e di alcune personalità come Totila re degli Ostrogoti e l'abate Servando.<br>Benedetto morì il 21 marzo 547 dopo 6 giorni di febbre fortissima.<br>Le diverse comunità benedettine ricordano la ricorrenza della morte del loro fondatore il 21 marzo, mentre la Chiesa cattolica ne celebra ufficialmente la festa l'11 luglio da quando Papa Paolo VI con il breve Pacis nuntius ha proclamato san Benedetto da Norcia patrono d'Europa il 24 ottobre 1964 in onore della consacrazione della Basilica di Montecassino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-07 16:59:49 UTC</pubDate>
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         <title>MONACHESIMO </title>
         <author>miriamimprota2002</author>
         <link>https://padlet.com/albamattera1115/xgnl1wfsob3i/wish/207276512</link>
         <description><![CDATA[<div>La parola <em>monaco</em> viene dal greco mònos, che significa «solo». Il monaco è colui che si isola dal mondo per compiere un cammino di ricerca spirituale, caratterizzato dalla rinuncia e dalla preghiera. I primi monaci vissero da eremiti, poi prevalse un modello di vita comunitaria.<br>Per un monaco è fondamentale l’idea di rinuncia: egli si isola dal mondo per dedicarsi interamente alla ricerca di una vita religiosa perfetta; al ritiro si affiancano pratiche ascetiche, come digiuno, povertà, forme di mortificazione di sé, sostenute dalla meditazione e dalla preghiera. Tutte le forme di monachesimo hanno almeno all’inizio identificato questo percorso con l’eremitismo. I monaci si ritiravano in luoghi inaccessibili, come deserti o alture: questa è la fase dell’<em>anacoretismo</em> (da una parola greca che significa «ritirato», «appartato»). Poi prevalsero forme di vita comunitaria – fase del <em>cenobitismo</em> (dal greco koinòs bìos «vita comune») – nell’ambito delle quali i monaci accettano di osservare delle norme, definite <em>regola</em>, cui sottoporsi per vivere disciplinatamente in comunità</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-15 16:13:38 UTC</pubDate>
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         <title>IL PRIMO MONACHESIMO CRISTIANO</title>
         <author>miriamimprota2002</author>
         <link>https://padlet.com/albamattera1115/xgnl1wfsob3i/wish/207279061</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra la fine del III e gli inizi del IV secolo si viene profilando nel mondo cristiano il singolare fenomeno religioso, molto vasto e ramificato, del monachesimo. Il periodo è quello della fine del mondo antico, della complessa crisi dell’impero romano diviso ormai tra impero d’occidente e impero d’Oriente, dell’urbanesimo, dello spopolamento delle campagne, della crescente pressione delle genti germaniche ai confini dell’impero. In questo periodo la Chiesa possedeva già un’organizzazione abbastanza solida, una gerarchia sufficientemente diffusa, un culto, una disciplina, una letteratura, dei patrimoni e, a partire dall’editto di Milano del 313, la libertà religiosa concessale da Costantino. Si calcola che su 50 milioni di sudditi dell’impero romano i cristiani fossero circa 7 milioni. Col monachesimo avrà origine una forma di vita consacrata interamente alla preghiera e alla penitenza, in un isolamento dal mondo che ammetterà un minimo e un massimo, ma vorrà esprimere e attuare il desiderio di un’esistenza dedicata completamente alla ricerca di Dio.</div><div>All’indomani della pace costantiniana un campo immenso si presentava a chi avesse voluto impegnarsi nell’evangelizzazione di popoli non ancora raggiunti dal messaggio cristiano. Eppure, proprio in quei decenni, prese sempre più piede un fenomeno orientato in direzione opposta. Alcuni cristiani, specialmente in Egitto, iniziarono a ritirarsi nel deserto, volendo riaffermare con ciò che «il regno di Dio non è di questo mondo», e rivendicare i più alti valori dello spirito insieme a una più o meno esplicita protesta contro i pericoli della mondanità, ora che la professione della fede non era più causa di persecuzioni ma poteva, al contrario, procurare onori e assicurare carriere.</div><div>Il monachesimo antico presenta una grande varietà di forme quanto al genere di vita, all’estrazione sociale, alle condizioni ambientali, all’ascesi, al lavoro, ai rapporti con la gerarchia ecclesiastica, Per lo più i monaci sono semplici laici, qualche volta ancora catecumeni, per la convinzione che lo stato monastico sia un equivalente del battesimo (donde la concezione della professione monastica come secondo battesimo). <br>La patria del monachesimo è l’Egitto, dove alla metà del IV secolo i monaci erano centinaia di migliaia, e la Palestina. In tali ambienti s’incontrano non solo degli ideali ma anche degli esemplari di altissima virtù e contemplazione e, a poco a poco, anche una vera e propria dottrina elaborata dalla corrente monastica dotta di cui è esponente Evagrio Pontico. Le stesse fonti non idealizzano però eccessivamente il livello spirituale dei primi monaci, presentandone anche forme degenerate a causa di  disordini morali, scandali, errori teologici, forme di fanatismo, insufficiente senso ecclesiale. Anche in ciò il monachesimo ha dovuto compiere un lungo percorso e rettificare alcune posizioni. Le stesse fonti ci presentano non di rado la figura del monaco pigro, goloso e scroccone. Il fatto, però, che i padri del monachesimo siano stati, in gran parte, anche i maggiori padri della Chiesa, contribuì a salvaguardarne lo spirito e l’ortodossia e a conferire a tale movimento ulteriore autorevolezza e prestigio.</div><div>Sul fondamento del contenuto spirituale insito nel messaggio cristiano venne a poco a poco elaborandosi un itinerario ascetico di cui si possono individuare le tappe essenziali. Va ricordato in particolare il tema della compunzione <em>(pénthos), </em>della rinuncia <em>(apótaxis), </em>dell’allontanamento nella solitudine <em>(anachóresis), </em>dell’ascesi <em>(áskesis), </em>del combattimento spirituale (<em>agôn</em>), del dominio di sé <em>(apátheia), </em>del discernimento degli spiriti <em>(diákrisis),</em>del riacquisto dello spirito colloquiale con Dio <em>(parrhesía), </em>della deificazione (<em>theopoíesis</em>). Il cammino spirituale era visto come contrassegnato dal progressivo acquisto della gioia e dal ripudio della tristezza, considerata come facente parte degli otto vizi capitali e di cui spesso ebbero a occuparsi i padri del monachesimo. Sotto questo punto di vista non c’è soluzione di continuità tra antichità e Medioevo, tra Oriente e Occidente. In base alle prime esperienze compiute dai padri del deserto e descritte nei <em>Detti dei Padri, </em>venne formandosi un patrimonio comune di dottrina e di idealità, via via attuato in forme sempre più differenziate dal punto di vista organizzativo e istituzionale, E infatti, dopo la prima fase dell’ascetismo domestico dei primi secoli testimoniato anche dai vari trattati <em>De virginitate, </em>si registra una larga affermazione dell’eremitismo, a volte nelle forme più drastiche e assolute con distacco deciso da parenti e amici, a volte mitigato mediante l’unione di vari eremiti in raggruppamenti o «laure». Non vi sono ancora regole né legami di tipo culturale con la scuola teologica alessandrina anche se a poco a poco pure i monaci verranno interessandosi alle dottrine del grande Origene e saranno coinvolti nelle relative dispute e condanne.</div><div>Nel corso del IV secolo il passaggio dall’eremitismo a una pratica di vita comune (cenobitismo) è riassumibile nell’itinerario che va da sant’Antonio a san Basilio. Antonio († 356), nato in una famiglia cristiana e considerato comunemente come il padre dei monaci, avendo udito in chiesa la chiamata a seguire il Signore, abbandonò tutto, affidò la sorella a una comunità di monache e si ritirò nel deserto. Il suo cammino spirituale è come scandito da!la ricerca di una solitudine sempre più completa, dalla scelta di località sempre più remote e inospitali, in cui il santo è esposto alle violente tentazioni deidemoni. Questa ricerca della solitudine non impedisce che attorno a lui si raccolgano dei discepoli, né che il santo eremita si rechi talvolta ad Alessandria per affrontare gli eretici. Antonio godette di una fama sempre crescente e l’influsso da lui esercitato sulla spiritualità monastica fu enorme. La sua biografia fu composta da Atanasio a pochi anni dalla sua morte e, subito tradotta in latino, divenne un testo conosciutissimo in tutto il mondo cristiano, esercitando un’influenza decisiva su tutta la posteriore letteratura agiografica, sull’ascesi, sull’iconografia.</div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-15 16:17:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>miriamimprota2002</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-15 17:03:57 UTC</pubDate>
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         <title>LA GIORNATA DI UN MONACO BENEDETTINO</title>
         <author>erry</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cominciava alle due di notte, quando la campana del convento annunciava il <strong>mattutino</strong>. I monaci uscivano dai <strong>dormitori</strong> e si recavano nel <strong>coro</strong>, la parte della chiesa riservata alla preghiera che avveniva sotto forma di <strong>canto</strong>. La preghiera era l’attività primaria di ciascun monaco benedettino, quella che Benedetto chiamava in latino <em>“Opus Dei” </em>(letteralmente “Opera di Dio”).</div><div><strong>Alle quattro</strong>, dopo un’ora di riposo, il monaco benedettino ritornava in chiesa per cantare di nuovo.</div><div><strong>Al canto del gallo</strong>, dopo un’altra ora di riposo, i monaci si dividevano secondo le loro mansioni: alcuni si recavano nei campi a lavorare la terra, altri nelle stalle, altri si occupavano di falegnameria, altri ancora a cucinare o a fare riparazioni. C’erano anche gli erboristi che preparavano medicine nella farmacia, di cui ogni monastero era dotato.<br> Gli <strong>amanuensi</strong>, invece, si chiudevano nello scrittorio dove copiavano a mano (<mark>l’</mark><a href="http://www.studiarapido.it/gutenberg-stampa-caratteri-mobili/"><strong><mark>invenzione della stampa</mark></strong></a><mark> </mark>avverrà molto più tardi) testi sacri e libri antichi. Tra i monaci benedettini c’erano anche abili <strong>miniatori</strong>, cioè autori di illustrazioni a base di minio (un colore rosso) per decorare i codici di pergamena.</div><div><strong>Verso le ore 13</strong>, il lavoro era stato già interrotto due volte per cantare in chiesa, ma a quell’ora la campanella annunciava il <strong>pranzo</strong>, a base di verdura, pane, frutta, a volte pesce; la carne era proibita. Si mangiava nel <strong>refettorio</strong>, in perfetto silenzio, mentre uno dei monaci leggeva testi sacri.</div><div>Dopo il pranzo, i monaci riposavano passeggiando nel <strong>chiostro</strong>, il cortile costruito intorno al pozzo e circondato da un porticato coperto. Quindi passavano altre ore al lavoro fino al <strong>vespro</strong>, la preghiera serale.<br> Seguivano una <strong>cena</strong> frugale e la <strong>compieta</strong>, la preghiera che chiudeva la giornata.</div><div>Ciascun monaco benedettino si ritirava allora a riposare su giacigli di paglia, ma alle <strong>dieci di sera</strong> si svegliava per recitare il <strong>notturno</strong>. Quindi dormiva fino alle due e tutto ricominciava.</div><div>Ogni monaco benedettino doveva piena obbedienza all’<strong>abate</strong>, il padre superiore, eletto dai monaci stessi. Attraverso l’<strong>obbedienza</strong>, infatti, il monaco coltivava la virtù dell’<strong>umiltà</strong>, essenziale per la sua salvezza eterna.<br> Non era permessa alcuna forma di proprietà personale e non si potevano ricevere lettere senza il permesso dell’abate.<br> Una regola ferrea imponeva il <strong>silenzio</strong> e ben raramente ai monaci veniva permesso di scambiare qualche parola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-15 19:18:46 UTC</pubDate>
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         <title>GLI AMANUENSI </title>
         <author>albamattera1115</author>
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         <description><![CDATA[<div>La parola amanuense deriva dal latino servus a manu, che era il termine con il quale i romani definivano gli scribi. Questi monaci vivevano molte ore della giornata nello scriptorium (una particolare stanza presente in alcune strutture religiose, in posizione tale da catturare più luce possibile, utile durante il processo di copiatura degli antichi codici) e a coloro che svolgevano questo lavoro era permesso di saltare alcune ore di preghiera. <br>Durante il XIV secolo e il XV secolo, l'arte della copia degli antichi testi aveva raggiunto il suo culmine: i libri, infatti, dopo essere copiati dagli amanuensi, erano controllati sul piano grammaticale e ortografico dai <em>correctores</em> (questo avveniva perché in quei tempi, dato l'ottimo salario degli amanuensi, molti semianalfabeti si dedicavano a questa attività).</div><div>Allo scopo di dimezzare i tempi di produzione un codice veniva dato da trascrivere dividendolo fra due amanuensi: ciascuno ricopiava la metà affidatagli e poi le due copie venivano riunite. Questo sforzo collettivo appare ancora più evidente per i grossi codici di lusso che richiedevano anche l'intervento dei miniatori, i quali entravano in gioco solo dopo che l'opera era stata completamente ricopiata dagli amanuensi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-19 16:17:17 UTC</pubDate>
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         <title>SANTA CHIARA </title>
         <author>russosabrina066</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1194, da una nobile famiglia di Assisi nasce Chiara da Favarone di Offreduccio di Bernardino e Ortolana.<br>La madre, recatasi a pregare alla vigilia del parto presso la chiesa di San Rufino sentì una voce dall'alto che le preannunciava la nascita di una bambina. Queste le parole" Donna non temere, perché felicemente partorirai una chiara luce che illuminerà il mondo".<br>Per questo motivo la bambina fu chiamata Chiara e verrà battezzata nella stessa chiesa.<br>Il clima religioso e la spiritualità che pervadeva la famiglia della giovane lasciò un' impronta indelebile nel carattere e nell'educazione di Chiara.<br>In particolar modo, la madre Ortolana fu donna di grande carisma, tanto da essere una delle prime dame che ebbero la grande fortuna di raggiungere la Terra Santa a seguito dei Crociati.<br>Le predicazioni e la vita di San Francesco suscitarono nell'animo della fanciulla profonda ammirazione.&nbsp;<br>La notte dopo la Domenica delle Palme, il 18 marzo 1212, Chiara accompagnata da Pacifica di Guelfuccio si recò di nascosto alla Porziuncola, dove l'attendeva Francesco ed i suoi frati. Qui fu vestita del saio francescano e le furono tagliati gli splendidi capelli, per consacrarla così alla vita di penitenza. Francesco poi la condusse presso le suore benedettine di San Paolo di Bastia Umbra. Il padre di lei tentò con ogni mezzo di farla ritornare a casa, ma senza riuscirvi.<br>Chiara si rifugiò successivamente, su consiglio di Francesco, presso la chiesetta di San Damiano, che divenne la casa madre di tutte le consorelle, chiamate inizialmente "Povere Dame recluse di San Damiano" poi, dopo la morte di Chiara, "clarisse".<br>Qui visse per ben 42 anni, ed iniziò alla vita religiosa anche la madre Ortolana, oltre alle sue due sorelle, Beatrice e Agnese.<br>Nel 1215 Francesco la nominò badessa e formulò una prima regola dell'Ordine, che doveva espandersi in tutta Europa.&nbsp;<br>La mitezza del suo carattere, la dolcezza dell'animo ed il modo di governare la sua piccola comunità le procurarono la stima dei Papi, che vollero persino recarsi a visitarla.<br>Dopo la morte di Francesco e le notizie che alcuni monasteri accettavano donazioni e rendite, Chiara si allarmò e volle salvare ad ogni costo la povertà del suo convento, seppur sempre più sofferente e malata.<br>Compose allora, una regola simile a quella dell'Ordine dei frati minori, che fu approvata dal Cardinale Rainaldo nel 1252 e, alla vigilia della sua morte, da papa Innocenzo IV, recatosi a San Damiano per portarle la sua benedizione e consegnarle la bolla papale che confermava la sua regola.<br>Chiara muore il giorno dopo, l'11 agosto 1253, officiata dal Papa che volle cantare per lei non l'ufficio dei morti, ma quello festivo delle vergini.<br>Il suo corpo venne prima sepolto a San Giorgio, poi trasferito nella chiesa che porta il suo nome e dove tutt'ora è conservato.<br>Chiara venne proclamata santa nel 1255.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-22 15:01:30 UTC</pubDate>
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         <title>SAN FRANCESCO D&#39;ASSISI</title>
         <author>nunziademaria05</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nasce, tra il Dicembre 1181 e il Settembre 1182 da Pietro Bernardone dei Moriconi, ricco mercante di stoffe, e dalla nobile Signora Pica Bourlemont, un figlio a cui viene dato inizialmente (dalla madre) il nome di Giovanni. <br>Il padre, che al momento della nascita era in Francia per affari, quando ritornò ne cambiò il nome in Francesco e, con tale nome, fu ed è comunemente e generalmente conosciuto. <br>Dopo aver condotto fino ai 24 anni una vita dissoluta ed aver provato la carriera militare (tra le altre fu fatto prigioniero dai perugini), San Francesco riceve in sogno la chiamata del Signore. Le prime esperienze "conventuali" con i compagni San Francesco li ebbe nel Tugurio di Rivotorto. <br>E proprio nel Tugurio di Rivotorto che poco dopo arrivarono Egidio (un contadino) e successivamente Sabatino, Morico, Filippo Longo e prete Silvestro. <br>Seguirono poi Giovanni, Barbaro e Bernardo Vigilante ed infine Angelo Tancredi. <br>Erano arrivati ad essere in dodici e tutti i compagni vestivano come Francesco di un rozzo saio cinto da una corda. <br>Solo nel 1209 Papa Innocenzo III (dopo la predica ai porci!) approva la Regola dell'Ordine ed autorizza San Francesco a predicare tra le genti. <br>San Francesco inizia così a girare per il mondo arrivando fino a Dalmiata d'Egitto (1219-20 erano i tempi delle crociate) dal sultano Melek El Kamel. <br>Nel 1224 San Francesco riceve le stigmate un miracolo mai accaduto prima di allora se non al Figlio di Dio. <br>Sentendo vicina la morte San Francesco si fa riportare da Siena ad Assisi e più precisamente alla Porziuncola la piccola cappella (allora) ove morirà su un giaciglio sulla nuda terra il 4 ottobre 1226. <br>Fu Frate Elia, suo successore a capo dell'Ordine a annunciare al mondo la presenza sul corpo del Santo delle stigmate e la rivelazione di esse provocò nella chiesa gravi lacerazioni e scetticismi che dureranno anche nei secoli successivi. <br>Basti pensare che, quando San Francesco fu proclamato Santo (1228) da Papa Gregorio IX, la bolla di canonizzazione non ne citava la presenza. <br>Nel 1939 Papa Pio XII proclamò San Francesco il Patrono d'Italia.<br>Rinuncia pubblicamente nella piazza del Vescovado di Assisi agli averi paterni e si incammina con pochi seguaci verso una vita di preghiera e di obbedienza a "Sorella Povertà": <br>Gli inizi sono molto difficili in quanto le idee di San Francesco sulla povertà e sulla semplicità della vita non sono comprese ne dalla gente e ne dal clero. <br>E' questo il periodo del miracolo del lupo di Gubbio e della riparazione di San Damiano, di San Pietro alla Spina e della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli. <br>Le gesta di San Francesco (il Poeta) non passarono inosservate e le genti di Assisi cominciarono a cambiare l'opinione su questo stravagante giovane e così, dopo qualche tempo, Gli si affiancarono i primi seguaci. <br>Del primo seguace non ne è noto ne il nome e ne la fine. <br>Pertanto la storia ci indica come primo "discepolo" Bernardo da Quintavalle (un mercante) seguito da Pietro Cattani (un giurista) (+10 Marzo 1221). <br>In questo periodo San Francesco concepì (leggendoli dal Messale e dal Vangelo) i primi abbozzi di quella che poi sarebbe divenuta la regola Francescana: <br> <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-22 15:11:18 UTC</pubDate>
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         <title>CASSIODORO E COLOBANO</title>
         <author>robjriccio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel tempo di Bendetto fiorirono tuttavia altre esperienze monastiche,come quelle di Cassiodoro e di s. Colobano. <br>Cassiodoro (vissuto tra il 490 e il 580) ebbe un ruolo politico rivelante del conflitto tra questi ultimi e i bizantini si ritirò in Calabria, e a Vivario, nei pressi di Squillace, dove era nato, fondò un monastero, dotato di una ricca biblioteca.<br>Qui promosse una intensa attività culturale: traduzioni di opere greche, scritti di formazione religiosa, copia manoscritti di testi antichi. Con ciò indicò un modello di attività poii proficuamente seguito nel mondo monastico. Colombano era invece irlandese, e visse tra il 540 e il 615. Fondatore di vari monasteri in Francia, in quello di Luxeuil elaborò una regola assai rigorosa, che prescriveva un percorso di realizzazione spirituale caratterizzato da dure pratiche penitenziali. La regola di Colombano ebbe ampia diffusione iniziale, poi finì col prevalere quella di s.Benedetto.<br><strong>Il ruolo dei monaci <br></strong>Nel generale scadimento della vita civile, economica e politica che segui la fine dell'Impero Romano, i monasteri costituirono piccole isole quiete e operose.<br>I monaci tramandarono la cultura dell'antichità studiandone e riproducendone le opere. Non solo, costituirono pure un vivaio di uomini colti e preparati che vennero continuamente utilizzati da papi e imperatori per opere di evangelizzazione ma anche,per esempio, per attività come la bonifica di terreni incolti ciò portò a uno snaturamento della missione monastica: i monaci erano sempre più impegnati nelle cose del mondo, e le ricchezze e i possedimenti dei monasteri diventavano sempre più grandi. Tra l'8° e l'11° secolo un ampio movimento di riforma scosse cosi il monachesimo. Fu soprattutto per iniziativa dei monaci,del monastero francese di Cluny, nel 10° secolo, che questo nuovo spirito religioso prese forme più mature. Da Cluny si affermò un messaggio di riforma spirituale della chiesa, che doveva riscattarsi dalla corruzione che la dominava e dalle ingerenze del potere politico che subiva.I monaci di Cluny, che definirono nuova regola, eliminarono l'obbligo di dedicare parte del tempo al lavoro manuale:i religiosi dovevano anzitutto dedicarsi alla preghiera e al silenzio. Cluny e la rete dei monasteri collegati, infine, per evitare interferenze delle autorità locali,civili ed ecclesiastiche, si posero direttamente sotto la dipendeza della Santa Sede.<br><strong>Nuove Congregazioni<br></strong>Cluny divenne una potenza (religiosa ed economica) e finì a sua volta con il decadere. Tra l'11° e il 12° secolo ciò determinò nuove fondazioni di ordini benedettini che si proponevano un'applicazione più rigorosa della regola: camaldolesi, virginiani, cistercensi, e ancora in seguito silvestrini, divetani e cosi via.<br>Ma il modello monastico,nonostante tutto questo, declinò. A partire dal 13°secolo i nuovi ordini mendicanti imposero modelli di vita religiosa diversi, fondati sulla partecipazione, sulla presenza sociale attiva. I monasteri finirono per costituire soprattutto serbatoi di rendite ecclesiastiche e molte congregazioni a poco a poco vennero soppresse.<br>Soltanto nell' ottocento il monachesimo benedettino ebbe un risveglio. Nel 1964,&nbsp; poi, papa Paolo VI, riconoscendo la funzione avuta dai benedettini nei secoli bui dell'Alto Medioevo, ha proclamato Benedetto da Norcia patrono D'Europa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-22 18:04:39 UTC</pubDate>
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         <title>FONTI TESTI</title>
         <author>erry</author>
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         <description><![CDATA[<div>- San Benedetto da Norcia:<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_da_Norcia">https://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_da_Norcia</a><br>-La regola di San benedetto:<br>-Il primo monachesimo cristiano:<br>-La giornata di un monaco benedettino:<a href="http://www.studiarapido.it/vita-nel-monastero-la-giornata-di-un-monaco-benedettino/#.Whw8xkriaUk">http://www.studiarapido.it/vita-nel-monastero-la-giornata-di-un-monaco-benedettino/#.Whw8xkriaUk</a><br>-San Francesco d' Assisi:<a href="http://www.assisiweb.com/vita_francesco_it.html">http://www.assisiweb.com/vita_francesco_it.html</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-27 16:16:26 UTC</pubDate>
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         <title>IMMAGINI</title>
         <author>erry</author>
         <link>https://padlet.com/albamattera1115/xgnl1wfsob3i/wish/210491640</link>
         <description><![CDATA[<div>-San Benedetto da Norcia:<a href="https://www.google.it/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fupload.wikimedia.org%2Fwikipedia%2Fcommons%2Fthumb%2Fb%2Fbb%2FBenedikt_von_Nursia_20020817.jpg%2F220px-Benedikt_von_Nursia_20020817.jpg&amp;imgrefurl=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FBenedetto_da_Norcia&amp;docid=PeUZPUESRxYj3M&amp;tbnid=udoQ_rDG8LHoUM%3A&amp;vet=10ahUKEwjAibTVlN_XAhVIXRQKHduwD1cQMwg9KAIwAg..i&amp;w=220&amp;h=220&amp;bih=949&amp;biw=1920&amp;q=san%20benedetto%20da%20norcia&amp;ved=0ahUKEwjAibTVlN_XAhVIXRQKHduwD1cQMwg9KAIwAg&amp;iact=mrc&amp;uact=8">https://www.google.it/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fupload.wikimedia.org%2Fwikipedia%2Fcommons%2Fthumb%2Fb%2Fbb%2FBenedikt_von_Nursia_20020817.jpg%2F220px-Benedikt_von_Nursia_20020817.jpg&amp;imgrefurl=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FBenedetto_da_Norcia&amp;docid=PeUZPUESRxYj3M&amp;tbnid=udoQ_rDG8LHoUM%3A&amp;vet=10ahUKEwjAibTVlN_XAhVIXRQKHduwD1cQMwg9KAIwAg..i&amp;w=220&amp;h=220&amp;bih=949&amp;biw=1920&amp;q=san%20benedetto%20da%20norcia&amp;ved=0ahUKEwjAibTVlN_XAhVIXRQKHduwD1cQMwg9KAIwAg&amp;iact=mrc&amp;uact=8</a><br>-La regola di San benedetto:<a href="https://www.google.it/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwjx0In2lN_XAhWDHxoKHTs6BYwQjRwIBw&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FRegola_benedettina&amp;psig=AOvVaw3kH4rjNJcBzyFBhZnIYai5&amp;ust=1511886143223769">https://www.google.it/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwjx0In2lN_XAhWDHxoKHTs6BYwQjRwIBw&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FRegola_benedettina&amp;psig=AOvVaw3kH4rjNJcBzyFBhZnIYai5&amp;ust=1511886143223769</a><br>-Il primo monachesimo cristiano:<br>-La giornata di un monaco benedettino:<br>-San Francesco d'Assisi:<a href="http://www.assisiweb.com/foto/SanFrancesco_PB060102e.jpg">http://www.assisiweb.com/foto/SanFrancesco_PB060102e.jpg</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-27 16:20:52 UTC</pubDate>
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