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      <title>Lezione IV - PDF, PEI e Modelli di Qualità  della Vita  by Ilaria Rossana Spagnuolo</title>
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      <description>https://it.padlet.com/ilariaspagnuolo26/Bookmarks</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-08-31 08:14:47 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2021-11-20 11:14:21 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Indicatori di qualità: il ben-essere</title>
         <author>carmela_sivo584487</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/Bookmarks/wish/1903432599</link>
         <description><![CDATA[<div>Essere, appartenere, divenire.<br><br>Il nuovo PEI rappresenta il documento che riflette il nuovo sguardo verso l'inclusione, fondato sulla pedagogia della relazione e la spinta di tutti e di ciascuno verso la personale e massima autodeterminazione.<br>L'uomo non è un' isola, quindi esistere fondamentalmente significa coesistere in un'ottica che ingloba l'attenzione verso l'altro e per l'altro.<br>Quindi all'interno di un personale progetto di vita diventa fondamentale indicatore qualità soprattutto la relazione  e l'inclusione sociale, che si può realizzare in un ambiente educante.<br>Interazione e inclusione  sociale sono indicatori necessariamente  connessi al benessere: psico-fisico-emotivo, nella dimensione olistica che permetta alla persona di: essere, appartenere e divenire con sguardo proattivo verso un futuro in cui si realizza ai massimi livelli. valorizzando cosa sa fare e cosa potrebbe effettivamente essere e costruire.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-20 10:48:26 UTC</pubDate>
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         <title>BARRIERE E FACILITATORI</title>
         <author>carmela_sorrentino585339</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/Bookmarks/wish/1903435065</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel nuovo PEI si pone particolare attenzione all'indicazione delle barriere e dei facilitatori secondo la prospettiva bio-psico-sociale&nbsp; alla base della classificazione ICF dell' OMS.<br>Barriere e facilitatori sono costituiti dai fattori personali e fattori ambientali e sono in rapporto con le funzioni del corpo, le attività personali e la partecipazione sociale, rendendone possibile il funzionamento ovvero migliorandolo (facilitatori)&nbsp; oppure ostacolandolo (barriere) .<br>N<br>ell' ambito della progettazione educativo-didattica le barriere vanno abbattute mentre i facilitatori vanno valorizzati.<br>Vi sono alcuni&nbsp; elementi da osservare al fine di individuare barriere e facilitatori. Essi afferiscono al contesto fisico ( accessibilità e fruibilità dei locali della scuola, caratteristiche sensoriali degli ambienti di apprendimento, disponibilità dei sussidi didattici e disponibilità di strumenti tecnologici ed altre attrezzature); al contesto organizzativo ( partecipazione condivisa al progetto inclusivo, continuità verticale, continuità trasversale, formazione sui temi dell'inclusione); contesto relazionale ( didattiche collaborative, autodeterminazione, curricolo inclusivo, gestione della vita di classe e delle regole).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-20 10:50:58 UTC</pubDate>
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         <title>DAL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO AL PROGETTO DI VITA</title>
         <author>anastasia_soccio584496</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/Bookmarks/wish/1903437196</link>
         <description><![CDATA[<div>E' necessario progettare l'ottica del «Progetto di vita», accanto a quella del «Piano educativo individualizzato». Più ragioniamo attorno alla costruzione di un buon Piano educativo individualizzato e più ci accorgiamo che l’orizzonte non può essere stretto sulla scuola, anzi, dovrebbe allargarsi il più possibile. Ma un conto è allargare la prospettiva di progettazione individualizzata, un altro conto è tentare un «Progetto di vita», in cui si cerchi di guardare il più possibile in là, nel futuro, nelle dimensioni dell’essere adulto, con i vari ruoli sociali.&nbsp; <br><strong>Progetto di vita </strong>è innanzitutto un «pensare» in prospettiva futura, bisogna pensare all'alunno non solo come bambino/ragazzo che frequenta e partecipa al sistema scolastico, ma anche in riferimento ad altri contesi di vita (famiglia,tempo libero, associazioni...) Bisogna pensare all'alunno come una persona che con il tempo diventerà adulta.&nbsp; Dunque il Progetto di vita comincia molto presto, almeno in famiglia, ed è un progettare molto cauto, molto protettivo. Si vuole proteggere il figlio, lo si vuole proteggere dall’autoconsapevolezza della propria situazione, dell’accorgersi di essere «diverso» in modo irreparabile.<br>Una buona qualità della vita adulta dovrebbe essere l’elemento di riferimento per orientare l’insegnamento a un’integrazione sociale più ampia, un’indipendenza più matura e un lavoro più soddisfacente per gli alunni disabili che diventeranno adulti tra un po’ di anni. Per gli insegnanti dovrebbe essere più facile che per i familiari elaborare un Progetto di vita, perché sanno analizzare e sanno costruire percorsi graduali di apprendimento, sanno realizzare modalità di insegnamento-apprendimento orientate ai contesti e vissute direttamente nella realtà.&nbsp; La prima cosa da osservare è che il Progetto di vita è come un «orientamento di prospettiva», interno alle varie attività, continuo e costantemente attivo nella definizione degli obiettivi a lungo termine, tutto cio' però deve avere un senso  e relazionato per la persona che è la protagonista di questo percorso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-20 10:54:58 UTC</pubDate>
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         <title>CARATTERISTICHE GENERALI DEL PEI</title>
         <author>ilariaspagnuolo26</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/Bookmarks/wish/1903440134</link>
         <description><![CDATA[<div>Il P.E.I., in quanto strumento cardine per la definizione di una progettazione cucita sul singolo alunno, è soggetto, in prima analisi all'osservazione del contesto di vita dell'alunno: ambientale, territoriale e scolastico.&nbsp; <br>Un buon P.E.I. deve, quindi, avere delle fasi di progettazione ben definite e caratterizzate:<br>- dalla f<strong>ruibilità</strong>: ovvero dalla messa in condivisione, da parte delle persone coinvolte (famiglia, operatori, assistenti sociali, insegnanti di sostegno ect...) delle informazioni utili per rendere esigibili i diritti della persona disabile all'interno del suo contesto di vita e di conseguire contestualmente un percorso educativo&nbsp; dignitoso;<br>- dalla <strong>flessibilità</strong>: un PEI deve poter essere modificato in itinere, durante il percorso di insegnamento/apprendimento, in quanto ogni individuo non è un soggetto statico bensì dinamico, coinvolto da cambiamenti: strutturali, sociali, economici e personali. <br>Pertanto la programmazione deve essere adattata ogni qual volta,&nbsp; gli attori imputati alla responsabilità della fruibilità dei diritti del soggetto disabile, lo ritengano opportuno, garantendo la condivisione della modifica che si vuole apportare;<br>- dalla <strong>fattibilità </strong>: ovvero nel rendere reali e realizzabili gli obiettivi preposti in fase di programmazione;<br>- dalla <strong>sostenibilità</strong>: garantendo il coinvolgimento costante e continuativo di tutti gli attori coinvolti e monitorando il processo educativo.<br>In sostanza un PEI non è un semplice strumento cartaceo di natura statica ma una guida dinamica di indirizzo per la famiglia e per l'insegnate, che permetterà all'alunno di sentirsi coinvolto e motivato ad apprende, sentendosi libero di vivere in un contesto sociale inclusivo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-20 11:00:07 UTC</pubDate>
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         <title>GRUPPO 12</title>
         <author>anastasia_soccio584496</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/Bookmarks/wish/1903442531</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Capogruppo - Soccio Anastasia</em><br>Partecipanti:<br><strong>Simeone Cosimo, <br>Sivo Carmela,<br>&nbsp;Soccio Anastasia,<br>&nbsp;Sorrentino Carmela,<br>&nbsp;Spagnuolo Ilaria Rossana, <br>Squarcella Matteo,<br>&nbsp;Stefania Valentina.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-20 11:04:23 UTC</pubDate>
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         <title>AUTODETERMINAZIONE</title>
         <author>valentina_stefania584619</author>
         <link>https://padlet.com/ilariaspagnuolo26/Bookmarks/wish/1903445178</link>
         <description><![CDATA[<div>“L’uomo è un essere prassico, ovvero un essere che agisce” (Saveter 2004)” Agire per portare a compimento un progetto personale: l’essere umano dispone di una programmazione di base, biologica, in quanto essere vivente, ma come umano è chiamato ad autoprogrammarsi ed autodeterminarsi. La dignità di ogni persona, quindi, risiede nell’essere in grado di guidare la propria azione in riferimento a una serie di opzioni. Una spinta all’agire autodeterminato che caratterizza tutti gli individui, indipendentemente dalle loro abilità e competenze, ed è una delle condizioni di base su cui si fonda la qualità stessa della vita di ognuno” (L. Cotti: L’autodeterminazione delle persone con disabilità). La situazione è più complessa per le persone con disabilità in possesso di un carente repertorio di competenze e le cui decisioni, anche semplici o legate al vivere quotidiano, spesso, sono prese da altre persone. Le attuali ricerche sul costrutto di autodeterminazione plasmano la dimensione educativa sia sul concetto di apprendimento di competenze specifiche sia sull’utilizzo di adeguati sostegni, tramite esperienze di apprendimento costruite sul soggetto. Acquisizione di competenze e conoscenze spendibili in più contesti di vita allo scopo di migliorare passo per passo la qualità di vita del soggetto stesso.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-20 11:08:56 UTC</pubDate>
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