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      <title>Arte e Medicina by Margherita Capogreco</title>
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      <description>Margherita Capogreco IVE</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-24 10:54:50 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-07-01 12:19:47 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Il giuramento di ippocrate</title>
         <author>margheritacapogreco</author>
         <link>https://padlet.com/margheritacapogreco/xdks19z3zyze02ar/wish/2155186872</link>
         <description><![CDATA[<div>“Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte.”</div><div>Sono queste le citazioni che leggiamo nel giuramento di Ippocrate, considerato il padre della medicina.<br>Non la chiama scienza, ma arte, secondo Ippocrate è l’arte di ristabilire l’equilibrio, l’armonia e la salute:<br>“La vita è breve, l’arte è vasta, l’occasione fuggevole, l’esperienza fallace, il giudizio difficile”.&nbsp;<br><br>L’esperienza é fondamentale nella crescita di un medico, perché coltiva in lui la capacità di osservare, ascoltare e di entrare in contatto con l’unicità del paziente.<br>Deve utilizzare senno, prudenza, saggezza.<br><br></div><div>Allo stesso tempo il paziente per il mantenimento della propria salute deve: “lavorare, mangiare, bere, dormire e amare: tutto deve essere misurato – (fatto con giudizio)”.&nbsp;<br>Un concetto che va nella direzione di responsabilizzare il paziente e chi gli sta intorno, senza delegare la propria salute totalmente al medico: “non solo il medico deve fare ciò che è opportuno, ma anche il malato, coloro che lo assistono e tutti gli altri.”<br>Vista in questi termini la medicina è un arte, forse tra le più sublimi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 11:06:56 UTC</pubDate>
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         <title>Disegni anatomici di Leonardo Da Vinci</title>
         <author>margheritacapogreco</author>
         <link>https://padlet.com/margheritacapogreco/xdks19z3zyze02ar/wish/2155210173</link>
         <description><![CDATA[<div>Leonardo Da Vinci è considerato un genio perché è andato a toccare, studiare e analizzare molti diversi aspetti della realtà. Ha fatto invenzioni e scoperte che sono state poi riprese da altri studiosi che ne hanno fatto la base per i loro studi.<br>È noto per la sua cura dei dettagli che il genio italiano aveva rappresentato nei suoi appunti, precorrendo ben tre secoli di scoperte scientifiche come le funzionalità del cuore o le caratteristiche del sistema nervoso.<br>I fogli anatomici conservati presso il castello di Windsor erano disegni che Leonardo appuntò durante tutti i suoi studi con la finalità ultima di riunirli in un trattato che non vide però mai la luce.<br>L’intento principale era per da Vinci quello di comprendere le funzionalità del corpo, studiarne la complessità per ridurla a principi primi ed unitari comuni a tutti gli uomini. Si pensa che Leonardo sezionò più di trenta cadaveri, analizzandone gli organi interni, disegnando le varie parti da cui era composto l’umano per poi ricomporle nel disegno.<br>Il linguaggio utilizzato negli appunti è prettamente scientifico, dimostrando una padronanza approfondita degli argomenti di tutti gli studi precedenti alla sua epoca.&nbsp;<br>Il disegno conteneva un testo, posto come sintetica spiegazione del ruolo delle sue composizioni, la figura umana e le sue componenti; poiché interessato principalmente a sottolineare è stilizzare l’armonia delle funzionalità umane.&nbsp;<br><br></div><div>Inizialmente lo studio dell’anatomia umana ebbe per Leonardo uno scopo puramente artistico, al fine cioè di ricreare in modo più autentico possibile i corpi e i movimenti degli uomini; proseguendo nel suo lavoro da Vinci iniziò a sviluppare un’autentica passione per questi studi tanto che vi dedicò ben vent’anni di vita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 11:56:28 UTC</pubDate>
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         <title>“Embriologia” del Da Vinci</title>
         <author>margheritacapogreco</author>
         <link>https://padlet.com/margheritacapogreco/xdks19z3zyze02ar/wish/2155401078</link>
         <description><![CDATA[<div>Soprattutto a colpire degli studi di Leonardo sono quelli realizzati nel campo <strong>dell’embriologia</strong>.&nbsp;<br><br></div><div>Già in epoca classica con Aristotele vi era stato un interesse per la formazione del feto nell’utero materno, questo portò da Vinci ad avvicinarsi allo <strong>studio dell’apparato riproduttivo</strong> prima dei bovini e poi della donna (famoso, per la sua <strong>precisione</strong> che rimarrà ineguagliata per più di due secoli). Leonardo arrivò anche a capire che il bambino era nella pancia materna immerso in un liquido, secondo lui acqua, che gli permetteva di distribuire meglio il suo peso e non gravare sulla madre. <br><br>Ma il contributo innovativo di Leonardo non finisce qui: <strong>per la prima volta,</strong> <strong>l’utero appare con un sola cavità</strong>,<strong> </strong>contrariamente alla teoria, <a href="https://anticaginecologia.wordpress.com/2016/02/06/il-corpo-della-donna-secondo-ippocrate-2/">risalente ad Ippocrate</a> e fino ad allora rimasta immutata, secondo cui l’organo aveva due cavità. <br><br>Di seguito alcune <strong>citazioni</strong>:<br>“La funzione del muscolo è di tirare e non di spingere, eccezion fatta per i genitali e la lingua."</div><div><br></div><div>"Lo corpo nostro è sottoposto al cielo, e lo cielo è sottoposto allo spirito."</div><div><br></div><div>"Ogni parte ha inclinazion di ricongiugnersi al suo tutto per fuggire dalla sua imperfezione.”</div><div><br></div><div>"L'anima desidera stare col suo corpo, perché, sanza li strumenti organici di tal corpo,&nbsp;</div><div>nulla può oprare né sentire."<br><br>"Ogni corpo dimanda le sue membra e ogni arte dimanda i suoi strumenti. E subito ch'è creato il tutto, ancora son create le sue parti".</div><div><br></div><div>Chi vole vedere come l'anima abita nel suo corpo, guardi come esso corpo usa la sua cotidiana abitazione, cioè se quella è sanza ordine e confusa, disordinato e confuso fia il corpo tenuto dalla su anima."</div><div><br></div><div>"L'anima mai si può corrompe(re) nella curuzzion del corpo, ma sta nel corpo a similitudine del vento ch'è causa del sono de l'organo, che guastandosi una cana no' resultava per quella, del vento buono effetto."</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 17:09:36 UTC</pubDate>
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         <title>“Articolazioni” del Da Vinci </title>
         <author>margheritacapogreco</author>
         <link>https://padlet.com/margheritacapogreco/xdks19z3zyze02ar/wish/2155422001</link>
         <description><![CDATA[<div>Inoltre si soffermò con particolare interesse anche sulle <strong>articolazioni</strong>, lasciando precise illustrazioni dei <strong>movimenti dei tendini, delle ossa e dei muscoli </strong>che compongono l’essere umano. Rappresentò in modo dettagliato l’articolazione della spalla, disegnò una perfetta riproduzione della colonna vertebrale, studiando anche l’osso sacro. <br>Approfondì le sue conoscenze sulla <strong>muscolatura</strong> e tentó di spiegare anche il modo in cui essa si contrae.&nbsp;</div><div><br>Leonardo fu sempre affascinato dalla <strong>perfezione dei movimenti vitali dell’uomo,</strong> arrivò persino a sostenere che nessuna macchina creata dall’ingegno umano potesse competere con la precisione e la regolarità del corpo degli uomini, sicuramente fu influenzato dagli studi classici&nbsp; sulla “macchina-uomo” compiuti nel corso dei secoli.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 17:41:14 UTC</pubDate>
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         <title>Caravaggio</title>
         <author>margheritacapogreco</author>
         <link>https://padlet.com/margheritacapogreco/xdks19z3zyze02ar/wish/2155441896</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel saggio <strong>“Anatomia, Fisiologia, Fenomenologia della morte nelle opere di Caravaggio”</strong> proposta da Carla Cante e Giovanni di Minno, si avanza la tesi che le immagini anatomiche dipinte dal Caravaggio siano frutto di studio, piuttosto che di osservazioni occasionali.<br>Ad esempio nell’<strong><em>Incredulità di san Tommaso</em></strong>, capolavoro ora a Postdam (Germania), lo dimostrerebbe nel modo in cui è dipinta la ferita nel costato di Cristo: “La forma della ferita varia a seconda del modo di penetrazione ed estrazione della lama: se penetra obliquamente e ne esce con un’azione sulla lama, si produce una ferita ad asola con due codette; tutti questi aspetti sono visibili [proprio nella] ferita asciutta, senza sangue, come quelle che si osservano nelle sale settorie in corpi ormai senza vita”.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 18:14:20 UTC</pubDate>
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         <title>Forma e visibilità della psicologia nell’arte</title>
         <author>margheritacapogreco</author>
         <link>https://padlet.com/margheritacapogreco/xdks19z3zyze02ar/wish/2155474594</link>
         <description><![CDATA[<div>Come diceva il pittore tedesco <strong>Paul Klee</strong> fare arte significa <strong>rendere visibile ciò che non lo è</strong>. Significa <strong>dare visibilità</strong> alle cose che ci stanno intorno, perché la pittura tenta di rendere visibili delle forze che non lo sono. Fare arte vuol dire <strong>dare una forma</strong>, anche informe, alle <strong>nostre emozioni</strong>, a quel che abbiamo <strong>dentro di noi</strong>, all’interno di un processo creativo.<br><br>Ogni generazione, come dice il pittore irlandese <strong>Francis Bacon</strong>, <strong>reinventa diversamente i modi di vedere e di sentire il mondo</strong>. Tale considerazione vale anche per la psicoanalisi: va continuamente reinventata. Praticare psicoanalisi significa dare forma simbolica alla soggettività degli individui che la frequentano. La prima ed essenziale formazione per un analista è la sua <strong>analisi personale</strong>.<br> La dimensione simbolica costituisce la forma dell’organizzazione umana. L’uomo non può esistere senza <strong>un’organizzazione simbolica</strong> che lo riconosce dandogli una consistenza. La dimensione simbolica è in <strong>continuo mutamento </strong>come <strong>l’identità dell’uomo</strong> e ciascuno di noi ricostruisce un proprio <em>io simbolico</em> che instrada le nostre esigenze istintive.<br><strong>Il nostro corpo cambia come il nostro organismo</strong>. Il nostro corpo è l’immagine del nostro organismo. In fondo l’organismo è preso sul versante biologico, reale, dell’esistenza umana che contempla la morte; il corpo è preso nella sua immagine, vive nella dimensione immaginaria e simbolica dell’esistenza. L’organismo muore, non il corpo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 19:11:47 UTC</pubDate>
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         <title>Piero della Francesca</title>
         <author>margheritacapogreco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella famosa “<em>Resurrezione</em>” di Piero della Francesca, il cosiddetto pittore della prospettiva, sottolinea l’evidente sporgenza di un <strong>soldato</strong> seduto al centro del dipinto.<br>Ai suoi piedi dormono <strong>i soldati</strong> che avrebbero dovuto sorvegliarne il cadavere. <br>La scena è <strong>assolutamente statica</strong>, silenziosa e solitaria, la figura del Cristo è frontale e immobile.<br> Anche il <strong>paesaggio é </strong>diviso in due dalla figura principale:<br>&nbsp;- sulla sinistra troviamo un luogo spoglio, morto, assimilabile alla stagione invernale,<br>- invece sulla destra rappresenta la vita e probabilmente uno scorcio estivo dato il paesaggio verdeggiante.<br><br></div><div>I due scorci stagionali presenti nella “Resurrezione”, sono una semplice <strong>allegoria del ciclo della vita, </strong>presente anche in altre opere di artisti contemporanei a Piero della Francesca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 19:37:56 UTC</pubDate>
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         <title>Edvard Munch </title>
         <author>margheritacapogreco</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’intera vicenda di questo artista è pervasa da <strong>paura e rabbia. </strong>Con la sua arte ha reso evidenti <strong>schemi mentali e meccanismi patologici esponendoli a nudo</strong>, e consegnando le sue confessioni nel proprio Diario artistico ci ha mostrato le dinamiche di sviluppi traumatici:<br>«<strong><em>Malattia</em></strong><em>, pazzia e morte sono gli angeli neri che hanno attorniato la mia culla. Mia madre è morta prematuramente – da lei ho ereditato i semi della tisi. Mio padre è stato ossessivamente religioso – sfiorando la follia. Per generazioni e generazioni è stato questo il fato della sua famiglia. Gli angeli del terrore – dolore e morte – mi sono rimasti accanto dal giorno della nascita. Mi hanno seguito mentre giocavo – mi hanno seguito ovunque. Mi hanno seguito nel sole di primavera e nello splendore dell’estate</em>».<br><br></div><div>Più volte il pittore racconta di come sia nata in lui l’idea dell’Urlo, il suo celebre dipinto che rappresenta il <strong>manifestarsi di un attacco di panico</strong>: «<em>Camminavo lungo la strada con due amici, quando il sole tramontò. I cieli diventarono improvvisamente rosso sangue e percepii un brivido di tristezza. Un dolore lancinante al petto. Mi fermai, mi appoggiai al parapetto, in preda a una stanchezza mortale. Lingue di fiamma come fiamme coprivano il fiordo neroblu e la città. I miei amici continuarono a camminare e io fui lasciato tremante di paura. E sentii un immenso urlo infinito attraversare la natura</em>».<br><br></div><div>I <strong>cieli rosso sangue</strong> del dipinto ci ricollegano immediatamente ai <strong>traumi del pittore</strong>, tra cui quello del sangue è sicuramente il più significativo. Diversi <strong>fenomeni emorragici</strong> costellano la sua esistenza. <br>Sin da piccolo il suo apparato respiratorio è sede di <strong>processi asmatici </strong>costringendolo a casa, dove riceve le visite di pochi amici. Subito dopo, agli esordi dell’adolescenza, compaiono emottisi e la sopravvivenza cade sotto la minaccia della tubercolosi: «<em>Ricordo una vigilia di Natale all’età di 13 anni. Giacevo a letto – stillando sangue dalla bocca – la febbre infuriava nel mio corpo – dentro di me ribolliva il terrore. Credevo fosse giunto il momento in cui sarei stato giudicato – e che avrei subito una condanna per l’eternità</em>».<br><br></div><div>L’artista dipinge <strong>esperienze private e personali, </strong>facendo della propria vita la sostanza in cui attingere e da tramutare in arte.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 20:25:52 UTC</pubDate>
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