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      <title>Oh che bei mostri! ....racconti by AnnaMaria Gozzi</title>
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      <description>Progetto didattico a Palazzo Te</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-02-05 15:33:43 UTC</pubDate>
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         <title>FINEO e le ARPIE</title>
         <author>amg_880</author>
         <link>https://padlet.com/amg_880/xd6jcsdx9w1r/wish/93496810</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Fineo rivelava agli uomini il futuro che leggeva nella mente del dio Zeus.  <br>Zeus, gravemente offeso, lo punì facendolo diventare cieco, e tormentandolo poi con le Arpie: ogni volta che Fineo stava per mangiare, i tre mostri piombavano giù attraverso le nuvole, rapivano con i loro forti artigli il cibo apparecchiato sulla tavola e ne lasciavano solo una piccolissima parte perché Fineo non morisse del tutto di fame. Il cibo non solo era scarsissimo, ma diventava schifosamente puzzolente, perché le Arpie spargevano una tremenda puzza. Però Fineo doveva mangiarlo ugualmente o sarebbe morto.<br>Così Fineo visse infelicemente per molti molti anni, diventando vecchio, abbandonato da tutti nella sua casa vicino al mare.<br>Un bel giorno, però, arrivò da lui un gruppo di giovani eroi: volevano conoscere il futuro per tentare una pericolosissima impresa. Fineo sapeva che da loro veniva la sua salvezza.<br>Fineo li aiutò e prima che se ne andassero raccontò della punizione che lo aspettava. Allora due dei giovani, Càlai e Zete, figli di Borea, il vento del Nord,  decisero di liberare Fineo e uccidere le Arpie. <br><br>Subito prepararono il pranzo per Fineo, l’ultima preda offerta alle Arpie, e i figli di Borea si misero accanto a lui, per respingere con la spada l’assalto dei tre mostri.<br>Il vecchio aveva appena toccato il suo cibo che subito, come acerbe tempeste, balzarono dalle nubi, le Arpie, e con immenso stridore si avventarono sul cibo.<br> Prima che i giovani avessero il tempo di assalirle, sempre stridendo, divorata ogni cosa, volarono oltre il mare, lontano, e là non rimase che un insopportabile odore.<br>I due figli di Borea allora le inseguirono anche se volavano rapide come la tempesta e alla fine le raggiunsero sulle isole Erranti.<br>Stavano finalmente per ucciderle quando Iride, la messaggera divina discese dal cielo, e li fermò:- Non vi è lecito, figli di Borea, colpire con la vostra spada le Arpie, che sono i cani del potentissimo Zeus, ma vi giuro che non torneranno da Fineo.- Così disse e giurò sull’acqua del fiume Stige, che è per gli dei la più venerata e tremenda.<br>Così terminò il tormento di Fineo.<br>Le Arpie e Iride si separarono, le une verso il profondo<br>d’una caverna di Creta, Iride in alto all’Olimpo: le portavano in volo le velocissime ali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-05 15:47:31 UTC</pubDate>
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         <title>PEGASO</title>
         <author>amg_880</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Medusa l’unica mortale delle tre Gorgoni, era una fanciulla bellissima, e Poseidone, il dio del mare, si era innamorato  di lei. <br>Una notte, Atena li sorprese  nel suo tempio. Offesa, la dea trasformò Medusa in un mostro con serpenti al posto dei capelli e uno sguardo che faceva diventare di pietra chi la fissava.<br>Qualche tempo dopo, il re Polidetto ordinò a Perseo, di cui era  nemico, di portargli la testa di Medusa.  Egli credeva così di mandare Perseo a morte sicura, ma gli dei aiutarono il giovane eroe che riuscì nell’impresa.<br>Quando Perseo uccise Medusa tagliandole la testa, dal busto del mostro uscirono i figli che aveva generato con Poseidone: Pegaso, l’immortale cavallo alato e Crisàore, il guerriero dalla falce d’oro.<br>Pegaso aiutò dei ed eroi in molte imprese. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-05 15:52:30 UTC</pubDate>
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         <title>PEGASO e BELLEROFONTE</title>
         <author>amg_880</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Bellerofonte era un eroe molto coraggioso e compì tante imprese. Lo aiutava Pegaso, il cavallo alato, che Poseidone, il dio del mare, gli aveva affidato.<br>Il paese in cui abitava Bellerofonte era devastato da Chimera, sorella di Cerbero. Chimera era  leone e drago, aveva inoltre una testa da capra che sputava fiamme.  <br>Tutti coloro che l’avevano affrontata erano morti senza poterla nemmeno toccare. <br>Bellerofonte piombò dall'alto su Chimera, a cavallo di Pegaso, e la uccise con un colpo solo tagliandola in due. <br>Dopo altre imprese, Bellerofonte divenne così orgoglioso che  decise di salire col suo cavallo alato fino all'Olimpo e di sedersi tra gli dei come un immortale. Era un peccato di eccessiva ambizione e Zeus lo punì: mandò un tafano che punse Pegaso, il quale sgroppò, facendo precipitare sulla terra Bellerofonte, che morì. <br>Pegaso rimase a Zeus, che lo usò per il trasporto delle sue folgori, e, infine, lo trasformò in una costellazione del cielo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-05 15:53:31 UTC</pubDate>
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         <title>LA FONTE IPPOCRENE - Pegaso e la fonte che fa diventare poeti</title>
         <author>amg_880</author>
         <link>https://padlet.com/amg_880/xd6jcsdx9w1r/wish/93499123</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Le Muse, le belle figlie di Zeus e di Mnemosine, dea della memoria, vivevano di solito su una verde montagna.<br>Qui trascorrevano il tempo dedicandosi alle arti, soprattutto alla musica, al canto, alla poesia, alla danza, guidate dal dio Apollo.<br>Un giorno le Piéridi, figlie del re Piero, ritenendosi più abili delle Muse nel canto, si recarono da loro a sfidarle.<br>Le Muse accettarono di gareggiare e le Ninfe fecero da giudici.<br>Il canto delle Pieridi era dolce, ma le Muse, quel giorno, superarono se stesse: il monte dove vivevano, tutto preso dal piacere della loro voce, cominciò a gonfiarsi e avrebbe toccato il cielo se Pegaso, il cavallo alato che volava dalla terra all’Olimpo, non gli avesse dato un gran colpo di zoccolo sulla cima.&nbsp;<br>Il monte si sgonfiò, riprendendo le normali dimensioni, e dalla fenditura aperta nella roccia sgorgò una fonte purissima che fu chiamata Ippocrene, la fonte del cavallo: la sua acqua faceva diventare poeti chi la beveva.&nbsp;<br>E la gara? Le Muse, dichiarate vincitrici, si vendicarono delle Pieridi trasformandole in uccelli dalla voce sgraziata, le piche, cioè le gazze,&nbsp; mentre esse scelsero la sorgente Ippocrene come luogo preferito dove intrecciare canti e danze.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-05 15:54:31 UTC</pubDate>
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         <title>base</title>
         <author>amg_880</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-02-05 15:58:25 UTC</pubDate>
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         <title>ERCOLE e il CENTAURO NESSO</title>
         <author>amg_880</author>
         <link>https://padlet.com/amg_880/xd6jcsdx9w1r/wish/93500741</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Ercole aveva sposato Deianira e stava percorrendo con lei la Grecia quando giunse davanti a un fiume in piena.<br>Mentre cercava un modo per attraversare il fiume, vide il centauro Nesso che si dichiarò autorizzato dagli dei a trasportare gli uomini sulla riva opposta. Dietro un modesto compenso, Nesso si offrì di caricarsi sulla groppa Deianira, mentre Ercole avrebbe nuotato.<br>Ercole pagò il compenso richiesto, gettò l’arco e la clava al di là del fiume e si tuffò nella corrente. Nesso, invece di mantenere la promessa, galoppò in direzione opposta portando con sé Deianira che invocava l’aiuto del marito.<br>Ercole, recuperato l’arco, prese accuratamente la mira e trafisse Nesso con una freccia scagliata da centinaia di metri di distanza.<br>La freccia era mortale perché la sua punta era bagnata del sangue dell’Idra, un mostro velenosissimo che Ercole aveva ucciso tempo prima.&nbsp;<br><br>La vendetta di Nesso<br><br>Nesso, prima di morire per la ferita, consegnò a Deianira della lana bagnata nel proprio sangue, come riparazione. “Se Ercole un giorno non ti amasse più – disse il centauro – tessi per lui una camicia usando questa lana e fagliela indossare:ti amerà sempre.”<br>Passarono gli anni, Ercole si innamorò di un’altra donna e voleva sposarla, sciogliendo le sue nozze con Deianira.<br>Deianira, allora, ancora innamorata del marito, si ricordò del dono di Nesso e decise di mettere alla prova la sua magia. Quando la camicia fu tessuta, la inviò a Ercole come regalo, pregandolo di indossarla.<br>Ercole aveva indossato da un po’ la camicia, quando cominciò a sentire un bruciore sempre più intenso percorrergli tutto il corpo: era come se stesse bruciando. Inutilmente cercò di strapparsi di dosso la camicia, essa ormai aderiva alla pelle come fosse la pelle stessa.<br><br>Ercole tra gli dei dell’Olimpo<br><br>Per giorni durò il tormento, fino a che Ercole ordinò ai suoi amici di preparare una grande catasta di legna e di accendere il fuoco dopo che vi si fosse coricato sopra.<br>Dapprima tutti rifiutarono, ma poi dovettero arrendersi alla volontà di Ercole.&nbsp;<br>Mentre le fiamme avvolgevano l’eroe, le folgori di Zeus scesero dal cielo incenerendo la pira. Solo il corpo mortale di Ercole era, però, scomparso, la sua parte immortale fu accolta tra gli dei dell’Olimpo.&nbsp;<br>Ercole diventò così un dio ed&nbsp; ebbe in sposa Ebe, la bella dea della giovinezza.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-05 15:59:43 UTC</pubDate>
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         <title>TANTI RACCONTI tra gli affreschi e i bassorilievi di PALAZZO TE</title>
         <author>amg_880</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Alla ricerca degli animali fantastici...e delle loro avventure<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-02-05 16:01:22 UTC</pubDate>
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         <title>IL CENTAURO nella sala dei CAVALLI</title>
         <author>amg_880</author>
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         <title>ERCOLE cattura CERBERO nella sala dei CAVALLI</title>
         <author>amg_880</author>
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         <title>I SATIRI e i DRAGHI nella sala di AMORE e PSICHE</title>
         <author>amg_880</author>
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         <pubDate>2016-02-05 16:30:03 UTC</pubDate>
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         <title>Le ARPIE nella sala delle AQUILE</title>
         <author>amg_880</author>
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         <pubDate>2016-02-05 16:33:03 UTC</pubDate>
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         <title>Progetto didattico a Palazzo Te proposto dall&#39;associazione &quot;Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani&quot; condotto da Chiara Rubini</title>
         <author>amg_880</author>
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         <pubDate>2016-02-08 22:10:42 UTC</pubDate>
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         <title>AnnaMaria Gozzi</title>
         <author>amg_880</author>
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         <pubDate>2016-02-10 15:39:40 UTC</pubDate>
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