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      <title>I miei canvas abbagliante by Manuel Cancello</title>
      <link>https://padlet.com/manuelcancello/xani4v7ugug1</link>
      <description>Realizzato con un occhiolino e un sorriso</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-13 16:33:17 UTC</pubDate>
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         <title>                                                           CHIMICA ORGANICA                                                                                                                     All’inizio dell’800 nella comunità scientifica la nozione di ‘forza vitale’ era un paradigma ben consolidato. Si riteneva che la sintesi dei composti organici necessitasse di una forza misteriosa esclusiva degli organismi viventi. Pertanto, era ritenuto impossibile preparare in laboratorio composti organici a partire da quelli inorganici.</title>
         <author>manuelcancello</author>
         <link>https://padlet.com/manuelcancello/xani4v7ugug1/wish/206333685</link>
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         <pubDate>2017-11-13 16:33:24 UTC</pubDate>
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         <title>                                                                                                                                          FRIEDRICH WOHLER                                                                                                                                                            Wolher era un chimico tedesco convinto che gli esseri viventi fossero dotati di una sorta di laboratorio chimico interno grazie al quale riuscivano a sintetizzare i composti organici, ed era perciò altrettanto convinto che in un laboratorio artificiale si potessero riprodurre le condizioni di sintesi di queste sostanze. Prova che ti riprova, Wolher riuscì a sintetizzare, a partire dall’ammoniaca (una sostanza inorganica) un grammo di urea, sostanza che era stata isolata dall’urina e che era quindi di sicura origine organica. Wolher dimostro quindi che non esisteva nessuna “forza vitale” e che quindi la chimica dei composti organici seguiva le stesse leggi di quella dei corpi inanimati </title>
         <author>manuelcancello</author>
         <link>https://padlet.com/manuelcancello/xani4v7ugug1/wish/206335143</link>
         <description><![CDATA[<div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 16:35:53 UTC</pubDate>
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         <title>                                       I POLIMERI                                                                                                                                                               Un polimero è una grande molecola che ha l’aspetto di una lunga catena, alla quale possono essere legate ramificazioni. La molecola è formata da tante unità-base, come avviene per le perle di una collana. Un alto polimero naturale è la cellulosa, costituita da tante unità di zucchero. Pongono comunque un problema ambientale, legato alla rinnovabilità delle loro fonti.</title>
         <author>manuelcancello</author>
         <link>https://padlet.com/manuelcancello/xani4v7ugug1/wish/206338077</link>
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         <pubDate>2017-11-13 16:39:58 UTC</pubDate>
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         <title>                                                                                                                                                    PETROLIO                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Il nome petrolio deriva dalla parola latina petroleum, cioè &quot;olio di roccia&quot;, denso di colore marrone scuro o verdognolo, che si trova in alcuni punti negli strati superiori della crosta terrestre, ad una profondità generalmente compresa tra poche decine e diverse migliaia di metri. Si forma sotto la superficie terrestre per decomposizione di organismi marini e di piante che crescono sui fondali oceanici. La formazione del petrolio è un fenomeno iniziato molti milioni di anni fa, quando esisteva un&#39;abbondante fauna marina, e che continua ancora oggi. I sedimenti depositati sul fondo degli oceani, accrescendo il loro spessore e dunque il loro peso, sprofondano nel fondale marino; a mano a mano che altri sedimenti si accumulano, la pressione su quelli sottostanti aumenta considerevolmente e la temperatura si alza di diverse centinaia di gradi. Il fango e la sabbia si induriscono trasformandosi in argillite e arenaria, il carbonio precipita, le conchiglie si induriscono trasformandosi in calcare, mentre i resti degli organismi morti si trasformano in sostanze più semplici composte da carbonio e idrogeno, gli idrocarburi appunto, per dare origine al petrolio greggio e al gas naturale. Il petrolio ha densità minore dell&#39;acqua salmastra che riempie gli interstizi dell&#39;argillite, della sabbia e delle rocce di carbonati che costituiscono la crosta terrestre: tende dunque a risalire verso la superficie, passando dai microscopici pori dei più grossi sedimenti sovrastanti. E&#39; così che sbocca spontaneamente dalla superficie terrestre.</title>
         <author>manuelcancello</author>
         <link>https://padlet.com/manuelcancello/xani4v7ugug1/wish/206347467</link>
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         <pubDate>2017-11-13 16:52:50 UTC</pubDate>
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         <title>                                                                                                                                                 PROBLEMI AMBIENTALI                                                                                                                                                                                                                                                                                                   La presenza dell&#39;industria petrolifera ha significativi impatti sociali e ambientali, da incidenti e da attività di routine come l&#39;esplorazione sismica, perforazioni e scarti inquinanti. L&#39;estrazione petrolifera è costosa e spesso danneggia l&#39;ambiente. La ricerca e l&#39;estrazione di petrolio offshore disturbano l&#39;ambiente marino circostante. L&#39;estrazione può essere preceduta dal dragaggio che danneggia il fondo marino e le alghe, fondamentali nella catena alimentare marina. Il greggio e il petrolio raffinato che fuoriescono da navi petroliere incidentate, hanno danneggiato fragili ecosistemi in Alaska, nelle Isole Galapagos, in Spagna e in molti altri posti. Infine, la combustione, su tutto il pianeta, di enormi quantità di petrolio (centrali elettriche, mezzi di trasporto) risulta essere tra i maggiori responsabili dell&#39;incremento riscontrato delle percentuali di anidride carbonica e di altri gas nell&#39;atmosfera.</title>
         <author>manuelcancello</author>
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         <pubDate>2017-11-13 16:56:56 UTC</pubDate>
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         <author>manuelcancello</author>
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         <author>manuelcancello</author>
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         <title></title>
         <author>manuelcancello</author>
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