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      <title>bacheca 3H-I-T by Federica Montevecchi</title>
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      <description>domande e riflessioni </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-11-15 17:01:48 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-06-23 01:54:22 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Flavio D Borriello 3°i</title>
         <author>flavio_d_borriello</author>
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         <description><![CDATA[<div>Guardando il video sulla realtà propostoci dalla prof mi era venuto in mente un collegamento, spero interessante, riguardo ciò che afferma Mauro Donato al ventesimo minuto . Lui afferma che per comprendere la realtà bisogna confrontarla con qualcosa che non è reale: in particolare fa l'esempio della macchina dei nostri sogni, quella che tanto desideriamo, che però nella realtà non esiste poiché non si può guidare o parcheggiare. A questo pensiero volevo collegare l'opera di un famoso artista surrealista del 1900, tale  René Magritte. Lui dipinse una pipa su una tela, affermando che quella in realtà non era affatto una pipa, bensì solo una sua rappresentazione, infatti non la si può certo prendere e fumare. Secondo Magritte tutto il quadro, non è <strong>nell'ordine delle cose</strong>, bensì della rappresentazione e non è pertanto reale come afferma anche Mauro Donato dicendo: "l'idea di realtà nasce dal contrasto tra ciò che vorremmo fosse e ciò che vorremmo accadesse e ciò che invece è <strong>nell'ordine delle cose</strong>".</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-20 14:44:44 UTC</pubDate>
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         <title>Silvia Giustini, 3° H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Guardando il video e riflettendo su uno degli ultimi argomenti affrontati, cioè l’idea di realtà come qualcosa di fisso, di eterno; mi sono chiesta se quindi un qualcosa per essere realtà deve essere eterno e quindi non deve mai distruggersi né trasformarsi. Ma tutto cambia prima o poi. Come si stabilisce dunque cosa è effettivamente reale e cosa no secondo questo ragionamento?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-21 14:36:02 UTC</pubDate>
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         <title>Camilla Salgò 3^i</title>
         <author>camillasalgo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel si  occupa della realtà e in particolare affronta la seguente domanda: la realtà esiste indipendentemente dalla nostra mente, dal nostro sguardo, dalla nostra esperienza o non esiste ontologicamente? Un collegamento che mi è venuto in mente riguarda la dottrina di Anassagora. Quest'ultimo infatti afferma che i semi, che secondo lui costituiscono l'archè,  si aggregano e disgregano poiché esiste un nous divino separato da loro. Quindi l'intelligenza e il pensiero sono una prerogativa dell'essere umano o esistono a prescindere dall'essere umano stesso? Sicuramente le risposte a queste domande dipendono dalla visione che si ha dell'uomo, ovvero se si vede come misura di tutte le cose la natura o l'uomo stesso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-23 15:40:40 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso Stopponi 3ªH</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/956417370</link>
         <description><![CDATA[<div>Una riflessione che mi ha suscitato il video è che le due ipotesi sulla realtà proposte, ovvero quella che afferma che la realtà esista a prescindere dall’uomo e quella che afferma che l’uomo in base alle sue percezioni possa decidere cosa sia reale o meno, siano simili rispettivamente alla tesi di Parmenide sulle vie dell’essere e del non essere e alla tesi di Protagora sulla posizione centrale dell’uomo, che è metro di tutto. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 14:46:04 UTC</pubDate>
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         <title>Alexandra Keller, 3H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Prendendo visione del video di Zettel proposto, il quale pone in discussione il tema della realtà e di come essa possa essere interpretata, ho avuto modo di riflettere su domande che mi son posta spesso anch’io. Il video espone due visioni di realtà concepite dai filosofi: la prima realtà è una realtà che esiste grazie all’uomo, grazie alla sua visione delle cose e alla sua capacità di descriverle, l’altra è una realtà che vive grazie a se stessa e quindi non è soggetta all’essere umano. La prima visione di realtà è quella che più mi ha fatto ponderare poiché ha risvegliato le domande che già mi ponevo. È sempre stato per me fonte di lunghe riflessioni in solitario queste specifiche domande: se la realtà è creata dall’uomo e quindi soggetta all’uomo stesso per quale motivo esistono regole che la controllano? Chi definisce ciò che è giusto fare e ciò che non lo è? Ed ancora, se la realtà fosse veramente soggettiva, quale sarebbe il confine tra il reale ed il non reale?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-27 15:43:06 UTC</pubDate>
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         <title>Lorenzo Paolo Goldone 3^T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo aver visto il video proposto ho potuto elaborare una riflessione.<br>Il tema della realtà è sicuramente centrale nella vita dell'essere umano e quindi si presta a varie riflessioni anche molto differenti tra loro. <br>Il video mostra come la realtà possa essere ipotizzata come esistente a prescindere dall'uomo e poi come possa essere determinata dall'uomo stesso.<br>La seconda visione mi ha fatto pensare al pensiero di Protagora di Abdera, il quale  sostiene che l'uomo è misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono e delle cose che non sono in quanto non sono.<br>Questo pensiero relativista mi lascia molto incuriosito, dato che secondo questo pensiero l'uomo diventerebbe misura di ogni cosa, diventerebbe metron. Mi stupisce quindi la centralità dell'uomo in questa riflessione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 13:04:29 UTC</pubDate>
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         <title>Sofia Arvati 3^H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettle mi ha posto davanti ad una riflessione che magari nella vita di tutti i giorni può essere molto sottovalutata, in realtà ragionare e capire cosa sia veramente la realtà, mi ha coinvolta nelle differenti correnti di pensiero dei vari filosofi. La visione di una realtà ontologica, che comprende tutto ciò che esiste, sia che lo percepiamo, sia che non possiamo percepire mi sembra quella che maggiormente rispecchia il mio pensiero, anche se nella quotidianità crediamo che sia reale solo ciò che vediamo, tocchiamo e conosciamo. Quindi la riflessione che mi nasce spontanea è che forse quello che noi vediamo come realtà epistemologica sia solo una visione parziale della vera realtà, che magari per pigrizia preferiamo ignorare, ma che sforzandoci di riflettere riusciamo a capire.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 13:23:25 UTC</pubDate>
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         <title>Filippo Zagnoli 3^T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel spiega il tema della realtà partendo dal legame della diatriba che si basa sul' epistemologia e l'ontologia ovvero tra ciò che sappiamo e ciò che esiste indipendentemente da quello che conosciamo.<br>Guardando il video ho potuto riflettere sul fatto che il tema della realtà che viene sottovalutato dalla maggioranza della popolazione sia da approfondire in quanto riguarda da vicino tutti gli individui. <br>Inoltre sono rimasto sorpreso  osservando che molti filosofi ne hanno trattato approfonditamente  cercando ognuno di esprimere il proprio parere anche contraddendo <br>quello già esposto da altri.<br>Infine il video mi ha fatto riflettere sulla questione della dottrina di Protagora che sostiene la centralità dell'uomo in tutte le cose perché la ritengo molto legata alla tematica della realtà che riguarda molto da vicino il pensiero dell'uomo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 13:31:20 UTC</pubDate>
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         <title>Anna Esposito, 3^T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video visualizzato presenta diverse realtà. La prima realtà è quella che non dipende dall’esistenza dell’uomo, ma esiste a prescindere dalla conoscenze e dalla presenza dell’uomo stesso; la realtà che dipende da forze estrinseche all’uomo, un ordine indipendente da esso. La realtà è quindi esistita ed esisterà anche senza uomo.<br>La seconda realtà dipende dalla presenza dell’uomo e senza essa la realtà non esisterebbe. Questa realtà mi ha ricordato ciò che l’uomo era per Protagora, ovvero la misura di tutte le cose: è dunque l’uomo che influisce sulla realtà circostante e senza uomo la realtà non esisterebbe. <br>Questo video mi ha fatto riflettere molto sulla realtà, che è un argomento spesso sottovalutato e dato per scontato. <br>Entrambi i pensieri mi hanno stupita molto. Credo ci sia una parte della realtà indipendente dall'esistenza dell'uomo, che è esistita e continuerà ad esistere, con o senza l'uomo, ma può la realtà essere in parte indipendente e in parte dipendere dall'uomo?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 13:53:30 UTC</pubDate>
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         <title>Michele Baroncini, 3^T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video in questione tratta della realtà e suggerisce una riflessione sulla fiseologia della stessa, mettendo in evidenza il contrasto tra epistemologia, i cui ragionamenti sostengono che la visione della verità sia influenzata per ognuno dalla propria conoscenza, ed ontologia, i cui ragionamenti si concentrano sulla verità in maniera oggettiva ed indipendentemente dalle conoscenze di ogni soggetto. Dal video si può comprendere che la realtà può essere considerata come esistente a prescindere dall'esperienza umana secondo una riflessione epistemiologica, o come una visione differente per ogni soggetto secondo una riflessione ontologica. Io penso che entrambe le teorie possano essere vere e correlate: il mondo esterno è lo stesso alla vista di ognuno, però può essere percepito in maniera differente; questa differenza di percezione può essere legata a mio avviso proprio ad un'esperienza o a condizioni interne al soggetto stesso.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 15:09:16 UTC</pubDate>
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         <title>Diletta D&#39;Acunto,3°H</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/967211326</link>
         <description><![CDATA[<div>In questo video emerge la contrapposizione tra tristezza e felicità e depressione ed euforia e come sia il linguaggio a fare la differenza tra di loro. Tristezza e felicità come percezione della realtà indipendente dall'uomo ed euforia e depressione, come elaborazione introspettiva della realtà, condizionata dall'uomo. Mi sono soffermata sul rapporto tra depressione ed euforia, i due stati del disturbo di personalità bipolare, in opposizione ma anche in relazione. Con questa riflessione  volevo collegare il pensiero filosofico di Eraclito che metteva in relazione i due opposti affinché si verificasse il fenomeno. Concludo quindi nell'affermare che come sostiene questo filosofo gli opposti sono sempre in relazione e compresenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 16:29:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Gaia Lenzetti, 3^H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel video si parla di realtà ontologia ed epistemologica, ma non si fa riferimento al fatto che reale è ciò che possiamo controllare. Viene citata la differenza fra felicità ed euforia e tristezza e depressione senza rimarcare il fatto che la differenza fra esse è proprio data dalla mancanza del controllo. La nostra mente ci permette di valutare il mondo che ci circonda stabilendo ciò che è reale, non limitandolo a ciò che possiamo percepire con i sensi, ma allargandolo a ciò che possiamo apprendere grazie a studi con basi scientifiche. Ogni mondo ha bisogno della propria realtà per fare interfacciare gli elementi che lo compongono, credo che il mondo animale e il mondo vegetale vivano realtà completamente diverse. I numeri e le parole, per esempio, sono reali solo per gli esseri umani. Sicuramente non sapere, ignorare, può essere un modo per vivere meglio, più serenamente; la conoscenza è spesso angoscia e preoccupazione, ma ricordiamoci che il sonno della ragione genera mostri. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 16:40:05 UTC</pubDate>
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         <title>Realtà legata all&#39;uomo - Freccero 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video propone la riflessione: la realtà esiste indipendentemente da noi o è quello che conosciamo ed è dunque legata all’uomo?</div><div>Propongo il mio ragionamento. Pensiamo ad un ostacolo fisico. Per l’uomo lo è una montagna, mentre un sasso no. Ma per una formica? Sia una montagna sia un sasso lo sono. Ma dunque qual è la realtà? La definizione che diamo alle cose è in riferimento all’uomo e non può non esserlo: nessun uomo può affermare che un sasso sia un ostacolo fisico. E poiché è la definizione a <em>definire</em> se e come una cosa esiste, allora la realtà è legata alla propria definizione, che è diversa per gli uomini, diversa per le formiche, e circoscritta dal linguaggio.</div><div>Seguendo questo ragionamento hanno ragione coloro che dicono che la realtà sia dipendente dall’uomo e strettamente legata al linguaggio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 16:53:09 UTC</pubDate>
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         <title>Matilde Di Piazza 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Mentre guardavo il video mi è venuto in mente un interrogativo che mi era stato posto molti anni fa, forse persino quando ero alle elementari, e a cui non avevo ripensato fino ad ora. Era formulato più o meno in questo modo: “Un albero si trova in una radura e non c’è nessuno nelle vicinanze. Se a un certo punto l’albero cade, fa rumore?” Questa domanda non è di facile risposta, poiché se si sostiene l’esistenza di una realtà oggettiva, indipendente dagli esseri umani,  è necessario chiedersi come può qualcosa essere reale se nessuno ha mai avuto, ha o avrà mai la possibilità di conoscerlo e percepirlo. Bisogna quindi dire che il rumore esiste solo grazie alla presenza di qualcuno che lo sente? Allora in questo caso la caduta dell'albero non è reale poiché nessuno la può sentire? E la caduta di un altro albero che però viene sentita è reale? E se invece fosse passato qualcuno mentre cadeva il primo albero e lo avesse sentito cadere la sua caduta sarebbe stata reale? <br>Quindi l’uomo ha così tanta influenza sulla realtà che lo circonda?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 17:52:52 UTC</pubDate>
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         <title>Teresa Covelli 3H</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/967315505</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel mette in evidenza la distinzione tra: ontologia (la sfera dell'essere, quello che c'è indipendentemente da quello che noi sappiamo), ed epistemologia (quello che noi sappiamo della realtà).<br>Ferraris afferma l'esistenza di una realtà indipendente dalla nostra capacità di conoscere, essa è tutt'altro che frutto del nostro pensiero, ci precede e continua ad esserci dopo di noi, a prescindere dal fatto che la si conosca.<br>Pertanto, mi chiedo "esiste una realtà indipendente da tutto e da tutti?".<br>Pensiamo all'acqua, esisteva anche prima di scoprire la sua composizione chimica.<br>Ne consegue la duplice distinzione tra l'ambito epistemologico ed ontologico.<br>il primo sarebbe perfettibile e emendabile, il secondo inemendabile ed esterno agli schemi concettuali.<br>Gli oggetti fisici e naturali sono totalmente inemendabili rispetto all'uso di schemi utilizzati per conoscerne l'esistenza e analizzarne la presenza nel mondo reale.<br>Gli oggetti sociali vengono talvolta addirittura inventati.<br>Infatti con l'avvento della rete si sta perdendo il confine tra realtà e finzione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 18:01:54 UTC</pubDate>
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         <title>Cristina Cotoman 3i</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/967390462</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tema principale del video è quello della realtà e della sua comprensibilità ed esistenza. Dopo aver guardato e ascoltato attentamente sono rimasta con alcune domande: tutto ciò che è reale esiste? Tutto ciò che pensiamo è realtà? <br> In collegamento a queste domande c'è una frase che mi ha fatto riflettere maggiormente :" l'idea di realtà nasce da un contrasto tra ciò che vorremmo fosse ciò che vorremmo accadesse e ciò che invece è nell'ordine delle cose". Da ciò ho compreso che la realtà non è un'entità concreta ma è un concetto che dovrebbe derivare dal contrasto tra ciò che è veramente reale e ciò che noi vorremmo fosse reale. <br> Personalmente ritengo che la realtà si trasformi continuamente e perciò la nostra percezione di essa sarà sempre differente e inafferrabile.<br> Concludendo vorrei dire che non bisognerebbe basarsi su quello che crediamo la realtà sia, ma dovremmo capire che quest'ultima è incomprensibile a noi, poiché è un concetto che si estende al di là delle nostre capacità.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 19:12:49 UTC</pubDate>
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         <title>Aurora Veronesi 3^H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel affronta il concetto di realtà partendo da Schopenhauer e dalla filosofia scettica procedendo con altre importanti interpretazioni di essa. In particolare, ci si chiede se la realtà esista al di là delle nostre percezioni ed esperienze o se invece sia ontologicamente inesistente: viene introdotto così il contrasto tra esistenza e illusione. Questa contrapposizione mi ha fatto immediatamente pensare ad un importante romanzo del Novecento di Luigi Pirandello, ovvero “Uno, nessuno e centomila”. Il protagonista, Vitangelo Moscarda, scopre dalla moglie un dettaglio di sé che non aveva mai notato, ovvero una leggera inclinazione del proprio naso. Questa osservazione provoca in lui una lunga e profonda riflessione che lo porta alla consapevolezza che la realtà non è oggettiva. Nel libro il protagonista infatti passa dall’affermare di essere unico, ovvero di rispecchiare l’immagine che egli pensava di rappresentare, all’essere nessuno e infine centomila, sulla base delle diverse concezioni che ognuno ha di lui. Questo romanzo dimostra perfettamente che la realtà può essere soggettiva, in dipendenza da ciò che ciascuno conosce, vede e sperimenta e che quindi non è sempre un’astrazione preesistente all’uomo e indipendente da esso. Cosa si intende quindi per realtà ontologica e quali elementi appartengono ad essa? Quale parte della realtà è invece dipendente dall’uomo e dal suo pensiero? </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 20:54:11 UTC</pubDate>
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         <title>Matilde Valentini 3^H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel concentra l’attenzione sull’analisi del rapporto tra realtà e illusione mettendo a confronto le teorie di alcune correnti filosofiche come quella scettica, realista o quella di Schopenahuer. Parte della discussione è basata sulla differenza tra epistemologia, cioè tutto ciò che si sa, e ontologia, tutto ciò che c’è. Ciò che coinvolge della filosofia è che fa sorgere domande che molti si fanno, ma che spesso non hanno il coraggio di manifestare per non apparire diversi. Che cos’è veramente la realtà? È quello che vedo o quello che mi sono convinto di vedere perché sono stato istruito in questo modo o perché è più semplice così? Gli altri sono realmente come li vedo o è solo una mia proiezione di come vorrei essere o di ciò che vorrei loro facessero nei miei confronti? Le persone intorno a me vedono esattamente le stesse cose che vedo io o le percepiscono in maniera differente? Le mie scelte di vita derivano da fatti reali o da illusioni? Il contrasto tra questi due opposti (realtà e illusione) mi ha fatto pensare alla figura di Don Chisciotte, protagonista del romanzo di Cervantes. Don Chissciotte, il cui vero nome è Alonso Quijano, si appassiona così tanto ai romanzi cavallereschi da immedesimarsi completamente nei protagonisti delle storie che legge, perdendo la capacità di distinguere tra finzione e realtà. Il protagonista è così convinto che sia vero ciò che crede che va alla ricerca di incredibili avventure insieme al suo fedele compagno Sancho. Sancho e Don Chisciotte mi fanno pensare proprio alla contrapposizione tra realtà e illusione. Quindi chi ha ragione tra i due? Chi vive la “vera realtà”? <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 21:00:50 UTC</pubDate>
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         <title>Filippo Musi 3^I</title>
         <author>filippomusi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel video di Zettel ci si chiede  se tutto ciò che vediamo esista veramente, e quindi indipendentemente dalla nostra immaginazione, o sia solo frutto della nostra mente. Tutta questa discussione sulla realtà è basata sui vari aspetti riguardanti l’epistemologia e l’ontologia, ovvero sulla relazione che intercorre tra ciò che noi sappiamo e ciò che esiste indipendentemente da quello che conosciamo. Dopo la visione del video, riflettendo ancora sul rapporto tra realtà e immaginazione, ho ritrovato un nesso col pensiero di Parmenide. Egli infatti sostiene che il pensare e l’essere siano la stessa cosa, ossia è possibile pensare solo l’essere, e bisogna inoltre dire e pensare che l’ente è, infatti è possibile essere, mentre non è possibile il nulla. Secondo l’eleato quindi realtà e immaginazione coincidono, poiché se non coincidessero allora ciò equivarrebbe a pensare il nulla, ma tale affermazione porterebbe a una contraddizione, in quanto il non essere non è esprimibile né attraverso la mente né con l’uso delle parole. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 21:03:19 UTC</pubDate>
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         <title>Agnese Berganti 3^H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video è stato molto interessante, e mi ha dato un'infarinatura generale sulle varie definizioni e descrizioni della realtà. Sorgono spontanee, tuttavia, varie domande:<br>•Siamo noi ad aver creato la cosiddetta intelligenza artificiale? Se sì, e quest'ultima si evolvesse ad un punto tale da poter inventare anche lei delle cose e cambiare la realtà dovrebbe essere considerata, sotto ad un punto di vista di umana?<br>•Questa idea della realtà che dipende dall'uomo non è estremamente superba?<br>•Come facciamo noi umani a distinguere gli esseri viventi in razionali e irrazionali se il requisito che un essere deve avere per essere giudicato razionale è che gli umani capiscano il loro linguaggio? Non sarebbe più corretto l'utilizzo di un altro termine? Ma soprattutto, noi umani siamo sempre dotati di raziocinio? è giusto definire il raziocinio come una caratteristica peculiare all'umano anche se la maggior parte di noi ne è (parzialmente o quasi totalmente) priva?<br>•Saggezza è sinonimo di accettazione della propria incapacità di modificare la realtà? <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 21:38:11 UTC</pubDate>
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         <title>Margherita Fantini 3i</title>
         <author>margheritafantini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel che pone la realtà come argomento principale della sua discussione, mi ha fatto riflettere su come sia diffuso rapportarsi con noi stessi e il mondo esterno tramite il “filtro” delle nostre convinzioni personali e delle nostre sensazioni. Se prendiamo in considerazione la frase di Cartesio “cogito ergo sum” , ossia “penso quindi sono”, possiamo darle il significato di “io sono perché penso”, ma anche “sono ciò che penso e quindi anche la realtà è frutto del mio pensiero”, idea tutt’oggi assai comune. Questa tesi va  però a scontrarsi con una base oggettiva di cui è formata la realtà e di cui comprendiamo l’esistenza al di là della nostre conoscenze ( quindi dell’epistemologia). </div><div>In conclusione il concetto legato alla persona, ai pensieri e alle sensazioni che noi abbiamo può sì influenzare il modo in cui guardiamo la realtà, ma non  può mettere in dubbio la veridicità di essa stessa.</div><div>Mi è quindi venuto spontaneo domandarmi  quanto i nostri pensieri e quindi anche il linguaggio,grazie al quale gli diamo forma, possano avere effetto sulla realtà. E viceversa quanto la realtà possa influenzare il nostro pensare. </div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
         <pubDate>2020-11-28 21:58:50 UTC</pubDate>
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         <title>Arianna Bertolini 3^H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[Dopo aver guardato il video proposto nel quale mette in evidenza il concetto di realtà proponendo varie visioni filosofiche sia dell'antichità sia della modernità, il mio pensiero è ritornato alla questione dell'ignoranza rifletuttta nei primi minuti del video.  Nel libro XII dell' Odissea si canta l'incontro di Odisseo e dei suoi uomini con le sirene, le quali sono creature ammaliatrici che grazie al loro canto portano i marinai alla morte. Il loro canto è diverso da ogni marinaio che naviga poichè in esso riflettono le fantasie e i desideri degli svenuturati; se agli altri navigatori cantano di desideri materiali, invece ad Odisseo, affamto di conoscenza, lo seducono promettendogli che , una volta ascoltato il canto, egli aumenterà la sua conoscenza e ribadiscono di essere le uniche a conoscere tutto quello che avviene sulla terra nutrice, cioè la realtà.  Questa fame di sapere di Odisseo ma che esiste in tutti noi è un'arma a doppio taglio: il sapere cosa è realtà ci può arricchire ma allo stesso tempo ci può distruggere poichè il sapere porta a un infelicità ma allo stesso tempo dà una ricchezza mentale che invece l'ignoranza non ha poichè essa porta alla felicità visto che ci si accontenta della ricchezza materiale. 
Una domanda che mi ha portato questo video è il perchè escludere il fatto che la realtà epistemologica e la realtà ontologica non possano coesistere. Ci sono dei principi che tranquillamente sono reali senza il nostro sapere, ad esempio l'acqua, ed altri principi che l'uomo ha fatto diventare realtà poichè sono invenzioni dell'uomo, ad esempio la stessa filosofia. La scienza,inventata dall'uomo, dà degli approfondimenti di cose che esitono già nella realtà ontologica, i quali danno semplicemente delle informazioni in più su quellla realtà crendo così la realtà epistemologica.]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 22:35:54 UTC</pubDate>
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         <title>Emiko Hahn 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel è stato molto interessante e ha catturato la mia attenzione al primo istante, trattando di domande che mi sono posta più volte nel corso della mia adolescenza  e ancora oggi prive di risposte:  " Tutto quello che vediamo esiste veramente o è solo frutto della nostra immaginazione?", "Tutto ciò che pensiamo corrisponde alla realtà?", "Chi conosce e che cos'è la vera realtà", "Tutto ciò che è reale esiste?".<br>Zettel pone al centro dell'attenzione la realtà, facendo un rapporto tra la realtà e illusione riportando alcune teorie filosofiche del passato. Ci pone diversi tipi di realtà:  la realtà ontologica, basata sull'essere, che esiste indipendentemente da quello che sappiamo, esistendo perciò con o senza la presenza dell'uomo,  e la realtà basata sull'uomo, che non esisterebbe senza la presenza dell'uomo. Questa realtà richiama perciò la figura di Protagora: colui che sostiene la centralità dell'uomo ponendolo al centro dell'attenzione.<br>Mi stupisce il fatto che un concetto considerato banale sia già stato trattato e approfondito nel passato. Il video visualizzato non mi ha fatto capire solo l'importanza della realtà e di quanto sia sottovalutata,  mi ha fatto riflettere sul fatto che a volte i concetti più banali possono essere quelli più complicati.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-28 22:39:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968101551</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo aver visto il video è venuto da sé che mi interrogassi sulle questioni da quest’ultimo poste. Probabilmente né io né nessun altro di noi sarà in grado di rispondere a quelle domande in quanto anche l’ipotesi più condivisibile e apparentemente inconfutabile pecca di un elemento fondamentale per essere considerata come verità assoluta: una prova, nessuno è infatti in grado di dimostrare cosa la realtà sia o cosa la realtà non sia. Comprendere e definire la realtà non rientra quindi nelle nostre competenze, è pertanto comprensibile come nel corso della storia dell’uomo si sia cercato di attribuire la realtà ad un dio, talvolta inteso più come concetto che come idea, offuscato dal desiderio di conoscere tutto, provocato da una presunzione di essere al centro del mondo che rientra nella nostra natura umana. Tuttavia questa strada, sicuramente più semplice, non è quella giusta da percorrere. È possibile infatti che la facoltà di definire la realtà in maniera universale e quindi valida per tutti non spetti a noi, né a nessun altro, se non alla realtà stessa. Ognuno di noi umani può però definire la realtà nella maniera che più gli sembra razionale. L’epistemologia individuale, ovvero quello che ognuno di noi sa della realtà, può quindi valere come ontologia per ogni uomo considerando ogni uomo come un universo a sé? Ciò può essere vero ma rischia di essere pericoloso per la società in quanto esiste la possibilità che si propaghino ideologie totalmente sbagliate che portano a vere e proprie catastrofi come i tre totalitarismi del Novecento. Al fine di evitare che questo accada bisogna seguire passaggi razionali nella propria riflessione, ed è perciò sempre meglio preferire la conoscenza alla credenza. Questo modello potrebbe funzionare in una società ideale, dove nessuno agisce guidato dalla volontà di ingannare o di nuocere agli altri, cosa che purtroppo sappiamo non essere vera, tuttavia se tutti facessimo appello solamente alla ragione in quanto caratteristica comune a tutti gli uomini si arriverebbe alla creazione di ideologie  diverse tra loro e ugualmente valide. Il punto è che abbiamo bisogno di una definizione funzionale della realtà, che ci permetta di vivere in sintonia con ciò che ci circonda. La saggezza sta proprio nel limitarsi a ciò che rientra nelle nostre competenze e che è a noi utile, senza perdere tempo in cose irraggiungibili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 08:56:00 UTC</pubDate>
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         <title>Andrea Tranquilli, 3^I</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Presa visione di questo video di Zettel che concentra la propria attenzione sul rapporto che intercorre tra <em>realtà</em> e <em>concezione di essa</em>, è sorto nella mia mente un interrogativo che vorrei condividere qui sotto.</div><div>In questo programma si parla di ‘realtà’ in quanto unica e sola, se ne cercano le principali caratteristiche e si esamina il contrasto tra <em>ontologia</em> ed <em>epistemologia.</em> Tra le varie dottrine che vengono enunciate vi è tuttavia una costante: nessuno avanza mai l’ipotesi che possa esservi più di una <em>realtà. </em>Si tratta di certo di qualcosa difficilmente concepibile dall’uomo, poiché quest’ultimo dovrebbe ammettere l’esistenza, nello stesso tempo, di<em> </em>molteplici <em>‘verità’ -perdonate il termine, utilizzato solo per rendere l'idea-</em>, le quali potrebbero anche essere assai contraddittorie tra loro. Si potrebbe considerare, ad esempio, l’esistenza di alcune realtà oltre il tempo, nelle quali il concetto di consequenzialità perde significato; si potrebbe provare a concepire realtà in cui l’ambiente esterno, invece di essere tridimensionale, assume anche una quarta dimensione; ci si potrebbe sforzare di immaginare delle realtà in cui il concetto stesso di dimensione non può esistere. Si tratta certo di congetture, ipotesi su cui però reputo interessante rimuginare; a tal proposito, consiglio la visione di un film di <em>Christopher Nolan</em> intitolato <em>Interstellar</em>. <br><br><strong><em>[Scena tratta dal film appena nominato, in cui il protagonista si ritrova un'altra realtà in cui la quarta dimensione è il tempo]</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 09:51:36 UTC</pubDate>
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         <title>Emma Foraboschi, 3 T </title>
         <author>emmaforaboschi</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968229465</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel  pone la questione di quali entità dobbiamo accettare nella nostra ontologia,  quindi  quali cose dobbiamo accettare che esistano indipendentemente dalla nostra conoscenza di essi. Ma la conoscenza della realtà può essere a sua volta l'unica realtà possibile?La spiegazione che viene data all'idea che l'unica esistenza siano le interpretazioni della realtà  e che quindi non si possa veramente attingere a una realtà indipendente è che in un qualche modo ci sono elementi comuni alla nostra interpretazione della realtà. Ciò a parer mio però non nega l'esistenza di schemi concettuali che mediano rispetto a una realtà inattingibile. L'idea che le entità si possano dividere in dipendenti dalla nostra stessa concezione di essi o indipendenti da essa viene ipotizzata nel video ma a parer mio non è da escludere completamente l'idea di una sola realtà composta dalle nostre interpretazioni di esse.  Gli elementi comuni delle nostre interpretazioni della realtà potrebbero infatti derivare dalla influenza che le  interpretazioni altrui hanno sul nostro modo di pensare. La realtà potrebbe quindi consistere in concezioni di essa intersecate che vanno a formare una realtà varia e soggettiva per ogni individuo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 10:34:57 UTC</pubDate>
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         <title>Allegra De Rosa 3I</title>
         <author>allegraderosa</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968249820</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel mette in evidenza il concetto di realtà, chiedendosi se quest’ultima esiste indipendentemente da noi, dalle nostre esperienze, conoscenze ecc. o se non esiste ontologicamente. L’idea che abbiamo sulla realtà nasce tra un contrasto fra la nostra immaginazione e l’ordine delle cose separate dal nostro dominio di azione. La realtà quindi, è un qualcosa che viene influenzato dal nostro modo di parlare, dal nostro linguaggio e dal modo in cui noi cerchiamo di comprendere il mondo, ma allo stesso tempo, anche essa e come noi la percepiamo, influenza il nostro pensiero e di conseguenza il nostro linguaggio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 10:46:09 UTC</pubDate>
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         <title>Elisa Sofia Tiesi, 3T</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968547588</link>
         <description><![CDATA[<div> Dopo aver preso visione del video proposto ho iniziato a riflette sul contenuto di esso.Il video si incentra sulla questione della realtá, ponendola su due prospettive differenti.Una e´una realtà estrinseca all'essere umano, una realta´ che e´ esistita che esiste e che esisterà indipendentemente dagli enti.Nel video viene fatto l´esmpio della terra.La terra esisteva prima della comporsa degli umani e esisterà quando gli umani saranno estinti.</div><div>L'altra prospettiva della realtà e quella che dipende dall'essere umano e che senza di esso non potrebbe esistere.Si tratta di una realtà che l'uomo stesso ha prodotto come gli atti giuridici o la costituzione italiana. Questi oggetti sono stati elaborati dall'uomo e sono funzionali ad esso. Inoltre vi e´una realtà  astratta che e´difficilmente collocabile fra le due realtà  appena enunciate.Queste astrazioni sono difficilmente collocabili in quanto non sappiamo come sarebbe un mondo senza razionalità.I numeri,ad esempio, sono stati creati degli esseri umani per necessità, ma se la razionalità sparisse da questo pianeta cosa succederebbe a questi pensieri astratti?</div><div>A parer mio queste due realta´sono entrambe vere.Ad esmpio l´uomo con l'uso del <em>logos</em> cerca di dare una spiegazione al fenomeno di rivoluzione terrestre. Ma indipendentemente dalle conclusioni degli uomini la terra continuerà a girare attorno al sole e l'uomo non ha nessun potere su questo fenomeno.D'altra parte l'uomo è in grado di cambiare alcuni fenomeni terrestri.Facendo un altro esempio gli esseri umani sono riusciti  a cambiare una caratteristica della natura quindi della terra.Difatti il clima sta subendo un cambiamento per via dell'inquinamento prodotto dall'uomo.Quindi sono arrivata alla conclusione che queste due prospettive della realta´interagiscono fra di loro.La realta´e´ un concetto molto interessante e molto misterioso.Prima di oggi non mi ero mai posta domande su cosa fosse davvero la realtà dando quasi la risposta per scontato ma ovviamente errando.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 11:32:13 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Bianca Maria Benuzzi, 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>In seguito alla visione del video di Zettel, che si incentra sulla relazione tra realtà ontologica e realtà epistemologica, mi è sorto un quesito: Realtà epistemologica e  realtà ontologica possono coesistere? Come ha detto Maurizio Ferraris all'inizio del video, facendo l'esempio dell'acqua: "l'acqua oggi viene  definita chimicamente h2o, anni fa non lo si sapeva ma essa aveva le stesse caratteristiche indipendentemente dalla conoscenza che l'uomo aveva di essa". La realtà quindi,  potrebbe essere senza  dipendere dal sapere che si ha di essa.  Le diverse interpretazioni che si danno ad essa sono, quindi, tutte riconducibili a schemi concettuali che hanno un elemento in comune, che è la realtà ontologica stessa. A mio parere si può quindi affermare che, proprio  perché il punto in comune di ogni interpretazione è la realtà ontologica, dei concetti astratti come le leggi della matematica esistono a priori della conoscenza che si ha di essi. L'uomo di fatto, ha solo definito le regole e le eccezioni di essa osservando la natura, nella quale queste regole sono costantemente applicate. Mi piace  concludere con la frase di Amleto citata nel video: "Ci sono più cose tra il cielo e la terra di quante la nostra filosofia ne possa sognare", sulla quale credo sia stimolante riflettere, per le infinte possibilità di interpretazione. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 11:36:40 UTC</pubDate>
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         <title>Sveva Grisolia, 3I</title>
         <author>svevagrisolia</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968597997</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo aver visto il video di Zettel sulla Realtà mi sono chiesta quale sia il rapporto che intercorre tra realtà e lingua. <br>La realtà che noi percepiamo è sempre la stessa indipendentemente dalla lingua che parliamo o la realtà è un prodotto di quest'ultima?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 11:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>Celeste Maiorelli, 3H</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968609296</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel video si parla di cosa sia realmente la realtà e se esista davvero. Quando però Maurizio Ferraris ha parlato del rapporto tra sogno e realtà ho pensato che se la realtà non esistesse non potremmo nemmeno riconoscere i sogni e saperli distinguere dalla vita reale. Anche ricollegandomi alla parte iniziale in cui dice che se la realtà non esistesse non ci sarebbe differenza tra pensare una cosa o compiere l'azione mi fa riflettere sul fatto che i sogni sarebbero "realtà" in questo caso e non sarebbero solo immaginazione. <br>Inoltre verso la fine del video si parla di come gli atomi vengano studiati come materia molto dopo le teorie dei filosofi e mi sono domandata cosa intendesse Democrito parlando di arché come atomi non divisibili se non li vedevano come oggetto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 12:04:47 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice Fabris, 3I</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968630688</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel mi ha portata a riflettere sul contenuto di esso, o meglio, sulla domanda che il programma stesso pone e a cui cerca di dare una risposta: la realtà esiste indipendentemente da noi o é ontologicamente inesistente e quindi una sorta di illusione? <br>Questa è una domanda davvero complessa ed è probabilmente impossibile sapere per certo qual’è la risposta giusta.<br>Come affermato da Mario de Caro, però, la questione fondamentale non è se esista una realtà, ma come é fatta questa realtà. Il professore di filosofia della Columbia University Achille Varzi ci ha fornito un esempio sul concetto della realtà riferendosi alle montagne e alle capriole. Riflettendo su questi due concetti in particolare credo che si possa fare una distinzione forse banale, seppur fondamentale: infatti al di là della nostra esistenza le montagne fanno parte della natura, che esisteva e esiste da molto tempo prima di noi esseri umani (e ne abbiamo prove scientifiche), mentre la capriola è un’azione che noi compiamo e il cui concetto non esisterebbe senza un essere che lo “inventi”. Ma chi ha ragione tra Ockham e Platone? Personalmente dato il mio breve corso di studi non mi ritengo all’altezza di rispondere, tuttavia posso dire che usare il “rasoio di Ockham” per guardare la realtà non mi sembra un buon punto di partenza, in quanto sono convinta che l’universo sia troppo grande per ridurlo a pochi e semplici concetti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 12:24:49 UTC</pubDate>
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         <title>Eva Adinolfi 3^I</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968635656</link>
         <description><![CDATA[<div>Guardando il video proposto non smettevo di pormi domande e di cercare delle spiegazioni alle affermazioni degli esperti per capire se fossi d’accordo o meno. Tuttavia nel mio disordine ho trovato le osservazioni che vorrei condividere. <br>Ho subito tentato di dare una definizione di realtá basandomi anche su quella che Maurizio Ferraris enuncia alla fine del video, e dopo poco mi sono resa conto che prima avrei dovuto riflettere su ciò che costituisce l’ambiente che ci circonda. In fin dei conti il nostro mondo non è altro che un nodo insolubile, un insieme di fili ineluttabilmente intrecciati tra loro, alcuni secondo un ordine preciso, e altri che invece si aggrovigliano senza una chiara ragione.In questo sistema i fili rappresentano ogni componente del nostro mondo:dagli elementi naturali alle azioni di tutti gli esseri presenti sul pianeta, che contribuiscono a creare e modificare la realtà in cui siamo immersi. Ma ogni azione è senz’altro guidata da un pensiero, un pensiero che attraversa miliardi di sinapsi per passare dal mondo interiore del soggetto a quello esteriore, che riguarda tutti. <br>Nel video, Maurizio Ferraris e i suoi invitati espongono i loro ragionamenti in funzione di distinguere la realtà oggettiva da quella soggettiva, ma questo metodo mi perplime tutt’ora per l’idea che mi sono fatta sulla struttura del nostro mondo. Perciò io rispondo così al grattacapo protagonista della puntata di Zettel:la realtà é ciò che diamo per assodato, per vero. Essa però si divide in realtà oggettiva e realtà soggettiva. La prima é, discutendo razionalmente, inconfutabile (ad esempio l'esistenza di elementi fisici o fatti accaduti appartengono a questa categoria); mentre la seconda riguarda il mondo interiore di un individuo, che solo ognuno per sé é in grado di comprendere fino in fondo.<br>La domanda immediatamente successiva che mi è sopraggiunta è:quindi, se le due realtà sono così profondamente mescolate tra loro e dipendenti l’una dall’altra, perché cercare di separarle e riassumere ciascuna delle due in una semplice frase che le definisca? Cosí sono giunta ad una conclusione:gli uomini, e più in particolare i filosofi, si sono sempre adoperati per trovare una spiegazione a tutto, per far rientrare tutto in un modello logicamente organizzato, assegnando ad ogni entità una descrizione nitida. Per fare ciò hanno tentato di estrarre, o di seguire con lo sguardo, un singolo filo del groviglio alla volta, perché naturalmente non sarebbero riusciti a comprendere la natura di tutto ciò che compone il mondo in cui viviamo in altra maniera.<br>Pertanto deduco che gli esseri umani siano sempre stati spronati non solo dal desiderio, ma anche dalla necessità ci conoscere. E il fatto che questa necessità si traduca in una logica organizzazione delle informazioni apprese, ci dice molto sulla natura della nostra specie.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 12:29:22 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Duca, 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel focalizza l'attenzione sul concetto di realtà: è essa un'idea, che quindi va oltre la sfera percettiva, e c'è indipendentemente da ciò che conosciamo? Oppure è un concetto, e quindi rientra nella sfera gnoseologica? Molti individui spesso si rapportano alla realtà considerandola come epistemologica, e quindi come l'insieme di tutto ciò che conosciamo. Maurizio Ferraris però ci ha dimostrato che non per forza la realtà rientra nella sfera epistemologica: per esempio, l'acqua nella storia ha sempre avuto le stesse proprietà chimiche, indipendentemente dal fatto che l'uomo le conoscesse o meno. Oppure Einstein è riuscito a dimostrare che gli atomi esistono, anche se non siamo in grado di percepirli. E quindi mi sorgono dei dubbi: che rapporto intercorre tra la realtà universale e la realtà empirica? Ciò che conosciamo può essere considerato un sottoinsieme della realtà oppure, considerandola nei due diversi punti di vista, possiamo definire la realtà sia come empirica che come universale ?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 12:42:24 UTC</pubDate>
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         <title>Dafne Visconti, 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Come dice Schopenhauer tutti abbaimo una mente che contempla, due occhi che guardano, ma non conosciamo tutto quello che c'è nel mondo, che secondo l'ontologia c'è indipendentemente da noi e da quello che sappiamo, cosa che resta difficile da accettare.<br>Il mondo c'è sempre stato, c'è e ci sarà e questo è molto facile da comprendere se pensiamo all'esempio che ci fa Ferraris dell'acqua, che indipendentemente da quello che noi conosciamo di essa, esiste e ha le sue proprietà.<br>Un concetto che mi pongo da molto è quello della morte. Da piccola andai da mio padre e gli dissi "nascendomi mi avete condannata a morire", io non me lo ricordo ma mi è stato riferito da lui stesso. Una sera abbaimo aperto un discorso a proposito e ci siamo interrogati sul princio stesso della morte, che è una cosa così sconosciuta a tutti gli esseri viventi, che a pensarci viene paura. Viene paura perchè nessuno può o potrà mai affermarla come concetto e di conseguenza non fa parte del reale. Quello che voglio dire è quindi che le cose reali come il mondo fanno parte<br>dell' epistemologia mentre la morte va oltre a essa e per questo fa più paura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 12:47:46 UTC</pubDate>
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         <title>Arianna Benincasa 3H</title>
         <author>ariannabenincasa</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968690613</link>
         <description><![CDATA[<div>Che cos’è la realtà?</div><div>Il mondo c’era prima di noi e continuerà ad esserci indipendentemente da noi, nel mondo proiettiamo i nostri schemi interiori le nostre”realtà”  che possono o non possono essere concepiti da altre persone.</div><div>  Esiste infatti una realtà che percepiamo in base a noi stessi, al nostro pensiero gnoseologico perciò al nostro modo di rapportarci ad un mondo “reale”, come dice Davidson non esistono modi di percepire la realtà uguali se non per il fatto di condividere un mondo comune all’interno del quale individui pensanti hanno divulgato il loro pensiero. </div><div>Nel video si parla di una confusione tra epistemologia e ontologia ossia tra ciò che sappiamo e quello che c’è indipendentemente da noi e ciò porta a pensare che indipendentemente da quello che sappiamo, fuori c’è un mondo ontologico indifferente.</div><div>Non esiste una realtà uguale per tutti, Senofane ci parla delle facoltà gnoseologiche dell’uomo, in base a queste facoltà gnoseologiche si può dare una definizione personale di realtà: L’individuo si basa inizialmente sui sensi cioè su come come vediamo un fenomeno ed in seguito l’individuo concepisce ed elabora i concetti ponendosi un proprio schema mentale  in grado di essere concepito dalla ragione ossia la facoltà che produce le idee e che ci porta ad avere un personale punto di vista del mondo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 13:20:33 UTC</pubDate>
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         <title>Jonas Moretta, 3^T</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968691565</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo la visione del video di Zettel sulla realtà ho immediatamente pensato a due filosofi studiati nel corso dell’anno scolastico: Protagora e Parmenide. Nel video vengono esposte due ipotesi sulla realtà, una sostiene che la realtà esisteva, esiste e esisterà indipendentemente dalle azioni e dai sensi dell’uomo, quindi ontologica. Questo mi ricordano le due vie di Parmenide, dell’essere e del non essere.</div><div> La seconda ipotesi, che ritengo più affascinante, afferma che l’uomo grazie ai sensi e a quello che percepisce può distinguere tra reale e non reale e perciò diventa misure di tutte le cose, come aveva affermato Protagora nel V secolo a.C. </div><div>Una domanda che mi ero posto durante mentre guardavo il video era la seguente:” É possibile che entrambe le realtà coesistano?"</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 13:21:22 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Zattoni, 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Guardando il video di Zettel mi sono ricordata di un passo di un libro che aveva catturato la mia attenzione. Nel racconto esiste una cittá di cui vengono viste parti diverse da ogni cittadino. Secondo ogni individuo la città é  quindi costituita solo una parte di essa, anche se esiste interamente a prescindere da quello che ogni persona vede o conosce. Se ad un abitante vengono chieste informazioni sulla cittá, egli racconterà solo ciò che conosce ma questo non esclude l’esistenza di altre entità. La realtà di ogni individuo è ciò che egli conosce (per esempio: la realtà di una civiltà indigena è diversa da quella di una civiltà industrializzata) ed essa può essere considerata una realtà epistemologica, mentre la città intera una realtà ontologica e indipendente. Entrambe quindi possono coesistere. Una domanda che mi pongo allora é la seguente: esiste una sola realtà? E di essa si può realmente dare una definizione o una spiegazione universale?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 13:57:37 UTC</pubDate>
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         <title>Sofia Vicariucci 3H</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968738550</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel propone un tema tanto affascinante quanto complesso: la realtà. Maurizio Ferraris esordisce affermando che numerosi filosofi considerano la realtà un concetto non così importante, perché tutto quello che ci sta intorno potrebbe essere un’illusione; Schopenhauer afferma, infatti, che l’unica cosa di cui possiamo essere certi è l’esistenza di una mente che contempla le cose e un di occhio che osserva, ma del mondo esterno non possiamo sapere nulla. Si crea così una differenza tra quello che esiste realmente e quello che pensiamo esista, tra <strong>ontologia</strong> ed <strong>epistemologia</strong>. Personalmente, questa affermazione ha suscitato in me non poca curiosità: - la realtà può esistere anche in forma diversa da quella in cui la vediamo noi? -Perché noi la vediamo e la pensiamo in un certo modo? Secondo quale criterio?</div><div>Il video continua riportando i pensieri dei filosofi più scettici circa questo tema. Il filosofo <strong>realista </strong>dice che la realtà esiste ed è indipendente da noi, ossia esule dal nostro dominio d’azione. In seguito viene nominato Davidson, il quale sostiene che schemi concettuali commensurabili non esistano se non come mezzo per interpretare la realtà. Questa riflessione mi ha portata a pensare che esistano più modi per interpretarla: -Se noi pensiamo e ci rapportiamo con la realtà in un certo modo, è possibile pensare ad altri modi con i quali relazionarsi a quest’ultima e averne quindi una concezione totalmente diversa?</div><div>Un’ultima questione che mi ha fatto riflettere è la quantità di entità che i filosofi sono disposti ad accettare nella nostra ontologia; viene infatti nominato lo scetticismo di Occam (la celebre espressione “il rasoio di Occam” viene dal fatto che egli non fosse aperto ad accettare tutte le entità, per questo tagliava fuori tutto ciò che “non serviva”) e la predisposizione all’accettazione di Platone, che appoggiava l’esistenza di tutti gli enti. Ovviamente porsi domande in questo campo è legittimo: -Chi appoggiare tra i due filosofi? È più prudente affidarsi ad un “taglio” di entità affinché quelle superflue non siano considerate o è più opportuno pensare all’inclusione di tutti gli enti nella nostra ontologia? </div><div>Per concludere, questo video è per me stimolante ed interessante, poiché ha focalizzato la mia attenzione su questioni sulle quali è piacevole e affascinante ragionare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 14:02:03 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice Barbieri 3H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video propone il tema della conoscenza della realtà, in particolare l’interrogativo su ciò che è veramente considerabile come reale e come lo concepiamo. Durante il video viene detto che se noi non avessimo un rapporto diretto con la realtà, quindi se la nostra concezione di essa fosse sempre mediata da qualcosa (interpretazioni, concetti), saremmo in grado di immaginare schemi concettuali, teorie e interpretazioni del mondo completamente diversi dal nostro. Questa riflessione mi ha immediatamente fatto pensare all’impegno che nel XIX secolo gli artisti e gli scienziati hanno impiegato per cercare di spiegare e rappresentare una quarta dimensione rispetto alle tre che conosciamo. Pittori come Picasso hanno cercato di costruire una nuova e diversa tipologia di realtà attraverso il movimento del cubismo, la cui principale caratteristica è la scomposizione degli oggetti in piani e forme geometriche elementari a cui segue una sinterizzazione di punti di vista diversi, i quali non potrebbero essere adottati simultaneamente. Per creare questo sconvolgimento è necessario però avere un punto di riferimento da “distorcere”. Da ciò capiamo quindi che sarebbe impossibile immaginare una concezione radicalmente diversa dalla nostra, senza nessun punto in comune, dunque che il nostro legame con la realtà non passa attraverso intermediari.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 14:31:47 UTC</pubDate>
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         <title>Giulio Testoni 3H</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968845067</link>
         <description><![CDATA[<div>La visione di questa trasmissione con argomento la realtà, ed il modo in cui l'uomo si relaziona ad essa, ha stimolato in me vari interrogativi e riflessioni. In particolare mi trovo in disaccordo, con l'opinione del presentatore e dell'ospite Mario De Caro quando negano che l'uomo abbia bisogno di sistemi concettuali intermedi per percepire la realtà che ci circonda e che quindi essa esista indipendentemente dall'esistenza o meno di una mente intelligente. Secondo me invece, in assenza di un essere razionale, non si può comprovare l'esistenza di un Essere unico, e anche prendendo questa per assioma, non si può comunque fornire una descrizione di un qualunque ente che permetta di separarlo logicamente dal primo, poiché questa dipende strettamente dall'essere che la interpreta. Per esempio pensiamo a due fiori esattamente identici, eccetto che uno è arancione e uno è viola; un uomo occidentale sarebbe ovviamente in grado di distinguerli, ma cosa succederebbe se la stessa domanda venisse fatta a un membro di alcune tribù africane che noi sappiamo concepire solamente tre sfumature di colore, o addirittura a un animale che vede solo bianco e nero? Ne consegue logicamente che nessun oggetto ha caratteristiche "oggettive" e che l'esistenza di quell'oggetto e dell'intera realtà concreta e data dalla presenza di un essere senziente che la interpreta. Più interessante è la questione che riguarda i ragionamenti astratti: noi sappiamo che la legge di gravità funziona ad ugual modo per un uomo occidentale, un indigeno ed una mosca, ma cosa ne penserebbe una civiltà di alieni che  non ha un idea di cosa sia il tempo o che vede una quarta dimensione nello spazio?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 15:24:17 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Biondi 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>In seguito alla visione del video di Zettel, che approfondisce la questione sulla realtà, sorgono in me svariate constatazioni riguardanti essa e tutto ciò che ne deriva. <br><br>La realtà costituisce una parte degli studi di vari filosofi, alcuni di loro si identificano infatti come realisti, mentre altri come antirealisti. <br>I primi ritengono che la realtà esista indipendentemente dall'essere umano, quindi tutte le entità di una certa tipologia vengono esulate dalle nostre azioni, mentre gli antirealisti considerano superfluo tutto ciò che si riconduce alla realtà, di conseguenza considerano superflua essa stessa. <br><br>Il concetto di realtà, dopo svariate riflessioni, per me è un qualcosa che si può scindere in realtà più piccole. <br>Ritengo infatti che tale concetto venga soprattutto influenzato dalle nostre conoscenze personali che distolgono invece da uno studio prettamente ontologico, proprio per questo la mia riflessione si ritrova a rilevare due realtà diverse. <br>La prima deriva da conoscenze ontologiche, ovvero conoscenze che derivano dalla realtà, che è e che non può derivare da azioni dell'essere umano, mentre il secondo tipo di realtà deriva dalle nostre conoscenze personali, essendo influenzata da esse quindi si può considerare come una realtà individuale, non giudicabile dagli altri individui, poiché a loro incomprensibile. <br><br>Ma a questo punto mi sorge spontaneo chiedermi come si possa definire un concetto appartenente al primo tipo di realtà invece che al secondo. <br>Riflettendo infatti, parte della mia realtà deriva da conoscenze e constatazioni di altre realtà definite da altri individui, ma magari non condivise da tutti; basta pensare alla religione, ve ne sono di varie dottrine, vi sono vari scritti e raffigurazioni, molti la considerano realtà mentre altri semplice immaginazione. <br>Quindi a sua volta la realtà personale si suddivide in realtà più piccole, appartenenti a gruppi di individui, vi sono infatti i cattolici, i protestanti, gli agnostici, gli islamici, gli atei e così via.<br>A questo punto mi ritrovo ad affermare di conseguenza che la realtà può essere anche comune a varie persone, che possono essere influenzate da scritti, come i testi sacri, oppure da ricerche scientifiche, ma secondo questo ragionamento non potremo mai affermare che studi scientifici e credenze religiose appartengano entrambi alla realtà ontologica, poiché tale realtà dovrebbe essere condivisa da tutti per non sfociare nella realtà individuale, quindi come possiamo noi intendere vari concetti prettamente ontologici? <br><br>Penso che questo sia il mio grande dubbio, noi in fin dei conti siamo certi di esistere e di vivere in un pianeta appartenente a un sistema solare, ma oltre a questo tutte le nostre conoscenze circa la realtà ed essa stessa, a mio parere, sfociano in qualcosa di prettamente individuale, poiché influenzato da altre realtà individuali.<br><br>In conclusione mi ritrovo ad affermare che la realtà sia qualcosa di così vasto e complesso che, ancora oggi, agli occhi dell'uomo appare incomprensibile.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-11-29 15:48:17 UTC</pubDate>
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         <title>Riccardo Cossu 3i</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel propone un argomento complesso e interessante allo stesso tempo, ovvero la domanda su cosa sia la realtà. Al ventesimo minuto circa il signor Mauro Dorato parla della macchina dei nostri sogni l, che non è altro che un'idea di come noi vorremmo che la realtà fosse. A questo proposito ho fatto una riflessione. <br>Spesso l'uomo vuole che la realtà corrisponda a quella che è la sua idea di realtà. Per questo motivo molti eventi sono accaduti in passato, basti pensare alle guerre, l'uomo voleva cambiare la realtà in modo da avere più potere e ricchezze per sé stesso. Se si parla in ambito religioso si basti pensare a Caino e Abele. Caino uccide Abele perchè destinato a sposare una donna desiderata da entrambi, ma dio decide che sarà Abele a sposarla. Preso da un impeto di gelosia e di rabbia Caino uccide il fratello. Questa rabbia di Caino è il voler cambiare la realtà, infatti una volta ucciso il fratello Caino potrà sposare la donna amata. <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 16:01:16 UTC</pubDate>
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         <title>Lisa Veronesi, 3I</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968902718</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel spiega chiaramente che cosa sia la realtà, interrogandosi sul fatto che la realtà esista al di là delle nostre esperienze o percezioni o se è inesistente. </div><div>Questo video mi ha fatto riflettere molto su un tema sul quale non mi ero mai interrogata.</div><div>“La realtà esiste ed è quello che è indipendentemente da noi”, questa frase citata nel video mi è piaciuta particolarmente poiché condivido questo pensiero, la realtà esiste ed esisterà al di fuori della nostra presenza ma sta a noi riuscire a viverla a pieno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 16:04:32 UTC</pubDate>
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         <title>Matilde Turazza, 3I</title>
         <author>matildeturazza</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968968407</link>
         <description><![CDATA[<div>La realtà rappresenta uno degli interrogativi principali della vita dell’uomo, una domanda che ogni individuo con piena coscienza della sua esistenza, a un certo punto della sua vita, si porrà. Il video di Zettel mette sul piano diverse possibilità, che sono molto riduttive.</div><div>L’idea di realtà nasce da un contrasto tra quello che vorremmo fosse e ciò che vorremmo accadesse e ciò che invece è nell’ordine delle cose. Il parlare e anche il cercare di comprendere il mondo presuppongono la fiducia in una realtà indipendente da noi. Tuttavia, al contrario di quello che è stato citato o che non è stato detto nel video, ritengo esistano più realtà al tempo stesso. Non solo si ha la presenza di una realtà indipendente da noi (che chiamo “realtà di primo ordine”), ma esiste una “realtà di secondo ordine” più soggettiva e che dimora nella mente dell’individuo stesso. Non solo, ma esiste una “realtà di terzo ordine”: quella scientifica-matematica, quindi più oggettiva. Questa è descritta dei fenomeni matematici e fisici così come dalle loro interrelazioni. È l’esatto contrario della prima, che invece fa ricorso a una spiegazione metafisica e alla ricerca del divino. Considero questo atteggiamento un segno di debolezza e una mancanza di impegno nel capire e comprendere ciò che veramente governa la realtà: i fenomeni che interagiscono fra di loro. Proprio per questo il mio approccio alla realtà consiste nel ricorrere alla spiegazione matematica e fisica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 16:49:48 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Giada Ungarelli, 3T</title>
         <author>giadaungarelli</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968981520</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel tratta di un argomento fondamentale nella storia della filosofia, un quesito che si sono posti una quantità  innumerevole di filosofi: la realtà. Inizialmente, Ferraris afferma che i filosofi, soprattutto gli scettici e gli antirealisti,  hanno sempre visto la realtà come un concetto non così importante. Alcuni dicevano che è un’illusione che risiede nel mondo esterno, altri che esiste solo se possediamo un linguaggio adeguato, come se la realtà dipendesse da noi e non fosse fine a se stessa. Questi contrasti sono causati dalla confusione tra l’ontologia e l’epistemologia, cioè tra quello che esiste indipendentemente da noi e quello che pensiamo che esista. Infatti, se il mondo dipendesse da noi, non saremmo più in grado di capire ciò che è sogno e ciò che è reale. <br>Una frase che mi ha fatto riflettere è quella di Varzi in cui dice che tutto ha a che fare con la realtà, ma tutto ha a che fare con il modo in cui ci rapportiamo ad essa. E se costruissimo un nuovo, differente rapporto con la realtà, in che modo essa cambierebbe? E soprattutto come potremmo vederla in un modo diverso rispetto all’ordinario?<br>Un’altra affermazione che ha suscitato in me motivo di riflessione ed in cui mi sono ritrovata molto, è ciò che diceva il filosofo Davidson, cioè che non esistono schemi concettuali universali, ma tutti servono ad interpretare il concetto di realtà. Infatti, come possiamo pensare di immaginare schemi concettuali completamente differenti dal nostro, quando non la pensiamo ugualmente?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 16:58:52 UTC</pubDate>
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         <title>Arianna Pieri, 3^i</title>
         <author>ariannapieri15</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/968984676</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel tratta del tema della realtà e della sua concezione. Il tema della realtà può essere trattato in funzione della visione differente tra epistemologia ed ontologia, ovvero tra ciò che sappiamo e ciò che esiste indipendentemente dalle nostre conoscenze.<br>È affascinante pensare che le cose in natura esistano indipendentemente da noi, oppure che la matematica sia reale, che i numeri esistano nella realtà o che ne siano al di fuori. <br>Il video mi ha portata a pensare al fatto che il mondo oggettivo esista, ma anche che sia influenzato dall’uomo stesso e da quante cose esistano realmente. <br>È molto significativo l’esempio dell’esistenza delle streghe, tanto che le stesse donne accusate di esserlo hanno cominciato a credere di esserlo davvero. <br>Infine mi sembra molto interessante vedere che c'è una forte contrapposizione tra scienziati e filosofi che aumentano il corredo ontologico del mondo e quelli che invece lo diminuiscono.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 17:00:44 UTC</pubDate>
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         <title>Gabriele Leoni 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel mi ha portato al concepimento di una riflessione che spiegerò qui di seguito.<br>La realtà esiste a prescindere dalla razionalità umana, è esistita prima dell'uomo ed esisterà anche dopo la nostra estinzione. Nello stesso tempo, tutto quello che conosciamo è la realtà mentre tutte le cose che non conosciamo non esistono. Se, per esempio, fra cento anni si farà la scoperta di una fonte inesauribile di energia nel nostro pianeta, ecco che essa diventerà parte della realtà. Oggi, che non conosciamo tale fonte energetica, per l'umanità essa non esiste. Quindi, la realtà è solo indipendente dall'uomo o contemporaneamente indipendente e dipendente?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 17:12:02 UTC</pubDate>
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         <title>Gaia Ravegnini 3H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Che cos'è la realtà? <br> Maurizio Ferraris comincia così il suo discorso.<br> Ritengo che chiunque, una volta nella vita, si sia posto questa domanda. Io, però, non ritengo possibile una risposta. Infatti a mio parere la realtà è indefinibile, penso si posso paragonare alla dottrina di Parmenide. Egli sostiene che il linguaggio e il pensiero debbano coincidere, di conseguenza non si può parlare di non essere, poiché l'essere è l'esistenza e l'idea di esistenza. Allo stesso modo io penso che non si riesca a definire la realtà perchè sarebbe una definizione incompleta e che escluderebbe qualcosa. <br> Un'altra domanda molto interessante riguarda l'ignoranza. L'ingoranza è bene? Molto spesso mi sono trovata a dare una rsposta affermativa a questa domanda, questo perchè mi rendo conto che in alcune situazioni l'essere ignoranti di qualcosa porta al non essere del tutto coscienti di tale cosa e per questo di, eventualmente, evitare sofferenze date da essa. Penso, però, che non si possa dire che l'ingoranzia sia un bene. Chi vive nell'ignoranza è come all'interno di una palla di cristallo, molto gli è estraneo e vive più ingenuamente la propria vita. Ritengo, dunque, che per potersi definire liberi bisogna conoscere, più si conosce più si è liberi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 17:19:15 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Liconti 3I</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel è centrato sul tema della realtà. La domanda che ci si pone  è se la realtà dipende da noi e dal nostro modo di interagire con essa, o è qualcosa di indipendente e assoluto.</div><div>Il pensiero realista suggerisce una realtà che è indipendente dall’uomo. <br>Riflettendoci non può non esistere una realtà oggettiva e indipendente, considerando per esempio le proprietà naturali e ontologiche degli enti. Non può la realtà essere tutta una prerogativa dell’uomo. </div><div>I sensi ci dettano che, per esempio, esiste il <em>sasso</em>, il quale esisterebbe anche senza il nostro pensiero. <br>Dunque mi sorge un dubbio: esiste una realtà non percepibile con i sensi che domina e controlla la nostra dimensione empirica? Nel video viene fatto riferimento alla saga di Matrix. Mi chiedo dunque se possa esistere un Matrix che ci inganna e che costruisce la realtà come noi la percepiamo. Penso al <em>nous</em> della dottrina di  Anassagora che governa i fenomeni che costituiscono gli enti.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 17:21:43 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Corvino, 3I</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel video di Zettel Maurizio Ferraris analizza il concetto di realtà: egli inizialmente dice che per molti filosofi, in particolare per gli scettici e gli antirealisti, il tema della realtà è sempre stato considerato come superfluo. Invece a mio parere il tema della realtà è uno degli interrogativi principali che l'uomo non può evitare di porsi nel corso della sua vita. Alcuni filosofi affermavano che la realtà è solo un'illusione, mentre altri la ritenevano come un qualcosa che esiste solo se possediamo un linguaggio adatto, quasi come se dipendesse da noi. <br>Inoltre in questo video viene proposta una riflessione molto interessante riguardo alla differenza tra epistemologia e ontologia. Maurizio Ferraris definisce l'epistemologia come ciò che noi sappiamo, mentre l'ontologia è quello che esiste indipendentemente da quello che noi sappiamo.  Questo argomento mi ha portata a trovare un collegamento interessante con la teoria di Parmenide: egli afferma che la realtà è tutto ciò che si distacca dalla visione sensibile e che è percepibile solo con il pensiero. Infatti Parmenide sostiene che "il pensare e l'essere sono la stessa cosa", ossia si può pensare solo l'essere. Inoltre afferma che "bisogna dire e pensare che l'ente è, infatti è possibile essere, mentre non è possibile il nulla": secondo il filosofo il dire equivale ad affermare che l'essere è, mentre il dire che una cosa non è equivale a cercare di dire il nulla e questa cosa è ovviamente impossibile. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 17:47:12 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice Quartana, 3H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel vedere il video di Zettel mi sono soffermata soprattutto sulla prima parte riguardante l’epistemologia e l’ontologia.  Mi è sorto un dubbio: mentre i filosofi realisti accettano l’esistenza dell’ignoto poiché ritengono che la realtà prescinda dall’uomo, gli epistemologi sostengono che la realtà dipende dalla percezione dell’uomo; affermando ciò questi ultimi non escludono la scoperta? Per esempio,  nel corso dei secoli l’uomo ha esplorato l’oceano scoprendo nuove forme di vita, ma secondo il pensiero degli epistemologi questi esseri non erano reali prima dell’arrivo dell’uomo. Di conseguenza, se l’uomo è a conoscenza del 5%, il restante 95% dell’oceano dovrebbe non essere reale. </div>]]></description>
         <pubDate>2020-11-29 18:39:11 UTC</pubDate>
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         <title>Amedei Francesca 3T</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Guardando il video mi sono sorte alcune domande.</div><div>Parlando di realtà si intende tutto quello che ci circonda materialmente, i gesti, le emozioni, tutto ciò che fa parte della nostra vita, che viviamo, che percepiamo.</div><div>Di conseguenza anche i sogni dovrebbero appartenere alla nostra realtà, perché sono percepiti dalla mente e vissuti emotivamente quindi appartenenti a tutto ciò che noi viviamo? </div><div>La realtà dovrebbe quindi essere soggettiva perché ogni persona percepisce e vive in modo differente dalle altre. Se un individuo per esempio conosce qualcosa che un altro non conosce, questa cosa esisterà per colui che la conosce ma non sarà reale per colui che non la conosce fino a quando non la apprenderà.</div><div>E come si può definire una realtà universale se chiunque la definirà avrà un suo punto di vista che si basa sulle sue esperienze e conoscenze che non potranno mai essere universali? </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 18:55:25 UTC</pubDate>
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         <title>Camilla Manigrasso 3I</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video Di Zettel, che tratta come principale argomento la realtà, mi ha suscitato particolare interesse nel momento in cui il presentatore esprime il suo punto di vista sulla realtà. Lui considera il concetto di realtà fondamentale.  Infatti se la realtà non esistesse, tutto ciò che per noi è significativo, cambierebbe di senso.  Per esempio non ci sarebbe differenza fra il pensare di essere felici o tristi ed esserlo effettivamente.<br> In particolare mi ha colpito molto quando ha messo in evidenza la differenza fra felicità ed euforia e fra tristezza e depressione. Non ci avevo mai riflettuto prima, e ho sempre pensato che essere euforici significasse essere molto felici, mentre essere depressi significasse essere molto tristi. In realtà la differenza fra questi stati d'animo è più profonda. Infatti la felicità e la tristezza sono sentimenti causati da ciò  che ci circonda, quindi dalla realtà; mentre euforia e depressione sono stati d'animo in cui potremmo trovarci anche se non esistesse una distinzione fra reale e non reale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 19:13:32 UTC</pubDate>
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         <title>Filippo Paletta 3I</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La realtà esiste ed è quello che è indipendente da noi? Oppure la realtà non esiste oggettivamente, essendo il risultato delle nostre percezioni e dei nostri schemi concettuali? Nel video di Zetter, su questo tradizionale dilemma filosofico si confrontano alcuni tra i più importanti filosofi italiani. Le loro argomentazioni mi portano a sostenere che soltanto astrattamente possiamo separare ontologia ed epistemologia perché l’una è necessaria all’altra per far progredire la nostra conoscenza intorno alla natura e alla identità delle cose che esistono. </div><div>La realtà esiste indipendentemente da noi, ma noi con le nostre scelte e i nostri comportamenti modifichiamo la realtà delle cose, anche fisicamente, determinandone le caratteristiche distintive e le “identità”, basti pensare all’azione dell’uomo sull’ambiente naturale. L’essere umano attraverso la ragione e le emozioni contribuisce a plasmare la realtà fisica ed intellettuale che lo circonda. La realtà non è definitiva ed immutabile, ma in continuo movimento per effetto della sete infinita di conoscenza che anima gli uomini nella ricerca della saggezza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 19:23:29 UTC</pubDate>
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         <title>Antonio Nascetti, 3i</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video mi ha creato molta confusione. Non mi ero mai veramente posto delle domande su cosa sia la realtà. Per me la realtà è ciò che esiste e che io posso percepire come cose concrete. Invece da questo video ho capito che oltre alle cose materiali che ci circondano, esiste anche una realtà che dipende dalla nostra mente e che non posso vedere come concreta. Nel video vengono trasmessi alcuni fotogrammi del film Matrix, in cui un personaggio dice che l'ignoranza è un bene. Questa frase mi ha colpito, e ho subito pensato che non è vero che l'ignoranza è un bene, e mi sono chiesto il perché di questa affermazione. Forse, ammettere di essere ignoranti può spronarci a studiare e a conoscere ancora di più, e quindi essere cosciente della propria ignoranza può essere considerato un bene. Inoltre, sono rimasto colpito dalla contrapposizione tra due filosofi: Occam e Platone. Occam è definito come il rasoio che taglia la barba di Platone, perché il suo pensiero filosofico sosteneva che non dobbiamo pensare a tante entità se non ce n'è il bisogno, al contrario di Platone, che invece sosteneva che le entità fossero tante. Il mio pensiero sarebbe più vicino a quello di Occam, anche se mi rendo conto che la complessità del mondo e dei fenomeni naturali richiede a volte teorie più complesse.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 19:37:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuseppeitaliani</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/969228150</link>
         <description><![CDATA[<div>Giuseppe Italiani 3I<br>Ho seguito attentamente il video della rai e i discorsi argomentati dalle varie persone che vi apparivano. Ognuna di queste conseguiva un discorso coerente e strutturato in modo tale da non avere particolarità dubbio se. Tuttavia, il discorso di Achille Varzi non è rientrato in questa categoria. Infatti egli ci comunica che molte domande che pone la filosofia sono inutili, e che non rientrano con i problemi reali della vita ai quali dovremmo trovare una soluzione. Inoltre approfondisce l'argomento, specificando che porsi domande nella filosofia, non porta a risposte vere e proprie. Allora io mi sono posto un dubbio: perché creare questo "atteggiamento" (come lo chiama lui), se poi in realtà non serve a risolvere dei problemi reali? L'essere umano è da sempre abituato a cercare risposte in domande utili, che possano servire ad avere una miglioria nella propria esistenza, per quanto possa anche essere piccolo, che ci possa essere un cambiamento positivo insomma. Ma se la filosofia non porta a nessun cambiamento, perché continuare a riflettere su domande che non potranno mai avere una risposta scientifica? Sono solo delle paranoie che non fanno altro che sforzare la nostra mente a trovare una risposta logica, quando in realtà una risposta logica non c'è. Infatti le domande filosofiche hanno dietro delle risposte, le quali noi essere umani non siamo abituati a trattare. Sono risposte di una forma e di un significato che noi umani non conosciamo, e che di conseguenza non riusciamo a capirne neanche la provenienza della domanda. In conclusione il dubbio che mi pongo io e al quale sono sicuro che non avrò mai risposta è il seguente: perché continuare a cercare la risposta approcciandosi in maniera scientifica? Una soluzione che non ha forma scientifica, per essere trovata, ha bisogno di un approccio che di conseguenza non sia scientifico, e fino a quando l'uomo non capirà in che modo è formata la domanda, non capirà nemmeno il modo in cui rispondere ad essa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 19:48:23 UTC</pubDate>
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         <title>Marta Magnani 3H</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/969248048</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video proposto sviluppa come tema la differenza tra realtà <strong>epistemologica</strong> e realtà <strong>ontologica</strong>. La prima dipende dall'uomo, ovvero è ciò che noi pensiamo sia reale. La seconda, invece, è una realtà indipendente da quello che sappiamo, si può dire quindi che l'essere sia misura di sé stesso.<br>Ascoltando questo discorso, mi sono ricordata di alcuni quesiti che mi sono già posta in passato e su cui probabilmente continuerò a riflettere anche in futuro. Come possiamo definire qualcosa reale? Possiamo dire che ci siano più realtà che variano da organismo a organismo? Nel video viene citato il pensiero del filosofo Donald Davidson, con cui posso dire di essermi trovata discretamente d'accordo. Davidson sostiene che gli schemi concettuali che noi immaginiamo non posso essere completamente diversi, ma sono tutti modi di interpretare la stessa realtà. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 20:02:36 UTC</pubDate>
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         <title>Rebecca Pirani 3T </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Che cos’è la realtà? Fino ad oggi per me era un concetto sicuro ed universale, valido per tutti allo stesso modo. La realtà è ciò che vedo, ciò che esiste. Dopo la visione di Zettel non ne sono più così sicura. Esiste una realtà epistemologica, basata su ciò che sappiamo ed una realtà ontologica, che presuppone l’esistenza a prescindere dalla nostra conoscenza. Se è vero che l’acqua che oggi chiamo H2O, aveva le stesse proprietà e caratteristiche 200 anni fa, allora ciò che io oggi non conosco non esiste, o penso che non esista perché non sono ancora in grado di definirlo? Mentre ascoltavo, ho pensato ad un daltonico e ad un normovedente davanti ad un oggetto. Lo riconosceranno identico, ma lo percepiranno differente, e ciascuno di loro riconoscerà la propria percezione come reale, finché non interviene la scienza che riconosce il daltonismo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 20:44:09 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Elisa Castro 3H</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/969357835</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video di Zettel mi ha suscitato riflessioni e domande su diversi temi: dalle emozioni, tristezza e felicità, depressione ed euforia, la differenza tra esse (argomento che mi ha interessato particolarmente), fino a tematiche come il razzismo. Ma la principale domanda che mi pongo è se percepiamo tutti la realtà nella stessa maniera o se essa prenda appunto forme diverse a seconda di chi la osserva, se gli occhi di coloro che la guardano contribuiscano a strutturarla.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 21:25:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/969393739</link>
         <description><![CDATA[<div>Sara Quaranta 3I<br>Il video di Zettel mi ha fatto riflettere su molte tematiche fondamentali e che sono alla base delle riflessioni svolte nel percorso di tutti questi secoli. Una principale questione che mi sono posta è, per esempio,come distinguiamo ciò che già esiste e che c’è sempre stato (cioè le cose che esistevano già nella realtà prima del nostro intervento) da ciò che noi pensiamo,percepiamo e cambiamo nel corso del tempo? Qual è e come distinguiamo la realtà oggettiva, quella che conosciamo e quella che immaginiamo? Tutti noi non riusciamo ad avere la stessa idea della realtà , ciò avviene perché possiamo limitarci solo a interpretazioni ed elaborazioni soggettive e sosteniamo quindi punti di vista diversi. Inoltre mi domando spesso chi stabilisca l' oggettività,nella maggior parte dei casi ci si basa sul senso comune ma non possiamo stabilirne la sua verità ed attendibilità. <br>Come distinguiamo ciò che è giusto da ciò che è errato, ciò che è verità da ciò che è menzogna?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 21:55:32 UTC</pubDate>
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         <title>Emma Degiovanni, 3I</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/969456045</link>
         <description><![CDATA[<div>Devo ammettere che la mia mente dopo la visione di questo video era sopraffatta da pensieri e domande che non avevo mai avuto prima.</div><div>Cos’è la realtà?</div><div>Realizzare che tutto quello che ci circonda potrebbe essere un’illusione è abbastanza destabilizzante. Alcuni filosofi dicevano che il reale è qualcosa che sta nella nostra testa. Non sono del tutto in grado di comprendere questa frase; se vedo e sento tutto quello che mi circonda, come può non essere effettivamente reale? come può essere solo nella mia testa? Altri sostenevano che cercare di capire la realtà fosse irrilevante e superfluo, ma non è davvero irrilevante perché se noi non possedessimo delle nozioni di realtà allora tutto quello che è significativo cambierebbe di senso. </div><div>Tra fare e pensare non ci sarebbe differenza quindi tra  pensare di compiere delle azioni e compierle non ci sarebbe differenza, come tra l’essere tristi o felici e depressi o euforici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 22:50:43 UTC</pubDate>
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         <title>Artiom Nesteruk  3T</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/970507635</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La puntata di Zettel è dedicata al tema della realtà.  Che cos’è la realtà? Secondo me la realtà è tutto ciò che possiamo percepire usando uno o più dei cinque sensi. </div><div>Il filosofo realista ci dice che la realtà esiste ed è quello che è indipendentemente da noi .</div><div>Il filosofo realista ci dice due cose: </div><div>Primo ci dice che esistono certe cose indipendentemente da come la si pensi che  per esempio esistono i oggetti materiali come sassi e le montagne oppure eventi come le  guerre oppure entità strane come i numeri . Il queste cose che esistono indipendentemente da noi e  il loro essere ciò che sono esula dal nostro dominio d’azione. il compito delle filosofia ,della metta fisica per filosofo portare alla luce la struttura metafisica delle cose che formulano l’arredo delle realtà che ci circonda. </div><div>Bisogna riflettere molto bene sul primo quesito . Esistono davvero le montagne esistono davvero i numeri? La risposta a queste domande risiede più nel mondo che nella nostra testa.</div><div>Tutto ha a che fare con la realtà, ma tutto ha a che fare con il mondo in cui ci rapportiamo alla realtà .</div><div><br></div>]]></description>
         <pubDate>2020-11-30 09:15:48 UTC</pubDate>
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         <title>Michele Demattè, 3i</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La puntata basata sulla realtà l'ho trovata interessante, ma non sono riuscito a comprendere appieno il video intero e certe parti le ho trovate troppo astratte, forse fra qualche mese lo stesso video mi apparirà più chiaro.<br><br>"Il parlare e il cercare di comprendere il mondo presuppongono la fiducia in una realtà  indipendente da noi" questa citazione del video è la mia preferita, e quella che per me riprende il tema senza però dire cos'è la realtà, visto che non si può arrivare a una definizione o a una visione di realtà che concili tutti i pensieri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 14:28:25 UTC</pubDate>
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         <title>Philip Wessling 3i</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Nel video Maurizio Ferraris fa riferimento al film “matrix” dove uno dei personaggi afferma che l’ignoranza sia un bene, ciò mi ha fatto riflettere e sono giunto alla conclusione che la sapienza sia la fonte di preoccupazioni, stress e quindi di infelicità. Pensando per esempio ad un bambino, che nell’immaginario collettivo è considerato spensierato e con poca conoscenza, le due cose sono strettamente collegate tra di loro infatti i bambini non si preoccupano di tutti i pericoli e dei rischi che non conoscono. Man mano che si fanno esperienze ci si preoccupa sempre di più per avvenimenti spiacevoli, conosciuti grazie all'esperienza, che potrebbero accadere in futuro; d’altra parte più si impara e conosce più semplice sarà evitare le situazioni rischiose. </div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 16:01:53 UTC</pubDate>
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         <title>Anastasia Aleshina 3H</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La puntata di Zettel, dove Maurizio Ferraris ci spiega il tema di realtà, mi è parso molto interessante come argomento, soprattutto perché ognuno ci illustra una visione differente per farci apprendere a pieno il concetto. Alcuni tratti del video non mi erano chiari, infatti ho dovuto riguardarli più volte, anche se al termine mi sono posta molte domande, come per esempio “esiste davvero ció? Esistono davvero i numeri? Tutto ciò che vedo è reale? O le persone accanto a me percepiscono le cose in modo differente”. Inoltre una citazione che non mi è sfuggita di mente è stata “la realtà esiste ed è tutto quello che è indipendente da noi”, perché la realtà, da come ho inteso io, continuerà a esistere anche al di fuori della nostra presenza. Concludendo voglio aggiungere che non solo il tema della realtà per come è stato affrontato è parso interessante ai miei occhi, ma anche temi più delicati come il razzismo, il dibattito sull’ignoranza, l’euforia e la felicità..</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 17:46:10 UTC</pubDate>
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         <title>Sebastian Günther 3i</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/973219391</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella puntata Zettel, tenuta da Maurizio Ferraris, vengono chiariti i concetti della realtà e le varie supposizioni che hanno avuto i filosofi storici e quelli al giorno d'oggi. Mario da Caro si sofferma sulle cose che vennero tolte e aggiunte, per esempio le Streghe e il Razzismo che furono esclusi dall'esistenza e grazie alla scienza, che si basa su dei fatti, ovvero il modo in cui le cose stanno, vennero aggiunti gli atomi. Maurizio Dorato inizia apofaticamente, dicendo cosa non è realtà, p.s una macchina immaginaria, che vorremmo fosse, però se  si guarda un film dell'orrore e si torna a casa tremando dalla paura, non si vorrebbe che esistesse la creatura , che ha provocato il timore, quindi non esistono cose che non vorremo esistessero?<br><br>Due cose che ha citato Ferraris, che purtroppo non ha approfondito sono la tristezza (esternamente) e la depressione (stati d'animo), che al giorno d'oggi vengono confuse molte volte.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 20:03:57 UTC</pubDate>
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         <title>Matilde Cinti Luciani 3i</title>
         <author>matildecintiluciani</author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/973773886</link>
         <description><![CDATA[<div>La puntata di Rai Scuola propostaci tratta di cosa sia la realtà e se l'ontologia può essere considerata una sua prerogativa. Dopo pochi minuti, il conduttore Maurizio Ferraris dichiara che alcuni filosofi sostengono che la realtà è un'illusione. A questa affermazione è subito scaturito nella mia testa un collegamento con il film "The Truman Show", uscito nelle sale nell’anno 1998. Per chi non lo avesse visto, il protagonista Truman Burbank è un uomo come tutti gli altri che pensa di condurre la sua vita normalmente. Con il termine normale si intende ciò che fanno tutti gli individui liberi, ossia prendere proprie decisioni e assumersene la propria responsabilità, diventando artefici del proprio destino. Tuttavia, in questo caso Truman si trova a sua insaputa all'interno di uno studio televisivo e, conducendo la sua vita, costituisce uno degli show più famosi in America. Quindi, ci troviamo davanti ad una situazione in cui il protagonista pensa di vivere in un mondo reale, di prendere decisioni e di sapere cosa lui vuole veramente; ma, in verità, sono i registi che influenzano le sue scelte e decidono per lui. Considero particolare come nonostante egli ritenga di star facendo ciò che <strong>lui</strong> vuole, in realtà agisce secondo ciò che gli autori vogliono. Da questa riflessione, sono arrivata alla conclusione che la realtà influisce la nostra vita anche senza rendercene conto. Di conseguenza, metto in dubbio il fatto che si possa avere una visione ontologica della realtà. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 23:17:11 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Romano 3h</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/federicamontevecchi1/x9kzjp7jeilra6f7/wish/973816546</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video che ci è stato proposto inietta riflessioni sulle emozioni come felicità ed euforia e tristezza e depressione; per finire sulla realtà, su quello che è reale e non. entrambe le riflessioni sono basate sul controllo, cioè: ciò che è reale è ciò che si può controllare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 23:42:07 UTC</pubDate>
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